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    Predefinito Comunione e Liberazione, fatturato giù di 2 milioni. Ma quanti amici per il Meeting:

    Comunione e Liberazione, fatturato giù di 2 milioni. Ma quanti amici per il Meeting: dai signori del gioco d'azzardo alle banche - Il Fatto Quotidiano
    Comunione e Liberazione, fatturato giù di 2 milioni. Ma quanti amici per il Meeting: dai signori del gioco d’azzardo alle banche


    Emilia Romagna
    Si apre la "festa" di Cl: ha perso il 20% del "giro d'affari", ma è ancora tanto ricca. Deve ringraziare gli sponsor che però in gran parte usano soldi pubblici, da Intesa ad Alitalia fino a Finmeccanica. E Poletti porta lo stand che promuove il Jobs Act
    di Emiliano Liuzzi | 20 agosto 2015

    COMMENTI (278)

    Più informazioni su: Autostrade, Comunione e Liberazione, Eni, Finmeccanica, Jobs Act, Marco Carrai,Matteo Renzi, Maurizio Lupi, Monica Maggioni, Poste italiane, Rai, Rimini, Roberto Formigoni, Unipol,Walter Veltroni


    Dai signori del gioco d’azzardo alle banche, dagli enti pubblici e quelli a partecipazione statale, dalle lobby mascherate da associazioni al corner del Jobs Act, pagato dal ministero del Lavoro: il Meeting di Comunione e liberazione anche quest’anno è servito. Grazie agli sponsor, che in gran parte usano soldi pubblici. Nonostante la Compagnia delle opere, cassaforte di Cl, abbia dovuto abbassare le pretese. Il “fatturato” del Meeting, che apre i battenti oggi, 20 agosto, a Rimini, scende dai 7 milioni e 998mila euro dello scorso anno ai 5 milioni e 407mila eurodi quest’anno, una flessione del 20 per cento. Nonostante aiuti ce ne siano a profusione, a partire da quello del governo che, attraverso il ministero del Lavoro, ha acquistato uno spazio all’interno del quale promuoverà la riforma del lavoro. “Non è promozione della legge”, spiegano dal ministero, “ma si tratta solo di un angolo dove verranno date informazioni. Chiunque potrà chiedere delle nuove regole sul contratto a tutele crescenti, sulla maternità, i nuovi ammortizzatori sociali e la semplificazione degli adempimenti burocratici”.
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    Oltre al corner istituzionale – nessuno si sbilancia ufficialmente sulla cifra, fonti del Fatto Quotidiano dentro a Cl dicono che la cifra è di poco inferiore ai 100mila euro – ci sarà il ministro Giuliano Poletti al quale è stato cucito addosso come un abito sartoriale il dibattito: “La via italiana per sostenere lo sviluppo e l’occupazione”. Poletti, oltre a Matteo Renzi che sarà a Rimini mercoledì prossimo, cercherà di convincere un esercito di spettatori indecisi, mai rimasto così a corto di riferimenti politici dopo le cadute di Roberto Formigoni e Maurizio Lupi, storici referenti del movimento. Un’idea su dove andranno ce la si può fare, comunque: mai come quest’anno la partecipazione di fiorentini è stata così alta. C’è Marco Carrai, in qualità di presidente del Cambridge Management Consulting Labs, ma anche Andrea Simoncini, docente di Diritto costituzionale all’Università di Firenze che insieme a Fabio Pammolli, docente all’Institute for Advanced Studies di Lucca, che parleranno di tecnologia. Tra gli imprenditori non manca Nerio Alessandri, presidente e amministratore delegato Technogym, grande sponsor di Renzi, e Brunello Cucinelli, il re del cachemire e fan del giglio magico: loro, entrano al Meeting in quota renziana, non hanno bisogno di sborsare quattrini per lo stand.
    Il programma non ha acuti, ma a Rimini arriveranno comunque 700mila persone. Ci sarà Monica Maggioni, neo presidente Rai, ma già in programma da prima; Walter Veltroni, attraverso Sky, altro sponsor della rassegna, presenterà il suo ‘I bambini sanno’, film che non ha goduto di grandi successi. Tra i giornalisti ospiti anche Gianni Riotta, editorialista de La Stampae, per fingere un contraltare, Piero Sansonetti, direttore delGarantista. Resta paradossale come Lottomatica si metta a disposizione dell’evento di Rimini come partner ufficiale e contribuisca a far raggiungere i 3 milioni e 600 mila euroinsieme a Intesa San Paolo, Ferrovie dello Stato,Finmeccanica, Eni, Autostrade e Poste italiane, i principali sponsor sui quali i ragazzi che furono di Roberto Formigoni possono contare. Uno stand, quello dell’azzardo legalizzato, che vale 200 mila euro.
    Il Meeting è così: ha un prezzo a metro quadro, circa 500 euro. E il puzzle messo in piedi grazie all’architettura di potere di Formigoni faceva confluire soldi da tutta Italia. Le Regioni, quasi tutte, dal Veneto alla Sardegna, deliberavano dai 100 mila ai 150 mila euro come sponsorizzazione a fondo perduto. Quest’anno, con una cifra più che dimezzata, sono rimaste l’Emilia Romagna, costretta a pagare una sorta di dazio perché il meeting resti a Rimini, e la Lombardia che, nonostante il governo leghista si è allineata alla buona tradizione del Celeste, soprattutto perché il Meeting del futuro sarebbe un discreto sfogo per le aree attualmente occupate dall’Expo. Resta sponsor il Comune di Ascoli, ma capire la motivazione è molto difficile, così come l’aeroporto di Venezia che geograficamente è un po’ distante, ma la giustifica come “promozione necessaria”. Di interessi sul piatto, come sempre, anche l’edizione 2015 abbonda: molti degli esperti chiamati ai dibattiti contribuiscono con soldi, attraverso enti o aziende, all’allestimento del Meeting. Come il dibattito“Scommettere e investire sull’Italia”. Guida Graziano Delrio, partecipano James Hogan, presidente di Etihad Airways e vicepresidente Alitalia (partner del Meeting) e Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol (altro sponsor a Rimini). L’elenco può andare avanti: la Ferrero, per esempio, riempirà di Nutella i visitatori, poi l’amministratore delegato andrà a parlare di “aziende dal volto umano”.
    Non manca, tra i relatori, Mauro Moretti: gli anni passati parlava di trasporti come ad di Ferrovie, quest’anno entra in quotaFinmeccanica, ma sempre un grande sponsor resta. Meeting che, per i numeri uno di Eni e Ferrovie, arriva come una ventata di fiducia: essere sponsor e presenti potrebbe anche servire per mantenere due poltrone che traballano da tempo.
    da Il Fatto Quotidiano del 19 agosto 2015

  2. #2
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    Predefinito Re: Comunione e Liberazione, fatturato giù di 2 milioni. Ma quanti amici per il Meeti

    Grand Hotel Rimini
    (Marco Travaglio)
    Il Fatto Quotidiano del 20/08/2015

    Oggi a Rimini si inaugura il 36° Meeting per l’amicizia fra i popoli, ma soprattutto fra Comunione e Liberazione e il governo di turno: guest star Matteo Renzi con cinque suoi ministri. E tutti a chiedersi se la Compagnia delle Opere, braccio finanziario di Cl, si sia per caso convertita al renzismo. Domanda sbagliata: come tutti i soggetti di saldi principi, la Cdo sta sempre con chi comanda. E, siccome l’Italia cambia spesso governo, la Cdo cambia spesso idea.
    La prima volta, nel 1980, c’era Andreotti, quintessenza della Dc e santo patrono e padrino di Cl, col giovine Formigoni a reggergli la borsa (lì il “movimento ecclesiale” anticipò il suo fiuto rabdomantico per i futuri protagonisti delle cronache giudiziarie: ne avesse mancato uno).
    La seconda volta, nell’81, troneggiava il primo premier laico, Spadolini.
    Nell’82 direttamente papa Wojtyla, ubi maior.
    Nell’83 Forlani, vicepremier di Craxi.
    Nell’84 Fanfani.
    Nell’86 addirittura Gava.
    Nell’88 De Michelis, ri-Spadolini, ri-Andreotti, ma soprattutto Martelli, accolto come una star perché Cielle flirtava col Psi.
    Nel ‘91, contrordine ciellini: la nota lobby puntava sul governissimo Dc-Pci, dunque ecco D’Alema, diciamo, che riuscì a oscurare il picconatore Cossiga. Andreotti saltò un giro, in punizione per la guerra all’Iraq degli adorati (da Formigoni) Saddam Hussein e Tarek Aziz.
    Nel ‘92, coi primi avvisi di garanzia ai tangentari e dunque ai capi del Movimento popolare, gran sfilata di De Mita, Veltroni e Rutelli.
    Nel ‘93, con mezzo vertice ciellino inquisito, nessun leader di partito, in compenso Kohl e Scalfaro: Formigoni, che aveva capito tutto, lanciò una nuova corrente Dc col plurindagato Sbardella, detto lo Squalo, e il vice di don Giussani lo definì “il politico più stupido del mondo”.
    Nel ‘94 B. era appena salito al governo contro i giudici, e Cl dietro: lui non venne, però mandò la Pivetti, la Maiolo e i ministri Biondi, Mastella, D’Onofrio e Guidi.
    Nel ‘95 governava Dini, ed ecco i suoi ministri Susanna Agnelli e Treu.
    Nel ‘96 vinse Prodi, non molto popolare nel Movimento Popolare: ergo niente politici. Romiti però, essendo imputato, sì.
    Nel ‘97 c’era l’inciucio Bicamerale per mettere il guinzaglio ai pm: tappeto rosso a Boato.
    Nel ‘98, i dalemiani Bersani e Turco.
    Nel‘99 già governava D’Alema, allora Cl chiamò Prodi, più Galan.
    Nel 2000 la prima volta di B., che finanziava la baracca dall’inizio, con altri galantuomini tipo Ciarrapico e Tanzi.
    Nel 2001 mezzo governo B. va in gita premio a Rimini: Tremonti, Castelli, Gasparri, Moratti, Sirchia, Maroni, Buttiglione, Pisanu, più Bersani (cerniera fra coop bianche e rosse).
    Nel 2002 il tema era “La contemplazione della bellezza”, infatti arrivarono Pera, B., Moratti, Sirchia, Gasparri, Buttiglione, Alemanno e Matteoli.
    Nel 2003, oltre a Bersani (ormai parte del mobilio), sbarcarono Fini, Fassino, Pisanu, Formigoni, Frattini, D’Alema e Fassino.
    Nel 2004 ri-Bersani, Albertini, Follini, Enrico Letta eVeltroni, poi i promotori si accorsero che non c’erano pregiudicati e corsero a invitare gli ex Nar Fioravanti e Mambro e l’ex Br Mantovani.
    Nel 2005 Pera, Ferrara, Magdi Non-Ancora-Cristiano Allam, Fini, Pisanu, Tremonti e financo la Roccella.
    Nel 2006, col ritorno della sinistra, Rutelli, Mastella e l’eterno Bersani, ma anche B. e, in rappresentanza di Cosa Nostra, Andreotti e Cuffaro.
    Nel 2007 Bersani, Chiti e Tremonti.
    Nel 2008, sul tema “Protagonisti o nessuno”, si scelse la seconda opzione: Sacconi, Bondi, Frattini, Alfano, Alemanno, Formigoni, Lupi, Gelmini, Calderoli, Gasparri, Magdi Ora-Sì- Cristiano Allam e – sorpresina –Bersani.
    Nel 2009 passerella di scienziati per l’anniversario di Galileo: Schifani, Scajola, Tremonti, Sacconi, Gelmini, Calderoli e – indovinate un po’? – Bersani.
    Nel 2010 standing ovation per il card. Scola e mons. Marchionne.
    Nel 2011 B. è al tramonto, ma non a Rimini: sfilano Alfano, Tremonti, Frattini, Mauro, Alemanno, Calderoli, Maroni, Lupi, Matteoli, Sacconi, Tajani, Romani. Però si capisce che comanda Napolitano, infatti la kermesse la apre lui con un monito extralarge.
    Nel 2012 Monti va al governo e chi ti spunta al Meeting? Monti (con Passera).
    Nel 2013 Letta va al governo, e chi ti sbuca a Rimini? Letta.
    Nel 2014 va su Renzi, e chi ti invita la Cdo? Renzi. Che però ha da fare (“una riforma al mese”, mica cazzi).
    La slurpata è rinviata al 2015, dal titolo “Di che è mancanza questa mancanza, cuore, che ad un tratto ne sei pieno?”, tratto non dal solito film della Wertmüller, ma da una poesia di Luzi.


    Articolo intero su Il Fatto Quotidiano del 20/08/2015.

  3. #3
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    Predefinito Re: Comunione e Liberazione, fatturato giù di 2 milioni. Ma quanti amici per il Meeti

    ... in sostanza sono passati tutti i politici dell'ultimo trentennio e ovviamente per i nostri illustri pensatori è dunque un ricettacolo di delinquere ... gli bastasse scriverselo e leggerselo per i fatti ( o meglio per il fatto) loro, pazienza, ma no ...

    tali inutili minchiate devono, non si sa perchè, essere continuo oggetto di pedissequo copincolla, senza costrutto alcuno.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  4. #4
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    Predefinito Re: Comunione e Liberazione, fatturato giù di 2 milioni. Ma quanti amici per il Meeti

    Com'è che SOLO dopo Galantino state scoprendo l'acqua calda?

    Eh ma la massoneria internaSCional......questa qui è quella nostrana invece

 

 

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