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    Predefinito EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Poi ci si chiede perchè il mondo libero difende Israele.

    Punizione per l'attore egiziano
    La colpa? Un abbraccio all'israeliana

    Nabawy rischia la sospensione. «Non doveva farlo»
    Aperta un’inchiesta dopo la «passerella» a Cannes

    Punizione per l'attore egiziano
    La colpa? Un abbraccio all'israeliana

    Nabawy rischia la sospensione. «Non doveva farlo»


    I due attori, a sinistra della fila, si tengono per mano a Cannes
    GERUSALEMME — Galeotto fu l’abbraccio. «Khaled, guarda qui!». Flash. «Liraz, vòltati!». Raffica di scatti. Un mese fa, un po’ imbarazzati, i due sorridevano sulla Croisette. Lui impomatato e incravattato. Lei coi capelli sciolti sulle spalle scoperte. Lui egiziano: attore impegnato nella politica e dai contratti con la tv di Stato. Lei israeliana: attrice trasferita a Hollywood e con un breve passato di cantante. Khaled al-Nabawy e Liraz Charhi si godevano il loro minuto di red carpet, a Cannes. Due belle particine di fratello e sorella in Fair Game, l’ultimo film con Sean Penn e Naomi Watts, storia di Spy&Iraq. «Abbracciatevi!», aveva gridato alla fine un paparazzo: e loro s’erano abbracciati. Senza pensarci troppo. Senza immaginare che quella foto, rimbalzata su tutti i siti mediorientali, pubblicata su tutti i giornali arabi, avrebbe scatenato l’ira. E sarebbe costata il posto.

    GELO AL CAIRO - Secondo copione, a rimetterci è stato il povero Nabawy. Che è tornato al Cairo, dove vive, e s’è trovato circondato dal gelo. I contratti rivisti. Qualche telefono muto. «Mi hanno messo sotto processo», s’è sfogato col suo agente. Letteralmente: il Sindacato attori egiziani, potente corporazione governativa, ha aperto un’inchiesta su quel film e su quell’abbraccio. Accusa: «Normalizzazione dei rapporti con Israele», attività ancora punibile nonostante trent’anni di pace firmata fra i due Paesi. Nabawy sarà interrogato nei prossimi giorni dal leader del sindacato, Ashraf Zaki: «Gli chiederò se sapeva, prima di firmare per la parte, che la Charhi era una cittadina americana d’origine israeliana e che aveva prestato due anni di servizio nell’esercito sionista». Nel caso la risposta non soddisfi la commissione interna, l’attore riceverà una lunga sospensione. E a 39 anni — nel mezzo d’una carriera che l’ha fatto recitare con Ridley Scott, girare film sulla repressione in Libano, ricevere premi panafricani —, per lavorare (e per un bel po’) dovrà cambiare aria.

    LA PASSERELLA CONTESTATA - Cose d’Egitto. Dov’è normale che le associazioni d’artisti decidano che cosa va bene. Qualche settimana fa, l’Unione dei musicisti ha ottenuto che «l’ateo e omosessuale» Elton John cancellasse la data del suo concerto. Ancora più delicato, se si parla d’Israele. In un Paese dove il ministro della Cultura minacciò di bruciare i libri in ebraico; dove la settimana scorsa è stato negato il visto al rettore dell’università di Haifa, ospite d’un congresso accademico, in risposta alla porta sbattuta in faccia dagl’israeliani a Noam Chomsky; dove una sentenza della Corte suprema cairota ha tolto la cittadinanza agli egiziani che sposino israeliani. La passerella di Cannes, no, non poteva passare: «Sono sicura che la foto non c’entra nulla», dice Liraz, 32 anni, discendenze iraniane: «Nabawy sapeva già che avrebbe pagato il prezzo per questa nostra collaborazione sullo schermo... ». E come fa a dirlo? «Perché Doug Liman, il regista, per quel ruolo aveva già ingaggiato un altro attore egiziano, prima di Nabawy. Ma poi erano arrivate minacce e quest’attore, saputo che nel cast c’ero io, s’era dovuto ritirare: disse che altrimenti avrebbe smesso di lavorare in tutto il mondo arabo. A quel punto, ero sicura che a rimetterci sarei stata io, che m’avrebbero lasciata a casa. E invece è arrivato Nabawy: un attore vero, un uomo, un professionista che veniva sul set solo per fare il suo mestiere».

    SCIOCCATA - Liraz è scioccata: «Lavorare insieme non è sembrato strano a nessuno dei due. E a Cannes, quando ci hanno fatti sedere vicini, non ci abbiamo fatto gran caso. Khaled non ha detto nulla nemmeno quando ci han fatto quelle foto. Io lo sapevo che qualcuno si sarebbe arrabbiato. Ma credevo che, vedendoci insieme, passasse anche un altro tipo di messaggio. Non potevo immaginare una simile ostilità. E che l’avrebbero addirittura messo alla porta». C’è un film di qualche anno fa, La Banda: la storia di un’orchestrina della polizia egiziana che arriva in Israele per suonare e invece finisce dimenticata, da qualche parte, in un angolo di deserto nel Negev... In questi giorni, Liraz ha provato a cercare Khaled, senza trovarlo: «Mi spiace. Sognavamo un’altra musica».

    Francesco Battistini
    17 giugno 2010


    Punizione per l'attore egiziano La colpa? Un abbraccio all'israeliana - Corriere della Sera
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  2. #2
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    a Elton John fu vietato di esibirsi in Egitto perchè dichiarò che Gesù era gay

    “Dice che Gesù era gay non lo vogliamo” Elton John perde l’Egitto

    e siccome è considerato un profeta è stato mandato a calci in culo.

    Visto che non ci pensano i cristiani a tutelarlo......

  3. #3
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Poi ci si chiede perchè il mondo libero difende Israele.

    Punizione per l'attore egiziano
    La colpa? Un abbraccio all'israeliana

    Nabawy rischia la sospensione. «Non doveva farlo»
    Aperta un’inchiesta dopo la «passerella» a Cannes

    Punizione per l'attore egiziano
    La colpa? Un abbraccio all'israeliana

    Nabawy rischia la sospensione. «Non doveva farlo»


    I due attori, a sinistra della fila, si tengono per mano a Cannes
    GERUSALEMME — Galeotto fu l’abbraccio. «Khaled, guarda qui!». Flash. «Liraz, vòltati!». Raffica di scatti. Un mese fa, un po’ imbarazzati, i due sorridevano sulla Croisette. Lui impomatato e incravattato. Lei coi capelli sciolti sulle spalle scoperte. Lui egiziano: attore impegnato nella politica e dai contratti con la tv di Stato. Lei israeliana: attrice trasferita a Hollywood e con un breve passato di cantante. Khaled al-Nabawy e Liraz Charhi si godevano il loro minuto di red carpet, a Cannes. Due belle particine di fratello e sorella in Fair Game, l’ultimo film con Sean Penn e Naomi Watts, storia di Spy&Iraq. «Abbracciatevi!», aveva gridato alla fine un paparazzo: e loro s’erano abbracciati. Senza pensarci troppo. Senza immaginare che quella foto, rimbalzata su tutti i siti mediorientali, pubblicata su tutti i giornali arabi, avrebbe scatenato l’ira. E sarebbe costata il posto.

    GELO AL CAIRO - Secondo copione, a rimetterci è stato il povero Nabawy. Che è tornato al Cairo, dove vive, e s’è trovato circondato dal gelo. I contratti rivisti. Qualche telefono muto. «Mi hanno messo sotto processo», s’è sfogato col suo agente. Letteralmente: il Sindacato attori egiziani, potente corporazione governativa, ha aperto un’inchiesta su quel film e su quell’abbraccio. Accusa: «Normalizzazione dei rapporti con Israele», attività ancora punibile nonostante trent’anni di pace firmata fra i due Paesi. Nabawy sarà interrogato nei prossimi giorni dal leader del sindacato, Ashraf Zaki: «Gli chiederò se sapeva, prima di firmare per la parte, che la Charhi era una cittadina americana d’origine israeliana e che aveva prestato due anni di servizio nell’esercito sionista». Nel caso la risposta non soddisfi la commissione interna, l’attore riceverà una lunga sospensione. E a 39 anni — nel mezzo d’una carriera che l’ha fatto recitare con Ridley Scott, girare film sulla repressione in Libano, ricevere premi panafricani —, per lavorare (e per un bel po’) dovrà cambiare aria.

    LA PASSERELLA CONTESTATA - Cose d’Egitto. Dov’è normale che le associazioni d’artisti decidano che cosa va bene. Qualche settimana fa, l’Unione dei musicisti ha ottenuto che «l’ateo e omosessuale» Elton John cancellasse la data del suo concerto. Ancora più delicato, se si parla d’Israele. In un Paese dove il ministro della Cultura minacciò di bruciare i libri in ebraico; dove la settimana scorsa è stato negato il visto al rettore dell’università di Haifa, ospite d’un congresso accademico, in risposta alla porta sbattuta in faccia dagl’israeliani a Noam Chomsky; dove una sentenza della Corte suprema cairota ha tolto la cittadinanza agli egiziani che sposino israeliani. La passerella di Cannes, no, non poteva passare: «Sono sicura che la foto non c’entra nulla», dice Liraz, 32 anni, discendenze iraniane: «Nabawy sapeva già che avrebbe pagato il prezzo per questa nostra collaborazione sullo schermo... ». E come fa a dirlo? «Perché Doug Liman, il regista, per quel ruolo aveva già ingaggiato un altro attore egiziano, prima di Nabawy. Ma poi erano arrivate minacce e quest’attore, saputo che nel cast c’ero io, s’era dovuto ritirare: disse che altrimenti avrebbe smesso di lavorare in tutto il mondo arabo. A quel punto, ero sicura che a rimetterci sarei stata io, che m’avrebbero lasciata a casa. E invece è arrivato Nabawy: un attore vero, un uomo, un professionista che veniva sul set solo per fare il suo mestiere».

    SCIOCCATA - Liraz è scioccata: «Lavorare insieme non è sembrato strano a nessuno dei due. E a Cannes, quando ci hanno fatti sedere vicini, non ci abbiamo fatto gran caso. Khaled non ha detto nulla nemmeno quando ci han fatto quelle foto. Io lo sapevo che qualcuno si sarebbe arrabbiato. Ma credevo che, vedendoci insieme, passasse anche un altro tipo di messaggio. Non potevo immaginare una simile ostilità. E che l’avrebbero addirittura messo alla porta». C’è un film di qualche anno fa, La Banda: la storia di un’orchestrina della polizia egiziana che arriva in Israele per suonare e invece finisce dimenticata, da qualche parte, in un angolo di deserto nel Negev... In questi giorni, Liraz ha provato a cercare Khaled, senza trovarlo: «Mi spiace. Sognavamo un’altra musica».

    Francesco Battistini
    17 giugno 2010


    Punizione per l'attore egiziano La colpa? Un abbraccio all'israeliana - Corriere della Sera
    se un uomo israeliano si sposa con una palestinese non puo fare il rocongiungimento familiare

  4. #4
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da Salah al-Din Visualizza Messaggio
    a Elton John fu vietato di esibirsi in Egitto perchè dichiarò che Gesù era gay

    “Dice che Gesù era gay non lo vogliamo” Elton John perde l’Egitto

    e siccome è considerato un profeta è stato mandato a calci in culo.

    Visto che non ci pensano i cristiani a tutelarlo......
    Un'altra prova dell'inciviltà di certi fanatici che vogliono limitare la libertà d'espressione.
    Ultima modifica di Juv; 18-06-10 alle 10:31
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  5. #5
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da blobb Visualizza Messaggio
    se un uomo israeliano si sposa con una palestinese non puo fare il rocongiungimento familiare
    Mi sembra strano dato che ci sono centinaia di migliaia di cittadini arabo israeliani. Ma se anche fosse, sarebbe in linea con molti altri paesi, dove il ricongiungimento famigliare non è una cosa automatica.

    Ma almeno hanno avuto modo di consocersi. In Egitto non si può nemmeno toccarsi. Chissà cosa sarebbe successo se le avesse dato un bacio.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  6. #6
    ...
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Ma l'Egitto non era lo Stato islamico moderato per antonomasia? :gratgrat:
    Ultima modifica di Cuordy; 18-06-10 alle 11:21
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


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  7. #7
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da Salah al-Din Visualizza Messaggio
    a Elton John fu vietato di esibirsi in Egitto perchè dichiarò che Gesù era gay

    “Dice che Gesù era gay non lo vogliamo” Elton John perde l’Egitto

    e siccome è considerato un profeta è stato mandato a calci in culo.

    Visto che non ci pensano i cristiani a tutelarlo......
    Il film tratto dal Libro di Dan Brown, il Codice Da Vinci, è vietato nei Paesi islamici in quanto blasfemo verso Gesù.:giagia:
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #8
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Il film tratto dal Libro di Dan Brown, il Codice Da Vinci, è vietato nei Paesi islamici in quanto blasfemo verso Gesù.:giagia:
    diversa concezione della fede, per alcuni è tutto per altri è nulla.

  9. #9
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da Salah al-Din Visualizza Messaggio
    diversa concezione della fede, per alcuni è tutto per altri è nulla.
    Per alcuni è "figo e progressista" prendersi gioco della religione e della Tradizione per altri no. Io sono dalla parte degli "altri", sempre e comunque.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito Rif: EGITTO: attore punito. Abbracciò un israeliana.

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    Per alcuni è "figo e progressista" prendersi gioco della religione e della Tradizione per altri no. Io sono dalla parte degli "altri", sempre e comunque.
    l'essere "figo e progressista" non sarebbe male di per sè, il problema è che spesso dietro questa "ideologia" si nasconde il "critico gli altri e vorrei fare come loro" il che rende più ipocrita, soprattutto quando si presume che siano paladini di una fede dalla quale nulla attingono.

    Io sono ateo, ma per me la libertà di culto è intoccabile, l'autodeterminazione e l'illuminazione* sono cose che devono riguardare i diretti interessati e non devono subire pressioni esterne, pena il conflitto.

    *illuminazione inteso come anteporre la ragione prima della fede e far convivere i pensieri senza che uno prevalichi l'altro, l'istruzione è fondamentale ovunque, più dei beni alimentari e democratici, io "purtroppo" ho subito la prevalicazione della ragione sulla fede, invidio i fedeli, quelli veri che confidano nei punti sinceri dei loro sacri libri.
    Ultima modifica di Salah al-Din; 18-06-10 alle 13:33

 

 
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