Roma: Antonini (Cpi) su sgombero Regina Elena, Alemanno come e peggio di Veltroni
‘’Due sindaci, stessa politica: far fare affari ai costruttori e proteggere Action’’
Roma, 23 giugno – Alemanno? ‘’Come e peggio di Veltroni’’. L’affondo è di Andrea Antonini, consigliere di CasaPound Italia in XX Municipio, che al primo cittadino contesta la gestione dello sgombero dell’occupazione targata Action dell’ex Regina Elena, ma non solo. Perché, secondo Antonini, ‘’a due anni dalla sua elezione a sindaco di Roma, una carica a cui è arrivato spinto dall’urgenza della richiesta di cambiamento che proveniva dai cittadini della Capitale, Alemanno non ha fatto assolutamente niente sul fronte dell’emergenza abitativa, se non continuare, sulla scia del suo predecessore, a portare avanti quella politica dei ‘residence’ che non fa altro che arricchire i costruttori, ostinandosi in un atteggiamento di favore, se non di sudditanza, nei confronti dei soliti noti di Action e del consigliere comunale Andrea Alzetta’’.
‘’La questione del Regina Elena da questo punto di vista è eloquente – sottolinea Antonini – Senza nemmeno ascoltare cosa il Municipio XX avesse da dire in merito, il sindaco ha deciso di trasferire le famiglie, in gran parte straniere, sgomberate dopo un’occupazione durata poco più di un anno, in un residence di proprietà di Armellini, presumibilmente, peraltro, dietro pagamento di un congruo canone. Una soluzione certamente dispendiosa, che per sua natura non solo non risolve un problema strutturale della città, ma non fa che creare ulteriori situazioni di degrado e pericolo sociale, come è già avvenuto in tutti i quartieri della Capitale dove sono state create strutture analoghe’’.
‘’Una situazione così paradossale che è stata stigmatizzata anche dai consiglieri del Pd del XX Municipio, che appena due anni fa erano schierati con la politica filo-Action di Veltroni e non si scandalizzavano nemmeno quando all’organizzazione di Alzetta venivano assegnati incarichi istituzionali come la gestione dello sportello casa, e che oggi, forti di quell’ipocrisia massima che li contraddistingue, prendono posizione contro il trasferimento nel nostro quartiere delle famiglie sgomberate’’.




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