Per gli austriaci, il valore di un bene risulta dal rapporto tra domanda e offerta, non dalla quantità di lavoro necessaria alla sua produzione. Tuttavia, l'offerta complessiva di un bene dipende dalla quantità complessiva di lavoro che è stata necessaria per produrlo, no? a parità di produttività del lavoro, più lavoro = più beni prodotti = più offerta di beni = (a parità di domanda dei beni) minor valore per ogni singolo bene. Cioè la teoria del valore-lavoro, uscita dalla porta, mi pare rientrare dalla finestra (tramite l'offerta). Dove sta l'inghippo? dove sbaglio? (mi duole assai vestire i panni dell'economista classico, che ancora distingue il prezzo di produzione da quello di mercato, ma tant'è). Vi ringrazio anticipatamente.




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