Percentuale dei vari aplogruppi ai quali appartengono gli Italiani [9]

R1b R1a I1 I2a I2b J T G E3b
% 49% 2,5% 2,5% 3% 1% 20% 4% 7% 11%


Gli aplogruppi R1b, R1a ed I sono presenti in Europa dal paleolitico mentre gli aplogruppi J, T, G, E3b sono presenti in Europa dal neolitico . Per quanto riguarda l'aplogruppo R1b in particolare , in Italia prevale la subclade R1b1c8 originatasi probabilmente nella penisola .



Diversità genetica Y-DNA

I due estremi dell'Italia peninsulare dimostrano una differenza genetica. È bene specificare che le mappe qui riportate non schematizzano le differenze tra l'intero corredo genetico, bensì solo di alcuni aplogruppi. Le differenze genetiche tra Nord e Sud, appianate nel corso del XIX e XX secolo a causa delle forti migrazioni interne, sono riconducibili alle residue tracce genetiche lasciate dalle antiche popolazione italiche, ma meglio ricordare che un italiano nativo di Milano risulta molto più simile ad un abitante di Napoli, che ad un qualsiasi cittadino europeo, infatti i corredi genetici degli abitanti del Nord e del Sud Italia sono praticamente identici (con l'eccezione dei Sardi). Nella zona alpina, in buona parte della Pianura Padana, dell'Emilia e della Romagna, più della metà della popolazione appartiene all'aplogruppo R1b . Questa percentuale scende gradualmente nel Piemonte centrale e nella Toscana centrale (meno del 50%) giungendo a percentuali molto basse nella Liguria occidentale e nel centro-sud della penisola (25%), e soprattutto nell'estremo sud (14% in Calabria e Sicilia).

A prevalere in Liguria (37%) e nell'estremo sud della penisola sono invece gli aplogruppi J2 ed E3b che in alcune zone della Calabria, della Sicilia e della Lucania raggiungono percentuali che vanno dal 40% al 50%, mentre sono pressoché assenti nel Molise (0%-7%) e scarsamente diffusi nella Campania settentrionale tra Benevento, Avellino (17%) e Napoli (27%). Una discreta diffusione di questi aplogruppi è presente anche in Italia centrale (nel Lazio, in Umbria e negli Abruzzi) e nel Piemonte meridionale: dal 37% al 27%.

Secondo una moderna indagine genetica l'alta presenza di questi aplogruppi nel Sud Italia sarebbe da imputare in parte alla colonizzazione greca avvenuta in epoca classica: circa il 37% dei Siciliani, infatti, discende direttamente dai coloni magno-greci [11]. Gli aplogruppi J2 ed E3b sono inoltre particolarmente diffusi nel Vicino Oriente dove si ritiene si siano originati , in Europa sono presenti anche in percentuali medio basse fra i francesi gli austriaci i cechi e i balcanici [12] . Nel centro Italia prevale la componente Italica specialmente in Toscana e Marche che possiedono più affinità con il Nord che con il Sud, mentre il Lazio e l'Umbria si presentano come una zona d'incontro fra Nord e Sud.





Migrazioni Alto Medioevali Y-DNA

Le migrazioni avvenute nel suolo italiano dalla caduta dell'impero romano fino all'anno 1000 d.c. non hanno alterato in maniera significativa il patrimonio genetico del popolo italiano, né i Longobardi né i Normanni infatti hanno lasciato un'impronta genetica degna di rilievo fra i moderni italiani, si calcola che l'aplogruppo I1 associato ai popoli germanici e alle migrazioni dei popoli germanici sia diffuso fra gli italiani del nord nell'ordine del 2-3% e sul 1-1,5% fra gli italiani del sud [13]. Altri aplotipi che potrebbero essere penetrati in Italia assieme agli invasori germanici sono l'aplogruppo R1a a cui appartiene il 2,5% degli Italiani e alcune subcladi dell'aplogruppo R1b (in particolare la subclade R1b1c9 a cui appartiene il 3,5% degli italiani [14] ed è particolarmente diffusa fra i popoli dell'Europa nord-occidentale) essendo però questi aplogruppi appena citati piuttosto diffusi anche in altre etnie europee è difficile stabilire se siano stati veramente introdotti in Italia da genti germaniche o da altri popoli (es. gli Slavi). L'eredità germanica o nordica fra gli italiani si aggira quindi intorno al 5-10% .

Ulteriori migrazioni di popoli come le scorrerie saracene non hanno intaccato la composizione etnica del popolo italiano, eccezion fatta per la Sicilia dove la civiltà araba ha prosperato per circa un secolo e l'impatto della colonizzazione arabo-berbera è avvenuto in modo più intenso, non modificando tuttavia in modo significativo la composizione etnica originaria dell'isola [15]. In definitiva il contributo berbero si stima al 7,5% in Sicilia , 6,5% in Puglia Nord-Occidentale , 4,8% in Campania orientale , è da sottolineare il fatto che precedenti studi effettuati nelle stesse aree diedero percentuli minori. Le altre regioni dimostrano percentuali minori, dallo 0 al 2% [16] [17] .

Composizione genetica degli Italiani mtDNA

Percentuali degli aplogruppi del dna mitocondriale fra gli italiani :


H V J T U K I W X2 altri
33,5% 4,5% 7,5% 12% 12,5% 7% 2% 2,5% 2% 16,5%


In Italia come nel resto dell'Europa l'aplogruppo più diffuso è l'aplogruppo H che si originò probabilmente circa 20.000 anni fa in Europa meridionale o vicino oriente . Seguono l'aplogruppo V , originatosi in Iberia 15.000 anni fa , l'aplogruppo J originatosi nel vicino oriente o nel caucaso , W (Europa nord-orientale 25,000 anni fa) , T (Mesopotamia 17,000 anni fa) , U (Asia occidentale 60,000 anni fa), I (30,000 anni fa probabilmente in Europa), K (16,000 anni fa nel vicino oriente), X2 (più di 30,000 anni fa nell'Europa nord-orientale)[18][19].

Storia genetica dell'Italia - Wikipedia