Salvini dichiara che è tutta colpa dello Stato sulla vicenda della coppia ammazzata a Catania da un immigrato ivoriano. Tutta colpa dello Stato. Una frase che più terrona non si può. Dare sempre la colpa allo Stato e pretendere da esso la soluzione di ogni cosa, è uno di quegli atteggiamenti che ha rovinato e rovina il Sud d’Italia. Salvini si accoda al peggio pur di raccattare voti. Bisognerebbe introdurre il reato di prostituzione politica, multa di 500 Euro a marchetta, come quella che i vigili danno ai puttanieri in auto. Ma Salvini non è terrone solo per convenienza, lo è di natura.
Se avesse infatti un quoziente intellettivo nella media, riuscirebbe a capire che l’invasione biblica in atto, non è colpa dello Stato italiano che non conta un emerito cazzo di nulla in ambito internazionale. Ma della storia che è una cosa seria. L’Italia è da decenni l’utile idiota della politica estera statunitense. Forse Salvini era impegnato a dare volantini contro i napoletani che puzzano o i calabresi che sono piccoli e pelosi alla sagra della salciccia in alta Val Pirlona, e non si è accorto che l’Italia da anni da miliardi, armi e uomini per guerre folli decise da Washington. L’Italia ed i suoi alleati hanno speso risorse immani per radere al suolo intere aree del pianeta. E senza risolvere nessun problema ma creandone sempre di nuovi e peggiori, l’ultimo l’ISIS. Con i miliardi buttati nel cesso in guerre suicide, l’Occidente avrebbe creato sviluppo economico e benessere in Medioriente e Africa, le aree da dove arrivano i rifugiati.
E invece, con le bombe, ha creato una devastazione tale che la gente comune (la grande maggioranza di persone normali che vogliono solo un lavoro, sicurezza, la scuola per i figli e un ospedale decente) è costretta a scappare in cerca di qualcosa da mangiare. Forse Salvini era impegnato a distribuire volantini per chiedere vagoni solo per negri a Quarto Oggiaro, oppure a mettere i manifesti per difendere gli allevatori di montoni in Val Ciula, ma è questo che è successo. Il mondo è spaccato in due tra ricchi e poveri da decenni, noi non abbiamo fatto un cazzo per aiutarli a stare meglio (abbiamo investito le monetine che ci avanzavano in cooperazione, e paesi come Francia e Inghilterra hanno continuato a sfruttarli nel silenzio continentale) e abbiamo speso risorse spropositate per bombardarli, perché ci sentivamo insicuri.
Risultato? Oggi siamo ancora più insicuri (prendere il treno sarà come prendere l'aereo), e quei paesi a cui volevamo dare democrazia e libertà sono alla fame. Oggi che questa meschina ipocrisia storica è scoppiata, cosa dobbiamo fare? Muri, fili spinati, sparare sui barconi? Stanno arrivando le briciole. Un rapporto ONU parla di venti milioni di persone pronte a partire solo dall’Africa. L’Afghanistan, l’Iraq, la Siria, i Palestinesi, la Libia, sono saltate in area intere civilizzazioni millenarie. Forse Salvini era impegnato a difendere qualche pistolero brianzolo, ma siamo di fronte ad un esodo potenziale che rischia di cambiare la fisionomia della nostra società per sempre. E con essa la nostra vita di ogni giorno. Se Salvini, e con lui la peggiore classe dirigente che una democrazie moderna potesse immaginare che è quella che ci governa da decenni in Italia, avessero un minimo di dignità, sparirebbero per sempre. In un mondo globalizzato, votare imprenditori o sindaci di provincia e diventato troppo pericoloso. E oggi toglierseli di mezzo e puntare ad una classe dirigente all'altezza, è diventata una questione addirittura di sicurezza nazionale.
Che fare adesso? La strada rimane quella di sempre. Mettere quello squilibrato di Ivoriano in galera e buttare via le chiavi, accettare una quota ponderata di veri rifugiati, e investire tutta la propria politica estera nella cooperazione allo sviluppo, investendo nei paesi per noi più strategici che sono quelli da cui arrivano i migranti. Basta buttare nel cesso miliardi di Euro dei contribuenti in guerre idiote e in pagliacciate di peacekeeping. Aiutiamoli a casa loro, ma per davvero. Abbiamo le competenze e l'esperienza nella cooperazione, servono soldi.
E che quel terrone di Salvini si ritiri in Val Ciarlatana a bere grappa e mangiare palle di caprone in umido.