Germania, Linke e Verdi agguantano i socialdemocratici

L’SDP tedesco è stato sicuramente il precursore della grande crisi delle socialdemocrazie europee. Il partito di Schroder non ha visto il tracollo verticale nei consensi del Pasok in Grecia, della sinistra polacca o dei laburisti olandesi ma vive dal 2005 una profonda crisi che lo ha portato da costante competitore dei cristiandemocratici a forza politica incapace di far paura al partito della cancelliera Angela Merkel perché dietro di oltre 15 punti percentuali. Socialdemocratici indeboliti anche dal sostegno al primo e all’attuale terzo governo Merkel e incapaci di recuperare consensi nei periodi all’opposizione. L’SDP, nonostante gli 8 milioni di voti raccolti alle elezioni europee del maggio 2014, due milioni e mezzo di voti in più rispetto alle stesse elezioni del 2009, secondo i sondaggi è tornati ai minimi storici, sotto il 25% dei consensi.
Ma se i socialdemocratici perdono consensi, i due principali partiti della sinistra tedesca, Verdi e Linke, si rafforzano e assieme, secondo i sondaggi, disporrebbero circa degli stessi consensi dell’SDP. Entrambi vengono dati attorno all’11%, ma se il partito ecologista da diverso tempo è dato sopra al 10% e già alle ultime elezioni europee è riuscito ad ottenere un ottimo 10,7%, a crescere nelle ultime settimane è stato soprattutto il partito tedesco della Sinistra Europea che riesce a raccogliere sempre più consensi da quella fetta di elettori dell’SDP stanchi del supporto dei socialdemocratici al governo Merkel.
Nel centrodestra invece l’asse CDU-CSU viaggia attorno al 40% dei consensi, percentuale che fa dormire sogni tranquilli all’attuale cancelliera Angela Merkel. A dormire meno serenamente sono i liberaldemocratici dell’FDP che dopo non esser riusciti ad entrare nel Parlamento di Germania nell’ultima tornata elettorale, prima volta dal 1949, rischiano di ripetere il risultato negativo alle prossime elezioni.
Al momento sarebbero fuori dal Bundestag tedesco anche tutti quei piccoli partiti che, grazie alla legge elettorale che non prevedeva alcuna soglia di sbarramento, sono riusciti a far eleggere al Parlamento di Bruxelles un proprio rappresentante alle elezioni di maggio 2014, come i neonazisti dell’NDP, il Partito animalista, il Partito Pirata o il partito satirico Die Partei.
Angela Merkel sembra perciò predestinata a rimanere ancora a lungo alla guida della Germania se i socialdemocratici non riusciranno a recuperare i consensi persi negli ultimi anni, o se Die Linke non riuscirà a seguire la strada intrapresa da Syriza in Grecia e a spezzare il duopolio politico tedesco cristiandemocratico e socialdemocratico che governa la Germania dalla fine della seconda guerra mondiale.


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