Dopo la matrice Romana , preroma e Italica, passate le barbare bufere, quale periodo ritieni più decisivo per l'affermazione del pensiero cultura Italiano?


Dopo la matrice Romana , preroma e Italica, passate le barbare bufere, quale periodo ritieni più decisivo per l'affermazione del pensiero cultura Italiano?
Ultima modifica di Miles; 07-05-10 alle 03:09
Preferisco di no.


Ho votato la prima, non solo per gli aspetti culturali ma anche per quelli politici.


Machiavelli pianifica strategicamente e politicamente le intuizioni di Dante, a similitudine di Guicciardini, in tutto nel quadro di completa esplosione culturale del Rinascimento
I Capitani di Ventura, ed in primis Giovanni dalle Bande Nere sono l'archetipo del Buon Soldato Italiano tatticamente geniale e innovatore.
Ergo la mia scelta cade qua (anche se col '900 ho un rapporto tutto particolare, ma questo è solo la concretizzazioni di stati d'animo ben presenti da sempre nella Penisola)
Preferisco di no.




Sì, ma quanto fatto nel 900 è stato cancellato dal dopo-guerra per cui anche piacendomi tutta la prima parte del 900 con le sue avanguardie non si può dire che codeste abbiano tanta presa sull'italiano di oggi.
Comunque tranne il Rinascimento, se dobbiamo parlare di gusto personale mi piacciono tutte le cose che hai citato nel sondaggio.
Ultima modifica di José Frasquelo; 07-05-10 alle 13:55


"In principio fu Roma,
e Roma era presso Dio
e Roma era Dio.
Roma era in principio presso Dio.
Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei
Senza di lei neppure una delle cose fatte
è stata fatta.
In Roma fu la vita
e la Luce degli uomini."
Subito dopo venne la parola...


Non sarebbe stato più prudente il modello dantesco di armonia celeste che si rispecchia sulla terra, Miles? E' noto che Machiavelli introduce novità pericolose.
« Ma se Machiavelli ha compreso la lezione di Senofonte, non l'ha certo applicata nello spirito del suo ideatore. Giacché, secondo Senofonte, il maestro dei tiranni deve apparire come un uomo totalmente privo di scrupoli, non perché proclama di non temere né inferno né diavoli, e nemmeno perché professa princìpi immorali, ma semplicemente perché si astiene dal tenere conto dei princìpi morali. Deve manifestare la sua presunta o reale libertà dalla moralità, non col discorso, ma col silenzio. Perché così facendo - disprezzando la moralità "coi fatti" piuttosto che attaccandola "con parole" - rivela al tempo stesso la sua comprensione delle cose politiche. Senofonte, o il suo Simonide, è più "politico" di Machiavelli: rifiuta di separare la "moderazione" (prudenza) dalla "saggezza" (intuizione). » (Leo Strauss, Sulla tirannide)
Detto questo il sondaggio è sul secolo italiano, e niente mi sembra più italiano del mondo di Machiavelli, delle signorie e delle compagnie di ventura.
Ultima modifica di Lord Enlil; 08-05-10 alle 13:19


Dante non si può eguagliare.
"Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"
IL DISPUTATOR CORTESE
Possono tenersi il loro paradiso.
Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.




Ho votato altro , il secolo Italiano per me è quello che iniziò con le rivoluzioni del 1848-49 contro lo straniero , sia esso austriaco o papalino e poi terminò con la sconfitta nella WWII e la sottomissione ai vincitori USA.
In quei 97 anni l'Italia si unisce , prende consapevolezza del proprio primato , comincia ad industrializzarsi , parte con le imprese coloniali per il suo posto al sole e lentamente costruisce una sua identità , fusione di quelle precedenti , pre-unitarie.
CLAUDIA CONTE, TI AMO!