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Discussione: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

  1. #1
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    Predefinito Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Buongiorno a tutti.
    Dichiaro aperto il primo consiglio dei ministri

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  2. #2
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Come primo atto del governo procedo ad un rimpasto nominando un nuovo ministro nel governo avvalendomi della Costituzione che consente al presidente del Consiglio la massimo discrezionalità al presidente del Consiglio nella modifica del governo una volta ricevuta la fiducia
    Nomino ministro degli esteri il deputato Panagulis (che ovviamente invito a procedere al giuramento davanti al presidente di POL)

  3. #3
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Citazione Originariamente Scritto da [email protected] Visualizza Messaggio
    Come primo atto del governo procedo ad un rimpasto nominando un nuovo ministro nel governo avvalendomi della Costituzione che consente al presidente del Consiglio la massimo discrezionalità al presidente del Consiglio nella modifica del governo una volta ricevuta la fiducia
    Nomino ministro degli esteri il deputato Panagulis (che ovviamente invito a procedere al giuramento davanti al presidente di POL)
    Il governo risulta pertanto composto nel seguente modo:
    - C@scista Presidente del Consiglio
    - Occidentale Ministro della difesa
    - Haxel Ministro della giustizia con delega agli interni
    - Ronnie Ministro dell’Economia
    - Felipe K. Ministro della salute con delega all'ambiente
    - Perseo Ministro del lavoro e dell’Industria
    - Panagulis Ministro degli esteri

  4. #4
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Come prima cosa chiedo a tutti i ministri di presentare a questo tavolo di lavoro le proposte di legge che hanno intenzione di far discutere nel Consiglio dei ministri in modo che posiamo discuterle elaborarleper poi presentarle man mano alle prossime sedute della Camera dei deputati
    mi riferisco in particolare al ministro Perseo che durante l'estate (e la pausa estiva) ha pensato ad una sua proposta sul lavoro

  5. #5
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Come pPresidente del Consiglio invece preannuncio che intendo assegnare la priorità, tra le varie proposte di cui discuteremo,alla nuova proposta di legge sull'Immigrazione che riprenda in mano (e aggiorni) la precedente legge del governo Undertaker
    Prima però vorrei sentore il vostro parere

  6. #6
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    d'accordissimo che bisogna discutere sull'immigrazione, per quanto riguarda la giustizia dobbiamo parlare del tema carceri

    ancora non ho costruito nulla, ma un altro tema dovrà anche essere la lotta alla Mafia
    [email protected] likes this.
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  7. #7
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    presente

  8. #8
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Salve a tutti,
    premettendo che ricoprirò l'incarico all'economia finchè uno come Rudy o come Duca non mi chiederà il ruolo, perchè reputo che occorra una persona di elevata esperienza, credo che sia opportuno ricordare a tutti una cosa: non stiamo sul forum nazionale per non dichiarare e rintanarci qui su camera, ci stiamo per dichiarare ed esprimerci. Quindi vorrei capire perchè non facciamo dei bei discorsi di fronte al parlamento che ci ha votato la fiducia e a tutta l'utenza!

    Onde incoraggiare, inizierò dando io il buon esempio con le linee guida politiche del ministero dell'economia. Poi qui in CDM discuteremo i singoli atti. Una buona politica può essere premettere ai nostri interventi una frase del tipo: "fermo restando che il CdM valuterà gli interventi, la linea politica del Ministero che rappresento sarà la seguente".

    Sul resto condivido le priorità a immigrazione e lavoro.

    Ora torno alla Camera e rendo le dichiarazioni.
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
    * * *

    Presidente di Progetto Liberale

  9. #9
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Questa è la linea politica che ho esposto sul mio ambito di competenza.

    A voi riflessioni, commenti, e altre dichiarazioni che avrò il piacere di commentare.

    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Intervengo nella veste di Ministro del Governo, è facoltà dei vice presiedere nel mio intervento.


    * * *

    Dichiarazioni Programmatiche del Ministro dell'Economia


    On.li colleghi,
    il mondo si dibatte ancora nella crisi finanziaria, industriale e dei debiti sovrani cominciata otto anni fa. Non è sempre la stessa nazione a patire le conseguenze di essa, ma diverse, una dopo l'altra, sono le popolazioni che hanno affrontato le difficoltà conosciute anche da noi nel 2008 e 2009.

    Diverso è anche il modo in cui i Governi hanno spiegato e trattato queste circostanze.

    Tre giorni sono trascorsi da quando, in Cina, un reporter è stato costretto a confessare in diretta alla TV di Stato di aver provocato il crollo della borsa e mandato in crisi l'economia nazionale. Potrebbe pagare molto caro con la sua vita quello che il suo Governo lo ha costretto a dichiarare. Una menzogna completa: perchè l'economia cinese è in guai veri e da tempo.
    Altri Governi, e diverse Banche Centrali e istituzioni finanziarie, insistono nel sostenere la teoria che contro la crisi si potrebbero adottare "politiche espansive" per risolverne i problemi. Ciò è parimenti falso. Se l'economia di tutti i paesi è nei guai da tempo, come potrebbero politiche di oggi trarla d'impaccio?

    Questo Ministero, all'opposto dell'approccio "cinese" o dei "salotti internazionali" ai problemi economici, intende esporre convinzioni opposte a quelle comuni sulle responsabilità e sull'assenza di soluzioni per la crisi.

    La congiuntura non dipende da invisibili poteri forti dediti al crollo di paesi e persone avide o corrotte, nè dalla sfortuna, da una sorta di destino mistico o da atti di tradimento individuale, ma è la conseguenza dell'interazione visibile tra un sistema di regole economiche spontanee del mercato ed un diverso sistema di regole legali ed in particolare monetarie che è divenuto eccessivamente conflittuale per il buon funzionamento del rapporto tra i due. E consentitemi di proseguire questa metafora, per dire qualcosa che scioccherà molti - cari colleghi voi dovete riconoscere un fatto: L'economia che non funziona sono i figli che non sono mai nati, perchè ci sono persone che hanno dovuto rinunciare ad avere una famiglia per il timore di non poterla mantenere e fino ad oggi vi sono stati cinque milioni e mezzo di aborti censiti in Italia. Quel che è avvenuto fino ad oggi è irreparabile. Qui non si parla delle barche dei finanzieri. Qui si parla dei soldi per la casa, la mensa, la scuola, la bambinaia, i vestiti dei figli in eccesso, che quelle madri e quei padri non hanno potuto affrontare.

    Per capire perché "chi produce non produce più", è necessario entrare nello specifico.

    Il problema, prima di tutto, è nella moneta mundi, che è instabile legalmente nel valore e determina dunque una instabilità conseguente dell'attività economica. La cornice di riferimento di questa analisi è quella della Scuola Economica Austriaca. Questa instabilità non si era mai vista con simile intensità e durata negli anni precedenti l'introduzione del governo diffuso delle quantità di moneta, che è una invenzione conseguenza della Prima Guerra Mondiale consolidatasi come "teoria di Governo" col ruolo di J.M. Keynes prima, durante e subito dopo la seconda. Questa teoria falsa e insostenibile, che ha debellato l'oro e condannato a una vita di inflazione e conflitto sociale le fabbriche, in luogo della lenta deflazione in cui ogni anno, ogni salario, valeva un po' di più, è stata consorella nascosta del socialcomunismo per cinquant'anni, fino a rivelarsi, oggi, l'ultimo rifugio per i partiti delle sinistre sconfitti: convinti di sostituire Marx con Keynes, mantenendo la stessa arroganza di chi pensa di poter dire a un imprenditore che rischia ogni giorno cosa è meglio per lui che valgano i suoi soldi. La teoria austriaca del ciclo economico offre spiegazioni valide e di crescente riconoscimento internazionale per questa crisi.

    In secondo luogo, e secondo le stesse linee di fondo dello scontro fra centralismo pianificatore e libero sviluppo, il problema è nella tutela dei diritti di proprietà. Se il diritto non difende la proprietà, non ci si può aspettare valori economici stabili. Se la proprietà si sente minacciata, non ci si può aspettare che i capitali in fuga non si spostino tra i paesi. Pensare che il matrimonio tra legge e volontà dei privati funzioni in queste condizioni è semplicemente insensato. O la legge garantisce l'attività economica, o l'allontana. L'attività economica che si allontana, se viene vista come un problema da risolvere con le leggi contro la delocalizzazione alla "Hollande", si allontanerà ancora di più e ancora prima. L'imprenditore chiuderà le fabbriche finchè ancora valgono qualcosa, per il timore che esse siano immobilizzate nel lungo termine in aree senza condizioni di produzione valide, cioè senza che valgano più nulla. E' lo stesso principio noto e già visto in Italia con l'articolo 18: finchè ci sarà nessuno assumerà, per il timore di non poter licenziare.

    In terzo luogo, il diffondersi di una mentalità edonistica che ripugna i concetti di dovere e sacrificio va di pari passo con l'impossibile convinzione che i Governi possano risolvere le crisi scaricando denari in banche e imprese come se non ci fosse un domani, e s'è dunque rappreso e solidificato nella pretesa dei popoli e nell'ambizione dei politici di riuscire a dipingere se stessi come risolutori delle crisi. Questo s'è rovesciato invariabilmente, per l'impossibilità di farlo davvero, nel più meschino disegno del governo di ogni paese di rinviare le crisi interne ogni volta a dopo le elezioni o almeno all'esterno. Tale illusione commerciale di spostare la crisi sugli altri paesi è stata praticata con le svalutazioni competitive. Le tensioni che iniziamo a vedere tra Cina e Stati Uniti per lo Yuan dipendono dalla stessa cosa che già accadde nel 1931 dopo la prima crisi: svalutarono tutti i paesi gli uni contro gli altri. Lo stesso è accaduto dal 2007 con l'espansione delle quantità di moneta relative dei diversi sistemi di banche. Queste tensioni possono causare un conflitto mondiale.

    Grazie ai padri dell'Europa, con l'Euro che lo impedisce, nei nostri paesi l'illusione fiscale è stata praticata solo verso l'interno. Eppure questo non è meno pericoloso! Il finto salvataggio delle economie è stato fatto gonfiando i deficit fino al 2010 e truccando i conti subito dopo. Gli strumenti sono stati tre: 1- l'aumento del deficit (il mancante); 2- le clausole di salvaguardia IVA per rimandare i tagli di spesa (destinate a coprire il mancante); 3- le tasse sulla proprietà, IMU e TASI, che più che per far cassa sono state pensate per modificare la struttura della percezione del debito nei creditori. La logica che stava dietro l'affermazione che "l'Italia è sana perchè ha molto risparmio privato" s'è rivelata essere quella "che quel risparmio ce lo possiamo prendere noi con le tasse" e l'IMU e la TASI sono servite a dimostrarle ai mercati che lo Stato faceva sul serio e che si potevano fidare che avrebbe pagato loro (le banche internazionali) sequestrando le case ai padri che avevano lavorato una vita, colpendo proprietà che erano già state colpite quando furono reddito. Parallelamente, ciò che lo Stato si era impegnato a pagare agli anziani, le pensioni, oggi viene ripudiato nel nome della crisi. Il prossimo passo in Italia sarà la tassa di successione, che si appresta a colpire le due categorie più facili: i morenti che devono trasmettere una eredità ai figli e i giovani, che devono riceverla. I due segmenti che meno possono fare politica e lobbying.

    Occorre porre un termine a tutte le politiche viste fino ad oggi in Italia.

    Punto primo: L'unione monetaria e il mondo del libero scambio commerciale sono per l'economia italiana un bene irrinunciabile, ma l'Euro va sottratto alle maggioranze della BCE, riagganciandolo a un sano Standard Aureo o a una regola del 2% di stampo monetarista. Nessun paese deve poter chiedere inflazioni/svalutazioni o l'inverso (interessi Italiani vs. Inglesi; interessi Tedeschi vs. Francesi). Il libero scambio internazionale verrebbe esaltato da una simile serietà esattamente come fu per la moneta dell'Inghilterra imperiale, e diventerebbe il canale privilegiato per una rinnovata supremazia europea sul mondo, come quella già vista nell'800 del libero scambio e degli standard aurei. Il progetto è un "Nuovo secolo Europeo"? Sì.

    Punto secondo:
    Le politiche in materia industriale, pensionistica, di lavoro e di ambiente, per i loro effetti sul PIL e dunque sui valori tendenziali del deficit devono rispettare le priorità imposte dalla superiore contingenza economica e generare da subito effetti pro-crescita. Questo a giudizio di questo Ministero, implica l'esercizio di un potere di coordinamento finanziario accentrato nel senso di indirizzarle verso 1) la trasformazione del sistema pensionistico in un settore finanziario di tipo industriale nel cui i contributi non sono ripartiti ma capitalizzati e gestiti per il profitto da fondi privati sorvegliati dallo Stato -modello Cileno- 2) la soppressione delle tutele del c.d. statuto dei lavoratori che ostacolano le imprese nella loro attività. Si rifletta che c'è un gran parlare di diritti sociali, epperò in questo paese di sindacati e partiti che vociano di tali diritti, il primo diritto sociale, quello di vivere, non è garantito affatto. Lo dimostrano i quasi sei milioni di aborti che ci sono stati dalla fine della fase di crescita degli anni 60' a oggi.

    Punto terzo: A questo paese, in primo luogo per le famiglie, serve produrre e fare profitti.
    Chi ha un bene deve poterlo mantenere in proprietà, chi fa già qualcosa deve poter continuare a farlo e chi vuol fare qualcosa di nuovo deve poter iniziare a farlo, quindi le tasse devono crollare il diritto di esproprio va limitato, la tassazione sulla proprietà completamente abolita a favore di quella proporzionale ai redditi, l'obbligo di avere autorizzazioni resa una rarità eccezionale, le categorie professionali che restringono l'accesso di nuovi operatori al mercato (es. Taxi vs. Uber) abolite. Servono interventi pro-concorrenziali diffusi, in particolare nei settori pesantemente regolati come la finanza, che va aperta alle criptovalute (bitcoin) e le altre fintechs. In particolare l'Italia deve correggere attivamente la passata scelta di deindustrializzare a colpi di leggi i settori pesanti e ambientalmente impegnativi. L'ambiente legale, e qui si parla di modificare le regole e non di fare investimenti, deve tornare favorevole alla costruzione di impianti nucleari, petrolchimici, estrattivi, siderurgici e militari, mentre devono essere aboliti gli inaccettabili privilegi alle fonti verdi (antieconomiche e pagate da noi).

    Punto quarto: La crisi non può essere fermata ma va accompagnata. Lo Stato deve cessare gli aiuti alle imprese e alle banche e gli incentivi a qualunque cosa e lasciar fallire chi deve fallire. I soldi vanno impiegati per le obbligazioni dello Stato che devono essere pagate, ivi comprese le pensioni medio-alte, la cui provvista reddituale è oggi -in un ordinamento violentemente antifamiliare - l'unico punto di forza del ceto medio per il resto privo redditi e pieno di tasse. Le tasse necessarie per farlo ci sono già. Quello che occorre è abbattere le spese per infiniti servizi inutili offerti a prezzi costosissimi da uno Stato che impiega solo il 3 milioni di persone sul totale ma costa enormemente. In un contesto simile, nel quale lo Stato torna a fare lo Stato e lascia al mercato i suoi ambiti, gli investimenti (nuovi) li devono fare i privati, finalmente sgravati dalla mano morta dei concorrenti asfittici, falliti per cessazione dell'accanimento terapeutico pubblico. Se i privati sono stranieri, questa è solo una vittoria italiana. L'esempio del Governo Cameron indica bene che l'attrazione di capitali non solo non è incompatibile col nazionalismo ma è ormai l'unica politica nazionalista efficace.


    Un'Italia a natalità fortemente positiva, in termini di figli, famiglie, industrie e brevetti, che non guarda alle bandiere ma alla sostanza, e che non si propone di punire chi possiede
    , in breve, è l'obbiettivo economico di questo Ministero.

    Grazie
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  10. #10
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    Predefinito Re: Primo Consiglio dei ministri del governo [email protected]

    Presente.
    Sul tema dell'immigrazione vorrei dire la mia, visto che a sobbarcarsi le rogne sono sempre uomini e mezzi sotto il mio comando-
    Ronnie likes this.
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

 

 
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