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    Arrow Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Appello di Alain Elkann:

    "Gli ebrei diventino tutti cittadini di Israele"







    vai all'articolo su Italia Oggi del 12 giugno 2010 - versione PDF



    Alain Elkann

    Sul sito di Bernard Henri Lévi lo scrittore riflette sulla Diaspora e sulla pace in Medio Oriente.

    La règle du jeu, sito- rivista di letteratura, filosofia, politica e arte legato a Bernard Henri Lévi (nel comitato editoriale ci sono nomi come Mario Vargas LLosa , Claudio Magris ed Amos Oz) pubblica oggi un appello dello scrittore Alain Elkann, Tutti gli ebrei dovrebbero diventare cittadini di Israele. Lo pubblichiamo integralmente.

    Se noi ebrei vogliamo esistere ed essere forti, dobbiamo capire che c’è uno Stato ebreo di cui Gerusalemme è la capitale. Non siamo più un popolo errante che viene dal deserto o dalla Diaspora. Siamo ebrei con una nazione dove ci sono dei politici, dei rabbini, dei professori , degli artisti, dei medici, degli operai, e poi commercianti, marinai, attori, cantanti, ballerini, giuristi, soldati, contadini, tutti ebrei e cittadini israeliani.

    Israele è un Paese minacciato da numerose nazioni ostili, con dei detrattori e qualche amico. Spesso, anche gli ebrei della Diaspora condannano la politica degli israeliani e le loro attività belliche. Ciononostante, i nostri figli nel mondo intero dovrebbero sentirsi toccati, e diventare soldati in Israele, all’età richiesta e quando la necessità si fa sentire.

    Tutti gli ebrei dovrebbero conoscere le stesse paure e le stesse speranze per i loro bambini. Significa che tutti gli ebrei della Diaspora dovrebbero lasciare le loro case e stabilirsi in Israele? Sì, forse non per sempre, ma almeno per un certo periodo. Gli ebrei dovrebbero prevedere di mandare i loro bambini in Israele per un anno di “parentesi utile”, l’anno generalmente utilizzato per un periodo decisivo di formazione.

    Gli ebrei possono non condividere la politica israeliana a condizione che si considerino come israeliani. Ma è pericoloso per tutti gli ebrei appartenere alla stessa nazione o avere lo stesso passaporto? Per 2000 anni, l’essere ebrei significava qualcosa di più di una religione, una legge morale, dei libri, una sinagoga e una tradizione orale del “popolo di una nazione”. Durante un passato recente, gli ebrei sono stati obbligati a indossare una stella gialla con su scritto “Juden” o “ebreo”. Adesso, gli ebrei possono essere fieri di essere cittadini israeliani, che parlano l’ebraico, leggono giornali, guardano la televisione e ascoltano la radio nella propria lingua. E’ un cambiamento radicale per persone che non potevano diventare cittadini influenti nei Paesi dove vivevano ed erano pienamente accettati. Spesso parlano e scrivono molto bene nella loro lingua d’adozione. Conrad, un ebreo polacco, è diventato un grande scrittore di lingua inglese; Canetti, Musil, Zweig o Kafka scrivevano in tedesco e Bellow, Mailer e Roth in inglese. Svevo, Moravia e Bassani scrivevano in italiano, Sabato in spagnolo. Proust era uno dei maggiori scrittori del suo tempo. Ciascuno di questi autori era inestricabilmente legato alla sua lingua e alla sua cultura. Dunque Roth, Appelfeld, Oz, Grossman, Levitt, Wiesel, Glucksmann, Piperno, Levy sono tutti scrittori ebrei che scrivono in lingue differenti di cui anche l’ebraico fa parte. Dovrebbero essere tutti cittadini israeliani.

    Anche se gli ebrei sembrassero cittadini del Paese in cui sono andati a scuola o dove vivono, non dimenticano mai che sono una minoranza, considerata diversa perché ebrea. Non approfitterò di questa occasione per dilungarmi sui numerosi pregiudizi di cui gli ebrei di tutti i tempi sono stati vittime.

    Se la mia lingua materna è l’italiano, il francese, l’inglese, lo spagnolo, il russo, il tedesco, il polacco, perché dovrei diventare un israeliano che parla l’ebraico? Perché 62 anni fa, il mondo è cambiato quando Israele è diventato lo Stato degli ebrei. Questa idea utopica s’è concretizzata in una realtà a volte pericolosa, a volte entusiasmante. Come un ebreo potrebbe ignorare il fatto che questo paese, il paese dei suoi antenati, quello da cui è stato esiliato per 2 mila anni, è di nuovo governato da ebrei?

    Senza dubbio la maggioranza degli ebrei non ha voglia di abbandonare la propria posizione sociale, acquisita nella Diaspora, e di rinunciare al proprio lavoro, ma devono capire che non hanno più scelta. Hanno un paese che appartiene loro, e se lo desiderano possono acquisire la doppia nazionalità. Se un ebreo vuol veramente diventare un ebreo autentico, deve diventare israeliano.

    Questo può turbare la quiete degli ebrei che hanno vissuto felici per generazioni nei loro Paesi, ma è accaduto un avvenimento straordinario e inatteso (e forse non sempre desiderato): l’esistenza dello stato ebraico di Israele.

    Non penso che questa trasformazione si debba produrre nell’immediato, ma è un passo necessario per scoraggiare i detrattori e i nemici degli ebrei. Se gli ebrei finissero per sentirsi realmente cittadini israeliani, diventerebbero più forti, perché accetterebbero il loro destino. Certamente, questo implicherebbe di perdere i numerosi vantaggi acquisiti nei loro Paesi, soprattutto quello di essere diversi,strani, a volte unici, e dunque interessanti. Al posto di tutto questo, diventerebbero ebrei fra altri ebrei con un passaporto israeliano, un numero di sicurezza sociale e un partito politico.

    Ciò che scrivo non sarà molto apprezzato, perché la maggior parte della gente adora lamentarsi e restare così com’è. Per natura, non ama il cambiamento. Dunque se sono russo o francese, perché dovrei diventare israeliano? Se sono un uomo del Nord o dell’Ovest perché diventare un cittadino dell’Est? Se mio padre e mio nonno erano soldati in Italia o in Francia, perché diventerò un soldato israeliano?

    Gli ebrei hanno sofferto l’Olocausto, la stella gialla e la soluzione finale, in questa stessa Europa dov’erano così ben accettati e assimilati. E’ in questa Europa che si sono creati i ghetti e li si sono aboliti, in questa Europa che gli ebrei sono stati uccisi a milioni e in cui solo una piccola minoranza coraggiosa ha reagito. Ricordiamoci che ci sono ancora persone con un numero tatuato sulle braccia, perché sono stati disumanizzati e marchiati per essere uccisi. Gli ebrei avrebbero potuto sparire per sempre. Come possiamo dimenticarlo? Quindi anche se gli israeliani sono criticabili, è una fortuna che esistano. E’ loro dovere lottare per la sicurezza, per il diritto di esistere e di permettere a tutti gli ebrei di vivere insieme, e di prendere coscienza della loro appartenenza ad Israele, quale che sia il luogo in cui vivono.

    Scrivo questo perché sono stanco di essere diverso, di pregare solo o di ascoltare le preghiere degli altri. Vivo in Italia, un Paese dove si chiamano gli essere umani cristiani. E gli altri? Nessuno qui conosce le feste ebraiche. E’ vero che fino alla creazione dello Stato di Israele non avevamo altra scelta che essere una minoranza, a volte tollerata e a volte perseguitata. Ma adesso che abbiamo un territorio ebraico, perché non approfittare dei piaceri di un’identità ben definita? So che è difficile cambiare destino, abitudine e Paese, ma gli ebrei devono prendere una decisione. Siamo una religione monoteista che attende il messia o siamo il popolo di una nazione? Saremo ebrei come altri sono greci, italiani o tedeschi?


    Gli ebrei prima erano un popolo che dipendeva da una nazione con un’unica religione, legge e lingua. Poi quando sono stati costretti a dividersi hanno mantenuto la loro religione e le loro tradizioni in famiglia e in sinagoga. Con la creazione dello Stato di Israele le cose sono cambiate e siamo diventati un popolo con un Paese e un lingua. Ovviamente, non è molto semplice comprendere l’idea di essere ebrei e israeliani, da almeno 2000 anni, siamo abituati a considerarci solo ebrei. Ripeto, non credo che dovremmo vivere tutti in Israele, ma credo che dovremmo tutti essere israeliani.

    E’ molto importante immaginare un futuro e il modo in cui dovremmo collocarci nel mondo. Alcuni ebrei vorranno seguire la tradizione e sceglieranno di non diventare cittadini di Israele, ma personalmente credo che saranno una minoranza. I nostri nemici e i nostri detrattori ci rispetterebbero di più, se fossimo uniti nel credere che israeliani ed ebrei sono la stessa cosa. In quanto popolo monoteista più antico meritiamo rispetto. Noi ebrei dovremmo essere orgogliosi delle nostri tradizioni, della nostra storia e della nostra posizione nel mondo. Il mondo di oggi è umanamente debole perché ha concentrato tutti gli sforzi nella tecnologia, nella scienza, nelle vacanze e nel fare soldi. I veri valori sembrano essere scomparsi e tutto è diventato immediato, veloce, rapido, giovane, salutare, facile e comodo. Solo i fanatici hanno una visione del mondo che usa le strategie di potere, l’omicidio e la paura in nome di Dio.

    A partire dalla Seconda guerra mondiale l’America è stata l’unica vera amica degli ebrei. Mi ricordo bene una volta in cui due anziani ebrei stavano discutendo metà in ungherese e metà in yiddish in una lavanderia di New York. Ho chiesto a uno di loro: “Da dove venite?”, mi ha risposto sorpreso “Che cosa intendi? Siamo americani”. Perché un cittadino americano di successo, rispettato nel suo paese e felice della sua vita, dovrebbe sentirsi come un cittadino israeliano solo perché è ebreo? Forse lui o lei potrebbe rispondere che non c’è mai stato un presidente israeliano negli Stati Uniti, considerando che Shimon Peres è il presidente dello Stato di Israele.

    Perché qualcuno che vive tranquillo e felice in California o a Boston dovrebbe sentirsi israeliano? Dovrebbe perché è ebreo e in Israele c’è uno stato ebraico basato su principi ebraici. Essere ebrei in Israele non significa essere una minoranza in un paese sicuro, ma appartenere ad una maggioranza che affronta delle responsabilità e dei pericoli. Gli intellettuali nella Diaspora considerano che hanno il diritto in quanto ebrei di criticare la politica del primo ministro israeliano. Se questi intellettuali fossero cittadini di Israele, potrebbero votare contro il primo ministro e il suo partito, potrebbero combattere per le loro opinioni ed eventualmente cambiare la politica di Israele dall’interno.

    E’ difficile per me scrivere questo perché io stesso sono una contraddizione vivente. I vivo tra Italia e Francia e passo parecchio tempo negli Stati Uniti e in altri Paesi. Ho sia il passaporto francese che quello italiano, e faccio da consigliere ad importanti politici italiani. Come giornalista intervisto le persone per una televisione italiana, come scrittore ho scritto libri in italiano. Quindi, che autorità morale ho per invitare gli ebrei a diventare israeliani, se io stesso non rinuncio alle mie occupazioni e ai miei vantaggi nella Diaspora? Forse scrivendo questo “pamphlet” ho iniziato il processo di avvicinamento ad Israele , per cambiare la mia vita e ad accettare la vita ebraica. Forse avvicinandomi maggiormente ai miei amici Appelfeld, Oz and Grossman mi sentirò a casa e sarò in grado di discutere con loro in modo uguale di Israele, politica, letteratura, famiglia, bellezza, hotel, sogni, desideri, passato, futuro, Dio, e di molti altri aspetti della vita. Forse vivere a Gerusalemme significherebbe adottare una normale vita ebraica e finalmente accettarmi per chi sono. Non credo che Israele potrebbe rappresentare solo il luogo dove potrei essere sepolto. Potrebbe esser il posto dove potrei amare, pensare e scrivere.

    Naturalmente rimarrò il figlio, nato a New York, di un francese ebreo e di un’italiana ebrea, e uno scrittore italiano ingaggiato per scrivere in italiano. Per questa ragione ho scritto queste pagine nel mio trascurato inglese, perché volevo esprimere i mie sentimenti sulla mia condizione di ebreo oggi in una sorta di “Esperanto”, che non è il mio italiano letterario o l'ebreo.

    In altri termini, volevo esprimere dei sentimenti profondamente personali sul fatto che un ebreo non può più esistere senza sentire, pensare e sapere che Israele è di nuovo il Paese degli ebrei. Un ebreo che vive in Italia con un passaporto italiano non è un esiliato, è qui per scelta. Può in qualunque momento diventare un ebreo israeliano, cosa che può contribuire a cambiare il destino del popolo ebreo dopo 2000 anni di esilio forzato.

    Non so perché ma sento che gli israeliani sopravviveranno e prospereranno. Finiranno per diventare un Paese del Medio Oriente governato da ebrei, come altri Paesi confinanti sono governati da arabi. Alla fine troveranno un modo per vivere insieme, in pace. Non bisogna dimenticare che gli ebrei sono un popolo del deserto, che Abramo ha lasciato il suo focolare per partire nel deserto. Allora perché non torneremo alle nostre radici e alle nostre origini? Gli arabi, gli ebrei e i cristiani troveranno un “modus vivendi”. Servirà del tempo, scorrerà ancora sangue e ci saranno anche delle guerre, ma sopravviveremo.

    Dovremmo essere molto fieri, d’avere un paese nostro, e dunque dovremmo sostenerlo e restare uniti. E’ sempre un errore sottolineare le differenze. Dobbiamo rispettare le differenti tradizioni accumulate nei paesi della diaspora, considerarle come un’eredità e una diversità culturale. Non dobbiamo rifiutare queste differenze, ma celebrarle. Ascolta Israele, questa è la via! Ma come impegnarci quando siamo gravati di pesanti responsabilità e differenti progetti in altri Paesi. Si dice che gli ebrei sono intelligenti, che hanno prodotto grandi eruditi, filosofi, scrittori, poeti, giuristi, politici e rabbini. So che è difficile, ma bisogna lavorare insieme a trovare una via per essere uniti in quanto ebrei, fieri e senza paura. E' solo una questione di tempo prima che l'antisemitismo venga totalmente sradicato. Abbiamo la grande opportunità di diventare come gli altri popoli, con religione e tradizioni proprie. Lasciatecelo fare, ma ricordate di farlo come israeliani, perchè Israele è ancora il Paese degli ebrei.
    Dio ci benedica.





    Appello di Alain Elkann: "Gli ebrei diventino tutti cittadini di Israele" - LASTAMPA.it #

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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Leggendo questo articolo mi pongo un interrogativo: perchè nessuno più ha parlato del "suicidio" di Edoardo Agnelli? Stranamente, dopo la sua morte (che alcuni associano alla conversione all'Islam), gli Elkann hanno preso in mano l'impero Fiat....
    "non è Maurizio Lattanzio a sentirsi Dio, ma è Dio, quando è 'in forma', a sentirsi Maurizio Lattanzio"

  3. #3
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Citazione Originariamente Scritto da Verona Front Visualizza Messaggio
    Leggendo questo articolo mi pongo un interrogativo: perchè nessuno più ha parlato del "suicidio" di Edoardo Agnelli? Stranamente, dopo la sua morte (che alcuni associano alla conversione all'Islam), gli Elkann hanno preso in mano l'impero Fiat....
    Edoardo Agnelli si era convertito all'islam sciita,giravano anche sue foto scattate in Iran.
    Poi è stato trovato..suicidato.
    Un tempo esisteva un sito su di lui(edoardo.tk)
    oggi chiuso..

  4. #4
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Sarebbe interessante trovare un po' di materiale sulla morte di Edoardo Agnelli. Che gli Elkann pervertiti schifosi si trovino nelle condizioni di guidare la sola multinazionale italiana di un certo livello e' quantomeno un caso non propriamente da sottovalutare.
    Anche se gia' il vecchio Gianni Agnelli era legato alla finanza mondiale adesso si puo' proprio dire che la Fiat sia finita in mani ebraiche!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Solitamente si sente dire: "gli ebrei attuali non sono più come una volta, sono cosmopoliti, laici, moderni, integrati, ..."
    Sono discorsi che vorrebbero "rassicurare", cioè fare passare il messaggio che, anche se i potenti ebrei sono tantissimi, in realtà non è un problema, perché loro non sono veramente ebrei, sono semplicemente degli "uomini di mondo" interessati alla bella vita, alle donne, al lusso e basta.
    Il padre di John e Lapo, senza volerlo, smaschera questa bugia.
    E così Lapo Elkann potrà anche sembrare un idiota cocainomane bisessuale narcisista, ma non va sottovalutato, perché molto probabilmente aderisce intimamente alla "causa ebraica" e probabilmente la "causa ebraica" punta a degli obiettivi che possono essere per noi alquanto "spiacevoli".


    ps: caspita che difficile scrivere in politically correct per rispettare la legge italiana... quanti "probabilmente", quanti "quasi tutti", quanti eufemismi mi tocca scrivere

  6. #6
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Le nazioni europee, però, dovrebbero porre un aut-aut ineludibile: sì all'appoggio allo stato israeliano a condizione che tutti gli ebrei della diaspora vi si trasferiscano definitivamente. Rinunciando, ovviamente, alla cittadinanza del paese ospitante.
    É una conseguenza necessaria: se gli ebrei sono una nazione, devono stare nel loro stato, perchè negli altri sono stranieri.

    Ciò sarebbe comunque per l'Europa un problema secondario, visto che anche senza ebrei "fisici", la sua coscienza storica è largamente ebraicizzata per colpa del cristianesimo. É questo il nemico principale l'europeo alienato che vuole recitare da verus Israel, non certo il sionismo.
    "C'era un Tempo in cui l'uomo viveva accanto agli Dei..poi la predicazione galilea ci porto' il deserto del nulla...e infine caddero le tenebre della modernità"



  7. #7
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Citazione Originariamente Scritto da k21 Visualizza Messaggio
    Solitamente si sente dire: "gli ebrei attuali non sono più come una volta, sono cosmopoliti, laici, moderni, integrati, ..."
    Sono discorsi che vorrebbero "rassicurare", cioè fare passare il messaggio che, anche se i potenti ebrei sono tantissimi, in realtà non è un problema, perché loro non sono veramente ebrei, sono semplicemente degli "uomini di mondo" interessati alla bella vita, alle donne, al lusso e basta.
    Il padre di John e Lapo, senza volerlo, smaschera questa bugia.
    E così Lapo Elkann potrà anche sembrare un idiota cocainomane bisessuale narcisista, ma non va sottovalutato, perché molto probabilmente aderisce intimamente alla "causa ebraica" e probabilmente la "causa ebraica" punta a degli obiettivi che possono essere per noi alquanto "spiacevoli".


    ps: caspita che difficile scrivere in politically correct per rispettare la legge italiana... quanti "probabilmente", quanti "quasi tutti", quanti eufemismi mi tocca scrivere
    Infatti, formalmente essi sono antirazzisti e cosmopopoliti ma in realtà essi mantengono un etnocentricismo che permette loro di appoggarsi reciprocamente nelle posizioni di potere (sono una "mafia etnica")
    Ad eesempio i vari "anarchici,pacifisti ecc..." non sonoche nazionalisti ebrei camuffati:
    arturo scwartz "anarchico" che difende a spada tratta isarele:



    LiberOnWeb - Garzanti Libri - Arturo Schwarz - Sono ebreo, anche
    “Arturo Schwarz Sono ebreo, anche
    Note: Riflessioni di un ateo anarchico - Prefazione di Rav Giuseppe Laras
    Ateo, anarchico, surrealista. Ma anche ebreo. (...) "Essere ebreo rappresenta un'eredità molto pesante. L'eredità di un popolo che per duemila anni è stato perseguitato, ha sofferto massacri, espulsioni, esclusioni e che, nonostante tutto, è sopravvìssuto, tanto da essere l'unico testimone dei popoli dell'antichità classica. Essere ebreo significa per me anche essere l'erede dello spirito dei Profeti d'Israele, dei Saggi della Cabbalà e del Talmud, di un Baruch Spinoza, di un Karl Marx, di un Albert Einstein, di un Sigmund Freud, di un Lev Trockij. Per me, essere ebreo significa tentare d'essere degno di una tale eredità culturale e riconoscersi negli ideali dell'ebraismo, e quindi del sionismo e dell'anarchia. Tutti questi ideali sono contenuti in una sola parola: Rispetto.".”
    Sono ebreo, anche | UAAR
    “Arturo Schwarz. Sono ebreo, anche. Riflessioni di un ateo anarchico. Milano, Garzanti 2007, pp. 107
    (…) «condizione che, per un ebreo non osservante oppure ateo, diventa difficile da definire, ma che si manifesta principalmente con la consapevolezza dell’appartenenza a una determinata tradizione storica e culturale, con la preoccupazione per la sorte degli ebrei che vivono in paesi a rischio e con l’attaccamento allo Stato d’Israele». Situazione a maggior ragione più problematica quando ci si ritiene un ebreo di sinistra e si pensa che «larga parte della sinistra è contagiata – oggi come ieri – dal virus dell’antisemitismo che ora si veste, per l’occasione, con i panni dell’anti-sionismo». ”
    http://www.pasti.org/massari5.html
    “Arturo Schwarz, noto editore dei testi di Trotski in Italia, rompe con l'editore Roberto Massari perchè indignato per la sua firma alla petizione contro l'embargo genocida di Gaza[vedi il testo qui]. E' lo stesso Massari che rende pubblica la lettera indirizzatagli da Schwarz insieme a un suo appello "per riattivare il processo di pace" in cui riprende tutti gli argomenti della propaganda sionista. Ci dispiace per il compagno Massari, ma dovrà riconoscere che il connubio tra sionismo e sinistra è ben più solido di quello che appare in superficie. La vicenda della chiusura dell'università di Teramo insegna.”
    OYOYOY Festival internazionale di cultura ebraica
    “ARTURO SCHWARZ
    A Milano, fra arte e letteratura
    Poeta prolifico e saggista, critico e storico dell'arte, collezionista ed editore, Arturo Schwarz è nato ad Alessandria d'Egitto il 3 febbraio 1924. Ancora giovanissimo, reduce dalla prigionia, pubblica la prima di una lunga serie di raccolte poetiche, Papier Hygiénique (1945).
    Si laurea in filosofia alla Sorbona e nel 1949 si trasferisce a Milano. Qui, nel maggio del 1954, apre la Libreria Galleria Schwarz, testimone della Milano vivace e produttiva di quegli anni. La mostra d'inaugurazione è dedicata a Marcel Duchamp, di cui Schwarz è profondo conoscitore.
    Importante studioso del surrealismo e del dadaismo, si devono a lui alcune fra le più stimolanti mostre sulle avanguardie del secondo dopoguerra. È stato insignito di numerose onorificenze anche all'estero, dove riveste importanti cariche culturali. Si occupa di Kabbalah, alchimia, tantrismo, arti e filosofie dell'Asia, arte tribale e preistorica.”
    http://www.casalebraica.org/ENG/Down...rz_18_9_05.pdf


    TIPICA IPOCRISIA JUDAICA!
    ESSI INCORAGGIANO IL METICCIATO PER distruggere la stirpe europide E DOMINARE IL MONDO IN UN REGIME TOTALITARIO JUDAICO ESTESO A TUTTO IL PIANETA!

  8. #8
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Citazione Originariamente Scritto da k21 Visualizza Messaggio
    Solitamente si sente dire: "gli ebrei attuali non sono più come una volta, sono cosmopoliti, laici, moderni, integrati, ..."
    Sono discorsi che vorrebbero "rassicurare", cioè fare passare il messaggio che, anche se i potenti ebrei sono tantissimi, in realtà non è un problema, perché loro non sono veramente ebrei, sono semplicemente degli "uomini di mondo" interessati alla bella vita, alle donne, al lusso e basta.
    Il padre di John e Lapo, senza volerlo, smaschera questa bugia.
    E così Lapo Elkann potrà anche sembrare un idiota cocainomane bisessuale narcisista, ma non va sottovalutato, perché molto probabilmente aderisce intimamente alla "causa ebraica" e probabilmente la "causa ebraica" punta a degli obiettivi che possono essere per noi alquanto "spiacevoli".


    ps: caspita che difficile scrivere in politically correct per rispettare la legge italiana... quanti "probabilmente", quanti "quasi tutti", quanti eufemismi mi tocca scrivere

    Effettivamente e' abbastanza difficile scrivere politically correct e rispettare le leggi anche quelle dei forum.

    Ma mi sbaglio o c'e' stata la calata dei veronesi su questo forum?

  9. #9
    k21
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Citazione Originariamente Scritto da Boris Visualizza Messaggio

    Ma mi sbaglio o c'e' stata la calata dei veronesi su questo forum?
    non saprei, dovremmo essere in 2.
    Io scrivo su Etnonazionalismo da un bel po', Verona Front si è iscritto su PIR solo recentemente (e ce l'ha con me perché ho messo in discussione la storiografia ufficiale su Hitler )

  10. #10
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    Predefinito Rif: Appello di Alain Elkann:"Gli ebrei diventino tutti cittadini d'Israele"

    Non ce l'ho con te, semplicemente ti taglierò la testa la prima volta che ti incrocio per strada...:gluglu:
    "non è Maurizio Lattanzio a sentirsi Dio, ma è Dio, quando è 'in forma', a sentirsi Maurizio Lattanzio"

 

 
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