Sto leggendo alcuni libri sulla storia d'italia, di storici perlopiù inglesi ma anche un italiano.
Tutti, trattando il tema dell'unità, rimarcano le differenze tra nord e sud del neostato.
Riporto alcune citazione da "la forza del destino- storia d'itaklia dal 1796 ad oggi", di Christopher duggan:
"Con una popolazione di circa 400.00 anime, napoli era di gran lunga la più grande città italiana. Era una città di colossali contraddizioni, con un'aristocrazia opulenta che vive in splendidi palazzi urbani e divideva il suo tempo tra la corte e il teatro san carlo, una ristretta classe media (formata in prevalenza da avvocati) e una massa di poveri che sbarcavano faticosamente il lunario in mille modi, spesso ingegnosi ed erano noti collettivamente come i Lazzari o lazzaroni. Questi lazzari suscitando negli osservatori stranieri orrore e ammirazione, la seconda in una misura quasi uguale al primo. Secondo le famose lettere di viaggio di Charles de Brosses, pubblicate nel 1799, erano <la più abominevole plebaglia e la più ripugnante feccia che abbia mai infestato la terra>; nel suo romanzo Corinna o l'Italia (1807) madame de Stael li giudica <pittoreschi>. Avevano una forte identità collettiva e un attaccamento quasi viscerale al re e alla chiesa- soprattutto al santo patrono del luogo, san gennaro, il cui sangue, conservato nella cattedrale in due ampolle si liquefaceva miracolosamente due volte all'anno in segno di benevolenza" pag 25
"nel 1860 dei 1828 comuni del mezzogiorno continentale 1431 erano completamente privi di strade"pag 119
"Se si eccettua li Piemonte, quasi nessuno aveva ricevuto sui vantaggi delle ferrovie per l'economia"pag 119
"E' chiaro che come molti settentrionali (Cavour) pensava che in una linea posta poco a sud della toscana vi fosse una civiltà con una fisionomia diversa, più africana che europea, e che probabilmente unire il mezzogiorno corrotto e miserabile col nord d del paese fosse non solo irrealistico ma anche indesiderabile. La Farina fece del suo meglio per convincere Cavour che il sud era meno povero di quel che pensasse e che i problemi che lo tormentavano erano dovuti al malgoverno"pag 223
"Scene del genere convinsero molti settentrionali che il mezzogiorno fosse abitato da una popolazione non soltanto politicamente arretrata, ma a un diverso stadio della civiltà. L' idea che l'africa cominciasse poco a sud di roma era un luogo comune già molto tempo prima dell'unificazione, ma l'arrivo di funzionari settentrionali nel mezzogiorno annesso produsse una violenta ondata di rigetto" pag 257




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