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    Predefinito la cultura della destra

    La destra è stata distrutta da un'illusione culturale

    Piero Vassallo

    Carissimo Massimiliano, da alcuni giorni leggo articoli accorati e vibranti messaggi sulla rifondazione del partito della destra capottata dal voto. Corrono fiumi di retorica banalizzante/irritante, di politichese fumogeno, di buonismo al rosolio, di fastidioso narcisismo.
    Nessun accenno alle scelte culturali di fondo. Nessuna indicazione sull'indispensabile cominciamento culturale. Sopra tutto nessuna coscienza della causa vera della catastrofe a destra: l'illusione incapacitante di tenere insieme tutto e il contrario di tutto, Evola e San Tommaso d'Aquino, Hegel e Vico, Nietzsche e Rosmini, De Sade e Manzoni, il liberalismo e le riforme di Beneduce (e le tesi di Fanfani).
    Padre di questa illusione (spiace dirlo nei giorni nei quali si celebra il suo centenario) fu Giorgio Almirante, il quale affidò l'ufficio culturale al sedicente filosofo turista Armando Plebe, incoraggiò il pensiero neodestro (a rotta di collo su due piste mentali) e impose il disastrante Fini.
    La destra è spirata nella sacca della cultura bifida dunque, se vuole rinascere, deve uscire dalla parodia ecumenica inscenata dall'almirantismo.
    Ora il Novecento italiano è un contenitore enorme, dal quale si possono estrarre numerose e affascinanti culture, ma fra le tante solo una è adatta a qualificare una destra intesa a contrastare seriamente una crisi epocale, che è causata dalla soffocante unione dei finanzieri/cravattari con i guru del nichilismo e della pornografia.
    La guarigione della destra oggi soffocata dal politichese e dalla schizofrenia ideologica, dipende, anzi tutto, dalla netta separazione, dal rigetto senza pentimenti delle suggestioni germaniche (Lutero, Hegel, Nietzsche, Rosenberg, Heidegger), del magismo neopagano (Evola, Guénon), del liberalismo classico (Locke e Voltaire) e delle mitologie intorno alla mano magica del mercato.
    Tali chirurgiche, drastiche e impietose scelte consentono di rivisitare il Novecento italiano e di percorrere la sua ricca vastità per recuperare:
    a. la nostra vincente filosofia (interpretata da Cornelio Fabro, Nicola Petruzzellis, Carmelo Ottaviano, Michele Federico Sciacca, Marino Gentile, Maria Adelaide Raschini, Augusto Del Noce, Pier Paolo Ottonello, Antonio Livi, Nino Tripodi);
    b. i grandi giusnaturalisti (Giorgio Del Vecchi, Antonio Messineo, Giuseppe Capograssi, Sergio Cotta, Dario Composta, Francesco Mercadante, Paolo Pasqualucci);
    c. le lezioni economiche (di Giuseppe Toniolo, Alberto Beneduce, Amintore Fanfani, Gianfranco Legitimo, Giano Accame, Gaetano Rasi);
    d. la letteratura e la pubblicista censurata e sommersa dal partito della spocchia salottiera (Cardarelli, Betti, Fabbri, Cicognani, Papini, Giuliotti, Bargellini, Manacorda, Teodorani, Volpe, Gianfranceschi, Belfiori, Siena).
    Ho citato numerosi autori (e altri ne potrei citare) per dimostrare la ricchezza della tradizione su cui si può fondare una destra emancipata dal parolame dei comizianti a mente vuota e/o plurima.
    Una destra capace di far quadrato intorno a un sistema di pensiero omogeneo e forte - a mio avviso - potrebbe vincere la sfida con una sinistra oscillante fra il nichilismo neognostico dei francofortesi e le battute del cabaret. I fatti comunque rammentano che la destra (o neodestra) tuttologa (alla Fini) ha subito un umiliante naufragio.

    La destra è stata distrutta da un'illusione culturale - IlGiornale.it


    è un articolo di un paio di anni fa, ma vorrei chiedervi cosa ne pensate voi destri, è davvero possibile per la cultura di destra rigettare in toto evola e guenon, nietzsche e heidegger, in favore di neo-tomisti e giusnaturalisti?

    e in questo caso si può ancora parlare di destra 'radicale'?

    io comunque concordo sul fatto che fini sia stato una sciagura..

  2. #2
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Vassallo mi rievoca ricordi passati. del buono allegato alla rivista Certamen per non andare a vedere il capolavoro di Spielberg

  3. #3
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Se Fabro non avesse letto Nietzsche e Heidegger, sarebbe diventato un Curzio Nitoglia.

    Vassallo è un soggetto da Scienza della devianza, siamo tra il mattoide politico e il mattoide grafomane.

  4. #4
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Citazione Originariamente Scritto da Duca Conte Semenzara Visualizza Messaggio
    Se Fabro non avesse letto Nietzsche e Heidegger, sarebbe diventato un Curzio Nitoglia.

    Vassallo è un soggetto da Scienza della devianza, siamo tra il mattoide politico e il mattoide grafomane.
    no dai, all'epoca ricalcava lo stile blondettiano anti-adelphiano, dei riti catari a casa Calasso

  5. #5
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Citazione Originariamente Scritto da Mengistu Visualizza Messaggio
    no dai, all'epoca ricalcava lo stile blondettiano anti-adelphiano, dei riti catari a casa Calasso
    Vassallo-Sanfratello-Blondet-Publio Fiori: I Cavalieri dell'Apocalisse...

  6. #6
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Citazione Originariamente Scritto da FTW Visualizza Messaggio
    Vassallo-Sanfratello-Blondet-Publio Fiori: I Cavalieri dell'Apocalisse...
    certo pure il giovane Blondet che accusò il povero Giorgio Galli di essere la mente delle bierre o na roba del genere

  7. #7
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    cmq di Certamen apprezzavo la rassegna stampa della "sovversione". Peccato che confidassero un pò troppo nella Pivetti........

  8. #8
    Nazbol-Ciucé
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Non mi sembra una novità che la Destra sia culturalmente eterogenea e filosoficamente frammentata, a tal punto che certe posizioni appaiono radicalmente contrapposte. Però vorrei capire chi, se parliamo di Radicale, fa riferimento a Voltaire o Lutero. A questo punto di DR cosa ci sarebbe?
    Dicono che viaggiare sviluppa l'intelligenza. Ma si dimentica sempre di dire che l'intelligenza bisogna averla già prima.-.G. K. Chesterton

  9. #9
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Citazione Originariamente Scritto da Draigo Visualizza Messaggio
    Non mi sembra una novità che la Destra sia culturalmente eterogenea e filosoficamente frammentata, a tal punto che certe posizioni appaiono radicalmente contrapposte. Però vorrei capire chi, se parliamo di Radicale, fa riferimento a Voltaire o Lutero. A questo punto di DR cosa ci sarebbe?
    Da quando va di moda rivalutare anche la rivoluzione francese, ormai non mi stupisco più di nulla.

  10. #10
    .
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    Predefinito Re: la cultura della destra

    Ma a chi si rivolge?

 

 
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