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Re: Vai col gender!
Il campione dell'insulto dà lezione ai cronisti sul linguaggio da usare per gay e omofobia
di Andrea Zambrano
L’ordine dei giornalisti ha organizzato per il prossimo 8 giugno un seminario rivolto ai suoi iscritti chiamato Unioni civili, omofobia, famiglia. L’uso del linguaggio per le minoranze sessuali nei mass media. Il seminario è inserito nella piattaforma Sigef, il sistema che i giornalisti hanno a diposizione per i corsi di aggiornamento relativi alla loro professione.
L’argomento scelto (il linguaggio da utilizzare per quelli che comunemente vengono chiamati i nuovi diritti) non rappresenta certo una novità: sulla Nuova BQ abbiamo già espresso riserve circa l’opportunità di questo tipo di iniziative che sembrano ispirate alla strategia presentata dall’allora governo Monti tramite l’Unar (l’ufficio Nazionale antidiscriminazioni razziali) chiamata Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT e che dietro un buonismo di facciata adombrano una pesante limitazione della libertà di espressione. In sostanza: chi tra i professionisti dell’informazione non si adegua a parlare di matrimoni gay, omofobia, gender theory e adozioni gay secondo un preciso dettato che si è autoimposto dal politicamente corretto e da un certo pensiero antropologicamente rivoluzionario, rischia una sanzione disciplinare.
L’ordine dei giornalisti ha così iniziato ad affrontare anche questa tematica tra le più svariate messe a disposizione ai cronisti per acquisire punti formativi. Succede dunque che a Milano l’8 giugno prossimo si terrà una di queste lezioni. Tenuta da un giornalista? No. Un accademico della crusca? Nemmeno.
Il relatore del corso è un militante della causa Lgbt, del quale però nella scheda informativa non viene esplicitato il curriculum. Si chiama Alessandro Galvani. Soltanto il nome. Crediti accademici? Non si sa, però sembra essere molto addentro alle questioni se persino un ordine professionale si affida alla sua sapienza.
Non sarà per caso lo stesso che, su Twitter, con lo stesso nome si definisce Pedagogista gay per famiglie con figli LGBT? Titolo, questo, che non si capisce bene da quale istituto sia stato rilasciato, ma tant’è. Basta associare la parola pedagogista a quella gay e il gioco è fatto: è più generico che dire chitarrista rock, ma in certi ambienti, e si vede che quello giornalistico non fa eccezioni, basta per avere credenziali aleatorie per parlare ex cathedra.
E fin qui, discutibile finché vogliamo, però fa parte del gioco, e sappiamo bene quale gioco sia. Anche se risulta strano che a parlare del linguaggio politically correct pro causa gay sia proprio un esponente di quella che da molti viene definita una lobby tale da imporre spesso a scuole, politici e giornalisti la sua misura delle cose. E guai a dire che è sbagliata.
Si tratta della stessa persona? Sembra proprio di sì. Se fosse così quello che forse l’Ordine dei giornalisti non ha verificato, e se lo ha fatto sarebbe davvero sospetto, è lo stile utilizzato dal pedagogista per interloquire con i suoi amabili conversatori sui social network. In altri termini: la sua capacità di dialogare con rispetto e buone maniere nei confronti di tutti.
Tra gli argomenti affrontati nel corso infatti, compare anche la voce: “esempi di linguaggio inclusivo e rispettoso della libertà di parola”. Bene. Andiamo a vedere il rispetto della libertà di parola secondo questo campione di deontologia dal suo profilo Twitter: A Rocco Buttiglione dà del “coglione”, mentre a commento di una manifestazione di destra contro i migranti invita a “tornare a sparare sui fascisti”. Non c'è che dire: un linguaggio decisamente incisivo.
Molte delle sue invettive, ma non è ironico e arguto come Cyrano, sono rivolte alle Sentinelle in piedi e alla Manif Pour Tous. “Idioti decerebrati”, è la diagnosi certificata dalla sentenza che comunque le Sentinelle “non sanno un cazzo”. Prognosi che viene esplicitata su Twitter dove dice: “Dai fascistoni di @sentinpiedi andate a farvi curare e fatevi i cazzi vostri, maniaci pervertiti”. Seguono battute sui preti pedofili e omosessuali, sconcezze sull’ “etica dell’eiaculazione da maniaci sessuali” a proposito dell’ex ministra Prestigiacomo che a Virus chiedeva un po’ di etica.
E ancora: “Merde assassine” è il commento su un articolo de La Stampa su Vaticano, Onu e depenalizzazione della pratica gay in alcuni paesi, mentre a chi gli fa notare che “Amoris letizia” (sic!!) “è soltanto una farneticante lista di regole interne di un club di omofobi”.
Il pedagogo è anche animato da uno spirito civile meritorio. A chi gli fa notare che quella dell’insulto non è la pratica migliore per difendere le proprie idee, eccolo che subito si accende: “Io lo faccio perché voglio umiliare degli ignoranti che si sono permessi dei giudizi senza la conoscenza” mentre al "pungiball" preferito delle lobby gay, Mario Adinolfi, si ricorda che di persone come lui ne esistono molte in altri paesi e “vengono trattate in modo diverso”, ma non specifica se vengono messi in carcere o diventano presidenti della Repubblica.
E da ultimo, non poteva mancare un commento su Costanza Miriano, (chissà se l’ordine riterrà di proteggere la collega?): “Cosa mai potrà aggiungere una miserabile mentre celebriamo le donne”.
Dimenticavamo: il corso è organizzato da un ente formatore esterno, quindi l'Ordine non ha una responsabilità diretta nella scelta del relatore. Ma è chiaro che inserendolo nella piattaforma dei corsi promossi per i giornalisti, nel caso qualche professionista si lamenti della scelta più che discutibile, di stile of course, l'ordine ne sarebbe investito moralmente. E anche a livello di credibilità.
Morale: per imparare la neo lingua gay friendly, gender oriented e soprattutto rispettosa delle "minoranze sessuali", a noi trogloditi dei nuovi diritti, toccherà di andare a lezione da uno che nella migliore delle definizioni, dà a quelli che non la pensano come lui degli “omofobi”, “merde”, “stronzi” e “fascisti a cui sparare”. Come linguaggio inclusivo e rispettoso della libertà di parola non c'è male.
Il campione dell'insulto dà lezione ai cronisti sul linguaggio da usare per gay e omofobia
Il circolo vizioso dell’emancipazione sessuale
Matteo Carletti
Da decenni – da dopo il ’68 – si cerca di insegnare ai giovani e ormai ai giovanissimi, che l’unico modo di gestire positivamente la propria sessualità sia liberare l’uomo e la donna dai vincoli in cui morale (cristiana) ha stretto la società per secoli.
Sono circa quarant’anni che nei paesi occidentali “evoluti”, passando dalla teoria alla pratica, ormai è tutto un fiorire di liberatori “corsi di educazione sessuale” ad ogni livello. Purtroppo però non sono stati al passo con le aspettative!
Mai come oggi, complice mass media e tecnologia, si assiste ad una svendita così banale (per soldi o anche meno) di corpi e anche delle anime. Aumentano gli aborti, la prostituzione adolescenziale, la pornografia e cresce tutto quel mercato che lucra sul corpo e sul sesso. I giovani, liberati dai loro “tabù” sessuali, sono stati gettati nella quotidianità senza più barriere e difese.
Stanti gli scarsi risultati per rimediare all’errore, i guru dell’emancipazione sessuale, perseverano in esso proponendo più educazione sessuale e più libertà per tutti e trovando sponda in una pletora di tanti studi psicologici, spesso del tutto autoreferenziali, ormai fuori controllo. Costose ricerche (eh si, tutti devono campare!) la cui unica risultante è l’assioma secondo cui l’uomo è veramente felice se lasciato vivere nel modo in cui si sente effettivamente si essere e di divenire.
Secondo i nuovi “teologi” delle emozioni l’uomo, sin dal suo essere bambino, capisce chi è solo partendo dalla scoperta del proprio vero sesso, ovvero si identifica nel riconoscimento della propria sessualità. Da qui l’insistenza per l’educazione sessuale nelle scuole (spesso tecnicistica e svincolata da ogni morale e da ogni riferimento all’affettività) che complice i governi (illuminati) viene imposta.
Ci si riduce all’idea che l’uomo sia solo un animale un poco più intelligente di un istrice o di un labrador (con somma gioia di vegani e neo-vegani) e come un animale prima di tutto deve appagare i suoi istinti. Rimane un ultimo passo. A verniciare di verità l’assunto due universali passe-partout: il rispetto dei sentimenti e la lotta alla discriminazione.
Impossibile controbattere. La “frase tipo” oggi di moda: “questo è quello che sento e chi sei tu per potermi criticare”, toglie ogni spazio a qualsiasi modalità dialettica, perché la critica di un presunto stato esistenziale, di per sé già negativa, viene immediatamente considerata discriminante. L’escludere la possibilità di critica non lascerà spazio alcuno alla persona di riflettere sulla propria posizione e anche all’eventuale errore che in essa si potrebbe celare. È proprio grazie a questo assioma (“chi sei tu per giudicarmi”) che il relativismo può trionfare e la marcia di distruzione dell’umano, che passa anche attraverso tanti progetti di eduzione sessuale, continua indisturbata il suo percorso, creando un mondo dove si è dimenticato che certi desideri possono anche essere un’invenzione della società che, lautamente, ci guadagna sopra.
Il circolo vizioso dell?emancipazione sessuale | Libertà e Persona
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Re: Vai col gender!
Beyoncé contro legge anti gay North Carolina
Mondo.Pubblica una sua foto con la maglietta di Equality NC
http://www.ansa.it/webimages/img_210...5f265d3502.jpg
Il solito modo col quale gli "artisti" dello spettaculo si vendono ai voleri dei poteri forti per avere successo.
Da noi sono OBBLIGATORIAMENTE tutti legati al PD. Che combinazione!
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Re: Vai col gender!
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Re: Vai col gender!
L'eroina di Frozen deve essere lesbica...agghiacciante
di Orlando Falena
L’iniziativa di alcuni personaggi di Twitter, che con l’hashtag #GiveElsaaGirlfriend tempestano la piattaforma di microblogging con frasi d’amore strampalate e statistiche raffazzonate, sta prendendo piede in America e negli stati anglofoni ma, almeno, non ancora in Italia.
Frozen è un film uscito nel 2013 per i tipi della Disney che ha riscosso un enorme successo nel pubblico infantile e adolescente. Le vicende di Elsa, la regina dei ghiacci, seguono la trafila delle classiche storie della Disney: una trama semplice condita con personaggi simpatici (come un pupazzo di neve vivente di nome Olaf) e con una colonna sonora di tutto rispetto (Let it go, la canzone più famosa della soundtrack, è diventata bandiera LGBT, per dire). Insomma: la ricetta perfetta - e forse un po’ abusata - di quello che è un film riuscito a tavolino, prima ancora di approdare nelle sale.
Sulla qualità del film d’animazione non ci vogliamo esprimere: un po’ per incompetenza tecnica, un po’ perché non è l’argomento che vogliamo porre in questione. Ciò che interessa sottolineare è che la libertà di licenza lasciata ad alcuni gruppi - e spesso tolta ad altri - va spesso a discapito di coloro che ancora sono i più indifesi nella gestione nella digestione dei messaggi: i bambini, ovvero il pubblico a cui Frozen 2 - il sequel del film del 2013 - vuole parlare.
La creatrice dell’hashtag è tal Alexis Isabel, diciassettenne messicana e scrittrice per MTV. Alexis Isabel è anche l’autrice del blog feministculture.com, dove nella intro dichiara di essersi avvicinata alle tematiche del femminismo, con cognizione di causa, all’età di 16 anni. Inizialmente, @lexi4prez si è limitata a consigliare alla Disney di rendere Elsa una principessa lesbo. Quindi, subito dopo, la prima comparsa dell’hashtag #GiveElsaAGirlfriend, che adesso vanta quasi 1.900 retweet.
Ma da dove sorge questa richiesta - munita di bile astiosa contro il bigottismo imperante del mondo retrogrado che vorrebbe per Elsa un principe -? La risposta è abbastanza semplice. Il report annuale GLAAD 2016, volto a studiare la presenza della ricorrenza e della qualità delle figure lesbo, gay, transgender o bisessuali all’interno dei film delle maggiori case di produzione, ha fornito un dato abbastanza interessante: solo il 17,5% delle 126 uscite dei maggiori studios includono un personaggio omosessuale. Un dato che non è aumentato di una virgola rispetto all’anno precedente. Sarah Kate Ellis, presidentessa del GLAAD, ha dichiarato: «L’industria dei film deve abbracciare nuove storie inclusive di elementi LGBT per rimanere rilevanti e competitive».
Il problema - quindi - è sempre l’imposizione di una cultura, che questa volta dovrebbe toccare ancora i giovani. Tuttavia, mentre la diciassettenne Alexis Isabel cavalca l’onda del suo successo pilotato e la Disney non risponde in alcun modo al flame di contenuti che l’hashtag sta generando, rimane un dato positivo. In Italia i tweet con quell’hashtag sono - a martedì 4 maggio - 32: una miseria.
L'eroina di Frozen deve essere lesbica...agghiacciante
Il divorzio? Per i bambini è peggiore rispetto alla morte dei genitori
Tutti riconoscono che i bambini soffrono quando muore un loro genitore. Ma, negli ultimi decenni, diversi opinion maker hanno affermato che, al contrario, perdere un genitore a causa del divorzio non comporterebbe niente di così tremendo per i figli.
Posizione smentita da uno studio realizzato dal dipartimento di Psichiatria della Virginia Commonwealth University e dall’Università di Tokyo, nel quale i ricercatori hanno concluso che la separazione dei genitori è un predittore decisamente più forte di varie forme di malattia mentale, rispetto alla morte dei genitori. Basandosi sui dati di 2.605 gemelli di sesso maschile, sono stati rilevati sette disturbi principali: depressione, disturbo d’ansia generalizzato, fobia, panico, dipendenza da alcol, abuso di droghe e tossicodipendenza.
«La separazione dei genitori», si legge nella conclusione dell’indagine pubblicata su Psychiatry Research, «ha un effetto più forte e più ampio sulla psicopatologia dei bambini, rispetto alla morte dei loro genitori», in particolare dei picchi sono stati associati alla depressione e alla dipendenza dalla droga. Mentre la morte dei genitori «è stata marginalmente e unicamente associata al rischio di fobia e dipendenza da alcol (entrambi p <0,05)». E’ emerso, inoltre, che «l’effetto della morte parentali persiste per un tempo relativamente breve e ha un impatto più debole sulla psicopatologia nella fase adulta, rispetto a quanto avviene in caso di separazione dei genitori».
Se la separazione è ben peggiore della morte di uno dei due genitori, ancor di più sarà negativo per i bambini vivere con i genitori separati piuttosto che in una famiglia litigiosa. B.D. Whitehead, sociologo della Rutgers University, ha infatti dimostrato che per i bambini il divorzio e la permanenza in una “nuova famiglia” è in realtà molto peggio del vivere in una casa infelice. In molti di questi matrimoni litigiosi, infatti, capita spesso che i due adulti sacrifichino alcuni dei loro interessi al fine di preservare la stabilità della casa e la cura necessaria per la loro prole, sforzandosi di migliorare il loro matrimonio per il bene dei figli e riuscendoci in molti casi. L’amore per i figli spinge spesso i genitori a cambiare anche i pregiudizi dell’uno verso l’altro. Certo, ci sono situazioni estreme in cui anche la Chiesa cattolica riconosce l’inevitabilità della separazione, nei casi di abuso o violenza verso uno dei coniugi oppure rispetto ai figli, tuttavia, è precisato nella Familiaris Consortio, «la separazione deve essere considerata come estremo rimedio, dopo che ogni altro ragionevole tentativo si sia dimostrato vano».
Avevano pienamente ragione gli oppositori della legge sul divorzio, come Amintore Fanfani, il quale -citato e ridicolizzato, ancora oggi, da Dacia Maraini– lo indicò come elemento distruttivo dell’istituzione cardine del Paese. Per la Maraini «non successe niente di tutto questo», chi abita sul pianeta Terra, invece, è testimone dell’insanabile precarietà della famiglia iniziata negli anni ’70, la quale -essendo riconosciuta come cellula della società- ha indebolito tutti i legami sociali.
Lo psicoterapeuta Claudio Risé, tra i principali studiosi italiani della figura paterna, ha spiegato che il divorzio ha introdotto nei rapporti la precarietà nei rapporti, degenerando inevitabilmente fino alla situazione odierna nella quale il «rapporto breve viene reputato pratica normale, mentre quello di chi decide di impegnarsi per tutta la vita è valutato eccezionalmente». Dal “per sempre” si è passati al “vediamo se” e la sola esistenza del divorzio è causa di gran parte delle separazioni, proprio per il modo superficiale con cui si impostano i matrimoni. Inoltre, ha confermato il noto psicoterapeuta, «abbiamo evidenze ampie di disagi che coinvolgono, specialmente, i bambini, ma anche gli adulti. Vi è una variegata documentazione di tipo sociologico, psichiatrico, psicologico e clinico e siamo in grado di stabilire una correlazione specifica tra legami deboli e patologie». La coppia, ormai «intesa come modello provvisorio, è indicativa, quindi, di un nuovo modello sociale che è sempre più incline all’atomizzazione degli individui».
Il divorzio? Per i bambini è peggiore rispetto alla morte dei genitori | UCCR
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Re: Vai col gender!
L’indottrinamento del “gender”, essenziale nella svirilizzazione della società
di Filippo Balugani
Vorrei partire dal semplice: anzitutto, GENDER, cos’è?
Il gender è un insieme di teorie proposte dall’attivismo gay e femminista per cui il sesso è solo una costruzione sociale. Vivere da maschio o da femmina non corrisponde più a un dato biologico ma ad un costrutto culturale. L’idea di essere uomini e donne, viene sostituita dall’identità di genere, ovvero si può sentirsi tali, a prescindere dal dato biologico e si può variare a piacimento, anche mantenendo immutato il dato fisico.
Nelle nostre scuole, ai nostri figli, utilizzando il pretesto delle lezioni “contro il bullismo” viene insegnato che: le donne sono donne, gli uomini sono uomini, TU puoi essere entrambi, o un misto dei 2, o nessuno dei due. Perché le persone possono essere ciò che vogliono, perché l’importante è quello che c’é in fondo al cuore.
Questa delirante teoria si sta espandendo a vista d’occhio tanto che sempre più insegnanti ed “esperti” sostengono che si dovrebbe educare i propri figli secondo il “GENERE NEUTRO”. Perché sì certo, l’omosessualità c’è sempre stata ma ormai è roba vecchia, da antichi, la bisessualità era da greci, adesso il futuro, il moderno, il progresso è FLUIDO, perché il sesso non esiste, ed è la società (omofoba) che ci rinchiude in queste due categorie e noi dobbiamo sconfiggerlo!
Ed ecco qua il primo passo: Far nascere, affermare e strumentalizzare un’idea che (se ci pensiamo bene) fino a poco meno di trent’anni fa sarebbe stata follia. Ed il secondo passo qual è? Quello di creare un sistema di leggi che difenda definitivamente questa teoria.
Ed infatti ecco che in men di un minuto: “bisogna muoverci a approvare la ‘buona scuola’ ”, “bisogna far presto ad approvare i matrimoni gay”, “siamo il fanalino di coda di tutta Europa” …altro che fanalino di coda, vorrei dire che forse siamo il faro che ci avverte prima di schiantarci definitivamente sugli scogli della distruzione della società per come la conosciamo. Perché se è per questo noi italiani siamo anche il fanalino di coda sulla corruzione, sulla giustizia, su i costi della politica.. Ma no, quello no! La priorità è e dovrà essere quella dei diritti degli omosessuali e delle lezioni per prevenire il bullismo nelle scuole.
Perché le domande sul chi siamo e chi vogliamo essere realmente devono passare in secondo piano. Perché i promotori di queste teorie lo sanno bene che è impossibile andare avanti senza autodeterminazione spirituale, culturale e nazionale, e senza questa determinazione non saremmo mai più capaci di resistere alle sfide. Il gender è solo la punta dell’iceberg, ma si parte da questo.
Uno Stato che si rispetti deve disporre si di forza militare, tecnologica ed economica; ma la cosa primaria che determina il suo successo è la QUALITÀ dei suoi cittadini, la loro forza intellettuale, spirituale e morale. E nel frattempo però subiamo la pressione che viene dalla globalizzazione che sta causando la demoralizzazione della società. Il Sistema Europeo, il Sistema liberale, il Sistema occidentale moderno vogliono imporre a tutta l’umanità questo nuovo sistema marcio.
Vediamo in continuazione Paesi europei che stanno ripudiando le loro radici, persino quelle cristiane che costituiscono la base della civiltà occidentale. Mettendo in discussione tutti i sani principi morali e identitari tradizionali: la Nazione, la cultura, la religione ed in fine anche l’identità sessuale. Stiamo riducendo l’idea di “Famiglia” a quella di una mera convivenza di partner dello stesso sesso, e la fede in Dio con la credenza in Satana. Perché Satana non è omosessuale ma liberista, induce l’uomo a ribellarsi a ogni legge e limite, al fine di soddisfare i propri desideri e deliri di onnipotenza. Il demonio ci sussurra: “Dio non esiste, tu sei il vero Dio, tutto ti è permesso”.
“Vietato vietare” era lo slogan sessantottino che ha iniziato a minare la base morale e politica della nostra società: aborto, eutanasia, mercificazione della gravidanza, liberalizzazione delle droghe. Nulla è intoccabile tutto può essere messo in discussione. Stiamo abolendo le festività oppure le chiamiamo con altri nomi, per nascondere la loro essenza religiosa, così come il loro fondamento morale.
Ma cari amici, stiamo prendendo una brutta piega, stiamo aprendo la strada diretta verso il degrado e il regresso, che sprofonderà (se non bloccata prima), in una profondissima crisi morale. E qual è l’unica ricompensa che i governi ci propongono come contentino e distrazione al nostro misero vivere? Sesso, sesso libero, ovunque e con chi vuoi e del resto (ci dicono) l’omosessualità è vecchia quanto il mondo e il pregiudizio nei suoi confronti risale solo “all’oscurantista” civiltà cristiana. Il vizio contro-natura esiste da quando esiste il mondo, ma in quale società pagana si è mai considerato di equipararlo e insegnarlo nelle scuole alla pari delle regolari unioni tra uomo e donna? Quale storico ha mai riportato idee simili nell’antica Roma, o nella civiltà Greca? Chiunque sentisse la necessità di trasgredire in quel modo sapeva benissimo che questo era un piacere fine a se stesso, anche prima dell’avvento della società Cristiana.
E cos’altro se non la perdita della capacità di creare una famiglia, di autoriprodursi testimonia in maniera più drammatica la crisi morale della società umana? Senza quei valori, incorporati nel Cristianesimo le persone perderanno inevitabilmente la loro dignità umana. Quindi ritengo, naturale, giusto e OBBLIGATORIO opporsi e difendere questi valori.
Aristotele ci insegna che la famiglia è alla base della società umana, perché è la prima forma di comunità che l’uomo ha costituito per poter sopravvivere. Ma nel progetto di omologazione non rientra il concetto di “famiglia” intesa per come la conosciamo, perché per famiglia naturale si intende l’unione stabile di un uomo e una donna, destinata alla procreazione e alla cura della prole. L’essenza demoniaca e socialmente distruttiva dell’ideologia gender si manifesta nella negazione della famiglia. E di fatto è necessario un mutamento antropologico che trasformerà il genere umano in un gregge anonimo, consumista, asessuato, individualista, competitivo, apolitico, ateo, nomade e drammaticamente solo. Appunto: fluido.
Oggi è in atto una vera e propria guerra nel rapporto tra uomo e donna, che si vogliono strumentalmente separati, senza alcun sentimento o affinità: è il piacere personale ed egoista l’unico punto cardine del rapporto. A causa di questa rivoluzione (omo)sessuale, ora la società è bombardata da continue separazioni familiari, dalla pornografia, da abusi sessuali su minori e da violenze.
Non è un caso che se un tempo il sogno dell’uomo era quello di incontrare la donna giusta per mettere su famiglia, oggi spinto dalla “crisi economica” e dai valori perversi della società si trova a non essere più appagato da una sola partner, con la quale si unirà senza amore in un rapporto basato solo sul sesso, cosi per ritrovarsi infine in un vortice di solitudine e di vuoto da colmare col consumismo. Questo perché? Per abituarci ad un modello dell’amore usa e getta, come buona parte degli oggetti che ci circondano.
Nel ’73 i Rockefeller obbligarono l’APA (associazione psicologica americana) a proclamare che l’omosessualità è un comportamento normale. E così insieme alle femministe, i militanti gay iniziarono a smantellare tutte le istituzioni eterosessuali: la virilità, la femminilità, il matrimonio, la famiglia e cosi via....Allo stesso modo tramite le tv ed i giornali hanno influenzato pesantemente la nostra sensibilità culturale. Infatti sono la causa dell’ossessione pornografica che inonda i video musicali, la televisione e internet.
È duro da dire e accettare ma stanno provando tramite le tivù e le scuole a farci diventare tutti omosessuali, o per lo meno pro-omosessualità, dove non riusciremo più ad avere relazioni a lungo termine con il sesso opposto, in un mondo dove le donne etero si comportano da uomini e gli uomini da donne. Con queste teorie e questo indottrinamento nelle scuole stanno cercando di ridisegnare la figura maschile ormai svirilizzata, neutra e quella della donna creata a tavolino, ridotta ad un pezzo di carne da macello.
Queste teorie ci svirilizzeranno, e ci renderanno impotenti a reagire. Da che mondo e mondo il padre è la figura che protegge la famiglia dalle ostilità esterne. È lui che attraverso la sua esperienza guida il figlio nel mondo. Ed è cosi che se continuiamo in questa direzione avremo una società sempre più donnesca, politicamente effeminata, priva della protezione maschile, dunque inerme.
Una volta allontanati definitivamente i figli dalla figura paterna e materna, gli asili nido e le scuole diventeranno luoghi dove gli “educatori” avranno carta bianca su i nostri figli, manipolandoli a loro piacimento. Pensate che siamo già alla proposta di insegnare ai bambini dell’asilo la masturbazione. Però per ottenere questo cambiamento è necessario plasmare la coscienza, eliminando i concetti di femmina e di maschio, madre e padre, e dunque di famiglia. Ma chi cerca di spiegare che si sta tirando un po’ troppo la corda è oscurantista, cattolico reazionario, e omofobo.
L?indottrinamento del ?gender?, essenziale nella svirilizzazione della società* ?* di Filippo Balugani * | Riscossa Cristiana
Se il Corriere abolisce l’eterosessualità
di Gianluca Veneziani
E si arrivò all’abolizione dell’eterosessualità. La comunità Lgbt riunita ha deciso per la cancellazione dell’eterosessualità dagli orientamenti sessuali praticati e approvati, l’ha derubricata ad atteggiamento immorale o addirittura patologico, a perversione, peccato, reato, se non a malattia da curare. D’ora in poi gli eterosessuali potranno e dovranno essere banditi dalla società, discriminati e, perché no, perseguitati, mentre l’eterofobia sarà considerata comportamento virtuoso ed esemplare, da promuovere attraverso leggi ad hoc.
Questo scenario distopico pare trovare già un’inquietante antipasto nell’elenco degli orientamenti sessuali riportati dal Corriere della Sera e stilati dal sito di dating online OkCupid: oltre ai 22 generi sessuali in cui figurano ancora (chissà per quanto tempo) le categorie “uomo” e “donna” con definizione degne di una classificazione animale (donna: esemplare adulto di essere umano femmina), figurano ben 13 orientamenti sessuali possibili, tra i quali manca tuttavia l’opzione “eterosessuale”. Ci sono ovviamente le categorie “gay” e “lesbica”, gli esploratori di entrambi i sessi a fasi alterne (bisessuali, eteroflessibili e omoflessibili), gli indecisi (i cosiddetti “questioning”), i non interessati ad alcun sesso (gli “asessuati”) e gli interessati a tutti i sessi (i “pansessuali” e gli “omnisessuali”, da non confondere con gli omosessuali) e perfino quelli attratti solo a livello cerebrale (i cosiddetti “sapiosessuali”, ultima versione erotica dell’homo sapiens sapiens).
Ma non c’è traccia del buon vecchio eterosessuale, scomparso, cassato, depennato brutalmente dalla lista, essendo probabilmente un orientamento ormai superato e residuale. Al suo posto figura la categoria “straight”, che indica “’un’attrazione, romantica o sessuale, per persone di sesso opposto”, tuttavia sempre revocabile visto che alcuni (come i genderfluid) “si sentono più uomini un giorno più donne un altro”.
In base a questa lista, che il Corriere accredita e diffonde, diventerà un po’ complicato anche procedere a quella vecchia pratica chiamata riproduzione della specie. Certo, ogni tanto a un bisessuale o a un omnisessuale potrà copulare con l’altro sesso a fini riproduttivi, ma in generale i legami stabili tra uomo e donna inizieranno a essere guardati con sospetto, come segnali della volontà di instaurare nuovamente l’eterosessualità in modo duraturo. Gli appuntamenti tra un maschio e una femmina dovranno allora avvenire di nascosto, come quello tra il protagonista del romanzo 1984 e la sua compagna spiati dal Grande Fratello, pena essere considerati tentativi di sovversione del Nuovo Ordine Mondiale, cospirazioni reazionarie delle forze della Tradizione e della Natura contro l’Uomo figlio della Rivoluzione Sessuale.
E i vecchi eterosessuali, in nome dell’ideologia e della selezione (in)naturale, vennero eliminati sulla strada del progresso. Si estinsero gli eterosessuali, ma per inevitabile conseguenza si estinse anche tutto il genere umano.
Se il Corriere abolisce l'eterosessualità - L'intraprendente | L'intraprendente
http://www.lintraprendente.it/wp-con.../04/gender.jpg
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Re: Vai col gender!
Le iniettano silicone per gli pneumatici invece di botulino
La transessuale Rajee Narinesingh ha avuto il volto sfigurato per 10 anni
Luisa De Montis
Dieci anni fa le iniettarono silicone di pessima qualità, simile a quello utilizzato per la riparazione degli pneumatici, al posto del botulino.
Così Rajee Narinesingh, transessuale 48enne, si è ritrovata con il volto sfigurato e ha sporto denuncia contro i presunti medici, che a quanto pare non erano nemmeno autorizzati a praticare la professione.
Oggi due chirurghi specializzati di Los Angeles le hanno rimosso i noduli di silicone concentrati su guance e zigomi e le hanno ridato un volto "normale", pur non riuscendo a farla tornare come prima. "Per anni mi sono dovuta vergognare a uscire di casa e farmi vedere in giro", ha raccontato, "Quando decisi di cambiare sesso, diventando una donna, pensai che avrei fatto di tutto per essere bellissima, per questo mi sottoposi a delle iniezioni di silicone".
Le iniettano silicone per gli pneumatici invece di botulino - IlGiornale.it
http://www.ilgiornale.it/sites/defau...-botched-e.jpg
«Io, ex pornodivo gay, vi racconto l'inganno della cultura Lgbt e come distrugge la famiglia»
di Benedetta Frigerio
Joseph Sciambra sapeva che avrebbe subìto l'ira mondana quando decise di parlare per «svelare il vero volto delle relazioni omosessuali». Non solo ebbe il coraggio di fare l'unico “outing” davvero svantaggioso oggi, ma l'ex pornodivo americano e icona del mondo "gay", oggi blogger e autore del libro "Ingoiato da Satana", ebbe anche l'ardore di mettersi dalla parte della terapia riparativa, convinto che «guarire è possibile, anche se chiede tempo, perseveranza». Solo «bisogna iniziare da un luogo di onestà: con te stesso, con gli altri e con Dio».
Cosa la spinse così giovane verso la pornografia?
I ragazzi, normalmente, nutrono curiosità verso il sesso, ma questo interesse è esasperato dalla cultura occidentale contemporanea in cui la pornografia dilaga ovunque, mostrando la carne nuda delle donne. Questo spinge a un'attenzione esagerata verso il sesso, conducendo facilmente alla pornografia. Quando poi un giovane nutre sentimenti di solitudine e alienazione, come accadde a me, allora la dipendenza dalla pornografia si fa ancora più intensa. Per quasi tutta la mia infanzia, la pornografia e la masturbazione rappresentavano un'oasi, una sorta di spazio sicuro in cui pensavo di essere amato e accettato. Ovviamente questa era solo una fantasia. Inoltre, molti giovani oggi sono più propensi a cadere nella trappola, sia in mancanza della figura paterna, che dovrebbe fungere da modello per un comportamento maschile adeguato, sia perché soffrono di un sentimento di inadeguatezza. Nei giovani che nutrono attrazioni omosessuali, entrambi questi tratti sono molto evidenti.
Come si passa dalla pornografia a sviluppare pulsioni omosessuali?
La visione ripetitiva della pornografia ha un effetto desensibilizzante, quindi spinge alla ricerca di scene sessuali sempre più estreme. Per questo, avendo iniziato all'età di 8 anni, da adolescente ero già annoiato e ho cominciato a cercare nella pornografia omosessuale. Uno scenario questo, per nulla inusuale. Infatti, quasi ogni giorno vengo a conoscenza di uomini, in maggioranza sposati e con figli, mai coinvolti prima con lo stile di vita omosessuale, dipendenti dalla pornografia “gay”. Siccome mi eccitava cominciai a chiedermi se fossi omosessuale. Più lo guardavo, più queste pulsioni crescevano in me, anche perché ero un bambino insicuro e isolato, che cercava affermazione da altri uomini. Perciò, quando compii 18 anni, lasciai casa per andare a San Francisco, la capitale mondiale dei “gay”. Appena arrivato, fui aggredito da una schiera di uomini più anziani di me che volevano iniziarmi al regno del sesso omosessuale. Qui, scoprii che il sesso era libero e che la pornografia “gay” serve come mezzo di reclutamento: facendo leva sulla mancanza paterna il mondo omosessuale ti tiene in pugno. Non a caso lo scenario costante della pornografia è l'unione fra un uomo maturo e uno giovane.
Che influsso ebbe sulla sua vita il comportamento omosessuale?
Persi molti amici, morti a causa dell'Hiv e della droga. Ero rancoroso e autodistruttivo. Credevo che vivendo lo stile di vita “gay” avrei potuto evitare di avere pensieri. Ma alla fine degli anni Novanta la mia salute si era compromessa. Soffrivo continuamente di emorroidi, lesioni anali, sanguinamenti che mi portarono all'anemia. Soffrivo di clamidia e gonorrea. Gli antibiotici facevano sempre meno effetto. Non capivo che stavo per morire.
Quando e come ha abbandonato questo “stile di vita” e cosa ne pensa delle terapie riparative?
La terapia riparativa con un psicologo o psichiatra qualificati è molto efficace. È ancorata a una teoria molto pratica per cui la relazione fra padre e figlio, fra madre e figlia, così come i traumi infantili, contribuiscono direttamente allo sviluppo delle attrazioni omosessuali in adolescenza o nell'età adulta. In contrapposizione a coloro che sostengono fermamente, sebbene non ci siano evidenze scientifiche, che l'omosessualità è una caratteristica innata, molti psicologi sono in crisi: anche nei paesi più liberali, come l'Olanda, fra i primi a legalizzare il matrimonio fra persone dello stesso sesso, la popolazione omosessuale continua a mostrare un alto tasso di malattie mentali. Per nascondere questo fatto l'Occidente parla di omofobia interiorizzata. Durante il mio percorso di guarigione ho invece scoperto che il persistente malessere delle persone con tendenze omosessuali è legato ad un evento traumatico che porta la vittima ad auto-medicarsi attraverso il sesso. Quando ho cercato aiuto sono riuscito ad ammettere l'abuso che avevo sperimentato da bambino. Solo così il processo di guarigione cominciò. Una parte di questo consiste nell'instaurare relazioni di amicizia con altri uomini sani per comprendere il significato reale della mascolinità.
Se non il matrimonio fra persone dello stesso sesso, ormai quasi tutti, sostengono che a queste coppie “qualche diritto” va riconosciuto. Alcuni prelati, addirittura, pensano di favorire così la “pace sociale”. Ma che pace può esserci nell'accettazione di una realtà come questa?
Quello che trovi nel mondo Lgbt è essenzialmente un gruppo di bambini abusati e vittime trascurate che hanno cercato consolazione in una comunità, ma in cui ci si usa a vicenda nel vano tentativo di alleviare il dolore. Quando si entra in questa comunità si va incontro a una cultura altamente promiscua, come evidenzia l'alta percentuale di infetti da Hiv e da altre malattie (solo a New York la tendenza a contrarre l'Hiv della popolazione omosessuale maschile è di 140 volte maggiore rispetto al resto della popolazione). Per questo alcune persone con queste tendenze, di fronte alla fine che si può fare, cercano di vivere delle relazioni monogamiche. Di fatto, però, è difficile e si aprono ad altre relazioni. Bisogna poi comprendere che la lotta per i diritti è una lotta politica a cui le persone con tendenze omosessuali sono indotte con l'obiettivo di distruggere la famiglia.
Come?
Quello che mi ha cambiato è stata la paura di morire quando stavo male. Capii che mi sarei dannato, il diavolo mi stava portando all'inferno tramite orge demoniache. Mia madre non smise mai di pregare e siccome quando ero piccolo credevo in Dio, implorai il Suo aiuto e Lui mi salvò. Compresi quasi immediatamente che tutto quello che aveva fatto in passato era una lunga via verso la perdizione. Dio mi diede chiarezza e cominciai a studiare a leggere. L'aiuto spirtuale insieme a quello psicologico mi guarirono dall'omosessualità.
Come combattere l'ideologia gender e la pornografia, dilagante seppur nascosta?
Il modo migliore per combattere la pornografia e l'ideologia gender è cominciare in famiglia: i padri devono essere dei veri padri; ogni persona che ho incontrato con pulsioni omosessuali aveva qualche problema con il padre o con una figura adulta maschile. Perciò gli uomini si devono assumere la loro responsabilità di padri molto seriamente. Devono essere modelli virtuosi e avere un comportamento virile verso la donna. Devono essere forti e risoluti nei confronti dei loro figli. E devono amarli davvero. Perché se non sarai un padre per tuo figlio, ci saranno molti altri uomini a cercare di prendere il tuo posto.
«Io, ex pornodivo gay, vi racconto l'inganno Lgbt»
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Re: Vai col gender!
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Re: Vai col gender!
Unioni civili, prete suona le campane a morto in Molise
Rintocchi delle campane a morto per celebrare il "funerale del matrimonio tradizionale" a Carovilli
https://forum.termometropolitico.it/...pedofilo10.jpg
Rintocchi delle campane a morto per celebrare il "funerale del matrimonio tradizionale". Le suonera' per l'intera giornata, a intervalli regolari, don Mario Fangio, parroco di Carovilli (Isernia). "Oggi - ha detto don Mario - e' morta un'istituzione secolare. Con la legge delle unioni civili la gente e' disorientata perche' pensa, essendo essa una legge, che sia una cosa buona".
L'iniziativa di don Mario ha richiamato l'attenzione dei fedeli che si sono recati in chiesa per chiedere chi fosse morto, a loro lui ha risposto cosi': "Non e' morto nessuno, e' morto il matrimonio". All'ANSA ha detto di aver ricevuto la solidarieta' di molti parrocchiani e che non c'era necessita' di una legge sulle unioni civili perche' la precedente legislazione gia' li tutelava ampiamente. Don Mario non teme eventuali reazioni negative perche' "il tutto e' fatto a fin di ben
Unioni civili, prete suona le campane a morto in Molise - Affaritaliani.it
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Re: Vai col gender!
A ben leggere i contenuti della legge, mi sa che i culi sono solo stati USATI.
Lo scopo mi sembra un altro, un obiettivo nascosto.
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Re: Vai col gender!
Norme anti gay sui bagni, North Carolina fa causa a Obama
Il North Carolina ha fatto causa al Dipartimento di Stato americano, dopo che questo ha contestato la legge statale che regolamenta l'accesso ai bagni pubblici per le persone transgender
Raffaello Binelli
Durissimo braccio di ferro, negli Stati Uniti, tra il North Carolina e la Casa Bianca. Oggi scadeva l'ultimatum di Washington che chiedeva allo Stato a guida repubblicana di modificare la controversa legge che regolamenta l'uso dei bagni nei luoghi pubblici. Approvata lo scorso 23 marzo, e subito boicottata da molte aziende, attori e cantanti, la norma prevede che i transgender debbano utilizzare i bagni corrispondenti al sesso registrato alla nascita. L’amministrazione Obama, che subito aveva criticato la legge (considerata anti Lgbt), accusandola di violare i diritti umani, aveva invitato il North Carolina a modificarla, per scongiurare un taglio dei fondi federali. Ma il North Carolina ha respinto l’ultimatum e ha deciso di fare causa all'amministrazione Obama.
La questione sembrava chiusa, dopo che l'alta Corte d'Appello federale di Richmond aveva stabilito che la pretesa di uno studente transgender, Gavin Grimm, di usare i bagni dei ragazzi, anziché quelli delle donne, fosse legittima, considerando "discriminatoria la decisione del consiglio scolastico di proibirgli le toilette degli uomini". La Corte aveva però rinviato al Dipartimento dell'Istruzione della Casa Bianca di risolvere una volta per tutte il problema, fissando delle regole in grado di tutelare tutti i diritti, sulla base della Costituzione degli Stati Uniti che vieta qualsiasi discriminazione.
Fino a oggi sembrava che il North Carolina avesse deciso di fare un passo indietro, rinunciando alla "House Bill 2", la legge che vieta i bagni pubblici transgender. Il governatore del North Carolina, Pat McCrory, in una intervista a Fox News ha detto di aver chiesto al Dipartimento una proroga della scadenza dell'ultimatum. Ma la risposta, come lui stesso ha spiegato, è stata negativa: la proroga non può essere concessa a meno che lui ammetta che la legge è discriminatoria. Il Dipartimento non ha fatto sapere se intenda intraprendere una azione legale nel caso lo Stato resti fermo sulla propria posizione, ma le lettere lasciano intendere che intenda farlo, aprendo così una dura battaglia giudiziaria.
Norme anti gay sui bagni, North Carolina fa causa a Obama - IlGiornale.it
http://www.ilgiornale.it/sites/defau...thcarolina.jpg
Terreno insidioso: il gender scivola sui bagni. (come può implodere su sé stesso)
Enzo Pennetta
“Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità”- (Sun Tzu).
Perché il Gender può entrare in crisi attuandolo. Tutti.
Su Repubblica del 28 aprile è stato pubblicato un articolo dal titolo “Carolina del Nord: bambina transgender in posa contro discriminazione sessuale“, un servizio che parla di una protesta contro la recente legge dello stato della Carolina del sud che consente l’accesso ai bagni pubblici secondo il proprio sesso biologico e non in base a quello di “genere”, si tratta di 4 fotografie accompagnate dal seguente testo:
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La foto di una bimba transgender per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla controversa legge della Carolina del Nord che introduce restrizioni sulla libera scelta dei transesessuali nell’utilizzo dei bagni pubblici.
“Se fosse vostra figlia, vi sentireste a vostro agio a mandarla in un bagno per uomini?”, comincia così il post che la fotografa Meg Bitton ha condiviso sulla sua pagina Facebook superando le 10mila condivisioni. “Siate corretti, siate cordiali, siate empatici. Trattate gli altri come vorreste essere trattati voi”, continua la Bitton, che realizzò lo scatto a Corey Mason, questo il nome della bambina, circa un anno fa. A chiedere alla fotografa di riproporre l’immagine è stata la stessa madre della giovane, contraria all’approvazione della legge restrittiva nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender approvata dalla Carolina del Nord.
La prima cosa che va detta è che la scelta di Corey Mason, il bambino transgender, è un’operazione di spin in quanto presenta un caso ideale che svia dal vero problema, ecco una foto che spiega a quali situazioni aprirebbe la strada una legge che permettesse l’accesso ai bagni femminili a chi si “sente donna”:
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Jason Pomare, 33 anni diceva di sentirsi donna ma è stato fermato in California nel 2013 perché entrato in un bagno per donne indossando un reggiseno e una parrucca, come riferito da NBC4. Senza una legge come quella in vigore nella Carolina del Nord il sig. Pomare avrebbe avuto pieno diritto ad entrare nel bagno delle donne o, analogamente, in uno spogliatoio femminile di una palestra. La cosa non verrebbe presa molto bene, anche se solo una minoranza arriverebbe a minacciare gesti estremi come ha fatto la Sig.ra Anita Staver (The Independent):
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Per protestare contro la legge della Carolina del Nord Bruce Springsteen, il Boss, quello di “born in the USA”, ha annullato la tappa del suo concerto, ma la cosa raggiunge anche toni decisamente surreali nel momento in cui per ritorsione contro la legge “omofoba” un sito porno ha messo in atto un “embargo economico” nei confronti dello stato:
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Ma a parte le intemperanze della Sig.ra Staver, il problema sembra scoppiare tra le mani di chi si è frettolosamente allineato all’ultimo risultato della finestra di Overton, i magazzini Target ad esempio dopo aver aperto i bagni “inclusivi” si sono visti sommergere da una petizione tsunami da un milione di firme per il boicottaggio dei magazzini, come riportato da Fortune. Questo significa che quando le politiche gender escono fuori dall’ambito privato la società non è passiva.
Un altro campo in cui la reazione non mancherebbe a tardare è quello dello sport, il primo caso in Italia di un’atleta transgender si è verificato in una squadra di Volley sarda come riportato da Repubblica:
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Una teoria sociale sbagliata può non manifestare le proprie conseguenze quando applicata in piccole percentuali, ma se l’applicazione diventa massiccia rivela le sue contraddizioni. Finché uno “zero virgola qualcosa” per cento genera una contraddizione il sistema lo assorbe, ma se le percentuali salgono si genera una criticità.
Cosa succederebbe allora se tutti decidessero di far valere la teoria del gender spingendola alle sue estreme conseguenze?
Ipotizziamo che domani nei centri commerciali o negli uffici pubblici tutti i maschi entrassero nel bagno delle donne sostenendo che sentendosi donne quello è un loro diritto. Semplice: il sistema esploderebbe.
E mettiamo che da domani chiedessimo in massa di iscriverci alle federazioni sportive femminili, cosa accadrebbe? Accadrebbe che di fatto scomparirebbe la divisione tra squadre e gare maschili e femminili e le donne verrebbero penalizzate. Basta guardare la classifica dei record italiani sui 100m piani per vedere che se i maschi avessero corso con le femmine le avrebbero rubato la possibilità di vincere.
E se inoltre nelle nostre palestre insistessimo in massa per spogliarci negli spogliatoi femminili cosa accadrebbe?
Succederebbe che la “battaglia” del gender sarebbe persa non perché affrontata e persa ma perché insostenibile dal sistema, per gli avversari sarebbe una vittoria senza combattere, proprio come pensava Sun Tzu.
Un esperimento sociologico che potrebbe avere inizio in qualsiasi momento.
Terreno insidioso: il gender scivola sui bagni. (come può implodere su sé stesso) | Libertà e Persona