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Re: Vai col gender!
Napoli, 41enne violenta un ragazzo alla stazione centrale
Orrore nella stazione ferroviaria del capoluogo campano. Un 41enne napoletano pregiudicato violenta un giovane nel bagno
Rachele Nenzi
Una violenza sessuale in piena regola nella stazione centrale di Napoli: è successo ieri pomeriggio, quando la polizia ferroviaria del principale scalo del capoluogo partenopeo ha fermato un napoletano 41enne pregiudicato con l'accusa di violenza sessuale.
Gli agenti del reparto operativo, racconta il quotidiano Il Mattino, hanno raccolto la segnalazione di un giovane italiano che davanti ai servizi igienici situati in una galleria commerciale della stazione centrale accusava il 41enne di averlo aggredito sessualmente.
Il giovane ha raccontato di essere stato chiuso in un bagno e di essere stato palpeggiato nelle parti intime, prima di riuscire a darsi ad una fuga rocambolesca.
Grazie al pronto intervento degli uomini della Polizia di Stato, però, quella violenza non si è trasformata in qualcosa di peggiore e il 41enne è stato tratto in arresto. Ora dovrà rispondere davanti ai magistrati dell'accusa di violenza sessuale. Nel frattempo è trattenuto nel carcere di Poggioreale.
Napoli, 41enne violenta un ragazzo alla stazione centrale
POVIA DIFENDE ELSA DI FROZEN DALLE AVANCES LGBT, SCATTA LINCIAGGIO
Anche Povia è sceso in campo contro la propaganda normofobica della Disney che intende confondere i bambini fin da piccoli, trasformando una delle loro eroine in una lesbica.
E’ bastato questo perché i circuiti digitali radical chic lanciassero su Twitter una fatwa contro di lui.
https://voxnews.info/2018/03/07/povi...ta-linciaggio/
ADESCA MINORENNI GRAZIE A FACEBOOK, PARADISO DEI PEDOFILI
Facebook è il paradiso dei trafficanti di clandestini, dei pedofili e degli adescatori di ragazzini. Se il brufoloso apolide spendesse lo stesso tempo che impegna nel perseguitare la libertà di espressione con pedofili e trafficanti, forse sarebbe meglio. Ma i social sono nati per un altro scopo.
Un 41enne di Modugno (Bari), Michele Lambresa, già condannato per abusi su otto minori, è stato arrestato dalla Polizia Postale per adescamento di altre quindici ragazzine di età compresa fra i 10 e i 14 anni, una delle quali violentata. L’uomo è in carcere da dicembre 2015 per la prima vicenda che, nel luglio 2017, gli è costata una condanna in primo grado a 8 anni e 8 mesi di reclusione. Questi nuovi episodi si riferiscono al periodo in cui era ancora in libertà. Stando alle indagini della Polizia Postale, coordinate dal pm Simona Filoni, Lambresa utilizzando falsi account Facebook e fingendosi un adolescente di bell’aspetto, contattava le ragazzine sui social network con l’intento di instaurare rapporti affettivi e fiduciari, finendo per inviare loro filmati . Per adescare le sue vittime, utilizzando differenti identità su altrettante chat, l’uomo talvolta si fingeva tale “Francesco Bho”, ragazzo innamorato e protettivo, e in altri casi si presentava come “Miki Lam”, uomo cattivo e aggressivo.
https://voxnews.info/2018/03/10/ades...-dei-pedofili/
https://kodesubstanz.files.wordpress...acio.jpg?w=529
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Re: Vai col gender!
“I MIEI GENITORI GAY ERANO ANCHE PEDOFILI”
In quest’epoca di partiti che propongono le adozioni gay e di mercato dei bambini ormai legalizzato attraverso l’utero in affitto, è importante il libro di Moira Greyland
Moira Greyland, abusata dai genitori, scrive in The Last Closet: «Sono la figlia di tre genitori gay». Nel volume denuncia il legame intrinseco fra cultura omosessualità e pedofilia: «Ho sentito le solite proteste: “I tuoi genitori erano malvagi non perché erano gay”, non sono d’accordo. Il problema è filosofico: per loro il sesso è sempre tutto buono».
Moira Greyland ha atteso la morte dei genitori per scrivere The Last Closet: The Dark Side of Avalon, un libro che comincia così: «Sono la figlia di tre genitori gay». Di suo padre, Walter Breen, autore di fiction fantascientifiche, si seppe finalmente che era davvero un pedofilo seriale quando fu condannato nel 1990, dopo decine e decine di accuse, prima archiviate grazie alla sua notorietà e alla copertura da parte del mondo della fiction fantascientifica. Mentre sulle colpe di sua madre, Marion Zimmer Bradley, nota autrice di libri fantasy (in cui la famiglia viene messa in dubbio e il lesbismo promosso) lettissimi negli States, si fa ancora silenzio. Di lei ci si limita a dire che pur sapendo non aveva voluto denunciare il marito, mentre praticò come lui la pedofilia, per poi accompagnarsi ad una donna dopo la sua morte.
Così racconta sua figlia in questo libro coraggiosissimo, non solo per la forza di mettere davanti al mondo il proprio dolore innocente, ma per il fatto di denunciare il legame intrinseco fra omosessualità e pedofilia: «Ho sentito tutte le solite proteste: ”I tuoi genitori erano malvagi perché erano malvagi, non perché erano gay, ma non sono d’accordo», scrive: «Il problema di fondo è di tipo filosofico…: il sesso è sempre tutto buono» per chi come i suoi genitori sposa l’ideologia Lgbt. Infatti sia Marion sia Walter erano convinti che non dovendo avere limiti, non essendo legato al fine procreativo ed essendo espressione dell’amore in ogni caso, il sesso doveva essere praticato fra persone dello stesso sesso così come con i bambini.
Ma chi sono questi due personaggi, ancora ammirati da certa cultura, che in 27 anni di matrimonio abusarono entrambi di bambini e bambine e dei loro due figli? Marion era la figlia di un alcolista che a sua volta abusò di lei, ma non per questo la figlia Moira, pur perdonandola, giustifica la madre: «Penso che, qualunque sia il dolore che proviamo, siamo tutti responsabili delle nostre azioni e anche lei lo deve essere”. Anche perché chi subisce abusi “non vorrebbe che nessun altro ne fosse soggetto». Certamente può accadere che la ripetizione dell’abuso sia un modo per scappare da quello subito, ma «chi commette crimini in preda al delirio poi esprime almeno un po’ di rimorso. Non ne ho mai visto nemmeno un briciolo in mia madre». La ragione è chiara: quella dei suoi genitori non era solo una debolezza, ma il frutto di un dolore trasformato in un’ideologia sposata come giusta.
Moira sottolinea anche come la tendenza omoerotica e la cultura che la sostiene siano un problema serio, frutto di ferite enormi. Secondo lei le tendenze di sua madre erano «il modo di vincere il suo violentatore». Marion rifiutava il sesso maschile e la femminilità come sinonimo di vulnerabilità. Per questo è «difficile immaginare una donna meno femminile di mia madre. La sua voce, il suo corpo, il suo linguaggio, le sue maniere, tutto parlava di potere e solo di potere come priorità nell’approcciarsi alle altre persone”. Il matrimonio con Walter era solo frutto di un’unione intellettuale: per lei «gli uomini potevano amarti solo per la tua mente». Per lei un uomo era avvicinabile solo se era femminista. Non a caso «il matriarcato da lei istituito in casa…era oppressivo e terrificante e faceva sentire noi figli come degli animali in gabbia, desiderosi di scappare o morire».
Anche la pedofilia di Walter nasce dalla sua omosessualità divenuta ideologia. Abbandonato dal padre fu adottato da due persone che gli inculcarono il terrore di Dio e che poi divorziarono. Walter crebbe con una donna autoritaria, dopo aver subito violenze in orfanotrofio. Motivo per cui cercava «disperatamente amore dagli uomini», ma l’unica risposta che trovò fu quella di un uomo che abusò di lui. Crescendo fece lo stesso per decenni. E, continua Moira, trovò «in mia madre la partner perfetta per i suoi crimini», tanto che lei lo sposò «pur sapendo che aveva già abusato di bambini dai 3 ai 12 anni di età».
Moira ha scritto questo libro soprattutto per svelare ad un mondo convinto che “basta che sia amore” per essere coppie da “Mulino Bianco”: «La realtà delle relazioni gay non ha nulla a che fare con quello che siamo portati a credere…Come figlia si aspettavano da me che approvassi e sponsorizzarsi il loro essere genitori gay…dovevo diventare lesbica e cooperare con i loro sforzi di farmi diventare tale». Questa donna, oggi madre, aggiunge poi che sono «una montagna di fatti che mi hanno portata ad oppormi ai “matrimoni” gay. So dalla mia esperienza personale che queste relazioni sono costrutti sociali che esistono solo per generare anarchia sessuale e per confondere il sesso con l’amore. Siccome il sesso è buono, la libertà è bene e l’amore è bene, i libertini credono che dovremmo elargire sesso, libertà e amore a tutti i bambini…E sperare che come risultato non si suicidino».
Sono dure le parole di Moira, che per aver superato un trauma così profondo, sopravvivendo senza impazzire alle violenze, ha lottato con tutte le sue forze aggrappandosi a Dio. Sapendo che se non si combatte questa battaglia saranno migliaia gli innocenti destinati a soffrire come lei. Perciò continua denunciando sua madre (che abbandonò Dio «perché non l’aveva salvata») per il fatto di aver incoraggiato «decine di migliaia dei suoi lettori a seguirla nei suoi passi lontani dalla cristianità e in una spiritualismo che pensava offrire di più» e per il fatto di aver diffuso una cultura pansessualista.
Nel volume si legge che Marion stessa lo aveva ammesso in tribunale quando suo marito fu accusato di pedofilia: «Ciascuno, anche i ragazzini, sono liberi di agire come vogliono». Come se i bimbi potessero essere consenzienti (quello che le lobby pedofile oggi tentano di far credere per aprire un primo spiraglio alla legalizzazione della pedofilia). E anche «mio padre era convinto che il miglior modo per esprimere amore verso i bambini era avere rapporti sessuali con loro”. La sua ideologia era questa: «Siccome il sesso coincide con l’amore, bisogna fare sesso con tutti».
Chiaramente, sia Walter sia Marion odiavano la differenza di ruoli dell’uomo e della donna, convinti che l’essere umano non fosse fatto per la monogamia. La figlia lo spiega così: «Il rinnegamento del ruolo è il rinnegamento dell’età adulta e della responsabilità, che però sono un dato di fatto». Soprattutto, fa notare, «puoi anche fingere che un gatto sia un cane… ma questo non dà la felicità. L’ho visto e rivisto: le donne che sono “forti” e “dominanti” sono sempre arrabbiate per il fatto che i loro mariti non sono più forti di loro, mentre li buttano giù ogni volta che loro mostrano un pizzico di forza». La ragazza, che racconta delle orge a cui assisteva in casa sua, aggiunge che «avevo bisogno che mio padre mi proteggesse e mi riconoscesse come femmina invece di rifiutarsi di proteggermi, vedendomi come un nulla amorfo in competizione con lui di fronte ai maschi. Avevo bisogno che mia madre mi amasse, mi stringesse e mi confortasse invece di fare la dittatrice terrorizzante e infuriata. Peggio ancora…dovevo essere felice di quello che facevano, indipendentemente da quello che facevano a noi».
Impressiona leggere dell’educazione che Moira e il fratello ricevevano dai genitori, perché ricalca quella dell’ideologia gender che oggi viene introdotta nelle scuole con la parvenza di una cosa buona, inclusiva, tollerante. Nel volume emerge che i due si sposarono per fare figli ma che «prendevano in giro il matrimonio…non esisteva alcun momento della loro relazione in cui Walter pensò ad alcuna forma di esclusività sessuale per entrambi”. Moira spiega che per lui la Chiesa era contro il sesso, perché vuole privare del suo potere l’uomo, tanto che se le persone non sono omosessuali è per colpa della religione e della società». Marion e Walter, membri attivi del movimento femminista ed Lgbt, in casa ripetevano che «bisognava salvare la gente insegnando loro queste cose fin da piccoli e sessualizzandole». Certi che anche fare sesso con loro avrebbe contribuito alla liberazione: «Non era fare qualcosa di male, non era qualcosa che poteva distruggere una persona e farle tentare il suicidio», scrive Moira. E quando le vittime di suo padre lo denunciarono? «Pensò che gli avevano fatto il lavaggio del cervello». Scrive ancora la figlia che la pedofilia, sperimentata sulla sua pelle, «non genera amore ma schiavitù, dipendenza dall’adulto».
Ma Moira non è la sola, perché già anni fa Dawn Stefanowicz scisse Fuori dal Buio, la mia vita con un padre gay «contro una nuova, inaudita forma di abusi sui minori, legalizzata e promossa dagli Stati che hanno abbracciato un’ideologia del tutto falsa, per la quale ogni tipo di vissuto e ogni forma di convivenza vengono considerati leciti ed equivalenti». Anche lei racconta di un padre che la voleva lesbica e che abusò di lei quando era piccolissima. Anche lei fu costretta ad assistere alle orge a cui partecipava suo padre che aveva rapporti con uomini giovanissimi. Dawn ha poi spiegato che «conoscevo molti gay che avevano una preferenza per i maschi adolescenti che avevano appena raggiunto la pubertà. Cercavano ragazzi con padri assenti e quindi vulnerabili».
Non è un caso, dunque, se dall’accettazione culturale dell’omosessualità si sta passando a quella della pedofilia. Come ha ricordato l’associazione “Le Voix de l’Enfant” dopo che nel 2017 un tribunale francese ha scagionato dall’accusa di stupro un ventinovenne che aveva abusato di una bimba di 11 anni (è successo anche in Italia): «La questione del consenso o della sua assenza non dovrebbe mai essere tenuta in considerazione se si tratta di minori vittime di stupro». Eppure se ne inizia a parlare. Prima sessualizzandoli all’asilo e poi affermando: ma se il bimbo è consenziente, perché no?
https://voxnews.info/2018/03/04/i-mi...nche-pedofili/
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Re: Vai col gender!
Piccoli alunni assistono a scene omosex molto hot al Filmfest
L'associazione Generazione Famiglia denuncia che al Filmfest di Reggio Calabria i piccoli alunni hanno dovuto assistere a scene omosex molto spinte.
Questo il comunicato dell’associazione che fa parte della Manif pour tout Italia: “Nella mattinata di ieri (13 marzo) abbiamo ricevuto delle spiacevoli segnalazioni da parte di alcuni genitori in merito alla proiezione del film ‘Sogni ad orologeria’ avvenuta all’interno della rassegna ‘Reggio Calabria Filmfest’. Il film pare contenere scene erotiche molto spinte e con protagonisti persone dalle tendenze omosessuali, scene proposte senza filtro anche a bambini delle scuole elementari che hanno partecipato all’importante manifestazione”.
“Se la notizia è confermata – continua la nota firmata da Francesco Marrara portavoce ‘Generazione Famiglia’ circolo di Reggio Calabria - appare evidente che tali contenuti non sono appropriati alla visione di minori, addirittura con meno di 10 anni. Non siamo certamente noi a volerci ergere a paladini della pubblica morale, tuttavia, rivendichiamo l’importanza di difendere la libertà educativa delle famiglie. A tal proposito poniamo in essere alcuni interrogativi agli organizzatori della rassegna cinematografica ed ai dirigenti scolastici: il Filmfest ha reso noti nel dettaglio i contenuti dei suoi film alle scuole? Le scuole hanno presentato ai genitori tali contenuti? I genitori, correttamente informati, hanno dato l’assenso alla partecipazione dei propri figli a tale manifestazione? Riteniamo che fare chiarezza su tale questione non solo dia prestigio alla rassegna stessa, in quanto si dimostra attenta alle libertà educative delle famiglie costituzionalmente riconosciute, ma aiuti anche a saldare il patto di fiducia fra le scuole ed i genitori”.
Piccoli alunni assistono a scene omosex molto hot al Filmfest di Reggio Calabria - La Nuova Bussola Quotidiana
Brianza, due uomini sorpresi a fare sesso in auto: 20mila euro di multa
Maxi-sanzione per due uomini beccati a fare sesso in un parcheggio dalla polizia municipale di Agrate Brianza, in Lombardia
Rachele Nenzi
Ventimila euro: tanto dovranno pagare due uomini sorpresi a fare sesso in macchina in un parcheggio di Agrate Brianza, in Lombardia.
La coppia era impegnata a consumare un rapporto quando due agenti in borghese della polizia locale in pattuglia nella zona si sono accorti di quanto stava succedendo e sono intervenuti. L'area, infatti, era da tempo sotto monitoraggio delle forze dell'ordine perché notoriamente frequentata da prostitute e dai loro clienti, oltre che da persone in cerca di un luogo appartato per scambiarsi effusioni hot.
Gli uomini della municipale hanno infatti sorpreso in auto un uomo di Lissone di 52 anni e un 34enne di Cornate, impegnati ad amoreggiare. Per entrambi è scattata una maxi multa da 10mila euro a testa: la contestazione è quella di atti osceni in luogo pubblico.
A maggio dello scorso anno altri due uomini erano stati multati con 20mila euro dopo essere stati sorpresi a fare sesso lungo la strada sempre ad Agrate.
Brianza, due uomini sorpresi a fare sesso in auto: 20mila euro di multa
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Re: Vai col gender!
All'asilo padre e madre vietati per rispetto ai gay
In una scuola materna ed elementare di Milano è stato proposto di non usare più le parole “madre” e “padre” per non offendere le persone omosessuali. Abbiamo perso il senso stesso della realtà: ora non potremmo più usare il verbo “correre” per non offendere chi correre non può?
Caro direttore,
vengo a sapere da un amico che in una scuola materna ed elementare di Milano è stato proposto di non usare più le parole “madre” e “padre” per non offendere le persone omosessuali. Ci sarebbe da sorridere, ma, forse, occorre piangere, perché tale proposta è coerente con l’attuale streaming ideologico imperante nelle elite, ma perdente tra il popolo, come abbiamo potuto constatare nell’esito delle recenti votazioni.
Ci sarebbe da piangere, soprattutto se tale ideologia fosse coerente fino in fondo. Perché, se lo fosse, tanto per fare qualche esempio, non potremmo più usare il verbo “correre” per non offendere chi correre non può; non potremmo più usare l’espressione “fare all’amore”, per non offendere chi, avendo compiuto più di novanta anni, normalmente non ce la fa più; non “mangiare” per chi ha mal di stomaco; non “bello” per chi è brutto; e così via all’infinito. Poiché ogni parola, anche se usata con ogni più buona intenzione, potrebbe offendere qualcuno, dovremmo ridurci al silenzio, se quella ideologia diventasse dilagante. E, soprattutto, verrebbe perso il senso stesso della realtà, visto che Dio stesso ha incaricato l’uomo di dare il nome alle cose. Sarebbe, in altre parole, una cosa da pazzi!
All'asilo padre e madre vietati per rispetto ai gay - La Nuova Bussola Quotidiana
Università dell'Aquila: niente crediti formativi a chi va al Festival LGBT
Il presidente dell’Arcigay “Consoli” dell’Aquila, Leonardo Dongiovanni, pubblica la seguente nota: “Apprendiamo con sconcerto che il Consiglio di area didattica (Cad) di Filosofia del dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila non concederà crediti formativi agli studenti che parteciperanno alle proiezioni della terza edizione di ‘L’Aquila Lgbt Film festival’”. Il Consiglio di filosofia è stato l’unico Cad che si è rifiutato di concedere i crediti formativi dato che, come ha fatto sapere, in quel Festival manca assolutamente qualsiasi forma di contraddittorio.
La decisione del Consiglio è apprezzabile almeno per due motivi. In primo luogo dovrebbe essere sempre negata l’attribuzione di crediti formativi grazie alla mera partecipazione a proiezioni cinematografiche. In secondo luogo questo rifiuto significa non voler collaborare ad indottrinare le coscienze degli studenti. Importante poi che tale decisione venga dalla facoltà di filosofia.
Università dell'Aquila: niente crediti formativi a chi va al Festival LGBT - La Nuova Bussola Quotidiana
UN ALTRO BAMBINO ADESCATO SU FACEBOOK DA GAY
Un impiegato quarantenne di Trento è stato arrestato per pedofilia con l’accusa di avere adescato un minorenne sui social.
L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Rovereto su richiesta della Dda di Trento ed eseguita dalla polizia, è arrivata dopo una serie di accertamenti sul materiale informatico sequestrato all’indagato. Secondo l’accusa, l’uomo aveva stretto un’amicizia online con un ragazzino, seguita da approcci hard attraverso l’uso della webcam e dal tentativo di avere una serie di incontri a sfondo sessuale.
Le indagini, condotte dalla Polizia postale e delle comunicazioni del Trentino Alto Adige, sono iniziate a seguito delle denuncia della madre del minorenne che si era accorta degli strani comportamenti del figlio. L’analisi dello smartphone del ragazzo hanno consentito agli investigatori di risalire al presunto adescatore.
Il bambino brufoloso censura le idee, non i pedofili e i terroristi islamici.
https://voxnews.info/2018/03/06/un-a...cebook-da-gay/
http://www.italiaisraeletoday.it/wp-...fake-photo.jpg
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Re: Vai col gender!
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Re: Vai col gender!
Salta il concerto di Povia a Lecce. "Arcigay dittatura mafiosa"
Dopo le proteste delle associazioni Lgbt salta l'esibizione del cantante in città
Lucio Di Marzo
Avrebbe dovuto esibirsi il 20 aprile, in un concerto a Lecce che era stato annunciato tra molte polemiche.
Il live di Giuseppe Povia, dicevano le organizzazioni Lgbt cittadini, non s'aveva da fare, anche se sarebbe avvenuto nella cornice di un'iniziativa di beneficienza, a favore dell'Associazione Lorenzo Risolo, che si occupa di assistenza a malati e famiglie.
Se l'organizzazione non ha cancellato l'iniziativa, la presenza del cantante però non è stata confermata. E su Facebook Povia se l'è presa con il sindaco della città, Carlo Salvemini, che aveva minacciato di non patrocinarla e con l'Arcigay salentino, l'Agedo Lecce e Lea, associazioni che avevano chiesto di toglierlo dalla programmazione della serata.
Per il cantante c'è una "mafia culturale", figlia di un "nuovo totalitarismo" delle associazioni gay. E salva soltanto la madre di Lorenzo Risolo: "La capisco, ha avuto paura ma ha anche ucciso un pochettino lo spirito che la sua associazione infonde e cioè combattere le metastasi".
Salta il concerto di Povia a Lecce. "Arcigay dittatura mafiosa"
Ascolti Tv Auditel: Maria umilia Milly, C'è posta straccia ancora Ballando
La De Filippi trionfa sulla Carlucci. Si avvera la profezia di Adinolfi?
Ascolti Tv Auditel: Maria umilia Milly, C'è posta straccia ancora Ballando
Gli ascolti Tv e i dati Auditel vedono su Rai1 sconfitta Milly Carlucci la seconda puntata della tredicesima stagione di Ballando con le Stelle che si è fermata a 3.645.000 spettatori pari al 19.3%,
Vittoria di Canale 5 e Maria De Filippi con C’è Posta per Te, che conquista 5.267.000 spettatori pari al 26.1% di share.
La profezia di Mario Adinolfi sul "tributo alla lobby gay" che fa perdere audience a Milly sembra avverarsi. Ieri l'esibizione di Raimondo Todaro e Giovanni Ciacci ha intanto ricevuto uno zero dal giudice Ivan Zazzaroni, che ha sollevato la questione "estetica" sul duo tutto maschile che comprometterebbe il senso stesso del ballo, non essendo i due una coppia.
Comunque la si pensi, la trovata del "ballo gay" non sembra portare acqua al mulino di Milly Carlucci, e neanche ascolti.
Ascolti Tv Auditel: Maria umilia Milly, C'è posta straccia ancora Ballando - Affaritaliani.it
ROBERTO FICO È UNA BOLDRINI IN GONNELLA: FAVOREVOLE A IUS SOLI E ADOZIONI GAY
Roberto Fico è il nuovo presidente della Camera. Una carica che non dà potere, ma dà comunque, come abbiamo imparato in questi anni di Boldrini, un podio da cui parlare. Nell’ultimo caso a sproposito.
E speriamo che Fico sia un po’ meno loquace, altrimenti ci toccherà sorbire le stesse litanie ascoltate negli anni boldrineschi. Non tanto per il suo passato ‘rifondarolo’, ma per le posizioni espresse negli ultimi anni.
Fico rappresenta l’ala ‘sinistra’ del M5s: favorevole alle adozioni, ai matrimoni omosessuali e allo ius soli. Ma contrario ai centri di rimpatrio per i clandestini. Insomma, una visione à la Boldrini. Si spera che comprenda che il ruolo istituzionale non è un seggio dal quale pontificare.
L’inizio non è stato incoraggiante, visto che ha subito parlato di fascismo, notoriamente un’emergenza in Italia.
https://voxnews.info/2018/03/24/robe...-adozioni-gay/
LA CASELLATI, IL NUOVO PRESIDENTE DEL SENATO NON È GAY-FRIENDLY
Elisabetta Casellati, nuovo presidente del Senato, sul concetto di famiglia ha le idee chiare. E scatta la psicosi a ‘sinistra’. Le sue idee ha enunciate al convegno “La famiglia è una. I diritti sono per tutti”, promosso a Roma nel gennaio 2016.
“La famiglia non è un concetto estensibile Lo Stato non può equiparare matrimonio e unioni civili, né far crescere un minore in una coppia che non sia famiglia. Le diversità vanno tutelate ma non possono diventare identità, se identità non sono”.
“Non si può fare confusione: ogni omologazione sarebbe un’improvvida sovrapposizione e un offuscamento di modelli non sovrapponibili”.
https://voxnews.info/2018/03/24/case...-gay-friendly/
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Re: Vai col gender!
UOMO CAMBIA SESSO PER ANDARE IN PENSIONE 5 ANNI PRIMA
Se il Sistema è contro di te, abusane. E’ quanto deve avere pensato un lavoratore argentino, che ha cambiato legalmente il suo sesso in modo da potere andare in pensione prima: ha preso due leggi, una che lo discriminava in quanto maschio, e l’altra che nega le differenze sessuali in ossequio al politicamente corretto, e le ha usate contro il Sistema. Geniale.
Sergio, 59 anni, funzionario delle tasse argentino, ha cambiato legalmente l’ultima lettera del suo nome diventando Sergia, assumendo così l’identità di una donna e poter andare in pensione cinque anni prima.
La legge argentina consente infatti alle donne di andare in pensione a 60 anni mentre gli uomini devono aspettare fino a 65 anni. La legislazione afferma anche che una donna può andare in pensione a 65 anni – lo stesso dell’età di un uomo – ma con una pensione più alta.
Un’altra legge, quella sull’identità di genere, approvata l’8 maggio 2012, impone che il nuovo nome scelto da un individuo deve essere accettato. L’Argentina consente inoltre alle persone di cambiare legalmente il proprio sesso senza alcun tipo di intervento chirurgico di riassegnazione sessuale.
Ecco che allora Sergio/a ha avuto l’idea di perculare il Sistema usando le sua falle ideologiche.
Del resto, se il ‘genere è un costrutto sociale’, ma le donne vanno in pensione prima, allora diventiamo tutti/e donne.
Se il nemico non puoi batterlo, prendilo per il culo.
https://voxnews.info/2018/03/24/uomo...-5-anni-prima/
La Casellati “prende a schiaffi” la Boldrini: «Chiamatemi presidente»
«Preferisco presidente». Schiaffo alla Boldrini. La neoeletta presidente del Senato Elisabetta Casellati, a Genova al Teatro Carlo Felice, è stata accolta in modo molto caloroso, ricevendo come regalo dei mazzi di fiori. Al termine dello spettacolo la Casellati ha precisato ai giornalisti che le chiedevano maliziosamente come preferisse essere chiamata: «Chiamatemi presidente, non presidentessa».
Il presidente del Senato, al Teatro Carlo Felice di Genova dove ha assistito all’opera Rondine di Puccini, diretta dal figlio Alvise, ha poi messo il suo sigillo: «Presidente, prego». Dopo anni di “boldrinate” ossessive e meramente formali sui nomi declinati al femminile anche in contesti cacofonici e improbabili, un applauso alla serietà della Casellati.
La Casellati "prende a schiaffi? la Boldrini: «Chiamatemi presidente» (video) - Secolo d'Italia
AVALON
RINO CAMMILLERI
«Moira Greyland, figlia della famosa scrittrice di fantascienza Marion Zimmer Bradley e di Walter Breen, studioso rinomato nel campo della numismatica, descrive nel libro autobiografico “The Last Closet: The Dark Side of Avalon” gli abusi sessuali e psicologici che lei e i suoi fratelli, sin dall’età di tre anni, hanno dovuto subire dai propri genitori, entrambi omosessuali. Il padre era un membro della “North American Man-Boy Love Association“ e considerava le sue pulsioni pedofile come naturali conseguenze della sua condizione omosessuale. Padre e madre poi sono stati autori del libro “The International Journal of Greek Love”, una sorta di diario sulla pederastia. (…) Il padre finì arrestato per aver violentato un ragazzo e morì in galera» (da GenderWatchNews, dell’1 marzo 2018).
AVALON - Antidoti
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Re: Vai col gender!
Giochi-gay: quando il gioco si autodiscrimina
Il prossimo agosto in Francia, a Parigi, ci saranno i Gay Games. Giochi per soli gay… E pensare che prima qualcuno faceva anche fatica a confinarli: ora lo fanno da soli! Non si capisce più se vogliono ‘essere come gli altri’ oppure ‘autodiscriminarsi’, ma certamente sono proprio in confusione!
http://www.azionetradizionale.com/20...utodiscrimina/
http://www.azionetradizionale.com/wp...es-768x352.png
Quel grande business del mercato gay friendly
Oltre il 25% dei prodotti cinematografici, televisivi, radiofonici e pubblicitari italiani è gay friendly. E le amministrazioni si stanno adeguando. Dietro l'orgoglio Lgbt si nasconde solo un grande business.
Dice l’Osservatorio Gender di questo giornale che secondo il Diversity Media Report (un’indagine sulla rappresentazione delle persone omosessuali nei media) oltre il 25% dei prodotti cinematografici, televisivi, radiofonici e pubblicitari italiani è gay friendly, come si è visto a Sanremo, dalla De Filippi e altrove, in moltissimi film e personaggi fissi del piccolo schermo. Per giunta, nel 2016 le notizie sulle persone Lgbt erano triplicate rispetto all’anno precedente, «anno che ha visto raddoppiate le attenzioni alle tematiche gay rispetto al decennio precedente».
Ma qual è la causa di tutta questa attenzione, che in pochi anni ha sdoganato certi argomenti fino a farli avvicinare sempre più pericolosamente a una vera e propria dittatura ideologica? Perché, di colpo, il vento è cambiato? Cherchez la femme, diceva un vecchio adagio giallistico. Qui potremmo dire, semplicemente: segui i soldi. Secondo statistiche americane gli omosessuali hanno una propensione al consumo molto superiore a quella degli etero. Ed è questo il motivo del rapidissimo –come si ricorderà- voltafaccia della Barilla, che proprio negli Usa detiene il 30% del mercato della pasta.
Una dichiarazione, su domanda, a una trasmissione radiofonica scatenò la gogna e poi il boicottaggio. Così, dall’oggi al domani, la Barilla, che faceva solo spot pubblicitari per famiglie tradizionali, si convertì al verbo Lgbt e salvò il fatturato statunitense. Dicono le summenzionate statistiche americane che i gay escono per fare shopping almeno il 16% delle volte in più degli etero, e la loro spesa media è superiore addirittura del 25%. Per giunta, il 65% dei gay dichiarano di non poter fare a meno di consigliare le loro scelte ad altri. Cosa che per le strategie di marketing delle grandi imprese è cruciale. L’assenza di figli, infine, comporta uno stile di vita più propenso al consumo che al risparmio.
Dunque, incoraggiamento. Anche alcune amministrazioni (pure italiane) hanno annusato l’affare e si sono lanciate in guide turistiche gay friendly (spiagge, itinerari, discoteche…) che se non hanno proliferato più di tanto è per la sorda opposizione delle famiglie tradizionali già frequentatrici degli stessi luoghi. Nel 2011 l’allora segretario di stato americano, Hillary Clinton, istituì il Global equity fund, fondo misto pubblico-privato che sostiene i diritti Lgbt e finanziava attivisti anche all’estero. Non è l’unico: negli Usa, terra delle lobbies, i gay possono contare su molte altre realtà di appoggio e sostegno.
Quel grande business del mercato gay friendly - La Nuova Bussola Quotidiana
COPPIA LESBICA AFFAMA 6 FIGLI ADOTTIVI PER PUNIZIONE, POI AUTO GIÙ DA SCOGLIERA
Questo venerdì erano state denunciate dai vicini di casa, perché stavano affamando per punizione i loro figli adottivi, che andavano di casa in casa a chiedere cibo.
Pochi giorni dopo, l’auto della ‘famiglia’ è volata da una scogliera dello Stato americano di Washington, costa occidentale, uccidendo la coppia lesbica e i loro 6 figli adottivi.
La coppia era già stata denunciata in precedenza per violenze ai danni di uno dei loro ‘figli’.
Sono predatori.
https://voxnews.info/2018/03/29/copp...-da-scogliera/
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Re: Vai col gender!
Dal Guardian l’ultima sulla Brexit:
“Una minaccia per i diritti Lgbt”
Sulla Brexit e sui suoi presunti disastrosi effetti sulla vita del Regno Unito è stato detto di tutto. L’Apocalisse, stando ai critici, doveva essere alle porte e tutti si aspettavano qualcosa di orribile già alle prime ore successive al voto nel referendum popolare del fatidico 23 giugno 2016. Fino ad ora, non è accaduto nulla di tutto ciò che era stato teorizzato dagli oppositori all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea. È vero: la Brexit, formalmente, deve ancora aver luogo. Quindi anche i suoi sostenitori più ferrei devono attendere qualche mese o anno per vederne dispiegati i suoi effetti. Ma nessuno può dimenticare cosa si erano immaginati i suoi acerrimi nemici per il futuro immediato di Londra, tra secessioni, crisi economica, abisso razzista, rigurgiti di potenza imperiale, ostilità con l’Europa. Il tutto ammantato dalla più tipica retorica mainstream e progressista che ha visto nel voto popolare non un gesto di democrazia, ma del più bieco populismo retrogrado.
Ed ecco dunque che non deve sorprendere, ma far riflettere, l’editoriale di Jonathan Cooper apparso sul Guardian la scorsa settimana. Ebbene, Cooper alza il livello delle accuse nei confronti della Brexit affermando che quest’ultima minaccia i diritti degli omosessuali britannici. “La Camera dei Comuni ha votato per respingere l’unico trattato vincolante per il Regno Unito che protegge espressamente contro la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale. Se il disegno di legge sul ritiro dall’Ue non sarà modificato nei Lord, la Carta Ue (la Carta dei dritti fondamentali dell’Unione europea Ndr) cesserà di avere effetto nel diritto del Regno Unito dopo la Brexit. L’articolo 21 della carta, tra l’altro, vieta la discriminazione basata sull’orientamento sessuale”.
Insomma, tra le tante profezie di sventura sulla Brexit, adesso si aggiunge la discriminazione sessuale. Una profezia di sventura che non deve stupire, giacché il voto popolare è sempre stato letto come la rivincita della società bigotta, retrograda e ignorante contro la popolazione illuminata e foriera di evoluzione sociale che voleva la Gran Bretagna nell’Unione europea.
Dal Guardian l'ultima sulla Brexit: "Una minaccia per i diritti Lgbt" - Gli occhi della guerra
OMOERESIE
Usa, alloggi "gender free" nell'università dei gesuiti
Nella maggior parte dei dormitori delle università americane gli alloggi per gli studenti sono divisi in base al sesso. Ma ora c’è una eccezione. Alla Georgetown University, ateneo retto dai gesuiti, sono stati predisposti alcuni alloggi speciali per quegli studenti che non sanno ancora a quale sesso appartenere, per coloro i quali – come riporta una nota dell’università – stanno esplorando “il proprio gender e la propria sessualità” alla ricerca della propria identità sessuale. Le camere “gender free” sono state pensate – continua la nota - in nome “dei nostri valori cattolici e gesuiti” che prevedono “un linguaggio, una prospettiva e un senso di inclusione votati ad approfondire il nostro senso di cura personalis”.
Un altro caso di palese omoeresia da parte di una istituzione sedicente cattolica.
Usa, alloggi "gender free" nell'università dei gesuiti - La Nuova Bussola Quotidiana
Zagabria, migliaia in piazza: «No all’ideologia gender»
Protesta contro la Convenzione europea anti-violenza sulle donne: «Minacciata la famiglia tradizionale». Appoggio di Chiesa e conservatori. Premier nel mirino
di Giovanni Vale
ZAGABRIA. Migliaia di persone hanno sfilato ieri a Zagabria per protestare contro la ratifica della Convenzione di Istanbul, il documento del Consiglio d’Europa (Coe) dedicato alla prevenzione e alla lotta contro la violenza di genere e la violenza domestica. Redatta nel 2011 e ratificata da una trentina di paesi, tra cui i principali Stati membri dell’Ue, la Convenzione è il primo strumento internazionale a fissare norme giuridiche vincolanti per prevenire la violenza contro le donne, proteggerne le vittime e punirne gli autori. Ma in Croazia c’è chi ritiene che il testo minacci la “famiglia tradizionale” e introduca la cosiddetta “ideologia gender”. Ieri una manifestazione sostenuta dalla Chiesa e dagli ambienti conservatori ha portato in piazza più di 10 mila persone provenienti da tutto il Paese e dalla Bosnia, per lanciare un messaggio duro nei confronti del governo di Andrej Plenković, favorevole alla ratifica.
«Traditore», «bluff», «vattene!»: erano numerosissimi i cartelloni dedicati al premier e leader del centro-destra croato. A Plenković i manifestanti imputano di voler minare l’identità croata, e di voler importare nell’ordinamento croato un documento che aprirebbe a matrimoni gay e a più diritti per le persone Lgbt. «Vogliono che non si parli più di mamma e papà ma di genitore 1 e genitore 2». Uno zagabrese spiega di essere contrario alla ratifica perché «io sono un uomo, non posso essere anche una donna»; mentre una giovane assicura che «i delitti contro le donne sono aumentati del 30% nei paesi che hanno ratificato la Convenzione di Istanbul».
Tra i personaggi noti presenti ieri alla manifestazione figuravano Željka Markić, fondatrice del movimento “Nel nome della famiglia” e promotrice del referendum che nel 2013 ha emendato la costituzione vietando i matrimoni gay; o ancora Vice Batarelo dell’associazione “Vigilare”, che nel 2016 ha organizzato una grande marcia anti-abortista a Zagabria. Anche Zlatko Hasanbegović, l’ex ministro della Cultura espulso dall’Hdz, era in corteo. «Questa è la volontà del popolo croato contro questa ideologia contraria alla famiglia e ai suoi valori - ha affermato Hasanbegović - purtroppo il governo croato non cambierà idea, solo nuove elezioni possono far cambiare direzione a questo Paese».
Zagabria, migliaia in piazza: «No all?ideologia gender» - Cronaca - Il Piccolo
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Re: Vai col gender!
Canarie, boom di infezioni per HIV soprattutto tra gli omosessuali
Dal 2000 ad oggi alle Canarie si sono registrati 4.482 nuovi casi di HIV e il contagio negli ultimi tempi appare in crescita. La popolazione omosessuale è quella più esposta al rischio contagio: nel 66,5% dei casi infatti la persona affetta dal virus è omosessuale.
I contagi aumentano soprattutto nel periodo del carnevale a motivo del libertinaggio sessuale che cresce in quel periodo. Le Canarie rimangono la comunità spagnola più colpita dal virus.
Canarie, boom di infezioni per HIV soprattutto tra gli omosessuali - La Nuova Bussola Quotidiana
C'È CHI DICE SÌ
Brasile, un giudice dice sì all'accompagnamento psicologico per i gay
Il magistrato Waldemar Claudio de Carvalho, del Distretto federale di Brasilia, ha emesso una sentenza che in Brasile sta facendo molto discutere: trattando di un caso specifico il giudice ha stabilito che la persona omosessuale che vuole incontrare uno psicologo per superare questa tendenza potrà farlo. Quindi gli psicologi potranno svolgere un percorso di accompagnamento a favore di queste persone.
La decisione è in netto contrasto con quanto deciso dal Consiglio federale di psicologia il quale nel 1999 proibì ai professionisti brasiliani di occuparsi di “inversione dell’orientamento sessuale".
C'è da notare che se una persona eterosessuale vuole cambiare orientamento sessuale può chiedere il supporto dello psicologo, ma così invece non può fare la persona omosessuale. Due pesi e due misure come sempre.
Brasile, un giudice dice sì all'accompagnamento psicologico per i gay - La Nuova Bussola Quotidiana