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Discussione: Vai col gender!

  1. #11
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Infatti ho aperto il thread.
    A rischio denuncia da parte della ministra in topless.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #12
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    da Repubblica.it/scuola

    Teoria gender, l'ira della Giannini: "Basta con questa truffa culturale, pronti a denunciare"

    Il ministro dell'Istruzione invia una circolare alle scuole per rispondere anche in via ufficiale alle polemiche sui programmi. Che il governo e gli esperti hanno da tempo ribadito essere pretestuose
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #13
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    ....... omissis

  4. #14
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Chi è Brooke? La bella di Beautiful.
    Chi è Ridge? Il bello di Beautiful.
    Chi è Maya Avant? La bella, ex Myron, bello di Beautiful.
    E così Beautiful ha sdoganato il transessuale.
    E Avant Maya è un nome che è tutto un programma.
    Sono finiti i bei tempi del su Ellen, giù Ellen.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #15
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    da Ansa.it
    Articolo sul concorso di Miss itaglia.

    ...
    La conduttrice Simona Ventura ci tiene a sottolineare l'apertura a tutte, senza alcun pregiudizio nè razziale nè religioso. Un simbolo, in questo senso, è diventata Ahlam, la ragazza musulmana di origini marocchine protagonista della stampa e dei talk di questa estate. Non ha peli "nè sulle gambe nè sulla lingua" Vladimir Luxuria che a Miss Italia cerca una bellezza che possa piacere a chi donna è nata o a chi donna è diventata, considerando che storicamente il concorso è seguito (non tutti lo sanno) soprattutto da un pubblico femminile. E si augura che prima o poi il regolamento possa aprire le porte alle ragazze operate "donne come le altre".
    ...
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #16
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    La pornografia ci rende migliori… agli occhi di Satana
    di Alessandro Rico
    Il 14 settembre è apparso sul sito di Radio Deejay, la stazione di Linus e DJ Albertino, un articolo dal titolo accattivante: «Il porno ci rende persone migliori». Si cita una ricerca del Journal of Sex Research, che mostra una correlazione tra consumo di pornografia e maturazione di idee gender egalitarian. Non ho indagato sull’attendibilità di questa conclusione, né sull’affidabilità scientifica del metodo utilizzato dagli autori dell’articolo, apparentemente mossi dall’intento di sfatare il mito dell’erotomane maschilista che considera la donna un oggetto. Quel che vale la pena rilevare, in questa sede, è come il blog di Deejay.it abbia condito la notizia, stabilendo una curiosa corrispondenza che fa di femministi e abortisti, perciò stesso, delle «persone migliori».
    È un dato interessante, che dovrebbe indurre a una seria riflessione quelle anime belle che negano l’esistenza della teoria gender e, vieppiù, di forme subdole di propaganda o malcelati tentativi di lavaggio del cervello. Gli apostoli del nuovo culto che si fa beffe, nell’ordine, della legge divina, della legge naturale e della legge morale, sono ormai arrivati al punto di vendere come una realtà auto-evidente, il fatto che le persone rispettabili debbano promuovere gender equality, aborto e agenda LGBT. Dall’altro lato della barricata, come verità analitica, stanno dunque gli oscuri reazionari che difendono i diritti dei bambini non nati e la famiglia – che definire “tradizionale” è pleonastico, perché la famiglia è una sola e non ha bisogno di qualificazioni.
    Non è questa meschina propaganda? Non serve più neppure discutere, o almeno ammettere che su certe questioni esiste nella società un profondo disaccordo. La propaganda, che per definizione deve mistificare i fatti e costruire a tavolino una sua versione, dà già per scontato che i buoni siano i tolleranti simpatizzanti femministi e omosessualisti. Alla faccia della tolleranza, poi: nella guerra totale che hanno dichiarato, costoro sono pronti a coinvolgere anche gli innocenti, arrivando ad alludere, in un articolo anonimo poi opportunamente edulcorato, alla figlia diciottenne di Mario Adinolfi che penzola da un cappio, spinta al suicidio dalla “cultura dell’odio” diffusa dal padre.
    Nonostante Deejay abbia già pronunziato la sentenza, mi sento di proporre un’interpretazione diversa della questione YouPorn-femminismo. Ipotizzerei che la pornografia sia un ottimo veicolo per far entrare il diavolo nella propria vita: astrae dalla realtà, proietta in un mondo posticcio, libera le perversioni, illude la mente e ingabbia il corpo. E una volta che il maligno si è fatto strada, non impiega molto a mettere in disordine tutte le nostre credenze sull’ordine della creazione, sulla società e sulla morale. Noi gli apriamo una fessura, lui ci convince a spalancare la porta; il piatto della completa lontananza da Dio è presto servito.
    So bene che parlare di Satana a un popolo che è passato per l’immanentizzazione di religioni politiche e proclama il totale disinteresse per la vita dello Spirito, non può che solleticare l’ilarità di chi considera noi cattolici poco più che creduloni lobotomizzati. D’altra parte, è noto che il capolavoro del diavolo è farci credere che non esiste.
    La pornografia ci rende migliori? agli occhi di Satana ~ CampariedeMaistre

    L’EDUCAZIONE SENTIMENTALE AL TRADIMENTO
    I ‘progressisti’ incoraggiano all’adulterio e all’infedeltà di coppia. Matrimonio e fedeltà sono ormai visti come un retaggio del passato e, come tale, da superare. Non è forse questo un modo mascherato di colpire ogni accordo sociale e di insegnare il valore di causare liberamente sofferenza agli altri?
    Fedeltà, che brutta parola. Odora proprio di medioevo, di cavalieri che muoiono per difendere il loro Signore e la religione cristiana. Oppure ricorda il cane, un animale, il più fedele all’uomo.
    No. Oggi la fedeltà, di coppia in particolare, non è più importante. Ce lo insegnano i giornali: anche gli eroi dei fumetti o della televisione tradiscono. Andando a spulciare qualche sito si trovano guide per capire i 10 segnali che indicano che sei proprio pronto o pronta a tradire. Siamo in un mondo laico, è ormai un dato acquisito che l’amore non è eterno e il matrimonio nemmeno. Perché non dare un ultimo calcio a questa istituzione vetero-cristiana, il matrimonio, e sbarazzarci dei vincoli sociali che ci impongono?
    Quella portata avanti fin qui – si sarà capito – è una parodia che mescola realismo e iperboli, verità e menzogne. Molti si saranno riconosciuti in quelle affermazioni, chissà. I media più lanciati verso il progresso si fanno portavoce dell’istanza di emancipazione del tradimento e, di fatto, veniamo bombardati da questi messaggi.
    Partiamo da una considerazione preliminare: il matrimonio non è un prodotto cristiano o occidentale. Il matrimonio non incestuoso è l’atomo di ogni società, secondo Levi Strauss, quindi non possiamo additare la Chiesa come inventrice di questa istituzione giuridico-sociale. Lo si trova in tutte le culture, basta guardarsi intorno. Quello che si potrebbe criticare, con maggiore proprietà scientifica, è la sovrastruttura cristiana del matrimonio. Il matrimonio cristiano è unico, eterno e monogamico, perché così è l’amore nell’ottica della Chiesa.
    Noi uomini moderni, tuttavia, ci fregiamo di aver conquistato il fuoco prometeico della laicità. Perché, tuttavia, consideriamo barbarie la poligamia dichiarata dell’Islam, ad esempio? Non sta scritto da nessuna parte, infatti, che il matrimonio debba essere monogamico, è un lascito cristiano che molti laici ferventi professano contro altre religioni, non certo un esempio di laicità. Un laico in occidente considererebbe adulterio una simile cosa. Questa è una contraddizione, un’altra è più sottile e riguarda la percezione dell’opinione pubblica. Perché la battaglia per l’adulterio viene portata avanti con toni falsamente femministi? Come se il tradimento maschile fosse un delitto e quello femminile una libertà da acquisire. Forse siamo troppo maliziosi. Limitiamoci all’argomentazione scientifica e antropologica.
    Il considerare il matrimonio un puro strumento sociale è altrettanto sbagliato, inevitabilmente porta con sé una sovrastruttura valoriale. Ciò che tuttavia andrebbe salvato, come minimo, è la fedeltà a un qualsiasi patto. Il normalizzare l’adulterio è il normalizzare la violazione del più basilare degli accordi sociali. Immaginate che si violassero le regole giuridiche in generale: sarebbe l’anarchia, una sragionata e caotica anarchia. Il promuovere l’adulterio non è altro che un modo di portare avanti il valore dell’atomizzazione sociale. Non occorre arroccarsi in posizioni religiose, il semplice matrimonio civile e laico deve essere onorato allo stesso modo. Si tratta delle basi della convivenza umana.
    Se la fedeltà viene percepita come un valore, chiaramente la sua violazione creerà sofferenza. Oltre a quanto si è detto, è una normalizzazione del far soffrire il prossimo, una sterilizzazione dell’empatia. Che bisogno abbiamo di tutto questo?
    http://www.informarexresistere.fr/20...al-tradimento/

    Il moralismo democratico di Stefania Giannini & il vespasiano assoluto
    Piero Vassallo
    “Resta saldo il principio che la legittimità politica non si confonde con la legittimità morale: la maggioranza non prevale onestamente quando sancisce qualcosa di contrario alla legge di Dio: la democrazia non cambia la verità come non cambia il corso del sole, il ciclo dei venti e delle piogge”.
    Card. Giuseppe Siri, in Renovatio, gennaio-marzo 1974.
    La ministra della pubblica istruzione, Stefania Giannini, glottologa iniziata alla politica dallo stimato professor Mario Monti, minaccia di passare alle vie legali contro chi parla di teoria gender a proposito del progetto educativo del governo Renzi.
    La minaccia della ministra è apprezzabile perché incontra la diffusa aspirazione dei genitori italiani ad escludere l'adozione di testi scolastici che approvano e in qualche modo incoraggiano la pederastia e il lesbismo. I testi proibiti dalla solere ministra aprirebbero generose piste ai pedofili, che interpretano e praticano assiduamente la libertà predicata dai venerati maestri del progressismo francofortese e californiano.
    Purtroppo la doverosa e apprezzata assicurazione della dotta ministra Giannini circa l'esclusione della letteratura omofila dalla scuola italiana, si scontra con l'ideologia dominante nell'area progressista e nel parlamento europeo. La cultura europea, infatti, è discesa al livello di una filosofia, che, ove fosse lecito l'uso del linguaggio politicamente scorretto e irrispettoso di Aristofane, si potrebbe definire espressione del bruciore pederastico.
    Ora il delirio pederastico è purtroppo attivo nelle solenni direttive europee, che prevedono “la sensibilizzazione sulle discriminazioni di genere anche attraverso un'adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo”. In parole refrattarie al pensiero burocratico: la lingua del legislatore europea batte dove il vizio vuole.
    La fermezza etica della Giannini è inoltre contrastata e menomata dalla recente sentenza della Corte costituzionale italiana, che ha autorizzato una persona a cambiare l'indicazione anagrafica del sesso senza esigere la indispensabile documentazione. Argomento principe della rivoluzionaria sentenza è il riconoscimento di tre componenti dell'identità sessuale: il corpo, l'auto percezione e il ruolo sociale. In altre parole: l'ideologia obbliga il sesso ad attraversa il fiume che separa la carne dal pensiero.
    L'etica repubblicana sta purtroppo scendendo dal cielo della severità costituzionale al sottosuolo dell'avanspettacolo trionfante negli anni sessanta, quando il noto comico Fanfulla anticipava le ragioni della libertà sessuale proponendo la figura del sodomita vestito da marinaio, che, avvistato il periscopio di un sommergibile, gridava e invocava: Siluratemi! Siluratemi!
    Contravveleni e Antidoti: Il moralismo democratico di Stefania Giannini & il vespasiano assoluto

  7. #17
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Com’è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali
    di Costanza Miriano
    Perché? Perché – mi chiedo –nessun direttore mi ha mai mandato a liberare la pernacchia che è in me, cioè dico a intervistare Jacques Attali? E perché quando una, come Leonetta Bentivoglio, ha queste fortune, le spreca interloquendo seriosamente con lui come se quest’uomo non stesse delirando, in spregio a qualsiasi senso della realtà? Il perché in fondo lo so: l’uomo è tutt’altro che scemo e ininfluente, ed è perfettamente funzionale al disegno culturale del giornale che ne ospita l’intervista. Banchiere, economista, consigliere di Mitterand e Sarkozy, ha una mano o anche due in tutte le istituzioni finanziarie europee che contano e che, senza scomodare immagini di nuovi ordini mondiali, hanno oggettivamente dichiarato guerra alla ragionevolezza della famiglia.
    Trovano intollerabile che un maschio e una femmina si uniscano stabilmente e mettano al mondo dei figli alla vecchia maniera, facendo l’amore, e che di quei figli si occupino con continuità, facendo uno il padre l’altra la madre, potendo raccontare loro anche, che so, del nonno nato in un’isola e della zia che amava i cappelli e le cartoline, perché quei figli sapranno da dove viene il loro seme, e non avranno mai l’angoscia di essere privi di una storia (o meglio, di averla ma di non poterla conoscere), senza radici, senza padri a cui ribellarsi, né avranno mai il senso di colpa di sapere che una povera indiana è stata sfruttata per pochi soldi mescolando con loro sangue e cellule e respiro e tutto il mischiabile, e poi sarà stata esclusa dalla loro vita quando ancora il cordone che li ha uniti starà pulsando sangue.
    Martedì scorso Rep. era un manifesto di questo mondo da incubo, con articoli sull’eterologa, e titoli che sarebbero da penna blu in qualsiasi scuola di giornalismo (“Il giudice sdogana l’eterologa, si può partire”, e pazienza se il presidente del tribunale di Bologna, Francesco Scutellari, specifichi che “queste due ordinanze valgono solo per i casi reali e concreti a cui si riferiscono, non in assoluto”), articoli contenenti interviste a direttori di cliniche di fecondazione che appunto poche pagine dopo hanno una bella pubblicità (a pagamento).
    Ma per la perla occorre spostarsi dalla cronaca alla cultura, con l’intervista a Jacques Attali, che annuncia l’avvento del poliamore, di un mondo fatto di «coppia monogama precaria e matrimonio a contrattualità limitata». Insomma legami co-co-co-niugali, come dice un mio amico, perché «nella sua vita ognuno formerà un numero crescente di coppie e l’indissolubilità della famiglia monogamica verrà denunciata come un anacronismo e un lascito della società feudale, ci si prenderà gioco della fedeltà come di un’impostura, di una convenzione artificiale quasi barbara e il divorzio non verrà più vissuto come un fallimento».
    Il problema, caro Jacques, è il cuore dell’uomo. Noi siamo fatti per essere felici, e il nostro cuore vuole essere amato di un amore totale, eterno, indissolubile, incondizionato. Un amore che ci dica “io ti prendo così, anche se sei lamentosa, anche se sei disordinato, anche quando sei un po’ egoista, ti prendo tutti i giorni della mia vita, anche ora che hai le occhiaie e mi stai raccontando per la quindicesima volta di quando da giovane facevi rafting”. Anche tu lo vuoi, Jacques, non posso credere che ti piaccia sentirti dire “sì, sei in gamba, ma stasera preferisco andare a letto con quel bellissimo giornalista che corre maratone e ha trenta anni meno di te. Ma stai tranquillo che se mi serve una lettura degli scenari economici mondiali dopo la notte di sesso vengo da te, a colazione”. Mi dispiace, ma non ci credo. Perché per quanto misterioso il nostro cuore ha alcune regole di funzionamento: ha dei ventricoli, delle valvole, e un bisogno struggente di amore totale. Il punto però lo cogli proprio tu quando scrivi che nel tuo futuro “molti saranno innamorati solo di se stessi”. Ecco, allora il punto è questo. Che noi vogliamo essere amati totalmente, ma noi non sappiamo amare così. C’è, dici, uno “sfasamento traumatico fra la realtà e le aspettative personali”. È vero, l’altro ci delude. È vero, non è sempre come lo vorremmo. Ma il fatto è che anche noi deludiamo gli altri. Anche tu avrai deluso le tue donne, anche tu le avrai ferite. Chissà quante volte, e chissà quante senza accorgertene (noi siamo incredibilmente più sensibili di quanto sospettiate, è per questo che spesso vi sembriamo matte).
    Certo, questo tipo di amore che va oltre la delusione, e anzi proprio nel momento della disillusione – il principe dopo averla salvata si piazza sul divano in ciabatte, la principessa dopo il salvataggio non è più tanto bisognosa, e comincia a rompere (lui si sposa sperando che lei non cambi mai, lei si sposa sperando di cambiarlo) – non è più spontaneo ma diventa frutto di una decisione, e a volte è anche un po’ preterintenzionale, questo tipo di amore è una scelta. “Nella libertà moderna si rivendica il diritto di non scegliere”, ma questa è un’illusione, caro Attali. Non è vero che non scegli. Scegliendo il poliamore dici di no alla lealtà, al sapere di poter contare su qualcuno qualunque cosa succeda, al gioco di squadra – perché una famiglia lo è – a un’alleanza con qualcuno che ha visto il peggio di te e ti tiene lo stesso. Dici di no alla profondità, a un livello di amore che ti sarà sempre precluso, e che è quello che il tuo cuore desidera. Ecco, “a che titolo si dovrebbero avere due case e due cellulari, e non più amori”, è esattamente per questo. Per la tua vera e profonda felicità.
    Lo sappiamo che non è facile. Lo sappiamo che succede di innamorarsi di un’altra, di un altro. È più strano se non succede, a dire la verità, e può anche darsi che sembri, a volte persino che sia, la persona perfetta. Ma sempre ci si trova di fronte a una scelta: continuare a costruire la cattedrale di un rapporto per sempre, o buttarla giù con una bomba, incuranti del dolore dell’altro, e soprattutto dei figli? E siamo sicuri che buttando la bomba stiamo esercitando la nostra vera libertà? O non è piuttosto quella che il sociologo Michel Maffesoli in un’altra intervista a Rep. chiama la “dittatura del desiderio”?
    Il punto centrale del ragionamento di Attali, gratta gratta, è che l’altro delude le nostre aspettative. Per questo purtroppo c’è una sola ricetta, e non credo che il banchiere voglia prenderla, la medicina. Accettare di essere brutte persone. Noi, esattamente come quella che abbiamo al fianco. Accettare di essere un mistero a noi stessi. Un miscuglio di male e peccato (si potrà dire, questa parola, nella terra dei lumi, del buon selvaggio, e nei templi della finanza?). Noi cristiani lo possiamo dire serenamente, che sappiamo di essere brutte persone, perché l’unico buono è un Altro, e questa per me è l’unica risposta possibile allo sgretolamento dell’indissolubilità del matrimonio borghese. Rimanere al proprio posto perché c’è uno che ci ha promesso che starà con noi.
    Ma anche per chi non è cristiano, il matrimonio stabile è profondamente ragionevole, e d’altra parte Papa Benedetto XVI ce lo ha ricordato in tutti i modi, e non solo a Ratisbona, che “non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”. È ragionevole perché, si è detto, è quello che profondamente vogliamo (anche chi sta con una persona da tre giorni si racconta che quell’amore durerà per sempre, e in qualche modo confuso lo desidera). Ma è ragionevole anche perché è quello di cui hanno disperato e profondo bisogno i figli. Attali a quanto mi risulta non ne ha, ed è per questo che può sparare cose insensate come queste: i bambini cresceranno in famiglie composte da «vari padri e varie madri o solo padri e solo madri, tutti ugualmente legittimi», e «saranno felici di avere più famiglie e vivranno in un luogo fisso dove i genitori si avvicenderanno». Tu puoi dirmi che i genitori lo faranno. Ma che i bambini saranno felici no, non ti è permesso di dirlo. Non sai quello che stai dicendo. Non conosci, o fingi di non conoscere, il cuore dei bambini, che hanno bisogno dell’amore tra i loro genitori più che dell’aria. Per loro è un dolore indicibile sapere che l’amore da cui sono venuti non esiste più, è come una messa in dubbio della loro esistenza: fino a che non saranno adulti dipendono totalmente da questo sguardo fra i genitori che è per loro quasi il permesso di esistere.
    E poi, l’apoteosi finale: «La riproduzione diventerà compito delle macchine, mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori-clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi. Un bambino potrà essere portato in grembo da una generazione precedente della stessa famiglia o da un donatore qualsiasi, e i figli di due coppie lesbiche nati da uno stesso donatore potranno sposarsi, dando vita a una famiglia con sole nonne e senza nonni. Molto più in là, i bambini potranno essere concepiti, portati in grembo e fatti nascere da matrici esterne, animali o artificiali, con grande vantaggio per tutti: degli uomini poiché potranno riprodursi senza affidare la nascita dei propri discendenti a rappresentanti dell’altro sesso; delle donne poiché si sbarazzeranno dei gravami del parto». A parte che mi deludi, caro Jacques, usi parole obsolete come “sesso” (non lo sai che si dice “genere”?); a parte che partorire è una cosa bellissima di cui nessuna di noi si vuole sbarazzare (per quanto, come diceva Robin Williams, estrarre un pollo arrosto da una narice può avere i suoi lati negativi), ma questo tu non lo puoi sapere; per il resto non credo alla tua buona fede, Jacques. Un mondo così è un incubo anche per te. Che ne direbbe tua madre, anzi, scusa, la tua matrice interna di origine umana?
    Com?è triste il poliamore, le ridicole profezie di Attali | Azione Tradizionale


    “… per la contraddizion che nol consente”. Trovare le differenze
    Dopo un’intervista di cui molti parlano, un utile e ragionato confronto tra due affermazioni
    di Jacopo Parravicini
    Trovare le differenze tra le seguenti affermazioni:
    1) “In presenza del riconoscimento legale delle unioni omosessuali, oppure dell’equiparazione legale delle medesime al matrimonio con accesso ai diritti che sono propri di quest’ultimo, è doveroso opporsi in forma chiara e incisiva. Ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o all’applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo”.
    2) “La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. La questione è quale tipo di riconoscimento dare, e il loro rapporto con la famiglia fondata sulla relazione uomo-donna, i figli, le adozioni. Tutti capiamo che sono temi di grande rilievo personale e sociale. Anche le coppie omosessuali non possono evitare certe domande. Una volta uno di loro mi chiese, parlando dell’adozione dei figli: che conseguenze avrà per loro la mancanza di una figura femminile? E che scenario apre per la dignità delle donne l’utero in affitto? C’è bisogno di uno spazio di libertà che permetta un dialogo che non costruisca muri, ma inizi processi, come ripete il Papa, anche a livello culturale e politico.”
    A modesto giudizio dello scrivente sembra che il Principio di non Contraddizione, di aristotelica memoria, porti alla conclusione che l’affermazione 1) e l’affermazione 2) siano tra loro mutuamente esclusive. Perciò chiunque condivida l’affermazione 1) non può che dissentire dall’affermazione 2), e chiunque condivida l’affermazione 2) non può che dissentire dall’affermazione 1). A chi non notasse l’incompatibilità logica tra le due affermazioni, lo scrivente suggerisce di frequentare un corso introduttivo di logica di base. Per conoscere a chi appartengono le affermazioni 1) e 2), pregasi guardare in calce alla pagina.
    Affermazione 1) Pronunciamento Ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede (tutt’ora valido), 3 giugno 2003, a firma del Prefetto Card. Joseph Ratzinger
    Affermazione 2) Intervista rilasciata per il Corriere della Sera, 16 settembre 2015, da parte del Presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione Rev. J. Carrón
    ?? per la contraddizion che nol consente?. Trovare le differenze ? di Jacopo Parravicini | Riscossa Cristiana


    Tornano le Sentinelle in piedi. Le veglie dell’autunno
    Le Sentinelle in Piedi tornano a vegliare
    Pubblichiamo il comunicato delle Sentinelle in piedi –
    Da quell’agosto del 2013 in cui il ddl Scalfarotto iniziava il suo percorso alla Camera, mentre un gruppo di sentinelle a Brescia vegliava su quel testo appositamente introdotto alla Camera d’estate, per fare in modo che nessuno si rendesse conto della sua pericolosità, le Sentinelle in Piedi non hanno mai smesso di vegliare. Sono scese in piazza per dire no al testo di legge sull’omofobia – oggi fermo al Senato – che metteva in pericolo la libertà d’espressione, per chiedere il ritiro dalle scuole dei libretti “educare alla diversità” realizzati per corrompere attraverso l’ideologia gender le menti dei più piccoli. Sempre in piazza le Sentinelle in Piedi hanno denunciato l’introduzione, avvenuta tramite sentenza, dell’abominevole pratica dell’utero in affitto, si sono mobilitate contro il ddl sulle cosiddette unioni civili e per dire no al gender nella scuola che avanza pericolosamente, legittimato anche dall’articolo 16 contenuto nella legge sulla Buona Scuola.
    Ma la resistenza non può fermarsi qui e non può fermarsi oggi. Mai come ora è necessario sostenere e difendere la famiglia, cellula fondante della nostra società, promuovere il diritto di ogni bambino a crescere con il suo papà e la sua mamma, e chiedere una società che non neghi, bensì valorizzi, la ricchezza di ciascun individuo, riconoscendo la legge inscritta in ognuno di noi e nella nostra essenza di uomini e donne.
    Per questo le Sentinelle in Piedi tornano a vegliare.
    In silenzio veglieremo sulla politica e le sue leggi ingiuste: il ddl sulle cosiddette unioni civili infatti non ha nulla di civile e annienta la società nella sua cellula primaria, la famiglia. Il testo, infatti, equipara le cosiddette unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio e apre alla pratica dell’utero in affitto, in cui si sfrutta l’utero di una donna per produrre un bambino che poi verrà comprato da due adulti, in nome di un supposto e inesistente “diritto al figlio”, e strappato ai suoi genitori biologici.
    Di fronte all’ostruzionismo in aula e all’opposizione di popolo Monica Cirinnà ha annunciato “un nuovo ddl che superi il testo base ora all’esame della commissione, tenendo conto delle modifiche necessarie emerse nel corso del dibattito di queste settimane, da portare subito in aula”. Probabilmente sarà dunque presentato un testo differente nella forma ma non nella sostanza, di fronte a questi tentativi di confondere i cittadini noi continuiamo a vegliare in piazza e svegliare le coscienze.
    La continua crescita di coordinamenti di Sentinelle in Piedi è la dimostrazione che un popolo è consapevole del suo destino e non è più disposto a concedere deleghe in bianco a chi non dimostra di voler difendere la dignità delle donne, degli uomini e della famiglia aperta alla vita.
    Vigiliamo su quanto accade nelle scuole, dove il gender viene declinato attraverso corsi più o meno espliciti di lotta al bullismo e legittimato dall’articolo 16 della Buona Scuola che prevede “l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”, ovvero prevede che ai bambini nella scuola venga insegnato che ciascuno di noi può definire se stesso non in base al dato biologico, bensì in base alla sua percezione. Questo significa violare i bambini nella loro essenza e di fronte a questo noi diciamo no, e lo diciamo in piazza, perché non c’è verità che convinca davvero se non quella affermata pubblicamente.
    La famiglia è troppo importante per stare a guardare mentre viene distrutta, il cuore dell’uomo è troppo grande per cedere alle menzogne del potere.

    Bergamo – sabato 26 settembre, Sentierone, ore 18.00
    Reggio Emilia – sabato 26 settembre, Piazza Martiri del 7 luglio ore 17.00
    Padova – sabato 26 settembre Piazza Eremitani, ore 17.30
    Brescia – sabato 26 settembre, Piazza Vittoria, ore 16.30
    Sassuolo (MO) – sabato 3 ottobre, piazza Garibaldi, ore 18.30
    Milano – sabato 10 ottobre, Piazza XXV aprile ore 17.30
    Crema (CR) – domenica 11 ottobre, Piazza Duomo ore 17.00
    Ravenna – domenica 11 ottobre, Piazza San Francesco, ore 16.00

  8. #18
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Infatti ho aperto il thread.
    A rischio denuncia da parte della ministra in topless.
    Non cesso mai di stupirmi nel trovare un'itagliana più tamarra di quel che pensavo .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #19
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Chi è Brooke? La bella di Beautiful.
    Chi è Ridge? Il bello di Beautiful.
    Chi è Maya Avant? La bella, ex Myron, bello di Beautiful.
    E così Beautiful ha sdoganato il transessuale.
    E Avant Maya è un nome che è tutto un programma.
    Sono finiti i bei tempi del su Ellen, giù Ellen.
    Come il segreto , beautiful è qualcosa che mi convince che dalla donna non verrà nessun aiuto per migliorare il mondo , che è lo stesso pubblico che non gradisce film tipo Thor , dove l'archetipo eroistico insito nei popoli europei rivive tenuamente .

    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #20
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    Predefinito Re: Vai col gender!

    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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