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    Predefinito Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    AVANTI! COL PSI






    “Una Festa dell’Avanti eccellente, la più importante del quinquennio. Per gli ospiti, tutti di alto profilo, per il luogo, strappato alla criminalità organizzata, per il momento in cui si tiene, appeso tra la riforma del Senato, la ripresa economica, il tema ‘caldo’ dei diritti civili e il nodo migranti”. Lo ha scritto sul suo profilo di Facebook il segretario del Psi, Riccardo Nencini, annunciando la Festa del 2015 che comincia oggi a Roma e chiuderà il 13 settembre. Tra gli ospiti, membri del governo ed esponenti di forze politiche di maggioranza e opposizione: da Maria Elena Boschi a Angelino Alfano, Luca Lotti, Stefania Giannini, Sandro Gozi, Giovanni Toti, Giorgia Meloni, Giuliano Poletti, Susanna Camusso, carmelo Barbagallo e Marco Pannella. “Discuteremo di Italia ed Europa – ha proseguito Nencini – di riforme e di economia, di istituzioni e di migrazioni. In ogni dibattito verranno presentate le proposte socialiste. Sul palco mancherà solo Salvini. Invitato, ha declinato. Meglio litigare con lo specchio”- ha concluso.

    AVANTI! COL PSI | Avanti!
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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Programma Festa dell’Avanti!

    Giovedì 10 settembre

    Ore 16.30 – Apertura Festa Nazionale dell’Avanti! Luciano Romanzi segretario regionale del Psi Lazio, Claudio Bucci responsabile nazionale programma del Psi, Oscar Tortosa direzione nazionale del Psi, Oreste Pastorelli tesoriere del Psi e Mauro Del Bue direttore dell’Avanti!.

    Ore 18.00 – Politica e partiti. Work in progress Introduce: Maria Cristina Pisani, portavoce nazionale del Psi Partecipano: Lorenzo Guerini vicesegretario nazionale del Pd, Giovanni Toti presidente della Regione Liguria e consigliere politico di FI, Stefano Bonaccini presidente della Regione Emilia Romagna, Gian Franco Schietroma coordinatore della segreteria nazionale del Psi Modera: Goffredo De Marchis, La Repubblica

    Ore 19.00 – Immigrazione. Il nuovo inizio per l’Unione Europea Partecipano: Gianni Pittella presidente del gruppo parlamentare S&D al PE, Giorgia Meloni presidente di FdI, Sandro Gozi sottosegretario agli Affari Europei, Ernesto Carbone responsabile nazionale PA del Pd, Bobo Craxi segreteria nazionale del Psi Modera: Andrea Pancani, vicedirettore del TgLa7

    Ore 20.00 – Il nuovo inizio dell’’Italia dei diritti Introduce: Luigi Iorio, responsabile nazionale diritti del Psi Partecipano: Ivan Scalfarotto sottosegretario alle Riforme costituzionali, Monica Cirinnà senatrice del Pd, Maurizio Sacconi senatore del NCD, Paolo Patanè già presidente Arcigay, Pia Locatelli deputata del Psi Modera: Giorgio Santelli, Rai News 24

    Ore 21.00 – Welfare e sviluppo. Il nuovo inizio per il mondo del lavoro Partecipano: Giuliano Poletti ministro del Lavoro, Susanna Camusso segretario generale della CGIL, Marco Gay presidente dei Giovani imprenditori, Filippo Taddei responsabile Economia e Lavoro Pd, Francesco Delzìo manager e scrittore, Federico Parea segreteria nazionale del Psi Modera: Gerry Greco, conduttore Agorà – Rai Tre

    Venerdì 11 Settembre

    Ore 16.00 – Il nuovo inizio per la scuola Introduce: Pia Locatelli, deputata PSI Stefania Giannini ministro dell’Istruzione intervistata da Claudio Tucci, il Sole 24 Ore

    Ore 17.00 – Governo. Obiettivo 2018 Introduce: Mauro Del Bue, direttore dell’Avanti! Partecipano: Riccardo Nencini segretario nazionale del Psi, Luca Lotti sottosegretario
    alla Presidenza del Consiglio, Angelino Alfano ministro dell’Interno Modera: Fabio Martini, La Stampa

    Ore 18.30 – Dentro il nuovo inizio dell’Italia Partecipano: Riccardo Nencini segretario nazionale del Psi, Maria Elena Boschi ministro per le Riforme Costituzionali e i Rapporti con il Parlamento Modera: Gaia Tortora, vicedirettore del Tg La7

    Ore 20.00 – Riforme costituzionali e PA. Istruzioni per l’uso Introduce: Elisa Gambardella, direzione nazionale Psi Partecipano: Gaetano Quagliariello coordinatore nazionale del NCD, Arturo Scotto presidente del gruppo Parlamentare di Sel alla Camera, Enza Bruno Bossio deputata del Pd, Carlo Vizzini presidente del CN del Psi, Silvano Rometti segreteria nazionale del Psi

    Ore 21.30 –“Quell’uomo chiamato Pertini” di Pietro Milanesi, presidente Associazione Pensiero Socialista Introduce: Ugo Intini

    Sabato 12 Settembre

    Ore 12.30 – Consiglio Nazionale Psi


    Ore 16.00 – Agricoltura e Ambiente. Un nuovo modello di sviluppo Introduce: Oreste Pastorelli, deputato e tesoriere del Psi Partecipano: vincenzo Pepe presidente “Fare Ambiente”, Enzo Maraio consigliere regionale del Psi in Campania, Nino Oddo deputato regionale all’Ars, Enrico Ricciuto direzione nazionale Psi, Mario Serpillo presidente dell’UCI, Silvestro Mezzina segretario regionale Psi Puglia, Donato Pellegrino segreteria nazionale del Psi

    Ore 17.00 – Il nuovo inizio per i riformisti Introduce: Luigi Covatta, direttore di Mondoperaio Partecipano: Andrea Olivero viceministro delle Politiche agricole, Carmelo Barbagallo segretario nazionale della UIL, Enzo Peluso segretario nazionale del LIR, Luigi Incarnato segreteria nazionale del Psi, Marco Andreini direzione nazionale del Psi

    Ore 18.00 – Il nuovo inizio per Roma Capitale Introduce: Loreto del Cimmuto, segretario della federazione romana del Psi Partecipano: Alberto Civica segretario generale UIL Roma e Lazio, Marta Leonori assessorato Roma Produttiva, rapporti con le Associazioni dei consumatori e Città Metropolitana Comune di Roma, Riccardo Magi consigliere comunale di Radicali italiani di Roma, Franco La Torre associazione Libera, Daniele Fichera consigliere regionale Psi del Lazio Modera: Massimiliano Niccoli, Tv 2000

    Ore 19.00 – Il nuovo inizio per una Giustizia giusta Introduce: Giovanni Crema, presidente della Commissione nazionale di Garanzia del Psi Partecipano: Cosimo Ferri sottosegretario alla Giustizia, Pio Marconi giurista già componente del Csm, Enrico Buemi senatore del Psi, Gennaro Acquaviva presidente della Fondazione socialismo Modera Errico Novi, Il Garantista

    Ore 20.00 – Migranti. Il diritto all’accoglienza, il dovere del rispetto della legge Introduce e modera: Luca Cefisi, segreteria nazionale del Psi Partecipano: Gianni Papasso sindaco di Cassano all’Ionio (Cs), Luciano Bacchetta sindaco di Città di Castello (Pg), Fabio Natta Presidente della provincia di Imperia, Livio Valvano sindaco di Melfi (Pz), Luisa Taglieri Vicesindaco di Sulmona (Aq), Angelo Zubbani sindaco di Carrara, Maurizio Viaggi segretario regionale del Psi Liguria, Antonio Venturino vicepresidente vicario dell’Ars, Lorenzo Cataro segretario regionale Psi Marche, Rita Cinti Luciani responsabile pari opportunità Psi

    Ore 21.00 – Laicità e diritti. Un nuovo inizio? Partecipano: Marco Pannella, Ugo Intini, Roberto Biscardini, segreteria nazionale Psi Modera: Carlo Correr, Avanti!

    Domenica 13 Settembre

    Ore 10.30 – La questione Kurda. A cura della Federazione dei Giovani Socialisti Soran Ahmad Segretario generale dell’Istituto Internazionale di Cultura Curda e portavoce italiano dell’UpK, Evin Incir Presidente IUSY, Fulvio Abbate scrittore, Riccardo Galetti responsabile esteri Fgs, Luca Cefisi ufficio di presidenza del Pse Modera: Roberto Sajeva Segretario Nazionale FGS

    Ore 11.30 – Il nuovo inizio delle donne nel Mezzogiorno Partecipano: Maria Rosaria Cuocolo, segreteria nazionale del Psi, Francesca Rosa D’Ambra segreteria nazionale della Fgs, Barbara La Rosa responsabile nazionale Terzo settore del Psi

    Ore 12.30 – “Interessi comuni” e “Primo consumo”. Banche e Ludopatia Partecipano: Massimo Carugno responsabile nazionale politiche regionali del Psi, Fausto Longo senatore del Psi, Marco Polizzi presidente dell’Associazione Primo Consumo, Angelo Santoro ‘Interessi Comuni’ Modera Mauro del Bue, direttore Avanti!

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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Politica e partiti. Work in progress

    Politica e partiti: work in progress, un dibattito introdotto dalla portavoce nazionale del Psi Maria Cristina Pisani e moderato dal giornalista di Repubblica Goffredo De Marchis. Pisani ha spiegato che questa festa “ha un particolare significato, perché è utile discutere delle diverse forme di organizzazione politica, è però errato cercate un modello di unico partito che vada bene per tutti”.

    A intervenire Lorenzo Guerini vicesegretario del Pd, Giovanni Toti presidente della regione Liguria e consigliere politico di FI, Stefano Bonaccini presidente della Regione Emilia Romagna, Gian Franco Schietroma coordinatore della segreteria nazionale del Psi.

    Guerini ha parlato della positiva “relazione che in questi anni si è sviluppata tra Pd e Psi anche in virtù di un patto federativo stretto tra i due partiti, patto che dovrà nei prossimi anni essere rafforzato così come va rafforzata la sinistra riformista”. Sulle riforme, ora all’esame del Senato dopo la pausa estiva, Guerini “invita a guardare per un attimo a quello era alla nostre spalle all’inizio della legislatura che da legislatura morente è diventata legislatura costituente e il camino fatto ci deve guidare nelle prossime settimane. Abbiamo lavorato molto, sulla legge elettorale per esempio, coinvolgendo anche altre forze che non fanno parte della maggioranza. Almeno lo hanno fatto in prima battuta. Ora cerchiamo di valorizzare il lavoro fatto. Il cuore della riforma Costituzionale è scritto nel programmi dell’Ulivo e del Pd, quindi non è una cosa che arriva inaspettata. E deve essere fatta con la responsabilità di tutti noi. Non si deve riaprire quello che è chiuso. Sull’articolo 2 vi è stata una doppia lettura, riaprire ora significa che ammettere la possibilità di riaprire completamente il dibattito”. “Il tema dell’ articolo 2 e della sua emendabilità si valuterà in commissione. La fiducia sull’ articolo 2 non è all’ ordine del giorno”.

    “Per anni – ha detto ancora Guerini – abbiamo immaginato e detto che è necessario definire il Senato come camera delle autonomie. In altri paesi la seconda Camera ha funzioni di questo tipo: così in Francia, in Spagna e anche in Germania. Questo disegno è alla nostra portata e deve essere portato fino in fondo, non c’è la nostra disponibilità a riportare le lancette dell’orologio all’inizio. Sono convinto – ha continuato – che il Senato approverà la riforma e lo farà all’interno del confronto dei prossimi giorni. La spinta delle elezioni europee ci spinge a andare avanti e con la consapevolezza che il cammino fatto fino ad ora non può interrompersi, se così fosse la responsabilità cadrebbe, prima di tutto, sulle spalle del partito democratico.

    Bonaccini: “Di fronte ai problemi globali come il lavoro e i migranti, andare a dire ai cittadini che facciamo cadere un governo per il problema dell’elettività dei senatori è complicato. Non bisogna ora rifare il giro dell’oca. Sono 20 anni che faccio campagne elettorali in cui ho sempre detto che bisogna superare il bicameralismo perfetto. Ora non possiamo fermarci. La riforma nel suo complesso è convincente e rende il sistema più veloce. Quindi non dobbiamo impantanarci nei sofismi e fermare tutto per quello che rischia di apparire come uno scontro tra maggioranza e minoranza del Pd. L’importante è avere una riforma nel più breve tempo possibile e votata in modo ampio”.

    Toti: “Io sono all’opposizione rispetto a questo governo, io non ho nostalgia del Patto del Nazareno. Un Patto che ha preso una deriva che non potevamo seguire, e ed è bene che sia finito. Più larghe si fanno le riforme è meglio è, ma questo non vuol dire che non si possa essere d’accordo con il merito. I punti di principio generale sono condivisi, oggi si tratta di fare un passo in più. La riforma del Titolo V ha delle ambiguità così come la clausola di supremazia che può ledere i diritti di alcune autonomie o la composizione del Senato. Su questo si parlare. Siamo a un passo per approdare a delle riforme condivise. Anche su l’Italicum bisogna ragionare: costruire il partitismo per legge può portare a situazioni pericolose che possono invece favorire i movimenti antisistema, facendo fare un passo indietro a tutto il paese. Ma sottolineo che non stiamo offrendo scialuppe: se queste sono le riforme Fi voterà contro. Se poi passano di un solo voto, sarà comunque una sconfitta per tutti. Mi interessa invece un impegno per dare alle riforme una condivisione di sistema più ampia”.

    Schietroma: “In questi anni siamo passati da un centrosinistra formato da numerosi partiti a un centro sinistra in cui c’è il Pd e poco altro. E invece interesse del centro sinistra l’esistenza di una coalizione plurale e ampia. Chi lavora sul territorio, come me, sa benissimo che non tutti gli elettori di centro sinistra si riconoscono nel Pd. Ecco il motivo del prolificare delle liste civiche ed ecco perché riteniamo che affianco al Pd serva un Partito Socialista”. Parlando delle riforme Schietroma ha detto che il Psi ritiene necessaria “una piccola modica, passando dal premio di maggioranza dalla lista alla coalizione. Nel momento in cui Camera e Senato hanno funzione diversa deve essere il modo di elezione che li riguarda. La preoccupazione per la duplicazione degli incarichi tra consiglieri regionali e senatori è forte. Serve quindi una correzione molto semplice che suggeriamo: ossia far sì che i consiglieri regionali che approdano in Senato vengano sostituiti dai primi non eletti”.

    Ginevra Matiz

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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Verso la Conferenza programmatica e il Congresso

    Il segretario del partito Riccardo Nencini ha aperto i lavori del Consiglio nazionale abbozzando quello che potrebbe essere il programma organizzativo dei prossimi mesi. Una conferenza programmatica nazionale a fine ottobre e delle conferenze programmatiche da tenere nelle città dove si andrà al voto. Bisogna decidere se tenere il congresso nazionale prima o dopo le conferenze locali.
    Sono, ha sottolineato, impegni importanti perché avvengono in “un quadro politico che sta vorticosamente cambiando”.
    Nencini ha poi invitato i compagni a “investire politicamente” la compagna Pia Locatelli nel ruolo di capodelegazione socialista alla Camera, “politicamente prima che formalmente” perché sarà poi l’assemblea dei parlamentari a indicare il nome di chi sostituirà Marco Di Lello che ha scelto di aderire al Partito Democratico.
    È bene, ha sottolineato Nencini, che i compagni sappiano che abbiamo un responsabile con nome, cognome e indirizzo, della politica socialista a Montecitorio. Nencini ha poi passato la parola al presidente del CN, Carlo Vizzini.
    Vizzini ha sottolineato la riuscita della Festa e il fatto che ci fossero tanti ospiti importanti con opinioni diverse, anche dentro i rispettivi partiti di appartenenza. “Con me ieri sera, ha detto, c’era Enza Bruno Bossio, la quale ha voluto innanzitutto dirmi di essere ‘dalemiana’. Poi c’era il capogruppo di SEL alla camera, Arturo Scotto di Sel, il coordinatore del NCD, Gaetano Quagliarello, che era a dibattere con tutto il peso di quelli che come noi vivono le pene di una legge elettorale ingiusta e sbagliata”.
    A questo proposito Vizzini ha ricordato che “non è facendo tetti e sbarramenti che si vincono le battaglie politiche” ma “si vincono quando si ha il coraggio di allargare la coalizione”.
    Quanto alla conferenza programmatica, ha detto che questa può essere più importante dello stesso congresso, perché è il luogo in cui dobbiamo decidere di avere alcuni punti forza che devono entrare in tutte le case degli italiani, con la nostra identità, con le nostre iniziative, per conquistarci lo spazio che spesso ci viene negato anche dai media. Tante battaglie da fare su laicità, sulla difesa delle minoranze, su tutto il territorio nazionale parlando tutti lo stesso linguaggio.
    Vogliamo allargare le file del nostro partito e non vogliamo che qualcuno creda che abbasseremo la testa per consegnarci a qualcuno.
    Quanto all’attaulità politica la battaglia non è sul fatto se l’elezione del Senato debba essere di primo o secondo grado, ma piuttosto sulle funzioni del Senato e su una legge elettorale che neghi ai partiti anche il diritto di tribuna. Mauro Del Bue, direttore dell’Avantionline!, ha sottolineato come il percorso individuato delle conferenze programmatiche e del congresso serva anche a rispondere a chi ritiene che il partito socialista sia un reperto archeologico del passato, a chi ritiene di organizzare un movimento parallelo per dialogare con Vendola o Fassina per costruire un soggetto politico che si collochi alla sinistra del Pd.
    “Mi sono limitato a scrivere – ha detto – anche sull’Avanti!, alcune idee da presentare alla conferenza programmatica” dove dobbiamo arrivare non per elaborare un progetto, ma per definire alcuni obiettivi politci e programmatici.
    Secondo Del Bue dovrebbero verte su quattro punti: democrazia, lavoro, sicurezza, libertà. La democrazia intesa come potere del popolo, perché oggi non c’è il potere del popolo, ma delle élite. Sul lavoro bisogna osservare il ‘modello tedesco’, inteso come sistema fondato sulla cogestione. Sulla sicurezza ci sono le posizioni già avanzate da Riccardo e sulla libertà, c’è da intendere anche quella dei diritti, della laicità, perché il Pd è un partito che ha al suo interno una componete cattolico-integralista ed è alleato con l’NCD, e per questo ha tante difficoltà a legiferare in materia.
    C’è chi dice che i diritti in Italia si affermano solo grazie alle sentenza della Consulta o della Corte internazionale perché il Parlamento non riesce a legiferare.
    Quando si parla di libertà e diritti civili si parla però anche di giustizia. Luigi Covatta direttore di mondoperaio, interviene ricordando che la Conferenza di Rimini, precedette di un anno la nomina di Craxi al governo, e fu pensata a uso interno ed esterno.
    Si voleva modificare l’immagine del partito. Le ultime esperienze governative di centrosinistra anni ‘60, ci facevano apparoire come i fratelli scemi del PC che stavano al governo facendosi carico delle proposte dei comunisti. Noi – dice – rovesciammo questa immagine presentandoci all’opinione pubblica non come quelli del ‘+1′, ma quelli che si rivolgevano direttamente all’opinione pubblica riformista che dialogavano col Paese non con la Dc e il PCI.
    Con la Conferenza di Rimni ci prefiggevamo di “governare il cambiamento”, nel sistema sitema produttivo, nella composizione sociale, nelle relazioni internazionali, e
    in questo momento la conferenza programmatica si deve muovere nella stessa direzione.
    Qualcuno pensa che negli anni ’90 siamo stati sconfitti perché abbiamo osato troppo e qualcuno perché abbiamo osato troppo poco. La vulgata dice perché abbiamo osato troppo col solo il 13% dei voti. “Io penso che siamo stati sconfitti perché abbiamo osato troppo poco”. Perché, ad esempio, abbiamo lasciato la riforma istituzionale nelle mani di Segni o di Pannella.
    Nel governo spesso hanno le intuizioni giuste, ma non sanno perché. Una volta imboccata una strada non sanno motivarla davanti all’opinione pubblica e all’opinione pubblica di sinistra. Pensano che basti un tweet o una compassata in tv.
    C’è un terzo capitolo da affrontare su questioni apparentemente risolte come quella delle riforme istituzionali. Non difendo il bicameralismo paritario, se una Camera non dà la fiducia perché deve essere eletta in primo grado? Un pasticcio diventa poi se gli se gli si riconosce un ruolo legislativo. Resta ancora incompiuta la riforma delle istituzioni, per quanto riguarda, ad esempio, il governo territoriale dopo l’abolizione delle province. L’amministrazione della giustizia. La riforma dell’articolo 81 sul pareggio di bilancio con la cessione di sovranità all’Unione Europea.
    Una considerazione sui principi. La questione degli immigrati. La Merkel ha dato una scossa a tutta l’Europa. Bisogna smetterla con questa caricatura di un confronto tra oscurantisti nel PD e nel NCD. La dichiarazione del papa che ha invitato tutte le parrocchie a ospitare gli immigrati, vale molto di più di tante chiacchiere. Nel mondo cattolico è cambiato tutto. Inutile attardarsi su certe battaglie del passato.
    Mi interessa piuttosto la legge sulla cittadinanza. Aprire una grande campagna elettorale e politica contro i Salvini e contro i Grilli; con loro non c’è possibilità di compromesso.
    Non dobbiamo fare le mosche cocchiere, ma dare un contributo alla crescita del Paese. Pia Locatelli ha ringraziato per la fiducia e il calore che i compagni hanno mostrato alla proposta di Nencini per la guida della delegazione parlamentare alla Camera e ha sottolineato come i parlamentari socialisti abbiano già tradotto in progetti di legge tanti dei punti citati negli interventi che l’hanno preceduta. Ha concluso ribadendo l’impegno alla coerenza nel lavoro dei socialisti alla Camera. Il Consiglio Nazionale è poi proseguito con interventi di Alessandro Gilleri, Ferdinando Pastore, Enrico Buemi, Gianfranco Schietroma, Bobo Craxi.

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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Il nuovo inizio per i riformisti



    Un dibattito introdotto dal direttore di Mondoperaio Luigi Covatta e moderato da Carlo Correr dell’Avanti! a cui partecipano Andrea Olivero viceministro delle Politiche agricole, Carmelo Barbagallo segretario nazionale della UIL, Luigi Incarnato segreteria nazionale del Psi e Marco Andreini direzione nazionale del Psi.

    Luigi Covatta
    L’ultimo numero di MondOperaio riporta la cronaca di un convegno molto interessate svolto a giugno per ricordare il 30° anniversario di un referendum che vinsero i riformisti: quello sulla scala mobile. Quel referendum venne vinto contro tutte le previsioni. E la parte riformista del sindacato ha ridato ruolo al sindacato. Nel 1955 quando si cominciava a parlare di apertura a sinistra, alla Fiat ci furono le elezioni della commissione interna, e la Cgil prese una pesante sconfitta perché non aveva colto la svolta che stava avvenendo in Italia . Si aprì una discussione nel Partito socialista. Questo è un altro episodio in cui una maggioranza riformista che sta nella socialità aprì la strada al governo nel paese. In questi anni si è fatto spreco della parola riformista. Il Pd si definisce casa comune dei riformisti: sarebbe più credibile se il Pd invece di riferirsi a un santino, ossia l’immagine di Moro riformista che non è mai esistita, si riferisse al riformismo di Nenni e Fanfani: ossia quello di un riformismo che c’è stato. Credo che noi dobbiamo ragionare su questa prospettiva in cui non son mancate le leadership forti: Fanfani, Craxi. Ma in cui si costruiva un consenso sociale e politico che era fatto da tante forme di partecipazione. Cosa complicata ma vincente dal punto di vista della storia. La domanda è: siamo in grado di ricostruire questo circolo virtuoso in cui si può realizzare una leadership forte e creare consenso? Oppure nell’epoca di internet serve la democrazia del web? Creare una sintesi tra leadership forte e capacità di cambiare è la scommessa che facciamo, che non è ostile a chi governa ora, ma che serve ad per evitare che la leadership forte finisca per essere travolta.

    Andrea Olivero
    Un tempo e riforme significavano cambiamento in meglio delle condizioni di vita. Nell’ultimo decennio invece nel pensiero comune la parola riforma è sempre collegata a tagli e a arretramenti sociali. Quando oggi parliamo di riforme prevale la paura del cambiamento. L’ansia per il coincidere delle riforme con i tagli. Bisogna cambiare il rapporto tra riforma e taglio. Quello che è mancato è la capacità di prospettare il futuro dopo le riforme, il riformismo che si interroga sulla ricaduta sociale delle riforme stesse. Oggi abbiamo la difficoltà a incarnare un riformismo che ha difficoltà a far capire la prospettiva del futuro. Un riformismo solo leaderista e destinano a non avere successo. Serve la necessità di una condivisione con una parte consistente dei cittadini che vogliono volontà di cambiamento. Questo processo si è appena avviato.

    Marco Andreini
    Una delle riforme a costo zero che dobbiamo fare è quella della formazione. Dobbiamo affrontare questa questione altrimenti non possiamo affrontare le sfide della flexsecurity. Per farla si devono mettere in campo tutta una serie di questioni come, ad esempio, la riforma delle relazioni industriali del nostro paese. Abbiamo delle relazioni industriale vecchie. Le colpe non sono solo del sindacato ma anche delle parti sociali e di Confindustria che ha interesse a mantenere alta la conflittualità nelle fabbriche. Confido molto nella gestione di Barbagallo. Ha la possibilità di dire che questa questione è centrale.

    Carmelo Barbagallo
    Nel nostro Paese ormai tutti sono riformisti. Almeno dicono. Ma il problema è cercare di comprendere cosa fare per il nostro futuro. Il riformismo basato solamente sul rimettere in ordine i conti non esiste, il riformismo non è a costo zero. La prima cosa da fare è la riforma fiscale altrimenti non si troveranno mai i soldi da investire. Pensioni: l’aspettativa di vita che aumenta e le nascite che diminuiscono. Se i nostri nipoti vivranno fino a 120 anni e inizieranno a lavorare a 45, dopo 50 anni di lavoro ne avranno 95. Una volta a 65 si moriva. Si diceva, peccato, non si è goduto nemmeno la pensione. Insomma lo scenario è del tutto diverso per questo lavoro ai giovani e flessibilità in uscita per gli anziani che vanno in pensione. La pensione tutti alla stessa età non è possibile. Le riforme paritarie per tutti sono le più ingiuste. Oggi il problema principale è la crescita demografica che non c’è. La Merkel ha capito che serviranno in Europa 50 milioni di persone per lavorare e ha scelto i migliori, quelli con maggiore professionalità. Voglio dare un dato: negli ultimi 2 anni sono diminuiti i consumi domestici di energia elettrica, non perché si risparmia, ma perché sono andati via dall’Italia un milione di immigrati. Abbiamo una situazione in cui, da quando è cominciato l’esodo dal Nord Africa, in Italia ci sono meno immigrati di prima perché hanno capito che qui non c’è lavoro.
    Altro punto è il Sud. Diventato ormai un buco nero. Servono le infrastrutture e su questo chiederemo un confronto con il ministro Poletti. Qualche giorno fa è stata fatta una legge condivisibile: l’eliminazione delle dimissioni in bianco. Non c’è stato un grido di gioia. Strano? No, perché questa norma è stata fatta nel momento in cui con il job act si può licenziare comunque. Renzi è uomo forte che si guarda solo allo specchio la mattina e si dice di essere riformista. Oggi abbiamo la proposta di nuovo modello contrattuale che si basa sulla ridistribuzione della ricchezza che si crea. La produttività non va demonizzate e su questo, da riformisti, voglio battermi

    Luigi Incarnato
    Io farei una rivoluzione. Proporrei una Assemblea Costituente per ridisegnare completamente il paese. Da quando abbiamo accettato di strare in Europa e quindi il patto di stabilità, viviamo problemi. Abbiamo 20 anni di blocco e di non riforme. Ho l’impressione che non ci si rende conto della situazione del paese. Bisogna uscire dalla crisi seguendo dei filone strategici. La Giustizia, che cosa c’è dentro la riforma? Nulla. Le province? Credo che dovevano essere chiuse, avrei piuttosto ridotto le regioni. Riformismo è una cultura di governo, il paese che deve anticipare le scelte. Chiedo per esempio a Barbagallo di farsi promotore delle separazione tra previdenza e assistenza. Facciamola questa battaglia. Insieme. La prima riforma da fare è quella del welfare. Le riforme non si mettono in elenco secondo i bisogni: scuola, giustizia, costituzione eccetera. Per questo ho parlato di Costituente per dare al Paese una missione: strutturare questo Paese con occhi riformisti, e non me ne vogliano gli altri, di quello socialista.

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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Dopo la festa


    Si è conclusa col dibattito sul rapporto cittadini-banche e sul tema del gioco d’azzardo, che costituiscono due punti salienti della nostra piattaforma programmatica e della nostra iniziativa politica, la festa dell’Avanti. Sono stati tre giorni intensi di dibattito e di confronto tra noi e i principali protagonisti della vita politica italiana, sui quali si sono accese le luci della ribalta dei giornali e delle televisioni. Certo è positivo che l’Avanti ci sia e sono stato gratificato, girandoli a tutta la redazione, dei tanti riconoscimenti ottenuti sul campo. Sono usciti dalla festa i principali nodi della politica italiana.
    Non a caso e innanzitutto, con la presenza di Luca Lotti e di Maria Elena Boschi assieme al nostro Riccardo Nencini, è stato affrontato il tema della riforma costituzionale e del delicato passaggio al Senato. Sui numeri non si scherza. Eppure Lotti e la Boschi si sono detti fiduciosi del conseguimento della maggioranza. Nel Consiglio nazionale socialista è stata ribadita la necessità di dare al Senato gli stessi poteri e lo stesso metodo di elezione del Bundesrat tedesco. Anche se non sono mancate proposte aggiuntive, come quella formulata da Schietroma, di sostituire i consiglieri regionali nominati senatori.
    Ma la questione più rilevante riguarda la modifica dell’Italicum, della quale parla oggi anche Cicchitto a nome di Area popolare. Dal premio di lista al premio di coalizione: si tratta di una modifica che non solo consente al Pd di uscire dallo splendido isolamento e agli alleati di presentare le loro liste, ma potrebbe evitare il rischio di un ballottaggio tra PD e Cinque stelle. Su questa modifica anche il Psi insisterà.
    Nel confronto sui diritti civili, anche con l’apporto di Marco Pannella, nonché di Intini e Biscardini, sono stati rilanciati i soliti temi delle Unioni civili, denominate con gergo astruso quanto bizzarro, “Specifiche formazioni sociali”, alla stregua di un consorzio cooperativo o di un contratto di formazione e lavoro, e che rischiano ancora di non decollare per responsabilità dei settori più integralisti del Parlamento (non vogliono sentir parlare di adozione del figlio del coniuge e di reversibilità), ma anche la legge sul fine vita e quella sulla fecondazione artificiale, già di fatto varata attraverso l’intervento a gamba tesa della Corte costituzionale.
    Grazie a Enrico Buemi sono state precisate le posizioni socialiste, peraltro storicamente acquisite, sulla riforma della giustizia, con la separazione delle carriere dei magistrati e il doppio Csm. Poi il confronto sull’occupazione col ministro Poletti e Susanna Camusso, che ha evidenziato contrasti, ma anche possibilità di conciliazione, sul tema delle garanzie e della trasformazione dei contratti a tempo determinato in indeterminato. La Camusso, in particolare, ha polemizzato sulla idea di abolire per tutti la tassa per la prima casa. Credo che questa dovrebbe essere oggetto di una polemica anche da parte socialista.
    Poi i temi della sicurezza e della politica estera, anche con Pia Locatelli, Bobo Craxi e Luca Cefisi, quello dell’agricoltura e dell’ambiente col ministro Martina e il nostro Pastorelli, l’assemblea dei giovani e delle donne e altro ancora. Adesso prepariamo la conferenza programmatica con diligenza e collegialità. Sarà anche questo il modo di rispondere a coloro che ritengono esaurita la nostra funzione storica e che altro non ci sia che aderire al Pd e a chi ci invita, costruendo un’organizzazione parallela e inconciliabile con quella del Psi, a flirtare con la sinistra massimalista, palpitando per Corbyn come ieri si palpitava per Tsipras. Il tragitto che ci porterà al congresso è già segnato. Bisogna avere, come scriveva Carlo Rosseli, “Idee chiare, gente nuova e amore per i problemi concreti”.

    M. Del Bue

    Dopo la festa | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  8. #8
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    Predefinito Re: Festa dell'Avanti! - Roma, 10-13 settembre 2015

    Citazione Originariamente Scritto da Frescobaldi Visualizza Messaggio
    AVANTI! COL PSI






    “Una Festa dell’Avanti eccellente, la più importante del quinquennio.
    fico, a me le feste a tema zombie sono sempre piaciute

 

 

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