Bancarotta Chil, Donzelli (FdI): "Il padre di Lotti firmò il mutuo del babbo di Renzi" | Il Sito di Firenze
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Soldi pubblici alla Chil di Renzi, Donzelli: "C'è lo zampino di Lotti"
Il capogruppo di Fratelli d'Italia svela: "Fu il padre del sottosegretario a dare l'ok al mutuo dell'azienda di famiglia garantito da Fidi Toscana. Le istituzioni sapevano e hanno fatto finta di nulla, soldi mai restituiti"
Redazione 17 settembre 2015
Soldi pubblici alla Chil di Renzi, la Regione ammette irregolarità
"Fu Marco Lotti, papà di Luca Lotti oggi sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, a dare il via libera al parere positivo concesso dalla Bcc di Pontassieve sul mutuo da 697mila euro erogato alla Chil della famiglia Renzi con la garanzia di Fidi Toscana. Denaro pubblico che non verrà mai restituito a Stato e Regione: 263mila euro coperti dal fondo di Garanzia del governo (erogati con Renzi a Palazzo Chigi), 26mila dalla stessa finanziaria della Regione. Un fatto centrale che rende questa vicenda ancor più putrida: Renzi e i suoi uomini hanno fatto leva sui ruoli di potere utilizzando le istituzioni per fini privati". A svelarlo è il capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione Toscana Giovanni Donzelli, che nei mesi scorsi ha reso noti gli atti che mettono in evidenza il sistema con il quale Stato e Regione hanno pagato i debiti della famiglia Renzi.
Donzelli è intervenuto così sui fatti che emergono dalle indagini in corso a Genova sul fallimento dell'azienda Chil Post, in seguito alle notizie pubblicate oggi dal quotidiano Libero. "Nel giugno del 2009, negli stessi giorni in cui il figlio Luca diventava il capo della segreteria politica di Matteo Renzi appena eletto sindaco di Firenze, Marco Lotti, che lavorava guarda caso proprio per quella filiale, dava l'ok ad un mutuo richiesto dall'azienda di Tiziano Renzi", sottolinea Donzelli. Il papà di Renzi è indagato dalla Procura di Genova per la bancarotta di Chil Post: domani è in programma l'udienza davanti al Gup, che dovrà decidere sulla sua posizione e quella degli altri indagati.




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