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Discussione: Malmö is burning

  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Malmö is burning

    Cronache (e risultati) dal cosiddetto paradiso terrestre ultra-welfarizzato svedese...


    Malmö, il ghetto ribelle degli stranieri
    che mette in crisi il modello svedese


    Un residente su tre è musulmano. Quasi tutti sono disoccupati

    http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_05...44f02aabc.shtml

    MALMÖ — «Io? Sono di Gaza». Rani, 15 an*ni, strizza l’occhio agli amici che gli si fanno intorno a semicerchio, come se volessero pro*teggerlo da una minaccia incombente. Si chia*mano Mohammed, Ali, Hata, Isak. Tutti coeta*nei. Età da medie, al massimo liceo. «A scuola? Ma no, nessuno di noi ci va. Tempo perso». La stessa domanda, provoca identica risposta: so*no di Ramallah, Il Cairo, Sarajevo. Bisogna insi*stere. E allora rispondono con le voci che si so*vrappongono, in una primavera nordica solo annunciata: «Certo che siamo nati a Rosen*gard: ma questa non è mica casa nostra».

    Periferia orientale di Malmö. Palazzi gettati come mattoncini a formare isole tanto ordina*te quanto slegate l’una dall’altra, cemento a vi*sta: uno dei tanti progetti che, sulla carta, ne*gli anni Sessanta e Settanta, dovevano risolve*re una volta per tutte il «problema casa» della classe operaia più viziata d’Europa. Oggi i lavo*ratori svedesi sono una minoranza minacciata più dall’incedere dell’immigrazione islamica che dalla crisi economica. «Non c’è più posto per noi», spiega con un sorriso a mezza bocca Anders Püschel, al momento «disoccupato». Non c’è più posto per nessuno, a giudicare da*gli ultimi eventi. A Rosengard, dove Ibrahimo*vic ha imparato prima a fare a botte poi a cal*ciare il pallone, la sera, non si esce di casa. I poliziotti sono diventati il bersaglio preferito di Intifade istantanee: sassaiole sulle auto di pattuglia che tornano in rimessa ammaccate, come se avessero attraversato un campo profu*ghi palestinese con le insegne dell’esercito di Israele bene in vista.

    Ogni sera, da mesi, casso*netti, cabine, e qualunque struttura pensata per la città si trasformano in roghi appiccati da molotov lanciate direttamente dal salotto di casa. I vigili del fuoco, stanchi di diventare il bersaglio preferito dopo gli agenti, hanno de*ciso di ritirarsi dal loro Forte Apache, la caser*ma di Rosengard. Henrik Persson, il coman*dante della stazione dei pompieri del quartie*re, si è appena dimesso: «Nessuno mi ascolta, nessuno ci aiuta. Non ha senso continuare co*sì ». Persson ha raccontato che, a una recente riunione operativa, un dirigente della polizia lo ha messo in guardia: «Preparatevi a vedere lanciare le molotov contro di voi». Ma a una richiesta di fondi e rinforzi, spiega ancora Pers*son, «ho ricevuto un netto rifiuto». Dall’oppo*sizione, la consigliera centrista Anja Sonesson chiede «l’imposizione immediata di un copri*fuoco per arginare l’ondata di violenza. I ragaz*zini con meno di 18 anni non dovrebbero usci*re dopo le 9 di sera». Per il momento, i social*democratici, la maggioranza, resistono: «Sa*rebbe la fine della democrazia, del sistema sve*dese ». Il sindaco Ilmar Reepalu è convinto che una misura così drastica accentuerebbe «il ca*rattere di enclave a se stante del quartiere. Al contrario noi dobbiamo cercare di unire Ro*sengard al resto della città, farne un zona resi*denziale come le altre».

    Malmö, terza città della Svezia, capoluogo della prospera Scania, porto sull’Öresund con un passato di traffici che non torneranno più, ha 270 mila abitanti, centomila dei quali stra*nieri, per lo più concentrati a Rosengard e din*torni. Come dire, un residente su tre è musul*mano. Molti vengono dai Balcani, dall’Africa, dall’Asia centrale. «Ci sono cento e più nazio*nalità nel quartiere — spiega Stefan Alfelt, cor*rispondente locale di Aftonbladet, uno dei principali quotidiani nazionali —. Pochi di lo*ro hanno un’occupazione. In alcune zone i sen*za lavoro sono addirittura l’86% degli adulti. I giovani crescono osservando i genitori che vi*vono di carità pubblica. Sanno di essere senza speranza e si comportano di conseguenza: fan*no la guerra». Curiosamente, non è un conflit*to «Rosengard contro gli altri». «Gli scontri ra*ramente superano i confini del quartiere — di*ce ancora Alfelt —. È una guerra civile locale: tutti contro tutti». In realtà, qualche volta la violenza lascia Ro*sengard e si sposta verso il centro elegante, l’isola pedonale dove si affacciano vetrine e ri*storanti ancora affollati nonostante la crisi.

    Ai primi di marzo è bastato l’arrivo della naziona*le israeliana di tennis, impegnata in Coppa Da*vis contro la Svezia, proprio a Malmö, a far in*sorgere la comunità islamica, in quell’occasio*ne alleata dei centri sociali svedesi e i black blok di tutta Europa. Un mix esplosivo che la polizia ha affrontato a modo suo. Con le manie*re forti: cariche a cavallo, botte da orbi e pisto*le impugnate contro i dimostranti. Inutile par*lare di integrazione, a Rosengard. Il modello sociale svedese? «Non spetta a me interpretare la politica del governo», ci ha detto il sindaco Ilmar Reepalu, socialdemocratico, facendo in*tendere che lui, la sua città, vuole continuare ad amministrarla come se il welfare scandina*vo non fosse superato dalla realtà. Certo «dob*biamo iniziare a progettare qualcosa di diver*so. Ne va della tranquillità di tutti». Solo una questione di ordine pubblico, allo*ra? La polizia, conclude il portavoce Lars-Hakan Lindholm, «sa esattamente cosa fare e lo farà». Il punto è: per quanto, ancora?

    Paolo Salom

    05 maggio 2009

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  2. #2
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    This Malmö is bullshit!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #3
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    Prossimamente anche sui nostri schermi....tra breve...

  4. #4
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    Ennesima conferma che una previdenza sociale troppo geneorsa attira parassiti di ogni sorta.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  5. #5
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    Effettivamente non si puo' dare tutto a tutti. Era ovvio che il "modello scandivano" prima o poi sarebbe andato in crisi. L'immigrazione e' un cosa e' l'invasione e' molto piu' preoccupante.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Juv Visualizza Messaggio
    Ennesima conferma che una previdenza sociale troppo geneorsa attira parassiti di ogni sorta.
    Esatto, che il sistema iper-welfarista con sussidi facili alla svedese (ma non solo) favorisca il degenerare di queste situazioni è sotto gli occhi di tutti: il parassita si introduce nel corpo sano, che funziona, non in quello malandato, e da dentro lo corrode. Esattamente come fanno questi signori, che campano sui redditi prodotti da altri e insieme portano connaturati tutti i bei regalini che sul piano di cultura, etnia, sicurezza, ecc. ben conosciamo.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Esatto, che il sistema iper-welfarista con sussidi facili alla svedese (ma non solo) favorisca il degenerare di queste situazioni è sotto gli occhi di tutti: il parassita si introduce nel corpo sano, che funziona, non in quello malandato, e da dentro lo corrode. Esattamente come fanno questi signori, che campano sui redditi prodotti da altri e insieme portano connaturati tutti i bei regalini che sul piano di cultura, etnia, sicurezza, ecc. ben conosciamo.
    il welfare dei paesi Scandinavi è ottimo e invidiato da tutto il mondo

    l'unica cosa che non potevano prevedere che i "non Nordici"sono di natura approfittatori e parassiti (un po' come gli itagliani etnici con le pensioni di invalidità, le case popolari, gli assegni familiari e i vari sussidi tenuti in piedi con l'oppessione fiscale dei popoli PadanoAlpini)

  8. #8
    Juv
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Esatto, che il sistema iper-welfarista con sussidi facili alla svedese (ma non solo) favorisca il degenerare di queste situazioni è sotto gli occhi di tutti: il parassita si introduce nel corpo sano, che funziona, non in quello malandato, e da dentro lo corrode. Esattamente come fanno questi signori, che campano sui redditi prodotti da altri e insieme portano connaturati tutti i bei regalini che sul piano di cultura, etnia, sicurezza, ecc. ben conosciamo.
    Ma infatti, o si inserisce un sistema di punteggi basati non solo sul reddito, ma su anni di cittadinanza, nella speranza ovviamente che i figlioli degli immigrati non prendano le abitudini di certi padri lavativi.
    Oppure meglio farla finita con certe regalie.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  9. #9
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    il welfare dei paesi Scandinavi è ottimo e invidiato da tutto il mondo

    l'unica cosa che non potevano prevedere che i "non Nordici"sono di natura approfittatori e parassiti (un po' come gli itagliani etnici con le pensioni di invalidità, le case popolari, gli assegni familiari e i vari sussidi tenuti in piedi con l'oppessione fiscale dei popoli PadanoAlpini)
    Quando ti rapinano il 60% di quello che produci per trasferirlo ad altri lasciami dubitare sulla bontà di un sistema che si avvicina a quello di servi della gleba piuttosto che cittadini e a lungo andare il paese affonda. Come diceva Miglio "la tecnica della politica è l’arte dei trasferimenti. E poi in realtà cos’è? Mettere la mano nella tasca di un cittadino e trasferire le risorse di quel cittadino ad altri cittadini. Si parla di “redistribuzione dei redditi”, ma sempre di redistribuzione dei redditi di puro consumo, non redditi investiti per produrre altre fonti di ricchezza: è questo il difetto strutturale dell'economia pubblica": il cittadino diventa "ormai un suddito taillable et corvéable à merci". Che su un sistema siffatto di "protezione" (senza alcun legame territoriale, di residenza, ecc.) si vada ad annidare il parassitismo lo potevano capire fino da subiti anche gli svedesi. Alla fine non è diverso da quella mentalità assistenzialista del dio stato ben esemplificata dai terroni nostrani: l'altro giorno per puro caso, ahimè, son capitato su annozero e una signora do sudde si rivolgeva ai politici in studio più o meno così "voi dovete difendere il mio posto di lavoro" e cose del genere. E' questa la mentalità statalista e neopatrimonialista della politica e dello stato che hanno i parassiti: da meridionali a visitors di altri continenti poco cambia ahinoi.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Quando ti rapinano il 60% di quello che produci per trasferirlo ad altri lasciami dubitare sulla bontà di un sistema che si avvicina a quello di servi della gleba piuttosto che cittadini e a lungo andare il paese affonda. Come diceva Miglio "la tecnica della politica è l’arte dei trasferimenti. E poi in realtà cos’è? Mettere la mano nella tasca di un cittadino e trasferire le risorse di quel cittadino ad altri cittadini. Si parla di “redistribuzione dei redditi”, ma sempre di redistribuzione dei redditi di puro consumo, non redditi investiti per produrre altre fonti di ricchezza: è questo il difetto strutturale dell'economia pubblica": il cittadino diventa "ormai un suddito taillable et corvéable à merci". Che su un sistema siffatto di "protezione" (senza alcun legame territoriale, di residenza, ecc.) si vada ad annidare il parassitismo lo potevano capire fino da subiti anche gli svedesi. Alla fine non è diverso da quella mentalità assistenzialista del dio stato ben esemplificata dai terroni nostrani: l'altro giorno per puro caso, ahimè, son capitato su annozero e una signora do sudde si rivolgeva ai politici in studio più o meno così "voi dovete difendere il mio posto di lavoro" e cose del genere. E' questa la mentalità statalista e neopatrimonialista della politica e dello stato che hanno i parassiti: da meridionali a visitors di altri continenti poco cambia ahinoi.
    anch'io sono più portato alla minor invasività dello stato e quindi una minor pressione fiscale sul cittadino, ma non dimentichiamoci che in origine il sistema prelevava i soldi dei contribuenti per fornire ottimi servizi gratuiti ai cittadini stessi ... poi le immigrazioni di etnie tendenzialmente parassitarie e approffittatrici ha causato il disastro attuale e il parziale fallimento del sistema

    qui invece da sempre lo stato non ha funzionato perchè i parassiti erano contenuti nello stato stesso

 

 
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