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  1. #1
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    Predefinito La jihad contro l'arte e la storia

    Yemen, terroristi salafiti abbattono moschea sufi del XVI secolo

    I ribelli sciiti huthi respingono un primo piano di pace dell'Onu


    Taez, Yemen (askanews) - Prosegue senza esclusione di colpi la guerra all'ultimo sangue, tutta interna all'Islam, tra sunniti e sciiti. L'ultimo atto, almeno per ora, a Taez, in Yemen, dove un gruppo di terroristi salafiti, una delle anime più integraliste della galassia sunnita, ha fatto saltare in aria una moschea risalente al XVI secolo e legata al misticismo sufi, la dimensione più esoterica dell'Islam, considerata eretica dai fondamentalisti sunniti. La moschea era considerata uno dei più importanti edifici religiosi della regione.

    Sul fronte della guerra che vede i ribelli sciiti huthi schierati contro il governo nazionale, appoggiato da una coalizione militare guidata dall'Arabia saudita, si registra una drammatica battuta d'arresto sulla strada dei negoziati di pace.

    I ribelli hanno respinto il piano proposto dalle Nazioni Unite e accettato dal governo di Sanaa, sottolineando come qualsiasi accordo debba prendere prioritariamente in esame la questione di un governo di unità nazionale. La proposta dell'Onu conteneva solo idee per una soluzione legata ai problemi della sicurezza, si legge in un comunicato delle milizie sciite che hanno tuttavia accolto la proposta dell'inviato dell'Onu, Cheikh Ahmed, di estendere i colloqui di pace di un'altra settimana.

    Yemen, terroristi salafiti abbattono moschea sufi del XVI secolo - video
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  2. #2
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    seguono un'ideologia nichilista, per loro l'estetica ed il valore storico non contano, solo l'interpretazione fanatica del Corano

    un pò come gli iconoclasti protestanti del '500
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-08-16 alle 16:35
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  3. #3
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    seguono un'ideologia nichilista, per loro l'estetica ed il valore storico non contano, solo l'interpretazione fanatica del Corano

    un pò come gli iconoclasti protestanti del '500
    Anche peggio, perchè per questi qua ogni rappresentazione della figura umana/animale e ogni tomba/edificio commemorativo rappresenta un idolo.

    In Siria, Iraq, Afghanistan e Yemen i danni sono incalcolabili
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 06-08-16 alle 16:35

  4. #4
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Anche peggio, perchè per questi qua ogni rappresentazione della figura umana/animale e ogni tomba/edificio commemorativo rappresenta un idolo.

    In Siria, Iraq, Afghanistan e Yemen i danni sono incalcolabili
    Verissimo, già pensavo di estendere la portata del thread ai delitti artistici e architettonici compiuti dal terrorismo islamico anche in altre nazioni. Ho dunque modificato il titolo in tal senso.
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  5. #5
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  6. #6
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Ennesima distruzione ai danni del patrimonio storico della comunità assira, i cui siti archeologici si sovrappongono direttamente a quelli occupati dall'isis.

    Daesh destroys ancient treasures in Syria's Tal Ajaja | GulfNews.com
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 24-08-16 alle 23:29

  7. #7
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Questi bastardi ifanatici volevano colpire anche San Petronio per l'affresco di Maometto all'inferno.

  8. #8
    Chicca, passami l'Autan
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Non li maledirò mai abbastanza.
    Ma quanti figli del Perozzi in giro...
    Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness...
    Chi abbandona gli animali è un bastardo!

  9. #9
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Mali, processo storico all'Aia per la distruzione dei mausolei di Timbuctù

    È la prima volta che la Corte penale internazionale giudica qualcuno per attacchi al patrimonio culturale. L'imputato, il jihadista Ahamd Al Faqi Al Mahdi, si è dichiarato colpevole.


    Anna Lombardi

    L'Aia - "Sì, sono colpevole": al processo che si è aperto stamattina all'Aia per distruzione del patrimonio culturale - il primo di questo genere - il jihadista maliano Ahmad Al Faqi Al Mahdi, unico accusato, non solo ha accettato le sue responsabilità. Ma ha chiesto perdono al suo popolo per aver ordinato la devastazione di nove mausolei e della moschea di Sidi Yahia a Timbuctù. Tutti monumenti registrati dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Un caso davvero speciale, quello di Al Mahdi: si tratta infatti del primo processo intentato contro un jihadista per distruzione del patrimonio culturale, il primo legato al conflitto scoppiato nel 2012 in Mali ma anche il primo in cui un imputato si dichiara colpevole davanti alla Corte penale internazionale (Cpi). Un avvenimento particolarmente importante, dunque.

    Il tuareg Ahmad Al Faqi Al Mahdi, accusato di "attacchi intenzionalmente diretti" messi a segno tra il 30 giugno e l'11 luglio del 2012 faceva parte dell'organizzazione Ansar Dine, braccio maliano di al Qaeda, che nel 2012 prese il potere nel Nord del Paese, salvo poi essere in buona parte sconfitti dall'intervento internazionale del 2013. E' stato arrestatonel 2014 dai militari francesi interenuti in loco, Quarantun'anni, ex direttore di scuola, Al Mahdi era diventato il capo della Hisbah, la brigata islamica che si occupava di conformare i costumi del paese alla legge della Sharia: e in queste veste, che oggi rinnega, aveva ordinato la distruzione dei monumenti.

    "Attaccare e distruggere siti e simboli culturali e religiosi delle comunità è un attacco alla loro storia - ha detto all'agenzia France Presse il procuratore Fatou Bensouda che segue il processo - A nessuna persona che distrugge ciò che incarna l'anima e le radici di un popolo dovrebbe essere consentito di sfuggire alla giustizia". E infatti quello che si è aperto stamattina è un dibattimento dall'altissimo valore simbolico. La stessa Irina Bokova, direttrice dell'Unesco, che ha visitato Timbuctù poche settimane fa, ha detto che "le distruzioni terribili avvenute nel Paese non possono essere dimenticate". Auspicando che il processo al jihadista maliano sia solo il primo di una lunga serie, e che sotto processo finiscano, prima o poi, anche i responsabili delle distruzioni a Palmira e in altri territori controllati dallo Stato Islamico. Mentre Bakary Camara, responsabile maliano dell'Associazione per i Diritti dell'Uomo, ricorda che i jihadisti in Mali non hanno distrutto solo monumenti ma anche vite: "bisogna perseguirli per gli stupri che hanno perpetrato, i matrimoni forzati subiti dalle bambine, gli assassinii. Tutto il Mali si aspetta giustizia da questo processo". Il jihadista Al Mahdi rischia 30 anni di carcere.

    Mali, processo storico all'Aia per la distruzione dei mausolei di Timbuctù - Repubblica.it
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 16-09-16 alle 22:11
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #10
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    Predefinito Re: La jihad contro l'arte e la storia

    Ebla, Nimrud, Palmira: le meraviglie distrutte dall'Is rinascono al Colosseo

    In mostra dal 7 ottobre all'11 dicembre, ricostruite a grandezza reale, alcune delle opere vittime della violenza jihadista. Una tecnologia in 3D che, quando le condizioni politiche lo permetteranno, consentirà di far "rinascere" i monumenti nei luoghi d'origine.


    Uno dei pezzi esposti al Colosseo
    nella mostra "Rinascere dalle distruzioni"

    Stefania Parmeggiani

    Ebla. Nimrud. Palmira. Tre luoghi condannati a morte dal terrorismo islamico rinascono nel Colosseo: dal 7 ottobre all’11 dicembre Il Toro di Nimrud, la Sala dell’Archivio di Stato di Ebla e il Soffitto del Tempio di Bel a Palmira, ricostruiti a grandezza reale, saranno esposti nel secondo anello del monumento più visitato d’Italia.

    La mostra Rinascere dalle distruzioni. Ebla, Nimrud, Palmira, che sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che viene realizzata dalla Soprintendenza speciale per il Colosseo, non è solo un atto simbolico contro la violenza jihadista e contro il ritorno dell’iconoclastia, ma è anche un test scientifico: la ricostruzione in 3D servirà alla rinascita dei tre siti archeologici quando le condizioni lo permetteranno. Per questo la mostra, ideata e curata da Francesco Rutelli e dall’archeologo Paolo Matthiae con l’impegno dell'Associazione Incontro di Civiltà e il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo, ha ricevuto il Patrocinio dell’Unesco. “Non ci occupiamo delle pietre dimenticando le tragedie che hanno colpito e colpiscono le persone – ha dichiarato Rutelli, nel suo ruolo di presidente dell’associazione Incontro di Civiltà - al contrario, non vogliamo che il brutale ritorno dell’iconoclastia sia considerato un problema marginale: esso coinvolge i fondamenti della nostra civiltà comune, le persone che vengono espropriate della loro identità e, dunque, noi tutti».

    La mostra. Il toro androcefalo alato dell’antica città assira di Nimrud nel nord dell’Iraq era stato distrutto nel 2015 dai miliziani dell’Is durante un’azione contro il sito archeologico meticolosamente pianificata: prima i colpi di piccone e le frese, poi un bulldozer, infine una carica di esplosivo, il tutto ripreso in un video poi diffuso su internet con il preambolo di un terrorista che con in mano quello che sembrava un detonatore a distanza dichiarava: “Finché potremo, distruggeremo tutti i simboli di idolatria e diffonderemo il monoteismo in ogni angolo della terra”. L’archivio di Stato di Ebla del 2300 a.C., tra le massime scoperte delle civiltà della scrittura, è invece andato parzialmente distrutto in questi anni di guerra: le sue tavolette, friabilissime, hanno bisogno di interventi di manutenzione e restauro continuativi, ma la situazione della Siria ovviamente lo ha impedito. Nel Colosseo rivivrà la sala dell’archivio (16 mq), simbolo di una civiltà che a lungo si è considerata come un ponte tra Oriente e Occidente, ma che ha rivelato, proprio grazie all’archivio di Ebla, una incredibile profondità storica. Infine il soffitto del Tempio di Bel a Palmira, distrutto dall’Is nell’agosto 2015 e ricostruito per metà al Colosseo grazie a dei disegni del 1930.

    Le riproduzioni. “Non mettiamo certo dei pupazzi al Colosseo”, ha scherzato in conferenza stampa il soprintendente Francesco Prosperetti, sottolineando l’accuratezza scientifica delle riproduzioni realizzate in tre fasi grazie alle più moderne tecnologie: prima lo studio dei disegni e delle fotografie, poi la realizzazione dei manufatti in materiale plastico e la rivestitura con polvere di pietra, infine l’anticatura manuale. Un documentario internazionale, realizzato da Sky Arte HD e che andrà in onda a gennaio, racconta non solo la storia dei tre monumenti, ma anche le fasi della ricostruzione in 3D, un lavoro durato mesi che ha visto all'opera i professionisti di tre aziende italiane (Nicola Salvioli, Arte Idea, Tryeco 2.0).

    La ricostruzione reale. È già stata fatta a Dresda, a Varsavia e anche a Montecassino. Sarà possibile farlo, quando le condizioni politiche saranno mutate, anche in Medio Oriente. “Purché – ha spiegato l’archeologo Paolo Matthiae – la ricostruzione non diventi la scusa per un nuovo neocolonialismo. Infatti i restauri, laddove possibile, e le ricostruzioni devono avvenire secondo tre principi fondamentali: il rispetto pieno della sovranità degli Stati in cui opere e monumenti si trovano; il coordinamento, la supervisione e l’approvazione dell’Unesco; la più ampia, solidale e intensa collaborazione internazionale». La mostra di Roma è un primo passo perché questo avvenga: quando la situazione politica sarà stabile e sarà possibile intervenire, gli archeologi potranno contare su un lavoro preliminare già avviato.

    Ebla, Nimrud, Palmira: le meraviglie distrutte dall'Is rinascono al Colosseo - Repubblica.it - Video e galleria fotografica
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