Chiariamo subito: l'avocado, che mangiamo in insalata o per preparare salse, è un frutto (una bacca, per essere precisi), anche se si comporta da ortaggio.
A mangiarlo crudo e maturo, è buonissimo e molto versatile; ma a cuocerlo, giura chi ha provato, diventa una vera schifezza.
Ultimamente è diventato di gran moda e lo si trova anche dal verduraio d’angolo, dove va letteralmente a ruba nonostante sia un concentrato di grassi. Ma si tratta di grassi buoni (principalmente monoinsaturi, benefici per il cuore e il colesterolo), come spiega l’American Heart Association:
"Aiuta a contenere i livelli di colesterolo nel sangue, riducendo il rischio di malattie cardiache e infarto. Inoltre, fornisce sostanze nutrienti e aiuta a preservare le cellule del corpo. I grassi monoinsaturi sono anche solitamente ricchi di vitamina E, un potente antiossidante."
L’avocado è originario del Messico e del Centro America. Gli Aztechi lo consideravano un afrodisiaco e lo chiamarono ahuacatl, che significa 'testicoli', sia per la forma che per il fatto che sulla pianta nasce e cresce in coppia. I conquistatori spagnoli lo portarono in Occidente e, non riuscendo a pronunciare correttamente la parola azteca, lo chiamarono aguacate, un nome che attraverso numerose storpiature divenne infine abogado. Questo frutto nel Settecento fu molto usato sulle navi come sostituto del burro; era infatti soprannominato "burro del marinaio", perché si spalmava bene sulle gallette e si conservava più a lungo del grasso animale.
Oltre ai grassi, l'avocado contiene una ventina di sostanze benefiche per il nostro organismo, inclusi magnesio e potassio, che aiutano a regolare la pressione sanguigna. Un singolo avocado contiene più magnesio della maggior parte dei frutti che ne sono ricchi, come banana, kiwi e fragola.
La pianta dell’avocado è la Persea americana, nome botanico di un sempreverde molto alto e robusto che può vivere fino a 200 anni e produce circa 400 frutti in un anno. Le due principali varietà di avocado in commercio sono la Fuerte e la Hass. Si tratta di ibridi, la cui differenza principale risiede nella buccia quando il frutto è maturo. La Fuerte, di forma allungata simile ad una pera, mantiene la buccia verde mentre l’Hass, varietà più pregiata e dalla buccia corrugata, diventa viola scuro o addirittura nera a maturazione avvenuta.
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- ha punti di fumo che variano molto in base al tasso di acidità dell'olio, ma il punto di fumo raramente supera i 190 gradi.



