In caso di sfiducia verso il sindaco Marino da parte del Pd c’è la concreta ipotesi che Roma possa eleggere il prossimo sindaco, ed il nuovo consiglio comunale, nella prossima primavera in cui si vota anche a Milano, Bologna, Napoli. Ed il MoVimento 5 Stelle, dato molto alto in tutti i sondaggi, giocherebbe le sue chances per conquistare la Capitale. Con quale candidato-sindaco? Cosi si fa avanti uno degli aspiranti candidati sindaci del M5S a Roma.
“Mi piacerebbe fare il sindaco di Roma, è quasi una mission impossible ma io sono sicura che quando una ha le mani pulite e non ha rapporti coi potentati, i costruttori e tutti quelli che governano questa città, lo possa fare in tutta tranquillità”. A parlare è la deputata M5S Roberta Lombardi, che si è raccontata al programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’, condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Che lei sappia – le chiedono i conduttori -, c’è mai stato un sindaco di Roma donna? “No, potrei essere la prima, mi piacerebbe”.
Meglio Marino o meglio Alemanno? “Meglio fame, carestia e pestilenze”. Addirittura. Scelga tra uno dei due. “Ma non posso scegliere tra ‘peggio’ e ‘mannaggia'”. Chi sarebbe l’uno e chi l’altro? “Mannaggia potrebbe essere Marino”. Perché? “Partire da dove aveva lasciato Alemanno era abbastanza semplice, invece Marino è riuscito ad ingranare la retromarcia”, ha concluso la deputata a Radio2.
M5S Roma, Di Maio e le motivazione dello stop a Di Battista

Già a fine giugno si è a lungo parlato della possibilità di elezioni anticipate a Roma. E si vociferava della possibile candidatura di Alessandro Di Battista per il Campidoglio. A frenare la corsa del collega è intervenuto Luigi Di Maio.*“Noi – queste le parole di Di Maio – abbiamo delle regole che dicono che se vieni eletto dai cittadini in un ruolo, poi non puoi fare il salto dalla poltrona durante il mandato. E’ una questione di serietà. Se tu vieni eletto da una parte, devi lavorare lì per realizzare il programma elettorale”. Di Battista si è espresso seguendo la stessa linea: “Io devo e voglio finire il mio mandato in Parlamento”.
Domanda: perché la stessa regola non dovrebbe valere per Roberta Lomabardi?



Scritto da: Giuseppe Spadaro
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