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Discussione: Ottobre mese del Santo Rosario…

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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    10 OTTOBRE 2018: Anniversario del funerale di Papa Pio XII (10 ottobre 1958) e della morte di Padre Noël Barbara (25 dicembre 1910 – Tours, 10 ottobre 2002); SAN FRANCESCO BORGIA, CONFESSORE e religioso della Compagnia di Gesù…



    «10 OTTOBRE SAN FRANCESCO BORGIA, CONFESSORE.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 10 ottobre. San Francesco Borgia, confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-10ott.htm



    San Francesco Borgia - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-francesco-borgia/
    «10 ottobre, San Francesco Borgia, Confessore (Gandia, 28 ottobre 1510 – Roma, 30 settembre1572), religioso della Compagnia di Gesù, già Duca di Gandia e Viceré di Catalogna.

    Signore Gesù Cristo, modello della vera umiltà e sua ricompensa, tu che facesti del beato Francesco un tuo glorioso imitatore nel disprezzo degli onori della terra, fa’ che imitandoti come egli ti ha imitato, possiamo essere partecipi della sua gloria.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-300x296.jpg






    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»






    https://tradidiaccepi.blogspot.com/

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...48&oe=5C562E16





    «SAN FRANCESCO BORGIA
    Confessore.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 10 ottobre. San Francesco Borgia, confessore

    San Francesco, duca di Gandia ed uno dei più eminenti uomini della Spagna, nacque il 28 ottobre 1510. Educato piissimamente, dimostrò tale virtù alla Corte di Spagna, da essere denominato il miracolo dei principi dell'imperatore Carlo V. Per condiscendenza verso questi, sposò Eleonora di Castro, principessa portoghese, da cui ebbe cinque figli e tre figlie. Mortagli la moglie, abbracciò la vita religiosa, cui aveva sempre aspirato, entrando nella Compagnia di Gesù, da poco istituita, diventandone poi, nonostante tutte le sue riluttanze, il terzo superiore generale ed infondendole nuova vita. Ricco di meriti per penitenze, preghiere, molteplici imprese a beneficio della Patria e della Chiesa, rese l'anima a Dio a Roma nella notte fra il 30 settembre ed il 1° ottobre 1572. Fu inscritto nell'albo dei Beati il 23 novembre 1624 da Papa Urbano VIII e fu canonizzato il 20 giugno 1670 da Papa Clemente X.
    • Francesco IV, duca di Gandia, figlio di Giovanni Borgia e di Giovanna d'Aragona, nipote di Ferdinando il Cattolico, dopo aver trascorsa in seno alla famiglia un'infanzia ammirabile per innocenza e pietà, si mostrò ancora più ammirabile per la pratica esemplare delle virtù cristiane e per l'austerità della vita, prima alla corte dell'imperatore Carlo V, e poi nel governo della Catalogna. Nell'accompagnare la salma dell'imperatrice Isabella alla tomba di Granada, al vedere il di lei volto orribilmente trasformato, riflettendo alla vanità di tutto ciò ch'è mortale, fece voto di spogliarsi, appena gli fosse stato possibile, d'ogni cosa per servire unicamente al Re dei re. D'allora avanzò talmente nella virtù, da offrire in sé, in mezzo a un mondo di affari, il modello della perfezione religiosa, sì da essere chiamato il miracolo dei principi.
    Mortagli la moglie Eleonora de Castro, entrò nella Compagnia di Gesù, per esservi più nascosto e per precludersi l'adito alle dignità coll'impegno sacro d'un voto; meritando d'esser seguito da parecchi principi nell'abbracciare un genere di vita più austero, e lo stesso Carlo V, abdicato all'impero, dichiarò di averlo avuto per ispiratore e guida. In questa professione di vita rigorosa, Francesco ridusse il suo corpo a una magrezza estrema con digiuni, catenelle di ferro, asprissimo cilizio, prolungate discipline a sangue, dormendo pochissimo, non risparmiandosi intanto nessuna fatica per vincersi e per salvare le anime. Adorno pertanto di tante virtù, fu nominato da sant'Ignazio prima commissario generale della compagnia in Spagna, e non molto dopo eletto, benché riluttante, terzo generale di tutta la compagnia. Nella qual carica si rese sommamente caro ai principi e ai sommi Pontefici colla sua prudenza e santità, e, oltre a fondare o sviluppare dovunque numerose case, inviò sudditi nel regno di Polonia, nelle isole dell'Oceano, nelle regioni del Messico e del Perù, e diresse altresì in altre contrade missionari che colla predicazione, coi sudori e col sangue propagarono la fede cattolica Romana.
    Aveva sì bassa opinione di sé, da appropriarsi il nome di peccatore. Ricusò con invitta umiltà e fermezza la porpora cardinalizia offertagli più volte dai sommi Pontefici. Scopare la casa, mendicare il pane alle porte, servire i malati negli ospedali per disprezzo di sé e del mondo, egli faceva sue delizie. Tutti i giorni consacrava lunghe ore, ordinariamente otto e qualche volta dieci, alla meditazione delle cose celesti. Cento volte al giorno faceva la genuflessione per adorar Dio. Non omise mai di celebrare, e l'ardore divino che lo consumava si manifestava dallo splendore del suo volto, allorché offriva l'Ostia santa, e qualche volta anche mentre predicava. Un istinto celeste gli indicava dove si conservava il corpo santissimo di Cristo sotto i veli Eucaristici. Dato da san Pio V come compagno al cardinale Aldobrandini, legato presso i principi cristiani per formare una lega contro i Turchi, egli intraprese per obbedienza l'arduo viaggio, nonostante l'affievolimento delle sue forze; e terminò felicemente il corso della sua vita a Roma, come aveva desiderato, a sessantadue anni di età, nel 1572 di nostra salute. Santa Teresa, che ricorreva ai suoi consigli, lo chiamava un santo, e Gregorio XIII un fedele amministratore; infine, glorificato da numerosi e grandi miracoli, Clemente X l'iscrisse nel catalogo dei Santi.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Girolamo presbitero.
    Libro III su Matteo cap. 19.
    Grande fiducia! Pietro era pescatore, non era mai stato ricco, si guadagnava il cibo col lavoro delle mani; e tuttavia dice con gran sicurezza: "Abbiamo abbandonato tutto". E siccome non basta solo abbandonare, aggiunge ciò che è perfetto: "E ti abbiamo seguito". Abbiamo fatto quello che hai comandato: che cosa ci darai dunque per ricompensa? E Gesù disse loro: "In verità vi dico: voi che mi avete seguito, quando nella rigenerazione il Figlio dell'uomo siederà sul trono della sua maestà, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d'Israele". Non disse: Voi che avete lasciato ogni cosa, poiché questo lo fece anche il filosofo Crates, e molti altri disprezzarono le ricchezze, ma disse: "Voi che mi avete seguito"; il che è proprio degli apostoli e dei credenti.
    "Nella rigenerazione, quando il Figlio dell'uomo si sarà assiso sul trono della sua maestà - quando anche i morti risorgeranno incorrotti dalla corruzione - siederete anche voi sui seggi dei giudici a condannare le dodici tribù Israele", perché, mentre voi credeste, esse non vollero credere. "E chi avrà lasciato la casa, o i fratelli, o le sorelle, o il padre, o la madre, o la moglie, o i figli, o i campi per amor del mio nome, riceverà il centuplo e possederà la vita eterna". Questo passo è in armonia con l'altra affermazione del Salvatore che dice: "Non sono venuto a portare la pace, ma la spada. Perché sono venuto a dividere il figlio dal padre suo, e la figlia dalla madre, e la nuora dalla suocera; e l'uomo avrà per nemici quelli di casa". Coloro dunque che, per la fede in Cristo e per la predicazione del Vangelo avranno disprezzato tutti gli affetti e le ricchezze e i piaceri del mondo, costoro riceveranno il centuplo e possederanno la vita eterna.
    Da questa affermazione alcuni prendono occasione per sostenere che dopo la risurrezione ci sarà un periodo di mille anni nel quale, dicono, riceveremo il centuplo di tutto ciò che abbiamo lasciato e poi la vita eterna; non comprendendo che, se per tutte le altre cose la ricompensa è conveniente, per quanto riguarda la moglie, sarebbe una vergogna che colui che ne ha lasciata una per il Signore in futuro ne ricevesse cento. Questo dunque è il significato: chi avrà abbandonato per il Salvatore i beni carnali, ne riacquisterà di spirituali; e paragonare il valore di questi a quello dei primi, sarà come paragonare il numero cento ad un piccolo numero.»
    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=0
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    «MESE DI OTTOBRE: MESE DEL SACRATISSIMO ROSARIO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...68&oe=5C1A1578

    «NOVENA AL CUORE IMMACOLATO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DI FATIMA, REGINA DEL SACRATISSIMO ROSARIO
    in occasione del 101° anniversario dell'ultima apparizione del Cuore Immacolato di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima in cui avvenne il miracolo del sole.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...05&oe=5C572F7A





    https://www.agerecontra.it/2014/08/c...-approfittano/

    "Complotto contro la salma di Papa Pio XII, fatta deliberatamente corrompere alla sua morte, e i modernisti (Roncalli) che subito ne approfittano.
    Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

    http://bizzarrobazar.com/2012/06/06/...atra-corrotto/
    PAPA PACELLI L’archiatra corrotto ovvero, L’uomo che fece esplodere il Papa
    Papa Pio XII (Papa Pacelli) ebbe in sorte un pontificato particolarmente duro che coincise con gli anni della Seconda Guerra Mondiale; alcune delle sue scelte sono tutt’oggi controverse, e per gli storici rimangono ancora dibattuti il suo presunto collaborazionismo con il Terzo Reich così come il mancato riconoscimento dell’Olocausto.
    Ma ciò che ci interessa qui è l’incredibile scandalo che lo riguardò, non certo per sua colpa, proprio sul letto di morte.
    Con l’aggravarsi delle sue condizioni di salute, all’inizio del mese di ottobre del 1958, a Castel Gandolfo i dottori erano in subbuglio. Il Sacro Pontefice viene seguito, come tutti sanno, da una folta ed efficiente équipe di medici; il capomedico di questa squadra è chiamato archiatra, ed è una figura di grande spicco, esperienza ed autorità all’interno della comunità medico-scientifica. O, almeno, così dovrebbe essere.
    L’archiatra pontificio di Pio XII (all’estrema destra nella foto precedente) si chiamava Riccardo Galeazzi Lisi, oculista, membro onorario della Pontificia Accademia delle Scienze, e fratello di un celebre e rispettato architetto. Ma Galeazzi Lisi sarebbe stato ricordato come l’ “archiatra corrotto”, per la sua assenza di scrupoli e per il grottesco spettacolo che causò ai funerali del pontefice..
    La voglia di servirsi della sua posizione per far soldi (e far parlare di sé) era già risultata evidente fin dai primi problemi di salute di Pio XII, quando il dottore cominciò a vendere abusivamente notizie riservate sulla salute del pontefice, e sui consulti medici che faceva, ai giornali.
    Appena Papa Pacelli lo venne a sapere, non rivolse più la parola all’archiatra. Non volle cacciarlo con disonore dal Palazzo Apostolico unicamente per rispetto del fratello architetto, così lo dispensò da qualsiasi servizio sanitario – anche se di fatto non si serviva di lui già da mesi. Il Papa non lo privò ufficialmente del titolo di archiatra perché, disse, “non voglio affamare né svergognare nessuno… se vuole stare in Vaticano che stia, ma faccia in modo che io non lo veda”.
    L’errore di tenere Galeazzi Lisi in Vaticano si rivela sempre più madornale man mano che la malattia si aggrava: quando il Papa è ormai agonizzante, l’archiatra, utilizzando una piccola Polaroid nascosta nella giacca, scatta due foto al pontefice. Nella prima si distingue il Papa su un lettino adattato per l’occasione e messo di traverso. Nella seconda, un impietoso primo piano, è visibile anche la cannuccia per l’ossigeno che arriva alla sua bocca. Le fotografie, definite vergognose e irrispettose, vengono vendute a Paris Match dal medico senza scrupoli. Ma è solo l’inizio dello scandalo.
    Alle 3.52 del 9 ottobre 1958 a causa di un’ischemia circolatoria e di collasso polmonare, all’età di 82 anni, Pio XII muore a Castel Gandolfo. Qui comincia il vero e proprio calvario del suo corpo, affidato alle mani, manifestamente incompetenti, di Galeazzi Lisi.
    Incaricato dell’imbalsamazione delle spoglie del pontefice, il medico si era inventato un metodo nuovissimo e, a sua detta, rivoluzionario, che avrebbe permesso una perfetta conservazione della salma. A quanto sosteneva, ne aveva parlato con Pacelli quando quest’ultimo era ancora in vita: siccome il Papa era restio all’idea dell’imbalsamazione, e desiderava mantenere tutti gli organi interni così come Dio li aveva voluti, Galeazzi Lisi l’aveva convinto vantandosi di aver studiato il suo metodo sperimentale a partire dagli oli e dalle resine utilizzati, udite udite, addirittura sul cadavere di Gesù Cristo.
    Quando però lui e il suo collega, il professor Oreste Nuzzi, si trovarono a lavorare sulle spoglie di Pio XII, non tutto – anzi, per meglio dire, niente – andò per il verso giusto. Il “geniale” procedimento del medico consisteva nell’avvolgere il corpo dentro una serie di strati di cellophane, insieme a erbe e prodotti naturali. Così, invece di cercare di tenerlo fresco, i due innalzarono la temperatura del cadavere e accelerarono irreversibilmente il processo di putrefazione grazie a questo impacco di nylon.
    Appena fu vestito ed esposto nella Sala degli Svizzeri, a Castel Gandolfo, il volto di Pio XII si ricoprì di migliaia di piccole rughe. Nessuno vi fece caso sul momento, ma da lì a pochi minuti sarebbe iniziata la “più veloce e ributtante decomposizione in diretta che la storia della medicina legale ricordi”.
    Racconta il dottor Antonio Margheriti a proposito della foto qui sopra: “È iniziato un furioso succedersi di fenomeni cadaverici trasformativi: è la decomposizione in diretta sotto gli occhi inorriditi degli astanti, in seguito all’aberrante “imbalsamazione” brevettata e praticata dall’archiatra Galeazzi Lisi. In questa foto il cadavere del papa si è gonfiato nella zona del ventre in seguito ai gas putrefattivi che son venutisi creando da subito; per la stessa ragione è diventato grigio in viso, e dagli orifizi, specie dalla bocca, versa liquame scuro che gli scorre lungo il volto e si deposita nelle orbite degli occhi. È visibile sul volto delle guardie nobili l’enorme sforzo di resistere all’odore nauseabondo che esala dal cadavere del Papa: l’alternarsi dei turni di guardia saranno da questo momento sempre più frequenti, per evitare una eccessiva esposizione ai gas mefitici, e perché molte guardie nobili regolarmente svengono sfinite da quell’odore di morte. Ma il peggio deve ancora venire”.
    Il peggio arriva proprio nel momento meno opportuno, cioè quando la salma sta per essere esposta ai fedeli. Durante il trasporto da Castel Gandolfo alle porte di Roma, di colpo il cadavere del Papa, già enormemente gonfio, emette un grosso e sinistro scoppio che provoca l’esplosione del torace e lo squarciarsi del petto. Una volta arrivati al Laterano, si deve, in fretta e furia e sfidando orribili miasmi, riparare alla bell’e meglio la devastazione del papa esploso – affinché il trasporto all’interno della Basilica risulti il meno osceno possibile per l’oceanica folla assiepata a San Pietro.
    Il problema è che, secondo il rito, il corpo di un Papa deve essere sempre visibile durante tutte le esequie; così, riguardo al trasporto all’interno della basilica petrina, riporta ancora Margheriti: “molti presenti all’evento ricordano ancora, lungo la navata della basilica, le zaffate tremende che si riversavano sulla folla al passaggio del cataletto nonché l’aspetto mostruoso del papa: diventato nerastro, gli cadde il setto nasale ed i muscoli facciali, orribilmente ritratti, facevano risaltare la chiostra dei denti in una risata agghiacciante”.
    Nella notte fra il primo e il secondo giorno di esposizione del Papa in San Pietro, qualcuno ricorda che a porte chiuse il corpo venne tirato giù dal catafalco e sdraiato nudo sul pavimento della chiesa. Qui si procedette a una nuova imbalsamazione, che in realtà era più che altro un tentativo di limitare i danni ormai incontenibili. Per dissimulare l’aspetto eccessivamente rivoltante del cadavere, al volto venne applicata una maschera di lattice.
    Dopo questi rovinosi e grotteschi funerali, cosa successe al nostro Riccardo Galeazzi Lisi? Il dottore oculista, considerato un ciarlatano e un traditore, venne licenziato in tronco, radiato dall’Ordine dei Medici e bandito a vita dal Vaticano. Per fortuna aveva scattato un’altra ventina di foto al cadavere del Papa mentre lo imbalsamava; vendette gli scatti a qualche rivista francese, e nel 1960 provò a dare la sua versione dei fatti in un libro, Dans l’ombre et dans la lumière de Pie XII … che, guardacaso, riproponeva le fotografie di Papa Pacelli durante l’agonia e l’imbalsamazione. Morì nel 1968, dieci anni dopo quei fatidici giorni in cui era passato dal nobile titolo di “archiatra pontificio” a quello, molto meno ambìto, di “archiatra corrotto”.
    Gran parte delle info provengono da La Morte del Papa – Riti, cerimonie e tradizioni dal Medio Evo all’età contemporanea, di Antonio Margheriti, consultabile a questa pagina. http://www.cesnur.org/2009/tesi_papi.htm
    I modernisti profittano immediatamente di questi eventi, per gettare fango su Pio XII. Ignorano il complotto ordito contro le spoglie mortali dell’ultimo, autentico Pontefice Romano e fanno passare la putrefazione cadaverica, indotta e accelerata dall’archiatra traditore, come un segno manifesto del Cielo, che chiude l’epoca post-tridentina della Chiesa e apre agli “splendori” del vaticanosecondismo, ovvero alle presenti meraviglie ecclesiali dell’apostasia e dell’usurpazione fra gli applausi del mondo anticristiano.
    Dio — questa è la loro lettura — fa imputridire la Santa Chiesa di sempre nel corpo innocente di Papa Pio XII, perché l’aborrisce e vuole la pseudochiesa roncalliana, montiniana, lucianiana, wojtyliana, ratzingeriana e bergogliesca. E ad aprire il fuoco di fila degl’ipocriti contro il defunto Pontefice è proprio il futuro Giovanni XXIII, che mostra d’inorridire di Pio XII putrescente, lui che, indicendo il concilio, inaugurerà la Rivoluzione nella Chiesa; lui che si farà iniettare da morto litri e litri di conservante, per presentarsi e apparire come “miracolosamente intatto”, onde essere accreditato come “santo”, il “santo del concilio vaticano II”. N.d.r.
    https://www.youtube.com/watch?v=uN6PB3Y0dqU
    (in questo filmato, appunto, le immagini delle spettacolari esequie di Papa Pio XII, tra un concorso di popolo immenso, e la perfidia progressista di cui s’è dianzi detto)"





    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “10 ottobre 2018:San Francesco Borgia, Confessore.
    Gandia, Spagna, 28 ottobre 1510 - Roma, 30 settembre 1572

    Nato nel 1510 a Gandia, in Spagna, fu paggio presso la Corte di Carlo V. Si sposò con Eleonora de Castro da cui ebbe otto figli. Nonostante gli impegni che la carica di Viceré della Catalogna comportava, non tralasciò di condurre una vita spirituale intensa. Morta la moglie, entrò nella Compagnia di Gesù e, divenuto sacerdote, alternò la predicazione alla scrittura di trattati spirituali. Rinunciò alla carica di cardinale ma accettò gli incarichi importanti per la Compagnia, come quello di Commissario Generale. Sue caratteristiche furono l'umiltà, la mortificazione e una grande devozione all'Eucarestia e alla Vergine. Fondatore delle prime missioni dell'America Latina spagnola, vigilò sullo spirito originale dei gesuiti. Morì nel 1572. (Avvenire)
    Martirologio Romano: A Roma, san Francesco Borgia, sacerdote, che, morta la moglie, dalla quale aveva avuto otto figli, entrò nella Compagnia di Gesù e, lasciati gli onori terreni e rifiutati quelli ecclesiastici, eletto preposito generale, restò celebre per austerità di vita e spirito di preghiera.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8c&oe=5C4846A4






    "Il 10 ottobre 1958 ebbe luogo l'imponente funerale del Pastor Angelicus, Pio XII. Impressionanti le immagini di questo video di Rai 3. Lo ribadiamo: questa era la vera Chiesa della Misericordia che, appunto, per misericordia del peccatore lo ammoniva e lo correggeva, con una bellezza e una grandezza dal sapore eterno. Viva Pio XII!"
    “Il 10 ottobre 1958 un imponente corteo funebre riportava in Vaticano la salma di Pio XII, passato all'eternità il giorno precedente. I Romani accolsero numerosissimi e devoti questo loro augusto Concittadino e Vescovo, ricordando e venerando il Defensor Civitatis, il Pastor Angelicus, il precone della Pax Coeli, il devoto figlio di Maria Salus Populi Romani.Il corpo fu esposto alla venerazione dei fedeli in San Pietro fino al 13 ottobre.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a2&oe=5C45C1B0





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...86&oe=5C552E19






    “Il 10 ottobre 1881, a Khartum (Sudan), moriva Monsignor Daniele Comboni, Vescovo titolare di Claudiopoli di Isauria e Vicario apostolico dell'Africa centrale Fondatore dei Missionari del Cuore di Gesù e delle Pie Madri della Nigrizia.
    Fu gran Missionario in Africa e nemico acerrimo dello Schiavismo: «L'unico mezzo per abolire o scemare la tratta dei negri è di favorire ed aiutare efficacemente l'apostolato cattolico di quelle infelici contrade, donde si strappano violentemente a migliaia e migliaia i poveri negri commettendo i più orribili eccessi, ed ove si esercita l'infame traffico» (Lettera al Card. A. Barnabò, 29 aprile 1873).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...bc&oe=5C61FC66










    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 10 ottobre. San Francesco Borgia, confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-10ott.htm
    «10 OTTOBRE SAN FRANCESCO BORGIA, CONFESSORE.

    Francesco Borgia, terzo Generale della Compagnia di Gesù, il 30 settembre del 1572 rendeva la sua anima a Dio con la serenità confidente dell'uomo, che ha sempre fatto il suo dovere.
    Nella sua esistenza movimentata il dovere era stato molto vario. Nipote di Alessandro VI, elegante ed abile cavaliere, confidente di Carlo V imperatore, vice re di Catalogna, gesuita, vicario generale della Compagnia di Gesù per la Spagna, poi successore di sant'Ignazio, legato della Santa Sede, Francesco ebbe sempre a cuore di appartenere prima al Re del cielo e di combattere sotto il suo stendardo, piuttosto che sotto quello dei potenti della terra.
    La conversione.
    Egli aveva valutato per quello che valgono la terra, i suoi piaceri e i suoi onori. Caduto malato mentre era ancora alla corte dell'imperatore, aveva letto, durante il riposo, anziché libri di cavalleria, i Vangeli, le Lettere di san Paolo, libri ascetici e Vite di Santi, imitando Ignazio, che, ferito, aveva profittato delle sue letture, per fare i primi passi nell'orazione.
    La morte dell'imperatrice Isabella, avvenuta nel 1539, gli portò una luce più abbondante sopra la vanità delle cose e cominciò allora a riformare la sua vita, che era già edificante, dandosi alla lettura, all'orazione e alla mortificazione.
    Il vice re di Catalogna.
    Dio, che lo voleva tutto per se, dispose che gli morisse la moglie il 27 marzo 1546 e Francesco si sentì subito portato verso il nuovo Ordine, che tanto contribuiva alla riforma della Chiesa, la Compagnia di Gesù. Non mancavano ostacoli sul suo cammino ad impedirgli di seguire il proposito e per qualche tempo continuò ad amministrare il ducato, che gli era stato affidato, con tatto, disinteresse, sollecitudine per la giustizia, sollecitudine che egli aveva sempre rivelata in tutte le cose, sacrificando tutto piuttosto che omettere quello che la coscienza gli imponeva come dovere. Caritatevole verso i piccoli, i deboli, i malati, devoto agli amici, premuroso dei figli, ai quali insiemecon i consigli dava il più perfetto e luminoso esempio di vita cristiana che essi potessero desiderare.
    Sapeva vivere come un Grande di Spagna quale era, ma soprattutto rivelava una virtù singolare; sapeva farsi temere dai signorotti imbroglioni e senza scrupoli, ma era pronto a perdonare con generosità i suoi nemici.
    Contro l'abitudine del tempo, egli si comunicava tutti i giorni, passava in orazione lunghe ore e non permetteva che divertimenti e giochi in casa sua potessero essere occasione di offendere Dio.
    Il Gesuita.
    Mentre Carlo V pensava a richiamare questo servitore insigne alla corte, egli, per privilegio richiesto a sant'Ignazio, faceva professione solenne il 2 febbraio I548, prima ancora di entrare nella Compagnia di Gesù, che soltanto tre anni dopo doveva aprirgli le porte.
    La sua vita allora fu più raccolta, più mortificata, al punto che sant'Ignazio dovette dargli consigli di essere prudente. La Spagna si mosse al combattimento, ma Francesco invece desiderava una cosa sola: essere dimenticato. Doveva invece predicare, mostrarsi alle folle, che accorrevano a lui, colpite dall'unzione della sua parola e più ancora per l'irradiarsi della sua santità.
    Generale della Compagnia di Gesù.
    Francesco, che era uomo di azione, doveva essere soprattutto uomo di preghiera e nessuno più di lui seppe conservare, in mezzo a preoccupazioni numerose e diverse, tale intensità di vita interiore. La sua giornata era giornata di preghiera, un'orazione continua, tanto il suo sguardo e il suo cuore erano assorti in Dio. Avrebbe voluto vivere una vita del tutto contemplativa, ma Dio lo strappò a questo desiderio e gli diede il primo posto nella Compagnia, che promuoveva la sua maggior gloria con l'apostolato, la predicazione, l'insegnamento. Ed egli si dedicò con zelo, seppe redigere le Regole della Compagnia e le fece pubblicare come fece pubblicare gli Esercizi Spirituali del fondatore sant'Ignazio, portò rimedio a piccoli abusi, assicurò la formazione intellettuale e spirituale dei giovani religiosi, inviò missionari per il mondo e molti ne pose a servizio di san Carlo Borromeo e del Papa san Pio V. Avrebbe voluto essere esonerato dal suo ufficio e andare nei paesi di missione per versarvi il sangue per Cristo, ma il suo sogno non si realizzò. Salutava tuttavia con amore i suoi figli, che in terre lontane soffrivano per la Fede, li consolava con le lettere, li assisteva con la preghiera ed ebbe la gloria di contare fra i suoi figli sessantasei martiri.
    Morì a Roma, appena tornato da un'ambasciata intrapresa per formare una Lega contro i Turchi, sempre minacciosi per la Cristianità. La sua mistica compatriota, la grande santa Teresa d'Avila, già lo salutava come santo.
    VITA. - Francesco nacque il 28 ottobre 1510. Passò l'infanzia e la giovinezza nella pietà e nell'innocenza, esempio luminoso per i parenti e per gli amici. L'esempio fu più grande ancora per la vita cristiana e l'austerità, che seppe conservare prima alla corte di Carlo V e poi quale vice re di Catalogna. La morte dell'imperatrice, dopo quella della sposa, gli rivelò la vanità del mondo e risolvette di abbandonarlo, per entrare nella Compagnia di Gesù. Vi entrò nel 1551 e fu subito ordinato sacerdote. Sant'Ignazio, testimone delle sue virtù lo nominò suo vicario generale per la Spagna e il l2 luglio 1565 fu terzo Generale della Compagnia. Egli aumentò il numero delle case, mandò missionari in Polonia, al Messico, nel Perù, nelle Indie. Le occupazioni numerose non gli impedivano di dedicare lunghe ore alla preghiera, mentre la sua carità lo faceva tutto a tutti e l'umiltà lo portava a compiere i lavori più umili c a rifiutare gli onori che gli erano offerti. Al ritorno da un'ambasciata affidatagli dal Papa, morì a Roma il 30 settembre 1572 e numerosi miracoli rivelarono tosto quanto a Dio era caro. Clemente X lo canonizzò il 21 giugno 1670 con i santi: Gaetano, Filippo Benizi, Luigi Bertram e santa Rosa da Lima.
    L'umiltà.
    "Signore Gesù Cristo, modello della vera umiltà e sua ricompensa, tu che facesti del beato Francesco un tuo glorioso imitatore nel disprezzo degli onori della terra, fa' che imitandoti come egli ti ha imitato, possiamo essere partecipi della sua gloria" (Colletta del giorno).
    Questa è la preghiera che la Chiesa presenta con i tuoi auspici a Cristo. La Chiesa sa che l'intercessione dei Santi è sempre potente presso Dio, ma lo è in modo particolare quando chiedono per i loro devoti la grazia di praticare le virtù che essi hanno praticato.
    Quanto preziosa questa prerogativa, o Francesco, dato che si esercita nel campo della virtù che attira sul mondo tutte le grazie, come assicura al cielo tutte le grandezze! Dopo che l'orgoglio precipitò Lucifero negli abissi e l'abbassamento del Figlio dell'uomo riportò l'uomo oltre i cieli (Fil. 2, 6-11) l'umiltà non ha perduto il suo inestimabile valore, qualsiasi cosa se ne pensi oggi, e resta il fondamento indispensabile di ogni costruzione spirituale o sociale che aspiri a durare; la base senza la quale le altre virtù non sussistono, neppure la carità. Ottieni, o Francesco, che siamo umili, che comprendiamo la vanità degli onori del mondo e dei suoi falsi piaceri. Possa la santa Compagnia che tu, dopo Ignazio hai saputo aumentare ancora di importanza per la Chiesa, custodire prezioso il tuo spirito per crescere sempre nella stima del cielo e nella riconoscenza della terra.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1166-1169.»





    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    10 octobre : Saint François de Borgia, Jésuite (1510-1572) :: Ligue Saint Amédée
    “10 octobre : Saint François de Borgia, Jésuite (1510-1572).”
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    Anniversario della morte di Padre Noël Barbara (25 dicembre 1910 – Tours, 10 ottobre 2002):


    Petit résumé de la vie du R.P Noël BARBARA - Sede Vacante


    “L'Infaillibilité du Magistère ordinaire du Pape, par le rév. Père Barbara.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f1&oe=5C593368
    http://ddata.over-blog.com/xxxyyy/0/...re-du-Pape.pdf



    "FORTS DANS LA FOI"
    FORTES IN FIDE Files
    http://www.the-pope.com/fif.html



    Padre Noël Barbara con Monsignor Marcel Lefebvre e Padre Pio:


    https://2.bp.blogspot.com/-ARvrolMSV...lefebvre+1.jpg



    «L’incontro avvenne dopo la Pasqua del 1967 e durò due(2) minuti. Io ero accompagnato da Fr. Barbara e da un confratello della Congregazione dello Spirito Santo, Frate Felin. Incontrai Padre Pio in un corridoio sulla via del confessionale, mentre era aiutato da due Cappuccini.
    Io gli espressi in poche parole il motivo della mia visita: ero lì per chiedergli di benedire la Congregazione dello Spirito Santo, che era tenuta, così come tutti gli ordini religiosi, a convocare un Assemblea capitolare generale straordinaria, sotto il titolo di “aggiornamento”; assemblea che temevo potesse condurre all’errore…
    Così Padre Pio scoppiò a piangere. “Io, benedire un Arcivescovo? no, no, siete voi che dovreste benedire me!”. E si inginocchiò per farsi benedire. Io lo benedii, Egli baciò il mio Anello e continuò a percorrere la sua strada verso il confessionale.
    Questo è tutto ciò che accadde, niente in più, niente in meno. […]
    Cordialmente vostro in Christo et Maria,
    + Marcello Lefebvre.»






    R. P. Noël Barbara, in memoriam - Sodalitium
    http://www.sodalitium.eu/wp-content/...P.-Barbara.png






    https://forum.termometropolitico.it/...10-2002-a.html
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    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    11 OTTOBRE 2018: FESTA DELLA MATERNITÀ DELLA B. V. MARIA…



    «11 OTTOBRE MATERNITÀ DELLA B. V. MARIA.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 11 ottobre. Maternità della Beata Vergine Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-11ott.htm




    Maternità di B. V. Maria - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/maternita-b-v-maria/
    «11 ottobre, Maternità di B. V. Maria. Maria “Madre di Dio” è un dogma definito dal Concilio di Efeso nel 431.

    “Il 1931 ricorreva il XV centenario del Concilio di Efeso e Pio XI pensò che sarebbe stata “cosa utile e gradita per i fedeli meditare e riflettere sopra un dogma così importante” come quello della maternità divina e, per lasciare una testimonianza perpetua della sua divozione alla Madonna, scrisse l’Enciclica Lux veritatis, restaurò la basilica di S. Maria Maggiore in Roma e istituì una festa liturgica, che “avrebbe contribuito a sviluppare nel clero e nei fedeli la divozione verso la grande Madre di Dio, presentando alle famiglie come modelli, Maria e la sacra Famiglia di Nazareth”, affinché siano sempre più rispettati la santità del matrimonio e l’educazione della gioventù” (dom Prosper Guéranger).»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...A0-300x153.jpg





    Pellegrinaggio a Lourdes (28 - 30 settembre 2018) - Fotogallery - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/pellegrina...8-fotogallery/
    “Foto del pellegrinaggio a Lourdes, 28-29-30 settembre 2018.

    Ne approfittiamo per augurare a tutti un santo mese d’ottobre pieno di fervore nella vera devozione a Maria, l’Immacolata Concezione.
    Recitiamo il Rosario.
    «Questo modo di pregare ha il profumo della semplicità evangelica e richiede l’umiltà dello spirito; sprezzata la quale, come il divin Redentore insegna, ci è impossibile l’acquisto del regno celeste» (Pio XI, Ingravescentibus Malis).
    SEMPLICITÀ E UMILTÀ.”

    http://www.sodalitium.biz/wp-content...6-681x1024.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio – Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    http://www.centrostudifederici.org/o...santo-rosario/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»








    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    «FESTA DELLA DIVINA MATERNITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.

    Come la natura umana in Gesù Cristo è stata elevata ad un'altezza infinita, così in Maria Santissima, Madre di Dio, la persona umana è elevata fino ai confini della divinità, "ad fines divinitatis propria operatione attigit" (Gaetano, in 2.2 q. 103, a. 4. ad. 2) ... La dignità di Madre di Dio, dice il Suarez, è di un ordine superiore a qualsiasi altra creata dignità, o che possa crearsi, appartenendo questa dignità in certo modo all'ordine dell'unione ipostatica con una divina Persona, al quale ordine essa è necessariamente congiunta ... Da questa maternità Maria acquista una certa affinità colle tre Persone della Santissima Trinità, "propinquitatem", come dice san Tommaso. Dopo la unione ipsotatica questa è la più stretta che sia possibile, di modo che nessuna altra creatura più si avvicina a Dio.
    (Gennaro Bucceroni SJ, La Beata Vergine Maria. Considerazioni sopra i misteri della sua vita, Roma, 1913, pp. 139-140)
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6d&oe=5C476282





    “FESTA DELLA DIVINA MATERNITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Doppio di II classe.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 11 ottobre. Maternità della Beata Vergine Maria
    Nell'anno 1931, con plauso di tutto il mondo cattolico, si celebrarono le feste solenni del XV centenario da quando nel Concilio di Efeso, contro l'eresia di Nestorio, sotto la presidenza di san Cirillo Patriarca di Alessandria e Legato di Papa san Celestino I, fu proclamato dai padri conciliari esservi in Gesù Cristo un’unica Persona, quella divina, ed essere la Beata Vergine Maria vera, da cui è nato Gesù, Madre di Dio, in greco Θεοτόκος (Theotókos).

    Il sommo pontefice Pio XI volle, a testimonianza imperitura della sua pietà, che di tale fatto restasse perenne memoria. Pertanto curò con sua munificenza che l'insigne monumento della proclamazione efesina che già esisteva nell'urbe, cioè l'arco trionfale della basilica di santa Maria Maggiore sull'Esquilino, ornato dal suo predecessore Sisto III con meraviglioso mosaico, guastato dal tempo, fosse restaurato insieme con l'ala trasversale della basilica. Descritti poi con la Lettera Enciclica "Lux Veritatis" i lineamenti genuini del concilio ecumenico efesino, spiegò piamente e ampiamente il privilegio ineffabile della divina maternità della beata vergine Maria, affinché la dottrina di un mistero così grande s'imprimesse profondamente nell'anima dei fedeli. Inoltre propose la benedetta fra tutte le donne, Maria madre di Dio e la famiglia di Nazaret quale unico nobilissimo esempio da imitare sia per la dignità e santità del casto matrimonio, sia per la educazione santa da darsi alla gioventù. Infine, affinché non mancasse neppure il ricordo liturgico, ordinò che la festa della Divina Maternità della Beata Vergine Maria, con messa e ufficio proprio, fosse celebrata ogni anno con rito di seconda classe il giorno 11 ottobre.
    Testo completo della Lettera Enciclica "Lux Veritatis":
    Lux Veritatis (25 dicembre 1931) | PIO XI
    • Sermone di san Leone papa.
    Sermone 1 sulla Natività del Signore.

    È scelta una vergine regale, appartenente alla famiglia di David, che, destinata a portare in seno tale santa prole, concepisce il figlio, Uomo-Dio, prima con la mente che col corpo. E perché, ignara del consiglio superno, non si spaventi per una inaspettata gravidanza, apprende dal colloquio con l'angelo quel che lo Spirito Santo deve operare in lei. Ella non crede che sia offesa al pudore il diventare quanto prima genitrice di Dio. Colei a cui è promessa la fecondità per opera dell'Altissimo, come potrebbe dubitare del nuovo modo di concepire? La sua fede, già perfetta, è rafforzata con l'attestazione di un precedente miracolo: una insperata fecondità è data a Elisabetta, perché non si dubiti che darà figliolanza alla Vergine chi già ha concesso alla sterile di poter concepire. Dunque il Verbo di Dio, Dio egli stesso e Figlio di Dio, che «era in principio presso Dio, per mezzo del quale tutto è stato fatto e senza del quale neppure una delle cose create è stata fatta», per liberare l'uomo dalla morte eterna si è fatto uomo.
    Sermone 2 sulla Natività del Signore.
    Gesù Cristo, Signore nostro, fa il suo ingresso nella bassa condizione di questo mondo: discende dalla sede celeste senza, però, allontanarsi dalla gloria del Padre: è generato in un nuovo stato e con novità nella nascita. È nuovo il suo stato, perché, pur rimanendo invisibile nella sua natura è diventato visibile nella natura nostra. Egli che è l'immenso, ha voluto essere racchiuso nello spazio: pur restando nella sua eternità ha voluto incominciare a esistere nel tempo. Inoltre è stato generato con novità nella nascita, perché è stato concepito dalla Vergine ed è nato dalla Vergine senza l'intervento di padre terreno e senza la violazione della integrità della madre. A chi doveva essere il Salvatore degli uomini era conveniente una tale nascita, perché avesse in sé la natura umana e non conoscesse la contaminazione della umana carne. Dunque la sua origine è diversa dalla nostra, ma la sua natura è uguale alla nostra. Il fatto che la Vergine abbia concepito, che la Vergine abbia partorito e poi sia rimasta ancora vergine, certamente è estraneo alla comune esperienza umana, poiché è fondato sulla divina potenza.
    Era necessario che l'integrità di chi nasceva conservasse la nativa verginità della madre, e che l'adombramento della virtù dello Spirito Santo custodisse il sacro recinto del pudore e la sede della santità. Gesù, difatti, aveva stabilito di rialzare la creatura che era precipitata in basso, di rafforzare la creatura conculcata e di donare e accrescere la virtù della castità per cui potesse essere vinta la concupiscenza della carne. Dio ha voluto in tal maniera che la verginità, necessariamente violata nella generazione degli altri uomini, fosse imitabile negli altri con la rinascita spirituale. Il fatto stesso che Cristo abbia scelto di nascere da una vergine, non mostra forse che era mosso da un motivo altissimo? Egli voleva che il diavolo ignorasse la nascita del Salvatore del genere umano; così ignaro dello spirituale concepimento, il maligno non avrebbe pensato a una nascita diversa da quella degli altri uomini, perché lo vedeva non differente dagli altri. Perché questo disegno si attuasse, Cristo, senza intervento di uomo, è stato concepito dalla Vergine, fecondata non dalla unione carnale, ma dallo Spirito Santo. Le madri tutte non concepiscono senza la macchia del peccato; al contrario essa fu purificata dal fatto che concepì.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Bernardo abate.
    Omelia 1 sulla Lode della Vergine e Madre.

    Maria chiamò «figlio» Iddio che è Signore degli angeli. Ella dice: «Figlio, perché ti sei comportato in questo modo?». Quale angelo oserebbe parlare così? Per gli angeli è già molto essere stati fatti e nominati angeli per dono, mentre erano soltanto spiriti per natura. Così dice David: «Egli trasforma gli spiriti in suoi angeli». Maria invece ha la coscienza di esser madre e perciò con molta tranquillità chiama «figlio» quel Dio che gli angeli servono con grande rispetto. Dio stesso non rifiuta di esser chiamato ciò che non rifiutò di diventare. Poco dopo l'evangelista soggiunge: «Era sottomesso a loro». Chi? A chi? Dio, a uomini; ripeto: Dio al quale sono sottomessi gli angeli, al quale obbediscono principati e potestà, lui era sottomesso a Maria.
    Ammira tutte e due le cose e scegli quel che ti sembra più ammirabile: la benignissima condiscendenza del Figlio, o la gloriosissima dignità della Madre. Da ogni parte stupore, da ogni parte miracolo: che un Dio obbedisca a una donna, è umiltà senza esempio; e che una donna comandi a un Dio, è una sublimità senza pari. Uomo, impara ad obbedire; terra, impara a sottostare; polvere, impara a sottometterti. L'Evangelista, parlando del tuo Creatore, dice: «Ed era loro sottomesso»; cioè senza dubbio a Maria e a Giuseppe. Vergognati, cenere orgogliosa! Un Dio si abbassa, e tu ti esalti? Un Dio si assoggetta agli uomini e, tu, cercando di dominare gli uomini, ti metti al di sopra del tuo Creatore?
    Te felice, o Maria, cui non mancò né l'umiltà né la verginità. Verginità davvero singolare quella che non fu macchiata ma anzi fu onorata dalla fecondità. E ancor più singolare umiltà che non fu tolta, ma anzi sublimata dalla feconda verginità. Incomparabile fecondità che s'accompagna alla verginità e all'umiltà. Che cosa trovi in esse che non sia degno di ammirazione? A che cosa puoi paragonarle? Che cosa in esse non è singolare? Sarebbe davvero strano che tu non ti trovassi imbarazzato nel decidere, dopo aver a lungo riflettuto, se è più degna della tua ammirazione la meravigliosa fecondità nella Vergine, o l'integrità nella Madre; la nobiltà nel generare o l'umiltà in un onore così alto. Senza alcun dubbio alle singole virtù occorre preferire l'insieme di esse, ed è, senza confronto, molto meglio averle colte tutte insieme piuttosto che alcune separatamente. Ma c'è forse da meravigliarsi se Dio, che si manifesta e si riconosce mirabile nei suoi santi, più stupendamente si sia manifestato in sua madre? Venerate, dunque, o sposi, l'integrità della carne in un corpo corruttibile; e voi, o vergini sacre, la fecondità nella Vergine. E voi tutti, imitate l'umiltà della Madre di Dio."
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    «11 ottobre 2018: MATERNITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA

    Il titolo di Madre di Dio, fra tutti quelli che vengono attribuiti alla Madonna, è il più glorioso. Essere la Madre di Dio è per Maria la sua ragion d'essere, il motivo di tutti i suoi privilegi e delle sue grazie. Per noi il titolo racchiude tutto il mistero della Incarnazione e non ne vediamo altro che più di questo sia sorgente per Maria di lodi e per noi di gioia. Sant'Efrem pensava giustamente che credere e affermare che la Santissima Vergine Maria è Madre di Dio è dare una prova sicura della nostra fede.
    La Chiesa quindi non celebra alcuna festa della Vergine Maria senza lodarla per questo privilegio. E così saluta la beata madre di Dio nell'Immacolato Concepimento, nella Natività, nell'Assunzione e noi nella recita frequentissima dell'Ave Maria facciamo altrettanto.
    L'eresia nestoriana.
    "Theotókos", Madre di Dio, è il nome con cui nei secoli è stata designata Maria Santissima. Fare la storia del dogma della maternità divina sarebbe fare la storia di tutto il cristianesimo, perché il nome era entrato così profondamente nel cuore dei fedeli che quando, davanti al Vescovo di Costantinopoli, Nestorio, un prete che era suo portavoce, osò affermare che Maria era soltanto madre di un uomo, perché era impossibile che Dio nascesse da una donna, il popolo protestò scandalizzato.
    Era allora vescovo di Alessandria san Cirillo, l'uomo suscitato da Dio per difendere l'onore della Madre del suo Figlio. Egli tosto manifestava il suo stupore: "Mi meraviglia che vi siano persone, che pensano che la Santa Vergine non debba essere chiamata Madre di Dio. Se nostro Signore è Dio, Maria, che lo mise al mondo, non è la Madre di Dio? Ma questa è la fede che ci hanno trasmesso gli Apostoli, anche se non si sono serviti di questo termine, ed è la dottrina che abbiamo appresa dai Santi Padri".
    Il Concilio di Efeso.
    Nestorio non cambiò pensiero e l'imperatore convocò un concilio, che si aprì ad Efeso il 24 giugno 431 sotto la presidenza di san Cirillo, legato del papa Celestino. Erano presenti 200 vescovi i quali proclamarono che "la persona di Cristo è una e divina e che la Santissima Vergine deve essere riconosciuta e venerata da tutti quale vera Madre di Dio". I cristiani di Efeso intonarono canti di trionfo, illuminarono la città e ricondussero alle loro dimore con fiaccole accese i vescovi "venuti - gridavano essi - per restituirci la Madre di Dio e ratificare con la loro santa autorità ciò che era scritto in tutti i cuori".
    Gli sforzi di Satana avevano raggiunto, come sempre, un risultato solo, cioè quello di preparare un magnifico trionfo alla Madonna e, se vogliamo credere alla tradizione, i Padri del Concilio, per perpetuare il ricordo dell'avvenimento, aggiunsero all'Ave Maria le parole: "Santa Maria, Madre di Dio, pregate per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte". Milioni di persone recitano ogni giorno questa preghiera e riconoscono a Maria la gloria di Madre di Dio, che un eretico aveva preteso negare.
    La festa dell'undici ottobre.
    Il 1931 ricorreva il XV centenario del Concilio di Efeso e Pio XI pensò che sarebbe stata "cosa utile e gradita per i fedeli meditare e riflettere sopra un dogma così importante" come quello della maternità divina e, per lasciare una testimonianza perpetua della sua divozione alla Madonna, scrisse l'Enciclica Lux veritatis, restaurò la basilica di S. Maria Maggiore in Roma e istituì una festa liturgica, che "avrebbe contribuito a sviluppare nel clero e nei fedeli la divozione verso la grande Madre di Dio, presentando alle famiglie come modelli, Maria e la sacra Famiglia di Nazareth", affinché siano sempre più rispettati la santità del matrimonio e l'educazione della gioventù.
    Che cosa implichi per Maria la dignità di Madre di Dio lo abbiamo già notato nelle feste del primo gennaio e del 25 marzo, ma l'argomento è inesauribile e possiamo fermarci su di esso ancora un poco.
    Maria sterminio delle eresie.
    "Godi, o Vergine, perché da sola hai sterminato nel mondo intero le eresie". L'antifona della Liturgia insegna che il dogma della maternità divina è sostegno e difesa di tutto il cristianesimo. Confessare la maternità divina è confessare la natura divina e l'umanità del Verbo Incarnato in unità di persona ed è altresì affermare la distinzione delle persone in Dio nell'unità di natura ed è ancora riconoscere tutto l'ordine soprannaturale della grazia e della gloria.
    Maria vera Madre di Dio.
    Riconoscere che Maria è vera Madre di Dio è cosa facile. "Se il Figlio della Santa Vergine è Dio, scrive Pio XI nell'Enciclica Lux veritatis, colei che l'ha generato merita di essere chiamata Madre di Dio; se la persona di Gesù Cristo è una e divina, tutti, senza dubbio, devono chiamare Maria Madre di Dio e non solamente di Cristo uomo. Come le altre donne sono chiamate e sono realmente madri, perché hanno formato nel loro seno la nostra sostanza mortale, e non perché abbiano creata l'anima umana, così Maria ha acquistato la maternità divina per aver generato l'unica persona del Figlio suo".
    Conseguenze della maternità divina.
    "Derivano di qui, come da sorgente misteriosa e viva, la speciale grazia di Maria e la sua suprema dignità davanti a Dio. La beata Vergine ha una dignità quasi infinita, che proviene dal bene infinito, che è Dio, dice san Tommaso. E Cornelio a Lapide spiega le parole di san Tommaso così: Maria è la Madre di Dio, supera in eccellenza tutti gli Angeli, i Serafini, i Cherubini. È la Madre di Dio ed è dunque la più pura e più santa di tutte le creature e, dopo quella di Dio, non è possibile pensare purezza più grande. È Madre di Dio, sicché, se i santi ottennero qualche privilegio (nell'ordine della grazia santificante) Maria ebbe il suo prima di tutti".
    Dignità di Maria.
    Il privilegio della maternità divina pone Maria in una relazione troppo speciale ed intima con Dio, perché possano esserle paragonate dignità create di qualsiasi genere, la pone in un rapporto immediato con l'unione ipostatica e la introduce in relazioni intime e personali con le tre persone della Santissima Trinità.
    Maria e Gesù.
    La maternità divina unisce Maria con il Figlio con un legame più forte di quello delle altre madri con i loro figli. Queste non operano da sole la generazione e la Santa Vergine invece ha generato il Figlio, l'Uomo-Dio, con la sua stessa sostanza e Gesù è premio della sua verginità e appartiene a Maria per la generazione e per la nascita nel tempo, per l'allattamento col quale lo nutrì, per l'educazione che gli diede, per l'autorità materna esercitata su di lui.
    Maria e il Padre.
    La maternità divina unisce in modo ineffabile Maria al Padre. Maria infatti ha per Figlio il Figlio stesso di Dio, imita e riproduce nel tempo la generazione misteriosa con la quale il Padre generò il Figlio nell'eternità, restando così associata al Padre nella sua paternità. "Se il Padre ci manifestò un'affezione così sincera, dandoci suo Figlio come Maestro e Redentore, diceva Bossuet, l'amore che aveva per te, o Maria, gli fece concepire ben altri disegni a tuo riguardo e ha stabilito che Gesù fosse tuo come è suo e, per realizzare con te una società eterna, volle che tu fossi la Madre del suo unico Figlio e volle essere il Padre del tuo Figlio" (Discorso sopra la devozione alla Santa Vergine).
    Maria e lo Spirito Santo.
    La maternità divina unisce Maria allo Spirito Santo, perché per opera dello Spirito Santo ha concepito il Verbo nel suo seno. In questo senso Leone XIII chiama Maria Sposa dello Spirito Santo (Enc. Divinum munus, 9 maggio 1897) e Maria è dello Spirito Santo il santuario privilegiato, per le inaudite meraviglie che ha operate in lei.
    "Se Dio è con tutti i Santi, afferma san Bernardo, è con Maria in modo tutto speciale, perché tra Dio e Maria l'accordo è così totale che Dio non solo si è unita la sua volontà, ma la sua carne e con la sua sostanza e quella della Vergine ha fatto un solo Cristo, e Cristo se non deriva come egli è, né tutto intero da Dio, né tutto intero da Maria, è tuttavia tutto intero Dio e tutto intero di Maria, perché non ci sono due figli, ma c'è un solo Figlio, che è Figlio di Dio e della Vergine. L'Angelo dice: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te. È con te non solo il Signore Figlio, che rivestisti della tua carne, ma il Signore Spirito Santo dal quale concepisti e il Signore Padre, che ha generato colui che tu concepisti. È con te il Padre che fa sì che suo Figlio sia tuo Figlio; è con te il Figlio, che, per realizzare l'adorabile mistero, apre il tuo seno miracolosamente e rispetta il sigillo della tua verginità; è con te lo Spirito Santo, che, con il Padre e con il Figlio santifica il tuo seno. Sì, il Signore è con te" (3a Omelia super Missus est).
    MESSA
    EPISTOLA (Eccli 24,23-31). - Come vite diedi frutti di soave odore, e i miei fiori danno frutti di gioia e di ricchezza. Io sono la madre del bell'amore e del timore, della scienza e della santa speranza. In me ogni grazia della via e della verità, in me ogni speranza di vita e di virtù. Venite a me, o voi tutti che mi bramate, e saziatevi dei miei frutti; perché il mio spirito è più dolce del miele, e il mio retaggio più del favo di miele. Il ricordo di me durerà nelle generazioni dei secoli. Chi mi mangia avrà ancora fame, e chi mi beve avrà ancora sete. Chi mi ascolta non sarà confuso, e chi lavora per me non peccherà; chi mi illustra avrà la vita eterna.
    A buon diritto la Chiesa anche qui applica alla Madonna un testo che è stato scritto con riferimento al Messia. Non è Maria la vera vigna, che ci ha data l'uva generosa, che riceviamo tutti i giorni nell'Eucaristia? Vi è gloria paragonabile a quella di Maria, che, essendo vergine, è divenuta Madre di Dio, senza perdere la verginità? La Chiesa la canta con gioia Madre del bell'amore e ci invita ad accostarci a lei con confidenza, perché in Maria si incontra ogni speranza della vita e della virtù e chi l'ascolta non sarà mai confuso.
    VANGELO (Lc 2,43-51). - In quel tempo: Al ritorno il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, ma i suoi genitori non se ne accorsero. Supponendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di cammino, poi si misero a cercarlo fra i parenti e i conoscenti. Ma non avendolo trovato, tornarono a Gerusalemme in cerca di lui. E avvenne che dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto fra i dottori ad ascoltarli ed interrogarli, mentre gli uditori stupivano della sua sapienza e delle sue risposte. E, vedendolo, ne furono meravigliati. E sua madre gli disse: "Figlio, perché ci hai fatto questo? Vedi, tuo padre ed io, addolorati, andavamo in cerca di te. Egli rispose loro: E perché cercarmi? non sapevate che mi devo occupare di quanto riguarda mio Padre? Ma essi non compresero quanto aveva loro detto. Poi se ne andò con loro e tornò a Nazaret, e stava loro sottomesso.
    L'amore di Gesù per la Madre.
    "Se fosse permesso spingere tanto innanzi l'analisi del suo sviluppo umano, si direbbe che in Gesù, come in altri, vi fu qualcosa dell'influenza della Madre sua. La grazia, la finezza squisita, la dolcezza indulgente appartengono solo a Lui, ma proprio per tali cose si distinguono coloro, che spesso hanno sentito il cuore come addolcito dalla tenerezza materna e lo spirito ingentilito, per la conversazione con la donna venerata e amata teneramente, che si compiaceva iniziarli alle sfumature più delicate della vita. Gesù fu davvero, come lo chiamavano i concittadini, il 'figlio di Maria'.
    Egli tanto ha ricevuto da Maria, perché l'amò infinitamente. Come Dio, la scelse e le donò prerogative uniche di verginità, di purezza immacolata, e nello stesso tempo la grazia della maternità divina; come uomo, l'amò tanto fedelmente che sulla croce, in mezzo alle spaventevoli sofferenze, l'ultimo pensiero fu per lei: Donna, ecco tuo figlio. Ecco tua Madre.
    Ma il doppio amore gli fece scegliere per la madre una parte degnissima di lei. Il profeta aveva preannunziato lui come il servo di Jahvé e la Madre fu la Serva del Signore nell'oblio di sé, nella devozione e nel perfetto distacco: 'vi è più gioia nel dare che nel ricevere'. Cristo, che aveva preso per sé questa gioia, la diede alla Madre e Maria comprese così bene questo dono che nei ricordi d'infanzia segnò con attenzione particolare i rapporti che a un lettore superficiale sembrano duri: 'Perché mi cercavate? Non sapevate che debbo occuparmi delle cose che riguardano il Padre mio?' E più tardi: 'Chi è mia madre, chi sono i miei fratelli?... ' Gesù vuole insegnarci il distacco che da noi esige e darcene l'esempio" (Lebreton, La Vie e l'enseignement de J. C. N. S., p. 62).
    Maria nostra Madre.
    Salutandoti oggi col bel titolo di Madre di Dio, non dimentichiamo che "avendo dato la vita al Redentore del genere umano, sei per questo fatto stesso divenuta Madre nostra tenerissima e che Cristo ci ha voluti per fratelli. Scegliendoti per Madre del Figlio suo, Dio ti ha inculcato sentimenti del tutto materni, che respirano solo amore e perdono" (Pio XI Enc. Lux veritatis).
    "O Vergine tutta santa, è per i tuoi figli cosa dolce dire di te tutto ciò che è glorioso, tutto ciò che è grande, ma ciò facendo dicono solo il vero e non riescono a dire tutto quello che tu meriti" (Basilio di Seleucia, Omelia 39, n. 6, PG 85, 452). "Tu sei infatti la meraviglia delle meraviglie e di quanto esiste o potrà esistere, Dio eccettuato, niente è più bello di te" (Isidoro di Tessalonica, Discorso per la Presentazione di Maria, PG 189, 69).
    Dalla gloria del cielo ove sei, ricordati di noi, che ti preghiamo con tanta gioia e confidenza. "L'Onnipotente è con te e tu sei onnipotente con Lui, onnipotente per Lui, onnipotente dopo di Lui", come dice san Bonaventura. Tu puoi presentarti a Dio non tanto per pregare quanto per comandare, tu sai che Dio esaudisce infallibilmente i tuoi desideri. Noi siamo, senza dubbio, peccatori, ma tu sei divenuta Madre di Dio per causa nostra e "non si è mai inteso dire che alcuno di quelli che sono ricorsi a te sia stato abbandonato. Animati da questa confidenza, o Vergine delle vergini, o nostra Madre, veniamo a te gemendo sotto il peso dei nostri falli e ci prostriamo ai tuoi piedi. Madre del Verbo incarnato, non disprezzare le nostre preghiere, degnati di esaudirle" (san Bernardo).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, Alba, 1959, p. 1170-1176.»
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    «L'11 ottobre 1954 con l'Enciclica "Ad coeli reginam" Papa Pio XII insegna la Regalità universale di Maria Santissima.»
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    “L'11 ottobre 1303 muore Papa Bonifacio VIII Caetani, gloria e difensore del Pontificato Romano.”
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    «L'11 ottobre 1946 Monsignor Alojzije Viktor Stepinac
    viene condannato a sedici anni di lavori forzati da un tribunale titino: "A tutte le accuse che mi sono state mosse rispondo che la mia coscienza è tranquilla. Non intendo difendermi ora, né ricorrere in appello contro la sentenza. Nessuno è tanto ingenuo da non capire che dietro all'accusato Stepinac siede, sul banco degli imputati l'arcivescovo di Zagabria, il metropolita della Croazia, il rappresentante della Chiesa cattolica in Jugoslavia! Sono pronto a morire per la mia fede, per la Chiesa". Pio XII lo creerà Cardinale nel 1953, ma non potrà recarsi a Roma per ricevere la porpora e il titolo. »
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    «L'11 ottobre 1962 si apriva il Concilio Vaticano II, "il 1789 della Chiesa".
    Il concilio di Trento attuò nella Chiesa la sua “controriforma” risollevandola dalla tempesta: e furono i Santi, ad incominciare da San Carlo Borromeo a realizzare tale trasformazione, applicando le direttive, le disposizioni del Concilio, esponendo fedelmente la dottrina. Il Concilio Vaticano II, invece, ha portato finora nella Chiesa soltanto confusione dottrinale, disgregazione disciplinare, sfaldamento in tutti i campi. E i propugnatori di questo Concilio sono non i Santi, i fedeli del popolo ancora sanamente cattolico, ma i contestatori, i “teologi” ribelli, quanti avevano sognato la continuazione della baraonda chiassosa e piazzaiola del periodo conciliare, con l’uso della stampa “laicista”, dalle tinte funeste: ex-preti, ex-religiosi, sacerdoti ribelli, insofferenti ad ogni disciplina ... comunità di base “e simile lordura” (Inf. XI, 60).
    (Mons. Francesco Spadafora, La Tradizione contro il Concilio, Roma, 1989, p. 163).»
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    "Domani, 12 ottobre, si celebra la Festa del Pilar di Saragozza. Luogo miracolosissimo dove avvenne la prima apparizione mariana della storia (addirittura prima dell’Assunzione).

    Himno de la Virgen del Pilar de Zaragoza:
    Virgen Santa - Madre mía
    luz hermosa - claro día
    que la tierra - aragonesa
    te dignaste visitar.
    Este pueblo que te adora,
    de tu amor favor implora
    y te aclama y te bendice
    abrazado a tu Pilar.
    Pilar sagrado, faro esplendente,
    rico presente de caridad.
    Pilar bendito, trono de gloria,
    tú a la victoria nos llevarás.
    Cantad, cantad
    himnos de honor y de alabanza
    a la Virgen del Pilar."
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    http://www.sursumcorda.cloud/
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda

    "11 ottobre 1954. Il popolo cristiano ha sempre creduto a ragione, anche nei secoli passati, che colei, dalla quale nacque il Figlio dell'Altissimo, che "regnerà eternamente nella casa di Giacobbe" (Lc 1,32), (sarà) "Principe della pace" (Is 9,6), "Re dei re e Signore dei signori" (Ap 19,16), al di sopra di tutte le altre creature di Dio ricevette singolarissimi privilegi di grazia. Considerando poi gli intimi legami che uniscono la madre al figlio, attribuì facilmente alla Madre di Dio una regale preminenza su tutte le cose. Si comprende quindi facilmente come già gli antichi scrittori della chiesa, avvalendosi delle parole dell'arcangelo san Gabriele, che predisse il regno eterno del Figlio di Maria (cf. Lc 1,32-33), e di quelle di Elisabetta, che s'inchinò davanti a lei, chiamandola "madre del mio Signore" (Lc 1,43), abbiano, denominando Maria "madre del Re" e "madre del Signore", voluto significare che dalla regalità del Figlio dovesse derivare alla Madre una certa elevatezza e preminenza. Pertanto sant'Efrem, con fervida ispirazione poetica, così fa parlare Maria: "Il cielo mi sorregga con il suo braccio, perché io sono più onorata di esso. Il cielo, infatti, fu soltanto tuo trono, non tua madre. Ora quanto è più da onorarsi e da venerarsi la madre del Re del suo trono!". Da SS Pio XII, Ad caeli reginam
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    «10 ottobre 2002. Moriva il Padre Noël Barbara. Uno dei primi coraggiosi Sacerdoti a considerare pubblicamente la Sede vacante a causa dell'eresia modernista di Montini (Paolo VI) e del "Vaticano Secondo". Fra i principali errori/eresie del "Vaticano Secondo" ricordiamo la Libertà religiosa, l'Ecumenismo, la Collegialità, il Relativismo dogmatico, la Storicizzazione del Magistero, l'esegesi Storico-Critica (e surrogati protestanti), il tentativo di distruzione dell'Ordine sacro e della Santa Messa.
    Padre Noël Barbara riposi in pace!»
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    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Bergoglio, ottobre 2018: Chi pratica aborto è assassino.
    Bergoglio, febbraio 2016: Bonino e Napolitano fra i grandi d'Italia oggi.
    Papa San Pio X, settembre 1907: Il modernismo è confusione, è derisione per la Chiesa, è preludio per l'ateismo.”


    “San Tommaso d’Aquino: «Una cosa può essere considerata possibile considerata in se stessa, mentre riferita a qualcosa di estrinseco risulta impossibile. Dico dunque che è possibile che il giudizio di coloro che presiedono alla Chiesa possa sbagliare in qualsiasi cosa, se si guarda soltanto alla loro persona. Se però si considera la divina provvidenza che dirige la sua Chiesa con lo Spirito Santo affinché non sbagli, come egli stesso promise [Gv 16,10] che lo Spirito che sarebbe giunto avrebbe insegnato tutta la verità, cioè riguardo alle cose necessarie alla salvezza, è certo che è impossibile che il giudizio della Chiesa universale sbagli nelle cose che appartengono alla fede; per cui bisogna stare più alla sentenza del Papa, al quale compete di determinare riguardo alla fede, che proponesse nel suo giudizio, che non all’opinione di qualsivoglia uomo sapiente nella Scrittura, poiché si legge che Caifa, sebbene di nessun valore, tuttavia in quanto pontefice profetizzò anche senza saperlo [Gv 11,51]. Nelle altre sentenze invece, che riguardano fatti particolari, come quando si tratta di possessioni o di crimini o di cose del genere, è possibile che il giudizio della Chiesa sbagli a motivo di falsi testimoni. Ora, la canonizzazione dei santi è intermedia fra queste due cose: poiché tuttavia l’onore che prestiamo ai santi è una certa professione di fede, mediante la quale crediamo la gloria dei santi, bisogna piamente credere che nemmeno in queste cose il giudizio della Chiesa possa sbagliare. RISPOSTA ALLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Pontefice, a cui compete canonizzare i santi, può certificarsi sullo stato di qualcuno mediante l’esame della vita e l’attestazione dei miracoli, e soprattutto mediante l’istinto dello Spirito Santo, che “scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio” [1 Cor 2,10]. 2. La divina provvidenza assiste la Chiesa affinché in tali cose non si inganni a motivo della testimonianza fallibile degli uomini». [Cf. Se tutti i santi che sono stati canonizzati dalla Chiesa siano nella gloria, o alcuni di essi siano nell’inferno, «Quodlibetal Questions», VIII, a. 1; Cf. «Quodlibet …», IX, a. 16].”

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    San Tommaso d'Aquino sta parlando di un altro argomento. Ovvero che il Papa non erra nella canonizzazione. E questa è la sentenza della teologia comune, poi del Pontefice Benedetto XIV. Per conseguenza, quindi la dottrina si deduce e non è necessario esporla in questa sede, quel "Pontefice" che dovesse "canonizzare" un candidato non santo, dimostrerebbe di non essere Papa. Dunque la Chiesa dovrebbe interrogarsi sulla sua autorità con l'inquisizione o con pari misure giuridicamente efficaci.»





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
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    11 octobre : Saint Nicaise et ses Compagnons, Martyrs :: Ligue Saint Amédée
    “11 octobre : Saint Nicaise et ses Compagnons, Martyrs.”
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    11 octobre : Maternité divine de la Sainte Vierge :: Ligue Saint Amédée
    “11 octobre : Maternité divine de la Sainte Vierge.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nite_marie.jpg







    AVE MARIA!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  3. #33
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    12 OTTOBRE 2018: SAN SERAFINO, CONFESSORE; NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DEL PILAR, REGINA DELLA HISPANIDAD…



    «QUARTO ABEUNTE SAECULO.
    EPISTOLA ENCICLICA
    S. S. LEONE XIII
    Ai Venerabili Fratelli Arcivescovi e Vescovi di Spagna, d’Italia e delle Americhe.
    Il Papa Leone XIII. Venerabili Fratelli, salute e Apostolica Benedizione. (...)»
    https://w2.vatican.va/content/leo-xi...e-saeculo.html



    https://www.agerecontra.it/2018/10/c...e-uomo-nostro/


    ?Colombo è uomo nostro? - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/c...o-uomo-nostro/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza Comunicato n. 77/18 del 12 ottobre 2018, Nostra Signora del Pilar.
    “Colombo è uomo nostro” Enciclica “Quarto Abeunte Saeculo” di Leone XIII, 16 luglio 1892.»
    http://www.centrostudifederici.org/w...columbus01.jpg


    Ottobre , mese del Santo Rosario - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/o...santo-rosario/




    San Serafino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-serafino/
    “12 ottobre, San Serafino Confessore (Montegranaro, 1540 – Ascoli Piceno, 12 ottobre 1604).

    “Ad Ascoli, nel Piceno, san Serafino Confessore, dell’Ordine dei Minori Cappuccini, illustre per la santità della vita e per l’umiltà. Dal Sommo Pontefice Clemente decimoterzo fu ascritto nel catalogo dei Santi”.
    «Via, state cheto, state cheto, santino, perché non sono stato io, ma è stato questo Cristo e la tua fede che ti ha guarito! (E a chi lo mortificava): Ah, santino, santino, ti sia dato un pan bianco. Foss’io degno del purgatorio! Io son peccatore. Non ho nulla: ho soltanto il crocifisso e la corona; ma con questi spero di giovare ai frati e di farmi santo!»”
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...no-191x300.png










    http://tradidiaccepi.blogspot.com/

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DEL PILAR, REGINA DELLA HISPANIDAD
    Doppio di I classe.
    Paramenti bianchi.
    Il Martirologio Romano oggi ricorda: «Cæsaraugustæ in Hispania Citeriori Tarraconensi (hodie Aragonia Hispaniæ), festum beatæ Mariæ Virginis de Columna, cœlestis apud Deum Hispaniarum patronæ, quae dum esset adhuc in via ex Epheso illic advenit ad Iacobum Maiorem Apostolum visitandum eiusque animum roborandum in Hispania evangelizanda. - A Saragozza nella Spagna Tarragonese (oggi Aragona di Spagna), la festa della Madonna del Pilar, patrona celeste delle Spagne, la quale, essendo ancora nello stato di viatrice, vi venne da Efeso per visitare l’Apostolo Giacomo il Maggiore e confortare il suo animo nell’opera dell’evangelizzazione della Spagna».
    Il Pilar, che si conserva nella omonima chiesa di Saragozza, è quella colonnina di alabastro che la Vergine Santissima, ancora vivente in Efeso (o a Gerusalemme), consegnò all'Apostolo san Giacomo che evangelizzava le Spagna, apparendogli in bilocazione presso Saragozza, il 2 gennaio dell'anno 40. Poiché nel giorno della festa della Virgen del Pilar, 12 ottobre 1492, Cristoforo Colombo, agli ordini dei Re Cattolici delle Spagne, scopriva il Nuovo Mondo, aprendo la porta della Fede a una moltitudine di pagani, Pio XII stabilì la medesima Virgen del Pilar Patrona della Hispanidad.
    • La festa «pilarica» del 12 ottobre è la giornata della hispanidad: la giornata della Spagna e di tutte le nazioni di lingua e cultura spagnola.
    Il più antico santuario non solo della Spagna, ma probabilmente della cristianità tutta è quello della «Beata Vergine del Pilar»
    a Saragoza, che da secoli chiama milioni di pellegrini.
    La tradizione vuole che la cappella primitiva venisse costruita da san Giacomo il Maggiore verso il 40 d.C. in memoria della prodigiosa apparizione della Vergine, giunta in bilocazione da Gerusalemme a Saragoza per confortare l’apostolo molto deluso dei risultati della sua predicazione. Il «Pilar» è la colonna di alabastro sulla quale la Madonna avrebbe posato i piedi.
    Alcuni mistici, come la venerabile Maria d’Agreda, confermarono questa antica narrazione attraverso le loro visioni e rivelazioni.
    Storicamente, comunque, è provato che la chiesa di «Sancta Maria intra muros» a Saragoza esisteva ancora prima dell’invasione araba, avvenuta nel 711. Il monaco Aimoinus, giunto in Spagna nell’anno 855 alla ricerca delle reliquie di san Vincenzo, scrisse che «la chiesa dedicata alla Vergine a Saragozza era la madre di tutte le chiese della città, e che san Vincenzo vi aveva esercitato le funzioni di diacono al tempo del vescovo Valerio». Nel 1118 Saragoza, liberata dal dominio musulmano, ritornò capitale del Regno di Aragona e nel 1294 «Santa Maria del Pilar» venne restaurata ed ampliata.
    Al tempo dell’unificazione della Spagna, avvenuta nel XV secolo, per opera del re di Aragona Ferdinando il Cattolico e della regina Isabella di Castiglia, sua sposa, il culto della «Madonna del Pilar» si affermò in campo nazionale e con la scoperta dell’America il culto raggiunse anche il Nuovo Mondo. Nel 1492, infatti, avvenne la cacciata definitiva dei Saraceni dalla Spagna mentre Cristoforo Colombo si avviava, alla sua stessa insaputa, alla scoperta dell’America con le tre caravelle di cui una si chiamava proprio Santa Maria. Ma non basta, la terra del Nuovo Mondo venne trovata il 12 di ottobre, festa della Madonna del Pilar.
    Nel 1640 un miracolo eccezionale. Un giovane di 17 anni, Miguel-Juan Pellicer di Calanda, conducendo un giorno un carro aggiogato a due muli, cadde dalla cavalcatura andando a finire sotto una ruota del carro che gli spezzò la tibia della gamba destra. Soccorso immediatamente si ritenne urgente l’amputazione della gamba stessa a circa quattro dita dalla rotula. Prima dell’operazione il giovane si era recato al Santuario del Pilar per fare le sue devozioni e ricevere i sacramenti; subito dopo l’intervento era ritornato a ringraziare la Madonna per averlo tenuto in vita. Non potendo più lavorare si unì agli altri mendicanti che domandavano l’elemosina fuori dalla chiesa; intanto, ogni volta che veniva rinnovato l’olio delle 77 lampade d’argento accese nella Cappella della Vergine, egli si strofinava con quell’olio la sua piaga, benché il medico avesse sconsigliato quel procedimento perché avrebbe ritardato la cicatrizzazione del moncherino. Miguel-Juan tornò a Calanda e con una gamba di legno ed una gruccia mendicò anche nei paesi limitrofi.
    Il 29 marzo 1640 rientrò a casa e dopo aver invocato la Madonna del Pilar si addormentò. Al mattino, svegliandosi, si ritrovò con due gambe: la gamba destra, amputata da due anni e cinque mesi era segnata al polpaccio dalle stesse cicatrici presenti già prima dell’infortunio. Venne subito istituita una Commissione d’inchiesta, nominata dall’arcivescovo e nel corso di accurati accertamenti la gamba sepolta nel cimitero dell’ospedale non fu più trovata. La fama dell’eccezionale miracolo fu causa della realizzazione del grandioso Santuario attuale, iniziato nel 1681 e consacrato il 10 ottobre 1872.
    All’inizio della navata centrale è situata la «Santa Cappella», dove si venera una piccola statua della Vergine con il Bambino del XIV secolo, la quale poggia i piedi sul «Pilar» ricoperto di bronzo e argento, e che viene rivestita con manti diversi a seconda dei tempi liturgici e delle circostanze. Tale immagine fu incoronata il 20 maggio 1905 con una corona tempestata da circa diecimila perle preziose e fu solennemente benedetta da papa san Pio X.
    Il Museo del Pilar, custodito nella Sacristia de la Virgen è ricco di oggetti preziosi fra cui i manti della statua, che spesso sono stati richiesti da illustri moribondi che desideravano morire sotto il manto come avvenne per re Alfonso XIII, morto in esilio a Roma nel 1941.
    Una devozione tutta speciale alla Madonna del Pilar di Saragozza appartenne al presbitero francese Guillaume-Jospeh Chaminade. (...) Nel 1797 venne arrestato e condannato all’esilio, fu così che decise di trasferirsi a Saragozza grazie all’intensa devozione che lo legava alla Madonna. Per vivere modellava statuette e il resto del tempo lo trascorreva in preghiera inginocchiato davanti all’immagine miracolosa della Vergine del Pilar. Proprio in una di tali meditazioni la Madonna lo illuminò sulla sua nuova missione: la fondazione, che avverrà nel 1817, di un nuovo Ordine religioso chiamato la «Società di Maria».
    Autore: Cristina Siccardi
    PROPRIUM MISSÆ PRO REGNIS HISPANIARUM
    (Proprio della Messa per i Regni delle Spagne)”
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    «NOVENA AL CUORE IMMACOLATO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DI FATIMA, REGINA DEL SACRATISSIMO ROSARIO
    in occasione del 101° anniversario dell'ultima apparizione del Cuore Immacolato di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima in cui avvenne il miracolo del sole.»
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    «MESE DI OTTOBRE: MESE DEL SACRATISSIMO ROSARIO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.»
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    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    12 ottobre, S. Vergine del Pilar, venerata a Saragozza, patrona della Spagna e di tutta l' 'Hispanidad".
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
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    «“Colombo è uomo nostro”. Enciclica Quarto Abeunte Saeculo di Leone XIII, 16/7/1892. Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza - Comunicato n. 77/18 del 12 ottobre 2018, Nostra Signora del Pilar.»







    http://www.radiospada.org/
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    «Il 12 ottobre, già dedicato al Pilar di Saragozza, la Santissima nostra Signora è pure venerata sotto il titolo dell’Immacolata Concezione di Aparecida, la cui Effigie fu ripescata dal mare dai tre pescatori Domingos Garcia, Filipe Pedrosa e João Alves nel 1717. San Pio X nel 1904 decretò che la statua fosse solennemente e canonicamente incoronata. Pio XI, Pontefice Massimo, il 16 luglio 1930, la costituì e proclamò speciale Patrona del Brasile. Nossa Senhora da Conceição Aparecida è anche Generalissima dell'Esercito del Brasile.»

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    “12 ottobre, si celebra la Festa del Pilar di Saragozza. Luogo miracolosissimo dove avvenne la prima apparizione mariana della storia (addirittura prima dell’Assunzione).
    Himno de la Virgen del Pilar de Zaragoza:

    Virgen Santa - Madre mía
    luz hermosa - claro día
    que la tierra - aragonesa
    te dignaste visitar.
    Este pueblo que te adora,
    de tu amor favor implora
    y te aclama y te bendice
    abrazado a tu Pilar.
    Pilar sagrado, faro esplendente,
    rico presente de caridad.
    Pilar bendito, trono de gloria,
    tú a la victoria nos llevarás.
    Cantad, cantad
    himnos de honor y de alabanza
    a la Virgen del Pilar."
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    «Quando la Madonna del Pilar restituì la gamba a Miguel Juan Pellicer
    https://www.radiospada.org/2018/10/q...juan-pellicer/
    Il 12 ottobre si festeggia Nostra Signora del Pilar (della Colonna), Patrona della Hispanidad.

    Il 2 gennaio dell’anno 40 di Gesù Cristo, la Vergine Maria ancora in vita, apparve “en su carne mortal”all’Apostolo san Giacomo Maggiore presso Saragozza. Confortò Ella l’Apostolo del suo Figlio, deluso per lo scarso esito della sua predicazione, e gli consegnò una colonnina di alabastro che tuttora si venera presso la meravigliosa Basilica del Pilar a Saragozza, nella Camera Angelica (uno speciale Angelo presiede infatti alla sua custodia). La Madonna nel consegnare il Pilar promise: “L’eccelso Re ha prescelto questo posto affinché in esso gli innalzi un tempio, dove sotto il titolo del mio nome il suo sia magnificato e dove i suoi tesori siano comunicati con abbondanza; egli darà libero corso alle sue antiche misericordie a vantaggio dei credenti e questi per mezzo della mia intercessione le otterranno, se le domanderanno con autentica confidenza e pia devozione. Da parte sua prometto loro enormi favori e la mia protezione, perché questa deve essere mia abitazione e mia eredità. In testimonianza di ciò, questo Pilastro con sopra la mia immagine resterà qui e durerà con La Santa Fede sino alla fine dei tempii”. E la storia conferma questa promessa materna: grazie infinite e miracoli insigni si operarono e tuttora si operano! Tra questi portenti, eccelle senza alcun dubbio il miracolo di Calanda – ossia la gamba di Juan Miguel Pellicer, amputata nel 1637 e reintegrata il 29 marzo 1640 – il cui decreto di riconoscimento di seguito riportiamo per propagare la potenza della Madre di Dio e Madre nostra, Onnipotente per grazia.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4b&oe=5C5ED9DF





    SENTENZA DELL’ARCIVESCOVO DI SARAGOZZA,
    DON PEDRO APAOLAZA RAMIREZ,
    DETTATA IL 27 APRILE DEL 1641,
    CON LA QUALE SI DICHIARA MIRACOLOSA
    E OTTENUTA PER INTERCESSIONE DI NOSTRA SIGNORA
    DEL PILAR
    LA RESTITUZIONE A MIGUEL JUAN PELLICER,
    DI CALANDA, DELLA GAMBA DESTRA
    AMPUTATA E SEPOLTA
    DA DUE ANNI E CINQUE MESI.
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    IN NOMINE DOMINI. AMEN

    Sappiamo tutti che il giorno 27 aprile dell’anno 1641 dalla Nascita del Signore, nella città di Saragozza, innanzi all’Illustrissimo e Reverendissimo signor Don Pedro Apaolaza, per Grazia di Dio e della Sede Apostolica Arcivescovo di Saragozza, Consigliere del Re etc., in un processo e causa innanzi al suddetto Illustrissimo e Reverendissimo Arcivescovo, pendente, presso la Curia, ed avente per titolo “Processo degli Illustrissimi Signori Giurati del Consoglio e dell’Università della Città di Saragozza ai fini di accertare un miracolo”, su istanza e supplica dei dottori Felipe Bardaxì e Gil Fuster, dottori in utroque jure e di Miguel Ciprés, notaio causidico, persone nominate dai succitati Illustrissimi Signori Giurati e dal Consiglio di questa Città per istruire questo processo; il detto Illustrissimo e Reverendissimo Arcivescovo, mio Signore, ha redatto per iscritto, letto e promulgato una sentenza del seguente tenore:
    CHRISTI AC BEATAE VIRGINIS MARIAE DE PILARI
    NOMINIBUS INVOCATIS
    Noi, Don Pedro de Apaolaza, per grazia di Dio e della Sede Apostolica Arcivescovo di Saragozza, Consigliere del Re etc., abbiamo preso visione di tutto il procedimento che si è svolto ad istanza degli Illustrissimi Signori Giurati del Consiglio e dell’Università di questa Città di Saragozza, prestando attenzione, indagando con diligenza e ricercando con maturità le questioni dal processo riguardate.
    Consta dal suddetto processo che Dio Ottimo Massimo, che è glorioso nei Suoi Santi e meraviglioso nella Sua Maestà; le Cui ineffabili altezza e prudenza non hanno limiti, né possono essere circoscritte entro alcun termine, e che con il Suo retto giudizio dirige le realtà celesti e quelle terrene; e che, sebbene innalzi tutti i Suoi servi, li copra di grandi onori o li immetta nel possesso della beatitudine celeste, tuttavia, per dare a chi ne è degno ciò che ha meritato, innalza con maggiori onori, remunera con più ricchi premi chi riconosce più degno e chi è raccomandato dalla maggiore eccellenza dei meriti: volle che Colei che è esaltata sopra i cori degli Angeli, il cui trono è posto accanto a quello di Dio, e alla Cui destra è assisa vestita d’oro, cioè la Vergine Maria Sua Madre, fosse onorata con un miracolo avvenuto ai nostri giorni.
    Risulta infatti che nell’Ospedale Generale di Santa Maria della Grazia, sito in questa città, a Miguel Juan Pellicer, nativo di Calanda, di questo Arcivescovado, a causa di un infortunio, fu recisa e amputata la gamba destra, poi affidata alla terra del cimitero del detto Ospedale due anni e vari mesi prima delle deposizioni dei detti testimoni, come dichiararono i testimoni 1, 5 e 7 in merito agli articoli 11 e 12.
    Risulta anche, dalle dichiarazioni di cinque testimoni chiamati a deporre, e precisamente i testi 8, 9, 10, 12 e 13, in merito agli articoli 21 e 22, che la stessa notte in cui si dice che sia avvenuto il miracolo, che era uno degli ultimi giorni di marzo dell’anno scorso 1640, un’ora prima che il detto Juan Miguel Pellicer si ritirasse a dormire per terra, i detti testimoni videro la cicatrice della gamba tagliata e con le proprie mani la toccarono e la palparono.
    Consta che, poco dopo che il citato Miguel Juan andò a coricarsi, i testi 8 e 13, che sono i genitori del detto Miguel, entrando nella stanza lo trovarono addormentato, con due gambe, e pieni di meraviglia gridarono per risvegliare il detto Miguel, e al loro urlo il testimone 12, che era rimasto fuori accanto al fuoco, ivi entrando trovò il detto Miguel che poco prima aveva visto con una sola gamba, con due gambe; e che, interrogato il detto Miguel dai suoi genitori su come ciò fosse potuto accadere, rispose che non lo sapeva.
    Tuttavia [rispose] che non appena si fu adagiato sul suo giaciglio, preso da un sonno profondo, sognava di essere nella cappella della Vergine Maria del Pilar, e di ungersi con l’olio di una lampada, e credeva che ciò fosse avvenuto ad opera della Vergine, a cui si era affidato pienamente, e veramente di cuore, mentre si stava coricando. Ciò visto, il teste 12 (come afferma egli stesso in merito all’articolo 23) chiamò i testi 9 e 10, che erano i vicini (di casa) e che con lui e i genitori del detto Miguel avevano visto che questi aveva una sola gamba e gli avevano toccato la cicatrice della gamba amputata; costoro, tornando a casa di Miguel, lo videro con due gambe, e ne rimasero meravigliati, come essi stessi attestano nelle loro deposizioni sui detti articoli, dalle quali deposizioni degli otto testimoni risulta nel modo più assoluto sia la mancanza della gamba di Miguel, sia la sua reintegrazione.
    Risulta anche l’identità della sua persona, attestata dalla maggior parte dei testi escussi in merito all’art. 29; nonché l’identità della gamba, che è la stessa che gli fu amputata, come si evince dai segni indicati dal detto Miguel e dai testimoni, e ritrovati sulla stessa gamba; come appare dalle deposizioni dei testimoni 8, 10, 13 sull’art. 24, e testimoni 5, 8, 11 e 13 sull’art. 30.
    Consta anche dalla deposizione di numerosi testimoni che il giorni seguente vi fu un grande afflusso di popolo per vedere la gamba restituita in modo miracoloso al detto Miguel; e che per ringraziare Dio lo accompagnarono in chiesa, ove fu celebrato il Sacrificio della Messa in ringraziamento; e dove tutto il popolo vide il detto Miguel che camminava e che lodava Dio, che confessò i suoi peccati e che riceveva il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia; e che si riempirono di stupore e di meraviglia per ciò che gli era accaduto, perché riconoscevano che quegli era il giovane con una gamba sola che fino a poco tempo fa chiedeva l’elemosina; come si narra negli Atti degli Apostoli di quello storpio dalla nascita guarito miracolosamente da san Pietro.
    Risultano inoltre, da numerose testimonianze in merito all’art. 6 e altri, la virtù e i buoni costumi dello stesso Miguel; la sua carità, tale che per aiutare i suoi genitori bisognosi si trasferì da questa città di Saragozza a Calanda; a cui giunse con grande fatica e ivi e per i luoghi d’intorno, raccoglieva elemosine per sostenere sé e i suoi genitori; e tutto ci dà ragione di un sì grande beneficio che il Signore gli ha concesso: poiché Dio dà la grazia agli umili.
    Risulta, infine, l’affetto, la fede e la speranza del detto Miguel nei riguardi della Madre di Dio e Vergine del Pilar; come si evince dalla deposizione del medesimo sull’art. 9, ove afferma che, non appena giunto in questa città per ottenere la guarigione della sua gamba, si diresse nella chiesa di Santa Maria del Pilar, e lì confessò i suoi peccati e ricevette il salutare sacramento dell’Eucaristia prima di presentarsi all’Ospedale Generale per cercare di essere risanato. E in merito all’art. 11 afferma che, nel dolore e nei momenti dell’amputazione e della cauterizzazione della gamba, invocava sempre e con tutto il cuore la suddetta Vergine, si affidava a Lei e implorava il suo aiuto.
    E, con riguardo all’art. 13, afferma che, induritasi un poco la cicatrice della ferita, ancor debole di forze tanto da non poter provvedere a se stesso, camminando con una gamba di legno, giunse, mosso dalla devozione alla Vergine a quel tempio del Pilar; e ringraziò per aver recuperato la salute, e offrì di nuovo alla Vergine se stesso e la sua vita.
    E sull’art. 15, in modo conforme a quanto deposto dal primo teste, disse che, per il dolore che pativa nel moncone della gamba amputata, andava alla cappella della Vergine del Pilar e si ungeva con l’olio di una delle lampade lì presenti; e che, avendo riferito ciò al Professor Estanga, maestro chirurgo del detto Ospedale, primo teste in questo processo, questi gli rispose che tale unzione nuoceva alla guarigione della sua ferita per via dell’umidità dell’olio, fatta salva la fiducia in quanto poteva operare la Vergine; ma non per questo il detto Miguel smise di ungersi, ogni qualvolta gliene si offriva l’occasione.
    E sebbene alcune delle surriportate cose si evincano dalla sola deposizione di Miguel , è tuttavia da reputare che siano degne di fede, perché depone su di un fatto proprio e non si tratta di una questione da cui può derivarne danno a qualcuno, ancor più quando si tratta di un miracolo, che, come tale, talora può essere provato anche mediante la testimonianza di una sola persona: circostanza che comunque non si dà in questo caso, in quanto il fatto, da cui risulta il miracolo, è provato da più testi concordi.
    Da tutto ciò risulta che, nella questione qui trattata, sia possibile ritrovare tutti gli elementi che si richiedono per la natura e l’essenza di un vero miracolo. Si tratta invero di un fatto, opera di Dio su preghiera della Beata Vergine del Pilar a cui si affidò di cuore il detto Miguel Juan, che trascende l’ordine di tutta la natura creata. Questa non è in grado infatti di reintegrare una gamba recisa e amputata. Ed è anche per rafforzare la nostra fede, poiché, ancorché siamo (già) fedeli, la fede può aumentare, come dice San Luca nel cap. 17: “Adauge nobis fidem”, e san Marco nel cap. 9 “Credo, Domine, sed adiuva incredulitatem meam”. Ha predisposto (Dio) un simile fatto per accrescere la carità dei fedeli e per aumentare la devozione del popolo cristiano, perché si conservi nella stessa fede. E questo ancorché sia opinione di molti che non faccia parte dell’essenza del miracolo che questo produca un aumento di fede. E, infine, il fatto fu operato in un istante; invero, in un tempo così breve, come è stato dimostrato nel processo, il detto Miguel fu visto prima senza una gamba e poi con questa; quindi non si vede come si possa dubitare di ciò.
    Ne a ciò osta quanto il detto Miguel e la maggior parte dei testimoni hanno deposto in merito all’art. 26, e cioè che il detto Miguel non fu in grado di rendere stabile immediatamente il suo piede. Aveva infatti i nervi e le dita dei piedi contratti e quasi inservibili, e non si sentiva il normale calore nella gamba, che appariva di colore cadaverico e non era né lunga né grossa quanto l’altra: tutte cose che sembrano ripugnare l’essenza del miracolo, sia perché non avvenne in un istante, sia perché una realtà così imperfetta non sembra poter venire da Dio, che non conosce opere imperfette.
    Allora, a ciò si risponde che l’istantaneità fa parte del miracolo solo in quelle cose che la natura compie a poco a poco. È il caso, ad esempio, della guarigione di un febbricitante; che, per sapere se sia stata miracolosa, si può dire che non vi è altro segno che la sua istantaneità; infatti, la natura può ottenere ciò anche con il decorso del tempo, senza miracolo; e, nel dubbio, bisogna giudicarla una guarigione naturale, perché il miracolo deve essere oltre le possibilità di tutta la natura creata.
    Ma quando la natura non può compiere un’operazione né in un istante né a poco a poco, allora, ancorché il fatto non sia avvenuto in un istante, lo si deve ritenere un miracolo, come nel nostro caso. È invero certo che la natura non può in alcun modo reintegrare nella sua pristina situazione chi è stato amputato di una gamba, poiché non si può ritornare dalla privazione all’originario stato di natura.
    Pertanto, se fu visto il detto Miguel con una gamba sola, mentre ora ne ha due, ciò è avvenuto per miracolo, perché era naturalmente impossibile; e se non fu (subito) perfetto lo stato di salute della gamba reintegrata, ciò non ripugna alla essenza del miracolo, perché ciò che era miracoloso (e cioè la restituzione della gamba al detto Miguel) avvenne in modo perfetto ed istantaneo. Per quanto concerne le altre cose, ossia il calore, l’estensione e la scioltezza nello sforzo, il recupero delle energie e della forza, non era necessario che ciò avvenisse miracolosamente. Infatti, la natura può fare tutto ciò, e così, anche se non avvennero in un istante, non per questo si può dire che non vi sia stato un miracolo. Oppure si può dire che, anche se Dio onnipotente e misericordioso poteva restituire in un istante e in perfette condizioni la gamba, tuttavia, come dice la glossa al capitolo VIII di San Matteo (in realtà San Marco, ndr): Chi poteva essere guarito con una sola parola è sanato poco a poco (si parla del cieco nato) per rendere manifesta la profondità dell’umana cecità, che a malapena, e quasi con passi successivi, ritorna alla luce, e ci mostra la Sua Grazia, con la quale sostiene ogni aumento della nostra perfezione. Oppure diciamo che in questo caso non vi fu una successione di miracoli, ma una pluralità: infatti, così come nel cap. VIII di Matteo (Marco) Cristo Signore ha voluto con un solo miracolo ridare la vista in modo confuso al cieco, e con un altro miracolo volle perfezionare la vista di costui, affinché potesse vedere in modo chiaro, così che ciò che si poteva con un primo miracolo fu compiuto per mezzo di due miracoli; non diversamente nel nostro caso, Dio avrebbe ben potuto concedere nel medesimo istante al detto Miguel una perfetta guarigione; ma tuttavia volle con un miracolo restituirgli la gamba, ancorché debole e più corta dell’altra, e con un altro miracolo, dopo tre giorni, volle che alla gamba così reintegrata si estendesse il calore naturale, che i nervi e le dita si distendessero, e infine che divenisse uguale all’altra. Così che non vi fu una successione temporale di miracoli, ma una sorta di divisione, o di moltiplicazione del miracolo, di modo che ciò che poteva farsi con uno solo, fu compiuto con due o più di due; forse, per manifestare che era avvenuto su preghiera della Beata Vergine del Pilar, in quanto solo dopo che il detto Miguel andò a visitarla, la salute gli fu restituita nel pristino stato, mettendo così in evidenza la fede e devozione del detto Miguel, e così favorendo (anche) la nostra.
    Né infine è di ostacolo il fatto che al detto Miguel sia rimasto qualche dolore, poiché non è contrario alla natura del miracolo se nella liberazione (dal male) appaia un dolore, o che questo rimanga in colui che è stato miracolosamente guarito: come ben si evince dal cap. IX di San Marco, ove lo spirito [immondo], a un comando del Signore, esce da una persona sorda e muta, gridando e scuotendola fortemente, tanto da ridurla a così mal partito da sembrare morta, e morti dicevano che fosse morta. Per cui, non è contrario all’essenza del miracolo né il fatto che in colui che è guarito rimanga una debolezza del corpo o di qualche suo membro, un gonfiore o un qualche indurimento; né che ciò avvenga anche per mezzo o con l’aiuto della natura, o con qualche medicina umana.
    Perciò considerate tutte queste e altre cose, con il consiglio degli infrascritti illustrissimi Dottori sia di Sacra Teologia, sia di Diritto Pontificio, affermiamo, pronunziamo e definiamo che a Miguel Juan Pellicier, nativo di Calanda, di cui si è trattato in questo processo, fu restituita miracolosamente la gamba destra che in precedenza gli era stata amputata; e che non è stato un fatto operato dalla natura, ma opera mirabile e miracolosa; e che si deve giudicare e tenere per miracolo, concorrendo tutte le condizioni richieste dal Diritto perché si possa parlare di un vero prodigio. Pertanto lo ascriviamo tra i miracoli e come tale lo approviamo, dichiariamo e autorizziamo e così diciamo.
    PETRUS, ARCHIEPISCOPUS
    Don Antonio Xavierre, Priore di Santa Cristina
    Dottor Virto de Vera, Arciprete di Saragozza
    Dottor Diego Chueca, Canonico Magistrale di Saragozza
    Dottor Martin Iribarne, Canonico Lettore di Saragozza
    Dottor Felipe de Bardaxì, Professore primario di Sacri Canoni
    Dottor Juan Perat, Canonico della Santa Chiesa Metropolitana e Vicario Generale e Ufficiale
    Dottor Juan Plano del Frago, Ufficiale
    Fra Bartolomè Foyas, Provinciale dell’Ordine di san Francesco
    Dottor Domingo Cebriàn, Cattedratico Primario di Teologia
    E questa definitiva sentenza, così emanata e promulgata, fu accettata, lodata e approvata dai sopra citati, lodati e approvati dottori Felipe de Bardaxì e Miguel Ciprès, a istanza e supplica dei quali, l’Illustrissimo e Reverendissimo Signore, l’Arcivescovo, concesse loro copia e lettere di notifica della suddetta sentenza. Con tutta e ognuna delle anzidette cose fu composto questo documento pubblico alla presenza di Bartolomè Claudio e di Francisco Aznar, sacerdoti residenti a Saragozza, chiamati e scelti come testimoni di tutto quanto sopra riportato
    Firmato da me, notai ANTONIO ALBERTO ZAPORTA, domiciliato in Saragozza, e, per autorità apostolica, ovunque occorra pubblico ufficiale e del processo soprascritto, al quale fui presente, notaio attuario.
    (A cura di Giuliano Zoroddu. Da Vittorio Messori, Il Miracolo, Milano, 2010 (I ed. 1998), pp. 247-254)»





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    http://www.corriere.it/foto-gallery/...bcdc6c35.shtml
    "Il 12 ottobre è l'anniversario della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo. Il 3 agosto 1492 Colombo, nato a Genova nel 1451, lascia il porto spagnolo di Palos, con 3 barche: la Niña, la Pinta e la Santa Maria."


    https://it.wikipedia.org/wiki/Cristoforo_Colombo
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    «Cominciai a navigare per mare ad un'età molto giovane, e ho continuato fino ad ora. Questa professione crea in me una curiosità circa i segreti del mondo. Durante gli anni della mia formazione, studiai testi di ogni genere: cosmografia, storie, cronache, filosofia e altre discipline. Attraverso questi scritti, la mano di nostro Signore aprì la mia mente alla possibilità di navigare fino alle Indie, e mi diede la volontà di tentare questo viaggio. Chi potrebbe dubitare che questo lampo di conoscenza non fosse l'opera dello Spirito santo?»
    (Cristoforo Colombo, Libro delle profezie, 67).
    “Cristoforo Colombo (in latino: Christophorus Columbus, in spagnolo: Cristóbal Colón, in portoghese: Cristóvão Colombo; Genova, fra il 26 agosto e il 31 ottobre 1451 – Valladolid, 20 maggio 1506) è stato un esploratore e navigatore italiano, cittadino della Repubblica di Genova prima e suddito del Regno di Castiglia poi. È stato tra i più importanti navigatori che presero parte al processo di esplorazione delle grandi scoperte geografiche a cavallo tra il XV e il XVI secolo. (...)
    Secondo le poche testimonianze del suo aspetto aveva dei capelli biondi ardenti, carnagione chiara leggermente lentigginosa, alto più di 1,80 m, con occhi chiari, azzurri o grigi. All'esposizione mondiale di Colombo del 1893 vennero messi in mostra 71 suoi ritratti, rappresentanti Colombo con capelli rossi o biondi, che nella realtà diventarono brizzolati relativamente presto, occhi chiari e un colorito della pelle chiaro reso rosso dalla prolungata esposizione al sole.(...)"
    https://upload.wikimedia.org/wikiped...o_Columbus.jpg





    https://w2.vatican.va/content/leo-xi...e-saeculo.html
    «QUARTO ABEUNTE SAECULO
    EPISTOLA ENCICLICA
    SI S.S. LEONE XIII
    Ai Venerabili Fratelli Arcivescovi e Vescovi di Spagna, d’Italia e delle Americhe.
    Il Papa Leone XIII. Venerabili Fratelli, salute e Apostolica Benedizione.

    Allo spirare del quarto secolo dal giorno in cui, auspice Iddio, un uomo Ligure approdò, primo fra tutti, di là dell’Oceano Atlantico a lidi sconosciuti, i popoli sono lieti di celebrare con sentimenti di gratitudine la memoria di quel fatto, e di esaltarne l’autore. Certamente non si saprebbe trovare agevolmente un motivo più degno di questo d’infervorare gli animi e destare entusiasmo. Infatti, l’impresa in se stessa è la più grande e meravigliosa di quante mai se ne videro nell’ordine delle cose umane: e colui che la portò a compimento non è paragonabile che a pochi di quanti furono grandi per tempra d’animo e altezza d’ingegno. Un nuovo mondo sorse per merito suo dall’inesplorato grembo dell’Oceano: centinaia di migliaia di creature vennero dall’oblio e dalle tenebre a integrare la famiglia umana; dalla barbarie furono condotte alla mansuetudine ed alla civiltà: e quel che infinitamente più importa, da perdute che erano, furono rigenerate alla vita eterna mercé la partecipazione dei beni che Gesù Cristo procurò.
    L’Europa, percossa allora dalla novità e dal miracolo dell’inatteso portento, a poco a poco si rese conto di quanto essa doveva a Colombo allorché le colonie stabilite in America, le comunicazioni incessanti, la reciprocità dei servizi e l’esplicarsi del commercio marittimo diedero impulso poderosissimo alle scienze naturali, alle ricchezze comuni, con incalcolabile valorizzazione del nome Europeo.
    Fra così varie manifestazioni onorifiche e in questo concerto di rallegramenti non conviene che la Chiesa rimanga muta, dato che essa, secondo il suo costume e il suo carattere, approva volentieri e si sforza di promuovere tutto ciò che appare onesto e lodevole. Vero è che la Chiesa serba i suoi particolari e massimi onori all’eroismo delle più eminenti virtù morali in quanto ordinate alla salvezza eterna delle anime, ma non per questo misconosce né tiene in poco conto gli altri eroismi: ché anzi si compiacque sempre di tributare onore con grande volontà ai benemeriti della società civile, e a quanti vivono gloriosi nella memoria dei posteri. Infatti Iddio è bensì mirabile soprattutto nei suoi santi: ma il marchio del divino valore rifulge anche in coloro nei quali brilla una certa forza superiore d’animo e di mente, in quanto la luce del genio e la sublimità d’animo giungono agli uomini soltanto da Dio Padre e Creatore.
    Ma oltre a queste ragioni di ordine generico, abbiamo motivi del tutto particolari di voler commemorare con riconoscenza l’immortale impresa. Infatti Colombo è uomo nostro. Per poco che si rifletta al precipuo scopo onde si condusse ad esplorare il mar tenebroso, e al modo che tenne, è fuor di dubbio che nel disegno e nella esecuzione dell’impresa ebbe parte principalissima la fede cattolica: in modo che in verità per questo titolo tutto il genere umano ha obbligo non lieve verso la Chiesa.
    Impavidi e perseveranti esploratori di terre sconosciute e di più sconosciuti mari, prima e dopo di Cristoforo Colombo, se ne contano parecchi. Ed è giusto che la fama, memore delle opere benefiche, celebri il nome loro, in quanto riuscirono ad allargare i confini delle scienze e della civiltà, a crescere il pubblico benessere: e ciò non a lieve costo, ma a prezzo di faticosi sforzi di volontà e sovente di gravissimi pericoli.
    C’è tuttavia gran differenza fra essi e l’uomo di cui parliamo. La nota caratteristica che distingue Colombo sta in questo, che nel solcare e risolcare gli spazi immensi dell’Oceano, egli mirava a cose maggiori e più alte degli altri. Non che egli non fosse spinto dal nobilissimo desiderio di conoscere, né di bene meritare della famiglia umana; non che egli disprezzasse la gloria, i cui stimoli di solito sono più acuti nel petto dei grandi, o che tenesse in poco conto la speranza di propri vantaggi; ma sopra tutte queste ragioni umane prevalse il lui il sentimento della religione dei padri suoi, dalla quale egli prese senza dubbio l’ispirazione e la volontà dell’impresa e spesso, nelle supreme difficoltà, trasse motivo di fermezza e di conforto. Risulta infatti che egli intese e volle intensamente questo: aprire la via al Vangelo attraverso nuove terre e nuovi mari.
    Tale cosa può sembrare poco verosimile a coloro che, concentrando ogni loro pensiero entro i confini del mondo sensibile, rifiutano di credere che si possa guardare a cose più alte.
    Ma, al contrario, a méta più eccelsa amano per lo più aspirare le anime veramente grandi, perché sono meglio disposte ai santi entusiasmi della fede divina. Colombo aveva certamente unito lo studio della natura allo zelo della pietà, e aveva profondamente formati mente e cuore secondo i princìpi della fede cattolica. Perciò, persuaso per argomenti astronomici e antiche tradizioni, che al di là del mondo conosciuto dovevano pure estendersi dalla parte d’occidente grandi spazi terrestri non ancora esplorati, immaginò popolazioni sterminate, avvolte in tenebre deplorevoli, perdute dietro cerimonie folli e superstizioni idolatriche. Riteneva estremamente penoso che si potesse vivere secondo consuetudini selvagge e costumi feroci; peggio ancora in quanto non conoscevano cose della massima importanza e ignoravano l’esistenza del solo vero Dio. Onde, pieno di tali pensieri, si prefisse più che altro di estendere in occidente il nome cristiano, i benefìci della carità cristiana, come risulta evidentemente da tutta la storia della scoperta. Infatti, quando ai re di Spagna, Ferdinando ed Isabella, propose la prima volta di voler assumere l’impresa, ne chiarì lo scopo spiegando che “la loro gloria vivrebbe imperitura ove consentissero di recare in sì remote contrade il nome e la dottrina di Gesù Cristo”. E non molto dopo, soddisfatto nelle proprie richieste, dichiara che egli “domanda al Signore di far sì che con la divina sua grazia i re [di Spagna] siano perseveranti nella volontà di propagare il Vangelo in nuove regioni e nuovi lidi”. A mezzo lettera chiede dei missionari al Pontefice Massimo Alessandro VI: “al fine — come egli stesso scrive — di diffondere in tutto il mondo, con l’aiuto di Dio, il sacrosanto nome di Gesù Cristo e il Vangelo”. Riteniamo dovesse sovrabbondare di giubileo allorché, reduce dal primo viaggio dalle Indie, scriveva da Lisbona a Raffaello Sanchez: “Doversi rendere a Dio grazie infinite per avergli largito sì prospero successo. Che Gesù Cristo s’allieti e trionfi qui sulla terra, come s’allieta e trionfa nei cieli, essendo prossima la salvezza di tanti popoli, il cui retaggio sino ad ora fu la perdizione”.
    Che se a Ferdinando e ad Isabella egli suggerisce di non permettere se non a cristiani cattolici di navigare verso il nuovo mondo e avviare commerci con gli indigeni, la ragione è che “il disegno e l’esecuzione della sua impresa non ebbe altro scopo che l’incremento e l’onore della religione cristiana”.
    E ciò comprese appieno Isabella, ella che assai meglio di ogni altro aveva saputo leggere nella mente del grande: è anzi fuor di dubbio che quella piissima regina, di mente virile e di animo eccelso, ebbe ella stessa il medesimo scopo. Aveva scritto infatti di Colombo che egli avrebbe affrontato coraggiosamente il vasto Oceano “al fine di compiere un’impresa di gran momento per la gloria di Dio”. E a Colombo medesimo, reduce dal secondo viaggio, scrive: “essere egregiamente impiegate le spese che ella aveva fatte per la spedizione delle Indie, e che farebbe ancora, in quanto ne seguirebbe la diffusione del cattolicesimo”.
    Dall’altro canto, se si prescinde da un motivo superiore alle cose umane, donde avrebbe potuto egli attingere perseveranza e forza per affrontare e sostenere tutto ciò che fu obbligato a sopportare e a soffrire fino all’ultimo? Intendiamo le opposizioni dei dotti, i rifiuti da parte dei prìncipi, i rischi dell’Oceano in tempesta, le veglie incessanti, fino a smarrirne più d’una volta la vista; aggiungansi le battaglie coi selvaggi, i tradimenti di amici e compagni, le scellerate congiure, le perfidie degli invidiosi, le calunnie dei malevoli, le immeritate catene. All’enorme peso di tante sofferenze egli avrebbe dovuto senz’altro soccombere, se non lo avesse sostenuto la consapevolezza della nobilissima impresa, feconda di gloria alla cristianità, di salute a milioni d’anime.
    Impresa, intorno alla quale fanno splendida luce gli avvenimenti successivi. Infatti Colombo scoprì l’America mentre una grave procella veniva addensandosi sulla Chiesa: sicché, per quanto è lecito a mente umana di congetturare dagli eventi le vie della divina Provvidenza, l’opera di quest’uomo, gloria della Liguria, sembra fosse particolarmente ordinata da Dio a ristoro dei danni che la cattolicità avrebbe poco dopo patito in Europa.
    Chiamare gl’Indiani al cristianesimo era senza fallo opera e compito della Chiesa. La quale, fin dai primordi della scoperta, pose mano al suo ininterrotto compito d’amore, e continuò e continua tuttora a farlo, come ultimamente fino all’estrema Patagonia.
    Nondimeno persuaso di dover precorrere e spianare la via all’evangelizzazione e tutto compreso da questo pensiero, Colombo coordinò ogni suo atto a tal fine, nulla quasi operando se non ispirandosi alla religione e alla pietà. Rammentiamo cose a tutti note, ma preziose a chi voglia penetrare ben addentro nella mente e nel cuore di lui. Costretto ad abbandonare, senza avere nulla concluso, il Portogallo e Genova e voltosi alla Spagna, fra le pareti di un monastero egli viene maturando l’alto disegno, confortato da un monaco Francescano. Dopo sette anni, giunto finalmente il giorno di imbarcarsi per l’Oceano, prima di partire si preoccupa di fare le cose necessarie per purificarsi l’anima: supplica la Regina del cielo che protegga l’impresa e guidi la rotta: e non comanda di sciogliere le vele se non dopo avere invocato la Santissima Trinità. Avanzatosi quindi in alto mare, fra l’infuriare dei marosi e il tulmutuare dell’equipaggio, mantiene inalterata la serenità del suo animo confidando in Dio. Attestano il suo proposito gli stessi nuovi nomi imposti alle nuove isole: in ciascuna di esse, appena postovi il piede, adora supplichevole Iddio onnipotente, e non ne prende possesso che in nome di Gesù Cristo. Dovunque approdi, il primo suo atto è di piantare sulla spiaggia la Croce: e dopo aver tante volte, al rombo dei flutti muggenti, inneggiato in alto mare al nome santissimo del Redentore, lo fa risuonare egli per primo nelle isole da lui scoperte: e perciò alla Spagnuola dà inizio alla costruzione di una chiesa cominciando le feste popolari con cerimonie religiose.
    Ecco dunque ciò che Colombo intese e volle nell’avventurarsi, per tanto spazio di terra e di mare, in regioni inesplorate e incolte fino a quel giorno: esse però in fatto di civiltà, di notorietà e di forza salirono poi velocemente a quell’alto grado di progresso che ognuno vede.
    La grandezza dell’avvenimento e la potenza e la varietà dei benefìci che ne derivarono impongono il ricordo grato e la glorificazione del personaggio. Ma è doveroso, innanzi tutto, riconoscere e venerare singolarmente gli alti decreti di quella mente eterna alla quale ubbidì, consapevole strumento, lo scopritore del nuovo mondo.
    Per celebrare degnamente e in armonia con la verità storica le solennità Colombiane, è dunque opportuno che allo splendore delle pompe civili si accompagni la santità della religione. Per cui, come già al primo annuncio della scoperta furono rese a Dio immortale, provvidentissimo, pubbliche grazie prima di tutti dal Pontefice Massimo, così ora nel festeggiare la memoria dell’auspicatissimo evento stimiamo doversi fare la stessa cosa.
    Perciò disponiamo che il giorno 12 ottobre, o la domenica susseguente, se così giudicherà opportuno l’Ordinario del luogo, nelle Chiese Cattedrali e collegiate di Spagna, d’Italia e delle Americhe, dopo l’ufficio del giorno, sia cantata solennemente la Messa de Sanctissima Trinitate.
    Confidiamo che, oltre alle popolazioni sopra nominate, per iniziativa dei Vescovi si faccia la stessa cosa nelle altre, essendo conveniente che tutti concorrano a celebrare con pietà e riconoscenza un avvenimento che tornò utile a tutti.
    Intanto come auspicio dei divini favori e pegno della Nostra paterna benevolenza a voi, Venerabili Fratelli, al clero e al popolo vostro impartiamo affettuosamente la Benedizione Apostolica.
    Dato a Roma, presso San Pietro, il 16 luglio 1892, anno decimoquinto del Nostro Pontificato.
    LEONE PP. XIII»





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    12 octobre : Saint Wilfrid, Évêque d'York (634-709) :: Ligue Saint Amédée
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    AVE MARIA!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    13 OTTOBRE 2018: SANT’EDOARDO III, RE D'INGHILTERRA E CONFESSORE; 101° ANNIVERSARIO DEL MIRACOLO DEL SOLE E DELL' ULTIMA APPARIZIONE A FATIMA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA, REGINA DEL SACRATISSIMO ROSARIO…



    «RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XII
    PREGHIERA PER LA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA E DEL GENERE UMANO AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA*»
    Radiomessaggio al Portogallo: preghiera per la Consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria (31 ottobre 1942) | PIO XII
    http://w2.vatican.va/content/pius-xi...mmaculata.html







    http://www.cmri.org/pictures/fatima-...eb-ad-full.jpg
    http://www.cmri.org/fatima-conference.shtml
    «Join us for the 2018 National Fatima Conference Mount St. Michael in Spokane, WA
    October 10 - 14, 2018
    POPE PIUS XII: THE POPE OF FATIMA.»
    http://www.cmri.org/pictures/fatima-conf-collage.jpg




    Pio XII e Fatima, l?appunto segreto sul ?miracolo del sole? ? Papa Pio XII
    http://www.papapioxii.it/pio-xii-e-f...colo-del-sole/
    «Pio XII e Fatima, l’appunto segreto sul “miracolo del sole”.»
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    https://www.agerecontra.it/tag/miracolo-del-sole/

    https://www.agerecontra.it/2016/11/m...sole-a-fatima/

    https://www.agerecontra.it/2018/10/1...tutti-credano/
    "13/10/1917 il Miracolo del Sole a Fatima, perché tutti credano."

    https://www.agerecontra.it/category/arai-daniele/

    https://www.agerecontra.it/2017/10/1...isto-in-terra/
    «13/10/17: PREGHIAMO LA S. VERGINE PER AVERE IL PAPA, VICARIO DI CRISTO IN TERRA.
    L’ANALISI di Matteo Castagna

    La Polonia della grande devozione popolare mariana ha nuovamente dato una lezione al resto del mondo, in particolare a quell’Europa secolarizzata, atea e liberale che rigetta la Regalità Sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e non si piega a nessuna evidenza soprannaturale, facendo finta di non vedere i segni dei tempi, attraverso “armi di distrazione di massa”. Ci uniamo a quella santa devozione popolare, nel nostro piccolo, con la preghiera del S. Rosario, l’astinenza ed il digiuno (a pane e acqua) per penitenza verso i nostri peccati e quelli contro Dio, per chiedere la Grazia di un Papa, che manca dal 1958, ovvero dalla morte di Pio XII.
    Oggi, nell’anno del centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, in particolare nell’anniversario del miracolo del sole, il cattolico può dare un segno visibile della sua Fede, minata da ogni parte.
    Il 13 Ottobre del 1917 la Santa Vergine disse ai tre pastorelli:«Bisogna che tutti si convertano, che domandino perdono dei loro peccati e che non offendano più Nostro Signore che è troppo offeso». Subito dopo, davanti a circa 70.000 persone raccolte alla “Cava de Ira” in Portogallo, il sole cominciò a roteare, a cambiare di colore, a danzare nel cielo e poi ad avvicinarsi alla Terra come se stesse per precipitarvi. Questo fenomeno, che nessun osservatorio astronomico ha registrato, e perciò non naturale, è stato costatato da persone di tutte le categorie e classi sociali, credenti e miscredenti, giornalisti dei principali giornali portoghesi, e ancora da individui distanti parecchi chilometri dal luogo dove avveniva; il che sfata ogni spiegazione di illusione collettiva.
    Quanto è successo nella Chiesa Cattolica dopo Pio XII evoca il grande inganno visto dal Profeta Geremia: “Cose spaventose e strane sono successe in terra: i profeti profetavano menzogne e i sacerdoti li applaudivano con le loro mani; e il mio popolo ha amato queste cose. Che castigo verrà dopo tutto questo? (Gr 5, 30-31).
    L’attuale degrado sociale e la scristianizzazione fanno da contraltare a quanto richiesto dalla Madonna a Fatima. I grandi segni non si riferiscono a episodi isolati o a fatti locali, ma a situazioni gravi e universali, dove convergono valanghe di eresie, di errori sociali, di ideologie politiche perverse (social-comunismo e liberalismo, prodotti della Massoneria) che, basati sulla superbia e sulla concupiscenza umana, hanno per unico antidoto la Legge divinamente rivelata, e perciò l’autorità divina. Tale lotta dei nostri tempi è preannunciata nel Messaggio di Fatima; ma poiché il Messaggio fu tenuto segreto per quarant’anni in Vaticano, per poi subire un’oscura manipolazione, solo ora possiamo riconoscere quale città, tempo e bersaglio finale esso indicava.
    Si può dire che l’unica interpretazione possibile della visione del Terzo Segreto di Fatima, ossia del Papa cattolico che col suo seguito fedele viene tolto di mezzo, ha tre precisi riscontri storici: la città è Roma, capitale della Cristianità (meta, proprio quest’anno e per questo motivo del Pellegrinaggio natalizio di “Christus Rex”), il tempo è il periodo intorno al 1960 e il bersaglio è il Papato.
    La cosiddetta “Chiesa conciliare”, edificata sulle distorsioni moderniste del Magistero della Chiesa, operate dai chierici come Roncalli e Montini, pretende di conciliare l’inconciliabile nell’abbraccio col mondo, coniugando il cristianesimo con i principi della Rivoluzione francese e del comunismo. Saranno, poi, chierici come Wojtyla e Ratzinger a spingere tale inconciliabilità all’abbraccio col liberalismo, con l’ateismo e, per conseguenza diretta, con il protestantesimo. Bergoglio, in piena e rozza continuità coi predecessori sul piano dottrinale modernista e sul piano politico liberal-comunista, pare dare il colpo di grazia, nell’abbraccio mortale della conciliazione ufficiale con l’immoralità.
    Ecco preti e religiosi “aggiornati” ripudiare la secolare dottrina della Chiesa, per predicare, in luogo del Vangelo di Cristo, “il nuovo presunto Vangelo che il comunismo bolscevico ed ateo annunzia all’umanità quasi messaggio salutare” (Pio XI, Divini Redemptoris); in luogo della Redenzione di Cristo, la “redenzione falsa” di Marx (ibid.), in luogo della speranza soprannaturale cristiana, le “fallaci promesse” di un “Paradiso, che è di questa terra” (ibid.); in luogo della giustizia e della fratellanza cristiana, “uno pseudo-ideale di giustizia, di uguaglianza e di fratellanza” (ibid.), che in realtà è arido egualitarismo e collettivismo; in luogo della carità cristiana, un buonismo sciocco e molto interessato a Mammona; in luogo della predicazione della Verità, che è solo Cristo (Via, Verità e Vita e pietra angolare) il relativismo ecumenico, per la gioia di ogni Loggia e ogni nemico di Gesù, della Sua Santissima Madre, dei Santi, della Tradizione, della Chiesa Cattolica, mater et magistra.
    I nuovi “salvatori” clericali sostengono di voler combattere l’errore appropriandosene, anziché opponendogli la verità. Il “tradimento metafisico” legalizzato al Concilio Vaticano II fu il tradimento del clero. E questo non va mai dimenticato. La crisi nella Chiesa è la crisi del clero. Non viene mai detto abbastanza e a sufficienza, così la portata di essa non viene compresa fino in fondo e si fa più fatica a comprendere quanto il nemico sia abile a costruire anche delle “false opposizioni”, per sedurre i buoni. Dai loro frutti le riconoscerete! Sebbene, prevenire sia sempre meglio che curare… Ai Suoi fedeli, non a caso, Dio chiede di essere “scaltri come i serpenti” e non pecoroni storditi ed accomodati nella menzogna o nell’ipocrisia clericalista.
    I Papi, per la loro missione di testimoniare Gesù Cristo e di convertire anime e nazioni alla Fede, hanno sempre rivendicato la libertà della Chiesa. A ciò è ordinata la diplomazia vaticana, i cui prelati devono accettare il martirio piuttosto che fare compromessi in nome di una generica libertà religiosa. Erano ben consapevoli di ciò Papa Pacelli e prelati come Slipyj e Mindszenty che, proprio perché intransigenti su tal punto, sono stati rimossi da Montini.
    Il 31 ottobre 1942 Pio XII, in ossequio alla richiesta della Vergine di Fatima (ma senza la partecipazione dei vescovi), consacrava il mondo al Cuore Immacolato di Maria, col radiomessaggio Benedicite Deum caeli: “Regina della Pace, pregate per noi e date al mondo in guerra la pace, che i popoli sospirano: la pace della verità, nella giustizia, nella carità di Cristo. Dategli la pace delle armi e la pace delle anime, affinché nella tranquillità dell’ordine si dilati il Regno di Dio”. Purtroppo venne lasciato solo da un Vaticano che continuava la politica diplomatica con le grandi potenze e le modalità richieste dalla Santa Vergine Maria non trovarono il riscontro richiesto. Morto Papa Pacelli, l’intransigenza dottrinale e la vera carità con la vera missione evangelizzatrice per la “Pax Christi in Regno Christi” sono state sostituite dal continuo, odioso, inutile e melenso mantra del dialogo, che, infatti ha peggiorato ogni situazione, ponendo Verità ed errore sullo stesso piano, così da annullare l’errore, incistandolo nella Verità. E’ così che, oggi, nel mondo abbiamo un piccolo gregge di chierici e laici integralmente Cattolici, rimasti quindi fedeli, che rappresenta la Chiesa Cattolica nella sua dimensione visibile e una nuova Chiesa, con la sua nuova religione legittimata al Concilio Vaticano II, che occupa i Sacri Palazzi, fino al Soglio che fu di San Pietro.
    Leggere cosa dica la Madonna anche a La Salètte, altro argomento di cui si parla poco, forse perché la Santa Vergine è particolarmente dura col clero, è, invece, cosa salutare in questi tempi di rovine e di decadenza. Preghiamo, dunque, tutti i giorni, in particolare oggi, per avere la Grazia del ritorno del Papa, affinché Dio possa, attraverso la mediazione della Madonna di Fatima, riportare l’ Ordine, scacciando gli impostori. Per il bene delle anime, per il bene dell’umanità.»
    http://www.agerecontra.it/wp-content...II-copia-2.jpg








    «13 OTTOBRE SANT' EDOARDO, RE E CONFESSORE.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 13 ottobre. Sant'Edoardo, re e confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13ott.htm



    https://forum.termometropolitico.it/...ghilterra.html
    https://forum.termometropolitico.it/...onfessore.html



    Sant'Edoardo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santedoardo/
    «13 ottobre, Sant’Edoardo, Confessore (Islip, 1002 – Westminster, 5 gennaio 1066), Re d’Inghilterra.
    “Sant’Edoardo, Re degl’inglési e Confessore, il quale si addormentò nel Signore il cinque Gennaio, ma si festeggia principalmente in questo giorno, per la Traslazione del suo corpo”.

    “Tu rappresenti il popolo in cui Gregorio il Grande vide l’emulo degli Angeli, tanti sono i re santi, le vergini illustri, i grandi vescovi, i monaci celebri che fecero la sua gloria e sono oggi la tua corte. Mentre tu e i tuoi regnate per sempre nel ciclo, giudicando le nazioni e dominando i popoli (Sap. 3, 8), le dinastie dei tuoi successori di quaggiù, invidiando la Chiesa, favorendo lo scisma e l’eresia, si sono spenti, l’uno dopo l’altro, resi sterili dalla collera di Dio, in una vana fama della quale il libro della vita non conserva traccia. Come sono migliori e più durevoli, o Edoardo, i frutti della tua santa verginità! Insegnaci a vedere nel mondo presente la preparazione dell’altro, che non finisce, a stimare gli avvenimenti umani solo in ragione dei loro risultati eterni” (Dom Prosper Guéranger).»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-207x300.jpg





    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    Oratorio Sant'Ambrogio ? Milano ? Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)
    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    Don Floriano Abrahamowicz celebrerà la SANTA MESSA alla "Domus Marcel Lefebvre" di Paese (TV) stasera sabato 13 Ottobre 2018 alle ore 19.30 nel 101° anniversario dell'ultima apparizione della Madonna a Fatima:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»







    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1a&oe=5C5EE03B





    «XIII OTTOBRE A.D. 1917 - MIRACOLO DEL SOLE A FATIMA
    "Laudate eum, sol et luna;
    laudate eum, omnes stellæ et lumen."
    (Psalmi CXLVIII, 3)»

    «NOVENA AL CUORE IMMACOLATO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA DI FATIMA, REGINA DEL SACRATISSIMO ROSARIO in occasione del 101° anniversario dell'ultima apparizione del Cuore Immacolato di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima in cui avvenne il miracolo del sole.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2e&oe=5C55F2C4





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...14&oe=5C5B0E23





    «MESE DI OTTOBRE: MESE DEL SACRATISSIMO ROSARIO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...08&oe=5C4C11C0


    «SANT'EDOARDO III D'INGHILTERRA
    Re e Confessore.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 13 ottobre. Sant'Edoardo, re e confessore
    Sant'Edoardo III nacque a Islip in Oxfordshire, contea dell'Inghilterra, l'11 febbraio 1003 circa. Discendente di sant’Edoardo II Martire (962-978), fu Re degli Angli dal 1042 alla morte, richiamato in patria - era stato esiliato assieme alla famiglia - dalla nobiltà.
    In tempi turbolentissimi, regnò per circa un quarto di secolo con perfetta tranquillità, grazie alla sua clemenza verso i suoi nemici personali, mercè la sua mitezza verso il popolo che liberò da ogni tributo esoso, e mercè le sue sapientissime leggi. Fu di carattere dolcissimo e senza alcuna ambizione di potere, tanto che il suo regno si segnalò per la pace e la prosperità che Dio volle concedere. Fu zelantissimo della Religione, devotissimo alla Chiesa Romana e padre dei poveri. Infatti, favorì tutte le pie istituzioni, o fondandone delle nuove o arricchendo le esistenti, quale la celebre abbazia di Westminster, che riparò e dotò largamente di redditi. Ebbe un culto particolare per san Giovanni Evangelista, ed era solito di nulla negare a chi gli domandava in suo nome. E una volta che il santo, sotto lacera veste, gli domandava l'elemosina in suo nome, egli, non trovandosi denaro, si trasse l'anello dal dito e glielo diede; ma l'Apostolo non molto dopo lo rese al santo Re, palesandosi e avvertendolo della prossima fine. D'accordo colla sua sposa, Edith del Wessex, praticò la più assoluta verginità anche nel matrimonio. Celebrandosi la dedicazione della chiesa annessa all'abbazia di Westminster si ammalò e rese la bell’anima il 5 gennaio 1066. Alessandro III lo canonizzò il 17 febbraio 1161. I resti del re santo vennero trasferiti nell’Abbazia di Westminster con una cerimonia solenne officiata dall’arcivescovo san Tommaso Becket il 1163. Il beato Innocenzo XI nel 1689 estese la festa a tutta la Chiesa.
    • Edoardo, soprannominato il Confessore, nipote di sant'Edoardo Re e Martire, ultimo re degli Anglo-Sassoni, e che il Signore mostrò in un'estasi a Britoaldo, persona santissima, che sarebbe stato re, a dieci anni cercato a morte dai Danesi che devastavano l'Inghilterra, fu costretto ad esulare presso lo zio, il duca di Normandia. Là, tra le seduzioni del vizio addimostrò tale integrità di vita e innocenza di costumi, da essere a tutti d'ammirazione. Fin d'allora si vide risplendere in lui una pietà meravigliosa verso Dio e le cose divine, e fu di carattere dolcissimo e senza alcuna ambizione di potere. Di lui si ricorda questa frase: Amar piuttosto, rimaner privo del regno, se non l'avesse potuto ottenere senza strage e sangue.
    Morti i tiranni che avevano tolto ai suoi fratelli e la vita e il regno, fu richiamato in patria. Dove, preso possesso del regno per desiderio e col plauso di tutti, si dedicò interamente a far scomparire le traccia di risentimenti e di inimicizie, cominciando dalle cose sacre e dalle chiese, alcune costruendole dalle fondamenta, altre restaurandole e arricchendole di rendite e privilegi; badando sommamente a rialzare e far rifiorire la religione. Pressato dai grandi del regno a prender moglie, è affermazione di tutti gli scrittori, che conservò, nel matrimonio, la verginità colla sua sposa. Ebbe tanta fede e amore verso Cristo, da meritare di vederlo più volte, durante la celebrazione della Santa Messa, con volto raggiante di dolcezza e splendore divino. Per la grande generosità, lo si chiamava sovente il padre degli orfani e degli indigenti, e mai era più lieto che allorquando aveva vuotati i tesori reali a sollievo dei poveri.
    Dotato del dono di profezia previde soprannaturalmente molte cose riguardanti lo stato futuro d'Inghilterra; e, cosa fra tutte memoranda, conobbe miracolosamente, lo stesso momento che avveniva, la morte di Suenone, re dei Danesi, sommerso nel mare mentre s'imbarcava per andare a invadere l'Inghilterra. Ebbe un culto particolare per san Giovanni Evangelista, ed era solito di nulla negare a chi gli domandava in suo nome. E una volta che il santo, sotto lacera veste, gli domandava l'elemosina in suo nome, egli, non trovandosi denaro, si trasse l'anello dal dito e glielo diede; ma l'Apostolo non molto dopo lo rese a Edoardo, avvertendolo in pari tempo della prossima fine. Quindi il re, indette delle preghiere per sé, morì piissimamente il giorno preciso predettogli dall'Evangelista, e cioè il 5 Gennaio, nell'anno del Signore 1066. Illustrato da miracoli, Papa Alessandro III l'iscrisse, un secolo dopo, nell'albo dei Santi. Innocenzo XI poi ordinò di onorarne la memoria con Ufficio pubblico in tutta la Chiesa il giorno stesso in cui, trentasei anni dopo la sua morte, il suo corpo, nella traslazione che se ne fece, fu ritrovato incorrotto esalante soave odore.
    SANTA MESSA
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia sui Vangeli.
    La lettura del santo Vangelo, fratelli carissimi, è chiara. Ma affinché, per la sua stessa semplicità, non sembri a qualcuno troppo elevata, esaminiamola brevemente in modo che la sua esposizione sia chiara per quelli che la ignorano, senza essere gravosa per quelli che la conoscono. Il Signore dice: "Siano cinti i vostri fianchi". Noi cingiamo i fianchi, quando freniamo con la continenza i movimenti della carne. Ma poiché è poco astenersi dal male, se ciascuno non si applica ancora, e con assidui sforzi, a fare il bene, subito si aggiunge: "e le lucerne siano accese nelle vostre mani". Noi teniamo in mano le lucerne accese, quando diamo al nostro prossimo con le buone opere esempi che lo illuminano. A proposito di tali opere il Signore dice: "La vostra luce risplenda davanti agli uomini, affinché essi vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli".
    Sono due quindi le cose che vengono comandate: cingere i fianchi e tenere le lucerne: cioè la castità deve risplendere nel nostro corpo e la luce della verità nelle nostre opere. Infatti l'una cosa senza l'altra non può assolutamente essere gradita al nostro Redentore; né colui che compie opere buone, finché non abbandoni le sozzure della lussuria, né colui che eccelle per la sua castità ma non si esercita nelle opere buone. Né la castità dunque è una grande virtù senza le opere buone, né le opere buone possono valere qualcosa senza la castità. Ma anche se si osservano i due comandamenti, rimane il dovere, per chiunque si tratti, di tendere con la speranza alla patria superna e di non star lontano in alcun modo dai vizi soltanto per l'onore di questo mondo.
    "E voi siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni dalle nozze, per aprirgli subito appena giungerà e picchierà alla porta". Il Signore in verità viene quando si affretta al giudizio; picchia poi quando, con gli affanni della malattia, ci avverte che ormai la morte è vicina. Noi gli apriamo subito, se lo riceviamo con amore. Non vuole infatti aprire al giudice che picchia, colui che ha paura di uscire dal corpo e ha timore di vedere questo giudice, che ricorda di aver disprezzato. Ma chi è tranquillo per la sua speranza e per il suo modo di agire, apre subito a chi picchia, perché accoglie con gioia il giudice; e, quando è vicino il tempo della morte, egli si rallegra pensando ad una gloriosa retribuzione.»
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    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»

    “La prima Messa celebrata sul suolo americano alla presenza di Cristoforo Colombo.”
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    "Domani, giorno della surreale esaltazione di Paolo VI, con la sua apparente canonizzazione, pregherò in particolare per le anime di tutti i sacerdoti perseguitati da Montini e dai suoi sgherri, privati delle parrocchie o cacciati dai conventi per la fedeltà al Santo Sacrificio della Messa, morti di crepacuore nel vedere rinnegata la fede cattolica e abolita la Messa Romana. Vergogna a tutti coloro che lo esaltano, vergogna". (dalla bacheca di don Ugo Carandino)


    “Cuore Eucaristico di Gesù, abbiate di noi pietà (300 giorni).”
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    http://www.radiospada.org/
    http://www.edizioniradiospada.com/
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    “13 ottobre 2018, 101° anniversario del miracolo del sole a Fatima.”
    “13 ottobre 1917 - 13 ottobre 2018
    COISAS ESPANTOSAS! COMO O SOL BAILOU AO MEIO DIA EM FÁTIMA.

    «Il sole sorge, ma l'aspetto del cielo minaccia temporale. Nuvole nere si ammassano sulla folla di Fatima. [...] Alle dieci il cielo si oscura totalmente e non tarda a cadere una forte pioggia. [...] I fanciulli affermano che la Signora aveva parlato loro ancora una volta, e il cielo, prima caliginoso, comincia subito a schiarirsi in alto; la pioggia cessa e si presenta il sole che inonda di luce il paesaggio. [...] L'ora mattutina è la regola per questa moltitudine, che calcoli imparziali di persone colte e di tutto rispetto, punto rapite come per influenza mistica, contano in trenta o quaranta mila creature... La manifestazione miracolosa, il segno visibile annunciato sta per essere prodotto - assicurano molti pellegrini... E si assiste a uno spettacolo unico e incredibile per chi non fu testimone di esso. Dalla cima della strada, dove si ammassano i carri e sostano molte centinaia di persone, alle quali manca la voglia di mettersi nella terra fangosa, si vede tutta l'immensa moltitudine voltarsi verso il sole, che si mostra libero dalle nuvole, nello zenit. L'astro sembra un disco di argento scuro ed è possibile fissarlo senza il minimo sforzo. Non brucia, non acceca. Si direbbe realizzarsi un'eclissi. Ma ecco che un grido colossale si alza, e dagli spettatori che si trovano più vicini si ode gridare: "Miracolo, Miracolo! Meraviglia, meraviglia!" Agli occhi sbalorditi di quella folla, il cui atteggiamento ci riporta ai tempi biblici e che, pallida di sorpresa, con la testa scoperta, fissa l'azzurro (cielo), il sole tremò ed ebbe mai visti movimenti bruschi fuori da tutte le leggi cosmiche, il sole "ballò", secondo la tipica espressione dei contadini». (Avelino de Almeida, "O Século", Lisboa (edição da manhã) 37 (l2.876) 15 Out. 1917, p.1 colonne 6-7; p.2 col.1)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...96&oe=5C61CB79





    “Il 13 ottobre 1534 Paolo III Farnese viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...09&oe=5C6248FB





    “13 ottobre 2018: Sant'Edoardo III, Re d'Inghilterra e confessore.

    Normanno da parte di madre, nel primo periodo la sua vita, visse in esilio in Francia per sfuggire all'invasione danese. Incoronato re d'Inghilterra nel 1043, si trovò a far da mediatore, con grandi difficoltà ed insuccessi, fra i Normanni e i Sassoni. Per spirito di conciliazione, sposò Edith, la figlia colta e intelligente del suo principale avversario politico. Il matrimonio, nonostante inizialmente fosse stato dettato dalla ragion di Stato, fu caratterizzato da un profondo accordo. Mite e generoso, Edoardo lasciò una traccia indelebile nel popolo inglese che lo venerò non solo per alcuni saggi provvedimenti amministrativi ma, principalmente, per la sua bontà, per la carità verso coloro che avevano bisogno e per la santità della sua vita. A lui si deve la restaurazione del monastero di Westminster.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...15&oe=5C42CB7A










    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 13 ottobre. Sant'Edoardo, re e confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13ott.htm
    «13 OTTOBRE SANT' EDOARDO, RE E CONFESSORE.

    I santi Re.
    Nel corso dell'anno abbiamo già avuto occasione di celebrare la festa di re santi. La Chiesa ci invita ad onorare i re e in genere tutti coloro che esercitano l'autorità, perché l'autorità viene da Dio; li circonda di onori e prega perché ricevano le grazie necessarie al loro arduo compito; ci raccomanda ancora di più di pregare per loro, perché conosce i pericoli che li minacciano e la responsabilità che hanno di usare l'autorità solo nei limiti e nella misura in cui di essa Dio li ha costituiti depositari.
    Molti purtroppo non sanno resistere alle vanità che li circondano e si lasciano adescare dalle attrattive fallaci dei piaceri e degli onori e per questo si sarebbe indotti a credere che in una posizione così alta e pericolosa la santità eroica sia impossibile. Proponendo al nostro culto parecchi re, la Chiesa ci dimostra che non è vero. Sono abbastanza numerosi coloro che vissero sul trono e che, nell'esercizio della loro funzione sovrana, praticarono le virtù eroiche e meritarono gli onori supremi della beatificazione e della canonizzazione.
    La devozione per tutti.
    "Quasi tutti coloro che parlarono della devozione, dice san Francesco di Sales, quasi tutti ebbero l'intento di istruire persone molto lontane dal tumulto del mondo. La mia intenzione è di istruire quelli, che vivono nelle città, nei governi, nella Corte e che, per la loro condizione, sono costretti a vivere una vita comune e sovente, con il pretesto di una asserita impossibilità, non vogliono neppure pensare a vivere una vita divota … Io insegno loro che un'anima vigorosa può vivere nel mondo senza spirito mondano, trovare sorgenti di una dolce pietà in mezzo alle onde amare del secolo e passare tra le fiamme delle cupidigie terrene, senza bruciare le ali dei sacri desideri della vita devota” (Introduzione alla vita devota. Prefazione).
    Poco oltre egli aggiunge: "Dio comandò nella creazione alle piante di dare frutti ciascuna secondo il suo genere e così comanda ai cristiani, che sono le piante viventi della Chiesa, che producano frutti di devozione, ciascuno secondo la propria qualità e vocazione. La divozione deve essere esercitata in modo diverso dal gentiluomo, dall'artigiano, dal valletto di corte, dal principe, dalla vedova, dalla figlia di famiglia, dalla donna sposata e le pratiche di devozione devono essere adatte alle forze, alle occupazioni, ai doveri di ciascuno … La devozione, quando è vera, non guasta mai nulla, anzi perfeziona tutto e quando si rende contraria alla legittima vocazione di qualcuno, è senza dubbio, per questo solo, falsa. È errore ed eresia voler bandire la vita devota dagli eserciti, dalle botteghe degli artigiani, dalla corte dei principi e dalla casa delle persone sposate. È vero che la devozione puramente contemplativa, monastica e religiosa, non può essere esercitata in tali condizioni di vita, ma la divozione non è tutta in queste tre forme e vi sono forme di devozione adatte a perfezionare chi vive nello stato secolare. Abramo, Isacco, Giacobbe … ne fanno fede per 1'Antico Testamento e, per quanto riguarda il Nuovo Testamento, Giuseppe, Lydia, Crispino furono perfettamente devoti nella loro bottega … Cornelio, Sebastiano, Maurizio in mezzo alle armi e Costantino, Elena, Luigi, Edoardo sul trono … Ovunque noi siamo, possiamo e dobbiamo aspirare ad una vita perfetta … " (Introduzione alla vita devota. C. 3).
    Gloria di sant'Edoardo.
    La storia per parte sua ci insegna che la santità non nuoce all'adempimento dei doveri del proprio stato. Non sarebbe santo chi trascurasse il suo dovere per dedicarsi ad una devozione, che il Signore non gli chiede.
    Nipote di un martire dello stesso suo nome, Edoardo ebbe, davanti a Dio e davanti agli uomini, il bel titolo di Confessore. La Chiesa, nel racconto della sua vita, mette prima di tutto in evidenza le virtù che gli meritarono un titolo tanto glorioso, ma non bisogna dimenticare di riconoscere il suo regno di ventiquattro anni come uno dei più felici che l'Inghilterra abbia avuto. I Danesi, da lungo tempo padroni, furono sottomessi per sempre all'interno e, all'esterno, contenuti dall'atteggiamento deciso del re. Macbeth, usurpatore del trono di Scozia, fu vinto in una campagna che Shakespeare ha reso immortale. Le leggi di Edoardo sono rimaste fino ai nostri tempi una delle basi del diritto britannico e la sua munificicnza per tutte le imprese nobili, mentre si adoperava per trovare il modo di ridurre i gravami del popolo, mostrano a sufficienza che il soavissimo profumo delle virtù, che fecero di lui l'intimo di Giovanni l'apostolo prediletto, non ha niente di incompatibile con la grandezza dei re.
    VITA. Edoardo, detto il Confessore, era nipote di Sant'Edoardo, re e martire e fu l'ultimo re degli Anglo Sassoni. Un nobile personaggio di nome Britualdo conobbe in un'estasi che Edoardo sarebbe diventato re, ma i Danesi, che devastavano l'Inghilterra, lo cercavano per farlo morire e all'età di dicci anni, dovette andare esule alla corte del re di Normandia, suo zio. Alla corte era di edificazione per tutti, per l'integrità della vita e l'innocenza dei costumi, pur trovandosi in mezzo agli allettamenti delle passioni. Brillava in lui una pietà eccezionale, che lo portava a Dio e alle cose divine. Carattere mansueto, senza ambizione di potere, si racconta che abbia detto: preferisco non regnare che proteggere il mio regno con violenza e con il sangue.
    Essendo morti i tiranni, che avevano uccisi i suoi fratelli, fu richiamato in patria e incoronato fra le acclamazioni e il giubilo di tutti. Rivolse allora tutte le sue cure a cancellare le tracce del furore dei nemici, cominciando dalla religione e dalle chiese. Ne riparò, ne costruì delle nuove, le dotò di rendite e di privilegi, perché sua prima cura era di veder rifiorire il culto di Dio, che molto aveva sofferto. Tutti gli autori affermano che, costretto al matrimonio dai feudatari della corte, custodì con la sua sposa la verginità. Tanto era l'amore che nutriva per Cristo e così viva la fede che meritò di vederlo sorridente e splendente di divino fulgore nel santo Sacrificio. Era chiamato padre degli orfani e degli sventurati, perché era così grande la sua carità che mai lo si vedeva felice come quando aveva esaurito il tesoro reale nel soccorrere i poveri.
    Ebbe il dono della profezia e ricevette lumi particolari dall'alto riguardo all'avvenire del suo paese. Un fatto tra gli altri è notevole: conobbe soprannaturalmente, nell'istante in cui avvenne, la morte di Svenone, re di Danimarca, avvenuta tra i flutti, mentre si imbarcava per invadere l'Inghilterra. Fervente devoto di San Giovanni Evangelista, nulla ricusava che gli fosse richiesto in suo nome e un giorno il santo stesso, in figura di mendico cencioso, gli chiese l'elemosina, ma il re, non avendo denaro, sfilò l'anello dal dito e glielo diede. Poco dopo il santo restituì l'anello annunciando al re che la morte era vicina. Prescritte delle preghiere secondo la sua intenzione, il re morì piissimamente nel giorno preannunziato dal santo Evangelista, cioè ricorrendo il 5 gennaio dell'anno di grazia 1066. Gloria di miracoli ne circondò presto la tomba e Alessandro III nel secolo seguente lo elencò tra i Santi. La sua festa è stata fissata a questo giorno da Innocenzo XI, a ricordo della traslazione del suo corpo, che avvenne trentasei anni dopo. Il corpo, trovato incorrotto, spandeva soave profumo.

    Tu rappresenti il popolo in cui Gregorio il Grande vide l'emulo degli Angeli, tanti sono i re santi, le vergini illustri, i grandi vescovi, i monaci celebri che fecero la sua gloria e sono oggi la tua corte. Mentre tu e i tuoi regnate per sempre nel ciclo, giudicando le nazioni e dominando i popoli (Sap. 3, 8), le dinastie dei tuoi successori di quaggiù, invidiando la Chiesa, favorendo lo scisma e l'eresia, si sono spenti, l'uno dopo l'altro, resi sterili dalla collera di Dio, in una vana fama della quale il libro della vita non conserva traccia. Come sono migliori e più durevoli, o Edoardo, i frutti della tua santa verginità! Insegnaci a vedere nel mondo presente la preparazione dell'altro, che non finisce, a stimare gli avvenimenti umani solo in ragione dei loro risultati eterni. Con gli occhi dell'anima, il nostro culto ti cerca e ti trova nella tua reale abbazia di Westminster. Benedici, mentre ci prostriamo alla tua tomba, dalla quale l'eresia cerca invano di allontanare la preghiera, offri a Dio le suppliche che salgono da tutti i luoghi della terra per le pecore erranti, che la voce del pastore insistentemente richiama oggi all'unico ovile (Gv. 10, 16).
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1176-1179.»







    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?hc_ref
    13 octobre : Saint Édouard III, Roi d'Angleterre (1002-1066) :: Ligue Saint Amédée
    “13 octobre : Saint Édouard III, Roi d'Angleterre (1002-1066).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...douard_iii.jpg






    "13 octobre 1917 : miracle du soleil à Fatima (Portugal)"
    http://www.fatima.be/fr/fatima/vision/soleil.php


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    AVE MARIA!!!
    MADONNA DEL SANTO ROSARIO DI FATIMA PREGA PER NOI!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #35
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    14 OTTOBRE 2018: DOMENICA VENTUNESIMA DOPO LA PENTECOSTE; SAN CALLISTO, PAPA E MARTIRE…



    «14 OTTOBRE SAN CALLISTO, PAPA E MARTIRE.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 14 ottobre. San Callisto, papa e martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14ott.htm



    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html




    SANTA MESSA domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" di Paese (TV) alle ore 10.30 stamattina 14 OTTOBRE 2018; SAN CALLISTO, PAPA E MARTIRE, DOMENICA VENTUNESIMA DOPO LA PENTECOSTE:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=H84WydDuFFs
    XXI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1NiTVwx9HdM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php]
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    SANTE MESSE ed omelie domenicali dei Sacerdoti dell’“Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”



    San Callisto - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-callisto/
    «14 ottobre, San Callisto, Papa e Martire (+222), 16° papa della Chiesa Romana.

    “A Roma, sulla via Aurelia, il natale del beato Callisto primo, Papa e Martire, il quale per ordine dell’Imperatore Alessandro, dopo essere stato lungamente tormentato nel carcere colla fame, ed ogni giorno percosso con bastoni, finalmente fu precipitato da una finestra della casa in cui era custodito, e sommerso in un pozzo, e così meritò il trionfo della vittoria”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...to-227x300.jpg










    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    “SAN CALLISTO I
    Papa e Martire.
    Doppio.
    Paramenti rossi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 14 ottobre. San Callisto, papa e martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14ott.htm
    San Callisto, XVI Papa della Chiesa cattolica, successe a Papa Zefirino sulla cattedra di Roma
    e ne seguì l'esempio nella repressione delle eresie allora serpeggianti. Governò con sapienza e tatto la Chiesa in tempi difficilissimi (217-222) non tanto per l'ostilità del governo romano contro la Chiesa, quanto soprattutto per gli attacchi pieni di passione da parte di uomini come Ippolito e Tertulliano, che rimproveravano al Papa d'aver attenuata l'antica severità della disciplina penitenziale. Callisto morì sotto Alessandro Severo, in un periodo di pace, e tuttavia fu annoverato fra i martiri. Perì forse «in qualche tumulto fra cristiani e pagani senza alcun processo regolare? La sua memoria, a Roma, era localizzata fin dalla prima metà del IV secolo in due luoghi: in Trastevere, dove il Papa Giulio edificò una basilica (Santa Maria in Trastevere) iuxta Callistum, sulla via Aurelia, dove si trova la sua tomba. È strano che l'abbiano sepolto lì, così lontano dal cimitero da lui amministrato, che portò sempre il suo nome, e che accolse i resti mortali di tutti i suoi colleghi del III secolo. Il tumulto popolare, con cui si spiegherebbe la sua morte, spiegherebbe pure, se si accettasse la tradizione della leggenda che colloca il fatto in Trastevere, per quale ragione egli sarebbe stato sepolto sulla via Aurelia: quello era il cimitero più vicino al luogo dove sarebbe stato martirizzato». (Duchesne, Histoire ancienne de l'Eglise, t., I, p. 320, nota). Il cimitero da lui amministrato, ma in cui non fu sepolto, porta tuttavia il nome di Catacombe di San Callisto.
    • Callisto, Romano, governò la Chiesa sotto l'imperatore Antonino Eliogabalo. Egli stabilì le Quattro Tempora, ordinando che in esse si osservasse da tutti il digiuno tramandatoci dalla tradizione apostolica. Edificò la basilica di santa Maria in Trastevere, e ingrandì l'antico cimitero sulla via Appia, in cui furono sepolti molti santi Sacerdoti e Martiri, e che poi da lui fu chiamato cimitero di Callisto.
    Fu pure per impulso della sua pietà, che fu fatta ricerca del corpo del beato Prete e Martire Calepodio gettato nel Tevere, e, ritrovatolo, lo seppellì con onore. Avendo battezzato il console Palmazio, l'illustre senatore Simplicio, Felice e Blanda, i quali poi subirono tutti il martirio, fu messo in carcere, dove guarì in modo prodigioso il soldato Privato, ch'era ricoperto di ulceri, e lo guadagnò a Cristo; per il quale, benché convertito di fresco alla fede, questo soldato soccombé, battuto fino alla morte, sotto i colpi di staffile ferrato.
    Callisto fu al potere cinque anni, un mese e dodici giorni. In cinque ordinazioni nel mese di Dicembre, creò sedici preti, quattro diaconi, otto vescovi. Dopo lunga fame e numerose battiture, fu precipitato in un pozzo, ricevendo così la corona del martirio, sotto l'imperatore Alessandro, e fu deposto nel cimitero di Calepodio, sulla via Aurelia, a tre miglia da Roma, il 14 Ottobre. Più tardi il suo corpo venne trasferito nella basilica di santa Maria in Trastevere, edificata da lui, sotto l'altare maggiore, dove è oggetto di grandissima venerazione.
    P.S. Si fa la commemorazione nella Santa Messa della Ventunesima Domenica dopo Pentecoste con Oratio, Secreta e Postcommunio prese dalla Santa Messa propria di san Callisto I, Papa e Martire:
    https://sardiniatridentina.blogspot....tml?m=0”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b5&oe=5C4E98AC





    "VENTUNESIMA DOMENICA DOPO PENTECOSTE."
    "La singolare inumanità ed ingratitudine del servo del re."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...24&oe=5C53AD2E


    "Sic et Pater meus coeléstis fáciet vobis, si non remiséritis unusquísque fratri suo de córdibus vestris.
    Così ancora il mio Padre celeste farà con voi, se ognuno di voi non perdonerà di cuore al proprio fratello. (Matth. 18.35)."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...79&oe=5C626613







    http://www.radiospada.org/
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    “14 ottobre 2018: dom. VENTUNESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...59&oe=5C5685E8





    “14 ottobre 2018.
    Callisto I, papa, santo, martire, romano (217-222)
    , fu portato a S. Maria in Trastevere nel 790 da Adriano I dal Cimitero a lui dedicato sulla via Aurelia. Gregorio IV (827-843) rinvenne nella basilica, all’ingresso della navata, il suo corpo unitamente a quelli di Cornelio e Calepodio e li depose sotto l’altare maggiore. Alcune reliquie dei tre Santi furono traslate a Fulda e a Cysoing.
    M.R.: 14 ottobre - A Roma, sulla via Aurelia, il natale del beato Callisto primo, Papa e Martire, il quale per ordine dell'Imperatore Alessandro, dopo essere stato lungamente tormentato nel carcere colla fame, ed ogni giorno percosso con bastoni, finalmente fu precipitato da una finestra della casa in cui era custodito, e sommerso in un pozzo, e così meritò il trionfo della vittoria.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...69&oe=5C60CDA6





    “Pio IV Medici di Marignano, Papa dal 25 dicembre 1559 al 9 dicembre 1565.
    Riprese i lavori conciliari e li portò a compimento, anche grazie all’aiuto di suo nipote il Cardinale Carlo Borromeo (san Carlo). Dal 1562 al 1563, dalla sessione XVII alla sessione XXV, si definirono dogmaticamente le questioni, impugnate dagli eretici, del Sacrificio della Messa, dei Sacramenti dell’Ordine e del Matrimonio, del Purgatorio, del Culto dei Santi e delle Indulgenze. Pio IV approvò solennemente tutti i decreti Tridentini nel Concistoro del 26 gennaio 1564, ordinando che fossero pubblicati il 30 giugno seguente (bolla Benedictus Deus).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...37&oe=5C4AFAE0

    “Giulio III Ciocchi del Monte, Papa dal 7 febbraio 1550 al 23 marzo 1555.
    Riprese i lavori conciliari interrotti da Paolo III nel febbraio 1549. Per la sua autorità si celebrarono, tra il 1552 e il 1552, le sessioni XII, XIII, XIV, XV e XVI. In esse la Chiesa riaffermava con forza l’insegnamento di Gesù Cristo circa i Sacramenti dell’Eucaristia, della Estrema Unzione, della Penitenza.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2f&oe=5C542EA4

    “Paolo III Farnese, Papa dal 13 ottobre 1534 al 10 novembre 1549.
    Convocò il Concilio Ecumenico Tridentino (bolle “Initio nostri” del 1º ottobre 1542 e “Laetare Jerusalem” del 19 novembre 1544). Per la sua autorità si celebrarono le prime undici Sessioni del Concilio in cui si proclamò chiaramente contro l’eresia protestante la verità cattolica sulla Rivelazione, sulla Scrittura, sul peccato originale, sulla giustificazione e sui Sacramenti, in particolare del Battesimo e della Cresima.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cd&oe=5C422EAE










    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    “Afferma Sant’Alfonso, «Del gran mezzo della preghiera» (p. I, c. I): «Questo che poi si è detto in quanto alle Anime Purganti, circa il punto se esse possano o no pregare per noi, e se pertanto a noi giovi o no il raccomandarci alle loro orazioni, non corre certamente a rispetto dei Santi; in quanto ai Santi: non può dubitarsi essere utilissimo il ricorrere alla loro intercessione, parlando dei Santi già canonizzati dalla Chiesa, che già godono la vista di Dio. Nel che il credere fallibile la Chiesa, non può scusarsi da colpa o d’eresia... poiché il Sommo Pontefice nel canonizzare i Santi principalmente, come insegna l’Angelico, è guidato dall’istinto infallibile dello Spirito Santo».

    Domani saranno pubblicati sul sito 2 numeri di SVRSVM CORDA®. n° 134 del 14 ottobre e n° 135 del 21 ottobre. Verranno spediti insieme lunedì 15 ottobre 2018. Anticipiamo il n° 135 perché l'Associazione sarà impegnata il 20 ottobre a Modena in occasione della XIIIa Giornata per la Regalità Sociale di Cristo a cura dell'IMBC, del Centro Studi Giuseppe Federici e della rivista teologica Sodalitium. Seguono gli indici.
    https://www.sursumcorda.cloud/
    Numero 134 del 14 ottobre 2018:

    - Comunicato numero 134. Gesù viene espulso da Nazareth;
    - Orazione a San Francesco Borgia;
    - Preghiera a Sant’Edoardo, Confessore;
    - Gli anatemi del Concilio di Firenze, numero 1;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Giovanni della Tebaide;
    - Teologia Politica 122. Ricreare l’amicizia fra datore di lavoro ed operaio col Corporativismo.
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fc&oe=5C44F84A





    https://www.sursumcorda.cloud/
    Numero 135 del 21 ottobre 2018:

    - Comunicato numero 135. L’ampio insegnamento in parabole;
    - Orazione a Santa Teresa, Vergine;
    - Preghiera a Santa Edvige, Vedova;
    - Papa Benedetto XIV difende l’infallibilità nelle canonizzazioni;
    - San Tommaso d’Aquino difende l’infallibilità nelle canonizzazioni;
    - Sant’Alfonso difende l’infallibilità nelle canonizzazioni;
    - Teologia politica 123. I doveri della Chiesa e delle Organizzazioni cristiane contro Socialismo e Comunismo.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...7a&oe=5C426612





    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    10 ottobre 2002. Moriva il Padre Noël Barbara. Uno dei primi coraggiosi Sacerdoti a considerare pubblicamente la Sede vacante a causa dell'eresia modernista di Montini (Paolo VI) e del "Vaticano Secondo". Fra i principali errori/eresie del "Vaticano Secondo" ricordiamo la Libertà religiosa, l'Ecumenismo, la Collegialità, il Relativismo dogmatico, la Storicizzazione del Magistero, l'esegesi Storico-Critica (e surrogati protestanti), il tentativo di distruzione dell'Ordine sacro e della Santa Messa.
    Padre Noël Barbara riposi in pace!»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...69&oe=5C4B1F85

    «giorno della surreale esaltazione di Paolo VI, con la sua apparente canonizzazione, pregherò in particolare per le anime di tutti i sacerdoti perseguitati da Montini e dai suoi sgherri, privati delle parrocchie o cacciati dai conventi per la fedeltà al Santo Sacrificio della Messa, morti di crepacuore nel vedere rinnegata la fede cattolica e abolita la Messa Romana. Vergogna a tutti coloro che lo esaltano, vergogna". (dalla bacheca di don Ugo Carandino)»

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Per i modernisti Pio XII sarebbe "venerabile" e Montini (Paolo VI) sarebbe "santo". Nelle due foto: - Papa Pio XII con la tiara del successore di San Pietro; - Montini (Paolo VI) depone definitivamente la tiara della potestà pontificia. Un'altra tiara la venderà. Si nota alla destra di Montini (Paolo VI) il card. Ottaviani, Capo dell'Inquisizione, angosciato. Scrive il card. Ottaviani (Capo dell'Inquisizione) nel suo diario: "Spero di morire prima della fine di questo 'concilio' (Vaticano II) così almeno muoio cattolico". Purtroppo morì dopo il 'concilio' ma non si arrese. Con il card. Bacci firmò e presentò a Montini (Paolo VI) il Breve esame critico del 'novus ordo missae', scritto dal teologo domenicano Michel Guérard des Lauriers, dove si dimostra che la cosiddetta 'nuova messa' (o 'messa di rito ordinario' per i modernisti e per i lefebvriani) sarebbe la 'messa di Lutero', anzi sarebbe peggiore. Questo documento costrinse Montini (Paolo VI) a ritardare di un anno la pretesa promulgazione della 'riforma liturgica'. Con Montini (Paolo VI) le chiese vennero distrutte, i sacerdoti cattolici vennero cacciati, le suore si sono quasi estinte, i 'preti' non conoscono nemmeno il Catechismo, la Chiesa ogni giorno è in tv per gli scandali dei modernisti. Dico vobis: Cito faciet vindictam illorum. Verumtamen Filius hominis veniens, putas, inveniet fidem in terra?»

    “Gli anatemi del Concilio di Costanza, sentenza di deposizione di Benedetto XIII.”
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...etto-xiii.html

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Bergoglio, ottobre 2018: Chi pratica aborto è assassino.
    Bergoglio, febbraio 2016: Bonino e Napolitano fra i grandi d'Italia oggi.
    Papa San Pio X, settembre 1907: Il modernismo è confusione, è derisione per la Chiesa, è preludio per l'ateismo.”

    “San Tommaso d’Aquino: «Una cosa può essere considerata possibile considerata in se stessa, mentre riferita a qualcosa di estrinseco risulta impossibile. Dico dunque che è possibile che il giudizio di coloro che presiedono alla Chiesa possa sbagliare in qualsiasi cosa, se si guarda soltanto alla loro persona. Se però si considera la divina provvidenza che dirige la sua Chiesa con lo Spirito Santo affinché non sbagli, come egli stesso promise [Gv 16,10] che lo Spirito che sarebbe giunto avrebbe insegnato tutta la verità, cioè riguardo alle cose necessarie alla salvezza, è certo che è impossibile che il giudizio della Chiesa universale sbagli nelle cose che appartengono alla fede; per cui bisogna stare più alla sentenza del Papa, al quale compete di determinare riguardo alla fede, che proponesse nel suo giudizio, che non all’opinione di qualsivoglia uomo sapiente nella Scrittura, poiché si legge che Caifa, sebbene di nessun valore, tuttavia in quanto pontefice profetizzò anche senza saperlo [Gv 11,51]. Nelle altre sentenze invece, che riguardano fatti particolari, come quando si tratta di possessioni o di crimini o di cose del genere, è possibile che il giudizio della Chiesa sbagli a motivo di falsi testimoni. Ora, la canonizzazione dei santi è intermedia fra queste due cose: poiché tuttavia l’onore che prestiamo ai santi è una certa professione di fede, mediante la quale crediamo la gloria dei santi, bisogna piamente credere che nemmeno in queste cose il giudizio della Chiesa possa sbagliare. RISPOSTA ALLE DIFFICOLTÀ: 1. Il Pontefice, a cui compete canonizzare i santi, può certificarsi sullo stato di qualcuno mediante l’esame della vita e l’attestazione dei miracoli, e soprattutto mediante l’istinto dello Spirito Santo, che “scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio” [1 Cor 2,10]. 2. La divina provvidenza assiste la Chiesa affinché in tali cose non si inganni a motivo della testimonianza fallibile degli uomini». [Cf. Se tutti i santi che sono stati canonizzati dalla Chiesa siano nella gloria, o alcuni di essi siano nell’inferno, «Quodlibetal Questions», VIII, a. 1; Cf. «Quodlibet …», IX, a. 16].”

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    San Tommaso d'Aquino sta parlando di un altro argomento. Ovvero che il Papa non erra nella canonizzazione. E questa è la sentenza della teologia comune, poi del Pontefice Benedetto XIV. Per conseguenza, quindi la dottrina si deduce e non è necessario esporla in questa sede, quel "Pontefice" che dovesse "canonizzare" un candidato non santo, dimostrerebbe di non essere Papa. Dunque la Chiesa dovrebbe interrogarsi sulla sua autorità con l'inquisizione o con pari misure giuridicamente efficaci.»


    “Adoriamo, ringraziamo, supplichiamo e consoliamo, con Maria Immacolata, il sacratissimo ed amantissimo Cuore Eucaristico di Gesù. (Indulgenza 200 giorni ciascuna volta - alle solite condizioni)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a9&oe=5C559BFB








    https://novusordowatch.org/

    https://novusordowatch.org/2018/10/m...aily-catholic/

    "Requiescat in Pace
    The Editor of The Daily Catholic has died:
    Michael Cain, R.I.P.
    With great sorrow we announce the passing of Mr. Michael Cain, the founder and long-time editor of the Daily Catholic web site. He died at the age of 75 on Thursday, the feast of the Divine Maternity of the Blessed Mother, Oct. 11, 2018.
    An initial announcement posted on the Daily Catholic by the new editor reads as follows:

    Michael Cain, the founder of Daily Catholic, passed away yesterday morning, on the Feast of the Divine Maternity of Mary, October 11th. May his beautiful soul rest in peace! Please pray for the repose of his soul. Requiescat in pace, Michael!

    When Cain launched The Daily Catholic with his wife Cyndi on Nov. 1, 1997, they were both Novus Ordo and admirers of John Paul II, the then-reigning papal impostor in Rome. As they both, by the grace of God, gradually came to realize that the Vatican II religion was not the Catholic religion, that it was a false church, and that its “Popes” were not legitimate, the content at Daily Catholic changed accordingly.
    Autobiographical information about Michael and Cyndi, who preceded him in passing, is available here.
    We salute this tireless worker for the glory of God and the salvation of souls! We join his children in mourning his death, and we ask all to pray for the repose of his soul.
    Rest in peace, dear friend, Michael Cain!"


    https://novusordowatch.org/2018/10/t...o-saint-paul6/




    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/

    Montini / Paul VI canonisé par l'Eglise moderniste - Sede Vacante
    “Montini / Paul VI canonisé par l'eglise moderniste par Clément LECUYER
    Après les supposées canonisations des usurpateurs Jean XXIII et Jean-Paul Il, voilà que l'Eglise moderniste antichrétienne va accueillir dans ses rangs un nouveau "saint" : Montini. Les ennemis de l'Eglise catholique se canonisent entre eux, ce n'est en rien surprenant. D'un côté, nous pouvons dire que cela ne nous concerne pas puisque ces gens-là appartiennent à une nouvelle religion qui n'est pas catholique.
    Cependant, il convient de rappeler qu'en soi, un acte de canonisation est un acte irréformable par lequel un Souverain-Pontife engage son infaillibilité. Les traditionalistes de pacotille reconnaissant François comme légitime successeur de saint Pierre sont donc obligés de reconnaître comme saints les supposés "papes" Paul VI, Jean-Paul II et Jean XXIII ! A moins de rejoindre la position Sede Vacante.
    Nous republions l'analyse rédigée lors de la canonisation de J-P II :
    L'acte de canonisation, un acte de nature irréformable
    http://data.over-blog-kiwi.com/1/45/...reformable.pdf

    “Montini - Paul VI, ennemi de l'Eglise catholique.”
    Montini-Paul VI, ennemi de l'Eglise catholique - Sede Vacante





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    “Vingt-et-unième Dimanche après la Pentecôte.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c1&oe=5C443B1F





    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Vingt-et-unième Dimanche après la Pentecôte : Sur le Pardon.
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_10_09.mp3”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...44&oe=5C5FA4B3





    14 octobre : Saint Calixte Ier, Pape et Martyr (? 222) :: Ligue Saint Amédée
    “14 octobre : Saint Calixte Ier, Pape et Martyr († 222).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nt_calixte.jpg








    SAN CALLISTO, PAPA E MARTIRE, PREGA PER NOI E PER IL PAPATO ROMANO!!!
    «Mio Dio, io credo, adoro, spero e Ti amo. Ti chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Ti amano».
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #36
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    15 OTTOBRE 2018: SANTA TERESA DI GESÙ…



    «15 OTTOBRE SANTA TERESA, VERGINE.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 15 ottobre. Santa Teresa, vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15ott.htm




    Santa Teresa d'Avila - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-teresa-davila/
    «15 ottobre, Santa Teresa d’Avila, Vergine. (Avila, 28 marzo 1515 – Alba de Tormes, 15 ottobre 1582). Monaca carmelitana, riformatrice dell’ordine e mistica.

    “Ad Avila, in Spagna, santa Terésa Vergine, madre e maestra dei Fratelli e delle Sorelle dell’Ordine dei Carmelitani di più stretta osservanza”.
    Dolcissimo Signore nostro Gesù Cristo, vi ringraziamo del dono elargito alla vostra diletta S.Teresa della tenera devozione alla vostra Madre dolcissima Maria, ed al vostro padre putativo S. Giuseppe; e per i meriti vostri e di questa vostra santa sposa Teresa vi preghiamo di darci la grazia d’una speciale e tenera devozione verso la nostra Madre celeste Maria SS. ed il nostro grande protettore San Giuseppe. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-2-240x300.jpg





    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=H84WydDuFFs
    XXI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1NiTVwx9HdM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php]
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»






    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3a&oe=5C550B65





    “SANTA TERESA DI GESÙ
    Vergine.
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 15 ottobre. Santa Teresa, vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15ott.htm

    Nata ad Ávila, nella Spagna (28 marzo 1515), santa Teresa fu, fin dalla più tenera infanzia animata dal desiderio del martirio. A diciotto anni entrò nel convento di Santa Maria del Monte Carmelo e si consacrò a Cristo, che elesse per Sposo (Epistola). Il suo cuore ardeva di tale fiamma di amor divino, ch'Ella scriveva: «Oh! Come l'anima rapita (in Dio) sente la schiavitù nel corpo e la miseria della vita! Si sente come venduta in terra straniera, e quel che più l'affligge è di vedere che d'ordinario quasi tutti desiderano di sempre vivere mentre son pochi coloro che sospirano e domandano con lei la santa libertà» (Vita, Cap. XXI, n. 6).
    Seguendo il consiglio di Gesù, pronunciò il voto, così difficile, di fare sempre ciò che avrebbe creduto essere più perfetto. Raggiunse, nella orazione, il più alto grado della unione mistica e vi attinse tale luce nelle cose divine (Orazione), che le sue opere le meritarono di esser considerata quasi come un Dottore della Chiesa, ciò che non avvenne mai di altra donna. «L'orazione migliore, e la più gradita a Dio, scriveva, è quella che lascia dietro a sé, gli effetti migliori che si rivelano nelle opere, e non quel gusto che non serve altro che alla nostra soddisfazione» (Lettera al Vescovo di Ávila). E l'opera di quest'umile Vergine, che convertì migliaia di anime, è una prova dell'ufficio preminente della vita contemplativa, derivante dal fatto che in essa ci si rivolge direttamente a Dio, autore di ogni bene. Morì di amore divino nel monastero di Alba de Tormes nella notte tra il 4 e il 15 ottobre 1582, proprio nella notte in cui papa Gregorio XIII, per attuare la riforma del calendario romano e riallineare le date con il vecchio calendario giuliano, decise di sopprimere dieci giorni nell'anno 1582, facendo sì che il giorno seguente al 4 ottobre dovesse chiamarsi 15 del medesimo mese.
    Fu inscritta nell'Albo dei Beati il 24 aprile 1614 da papa Paolo V e annoverata tra i Santi il 12 marzo 1622 da papa Gregorio XV.
    • La vergine Teresa nacque ad Ávila in Spagna da genitori illustri per sangue e pietà. Nutrita da essi col latte nel timor di Dio, fin dalla più tenera età diede meraviglioso presagio della futura santità. Perché, leggendo gli atti dei santi Martiri, fu così accesa, nel meditarli, dal fuoco dello Spirito Santo, che, fuggita di casa, voleva passare in Africa per spendervi la vita a gloria di Gesù Cristo e alla salvezza delle anime. Ricondotta a casa dallo zio, compensò con elemosine e altre opere di pietà l'ardente desiderio del martirio, deplorando con molte lacrime d'essere stata sottratta a sorte tanto felice. Morta la madre, pregò la beatissima Vergine di farle da madre, e il pio voto venne esaudito, perché la Madre di Dio la protesse sempre come sua figlia. A venti anni, entrò fra le religiose di santa Maria del Monte Carmelo. Là, afflitta per diciott'anni da gravissime malattie e da varie tentazioni, rimase intrepida sotto le armi della penitenza cristiana, senza neppure una di quelle consolazioni celesti, onde la santità suole abbondare anche sulla terra.
    Arricchita di virtù angeliche, lavorò con sollecita carità non solo alla propria salvezza, ma a quella altresì di tutti. Quindi, ispirata da Dio e coll'approvazione di Pio IV, propose, prima alle donne e poi agli uomini, la osservanza della regola, più austera, degli antichi Carmelitani. Il Signore onnipotente e misericordioso si degnò di benedire questa impresa: dacché questa vergine, povera e priva di ogni assistenza umana, anzi agendo spesso contrari gli stessi principi del secolo, riuscì a fondare trentadue monasteri. Deplorava con continue lacrime la cecità degli infedeli e degli eretici, e, affin di placare la collera e la vendetta divina, offriva a Dio per la loro salvezza i tormenti volontari che infliggeva al proprio corpo. L'anima sua era sì accesa della fiamma dell'amor divino, che meritò di vedere un Angelo trapassarle il cuore con un dardo infuocato, e di udirsi dire da Gesù Cristo presentandole la mano: Quindi innanzi brucerai di zelo per la mia gloria come una vera sposa. Per suo consiglio emise il voto eroico di fare sempre quello che avesse conosciuto più perfetto. Scrisse più opere piene di celeste sapienza, sommamente adatte ad eccitare lo spirito dei fedeli al desiderio della patria del cielo.
    Ma mentre dava continui esempi di virtù, ardeva di sì vivo desiderio di castigare il suo corpo, che nonostante le consigliassero diversamente le malattie ond'era afflitta, non cessava punto di tormentarlo con cilizi, catenelle, fascetti di ortiche e altre asprissime flagellazioni, ravvolgendosi perfino qualche volta tra le spine, solendo ripetere a Dio: Signore, o patire o morire; immaginandosi sempre di perire di morte miserabilissima, finché era tenuta lontana dalla fonte celeste della vita eterna. Ebbe in alto grado il dono di profezia, e il Signore la ricolmava de' suoi celesti favori con tanta larghezza, da pregarlo spesso con ardenti esclamazioni di limitare i suoi benefizi e di non permettere che un sì pronto oblio cancellasse il ricordo delle sue colpe. Più dunque per un eccesso di amor divino che per la violenza del male allettata in Alba de Tormes, avendo predetto il giorno della sua morte, munita dei sacramenti della Chiesa, esortati i figli alla pace, carità e regolare osservanza, rese a Dio l'anima sua purissima, sotto forma d'una colomba a sessantasette anni, nell'anno 1582, il 15 Ottobre, secondo la riforma del Calendario Romano. Morente, le apparve Gesù Cristo fra schiere d'Angeli; e un albero secco, presso la cella, fiorì all'istante. Il suo corpo, rimasto incorrotto fino ad oggi, spande un liquore odoroso, ed è oggetto di pia venerazione. Glorificata da miracoli prima e dopo morte, Gregorio XV l'annoverò fra i Santi.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 12 sui Vangeli.
    Spesso vi raccomando, fratelli carissimi, di fuggire le opere cattive e di evitare la corruzione di questo mondo, ma quest'oggi la lettura del santo Vangelo mi costringe a dirvi di stare molto attenti a non perdere il merito delle vostre buone opere, a non cercare, nel bene che fate, il favore o la stima degli uomini, ad impedire che si insinui in voi il desiderio della lode e ad agire in modo che, quanto appare di fuori, non sia dentro vuoto di ricompensa. Il Redentore infatti ci parla di dieci vergini, e le dice tutte vergini; eppure non tutte hanno meritato di essere ammesse al soggiorno della beatitudine, perché alcune di esse, mentre cercavano una gloria esteriore della loro verginità, non si curarono di mettere dell'olio nelle loro lampade.
    Ma prima dobbiamo chiederci che cosa sia il regno dei cieli, o perché lo si paragoni a dieci vergini, ed anche quali vengano dette vergini prudenti e quali vergini stolte. Mentre infatti è certo che nessun reprobo entrerà nel regno dei cieli, perché questo viene paragonato anche a delle vergini stolte? Dobbiamo sapere che spesso nel linguaggio sacro la Chiesa del tempo presente viene chiamata regno dei cieli. Onde altrove il Signore dice: "Il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, e toglieranno dal suo regno tutti gli scandali". Certamente in quel regno di beatitudine, dove c'è la suprema pace, non si potranno trovare scandali da togliere.
    Ciascuno vive in un corpo che ha cinque sensi; il numero cinque poi, raddoppiato, dà dieci. E, poiché la moltitudine dei fedeli comprende ambedue i sessi, la santa Chiesa si dice simile a dieci vergini. E poiché in essa i cattivi si trovano mescolati coi buoni e i reprobi con gli eletti, giustamente viene paragonata a delle vergini prudenti ed anche a delle vergini stolte. Infatti ci sono molti che vivono nella continenza, che si guardano dagli appetiti esteriori, e dalla speranza sono portati ai beni interiori, che mortificano la propria carne, e anelano alla patria celeste con tutta la forza del loro desiderio, agognano i premi eterni, e non vogliono ricevere lodi umane per le loro fatiche. Questi certamente non ripongono la loro gloria nelle parole degli uomini, ma la nascondono nella loro coscienza. E ci sono poi molti che affliggono il loro corpo con l'astinenza, ma per questa stessa loro astinenza cercano gli applausi degli uomini.
    Sardinia Tridentina: Santa Teresa di Gesù, vergine
    PROPRIUM MISSÆ
    Ex Appendice Missalis Romani pro aliquibus locis, Duplex.
    In Hispaniarum Regno, Duplex I classis cum octava.
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...u-vergine.html
    • Dalle «Opere» di santa Teresa di Gesù, vergine.
    (Opusc. «Il libro della vita», cap. 22, 6 - 7, 14)
    Ricordiamoci sempre dell'amore di Cristo.

    Chi ha come amico Cristo Gesù e segue un capitano così magnanimo come lui, può certo sopportare ogni cosa; Gesù infatti aiuta e dà forza, non viene mai meno ed ama sinceramente. Infatti ha sempre riconosciuto e tuttora vedo chiaramente che non possiamo piacere a Dio e da lui ricevere grandi grazie, se non per le mani della sacratissima umanità di Cristo, nella quale egli ha detto di compiacersi.
    Ne ho fatto molte volte l'esperienza, e me l'ha detto il Signore stesso. Ho visto nettamente che dobbiamo passare per questa porta, se desideriamo che la somma Maestà ci mostri i suoi grandi segreti. Non bisogna cercare altra strada, anche se si è raggiunto il vertice della contemplazione, perché per questa via si è sicuri. È da lui, Signore nostro, che ci vengono tutti i beni. Egli ci istruirà.
    Meditando la sua vita, non si troverà modello più perfetto. Che cosa possiamo desiderare di più, quando abbiamo al fianco un così buon amico che non ci abbandona mai nelle tribolazioni e nelle sventure, come fanno gli amici del mondo? Beato colui che lo ama per davvero e lo ha sempre con sé! Guardiamo il glorioso apostolo Paolo che non poteva fare a meno di avere sempre sulla bocca il nome di Gesù, perché l'aveva ben fisso nel cuore. Conosciuta questa verità, ho considerato e ho appreso che alcuni santi molto contemplativi, come Francesco, Antonio da Padova, Bernardo, Caterina da Siena, non hanno seguito altro cammino. Bisogna percorrere questa strada con grande libertà, abbandonandoci nelle mani di Dio. Se egli desidera innalzarci fra i principi della sua corte, accettiamo volentieri tale grazia.
    Ogni volta poi, che pensiamo a Cristo, ricordiamoci dell'amore che lo ha spinto a concederci tante grazie e dell'accesa carità che Dio ci ha mostrato dandoci in lui un pegno della tenerezza con cui ci segue: amore infatti domanda amore. Perciò sforziamoci di considerare questa verità e di eccitarci ad amare. Se il Signore ci facesse la grazia, una volta, di imprimerci nel cuore questo amore, tutto ci diverrebbe facile e faremmo molto, in breve e senza fatica.”
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    “15 ottobre 2018: Santa Teresa di Gesù, vergine.

    Teresa de Ahumada y Cepada nacque a Avila, in Spagna, il 28 marzo 1515 da una nobile ed antica famiglia. Fin dall’infanzia si distinse per grande amore alla lettura della Sacra Scrittura e fu animata dal desiderio del martirio.
    A vent’anni entrò nel Carmelo di Avila e fece grandi progressi nella via della perfezione e ebbe rivelazioni mistiche. L’Ordine seguiva allora osservanze mitigate, Teresa riformò allora il suo Carmelo, e con l’aiuto di s. Giovanni della Croce fondò una serie di case per carmelitani e carmelitane "scalzi", riportando in esse la purezza e l'austerità delle origini carmelitane.
    Santa Teresa è una delle più grandi mistiche della Chiesa; scrisse libri di profonda dottrina e le sue opere sono annoverate tra i capolavori della letteratura spagnola.
    Fedele alla Chiesa e nello spirito del Concilio di Trento Teresa contribuì al rinnovamento dell'intera comunità ecclesiale.
    Morì il 4 ottobre 1582 a Alba de Tormes, che divenne per la correzione gregoriana del calendario istituita il giorno dopo, il 15 ottobre.
    Fu canonizzata il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV.”
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    “15 ottobre, Santa Teresa d’Avila. Ricordiamo il suo celebre “Nulla ti turbi”:

    Nulla ti turbi,
    nulla ti spaventi.
    Tutto passa,
    solo Dio non cambia.
    La pazienza ottiene tutto.
    Chi ha Dio non manca di nulla:
    solo Dio basta.”
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    “Il 15 ottobre 1389 muore Urbano VI Prignano, Sommo Pontefice.”
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    “15 ottobre 1920 – 2018. Il 15 ottobre nasceva il soldato cattolico Salvo d'Acquisto."





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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    15 octobre : Sainte Thérèse d'Avila, Vierge, Réformatrice des Carmélites (1515-1582) :: Ligue Saint Amédée
    “15 octobre : Sainte Thérèse d'Avila, Vierge, Réformatrice des Carmélites (1515-1582).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._therese_p.jpg







    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #37
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    16 OTTOBRE 2018: ANNIVERSARIO DEL MARTIRIO DI MARIA ANTONIETTA D'ASBURGO-LORENA, REGINA (Vienna, 2 novembre 1755 – Parigi, 16 ottobre 1793), SAN GERARDO MAIELLA, RELIGIOSO REDENTORISTA (Muro Lucano, 6 aprile 1726 – Materdomini, 16 ottobre 1755), SANTA EDVIGE, DUCHESSA DI POLONIA E VEDOVA (Andechs, 1174 – Trzebnica, 15 ottobre 1243); FESTA DELLA PURITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA…



    «16 OTTOBRE SANTA EDVIGE, VEDOVA.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 16 ottobre. Santa Edvige, vedova
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16ott.htm



    http://www.miracolosangerardo.org/la-vita/


    http://www.preghiereperlafamiglia.it...do-maiella.htm
    "16 OTTOBRE SAN GERARDO MAIELLA
    Protettore delle mamme e dei bambini.

    All'età di 26 anni, Gerardo (1726-1755) riuscì a pronunciare i voti tra i Redentoristi, accolto come fratello coadiutore, dopo essere stato rifiutato dai Cappuccini a causa della sua fragilità di salute. Prima di partire aveva lasciato alla madre un biglietto con scritto: «Mamma, perdonami. Non pensare a me. Vado a farmi santo!». «Il "si" gioioso e fiducioso alla volontà divina, sorretto da costante preghiera e da spiccato spirito penitenziale, si traduceva in lui in una carità attenta alle necessità spirituali e materiali del prossimo, soprattutto dei più poveri. Pur senza aver compiuto particolari studi, Gerardo aveva penetrato il mistero dei regno dei cieli e lo irradiava con semplicità a coloro che lo avvicinavano». Egli fece dell'obbedienza eroica alla volontà di Dio un punto fermo della sua vita. In punto di morte pronunciò, davanti a Cristo viatico, queste parole: «Mio Dio, voi sapete che quanto ho fatto e detto, tutto l'ho fatto e detto per gloria vostra. Muoio contento, nella speranza di aver cercato solo la vostra gloria e il vostra santissima volontà»."




    Sant'Edvige - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santedvige/
    «16 ottobre, Sant’Edvige, Vedova, Duchessa di Polonia (Andechs, 1174 – Trzebnica, 15 ottobre 1243).
    “Santa Edvige Vedova, Duchessa di Polònia, la quale si addor mentò nel Signore il giorno precedente.”

    La nostra preghiera, o Edvige, si fa oggi supplichevole in favore dei tuoi figli. Dopo il giorno della loro nascita alla grazia sono passati secoli, che hanno meritato alla Polonia il nome di terra dei martiri e la sua anima, che tu hai generata al prezzo eroico di tutta la tua vita, è sempre uscita dalla prova più grande ancora. Ma la coppa dei suoi dolori oggi trabocca, perché non versa solo più il sangue dalle vene dei suoi figli. L’eterno nemico ha da tempo compreso che il sangue dei martiri è seme di cristiani e invece di torturare solo il corpo di un popolo, che ad ogni ferita si fortifica, ne tortura anche l’anima. Scendi in soccorso della Polonia sfortunata e, se è vero che il grido delle madri è sempre ascoltato, quello che tu leverai a Dio porterà la salvezza ai tuoi figli.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ge-219x300.jpg





    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=H84WydDuFFs
    XXI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1NiTVwx9HdM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a6&oe=5C503089





    «FESTA DELLA PURITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    La devozione del Messale Romano al 16 ottobre propone una Messa “Puritatis beatae Mariae Virginis” (della Purezza della beata Vergine Maria).
    Dio ci ha rivelato che Maria Santissima fin dal suo concepimento fu preservata dal peccato originale e quindi non commise nessun peccato. Ella, l’Immacolata concezione, fu pura in maniera perfetta: Pura nella mente ordinata esclusivamente a Dio, sommo Vero, sommo Bene, sommo Bello. Pura nel cuore - "orto chiuso e fontana sigillata" (Cant. IV, 12) - in cui nulla vi risiedette se non l'amor di Dio e gli affetti più pii e più casti. Pura nel corpo in quanto come ci ricorda la liturgia “sempre intatta nella gloria verginale, generò al mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore”. Nell'anima e nel corpo era tutta di Dio: "Nulla di contaminato in essa s'infiltra" (Sap. VII, 25). Invochiamo dalla Madonna la grazia di vincere l’impurità: “O Maria, o purissima colomba, quanti sono nell'inferno per questo vizio! Signora, liberatecene; fate che nelle tentazioni sempre ricorriamo a voi e v'invochiamo, dicendo: Maria, Maria, aiutaci. Amen” (Sant’Alfonso).
    • Dal libro di sant’Ambrogio vescovo sulle vergini.
    Libro 2 dopo l’inizio.
    La vita della beata Maria rappresenti per voi, come in un quadro, la verginità; della quale, come in uno specchio, rifulge la bellezza della castità e l’ideale della virtù. Prendetene pure gli esempi di vivere: poiché essi esprimono, come in un modello, le lezioni della santità, ciò che dovete correggere, evitare, conservare. La prima cosa che accende ardore nell'apprendimento è la grandezza del maestro. Che cosa più nobile delle Madre di Dio? Che cosa più magnifico di lei, che la stessa magnificenza elesse? Che cosa più casto di lei, che generò un corpo senza contatto con altro corpo?
    Che cosa dirò delle altre sue virtù? Vergine era non solo nel corpo, ma anche nella mente, che non ha macchiato la sincera volontà da nessuna disposizione di astuzia. Era umile di cuore, grave nel discorso, prudente nell’animo, più parca di parole, più studiosa nella lettura, riponendo la sua speranza non sull’incertezza delle ricchezze, ma sulla preghiera del povero; intenta al lavoro, modesta nel discorso, solita non cercare l’uomo, ma Dio come giudice dei suoi pensieri; non far del male a nessuno, voler bene a tutti, sfuggire il vanto, rispettare la ragione, amare la virtù.
    • Dai Sermoni di san Pietro Crisologo.
    Sermone 143.
    Costei diede gloria ai cieli, Dio alla terra, fede alle Genti, fine ai vizi, ordine alla vita, disciplina ai costumi. La Vergine, che stava per restituire la salute ai secoli, accettò la grazia, che l’Angelo conferì. Veramente benedetta la Vergine, che possiede sia l’onore della verginità sia la dignità della Madre; veramente benedetta, che sia fu degna della grazia della concezione divina sia preservò la corona dell’integrità. Veramente benedetta, che sia generò la gloria del germe divino sia apparve Regina di tutta la castità.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Bernardo abate.
    Omelia 2 sul Missus est.
    Nessun che discuta quel nuovo cantico, che sarà accordato alle sole vergini nel regno di Dio di esaltare la stessa Regina delle vergini, la prima tra le altre ad esser esaltata dal basso. Inoltre ritengo che quella città di Dio, oltre a quel cantico che è permesso alle sole vergini e sarà comune, come ho detto, a lei con tutte esse pure, si allieterà di un certo carme più soave e più distinto. Ritengo che il suo ritmo dal suono così melodioso cava fuori ed esprime che non si troverà senza dubbio alcuna degna delle stesse vergini, poiché ciò che è da decantare giustamente sarà riservato a colei, che sola si gloria del parto, del parto divino. Si gloria, ho detto, del parto, non in se stessa, ma in colui stesso, che ha generato. Dio, dato che stava per concedere alla sua Madre (infatti è Dio, colui che ha generato) una gloria singolare nei cieli, provvide di prevenirla sulla terra anche con una grazia singolare, con la quale evidentemente concepisse ineffabilmente ed intatta, e partorisse incorrotta.
    Conveniva a Dio una nascita di tal genere, nella quale fosse generato soltanto dalla Vergine. Tale parto si confaceva anche alla Vergine, che non generasse se non Dio. Dunque il Creatore degli uomini, affinché divenisse uomo, per nascere dall’uomo, dovette scegliere una tale Madre per sé tra tutte e custodirla nella bassezza, sia sapeva quale gli convenisse sia conosceva quale sarebbe stata gradita a sé. Volle che fosse pertanto Vergine, dalla quale immacolata procedesse l’immacolato per purgare le macchie di tutti. Volle che fosse anche umile, dalla quale il mite e l’umile di cuore nascesse, per mostrare a tutti l’esempio necessario e molto salutare di queste virtù in sé. Concesse il parto alla Vergine, colui che già precedentemente le aveva sia inspirato il voto della verginità, sia accordato il merito dell’umiltà. Affinché allora, colei che stava per concepire il Santo dei Santi allo stesso modo, fosse destinata a mostrarsi santa nel corpo, ricevette il dono della verginità; affinché lo fosse anche nell’animo, ricevette il dono dell’umiltà.
    O Vergine ammirevole e degnissima di ogni onore! O donna singolarmente veneranda, ammirabile su tutte le donne, riparatrice dei progenitori, vivificatrice dei posteri! L’Angelo fu inviato a una Vergine, vergine nella carne, vergine nell’animo, vergine nella professione di fede, vergine infine, come descrive l’Apostolo, santa nell’animo e nel corpo, né di recente né trovata per caso, ma eletta dal secolo, prevista dall’Altissimo, predisposta anche per sé, custodita dagli Angeli, prefigurata dai Padri, promessa dai Profeti.
    PROPRIUM MISSAE:
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...ine-maria.html »
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    «SANTA EDVIGE
    Vedova.
    Semidoppio.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 16 ottobre. Santa Edvige, vedova
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16ott.htm
    Edvige, di stirpe regale, e ancor più illustre per innocenza di vita, nata ad Andescj nell'alta Baviera nel 1174, era figlia di Bertoldo, principe di Carinzia, e zia materna di santa Elisabetta di Ungheria. Sposa di Enrico I, duca di Polonia, adempì così santamente i suoi doveri di sposa, che la Chiesa la paragona alla donna forte, di cui lo Spirito Santo ci parla nell'Epistola di oggi. Dal suo matrimonio nacquero tre maschi e tre fanciulle. Macerava il suo corpo col digiuno e con le veglie, e anche con la severa ruvidezza dei suoi abiti. Animata da una grande carità verso i poveri, li serviva a tavola; inoltre, lavava e baciava le ulceri dei lebbrosi. Per meglio dedicarsi al servizio del Signore indusse il suo sposo ad inpegnarsi in un con essa col voto di castità. Morto il duca, Edvige, come il mercante di cui ci parla il Vangelo, si spogliò di tutti i suoi beni per comperare la perla preziosa della vita eterna. Dopo incessanti preghiere e per ispirazione divina, con slancio generoso d'amore, passò dalle pompe del secolo all'umile sequela della croce (Orazione) entrando nel monastero dell'ordine cistercense di Trebnitz (l'attuale Tzrebnica) in Polonia, che era stato da lei stesso fondato e ove sua figlia Geltrude era badessa. Ivi si addormentò nel Signore il 15 ottobre 1243. Fu inscritta nell'albo dei Santi da papa Clemente IV nel 1267. La Polonia la onora in modo particolare quale sua patrona.

    • Edvige, di famiglia reale, ma ancora più illustre per la innocenza della vita, era zia di sant'Elisabetta regina d'Ungheria, e figlia di Bertoldo e d'Agnese marchesi di Moravia, e fin dalla prima età fece conoscere la saggezza del suo animo. Infatti bambina s'astenne da ogni puerilità, e sposata a dodici anni a Enrico duca di Polonia, adempì santamente i doveri di fedele sposa, ed allevò nel timor di Dio i figli che n'ebbe. Ma per dedicarsi meglio a Dio, indusse il marito a consentire e a impegnarsi con voto, come lei, a osservare la continenza. Mortole il marito, ella, dopo reiterate preghiere e dietro ispirazione divina, prese generosamente l'abito Cistercense nel monastero di Trebnitz; e là, intenta alla contemplazione, e assistendo con assiduità dal levar del sole fino a mezzogiorno agli Uffici divini e alla celebrazione delle Messe si mostrò coraggiosa nel disprezzare l'antico nemico del genere umano.
    Non volle più parlare né sentir parlare di cose del secolo, purché non si riferissero alla gloria di Dio o alla salute delle anime. Fu tale la sua prudenza nell'operare, che né trasmodava nel modo né errava nell'ordine da eseguire, del resto era affabile e dolce col prossimo. Coi digiuni, veglie, vesti austere e rozze onde affliggeva il suo corpo, trionfò grandemente di sé; perciò fiorirono in lei le più sublimi virtù cristiane, e divenne un modello di pietà religiosa per la gravità de' suoi consigli, il candore e la serenità del suo animo. Mettersi volentieri al disotto di tutte le altre monache e compierne con gioia i servizi più vili, servire i poveri perfino in ginocchio, lavare e baciare i piedi dei lebbrosi, le era cosa famigliare; né, padrona di sé, l'arrestava la nausea della marcia che scaturiva dalle loro ulceri.
    Fu ammirabile la sua pazienza e fortezza d'animo, principalmente nella morte del suo figlio Enrico, duca di Slesia, che amava teneramente, ucciso in una guerra contro i Tartari; piuttosto che versar lacrime su questo figlio, ne ringraziò Dio. I miracoli accrebbero la sua gloria; che, chiamata, rese la vita a un fanciullo caduto nell'acqua, impigliato fra le ruote d'un Mulino e quasi stritolato; e ne fece ancora altri, che, canonicamente provati, indussero Clemente IV ad iscriverla nel novero dei Santi, e a concedere che la Polonia, la quale l'onora con venerazione particolare come patrona, ne celebrasse la festa il 15 Ottobre. In seguito Innocenzo XI la estese a tutta la Chiesa, fissandola al giorno 17; dipoi Pio XI l'ha anticipata al 16.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 11 sui Vangeli.
    Il regno dei cieli, fratelli carissimi, si dice simile a cose terrene, affinché l'anima si elevi da ciò che conosce a ciò che non conosce affatto, così che dall'esempio delle cose visibili si sollevi alle invisibili, e come incitata da ciò che ha appreso, s'infiammi a tal punto da imparare ad amare, per mezzo dell'affetto per un bene conosciuto, anche beni sconosciuti. Ecco dunque che il regno dei cieli si paragona ad un tesoro nascosto in un campo. L'uomo che l'ha trovato, lo tiene nascosto e, per la gioia di possederlo, va a vendere tutto ciò che possiede e compra quel campo.
    Ed in ciò si deve anche notare che il tesoro trovato viene nascosto perché sia conservato: poiché non riuscirà a difendere dagli spiriti maligni l'ardore del desiderio che sente per il cielo, colui che non lo sottrae alle umane lodi. Infatti nella vita presente ci troviamo come in una via, lungo la quale ci dirigiamo alla patria. Gli spiriti maligni ci tendono insidie lungo la strada, come ladruncoli. Portare dunque pubblicamente un tesoro per via è come desiderare di essere derubati. Ora io dico questo, non perché il prossimo non veda le nostre opere buone, poiché sta scritto: "Vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli"; ma perché non cerchiamo lodi dall'esterno per quello che facciamo. L'opera quindi sia pure pubblica, ma rimanga occulta l'intenzione: affinché noi possiamo dare al prossimo l'esempio di un'opera buona, e tuttavia con l'intenzione, per la quale cerchiamo di piacere soltanto a Dio, desideriamo sempre il segreto.
    Il tesoro è il desiderio del cielo, e il campo nel quale è nascosto, è una vita degna del cielo. Vende subito ogni cosa per comperare questo campo chi, rinunziando ai piaceri della carne, con pratica esatta di questa vita di cielo, calpesta tutti i suoi desideri terreni, così che nulla più gli piaccia di ciò che solletica la carne, e il suo spirito non tema nulla di ciò che distrugge la vita carnale.
    https://sardiniatridentina.blogspot....edova.html?m=0
    • Dalla «VIta di santa Edvige» scritta da un autore contemporaneo.
    (Acta Sanctorum Octobris 8 [1853], 201-202)
    Il suo animo tendeva sempre a Dio.

    Ben sapendo la serva di Dio che le pietre vive, che sono destinate alla costruzione della Gerusalemme celeste, devono essere rifinite in questo mondo a colpi di contrarietà e di umiliazioni, e che per salire alla felicità eterna ed alla patria gloriosa bisogna passare per molte tribolazioni, si espose totalmente ai rovesci delle sofferenze, e senza compassione logorò il suo corpo con molti flagelli. Si macerò infatti ogni giorno con digiuni ed astinenze tali, che molti si meravigliavano come mai una donna così debole e delicata potesse sopportare tormenti di tal genere. Quanto più spesso si dava alla mortificazione del corpo, in cui tuttavia usava intelligente discrezione tanto più speditamente avanzava nel vigore dello spirito e nell'aumento della grazia, continuamente alimentata dal fuoco del divino amore e della devozione. Infatti assai spesso era trasportata in alto e si intratteneva con Dio con desiderio tanto infuocato che, resa insensibile, non avvertiva più la presenza di questo mondo.
    Come con la devozione dell'anima tendeva sempre a Dio, così si chinava verso il prossimo con la sua benefica carità. Dava generosamente l'elemosina ai bisognosi, elargiva benefici a comunità e persone religiose, sia fuori che dentro i monasteri, fu munifica con le vedove e gli orfani, coi malati e i deboli, coi lebbrosi e i carcerati, coi pellegrini e le nutrici bisognose di sostentamento. Insomma, concedeva ogni genere di favori e non permise che alcuno se ne andasse da lei senza aver ricevuto aiuto. E siccome questa serva di Dio non trascurò mai di compiere tutto il bene che poteva, Dio le concesse una particolare grazia. Quando si sentiva umanamente del tutto esaurita e priva di forze, con la potenza divina della passione di Cristo riusciva ancora a fare ciò che la necessità del prossimo richiedeva da lei. Perciò a quanti ricorrevano a lei per la salute dell'anima e del corpo, a tutti portava aiuto secondo il beneplacito della divina bontà.»
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    «Ultimi comunicati - Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
    “Non serviam: il ’68 contro il principio dell’autorità”
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    Rieducazione comunista in salsa bolognese
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    60 anni dalla morte di Pio XII
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    “Colombo è uomo nostro”
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    “Cuore Eucaristico di Gesù, modello del cuore sacerdotale, abbiate pietà di noi. (Indulgenza 300 giorni ogni volta).”
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    «16 ottobre 2018: Sant'Edvige, duchessa di Slesia e vedova.

    Nata nel 1174 nell’Alta Baviera, fu duchessa della Slesia, sposa di Enrico I detto il Barbuto. La sua condizione nobile non le vietò di vivere a fondo la propria fede, dando prova di profonda devozione ed esprimendo in diversi modi la carità verso gli ultimi e l’intenzione totale di porre tutta la sua persona a servizio degli altri. Provata da diverse sventure familiari e addolorata dalla rivalità tra i due figli, seppe mostrare sempre la mitezza e la saggezza di chi vive un profondo desiderio di pace. Stile che applicò nella vita di corte e nella politica estera. Quando il marito fu fatto prigioniero di guerra ne ottenne la liberazione. Si adoperò per migliorare le condizioni di vita dei carcerati e usò gran parte delle sue rendite per i poveri. Praticò un’austerità personale volta a una mortificazione offerta come segno concreto per chi viveva chiuso nel peccato e nell’egoismo. Principessa e penitente, sposa fedele e madre dolorosa, sovrana giusta e benefica, Edvige morì nel 1243 e subito venerata come santa, sia dai fedeli germanici che da quelli slavi.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f2&oe=5C407D7A





    «In memoria della Regina Maria Antonietta, ghigliottinata il 16 ottobre 1793.

    “Io muoio nella religione cattolica, apostolica e romana, in quella dei miei padri, in quella nella quale son stata allevata, e che ho sempre professato, non avendo alcuna consolazione spirituale da aspettare, non sapendo se esistano ancora qui preti di questa religione e, anche se ciò fosse, il luogo in cui mi trovo li esporrebbe troppo se vi entrassero una volta, io chiedo sinceramente perdono a Dio di tutti gli errori che ho potuto commettere da quando esisto; spero che nella sua bontà vorrà accogliere i miei ultimi voti, come quelli che ho fatto da molto tempo perché voglia ricevere la mia anima nella sua misericordia e nella sua bontà. Chiedo perdono a tutti quelli che conosco” (Dall'ultima lettera alla cognata Elisabetta).»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...34&oe=5C5631A9





    «Il 16 ottobre 1591 muore Gregorio XIV Sfondrati, Sommo Pontefice.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...71&oe=5C471DD8










    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 16 ottobre. Santa Edvige, vedova
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16ott.htm
    «16 OTTOBRE SANTA EDVIGE, VEDOVA.
    Madre dei popoli.

    All'origine di ogni vita vi è un atto generatore e questo fatto, che nell'ordine naturale tutti possono costatare, obbedisce a identiche leggi nell'ordine spirituale. Da una parte e dall'altra è uguale il processo che esige il concorso di due elementi e consegue il suo risultato dopo un parto doloroso, che dopo il peccato originale è condizione di qualsiasi nascita.
    Per realizzare la maternità spirituale Dio è libero di scegliere come vuole, ma, per rispetto alle leggi che ha stabilite, si contenta ordinariamente di servirsi di quello che già esiste nella natura delle cose, elevandolo all'ordine soprannaturale.
    Così noi vediamo alla culla di molti paesi cristiani colei, che per le funzioni esercitate era già madre della grande famiglia nazionale: una regina, che dà la vita a tutto un popolo con le acque del battesimo. È il caso di Clotilde, che forgia l'anima del suo paese in vista di lotte future ed è il caso di Edvige, Duchessa di Polonia.
    Queste sante principesse restano madri della patria anche dopo la morte, perché per sua stessa natura, il legame che le univa al loro popolo resta intatto e la loro protezione si afferma attraverso i secoli con la potenza di un amore materno sopra il cuore di Dio.
    Storia.
    Nata verso il 1174, Edvige, figlia del Marchese di Moravia, zia di santa Elisabetta di Ungheria, andò sposa ancor giovanissima a Enrico, Duca di Polonia, cui diede sei bambini. Fece poi col marito voto di continenza e, alla morte di lui, si ritirò nel monastero cistercense di Trebnitz nella Slesia, dove, ricevuto l'abito religioso, condusse una vita dedita alla contemplazione, alla penitenza e all'elemosina.
    Conobbe con tre anni di anticipo la sorte del figlio, il Duca Enrico il Pio, che morì sul campo di battaglia di Liegnitza, difendendo la cristianità contro i Tartari e offrì a Dio il suo sacrificio, ringraziandolo di averle dato un figlio simile. Morta il 15 ottobre del 1243, fu canonizzata da Clemente IV, che la dichiarò Patrona della Polonia.
    Preghiera per la Polonia.
    La nostra preghiera, o Edvige, si fa oggi supplichevole in favore dei tuoi figli. Dopo il giorno della loro nascita alla grazia sono passati secoli, che hanno meritato alla Polonia il nome di terra dei martiri e la sua anima, che tu hai generata al prezzo eroico di tutta la tua vita, è sempre uscita dalla prova più grande ancora. Ma la coppa dei suoi dolori oggi trabocca, perché non versa solo più il sangue dalle vene dei suoi figli. L'eterno nemico ha da tempo compreso che il sangue dei martiri è seme di cristiani e invece di torturare solo il corpo di un popolo, che ad ogni ferita si fortifica, ne tortura anche l'anima.
    Scendi in soccorso della Polonia sfortunata e, se è vero che il grido delle madri è sempre ascoltato, quello che tu leverai a Dio porterà la salvezza ai tuoi figli.
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1190-1192.»





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    16 octobre : [Diocèses de Bâle et Sion] Saint Gall, Abbé :: Ligue Saint Amédée
    “16 octobre : [Diocèses de Bâle et Sion] Saint Gall, Abbé.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...saint_gall.jpg





    16 octobre : Saint Gérard Majella, Frère convers Rédemptoriste (1726-1755) :: Ligue Saint Amédée
    “16 octobre : Saint Gérard Majella, Frère convers Rédemptoriste (1726-1755).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...rd_majella.jpg







    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  8. #38
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    17 OTTOBRE 2018: SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE (1647-1690); VERGINE E CONFIDENTE DEL SACRO CUORE…



    «17 OTTOBRE SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE, VERGINE.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 17 ottobre. Santa Margherita Maria, vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-17ott.htm




    Santa Margherita Alacoque - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-margherita-alacoque/
    «17 ottobre, Santa Margherita Maria Alacoque, Vergine (Verosvres, 22 luglio 1647 – Paray-le-Monial, 17 ottobre 1690). Monaca dell’Ordine della Visitazione, Gesù le apparve per praticare e propagare la devozione al Sacro Cuore.

    O Santa Margherita Maria, dal Sacro Cuore di Gesù fatta partecipe dei suoi tesori divini, otteneteci, vi supplichiamo, da questo Cuore adorabile le grazie di cui abbiamo bisogno. Noi gliele domandiamo con confidenza che non ha limiti. Si degni il divin Cuore concedercele per la vostra intercessione, affinchè ancora una volta egli sia per voi glorificato ed amato. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-206x300.jpg





    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=H84WydDuFFs
    XXI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1NiTVwx9HdM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
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    «SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE
    Vergine.
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 17 ottobre. Santa Margherita Maria, vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-17ott.htm
    Margherita Maria Alacoque nacque a Vérosvres (diocesi di Autun) il 22 luglio 1647. Giovanissima si consacrò a Gesù Cristo col voto di verginità perpetua (Offertorio, Communio). A ventitré anni entrò tra le Visitandine (Ordine della Visitazione della beata Vergine Maria) di Paray-le-Monial. Il Sacro Cuore le apparve in «tre grandi rivelazioni» (Orazione, Vangelo) senza che la Comunità ne avesse sentore. Santa Margherita Maria Alacoque si segnalò, negli ultimi anni della sua vita, per esimi meriti nel propagare la devozione verso il sacratissimo Cuore di Gesù e nel promuovere il pubblico culto del medesimo. Passò al suo divin sposo celeste a Paray-le-Monial il 17 ottobre 1690, a quarantatré anni. Il suo corpo verginale fu sepolto nel coro del monastero, presso la grata dove stava in preghiera quando il divin Maestro le apparve. Pio IX la beatificò il 18 settembre 1864 e Benedetto XV la canonizzò nel giorno dell'Ascensione, il 13 maggio 1920, e il 26 giugno 1929 Pio XI estese il suo culto a tutta la Chiesa.

    La Santa fu uno strumento provvidenziale per mettere in risalto l'amore di Cristo per noi e il dovere nostro di riamare chi tanto ci amò e si sacrificò. Già Isaia aveva profetizzato che delle moltitudini avrebbero corrisposto all'amore del Cristo; il profeta Zaccaria aveva predetto e san Giovanni ricordato, che al Cristo trafitto avrebbero guardato commosse le stesse moltitudini. Santa Geltrude, e specialmente san Giovanni Eudes promossero il culto del Sacro Cuore. Santa Margherita diede l'ultima spinta.
    • Margherita Maria Alacoque nata da onorata famiglia in un villaggio della diocesi di Autun, già fin dai primi anni diede indizi della futura santità. Accesa d'amore per la Vergine Madre di Dio e per l'augusto sacramento dell'Eucaristia, giovanetta consacrò a Dio la sua verginità, bramando unicamente di modellare la vita secondo le cristiane virtù. Si deliziava delle preghiere lunghe, della contemplazione delle cose celesti, del disprezzo di sé, della pazienza nelle avversità, del tormento del corpo, della carità verso il prossimo specialmente povero; e si sforzava con somma cura di ricopiare con tutte le forze gli esempi santissimi del Redentore.
    Entrata nell'Ordine della Visitazione, cominciò subito a risplendere per fervore di vita religiosa. Fu da Dio onorata del dono di alta orazione, di altri doni di grazia e di frequenti visioni. Di queste la più celebre fu quando mentre pregava davanti all'Eucaristia Gesù le diede a vedere se stesso e le mostrò il Cuore divino sul petto aperto acceso di fiamme e circondato di spine, e le comandò che, per tale carità e per espiare gli oltraggi degli uomini ingrati, ella cercasse d'istituire il culto pubblico al suo Cuore, proponendo grandi premi del tesoro celeste. Titubante ella per umiltà e professandosi incapace di tanta cosa l'amantissimo Signore le fa coraggio, ed insieme le designa per guida ed aiuto un uomo di esimia santità, Claudio de la Colombière: e l'infiamma colla speranza di quella somma utilità, che poi dal culto del divin Cuore si diffuse nella Chiesa.
    Margherita si studiava con ogni diligenza di compiere gli ordini del Redentore. Tuttavia non le mancarono molte molestie e aspre villanie da coloro che andavano ripetendo essere ella un'illusa. Cose tutte che sopportò con animo tranquillo, anzi metteva in conto di guadagno, stimando ch'ella per via di obbrobri e dolori sarebbe divenuta ostia a Dio gradita, e che avrebbe ottenuto maggiori aiuti per il suo disegno. Illustre per lode di religiosa perfezione e per mezzo della contemplazione delle cose eterne di giorno in giorno unendosi sempre più allo sposo celeste, se ne volò a lui, nell'anno quarantatré dell'età sua, dell'era volgare 1690. Illustre per miracoli Benedetto XV l'iscrisse tra i santi e il Sommo Pontefice Pio XI ne estese l'ufficio a tutta la Chiesa.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Francesco di Sales Vescovo.
    Sermone 23 nel giorno di Pentecoste verso la metà.
    Nessun'altra è vera scienza, all'infuori di quella ch'è data dallo Spirito Santo, ma questa viene concessa solo agli umili. Non abbiamo forse visto dei gran teologi dire meraviglie delle virtù, ma perché non le esercitavano? Al contrario abbiamo visto molte donne, che non sapevano ragionare delle virtù, ma ben sapevano compiere le opere delle virtù. Ora lo Spirito Santo ha fatto queste tali sapienti, perché avevano e il timor del Signore e la pietà e l'umiltà.
    Frammento dal sermone 16, sulla III Domenica dopo Pentecoste, al principio.
    Nostro Signore, il grande e più illustre medico di tutte le nostre infermità, prima che venisse in questo mondo, aveva annunziato chiaramente per mezzo dei suoi Profeti: «Fascerò le pecorelle fratturate, e sostenterò le inferme» (Ezech. 34,16). E dipoi egli stesso colla sua bocca gridò dicendo: «Venite a me tutti voi che siete affaticati ed oppressi, ed io vi ristorerò» (Matth. 11,28). Che meraviglia dunque se vediamo lui stesso circondato da infermi, da peccatori e pubblicani? Non è forse la gloria del medico esser cercato dagl'infermi?
    Frammento del sermone 10 per il Lunedì dopo Pasqua, alla fine.
    Egli porta le nostre miserie e le nobilita, mette la miseria nostra nel suo Cuore, mostra il costato. Ma occorre che noi lo riamiamo, altrimenti mentre ora ci mostra le piaghe per amore, una volta ce le mostrerà per ira e indignazione. Fa', o buon Gesù, che noi riceviamo la pace che ci offri, e che vediamo le tue piaghe, di modo che, finché rimangono la fede, la speranza e la carità, radicati nella fede, lieti per la speranza, e accesi di carità, aspettiamo la beata speranza e la tua venuta, cosicché in esso, Ti vediamo Agnello alla destra non leone alla sinistra; e invece della fede abbiamo la visione, invece della speranza il possesso e invece della carità imperfetta la perfetta, in cui godremo per i secoli dei secoli. Così sia.
    https://sardiniatridentina.blogspot....rgine.html?m=1
    • Dalle «Lettere» di santa Margherita Maria Alacoque vergine.
    (Vie et Œuvres 2, Paris 1915, 321. 336. 493. 554)
    Dobbiamo conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza.

    Mi sembra che il grande desiderio di Nostro Signore che il suo Sacro Cuore venga onorato in modo particolare, abbia lo scopo di rinnovare nelle anime gli effetti della sua redenzione. Infatti il suo Sacro Cuore è una fonte inesauribile che cerca solo di riempire i cuori umili, vuoti, distaccati da ogni cosa e sempre pronti a sacrificarsi per rendergli piacere.
    Questo Cuore divino è una fonte inesausta, dalla quale scendono ininterrottamente tre canali: il primo è quello della misericordia verso i peccatori e porta loro lo spirito di contrizione e di penitenza. Il secondo è quello della carità e scorre per portare aiuto a tutti i miserabili che si trovano in qualche necessità, e particolarmente a coloro che tendono alla perfezione: essi vi troveranno la forza per superare gli ostacoli. Il terzo è quello dell'amore e della luce per gli amici perfetti, che egli desidera unire a se stesso, per comunicare loro la sua scienza e i suoi desideri, perché, per una via o per l'altra, si consacrino totalmente alla sua gloria.
    Questo Cuore divino è un abisso di bene, in cui i poveri devono riversare le loro necessità. È un abisso di gioia, dove bisogna gettare tutte le nostre tristezze. È un abisso di umiliazione per il nostro orgoglio, un abisso di misericordia per gli infelici, e un abisso d'amore, in cui bisogna seppellire tutte le nostre miserie.
    Non avete quindi che da unirvi in tutte le vostre azioni al Sacro Cuore di Nostro Signore, all'inizio per disporvi, al termine per ripagare. Per esempio, vi sentite incapaci di pregare? Accontentatevi di offrire la preghiera che il divin Salvatore fa per noi nel sacramento dell'altare. Offrite i suoi slanci per riparare tutte le vostre imperfezioni. Ripetete dunque ogni vostra azione: Mio Dio, io faccio o soffro questa cosa nel Sacro Cuore del vostro divin Figlio, e secondo le sue sante intenzioni che vi offro per riparare tutto ciò che di impuro e di imperfetto c'è nel mio operare. E così nelle diverse situazioni della vita.
    Quando vi toccherà qualche pena, afflizione o mortificazione, dite a voi stessi: Accetta ciò che il Sacro Cuore di Gesù ti manda per unirti a lui.
    Soprattutto cercate di conservare la pace del cuore, che supera qualsiasi tesoro. Il mezzo per arrivare a questo consiste nel non avere più volontà propria, ma quella di questo divin Cuore al posto della nostra, lasciando che voglia per noi tutto ciò che può aumentare la sua gloria, contenti di sottometterci e di abbandonarci a lui in ogni cosa. »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0e&oe=5C474F5F





    «MESE DI OTTOBRE: MESE DEL SACRATISSIMO ROSARIO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.
    5. MAGNÆ DEI MATRIS
    Lettera Enciclica di Sua Santità Leone P.P. XIII.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...da&oe=5C470460








    "Salfai Erzsébet
    Per favore, Dio, versa su di noi lo spirito con cui Santa Margherita ha fatto in modo estremamente ricco, per conoscere l'amore di Cristo sorpassa ogni intelligenza, e potrebbe essere pieno tutta la pienezza di Dio! Amen."





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    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare Santa Margherita Maria, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa Santa, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, Santa Margherita Maria possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»
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    «"XIII giornata per la regalità sociale di Cristo"
    Sono pronte le cartelline per i partecipanti alla giornata di sabato 20 ottobre a Modena (si ringrazia per il lavoro gli amici del "Centro Studi Federici" della Valmarecchia), con una cartolina del gen. Hermann Kanzler nel 130° anniversario della sua morte (1888-2018).
    https://www.facebook.com/events/1724524070917527/
    Dalla bacheca di Giuseppe Federici.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4e&oe=5C88BB1F


    “Cuore Eucaristico di Gesù, accresci in noi la Fede, la Speranza e la Carità. (Indulgenza 300 giorni ogni volta, alle solite condizioni).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...32&oe=5C41A273





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...04&oe=5C4D2BEF





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b5&oe=5C5E25F8








    https://www.agerecontra.it/2018/10/d...-sursum-corda/

    https://www.agerecontra.it/2018/10/d...lo-vi-montini/

    https://www.agerecontra.it/2018/10/g...uantanni-dopo/
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    "I.M.B.C., Modena, 20/10/2018: per Cristo Re contro il ’68."
    https://www.agerecontra.it/2018/10/i...-contro-il-68/




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    http://www.radiospada.org/
    http://www.edizioniradiospada.com/
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    https://www.radiospada.org/2012/06/i...cuore-di-gesu/

    «17 OTTOBRE 2018: SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE; VERGINE.»
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    «17 ottobre, Santa Margherita Maria Alacoque, mistica zelatrice del culto del Sacro Cuore di Gesù. Ricevette le celebri 12 Promesse: https://bit.ly/2CMiW0Z «Haurietis aquas in gaudio de fontibus Salvatoris - Voi attingerete con gaudio le acque dalle fonti del Salvatore» (Is., XII, 3)»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b0&oe=5C8A36E6





    “Il 17 ottobre 532 muore San Bonifacio II, Sommo Pontefice”

    “Il 17 ottobre 1404 Papa Innocenzo VII de Migliorati viene esaltato al Sommo Pontificato”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f6&oe=5C58FA65








    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 17 ottobre. Santa Margherita Maria, vergine
    http://www.unavoce-ve.it/pg-17ott.htm
    «17 OTTOBRE SANTA MARGHERITA MARIA ALACOQUE, VERGINE
    Il ritardo provvidenziale.

    Quattro secoli prima delle rivelazioni di Paray-le-Monial, santa Gertrude chiese a san Giovanni perché non avesse detto nulla del Cuore di Gesù sul quale aveva potuto posare familiarmente il capo nel Cenacolo. L'Apostolo rispose: "Era mia missione dire alla Chiesa nascente, in relazione al Verbo, una semplice parola, che fino alla fine del mondo, bastasse a nutrire l'intelligenza di tutta la stirpe umana. La Provvidenza manifesterà più tardi quanto nascondono di dolcezza e di soavità le divine pulsazioni e l'amore immenso del Cuore sacro dell'Uomo-Dio, per rianimare la fiamma della carità, fattasi fredda in un mondo invecchiato e languente" (S. Gertrude. L'Araldo dell'amore divino, I , IV, c. IV).
    La Chiesa si e sempre nutrita della parola del discepolo prediletto: "Dio è carità". Le anime non hanno mai cessato di rispondere all'appello deI Maestro: "Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò sollievo. Prendete su di voi il mio giogo e venite alla mia scuola, perché io sono dolce ed umile di cuore". Al Cuore aperto dalla lancia le anime hanno attinto il sangue che ci ha riscattati, l'acqua che ci purifica.
    Era però venuta l'ora in cui il Signore voleva far vedere al mondo quanto ci ama, mostrare la sua misericordiosa tenerezza. Per la Francia era l'ora eccezionale del secolo di Luigi XIV, in cui tutte le glorie sembravano essersi date convegno attorno al più grande dei re francesi. Era però anche l'ora in cui nasceva il giansenismo, che avrebbe negato l'amore di Dio e l'avrebbe disseccato nel cuore degli uomini. Con perfida tenacia la sleale eresia (Lacordaire) avrebbe cercato di allontanare i fedeli dall'Eucaristia, di presentare Dio come un giudice inesorabile e cupo e, strappato dai loro cuori l'amore, vi avrebbe lasciata una servile paura, esponendoli allo scoraggiamento e al peccato.
    La confidente del Sacro Cuore.
    Per annunziare la buona novella, Dio non aveva scelto dei ricchi e dei potenti secondo il mondo, ma umili e oscuri pescatori di Galilea. Anche per questa nuova rivelazione del suo amore eterno scelse in terra di Francia un'umile religiosa del monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, Margherita Maria Alacoque.
    Non è la prima confidente del Maestro divino e la devozione al Sacro Cuore non è cominciata alla Visitazione. Alla fine del secolo XII, santa Gertrude aveva avuta la missione di "rivelare la parte e l'azione del Cuore divino nell'economia della gloria divina e della santificazione delle anime" (Riv. di santa Gertrude, Paris, 1887, Prefazione, p. XV di Dom Paquelin); san Francesco d'Assisi, san Bonaventura, il beato Enrico Susone avevano teneramente amato il "Cuore che ha tanto amato gli uomini" e santa Caterina da Siena aveva più volte avuto la fortuna di contemplarne le ferite. All'inizio del secolo XVII, san Giovanni Eudes, come lo abbiamo veduto il 19 agosto, era stato "padre, dottore ed apostolo" (Pio X. Bolla di beatificazione) del culto al Sacro Cuore.
    La vocazione di santa Margherita Maria.
    Santa Margherita Maria "fu lo strumento scelto da Dio per porre l'ultimo suggello alla divozione nel suo spirito e nelle sue pratiche e imprimerle un moto di estensione universale" (P. Bernardot. Vita spirituale, II, p. 212). I devoti del Sacro Cuore avevano fino a quel momento reso un culto di adorazione e di ringraziamento; Gesù chiese alla santa Visitandina che si rendesse soprattutto al suo Cuore un culto di riparazione per gli oltraggi che riceveva dal mondo che non vuole conoscere l'Amore infinito.
    Come tutte le anime chiamate nella Chiesa ad un apostolato fecondo e ad una vita di espiazione e di riparazione, santa Margherita Maria aveva desiderato sofferenze, umiliazioni e disprezzi. Dio esaudì la sua preghiera: tentazioni del demonio, asprezza da parte di vari membri della sua famiglia, sospetti da parte delle sue Consorelle, sofferenze fisiche inviate da Dio stesso; essa accettò tutto con la più grande pazienza e la più grande carità, per completare il trionfo e il regno del Sacro Cuore: "ci deve bastare, diceva, che il suo Cuore sia contento, sia amato e glorificato" e ancora: "Oh, se potessi, se mi fosse permesso di dire, come mi è dato di conoscere, le ricompense che riceveranno dal Cuore divino quelli che si impegneranno a farlo conoscere ed amare, voi direste come me che sono fortunati coloro che Egli sceglie per l'esecuzione dei suoi disegni. Il Cuore divino sarà asilo e porto sicuro, nell'ora della morte, per tutti quelli che in vita l'avranno onorato, li difenderà e proteggerà" (Vita e Opere, II, p. 550).
    Dopo aver molto lavorato e sofferto, essa "non aveva più bisogno che di Dio solo e di inabissarsi nel Cuore di Gesù Cristo" e quando spirò il 17 ottobre del 1690, il medico dichiarò "ch'egli non aveva dubbio che fosse morta di amore di Dio" (ibid. p. 331).
    VITA. - Margherita Maria Alacoque nacque a Lautecour, villaggio della diocesi di Autun, il 22 luglio 1647. Già nell'infanzia diede segni chiarissimi della sua futura santità. Ardente di amore verso la Vergine Maria e il Sacramento della Eucaristia, consacrò a Dio la sua verginità, cercando nel voto soltanto l'orientamento della vita alle virtù cristiane. Sua delizia erano le preghiere prolungate, la contemplazione delle cose celesti, il disprezzò di sé, la pazienza nelle avversità, la mortificazione del corpo, la carità verso il prossimo e soprattutto verso i poveri.
    A ventiquattro anni entrò nel monastero della Visitazione di Paray-le-Monial, dove fu onorata da Dio con doni di orazione elevatissimi e con numerose visioni. Nella più celebre delle visioni, mentre pregava davanti alla santa Eucaristia, Gesù le si mostrò col petto aperto dentro il quale essa vide il Cuore divino consumato da fiamme e circondato di spine. Per rispondere a tanto amore e riparare le molte ingiurie degli uomini, Gesù le chiese di adoperarsi per la istituzione del culto del Sacro Cuore, con la promessa di effondere le ricchezze dei suoi tesori. Per realizzare quest'opera grandissima le diede, maestro e aiuto, un uomo di eminente santità, Claudio de la Colombière che incoraggiò rivelandogli l'immenso bene che nella Chiesa si sarebbe ottenuto col culto del divin Cuore di Gesù.
    La volontà di obbedire agli ordini del Salvatore le costò molte pene da parte di coloro che la credevano vittima di illusioni e tutto soffrì con serenità d'animo, pensando che nell'obbrobrio e nel dolore, sarebbe diventata ostia a Dio gradita e avrebbe ricevuto più grandi aiuti, per realizzare il suo proposito. E, in parte, lo vide realizzato prima della morte avvenuta il 17 ottobre 1690, all'età di 43 anni. Riconosciuti dalla Chiesa i miracoli da lei operati e la sua santità, Benedetto XV la iscrisse nel numero dei Santi e nel 1925 Pio XI estese la sua festa alla Chiesa universale.
    Auguri di festa.

    Alle novizie che volevano farti i loro auguri di buona festa, il 20 luglio 1685, tu consigliasti di rivolgere al Sacro Cuore gli onori che volevano rendere a te, dicendo che "era quello il modo migliore di dimostrarti il loro amore". Tutte si misero in gara per accontentarti e, il mattino della tua festa, ti consacrasti al Sacro Cuore con l'ardore di un serafino, circondata dalle tue discepole e, dopo di te, al tuo invito e sul tuo esempio, tutte pronunziarono l'atto di consacrazione. Era quello il primo omaggio esterno che il Sacro Cuore riceveva a Paray-le-Monial, omaggio che avevi dovuto comprare a prezzo di lunghe e dolorose prove. Ma quanto era grande la tua ricompensa in quel giorno!
    La Chiesa si preparava a rispondere al desiderio del Signore Gesù Cristo, istituendo la festa del Sacro Cuore e pellegrini sempre più numerosi sarebbero affluiti nell'umile cappella nella quale tu avevi ricevuto le confidenze del Maestro divino.
    Consacrazione al Sacro Cuore.
    Anche noi non sapremmo darti gioia più grande che rinnovando la nostra consecrazione al Sacro Cuore di Gesù. Noi ti preghiamo con insistenza onde abbiamo accesso presso di Lui, di presentarci a Lui, di farci penetrare in Lui. Ricorda che Egli ti ha costituita "erede del suo Cuore e di tutti i suoi tesori per il tempo e per l'eternità, permettendoti di usarne secondo il tuo desiderio. Ti disse infatti: Io ti permetto di disporne a tuo piacimento e non essere avara, perché sono infiniti": Chiedi a Gesù che, secondo la sua promessa, Egli pensi a quelli che hanno fiducia nelle tue preghiere e dispensi anche a noi le sue ricchezze. Ma siccome l'adito del suo Cuore è molto stretto ed è necessario essere piccoli e spogli di tutto per potervi entrare (Vita e Opere, I, p. 83) ottieni a noi questo "spogliamento delle vanità del mondo" (Postcommunio della Messa) e la profonda umiltà che ti portava a disprezzare tanto te stessa e ti meritava le divine compiacenze, affinché "per i tuoi meriti e sul tuo esempio, amando Lui in tutte le cose e sopra ogni cosa, meritiamo di avere in quel Cuore dimora perenne" (Colletta).
    da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. ROBERTI, P. GRAZIANI e P. SUFFIA, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 1190-1192.»







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    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    17 octobre : Sainte Marguerite-Marie Alacoque, Confidente du Sacré-C?ur (1648-1690) :: Ligue Saint Amédée
    “17 octobre : Sainte Marguerite-Marie Alacoque, Confidente du Sacré-Cœur (1648-1690).”
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    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  9. #39
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    18 OTTOBRE 2018: SAN LUCA, EVANGELISTA…



    «18 OTTOBRE SAN LUCA, EVANGELISTA.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 18 ottobre. San Luca, evangelista
    http://www.unavoce-ve.it/pg-18ott.htm




    https://forum.termometropolitico.it/...gelista-3.html
    "18 ottobre - S. Luca, evangelista."




    https://www.agerecontra.it/2016/10/1...a-evangelista/
    "18/10: San Luca Evangelista."



    San Luca - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-luca/
    «18 ottobre, San Luca Evangelista.

    “In Bitinia il natale del beato Luca Evangelista, il quale, dopo aver molto sofferto per il nome di Cristo, morì pieno di Spirito Santo. Le sue ossa furono in seguito portate a Costantinopoli, e di là trasferite a Pàdova”.
    Glorioso San Luca che, per estendere a tutto il mondo sino alla fine dei secoli, la scienza divina della salute, registraste in apposito libro non solo gli insegnamenti e le gesta del nostro Signore Gesù Cristo, ma ancora i fatti più meravigliosi dei suoi Apostoli per la fondazione della Chiesa; ottenete a noi tutti la grazia di conformare sempre la nostra vita a quei santissimi documenti che per impulso particolare dello Spirito Santo, e sotto la sua asistenza, avete dato a tutti i popoli nei vostri libri divini. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content..._Saint_Luc.png





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...18-300x247.jpg





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-4-206x300.jpg





    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=H84WydDuFFs
    XXI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1NiTVwx9HdM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1d&oe=5C4E0641





    “SAN LUCA
    Evangelista.
    Doppio di II classe.
    Paramenti rossi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 18 ottobre. San Luca, evangelista
    http://www.unavoce-ve.it/pg-18ott.htm
    San Gerolamo, facendosi eco della tradizione, ci dice che Luca era «medico, appartenente alla nazione sira, antiocheno di nascita». Antiochia era una città di fondazione e civiltà greca. Luca era quindi di razza greca e parlava correntemente la lingua greca come l'aramaica. Appunto perché antiocheno, potè entrare molto presto in relazione con san Paolo ed accompagnarlo in una parte dei suoi viaggi. A lui dobbiamo precisamente il libro intitolato Atti apostolici, in cui sono ricordati gli esordi della Chiesa e specialmente i viaggi apostolici di san Paolo. Questo libro fu preceduto da un altro: il Vangelo secondo san Luca, nel quale sono narrati tanti particolari riguardanti la misericordia di Gesù verso i peccatori. Come per la Messa della festa di san Marco, così per quella di oggi il brano di Vangelo è quello in cui son riferite - e solamente da san Luca - le prescrizioni di Gesù ai settantadue discepoli in occasione della loro temporanea missione attraverso la Palestina. Esse sono le regole d'ogni discepolo e d'ogni evangelizzatore.

    Passò al Signore verso il 90 a Tebe in Beozia. Le sue reliquie si conservano nella basilica di santa Giustina a Padova, a parte il cranio, che l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo, portò a Praga.
    • Dal libro di san Girolamo Prete sugli Scrittori ecclesiastici.
    Cap. 7.
    Luca, medico d'Antiochia, versato, come lo indicano i suoi scritti, nella lingua Greca, fu discepolo dell'Apostolo san Paolo, e compagno di tutti i suoi viaggi apostolici. Scrisse uno dei Vangeli, e di lui lo stesso Paolo dice: «Abbiamo anche mandato con lui quel fratello, ch'è lodato in tutte le chiese per il Vangelo» (2 Cor 8, 13). E ai Colossesi «Vi saluta Luca, il medico carissimo» (Coloss. 4,4). E a Timoteo: «II solo Luca è con me» (Tim. 4, 21). Egli compose un altro libro eccellente intitolato: gli Atti degli Apostoli, contenente la storia di quel tempo fino al secondo anno del soggiorno di Paolo a Roma, cioè fino al quarto anno di Nerone. Da ciò inferiamo, che il libro fu composto in questa medesima città.
    Quindi riputiamo come libri apocrifi i viaggi di Paolo, di Tecla e tutta la favola del Leone battezzato. Perché com'è possibile che un individuo, compagno dell'Apostolo, fra tante altre cose abbia dimenticato solo questo? Di più anche Tertulliano, vicino a quei tempi, racconta che in Asia un certo prete, affezionato all'Apostolo Paolo, essendo stato convinto da san Giovanni d'essere l'autore del libro, e avendo confessato di averlo fatto per amore a san Paolo, fu deposto proprio per questo. Alcuni pensano che ogni volta che san Paolo dice nelle sue lettere «Secondo il mio Vangelo», intenda parlare del Vangelo di Luca.
    Luca poi apprese il Vangelo non solo dall'Apostolo Paolo, che non era stato col Signore durante la sua vita mortale, ma anche dagli altri Apostoli; ciò che dichiara lui stesso nel principio del suo libro, dicendo: «Come ci riferirono quelli che fin da principio furono testimoni oculari e ministri della parola» (Luc. 1,2). Quindi egli ha redatto il Vangelo sul rapporto d'altri; gli Atti degli Apostoli invece li ha composti secondo che aveva visto lui stesso. Visse ottantaquattro anni, e non ebbe mai moglie. Fu sepolto a Costantinopoli, nella quale città vennero trasportate le sue ossa dall'Acaia insieme con le reliquie dell'Apostolo sant'Andrea, l'anno ventesimo di Costantino.
    SANTA MESSA
    - All'Epistola.
    San Paolo aveva indetto presso i fedeli da lui convertiti una grande colletta a pro dei cristiani poveri di Gerusalemme; a questa opera aveva preposto Tito ed alcuni altri delegati. Nel brano di lettera che segue, l'Apostolo raccomanda ed accredita ai fedeli di Corinto Tito ed altri due anonimi suoi incaricati. In uno di costoro, «il cui elogio risuona in tutte le chiese per cagion del Vangelo», si è voluto sovente, da Padri ed esegeti, vedere un'allusione a San Luca. Cosa incertissima, ma che spiega perché oggi leggasi detto brano.
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 17 sui Vangeli.
    Il Signore e Salvatore nostro, fratelli carissimi, ci avvisa ora con parole ed ora con opere. Infatti le sue opere sono precetti; e, quando fa qualche cosa, anche senza dir nulla, ci mostra quello che dobbiamo fare noi. Ecco, dunque, egli manda i discepoli a predicare a due a due, perché sono due i precetti della carità, cioè l'amor di Dio e l'amor del prossimo, e bisogna essere almeno in due per poter praticare la carità. Infatti propriamente parlando, non si esercita la carità verso se stessi; ma l'amore, perché possa essere carità, deve avere per oggetto un altro.
    Ecco dunque che il Signore manda i discepoli a predicare a due a due, insinuandoci così tacitamente come, chi non ha carità verso gli altri, in nessun modo deve assumersi l'ufficio della predicazione. E con ragione si dice che li mandò davanti a sé in ogni città e luogo dove egli stava per andare. Infatti il Signore segue i suoi predicatori; la predicazione infatti precede, e allora il Signore viene ad abitare nell'anima nostra, quando è preceduto dalle parole di coloro che ci esortano; ed è così che la verità è ricevuta dallo spirito.
    Ed ecco perché Isaia dice agli stessi predicatori: «Preparate la via del Signore, raddrizzate i sentieri del Dio nostro». Ed il Salmista dice ai figli di Dio: «Preparate la via a colui che ascende da occidente». Infatti il Signore ascese da occidente; perché quanto più il Signore si è abbassato nella sua passione, tanto più ha manifestato la sua gloria nella risurrezione. Ascese veramente da occidente, perché, risorgendo, calpestò la morte che aveva subita. Noi dunque prepariamo la strada a colui che salì da occidente, quando predichiamo alle vostre anime la sua gloria, affinché egli stesso poi venendo, le illumini con la sua presenza e con il suo amore.
    Ascoltiamo quello che dice nell'inviare i predicatori: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe» (Mt 9,37-38). Per una grande messe gli operai sono pochi. Di questa scarsità non possiamo parlare senza profonda tristezza, poiché vi sono persone che ascolterebbero la buona parola, ma mancano i predicatori. Ecco, il mondo è pieno di sacerdoti, e tuttavia si trova assai di rado chi lavora nella messe del Signore. Ci siamo assunti l'ufficio sacerdotale, ma non compiamo le opere che l'ufficio comporta.
    Perciò riflettete attentamente, fratelli carissimi, sulla parola del Signore: «Pregate il padrone della messe, perché mandi operai per la sua messe». Pregate voi per noi, perché siamo in grado di operare per voi come si conviene; perché la lingua non resti inattiva dall'esortare, e il nostro silenzio non condanni, presso il giusto giudice, noi, che abbiamo assunto l'ufficio di predicatori.”
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    http://www.sursumcorda.cloud/
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    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare San Luca, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito.
    Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, San Luca possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.


    18 ottobre, San Luca Evangelista.
    + Glorioso San Luca che, per estendere a tutto il mondo sino alla fine dei secoli, la scienza divina della salute, registraste in apposito libro non solo gli insegnamenti e le gesta del nostro Signore Gesù Cristo, ma ancora i fatti più meravigliosi dei suoi Apostoli per la fondazione della Chiesa; ottenete a noi tutti la grazia di conformare sempre la nostra vita a quei santissimi documenti che per impulso particolare dello Spirito Santo, e sotto la sua asistenza, avete dato a tutti i popoli nei vostri libri divini. Così sia. +.»


    “Cuore Eucaristico di Gesù, fornace della divina carità, date al mondo la pace. (Indulgenza di 300 giorni ogni volta, alle solite condizioni).”
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    http://www.centrostudifederici.org/6...le-narcisista/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 78/18 del 18 ottobre 2018, San Luca

    Il ’68: giovanilista, parricida, puerile, narcisista
    In attesa dell’imminente seminario di studi “Non serviam: il ’68 contro il principio dell’autorità”, che si svolgerà nel corso della “giornata per la regalità sociale di Cristo”, in programma sabato 20/10/2018 a Modena, segnaliamo alcune riflessioni di Marcello Veneziani sul ’68. (...)»

    http://www.centrostudifederici.org/n...-dellautorita/
    «“Non serviam: il ’68 contro il principio dell’autorità”
    Sabato 20 ottobre 2018, presso il salone delle conferenze del “Ristorante Vinicio” a Modena, in Via Emilia Est n. 1526, fraz. Fossalta, la rivista “Sodalitum” e il Centro Studi “Giuseppe Federici” presentano la XIII GIORNATA PER LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO
    , col seminario di studi:
    “NON SERVIAM: IL ’68 CONTRO IL PRINCIPIO DELL’AUTORITÀ”
    Vi sarà un’esposizione di libri e oggettistica a cura di case editrici e associazioni culturali.
    Programma della giornata:
    – ore 10,30 caffè di benvenuto.
    – ore 11,00 recita del “Veni Sancte Spiritus”, presentazione della giornata e apertura dell’esposizione.
    – ore 11,15 prima lezione: “LE BASI DEL NUOVO DIRITTO DI FAMIGLIA: CONTRO L’AUTORITÀ DEL PADRE”.
    – ore 12,15 pausa per il pranzo.
    – ore 15,00 seconda lezione: “’HUMANAE VITAE E CONTRACCEZIONE: LA DESISTENZA DELL’AUTORITÀ”.
    – ore 16,00 pausa.
    – ore 16,30 terza lezione: “IL VATICANO II ANTICIPAZIONE DEL ’68: LA QUESTIONE DELL’AUTORITÀ NELLA CHIESA”.
    – ore 17,30 conclusione della giornata con il canto del “Christus Vincit”.
    Le lezioni saranno tenute da don Francesco Ricossa, direttore della rivista “Sodalitium”.(...)»







    http://www.radiospada.org/
    http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf

    “18 ottobre 2018: SAN LUCA, EVANGELISTA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...11&oe=5C57CB0D





    “Il 18 ottobre 707 muore Papa Giovanni VII, Sommo Pontefice”

    “Muore ad Ancona il 18 ottobre 1417 Gregorio XII Correr, già Sommo Pontefice sino al 4 luglio 1415”

    “Muore il 18 ottobre 1503 Papa Pio III Piccolomini, Sommo Pontefice”

    “Giovanni di Brienne, Imperatore di Costantinopoli e Re di Gerusalemme, morto quasi ottantenne, ricco di gloria e privo di ricchezze.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e2&oe=5C55E639





    “18 ottobre 1867: le truppe pontificie, guidate dal comandate de Charette, conquistano Nerola occupata dai garibaldini. Viva il Papa-Re!”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...32&oe=5C479B20










    https://moimunanblog.files.wordpress...f5bb671ea.jpeg







    https://militesvirginismariae.wordpress.com/


    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    https://fidecatholica.wordpress.com/




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    18 octobre : Saint Luc, Évangéliste (Ier siècle) :: Ligue Saint Amédée
    “18 octobre : Saint Luc, Évangéliste (Ier siècle).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._saint_luc.jpg








    P. S. Auguri di buon onomastico anche quest'anno a tutti coloro che, come me, si chiamano Luca come l'Evangelista!!! SAN LUCA EVANGELISTA PREGA PER NOI!!!

    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  10. #40
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    Lightbulb Re: Ottobre mese del Santo Rosario…

    19 OTTOBRE 2018: SAN PIETRO D'ALCANTARA, CONFESSORE…



    «19 OTTOBRE SAN PIETRO D' ALCANTARA, CONFESSORE.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 19 ottobre. San Pietro d'Alcantara, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-19ott.htm




    San Pietro d'Alcantara - Sodalitium
    «19 ottobre, San Pietro d’Alcantara, Confessore (Alcantara, 1499 – Arenas, 18 ottobre 1562), religioso francescano fondatore dei Frati Minori Scalzi (“Alcantarini”).

    O Dio Padre, mio Signore, che hai reso illustre il beato San Pietro di Alcantara, tuo confessore, con il dono meraviglioso della penitenza e della più alta contemplazione, concedici pietosamente che, per i suoi meriti e la sua potente intercessione, otteniamo la grazia per cui ti imploriamo (chiedere la grazia) e meritiamo, mortificati nella carne, di diventare partecipi dei doni celesti. Te lo chiediamo ricordando la promessa che Gesù fece alla tua dilettissima serva Teresa di Gesù, di esaudire sempre qualsiasi preghiera ti fosse rivolta nel nome di San Pietro d’Alcantara. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-201x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/modena-201...-dellautorita/
    «Modena, 20/10/2018: “Non serviam: il ’68 contro il principio dell’autorità”.
    Sabato 20 ottobre 2018, presso il salone delle conferenze del “Ristorante Vinicio” a Modena, in Via Emilia Est n. 1526, fraz. Fossalta, la rivista “Sodalitum” e il Centro Studi “Giuseppe Federici” presentano la XIII GIORNATA PER LA REGALITÀ SOCIALE DI CRISTO, col seminario di studi:
    “NON SERVIAM: IL ’68 CONTRO IL PRINCIPIO DELL’AUTORITÀ”

    Vi sarà un’esposizione di libri e oggettistica a cura di case editrici e associazioni culturali.
    Programma della giornata:
    – ore 10,30 caffè di benvenuto.
    – ore 11,00 recita del “Veni Sancte Spiritus”, presentazione della giornata e apertura dell’esposizione.
    – ore 11,15 prima lezione: “LE BASI DEL NUOVO DIRITTO DI FAMIGLIA: CONTRO L’AUTORITÀ DEL PADRE”.
    – ore 12,15 pausa per il pranzo.
    – ore 15,00 seconda lezione: “’HUMANAE VITAE E CONTRACCEZIONE: LA DESISTENZA DELL’AUTORITÀ”.
    – ore 16,00 pausa.
    – ore 16,30 terza lezione: “IL VATICANO II ANTICIPAZIONE DEL ’68: LA QUESTIONE DELL’AUTORITÀ NELLA CHIESA”.
    – ore 17,30 conclusione della giornata con il canto del “Christus Vincit”.
    Le lezioni saranno tenute da don Francesco Ricossa, direttore della rivista “Sodalitium”.(...)»


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/2110-messa...ia-di-perugia/
    "21/10 S. Messa in UMBRIA, provincia di Perugia
    Il nostro Istituto celebrerà la Santa Messa in provincia di Perugia:
    Domenica 21 ottobre 2018 (XXIIa dopo Pentecoste) alle ore 17,30
    presso:
    Terre della Custodia
    06035 Gualdo Cattaneo PG
    Punto Google map:
    https://goo.gl/maps/iRbS5FJV9Dv
    per informazioni tel. 0161.839335."

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXI domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=H84WydDuFFs
    XXI domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=1NiTVwx9HdM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare San Pietro d'Alcantara, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, San Pietro d'Alcantara possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ca&oe=5C5A9053


    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Cuore misericordioso di Gesù, concedete alle anime dei Vostri servi, e delle Vostre serve, che sono nel Purgatorio, la remissione delle pene dovute ai loro peccati, e ricevetele a godere con Voi le delizie eterne del Vostro dolcissimo Cuore in compagnia dei Vostri eletti per i meriti infiniti della Vostra Santissima Passione. Così sia.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...47&oe=5C8AA254








    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...bc&oe=5C3CBFE5





    “SAN PIETRO D'ALCANTARA
    Confessore.
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 19 ottobre. San Pietro d'Alcantara, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-19ott.htm
    Nato ad Alcántara (Estremadura) in Spagna nel 1499, da nobili parenti, Pietro distribuì i suoi beni in elemosina (Vangelo) e a sedici anni entrò nel serafico Ordine di san Francesco e in seguito fu ordinato sacerdote. Rigido osservatore della primitiva Regola Francescana, egli condusse vita estremamente austera. Il suo grande amore per la passione di Gesù Cristo fece nascere in lui un amore straordinario per la penitenza. Rifulse nella Chiesa per la meravigliosa penitenza e per molti miracoli. Fu il padre spirituale di santa Teresa d’Avila. Passò alla gloria eterna ad Arenas (Andalusia) in Spagna il 18 ottobre 1562, ed apparì a Santa Teresa, dicendole «O felice penitenza, che mi ha procurato gloria così grande».
    Fu beatificato da papa Gregorio XV il 18 aprile 1622; il 28 aprile 1669 papa Clemente IX lo iscrisse nel numero dei santi.

    • Pietro nato da nobili genitori in Alcantara nella Spagna, fin dai più teneri anni diede indizi della futura santità. Entrato a sedici anni nell'ordine dei Minori, si mostrò modello di tutte le virtù. Esercitando allora per obbedienza il ministero della predicazione, ricondusse innumerevoli dal vizio alla vera penitenza. Desideroso di ristabilire esattissimamente l'osservanza primitiva di san Francesco, confidando nel soccorso del cielo e appoggiato dall'autorità apostolica, fondò presso Pedrosa un convento assai angusto e povero, dove cominciò felicemente un tenore di vita austerissimo, che poi si propagò meravigliosamente nelle diverse provincie della Spagna e fino alle Indie. Aiutò santa Teresa, di cui avea sperimentato lo spirito, nel promuovere la riforma del Carmelo. Questa santa poi, avendo appreso da Dio che non gli domanderebbe mai nulla in nome di Pietro senza essere subito esaudita, era solita di raccomandarsi alle sue preghiere, e di chiamarlo santo tuttora vivente.
    Declinava colla più grande umiltà i favori dei principi che lo consultavano come un oracolo, e si rifiutò d'essere confessore di Carlo V. Osservante rigidissimo della povertà, si contentava d'una sola tonaca, la più brutta che ci fosse. Fu sì delicato della purezza, da non permettere al frate che lo serviva nell'ultima malattia di toccarlo minimamente. Ridusse il suo corpo in soggezione con una continuità di veglie, digiuni, discipline, col freddo, colla nudità e ogni altra specie di rigori, avendo fatto un patto con esso di non concedergli alcun riposo in questo mondo. L'amore di Dio e del prossimo, onde riboccava il suo cuore, suscitavagli talvolta tale incendio, ch'era costretto a uscire subito dalle strettezze della cella e a correre per la campagna, per temperare, colla freschezza dell'aria, l'ardore che lo bruciava.
    Fu elevato a un grado di contemplazione sì ammirabile, che il suo spirito n'era continuamente nutrito, tanto d'arrivare talvolta a passare più giorni senza prendere alcun cibo o bevanda. Si vide spesso sollevato in aria, e risplendente di meraviglioso fulgore. Passò a piedi asciutti rapidi fiumi. In una estrema penuria, nutrì i suoi frati con alimento venuto dal cielo. Un bastone, da lui ficcato in terra, crebbe subito in una verde ficaia. Camminando una notte sotto la neve, che cadeva a larghe falde, entrò in una casa diroccata e senza tetto dove della neve sospesa in aria gli fece da tetto, perché non fosse soffocato dalla gran quantità. Santa Teresa attesta essere egli stato dotato del dono di profezia e del discernimento degli spiriti. Infine, a sessantatré anni, nell'ora che aveva predetto, se ne andò al Signore, confortato da una meravigliosa visione e dalla presenza di Santi. Lo stesso momento santa Teresa, che si trovava molto lontana, lo vide portare in cielo; ed essendole poi apparso, le disse: O felice penitenza, che m'ha meritato gloria sì grande! Reso illustre dopo morte da molti miracoli, Clemente IX l'iscrisse nel novero dei Santi.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Beda venerabile presbitero.
    Libro 4, cap. 54, su Luca 12.
    Chiama piccolo il gregge degli eletti, o per comparazione del maggior numero dei dannati, o meglio per la devozione dell'umiltà: poiché, sebbene la sua Chiesa sia già estesa con quanta mai numerosità, tuttavia vuole che cresca fino alla fine del mondo in umiltà, e che raggiunga con l'umiltà il regno promesso. Pertanto, dopo aver consolato delicatamente le sue fatiche, colei a cui ha ordinato di cercare soltanto il regno di Dio, alla medesima promette con compiaciuta bontà il regno che verrà donato dal Padre.
    Vendete le cose che possedete e datele in elemosina. Non temete, disse, che vengano a mancare ai combattenti per il regno di Dio le cose necessarie di questo mondo: che anzi vendete anche le cose possedute per l'elemosina. Ciò allora si fa degnamente, quando uno, una volta disprezzate tutte le sue cose per il Signore, nondimeno dopo di queste con il lavoro delle mani opera sia per avere il vitto sia perché possa dare elemosina. Donde si gloria l'Apostolo, dicendo: Non ho io desiderato l'argento, e l'oro, le vesti di nessuno: conforme voi sapete che al bisogno mio e di quelli che sono con me servirono queste mani. In tutto vi ho dimostrato come così lavorando, conviene sostenere i deboli.
    Fatevi delle borse, che non invecchino: operando cioè elemosine, il compenso delle quali rimanga in eterno. Ove non è da ritenersi questo comandamento sia, che nessun denaro sia riservato dai santi, da utilizzarsi vuoi per gli usi loro, vuoi per quelli dei poveri: quando anche lo stesso Signore, a cui servivano gli angeli, tuttavia, per informare la sua Chiesa, si legge avesse avuto nascondigli, sia per conservare le offerte dei fedeli, sia per provvedere alle necessità dei suoi e agli altri indigenti; ma che non si serva a Dio per queste cose, e per timore della povertà non si tralasci la giustizia.
    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=1
    • Da una «Lettera» di san Pietro d'Alcantara a santa Teresa.
    (Annales Minorum, XIX, pp. 340-341)
    Come è soave il Signore per coloro che lo servono!

    Mi sono meravigliato non poco che voi abbiate affidato tale questione a dei letterati che sono competenti. Quando si tratta di casi di coscienza, è bene prendere consiglio da giuristi e da teologi e seguire la loro decisione; però quando si tratta della vita di perfezione, è bene consultare solo quelli che la professano: essi soli infatti posso parlarne con competenza, perché l'hanno acquistata con la pratica e la prova delle opere.
    Circa i consigli evangelici poi non è necessario consultare alcuno, ma solo esaminare se stessi per essere certi della chiamata divina ad abbracciarli e della propria capacità ad osservarli, per non correre il pericolo di essere poi infedeli.
    Il consiglio di Dio infatti non può essere che buono, ed è di difficile osservanza solo per coloro che non credono o che hanno poca fiducia in Dio, e pretendono delle cose spirituali regolarsi secondo i suggerimenti della prudenza umana. Dovrebbero invece pensare che Colui che dà il consiglio, largirà anche generosamente la forza di seguirlo, essendo Egli somma potenza e somma bontà. Se qualcuno dunque vuole seguire il consiglio di Cristo e abbracciare una vita di maggiore perfezione, lo segua fiduciosamente, perché il Signore l'ha rivolto a tutti indistintamente, uomini e donne, ma procuri poi con tutte le forze di essere fedele al suo proposito, come hanno fatto moltissimi altri.
    Quando vediamo delle mancanze nei monasteri delle monache, dobbiamo constatare che ciò avviene perché si sottopongono alla vita di povertà contro voglia e non per vocazione divina. E io non voglio lodare la povertà solo per se stessa: lodo solo quella povertà che sopportiamo pazientemente per amore di Gesù crocifisso, e ancor più quella che per suo amore desideriamo e spontaneamente abbracciamo. E se in questa materia io credessi e pensassi diversamente, non mi sentirei più tanto sicuro neppure nella fede: ma in tutte queste cose io confido solo in Gesù Cristo, e credo fermamente che i suoi consigli sono perfetti, perché divini.
    E sebbene non obblighino sotto peccato, tuttavia è più perfetto seguirli, ad imitazione di Cristo, che pur senza colpa, ignorarli. Affermo che essi obbligano in quanto chiamano alla perfezione, e rendono più santo e più gradito a Dio chi li pratica. Giudico quindi beati, come dice il Signore stesso, i poveri in spirito, cioè quelli che sono poveri per loro libera scelta, come io stesso ho avuto la fortuna di sperimentare: anche se credo più alla parola di Dio che alla mia esperienza.
    Il Signore vi conceda tanta luce per comprendere questa verità e tradurla nella pratica. E non vogliate prestar fede a coloro che affermano il contrario: lo fanno o per mancanza di illuminazione interiore, o per difetto di fede, o perché non hanno mai provato quanto è soave il Signore con quelli che l'amano e che per suo amore hanno rinunciato a tutti i beni non necessari in questo mondo. Costoro infatti sono nemici della croce di Cristo e non credono alla gloria che un giorno finalmente si rivelerà.
    Il Signore vi conceda di mantenervi ferma in una verità tanto evidente, e non prendete consiglio se non da coloro che hanno abbracciato i consigli evangelici con ogni serietà. Infatti, pur essendo certo che si salvano tutti coloro che osservano i precetti ai quali sono obbligati, è anche vero che essi non ricevono una illuminazione interiore, superiore a quella inerente alle opere che compiono. E sebbene il loro consiglio possa essere buono, certamente è migliore il consiglio di Cristo Gesù: egli infatti dà anche la grazia di praticarlo, e alla fine darà il premio a coloro che non nelle cose terrene, ma solo in Lui, pongono ogni loro fiducia.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8a&oe=5C3CC0A6





    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEI SANTI APOSTOLI SIMONE E GIUDA TADDEO.
    (19 - 27 Ottobre)

    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    I. Glorioso san Simone, che, chiamato da Gesù Cristo medesimo all’apostolato, vi distingueste per modo col vostro impegno nel sostenere la sua causa e nel predicar la sua legge da essere sopranominato lo zelante; titolo che sempre più vi meritaste allorquando percorreste evangelizzando, non solo l’ampia terra d’Egitto, ma anche le vaste provincie dell’Africa, ottenete a noi tutti la grazia di zelar sempre nella nostra vita la pura gloria di Dio coll'adoperarci nel miglior modo per la salute dei nostri prossimi.
    Gloria Patri.
    II. Glorioso san Giuda, che, dopo avere in compagnia di Gesù Cristo indefessamente travagliato a predicare nella Palestina il regno santo di Dio, portaste la luce del suo Vangelo in tutta quanta la Mesopotamia, e la diffondeste in tutti i popoli, e la tramandaste a tutti i secoli con la lettera da voi indirizzata a tutti quanti i fedeli per premunirli contro la seduzione dei falsi sapienti del secolo, ottenete a noi tutti la grazia di praticar sempre con esattezza tutti i doveri del nostro stato, e di tenerci sempre immobili nella fede di Gesù Cristo, malgrado tutti gli scandali del mondo sempre corrotto e corrompitore.
    Gloria Patri.
    III. Gloriosissimi apostoli Simone e Giuda, che, dopo avere in diverse provincie travagliato per ben trent’anni alla diffusione dell’Evangelo vi trovaste per divina disposizione simultaneamente nella Persia onde consumarvi il vostro sacrificio, l’uno tagliato in mezzo dai denti di una sega, l’altro decapitato con un colpo di scure, dopo avere ammutoliti gli oracoli con la vostra presenza, illuminati gli infedeli con la vostra predicazione, e convertito un intero esercito con le vostre profezie, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre disposti a confessare anche col sangue la nostra fede, dopo di averla costantemente glorificata colla santità delle nostre opere.
    Gloria Patri.
    ℣. Orate pro nobis, sancti Apostoli Simon et Judas.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus.
    Deus, qui nos per beatos Apóstolos tuos Simónem et Judam ad agnitiónem tui nóminis veníre tribuísti: da nobis eórum glóriam sempitérnam et proficiéndo celebráre, et celebrándo profícere.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    ℞. Amen.
    [℣. Pregate per noi, o santi Apostoli Simone e Giuda.
    ℞. Affinché siam fatti degni delle promesse di Cristo.
    Preghiamo.
    O Dio, che per mezzo dei tuoi beati Apostoli Simone e Giuda ci hai concesso di giungere alla conoscenza del tuo nome: danne e di celebrare con frutto la loro gloria eterna, e di far profitto celebrandola.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.] »
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...7b&oe=5C43B759





    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTO APOSTOLO GIUDA TADDEO. (19 - 27 Ottobre)

    Dio ha concesso a san Giuda Taddeo poteri straordinari ed è specialmente in casi difficili che il suo mirabile aiuto viene esperimentato. Migliaia di persone invocano quotidianamente il suo intervento e molte loro preghiere sono state esaudite in modo miracoloso, anche quando la domanda sembrava senza speranza. Qualunque sia la malattia, la povertà e la miseria, l'angustia del cuore e dell'anima, perfino la disperazione, si può ricorrere a questo grande Santo e chiedere la sua potente intercessione.
    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre.]
    Primo giorno.
    Amabile apostolo di Gesù Cristo, san Giuda Taddeo, poiché Dio mostra di compiacersi che sia invocato il vostro potentissimo nome per consolazione di noi miseri figli di Adamo e di Eva, io Vi venero con tutto il cuore e Vi supplico di non sdegnare d'accogliere come vostro servo un povero peccatore che Vi offre questo breve esercizio di pietà. Degnatevi, o amabile Santo, di gradire la mia offerta. Intanto ringrazio Dio di tutti i doni che Vi ha concesso e Vi prometto di amarvi sempre, scegliendovi come mio speciale patrono e avvocato presso l'Altissimo, ben sapendo quanto sia efficace il vostro patrocinio. Fate, o mio grande protettore, che il mio cuore afflittissimo sia presto consolato. Ottenetemi, Vi prego, una profonda conoscenza dei miei peccati per detestarli e fate che mi siano perdonati, affinché non siano di impedimento alla grazia particolare che con viva fede ora Vi chiedo... (esporre la grazia che si desidera).
    ℞. Amen.
    Pater noster, Ave Maria e 3 Gloria Patri alla Santissima Trinità.
    ℣. Ora pro nobis, Sancte Judas Thaddæe Apostole.
    ℞. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Preghiamo.
    O Dio, la cui bontà e misericordia non hanno limiti, ascoltate benigno le preghiere dei vostri figli e concedete che tutti coloro che Vi onorano devotamente nel vostro Apostolo Giuda Taddeo, per l'efficacia dei suoi meriti ottengano che sia esaudita la loro preghiera.
    Per Cristo nostro Signore.
    ℞. Amen.
    Preghiera finale.
    O astro fulgidissimo del Cielo, glorioso San Giuda Taddeo, adoro e ringrazio profondamente la Santissima Trinità che Vi ha arricchito di tanti e così meravigliosi doni e Vi ha prescelto fra gli altri per avvocato e protettore nelle avversità e nelle miserie più gravi, e ha voluto che per vostro mezzo ci siano concesse quelle grazie e quegli aiuti che consolano gli afflitti, sollevano gli oppressi e rincuorano gli abbandonati. O mio pietosissimo protettore, ottenetemi dalla divina Bontà la grazia che Vi domando... (esporre la grazia che si desidera).
    ℞. Amen.
    San Giuda, Tu sai; San Giuda, Tu vedi; San Giuda, Tu provvedi.
    San Giuda mio prediletto, venite in casa mia che v'aspetto. Venite, vedete: quel che manca lo sapete. Venite e guardate, quel che manca mi portate, quel che non fa per casa mia venite e scacciatelo via.»
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    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/ "
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/

    “19 OTTOBRE 2018: SAN PIETRO D'ALCANTARA, CONFESSORE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...14&oe=5C871AB6





    “Il 19 ottobre 615 Sant'Adeodato I viene esaltato al Sommo Pontificato.”





    http://www.centrostudifederici.org
    http://www.centrostudifederici.org/t...ero-salesiano/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 79/18 del 19 ottobre 2018, San Pietro d’Alcantarà

    Terra Santa – Profanazione giudaica di un cimitero salesiano Nell’indifferenza dell’opinione pubblica internazionale (anche vaticana?) in Terra Santa proseguono gli atti di vandalismo dei Giudei nei confronti degli edifici cattolici: l’odio dei discendenti di Caifa non si ferma neppure davanti ai cimiteri. E le autorità israeliane non intervengono per mettere fine a questa catena di atti sacrileghi. (…)»
    http://www.centrostudifederici.org/w..._n-300x146.jpg





    https://moimunanblog.files.wordpress.com
    https://moimunanblog.files.wordpress...5772f74f0.jpeg







    https://militesvirginismariae.wordpress.com/


    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    https://fidecatholica.wordpress.com/



    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    19 octobre : Saint Pierre d'Alcantara, de l'Ordre de Saint-François (1496-1562) :: Ligue Saint Amédée
    “19 octobre : Saint Pierre d'Alcantara, de l'Ordre de Saint-François (1496-1562).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._alcantara.jpg







    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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