Violenta rapina nel padovano
Bandito prende in ostaggio un bimbo
Il ladro per garantirsi la fuga ha preso il figlio minore dei proprietari. I carabinieri hanno fatto irruzione e l’ha arrestato
PADOVA Violenta rapina in un’abitazione di Abano Terme (Padova) intorno alle 4 di notte. Un uomo di nazionalità albanese e’ entrato a casa di una famiglia che abita al primo piano di una bifamiliare. La famiglia si è svegliata ed è corsa in cucina a vedere che cosa stesse accadendo. L’uomo, sentendosi braccato, ha preso tra le mani il figlio di 10 anni della coppia, e gli ha puntato alla gola il coltellaccio che aveva in mano. Il rapinatore non si era però accorto che la coppia ha un’altra figlia. La ragazza, 15 anni, e’ uscita di corsa di casa e ha immediatamente chiamato il 112.
I carabinieri della compagnia di Abano Teme sono immediatamente corsi in casa e hanno fatto irruzione, l’uomo colto di sorpresa ha lasciato per qualche secondo il bambino, e’ stato in quel momento che i carabinieri lo hanno immobilizzato e arrestato. Il piccolo è stato portato in pronto soccorso, era molto spaventato, ma non ha ferite gravi. Tutta la famiglia sta bene. Il ladro è un albanese di 31 anni, Shelna Emiljan era entrato in casa. La prontezza di spirito e il sangue freddo della ragazza di 15 anni hanno permesso ai carabinieri di arrivare tempestivamente mentre la rapina era incorso. E salvare il bambino e l’intera famiglia.
Dal governatore del Veneto Luca Zaia è arrivato il plauso ai carabinieri che hanno risolto brillantemente un dramma che poteva finire in tragedia. «Stavolta il colpo grosso l’hanno fatto i carabinieri di Padova, ai quali va tutta la mia riconoscenza - dice Zaia - . Arrestando un pericoloso criminale, che non aveva esitato a tenere in ostaggio con un coltello un bimbo di 10 anni nel corso di una rapina in abitazione, hanno dato un segnale forte e chiaro: la battaglia per la legalità in questa Regione non sarà fermata da niente e da nessuno, non dai criminali sempre più arroganti, non dallo Stato assente che non investe e mette le Forze dell’Ordine in perenni condizioni d’inferiorità rispetto al nemico».
E Zaia continua: «Bravi i carabinieri e brava e coraggiosa la sorella di 15 anni - aggiunge Zaia - che ha trovato la forza e la freddezza di allertare il 112 in un momento drammatico per tutta la famiglia. Il delinquente, tra l’altro, si era reso responsabile nella stessa notte di altri tre furti, motivo per cui la soddisfazione è ancora più grande: un segnale forte in un’area come quella aponense dove l’allarme era forte. Il criminale albanese - conclude - risulta pregiudicato. Ora mi auguro che si riesca a buttare via le chiavi e spero di non dover scoprire che una delle tante leggi colabrodo di questo Stato buonista anche con i delinquenti gli aveva permesso di non scontare la pena, in tutto o in parte»
09 ottobre 2015
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http://corrieredelveneto.corriere.it...27097651.shtml
se gli avessero sparato alla testa da subito ci ritroveremmo i soliti coglioni a piangere rispetto per questa gentaglia!!




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