Da tomshw.it
Nel gennaio 2007 Steve Jobs indossò le sue scarpe da ginnastica e salì sul palco per tenere quella che sarebbe stata una delle presentazioni più incredibili della sua vita – una vita nella quale certi momenti abbondano – e della storia dei prodotti elettronici. Aveva detto che avrebbe mostrato un iPod con uno schermo grande touch, un cellulare rivoluzionario e un dispositivo connesso mai visto prima. Solo che non si trattava di tre diversi prodotti, ma di uno solo, vale a dire l'iPhone.
Era piuttosto raro che un'azienda riuscisse a rivoluzionare una categoria di prodotto, ma con l'iPhone Apple misa a segno il colpo più spettacolare di tutti. Chi ama particolarmente la casa di Cupertino direbbe che si trattava del terzo colpo, dopo le "rivoluzioni" (virgolette obbligatorie) del Mac e dell'iPod. Sarebbe eccessivo, ma nemmeno chi disprezza Apple può trascurare la portata di quell'evento del 2007.Come primo atto, Jobs si liberò del pennino e della tastiera fisica, due elementi che all'epoca dominavano sugli smartphone di Blackberry, Motorola e Palm. Successivamente Jobs mostrò l'interfaccia multitouch, con il famosopinch-to-zoom, una fluidità inedita per l'epoca, elementi fisici come lo scorrimento inerziale, o il multitasking che permetteva di passare agilmente (per l'epoca) dalla riproduzione multimediale al telefono.
La tecnologia da sola non era abbastanza
Il primo iPhone era basato su un dispositivo chiamato P2, creato dal team Project Experience Purple (PEP), il cui nome in codice era M68. Il dispositivo in particolare era iPhone 1,1, aveva uno schermo LCD da 3,5 pollici con risoluzione 320x480 pixel e 163 PPI, un modulo radio EDGE quad-band 2G, Wi-Fi 802.11 b/g, Bluetooth 2.0 EDR e una fotocamera da 2 megapixel.
All'interno c'era un processore ARM 1176JZ(F)-S abbinato a grafica PowerVR MBX Lite 3D (prodotto da Samsung), una batteria da 1.400 mAh e 128 MB di RAM. Era disponibile in due tagli di memoria, quattro oppure otto gigabyte.L'iPhone includeva anche diversi sensori, come l'accelerometro per ruotare automaticamente lo schermo insieme al dispositivo, il sensore di prossimità che spegneva lo schermo quando lo si avvicinava al volto per parlare, e un sensore di luce ambientale che serviva per regolare automaticamente la luminosità dello schermo.Si poteva ricaricare e sincronizzare con iTunes tramite lo stesso connettore a 30 pin che Apple già usava sul popolarissimo iPod.Il primo iPhone però non era compatibile con le reti CDMA ed EVDO Rev A, quindi lo si poteva usare esclusivamente con l'operatore statunitense AT&T.
Mancava anche il GPS, o un più veloce modulo 3G UMTS/HSPA. Oltre alla tastiera e al pennino, mancava anche la possibilità di rimuovere la batteria o di aggiungere una scheda microSD. Queste mancanze non piacevano agli utenti esperti di allora (e solo alcuni cambiarono poi opinione), che similmente odiavano la mancanza di un file system accessibile, della funzione copia/incolla o di strumenti per l'editing di testo avanzato. Ciò che faceva storcere il naso più di tutto, comunque, forse era la mancanza di applicazioni di terze parti. L'iPhone se non altro integrava un vero browser Web, non uno Wap come i cellulari dell'epoca – che tra l'altro era necessario per visualizzare i messaggi multimediali. L'iPhone del 2007 invece non supportava gli MMS, i messaggi multimediali forniti dagli operatori telefonici.Tutto questo era racchiuso in una scocca di alluminio, con elementi di plastica posizionata strategicamente per garantire la trasmissione radio.Quanto al prezzo, l'iPhone da 4 GB costava 499 dollari, che diventavano 599 dollari per la versione da 8 GB. Tali prezzi non furono svelati durante la presentazione, ma ovviamente Apple non avrebbe potuto attaccare il mercato di massa con l'iPhone. Tra gli altri modelli dell'epoca con prezzi comparabili c'era il famoso Motorola RAZR.
La corsa verso il mercato
La presentazione al MacWorld comunque fu solo una tappa, non l'arrivo. Se Jony Ive, Richard Howarth e gli altri designer avevano praticamente finito, gli ingegneri avevano ancora diverse sfide da portare a termine. Steve Jobs aggredì con le sue chiavi il prototipo di iPhone, graffiandolo, e chiese di trovare una soluzione migliore. Così si rivolsero a Corning, società che aveva sviluppato un nuovo tipo di vetro rinforzato chimicamente, senza tuttavia aver trovato ancora un'applicazione commerciale. Lo tagliarono della misura giusta, e così il Gorilla Glass finì sull'iPhone.
Anche il team incaricato dello sviluppo software, guidato da Scott Forstall, era ancora in alto mare. Greg Christie, Bas Ording, Mike Matas e altri stavano lavorando da tempo all'interfaccia e all'interazione, ma c'erano continui piccoli cambiamenti da apportare. Per esempio, all'ultimo momento Jobs chiese dirimuovere la visualizzazione a più finestre per la posta elettronica, perché trovava che l'interfaccia ne risultasse troppo affollata.Situazione simile per Henri Lamiraux (software engineering e framework), Nitin Ganatra (applicazioni native), e Richard Williamson (Mobile Web). Tutti dovevano assicurarsi e garantire che le applicazioni e le loro caratteristiche fossero funzionali e belle da vedere.
Avevano già una versione di Safari relativamente completa, basata sullo stesso motore di ricerca (WebKit) usato dal team di Don Melton per la versione desktop. Avevano preso i dati di localizzazione di Google per crearela migliore applicazione Mappe che si fosse vista all'epoca, e finirono anche per inserire un'applicazione YouTube integrata.Il 6 giugno 2007 Steve Jobs salì ancora sul palco, stavolta al centro conferenze Moscone West. Era la Apple Worldwide Developer Conference. In quell'occasione il fondatore dell'azienda annunciò le applicazioni web 2.0 come piattaforma di sviluppo, ma soprattutto diede una data per l'arrivo in commercio dell'iPhone.Il debutto era fissato per il 29 giugno 2007.
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