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Discussione: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    11 e 12 NOVEMBRE 2017...


    11 NOVEMBRE 2017: SAN MENNA, MARTIRE; SAN MARTINO, VESCOVO E CONFESSORE…




    Guéranger, L'anno liturgico - 11 novembre. San Martino, Vescovo e Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-11nov.htm
    “11 NOVEMBRE SAN MARTINO, VESCOVO E CONFESSORE.”

    Guéranger, L'anno liturgico - San Menna, Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-11nov-2.htm
    “LO STESSO GIORNO
    11 NOVEMBRE SAN MENNA, MARTIRE.”




    San Martino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-martino/
    “11 novembre, San Martino di Tours, Vescovo e Confessore (316 – 397).

    “A Tours, in Frància, il natale del beato Martino, Vescovo e Confessore, la cui vita fu gloriosa per sì grandi miracoli che meritò di risuscitare tre morti”.
    O glorioso s. Martino, che per la tua generosa carità, che ti mosse a tagliare con la spada il tuo mantello militare per ricoprire un povero mezzo nudo, meritasti di essere personalmente da Gesù Cristo visitato, elogiato ed ammaestrato in tutto quello che Egli voleva da te, e preservato ancora dalla morte quando, mentre tornavi nella tua patria per la conversione dei tuoi genitori, cadesti nelle mani dei ladri, e quando, rinchiuso nel deserto, ti cibasti di erba avvelenata senza conoscerla, ottieni per noi tutti la grazia di impiegare sempre in soccorso dei nostri fratelli bisognosi la nostra mente, i nostri averi e tutte quante le nostre forze, in modo da meritarci la divina assistenza in tutte le nostre necessità spirituali e corporali. Così sia.”









    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    "Si chiese a San Martino perché tanto pregava e faceva ancora penitenza all'approccio della sua morte. "Occorre, diceva, che il soldato muoia con le armi alla mano". È così che ha abbattuto il demonio durante la sua ultima ora. Tutte le virtù lottano per la ricompensa, la perseveranza sola è incoronata.
    Pietro di Blois."



    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
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    “11 Novembre : Saint Martin, Évêque de Tours (316-397).”











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    http://www.radiospada.org/
    “11 NOVEMBRE 2017: SAN MARTINO, VESCOVO E CONFESSORE.”






    “11 NOVEMBRE 2017: SAN MENNA, MARTIRE.”






    “L'11 novembre 1417 il Conclave, straordinariamente convocato durante il Concilio di Costanza, esalta Papa Martino V Colonna al Sommo Pontificato.”





    Luca, Sursum Corda!










    12 novembre 2017: San Martino I, Papa e martire; DOMENICA VENTITREESIMA DOPO LA PENTECOSTE…




    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Ventitreesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom23.htm
    “DOMENICA VENTITREESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”

    Guéranger, L'anno liturgico - San Martino, Papa e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12nov.htm
    “12 NOVEMBRE SAN MARTINO, PAPA E MARTIRE.”






    Santa Messa domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (Tv) stamattina 12 novembre 2017, XXIII DOMENICA DOPO PENTECOSTE:


    “XXIII domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=U8sQ4734bDw
    XXIII domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=UlXKdTJU6vE”

    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php






    Papa San Martino I - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/papa-san-martino/
    “12 novembre, San Martino I, Papa e Martire (+655).

    Martino primo succedette a Papa Teodoro il 14 maggio 649. Toscano di origine, aveva esercitato le funzioni di apocrisario a Costantinopoli. La sede patriarcale era tenuta da Paolo, un intruso che professava il monotelismo, dottrina che pretendeva che in Cristo non vi fossero due volontà, ma una sola. Il 5 ottobre il Papa riunì un Concilio al Laterano e davanti a 500 vescovi condannò l’eresia monotelita. L’imperatore Costanze II non accettò le decisioni del Concilio, fece catturare il Papa che fu condotto a Costantinopoli, imprigionato, condannato a morte e trattato nel modo più crudele. Il Patriarca scismatico, temendo forse il giudizio di Dio, chiese all’imperatore che la sentenza non fosse eseguita e la pena fu commutata in detenzione a vita. Portato a Cherso in Crimea, vi morì, il 16 settembre del 655, in squallida miseria e dopo aver sopportato molte sofferenze. Il suo corpo fu deposto nella chiesa della città e poi portato a Roma dove riposa ora nella chiesa di S. Martino ai Monti.”










    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    "Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Disponibile il n° 86 di SVRSVM CORDA del 12 novembre 2017.
    Leggi gli articoli qui:
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-86.html

    - Comunicato numero 86. Il Vangelo secondo San Matteo;
    - Preghiera alla Madre del perpetuo soccorso;
    - Sentenza infallibile di invalidità e nullità delle ordinazioni anglicane;
    - Preghiera a San Martino di Tours;
    - Condanne della Chiesa all'eresia chiamata «ecumenismo»;
    - Preghiera a Sant’Andrea Avellino;
    - Benedictus (Cantico di Zaccaria);
    - Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 82, 83 e 84;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Dula;
    - Quando il Papa è infallibile? Quarta parte;
    - Teologia Politica n° 78. Il cosiddetto principio di autodeterminazione dei popoli;
    - Racconti miracolosi n° 32. Un usuraio e suo figlio precipitati nell’Inferno;
    - Racconti miracolosi n° 33. Una pittura dell’Inferno che converte il cortigiano Dositeo.
    Leggi gli articoli qui: https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-86.html"
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda

    Ora, tutto ciò dimostra che la preoccupazione della catechesi antica, e quindi anche degli evangelisti canonici che dipendono da essa, era la fedeltà sostanziale non già quella grettamente verbale, e che essi ricercavano l’adesione alla verità del senso non già alla materialità della lettera. Il culto della lettera materiale apparirà solo 16 secoli più tardi, quando la [cosiddetta] Riforma protestante dimenticherà che i Vangeli dipendono dalla catechesi e li giudicherà basati in maniera autonoma sulla pura lettera; ma gli evangelisti stessi, con la loro indipendenza dalla lettera, danno una formale smentita storica al giudizio della [pretesa] Riforma, e il traduttore greco di Matteo conferma questa smentita imitando gli evangelisti nella libertà verbale.
    da SVRSVM CORDA® n° 86 del 12 novembre 2017 - www.sursumcorda.cloud.”











    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/

    “Vingt-troisième Dimanche après la Pentecôte.”






    “Sermon du Père Joseph-Marie pour le Vingt-troisième après la Pentecôte : péchés véniels et péchés mortels (2014).
    http://prieure2bethleem.org/predica/...bre.mp3”






    “12 Novembre : Saint Martin I, Pape et Martyr († 655).”












    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/"

    “12 novembre 2017: DOMENICA VENTITREESIMA DOPO LA PENTECOSTE.”






    “12 novembre 2017: san Martino I, Papa e martire.”











    Guéranger, L'anno liturgico - San Martino, Papa e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12nov.htm
    “12 NOVEMBRE SAN MARTINO, PAPA E MARTIRE.

    Onore dovuto ai martiri.
    "Tutti sanno che Dio vuole che i popoli celebrino le glorie dei martiri, per glorificarli come si meritano e avere sotto gli occhi, con la grazia di Gesù Cristo, l'esempio delle loro virtù. Vedendo l'onore reso ai martiri quaggiù, noi comprendiamo quanto sia grande la loro gloria nei cieli e, ricordandone gli esempi, ci sentiamo spinti ad avere lo stesso coraggio, la stessa devozione, la stessa fede e, con l'aiuto di Gesù Cristo, combattiamo e vinciamo il nemico e, riportata la vittoria, possiamo essere in trionfo con i santi nel regno dei cieli.
    L'insegnamento dei martiri
    Chi oserebbe pretendere di essere associato agli stessi meriti senza aver nutrita la stessa fede, conservata la stessa fermezza e imitato il loro coraggio nella sofferenza; senza aver cercato o trovato la loro gloria uniformando la propria vita alla loro? Non tutti potranno raggiungere con il martirio lo stesso grado di gloria ma tuttavia ciascuno si mostri degno di tanto onore con le buone opere. Dio, pieno di bontà, è sempre pronto a concedere il martirio ai suoi servi, che lo desiderano, o, senza il martirio a concedere ad essi la ricompensa che da ai suoi martiri" (San Giov. Crisostomo, Sui Martiri, l. IlI, c. i).
    San Martino I.
    Ieri celebravamo la festa dell'apostolo delle Gallie, che "amava tanto Cristo Re e non temeva le potenze del mondo" e benedicevamo la sua "anima, che la spada del persecutore non poté separare dal corpo, ma non fu tuttavia priva della palma del martire" (Antifona del Magnificat dei II Vespri). La Chiesa aveva finalmente la tranquillità e, se nelle campagne il paganesimo resisteva e i pagani si mostravano ostili, per difendere gli dei minacciati dagli apostoli del cristianesimo, il tempo delle persecuzioni era ormai finito.
    La parola di san Paolo però è sempre vera: "Chi vuoi vivere piamente per il Cristo deve prepararsi a subire la persecuzione" (2Tm 3,12). La Chiesa ebbe sempre, ha ed avrà sempre i suoi martiri, perché Satana non ammette la sua sconfitta ed arma i suoi partigiani contro quelli che demoliscono il suo malvagio impero. "Martino primo, dice il Baronio, fu più fortunato di tutti i suoi predecessori, perché eletto dopo Costantino, ma giudicato degno di soffrire più di loro per il nome di Cristo, ebbe la buona ventura di trovare Decio e Diocleziano in un principe battezzato" (Annali, anno 651).
    L'imperatore Costanzo II.
    Il paganesimo non è l'unico pericolo che la Chiesa debba temere: l'eresia è forse un pericolo più grave, perché più sottile e più subdola. Agli imperatori pagani, che pretendevano imporre ai sudditi l'adorazione di false divinità, erano succeduti imperatori che pretendevano imporre alla Chiesa delle decisioni dogmatiche. Alla metà del secolo VII Costanzo II sosteneva l'eresia monotelita, che negava le due nature, umane e divina, in Cristo, insegnando che in Cristo vi era un sola volontà, come vi è una sola persona.
    Papa Martino primo, in un consesso di 500 vescovi, proclamò la verità cattolica trasmessa dagli apostoli, affermò con solenne definizione che in Cristo vi è una volontà umana, ma totalmente sottomessa alla volontà divina e che il Figlio di Maria Vergine è nostro fratello, per la integrità della natura umana, il più completo, il più perfetto, il più bello dei nostri fratelli, nostro Dio e Salvatore.
    VITA. - Martino primo succedette a Papa Teodoro il 14 maggio 649. Toscano di origine, aveva esercitato le funzioni di apocrisario a Costantinopoli. La sede patriarcale era tenuta da Paolo, un intruso che professava il monotelismo, dottrina che pretendeva che in Cristo non vi fossero due volontà, ma una sola. Il 5 ottobre il Papa riunì un Concilio al Laterano e davanti a 500 vescovi condannò l'eresia monotelita. L'imperatore Costanze II non accettò le decisioni del Concilio, fece catturare il Papa che fu condotto a Costantinopoli, imprigionato, condannato a morte e trattato nel modo più crudele. Il Patriarca scismatico, temendo forse il giudizio di Dio, chiese all'imperatore che la sentenza non fosse eseguita e la pena fu commutata in detenzione a vita. Portato a Cherso in Crimea, vi morì, il 16 settembre del 655, in squallida miseria e dopo aver sopportato molte sofferenze. Il suo corpo fu deposto nella chiesa della città e poi portato a Roma dove riposa ora nella chiesa di S. Martino ai Monti.
    Integrità della fede.
    Con la Liturgia greca, o Pontefice santo, ti salutiamo come "la guida più illustre della dottrina ortodossa, l'infallibile e santo sostenitore dei dogmi divini, il vindice della verità contro l'errore. Ti riconosciamo come la colonna della fede ortodossa e il maestro della teologia; ti benediciamo per aver con la tua persona ornato il trono di Pietro e per aver conservato la Chiesa salda sulla roccia divina di Pietro e per aver conseguito la gloria eterna".
    Tu che tanto hai sofferto nell'Oriente, ora separato da Roma da uno scisma funesto, degnati pregare per i nostri fratelli che ancora oggi affermano solennemente questo Primato del Pontefice romano, onde mettano la loro fede, la loro condotta in relazione a queste parole della loro antica liturgia.
    Fiducia nella prova.
    Nella gloria del cielo in cui sei, prega per tutti coloro che soffrono persecuzioni per la giustizia e la verità. Molti oggi, come te, provano l'esilio, le prigioni e i più duri tormenti. A quelli che particolarmente soffrono nel sapersi per sempre perduti per i loro parenti, come se già avessero lasciato questo mondo, ottieni grazie di rassegnazione e di pace, ricordando loro le parole che tu scrivesti: "Il Signore avrà cura del mio povero corpo come crederà. Perché mi debbo inquietare? Il Signore è vicino e io confido nella sua misericordia... ".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1270-1273.”


    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica Ventitreesima dopo la Pentecoste
    http://www.unavoce-ve.it/pg-dopopent-dom23.htm
    “DOMENICA VENTITREESIMA DOPO LA PENTECOSTE.

    Quando nell'anno le Domeniche dopo Pentecoste sono ventitré soltanto, oggi si legge la Messa della Domenica ventiquattresima e ultima Domenica e la Messa segnata per la ventitreesima si porta al sabato della settimana precedente o al giorno più vicino, che sia libero da festa di rito doppio o semidoppio [1].
    Comunque avvenga, oggi termina l'Antifonario e l'Introito, Graduale, Communio di questa Messa dovranno essere ripresi in tutte le Domeniche, più o meno numerose, secondo gli anni, che si succederanno ancora fino all'Avvento. Ricordiamo che ai tempi di san Gregorio l'avvento era più lungo di oggi e le sue settimane si addentravano nella parte del Ciclo postpentecostale, occupato adesso dalle ultime Domeniche dopo la Pentecoste ed è questa una delle ragioni, che spiegano la mancata composizione di Messe dopo la ventitreesima.
    L'antica Messa della Domenica XXIII.
    In quella Messa la Chiesa, senza perdere di vista la conclusione della storia del mondo, volgeva il suo pensiero al vicino tempo sacro, destinato a preparare i suoi figli alla solenne festa di Natale.
    All'Epistola si leggeva questo passo di Geremia, che in vari luoghi, più tardi fu usato nella prima Domenica di Avvento: "Ecco che il giorno arriva, dice il Signore, e io susciterò a Davide una stirpe giusta. Regnerà un re, che sarà saggio, che compirà la giustizia e il giudizio sopra la terra. Allora Giuda sarà salvato e Israele abiterà nella pace. Ecco il nome che daranno a questo re: Giusto Signore nostro! Viene il tempo, dice il Signore, in cui non si dirà più: Vive il Signore, che ha tratto fuori dall'Egitto i suoi figli! Ma: Vive il Signore che ha tratto e fatto condurre la posterità della casa di Israele dalla terra dell'aquilone e da tutti i paesi nei quali l'avevo dispersa e cacciata! E abiteranno la loro terra" (Ger 23,5-8).
    Conversione dei Giudei.
    Questo passo si applica benissimo, come si vede, alla conversione dei Giudei e alla restaurazione d'Israele annunciata per gli ultimi tempi. I più antichi liturgisti del Medio Evo spiegarono tutta la Messa della Domenica ventitreesima dopo la Pentecoste da questo punto di vista, ma per capirli bene occorre ricordare che allora il Vangelo della detta Domenica era il Vangelo della moltiplicazione dei cinque pani. Lasciamo parlare il pio e profondo abate Ruperto, che ci rivelerà, meglio di qualsiasi altro, il mistero di questo giorno in cui cessano le melodie gregoriane, prima così varie.
    Egli dice: "La santa Chiesa si impegna con tanto zelo in fare suppliche, preghiere e azioni di grazie chieste dall'Apostolo (1Tm 2,1) per tutti gli uomini, e perfino rende grazie per la futura salvezza dei figli d'Israele che, come essa, dovranno un giorno essere uniti al suo corpo. Come alla fine del mondo i loro 'resti' saranno salvati (Rm 9,27), così in quest'ultimo Ufficio dell'anno essa si rallegra con loro, suoi futuri membri, e nell'Introito canta tutti gli anni, richiamando così senza sosta le profezie che li riguardano: Il Signore dice: I miei pensieri sono pensieri di pace e non di afflizione.I suoi sono pensieri di pace, perché promette di ammettere al banchetto della grazia i Giudei, suoi fratelli secondo la carne, realizzando ciò che era raffigurato nella storia del patriarca Giuseppe. I fratelli di Giuseppe, che l'avevano venduto, spinti dalla fame, vennero a lui, quando egli aveva steso il suo dominio su tutto l'Egitto, furono riconosciuti, ricevuti da lui stesso, e volle egli ancora sedere con loro a un banchetto solenne. Così il Signore, regnando su tutto il mondo, nutrendo del pane di vita abbondantemente gli Egizi, cioè i Gentili, vedrà tornare a Lui i 'resti' dei figli di Israele e saranno reintegrati nell'amicizia di colui che hanno negato e ucciso, avranno posto alla sua mensa e il vero Giuseppe si disseterà con i suoi fratelli".
    "Il favore di questa tavola divina è raffigurato nell'Ufficio della Domenica dal Vangelo, che ci narra come il Signore sfamò con cinque pani la moltitudine. Allora davvero Gesù aprirà per i Giudei i cinque libri di Mosè oggi portati come pani interi, non spezzati ancora da un fanciullo, che è questo popolo rimasto fino ad oggi di vedute limitate come un bambino.
    Si compirà l'oracolo di Geremia, così bene collocato prima del Vangelo, e non si dirà più: Vive il Signore che ha tratto i figli di Israele dalla terra dell'Egitto! Ma: Vive il Signore che li ha tratti e fatti condurre dalla terra dell'aquilone e da tutte quelle in cui erano dispersi!.
    Liberati dalla prigionia spirituale che li stringe, essi canteranno con tutto il cuore l'azione di grazie che troviamo nel graduale: Voi ci avete liberato, Signore, da quelli che ci perseguitavano.
    La supplica con la quale diciamo nell'Offertorio: Ti ho invocato dal fondo dell'abisso, o Signore, si adatta essa pure molto bene alle circostanze, perché in quel giorno i fratelli diranno al grande vero Giuseppe: Ti scongiuriamo di dimenticare il delitto dei tuoi fratelli (Gen 50,1-7).
    Il Communio: Vi dico, in verità, tutto quello che chiederete nelle vostre orazioni con quello che segue è la risposta di questo stesso Giuseppe, che dirà, come disse l'altra volta il primo Giuseppe (Gen 50,19-21): 'Non temete. Voi avete concepito contro di me un disegno malvagio, ma Dio lo ha voluto in bene per innalzarmi, come ora vedete, e salvare molti popoli. Non temete sfamerò voi e i vostri figli'" (Ruperto, De div. Officiis, xii, 23).
    EPISTOLA (Fil 3, 17-21; 4, 1-3). - Fratelli: Imitate me, e mirate coloro che si conducono secondo il modello che avete in noi. Già ve l'ho detto tante volte (e ora ve lo dico piangendo): Vi sono molti che vivono come nemici della croce di Cristo. La loro fine è la perdizione; il loro Dio è il ventre e la loro gloria la fanno consistere nella loro vergogna, e non pensano ad altro che alle cose della terra. Ma noi siamo cittadini del cielo, dal quale pure aspettiamo come Salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, che, per la sua potenza di assoggettarsi ogni cosa, trasformerà il corpo della nostra umiliazione in modo da renderlo simile al corpo che egli ha nella gloria. Pertanto, o fratelli miei carissimi e desideratissimi, mia gioia e mia corona, state in questo modo saldi nel Signore, o amatissimi.
    Prego Evodia e scongiuro Sintiche ad essere di un medesimo sentimento nel Signore, e mi raccomando anche a te, o fedele compagno, di porgere la mano a queste che hanno combattuto con me per il Vangelo con Clemente e cogli altri miei collaboratori, i nomi dei quali sono scritti nel libro della vita.

    Il buon esempio.
    La Chiesa è un tempio ammirabile di pietre viventi chiamate a costituire i suoi muri (Ef 2,20-22), che si elevano alla gloria dell'Altissimo. La costruzione di questi muri secondo il piano stabilito dall'Uomo-Dio è opera di tutti. Qualcuno costruisce con la parola (1Cor 14,3), altri con l'esempio (Rm 14,19), ma tutti costruiscono, tutti edificano la città santa e, come al tempo degli Apostoli, chi costruisce con l'esempio prevale sugli altri in efficacia quando la parola non è sostenuta dall'autorità di una vita conforme al Vangelo. Però mentre l'edificazione degli altri è per il cristiano dovere fondato sulla carità verso il prossimo e sullo zelo della casa di Dio, egli deve, per non essere presuntuoso, cercare negli altri questa edificazione per se stesso. La lettura di libri buoni, lo studio della vita dei santi, l'osservanza rispettosa, per usare l'espressione dell'Epistola, l'osservazione dei cristiani buoni, che vivono al nostro fianco, saranno aiuto potente per l'opera di santificazione personale e per il compimento dei disegni di Dio.
    La coincidenza di pensieri con gli eletti della terra e del cielo ci allontanerà dai cattivi, che respingono la croce di Gesù Cristo e non pensano che al vergognoso accontentamento dei sensi e stabilirà veramente nei cieli la nostra conversazione. In attesa della venuta del Signore per un giorno, che non è più lontano, noi resteremofermi in lui, nonostante la defezione di tanti sventurati trascinati dalla corrente che porta il mondo alla rovina. L'angoscia e la sofferenza degli ultimi tempi accresceranno in noi la speranza, rendendo sempre più vivo il desiderio del momento solenne in cui il Signore apparirà per completare la salvezza dei suoi, vestendo la nostra carne col fulgore del suo corpo divino. Stiamo uniti, come dice l'Apostolo, e per il resto "godete sempre nel Signore, egli scrive agli amati Filippesi, vi ripeto, rallegratevi; il Signore è vicino" (Fil 4,4-5).
    VANGELO (Mt 9,18-26). - In quel tempo: Mentre Gesù parlava alle turbe, ecco uno dei capi accostarsi, inchinarsi e dire: Signore, la mia figlia è morta or ora: ma vieni, imponi la tua mano su di lei e vivrà. E Gesù, alzatosi, lo seguì coi suoi discepoli. Ed ecco una donna, la quale da dodici anni pativa perdite di sangue, accostarsi a lui da tergo e toccargli il lembo della veste. Perché diceva dentro di sé: Sol ch'io tocchi la sua veste, sarò guarita. Ma Gesù rivoltosi e miratala disse: Confida, Figliuola: la tua fede ti ha salvata. E da quell'istante la donna fu liberata. E quando Gesù arrivò alla casa del capo, avendo veduto i suonatori e la turba far strepito, disse: Ritiratevi, perché la fanciulla non è morta, ma dorme. Ed essi si burlavano di lui. Quando furono usciti tutti egli entrò e prese la fanciulla per mano, ed essa si alzò. E se ne divulgò la fama in tutta quella regione.
    Sebbene la scelta di questo Vangelo non risalga dappertutto a remota antichità, si adatta bene allo spirito della liturgia e conferma ottimamente quello che abbiamo detto del carattere di questa parte dell'anno. Nella Omelia del giorno san Gerolamo ci insegna che l'emorroissa guarita dal Salvatore è figura del Gentilesimo e la figlia del principe della sinagoga lo è della nazione giudaica. Questa trovò la vita soltanto dopo la guarigione della prima ed è proprio questo il mistero che ricordiamo in questo giorno in cui, riconosciuto il medico celeste in tutte le nazioni, cessa l'acciecamento da cui era stato afflitto Israele.
    Le vie di Dio.
    Dall'altezza cui siamo giunti, dal punto in cui il mondo, raggiunto il suo destino, si oscura un istante per sbarazzarsi degli empi e sbocciare di nuovo trasformato nella luce e nell'amore, come appaiono misteriose, forti e soavi insieme le vie dell'eterna Sapienza (Sap 8,1)!
    Il peccato aveva rotto all'inizio l'armonia del mondo gettando l'uomo fuori della sua strada e se, fra tutte, una famiglia aveva attirato su di sé la misericordia e la luce, elevandosi con questo privilegio, aveva rivelato più buia la notte in cui vegetava il genere umano.
    La nazioni abbandonate nella loro miseria, spossate, vedevano le delicatezze divine riservate ad Israele e pesare su di loro l'oblio. Venuto il tempo in cui doveva essere riparata la prima colpa parve che la riprovazione dei Gentili dovesse essere definitiva, perché la salvezza venuta dal cielo nella persona dell'Uomo-Dio si diresse esclusivamente ai Giudei e alle pecore perdute della casa di Israele (Mt 15,24).
    La salvezza dei Gentili.
    Ma la razza senza merito fortunata i cui padri e i primi capi avevano ardentemente desiderato la venuta del Messia non era più all'altezza cui l'avevano portata i patriarchi e i santi profeti. La sua religione così bella, fondata sul desiderio e sulla speranza, era ormai un'attesa sterile, che la metteva nella impotenza di fare un passo verso il Salvatore; la sua legge incompresa, dopo averla immobilizzata, finiva di stringerla nei legami di un formalismo settario e mentre, disprezzando questo colpevole intorpidimento contava, nel suo orgoglio geloso, di difendere l'esclusività dei favori di Dio, il Gentilesimo portava i suoi mali sempre più grandi davanti a un liberatore, riconosceva in Gesù il Salvatore del mondo e la sua fiduciosa iniziativa gli meritava di essere per primo salvato. L'apparente disprezzo del Signore lo mantenne nella umiltà la cui potenza penetra i cieli (Eccli 35,21).
    La salvezza dei Giudei.
    Israele doveva attendere ancora, come si cantava nel salmo: L'Etiopia lo prevenne, tendendo per prima le sue mani verso Dio (Sal 67,32). Toccò ora a Israele ritrovare nella sofferenza di un lungo abbandono l'umiltà che aveva meritato ai suoi padri le promesse divine e sola poteva meritarne il compimento.
    Ma ora la parola di salvezza si è fatta sentire in tutte le nazioni, salvando tutti quelli che dovevano essere salvati. Gesù, fermato sulla strada, arriva alla casa cui era diretto, alla casa di Giuda in cui è ancora assopita la figlia di Sion; la sua onnipotenza compassionevole allontana dalla povera derelitta la folla confusa dei falsi dottori e i profeti di menzogna, che l'avevano addormentata con le loro stolte parole, caccia lontano per sempre gli insultatori del Cristo che pretendevano custodirla nella morte.
    Prendendo la mano della malata, egli le ridà vita e il vigore della sua giovinezza, dimostrando che la sua morte non era che un sonno e che l'accumularsi dei secoli non poteva prevalere sulla parola data da Dio ad Abramo suo servo (Lc 1,54-55).
    PREGHIAMO
    Perdona, o Signore, le colpe del tuo popolo, e liberaci, per la tua benignità, dalle catene dei peccati con le quali ci siamo legati per fragilità.

    [1] Nota che il Guéranger scriveva prima della riforma di Pio X. Oggi, se si aggiunge anche l'ultima riforma della Sacra Congregazione dei Riti (23 marzo 1955), le cose sono alquanto modificate.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, Alba, 1959, p. 530-536.”




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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  2. #42
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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    13, 14 e 15 NOVEMBRE 2017...



    13 NOVEMBRE 2017: SAN DIEGO D'ALCALA', CONFESSORE…





    Guéranger, L'anno liturgico - San Didaco, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13nov.htm
    “13 NOVEMBRE SAN DIDACO, CONFESSORE.”



    http://www.sodalitium.biz/san-diego/
    “13 novembre, San Diego d’Alcalá, Confessore (1400 – 1463), religioso dell’Ordine dei Minori, tra i santi più popolari in Spagna e nelle Americhe.

    O Dio onnipotente ed eterno, che con mirabile disposizione scegli le cose deboli del mondo per confondere le grandi, degnati propizio, per le devote preghiere del tuo beato confessore Diego, dí elevare la nostra debolezza alla gloria perenne del cielo. Per Cristo nostro Signore.”









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    “13 Novembre : Saint Diego (ou Didace), Confesseur.”









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    “13 NOVEMBRE 2017: SAN DIEGO D'ALCALA', CONFESSORE.”






    “Il 13 novembre 867 muore San Niccolò I, Sommo Pontefice.”
    “Nel compleanno di sant'Agostino (13 novembre 354).”

    “Si sopprimano tutti i falsi idoli e tutte le follie: si convertano le persone al culto del vero Dio, a costumi più casti e più pii; vedrai allora la tua patria fiorire non secondo la falsa opinione degli stolti, ma secondo la verità professata dai sapienti. Quando questa patria, in cui nascesti alla vita mortale, sarà una porzione della patria, alla quale si nasce non col corpo ma con la fede e dove tutti i santi e i servi di Dio, dopo l'inverno pieno delle sofferenze di questa terra, fioriranno nell'eterna vita che non conosce tramonto, allora sì vedrai la tua patria fiorente! (S.Agostino, Epistola 91,6).”





    Guéranger, L'anno liturgico - San Didaco, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13nov.htm
    "13 NOVEMBRE SAN DIDACO, CONFESSORE.


    L'umile pellegrino di Roma.
    Didaco o Diego di san Nicola, umile fratello laico, giunge al cielo presso il padre san Francesco, Bernardino da Siena e Giovanni da Capistrano, che lo hanno di qualche anno preceduto. Questi hanno lasciato l'Italia e l'Europa intera vibranti degli echi delle loro voci che avevano pacificato le città nel nome del Signore Gesù e lanciate contro i Musulmani le armate. Il secolo, che essi contribuirono efficacemente a salvare dalle conseguenze del grande scisma e restituirono al suo avvenire cristiano, poco seppe di Didaco, all'infuori della sua ammirabile carità in occasione del giubileo del 1450, che ebbe risultati veramente preziosi. Roma, ritornata agli occhi delle nazioni la città santa, vide i peggiori flagelli impotenti a trattenere lontani i suoi figli, (Is 49,8-22) e l'inferno, scatenato per l'inaudita corrente che dai quattro angoli del mondo portava le folle alle sorgenti della salvezza, rimase in ritardo di 70 anni nella sua opera rovinosa.
    Il beato infermiere dell'Ara Coeli, che si prodigava nel servizio degli appestati, agli occhi degli uomini non ebbe che una parte assai modesta in risultati tanto grandiosi, soprattutto se l'opera sua è confrontata con quella dei grandi apostoli francescani suoi confratelli. Ma ecco che la Chiesa terrena, interprete fedele della Chiesa dei cieli, oggi l'onora con gli stessi onori resi a san Bernardino e a san Giovanni. Ciò dice che, davanti a Dio, gli alti meriti della virtù, che resta ignota al mondo, non sono inferiori a quelli che con il loro splendore hanno rapito la terra, se, provenendo dalla stessa corrente di amore, producono nelle anime un eguale accrescimento di carità.
    Il pontificato di Nicola V, che presiedette l'imponente incontro di popoli presso le tombe degli apostoli nel 1450, fu ed è ancora ammirato per l'incremento nuovo che, in Roma, diede al culto delle lettere e delle arti, perché è compito della Chiesa includere nella sua corona, a gloria dello Sposo, tutto quanto il mondo possiede di grande e di bello. Tuttavia oggi quale umanista del tempo non preferirebbe forse la gloria del povero Frate minore senza cultura, agli effimeri fulgori coi quali credette di raggiungere l'immortalità? Nel secolo XV, come sempre, Dio scelse il debole e l'insensato per confondere i saggi (1Cor 1,7) e il Vangelo ha sempre ragione.

    VITA. - Didaco o Diego, nacque a San Nicola di Porto presso Sèville, nel 1400. Nell'infanzia decise di voler farsi santo e vi si impegnò sotto la guida di un sacerdote. Appena gli fu possibile, entrò nell'Ordine Francescano nel convento di Arrizafa, dove fece professione come fratello converso. Visse nell'obbedienza più perfetta ed ebbe grazie di contemplazione così luminose che, parlando delle cose del cielo, si esprimeva in modo che sorprendeva tutti.
    Inviato alle Canarie, vi converti molti infedeli e, venuto a Roma per il giubileo del 1450, essendo scoppiata la peste, si consecrò al servizio dei malati nel convento dell'Ara Caeli. Rientrato ad Alcalà, vi morì nel 1463. Numerosi miracoli lo rivelarono caro al Signore e fu iscritto nel. numero dei Santi da Sisto V il 5 luglio dell'anno 1588.



    La vera gloria.
    "Dio onnipotente ed eterno, che per una ammirabile disposizione scegli in questo mondo ciò che è debole per confondere ciò che è forte, degnati concedere alla nostra umiltà che, per le pie preghiere del beato Didaco tuo confessore, meritiamo di essere ammessi nella gloria dei cieli" (Colletta della festa). La Chiesa eleva al Signore questa preghiera in tutte le ore liturgiche di questa tua festa. Appoggia le sue suppliche, perché Colui che hai seguito con tanto amore nella via della umiltà e della povertà volontaria, molto ti apprezza. Via veramente regale fu quella che seguisti, perché ti portò al trono, che col suo fulgore fa impallidire tutti i troni della terra. Anche quaggiù la tua fama sorpassa oggi quella di molti tuoi contemporanei, già così illustri e ora dimenticati. Solo la santità da corone durevoli per i secoli e per l'eternità, perché Dio solo ha l'ultima parola e l'ultimo giudizio su ogni gloria, come in lui solo è il principio di ogni felicità, in questa vita come nell'altra. Sul tuo esempio e col tuo aiuto ci sia possibile, o san Didaco, farne la felice esperienza.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1273-1274."




    Luca, Sursum Corda!









    14 NOVEMBRE 2017: SAN GIOSAFAT, VESCOVO E MARTIRE…



    Guéranger, L'anno liturgico - San Giosafat, Vescovo e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14nov.htm
    “14 NOVEMBRE SAN GIOSAFAT, VESCOVO E MARTIRE.”


    http://www.sodalitium.biz/san-giosafat/
    “14 novembre, San Giosafat, Vescovo e Martire ( 1580 – 1623), fu un arcivescovo greco-cattolico ruteno
    martirizzato dagli scismatici.
    “San Giósafat, dell’Ordine di san Basilio, Vescovo di Polosk e Martire, il cui giorno natalizio è ricordato il dodici di questo mese”.
    Asseconda, o apostolo dell’unità i voti del sommo Pontefice, che richiama all’unico ovile le pecore disperse (ivi 10,16). Gli Angeli che vegliano sulla famiglia slava applaudirono alla tua lotta: dal tuo sangue sono germogliati altri eroi e le grazie meritate dalla effusione di quel sangue sostengano sempre l’ammirabile, umile e povero popolo di Rutenia e sconfiggano lo scisma strapotente. Possano quelle grazie straripare sui figli dei persecutori e condurre anche quelli a Roma, che, sola, anche per essi ha le promesse del tempo e dell’eternità. Così sia.”









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    “14 Novembre : Saint Josaphat, Archevêque de Polotsk et martyr (1584-1623).”











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    "14 NOVEMBRE 2017: SAN GIOSAFAT, VESCOVO E MARTIRE."










    Guéranger, L'anno liturgico - San Giosafat, Vescovo e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-14nov.htm
    "14 NOVEMBRE SAN GIOSAFAT, VESCOVO E MARTIRE

    Unità della Chiesa.
    Abbiamo festeggiato all'inizio dell'anno liturgico un vescovo martire dell'unità della Chiesa, san Tommaso da Cantorbery. "Dio, egli diceva, niente ama in questo mondo quanto la libertà della sua Chiesa ", libertà che è completa indipendenza di fronte a qualsiasi potenza secolare e in vista della sua missione di salvezza per tutti gli uomini. Si potrebbe dire con altrettanta verità che "Dio nulla ama in questo mondo quanto l'unità della sua Chiesa".
    La veste inconsutile di Cristo, che egli non permise fosse divisa dai soldati ai piedi della Croce, era simbolo di questa unità della quale parla spesso agli Apostoli e al Padre celeste, chiedendo che "tutti siano una cosa sola, come il Padre e Lui sono una cosa sola e tutti siano perfezionati nella unità".
    Perché spiacevoli malintesi e miserabili passioni umane sono venute a spezzare il desiderio di Cristo e a rendere vana la sua ardente preghiera? Le Chiese d'Oriente, che ricevettero per prime la buona novella della Redenzione e la divulgarono nel mondo intero, che brillarono per la santità e la dottrina dei loro vescovi e per il martirio di tanti loro fedeli, dopo secoli si sono in parte separate dall'unità cattolica e non vogliono più riconoscere l'autorità del Pontefice romano.
    I Papi non si sono mai rassegnati a questo stato di cose così doloroso e hanno moltiplicato gli appelli, impegnato gli sforzi, perché lo scisma cessi. Soprattutto da Leone XIII in poi, ascoltiamo si può dire in modo incessante la loro voce, che chiama le Chiese separate a rientrare nell'unità romana, affinché vi sia un solo gregge e un solo pastore.
    La Chiesa nota con consolazione numerosi ritorni, li conta ogni anno con gioia materna e prega i suoi figli di sostenere in tutti i modi possibili le opere, che possono affrettare l'ora in cui tutti si stringeranno attorno a lei, in unità perfetta di spiriti e di cuori, ma sa che gli sforzi umani saranno inefficaci, se non si appoggiano alla preghiera.
    La festa di oggi deve essere per noi occasione di ricordare il desiderio di Cristo, di unire le nostre preghiere alle preghiere della Chiesa, i nostri sacrifici ai sacrifici, alle sofferenze e alla morte del martire dell'unità, san Giosafat.

    Il vescovo dei Ruteni.
    Sono molti davvero i meriti di questo santo vescovo per la causa dell'unità cattolica. Dopo un'infanzia trascorsa in perfetta castità ed eroica mortificazione, si fece monaco e si impegnò nella riforma dell'antico Ordine Basiliano. Zelo, scienza, santità gli meritarono di essere designato all'episcopato. Egli moltiplicò allora i suoi sforzi, da vero pastore delle anime. Predicazione, scritti, ministero, appoggiati alla preghiera, furono da Dio tanto benedetti che molti scismatici si convertirono e ciò gli attirò l'odio dei nemici e minacce di morte. Ma la morte, anche la morte violenta, non intimorisce i veri servi di Dio. Egli non fuggì, ma attese tranquillo i suoi carnefici e cadde sotto i loro colpi, levando la mano per benedirli e perdonarli.


    VITA. - Giosafat Kuncewicz nacque a Wlodimir, nella Volinia, da genitori cattolici e nobili nel 1584. Mentre fanciullo ascoltava la madre, che gli parlava della passione del Signore, un dardo partito dal fianco dell'immagine di Gesù crocifisso lo colpì al cuore e, acceso di amore divino, si dedicò alla preghiera e alle opere pie in modo da diventare esempio a tutti i suoi compagni, superiori in età. A venti anni abbracciò la regola monastica nel monastero basiliano della Trinità a Wilna e fece tosto progresso meraviglioso nella perfezione evangelica. Camminava a piedi nudi nei giorni freddi dell'inverno in quelle regioni rigidissimo, non si cibava mai di carne né beveva vino, se non quando ve lo costringeva l'obbedienza. Portò sulle carni, fino alla morte, un ruvido cilizio e conservò il fiore della purezza che, adolescente, aveva consacrato alla Vergine Madre di Dio. La fama delle sue virtù e della sua scienza fu presto tale che, nonostante la giovane età (1613), fu messo a capo del monastero di Byten e quindi fatto archimandrita di Wilna (1614) e poi, suo malgrado e con gioia di tutti i cattolici, proclamato arcivescovo di Polock nel 1617.

    La nuova dignità non gli fece mutare la sua regola di vita e tutto il suo cuore fu per il culto divino e per la salvezza delle pecore a lui affidate. Campione instancabile dell'unità cattolica e della verità, dedicò le energie alla conversione degli eretici e degli scismatici. Empi errori e calunnie impudenti erano diffuse contro il Sommo Pontefice e la pienezza dei suoi poteri ed egli non mancò mai al dovere di difenderli, nei discorsi e negli scritti ricchi di pietà e di dottrina. Rivendicò i diritti vescovili e i beni della Chiesa usurpati da laici e il numero di eretici ricondotti da lui alla Madre comune è incredibile. Fu promotore inimitabile dell'unione della Chiesa greca con la Chiesa latina, lo attestano dichiarazioni esplicite del supremo pontificato. Le rendite del suo vescovado furono da lui impegnate nel restaurare il culto divino, lo splendore dei templi, gli asili delle vergini consecrate a Dio e mille opere pie. La sua carità verso i miserabili era così viva che un giorno, non avendo mezzi per soccorrere una povera vedova, impegnò il suo omoforio o pallio episcopale. Visti gli enormi progressi della fede cattolica, uomini perversi cospirarono, nel loro odio, contro l'atleta di Cristo, per provocarne la morte, cosa che egli annunciò in un discorso al suo popolo. In occasione della visita pastorale, i congiurati invasero la sua casa, spezzando e ferendo quanto e quanti incontravano ed egli spontaneamente intervenne con dolcezza dicendo: Perché picchiate i miei, o figliuoli? se avete qualche cosa contro di me, sono qui. Fu allora aggredito, ucciso, trafitto, finito con un colpo d'ascia e gettato nel fiume. Era il 12 novembre del 1623 e Giosafat aveva 43 anni. Il suo corpo, avvolto da una luce miracolosa, fu ripescato dal fiume. Il suo sangue giovò subito anche ai parricidi, perché, condannati a morte, tutti abiurarono lo scisma e detestarono il delitto commesso. La morte del grande vescovo fu seguita da miracoli strepitosi, che indussero Papa Urbano VIII a dichiararlo Beato. Il 29 giugno del 1867, nella solennità centenaria del principe degli Apostoli, presente il Collegio dei Cardinali e circa 500 Patriarchi, Arcivescovi e Vescovi di tutti i riti, convenuti da ogni parte del mondo nella basilica Vaticana, Pio IX iscrisse nell'Albo dei Santi il grande difensore dell'unità della Chiesa. Fu il primo degli orientali glorificato con tanta solennità. Leone XIII ne estese alla Chiesa intera l'Ufficio e la Messa.

    Preghiera.

    "Degnati, o Signore di ascoltarci e suscita nella tua Chiesa lo Spirito di cui fu pieno il. Beato Giosafat, tuo vescovo e martire" (Colletta della Messa). La Chiesa prega così e il Vangelo esprime in modo ancora più completo il suo desiderio di ottenere dei capi che ti rassomiglino (Gv 10,11,16). Il testo sacro ci parla di falsi pastori, che fuggono quando vedono venire il lupo, ma l'omelia che lo commenta nell'Ufficio della notte, bolla di mercenario non solo colui che fugge, ma anche il guardiano che, senza fuggire, permette al nemico di consumare la rovina dell'ovile (San Giovanni Crisostomo, Omelia LIX). Preservaci, o Giosafat, da uomini simili, flagello del gregge, che pensano solo a pascere se stessi (ibid.). Possa rivivere il Pastore divino, tuo modello, fino alla fine (Gv 13,1), fino alla morte per le pecorelle (ivi 10,11), in tutti coloro che egli si degna chiamare come Pietro ad essere partecipi di un più grande amore! (ivi 21,15-17).

    Asseconda, o apostolo dell'unità i voti del sommo Pontefice, che richiama all'unico ovile le pecore disperse (ivi 10,16). Gli Angeli che vegliano sulla famiglia slava applaudirono alla tua lotta: dal tuo sangue sono germogliati altri eroi e le grazie meritate dalla effusione di quel sangue sostengano sempre l'ammirabile, umile e povero popolo di Rutenia e sconfiggano lo scisma strapotente. Possano quelle grazie straripare sui figli dei persecutori e condurre anche quelli a Roma, che, sola, anche per essi ha le promesse del tempo e dell'eternità.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1275-1277."




    Luca, Sursum Corda!










    15 NOVEMBRE 2017: SANT'ALBERTO MAGNO, VESCOVO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA…



    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Alberto Magno, Vescovo e Dottore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15nov.htm
    “15 NOVEMBRE SANT'ALBERTO MAGNO, VESCOVO E DOTTORE.”





    Sant'Alberto Magno - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santalberto-magno/
    “15 novembre, Sant’Alberto Magno, Vescovo, Confessore e Dottore della Chiesa (Lauingen, 1206 –Colonia, 15 novembre 1280), fu professore di san Tommaso d’Aquino.
    “A Colonia sant’Alberto Vescovo e Confessore, dell’Ordine dei Predicatori, detto Magno, celebre per santità e dottrina, che il Papa Pio undecimo dichiarò Dottore della Chiesa universale e Pio dodicesimo lo costituì celeste Patrono dei cultori di scienze naturali”.
    O Dio, che hai reso grande il tuo beato vescovo e dottore Alberto nel far servire la sapienza umana alla fede divina, deh! concedici di seguire le 0rme del suo insegnamento onde godere della luce perfetta nei cieli. Per il nostro Signore Gesù Cristo.”








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    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare Sant'Alberto Magno, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, Sant'Alberto Magno possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”





    Ligue Saint Amédée
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    “15 Novembre : Saint Albert Le Grand, Docteur de l'Église (1193-1280).”











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    “15 NOVEMBRE 2017: SANT'ALBERTO MAGNO, VESCOVO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA”











    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Alberto Magno, Vescovo e Dottore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-15nov.htm
    "15 NOVEMBRE
    SANT'ALBERTO MAGNO, VESCOVO E DOTTORE

    Grandezza di sant'Alberto.
    Sopra una vetrata della Chiesa dei Domenicani a Colonia, fin dal 1300 si potevano leggere queste parole: "Questo santuario fu costruito dal vescovo Alberto, fiore dei filosofi e dei saggi, esempio di costumi, illustre demolitore delle eresie, flagello dei perversi. Signore accoglilo tra i tuoi Santi". Pio XI realizzò questo voto, canonizzando, in modo inusitato, Alberto Magno con una Lettera decretale (In Thesauris sapientias, del 16 dicembre 1931), che lo dichiarava nello stesso tempo Dottore della Chiesa Universale. Il culto del santo Dottore era cominciato però poco dopo la sua morte e la Santa Sede lo aveva approvato, perché "Il Signore aveva fornita la prova della sua gloria e santità con numerosi miracoli". Nella lettera citata il Papa rileva appunto tale gloria e tale santità.
    Sua sapienza.
    Colui, dice il Papa, che i secoli salutarono con il nome di Magno, ha meritato davvero tanto elogio. Fu grande nel regno dei cieli, secondo l'espressione del Vangelo, perché praticò e insegnò la legge divina, perché riunì in sé strettamente scienza e santità. "Aveva da natura, è stato detto, l'istinto delle cose grandi. Come Salomone implorò il dono della sapienza, che unisce in modo intimo l'uomo a Dio, dilata i cuori ed eleva in alto lo spirito dei fedeli. E la sapienza gli insegnò a unire insieme una vita intellettuale intensa, una vita interiore profonda, una vita apostolica fra le più ricche di frutti, perché fu insieme iniziatore di un grande movimento intellettuale, un grande contemplativo, e un uomo d'azione" (P. Garrigou-Lagrange, Vie spirituelle, 1933, p. 50).
    Scienza e santità.
    Egli volle diventare un santo religioso, premettendo allo studio la preghiera. Però lo studio, santificato dalla preghiera, gli permise di assimilare con estrema facilità le più ardue questioni profane, di bere alle sorgenti della legge divina, nelle acque della dottrina più salutare che già possedeva nel cuore. Tutto intento a meditare gli argomenti più divini e più filosofici, si interessava tuttavia a tutte le scienze umane e vi portava la luce del suo genio. Basta leggere i titoli delle sue opere innumerevoli, per convincersi che nessuna scienza gli fu estranea: scienze naturali sperimentali, come la mineralogia, la botanica, la zoologia; scienze astratte, come la matematica, la filosofia, la metafisica. Suo è il merito di aver compreso il valore delle opere di Aristotele e di aver dissipato le prevenzioni che gli spiriti migliori del tempo avevano contro il filosofo pagano. Egli riuscì a metterlo al servizio della teologia e della Chiesa, aprendo la strada al suo grande discepolo, san Tommaso d'Aquino.In lui è un'insaziabile sete di sapere, di verità, un'attenzione instancabile nell'osservare i fenomeni naturali, l'amore dei monumenti della sapienza antica, ma soprattutto uno spirito religioso che gli faceva percepire chiaramente l'ammirabile sapienza che brilla nelle creature. Fine ultimo e costante della vita intellettuale di Alberto Magno fu questo: offrire al Creatore, sorgente di tutta la verità, somma di tutta la bellezza, essenza della perfezione, tutto quanto di vero e di bello avrebbe scoperto nella scienza pagana. Egli "non è grande soltanto come Dottore, ma è grande anche perché orienta la dottrina verso la vita e l'anima. Ha consacrato le sue cognizioni, la sua scienza, tutta la sua vita al servizio di Dio" (Revue thomiste, t. XXXVI, p. 231). La sua opera teologica è pervasa di soave pietà, di desiderio vivo di attirare le anime verso Cristo e vi si scopre il linguaggio di un santo, che parla di cose sante.
    Il suo apostolato.
    Intellettuale e contemplativo, fu anche apostolo: provinciale in Germania, vescovo di Ratisbona, predicatore della Crociata, infaticabile nello sradicare i vizi, abile nel risolvere i conflitti, pieno di zelo per l'amministrazione dei sacramenti, amico dei poveri.Non desta meraviglia che gli antichi abbiano detto che Alberto Magno era "la meraviglia del secolo", che l'abbiano salutato "Dottore universale" e che i suoi posteri l'abbiano ammirato "come sapiente, come diplomatico, come Principe della Chiesa e soprattutto come Santo".
    Il suo esempio.
    Data l'altezza della sua missione, Alberto Magno non è tutto imitabile. Tuttavia ciascuno di noi ha la sua missione, per modesta che sia. Quale esempio di vita perfetta ci lascia questo religioso, umile di cuore e grande di spirito, che ha compreso che cosa il Signore gli chiede e lo realizza con tutta la sua fede, la sua confidenza e il suo zelo! C'è in lui una magnanimità spirituale che, con l'aiuto di Dio, tende alle grandi cose che Dio gli chiede (P. Garrigou-Lagrange, ibid.).

    VITA. - Alberto Magno nacque verso il 1206 a Lauingen, in Baviera. Dopo una accurata educazione nell'infanzia, andò a studiare Diritto a Padova, vi incontrò il beato Giordano, Maestro Generale dei Frati Predicatori e le esortazioni sue lo indussero ad entrare nella famiglia domenicana. Si fece tosto notare, per la tenera e filiale devozione alla Vergine Maria e per la fedeltà nell'osservanza monastica. Inviato a Colonia, per completarvi gli studi, si applicò talmente che parve aver penetrate le scienze meglio di tutti i contemporanei.Giudicato capace di insegnare, fu nominato lettore a Hildesheim, Friburgo, Ratisbona, Strasburgo e finalmente a Parigi, dove mostrò l'accordo che esiste tra la fede e la ragione, tra scienze pagane e scienze sacre... Il più illustre dei suoi discepoli fu san Tommaso d'Aquino, che gli succedette poi alla Sorbona.Tornato a Colonia, per dirigere gli studi generali dell'Ordine, fu nominato Provinciale di Germania e poi vescovo di Ratisbona. Si prodigò per il suo gregge, conservando la semplicità di vita del religioso, ma dopo due anni di governo episcopale, si dimise nel 1263. Si diede allora alla predicazione, intervenne a pacificare principi e vescovi, assistette al Concilio di Lione e morì nel 1280. Con decreto del 16 dicembre 1931, Papa Pio XI l'iscrisse nel numero dei Santi e lo proclamò Dottore della Chiesa universale.

    Amore della sapienza.
    Sii nostro intercessore, o sant'Alberto, tu che, cercando sapienza e virtù fin dagli anni della giovinezza, e portando il giogo del Signore gioiosamente, assoggettasti interamente il tuo pensiero a Cristo. Cristo ha voluto nei nostri giorni completare la tua gloria, mostrandoti a noi come "fiaccola luminosa, che rischiara il corpo della Chiesa tutta", perché lavorasti non per te solo, ma per tutti quelli che cercano la sapienza. Da a noi l'amore della sapienza, che possedesti in modo così perfetto. In un'epoca in cui la scienza osa drizzarsi contro la fede, abbandona il Maestro di ogni scienza e cade nel materialismo, mostraci che tra scienza e fede, tra verità e bene, tra dogma e santità non esistono opposizioni, ma esiste invece intima coesione; che la ricerca della perfezione cristiana non stritola il genio personale, il vigore della volontà, l'attività politica, ma che invece la grazia perfeziona la natura e le conferisce la sua ammirabile nobiltà.
    La pace.
    "In un'epoca in cui tutti i popoli desiderano la pace, ma non si accordano sui modi di ottenerla, dimenticando perfino i fondamenti di una pace vera, che sono la giustizia e la carità, volgiamo con fiducia gli occhi verso di te. Tutto il tuo essere rifletteva l'immagine di Cristo, Principe della pace; possedevi in alto grado il dono di conciliare, in virtù dell'autorità acquistata per la tua fama di dottrina e di santità; hai molte volte collaborato con successo a ristabilire la pace tra gli, Stati, i principi e gli individui. Ristabilisci, e consolida la pace tra noi e in noi, dandoci l'amore della giustizia, la sottomissione alla legge divina e la ricerca dell'unico necessario di Dio, verso il quale tutti tendiamo e che solo può unirci davvero in modo solido e duraturo in questa vita e nell'altra" (Pio XI, loc. cit.).
    Devozione alla Madonna.
    Comunicaci infine l'ardente devozione verso il mistero dell'Incarnazione e l'amore tenero per la Beata Vergine che tu avevi e permettici di usare le tue parole per dire con te: - Sii benedetta, umanità del mio Salvatore, che nel seno di una Madre vergine ti sei unita alla divinità! Sii benedetta sublime ed eterna divinità, che hai voluto discendere sino a noi sotto il velo della nostra carne. Sii benedetta per sempre tu che sei stata unita ad una carne verginale per virtù dello Spirito Santo! Saluto te pure, o Maria, perché in te la divinità, nella sua pienezza, ha posta la sua dimora; ti saluto, perché in te abita la pienezza dello Spirito Santo! Sia benedetta la purissima umanità del Figlio che, consacrata dal Padre, è uscita da Te. Ti saluto, o Verginità senza macchia, ora elevata oltre tutti i cori degli Angeli! Rallegrati, Regina del mondo, per essere stata giudicata degna di diventare tempio della purissima umanità di Cristo! Rallegrati e gioisci, Vergine delle vergini, perché la purissima tua carne servì all'unione della divinità con la santa umanità di Cristo. Rallegrati, Regina del cielo, perché il castissimo tuo seno procurò una degna dimora a questa santa umanità! Rallegrati e giubila, Sposa dei santi Patriarchi, che sei stata giudicata degna di nutrire e allattare col casto tuo seno questa santa umanità! Ti saluto, verginità feconda, benedetta in eterno, che ci hai resi degni di ottenere il frutto della vita e le gioie della salvezza eterna!".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1278-1282"





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    16, 17 e 18 NOVEMBRE 2017...


    16 NOVEMBRE 2017: SANTA GERTRUDE, VERGINE…




    "Santa Gertrude, vergine, 16 novembre"
    http://www.unavoce-ve.it/pg-16nov.htm
    “16 NOVEMBRE SANTA GERTRUDE, VERGINE.”




    http://www.sodalitium.biz/santa-geltrude/
    “16 novembre, Santa Geltrude, Vergine, (1256 – 1302), mistica cistercense.

    “Santa Gertrùde, Vergine, il cui natale si ricorda il giorno seguente. Ad Edimbùrgo, nella Scòzia, il natale di santa Margherita Vedova, Regina di Scòzia, celebre per la carità verso i poveri e per la povertà volontaria. La sua festa però si celebra il dieci Giugno”.
    “Amore, Sera mia diletta, la fiamma che eternamente arde nella tua essenza, consumi in quel momento tutte le scorie della mia vita. O mia dolce Sera, fa’ che mi addormenti in te di un sonno tranquillo e che io gusti il beato riposo, che hai preparato in te per quelli che ami. Col tuo solo sguardo, così calmo e pieno di fascino, degnati dispone ogni cosa e dirigere i preparativi delle mie nozze eterne. Sii, o Amore, per me una Sera così bella che l’anima mia rapita dica con gioia un dolce addio al corpo e che il mio spirito, tornando al Signore che lo ha creato, riposi in pace sotto la tua ombra amata” (Quinto esercizio: Per rianimare in se stessi l’amore di Dio).”








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    “16 Novembre : Saint Otmar, abbé de Saint-Gall († 759).”






    “16 Novembre : Sainte Gertrude, Religieuse Bénédictine d'Eisleben (1256-1302).”








    http://www.unavoce-ve.it/pg-16nov.htm
    16 NOVEMBRE
    SANTA GERTRUDE, VERGINE [1]

    La spiritualità antica.
    La scuola spirituale, che segue san Benedetto, patriarca dei monaci di occidente, si inizia con san Gregorio Magno e in essa fu tanta la libertà che lo Spirito Santo si prese che si videro donne dotate di spirito profetico non meno degli uomini. Basta ricordare santa Ildegarda e santa Gertrude, a fianco della quale stanno con onore santa Metilde e la grande santa Francesca Romana. Lo può costatare chi conosce gli autori più recenti di ascesi e di mistica, come il sapore sia molto diverso e l'autorità dolcissima, che non si impone, ma trascina. In tale scuola nessuno studio, nessuna strategia, nessuna dotta analisi come in altre scuole; procedimenti più o meno riusciti, che non possono essere ripresi senza rischio di esserne stanchi.
    Il Padre Faber rilevò con la sua solita sagacità i vantaggi di tale forma di spiritualità che rispetta la libertà di spirito e, senza metodi rigorosi, produce nelle anime le disposizioni che i metodi moderni non sanno sempre ottenere. - Non si leggono, egli dice, gli scrittori della vecchia scuola spirituale di san Benedetto senza ammirare la libertà di spirito che regna nella loro anima. Ce ne dà esempio chiarissimo santa Gertrude, la quale vive nello spirito di san Benedetto. Lo spirito della religione cattolica è di naturalezza e di libertà e l'antica scuola ascetica dei Benedettini ebbe questa caratteristica. Gli scrittori moderni hanno voluto fissare tutto, causando deplorevolmente più male che bene (Tutto per Gesù, c. viii, par. 8).

    Gli Esercizi.
    Sono varie le strade, e ogni strada che conduce a Dio attraverso la riforma di se stesso è buona, ma abbiamo solo voluto dire che chi si affida ai suggerimenti di un santo della vecchia scuola non spreca il tempo e, se incontrerà meno filosofia, meno psicologia sulla sua strada ha il vantaggio di essere conquistato dalla semplicità e autorità delle parole e di essere scosso e subito spinto dalla evidenza del contrasto che esiste tra lui e la santità della sua guida. L'anima che si propone di stringere la sua intimità con Dio e ha raggiunto una rettitudine di intenzione e un sincero raccoglimento, se seguirà santa Gertrude, soprattutto gli insegnamenti della sua settimana di Esercizi, ne ricaverà una felice trasformazione. Possiamo assicurare che ne verrà fuori totalmente diversa e si può pensare che vi tornerà più d'una volta e con piacere, perché ricorda di non essersi affatto stancata e di aver goduto piena libertà di spirito. Così lontana dalla santità, forse sarà rimasta confusa nel trovarsi tanto vicina ad un'anima santa, ma accorgendosi di avere con essa un fine comune, stimerà dovere, abbandonare la via pericolosa delle mollezze, che la porterebbe alla rovina.

    Metodo di santa Gertrude.
    Se ci chiedono dove ha tratto la santa il fascino, che esercita su chi appena l'ascolta, rispondiamo che il suo segreto sta nella santità. Non si perde ad insegnare a camminare, ma cammina. Un'anima beata discesa dal cielo, per restare qualche tempo fra gli uomini, parlando la lingua della patria in questa terra di esilio, trasformerebbe tutti coloro, i quali avessero la fortuna di ascoltarla. Santa Gertrude, ammessa già quaggiù alla più intima familiarità con il Figlio di Dio, pare abbia qualcosa dell'accento che avrebbe quell'anima ed è questo il motivo per cui le sue parole sono dardi penetranti, che abbattono ogni resistenza in coloro che si collocano a tiro di essi. La sua dottrina, pura ed elevata, rischiara l'intelligenza, ma tuttavia non c'è dissertazione; il cuore si commuove e tuttavia Gertrude parla soltanto a Dio; l'anima si giudica, si condanna, si rinnova nella compunzione e tuttavia Gertrude non si è impegnata, nemmeno per un momento, a collocarla in uno stato artificioso.

    Scrittura e Liturgia.
    Chi vuole rendersi conto della particolare unzione della sua parola ricerchi la sorgente dei suoi sentimenti e delle espressioni con le quali si traducono. Tutto esce dalla parola divina, non quella soltanto che udì dallo Sposo celeste, ma anche quella che fu suo nutrimento con la lettura dei libri sacri e con la santa Liturgia. Vivendo nel chiostro, attinse continuamente luce e vita alle sorgenti della verace contemplazione nella quale l'anima si disseta alla fonte di acqua viva, che zampilla dalla divina salmodia e dalla parola ispirata dei divini Uffici. Gertrude è così inebriata di questo celeste liquore che non dice parola senza svelare il fascino che vi ha trovato. La sua vita è così assorbita dalla Liturgia che vediamo sempre nelle sue Rivelazioni il Signore che le appare, che le manifesta i celesti misteri, la Madre di Dio e i Santi che si presentano a lei e conversano a riguardo di un'Antifona, di un Responsorio, di un Introito, che Gertrude sta cantando con delizia e del quale gusta tutto il sapore.
    Da questo deriva in lei un lirismo continuo, non ricercato, ma che le è divenuto come naturale; un entusiasmo sacro al quale non si può sottrarre, che la porta a scrivere tante pagine nelle quali la bellezza letteraria giunge all'altezza dell'ispirazione mistica. Nel secolo decimoterzo, prima di Dante, nel monastero della Svezia, Gertrude risolvette il problema della poesia spiritualista. Ora la tenerezza dell'anima sua si effonde in toccante elegia, ora il fuoco che consuma sprizza in cocenti trasporti, ora usa la forma drammatica! per rendere i sentimenti che la dominano. Talvolta i suoi sublimi voli si arrestano e l'emula dei Serafini pare voler ritornare sulla terra, ma per ripartirne presto ed elevarsi maggiormente. Ha luogo una incessante lotta tra la sua umiltà, che la trattiene prona nella polvere e il suo cuore che anela a Gesù che l'attira e le da tante prove di amore.

    Gertrude e Teresa.
    I passi più sublimi di santa Teresa, messi a confronto con le effusioni di santa Gertrude, non ne diminuiscono per noi la meravigliosa bellezza; ci sembra anzi che spesso la vergine tedesca superi la vergine spagnola. Ardente e impetuosa, Teresa non ha la sfumatura malinconica e riflessa di Gertrude. Questa, ben preparata nella lingua latina, continuamente nutrita delle Scritture e dei divini Uffici, che per lei non hanno oscurità, usa un linguaggio ricco e potente, che sembra generalmente superare le mirabili effusioni di Teresa, almeno per chi non ha molta familiarità per queste cose.

    Santa Gertrude si rivolge a tutti.
    Il lettore non si spaventi al pensiero di essere di colpo sotto la guida di un Serafino, mentre la coscienza gli dice che deve ancora percorrere a lungo la via purgativa, prima di sognare di percorre strade che potrebbe anche non raggiungere mai. Ascolti semplicemente Gertrude, la mediti e abbia fede di raggiungere la meta. La santa Chiesa, che ci mette in bocca i salmi del Re Profeta, sa bene che le loro espressioni sorpassano spesso i sentimenti dell'anima nostra, ma sa che il mezzo per arrivare all'unisono con questi cantici divini è il recitarli frequentemente con fede e umiltà, ottenendo così la trasformazione, che nessun altro mezzo avrebbe ottenuta. Gertrude dolcemente ci distacca da noi stessi e ci conduce a Cristo, precedendoci da lontano, ma trascinandoci dietro di sé. Gertrude va diritta al cuore dello Sposo, come è giusto, ma noi dobbiamo esserle già molto riconoscenti se ci conduce ai piedi di lui, come Maddalena, pentiti e trasformati.
    Anche quando scrive per le sue religiose, bisogna guardarsi dal credere che la lettura delle sue pagine commoventissime sia inutile per chi vive la vita nel mondo, perché la vita religiosa esposta da una interprete simile è spettacolo istruttivo e interessante ed eloquentissimo. È forse lecito ignorare che la pratica dei precetti diventa più agevole per chi ha approfondito e ammirato la pratica dei consigli? Il libro della Imitazione non è che il libro di un monaco scritto per i monaci e tuttavia chi sa dire per quante mani passa? Quante persone del secolo non subiscono il fascino degli scritti di santa Teresa? E tuttavia santa Teresa, la vergine del Carmelo, concentra tutti i suoi scritti e la sua dottrina sulla vita religiosa.
    Non analizziamo qui meraviglie che ciascuno deve contemplare direttamente. Nella nostra società, che ha perduto il gusto del linguaggio sicuro e vivo dei tempi ricchi di fede, guasta, per quanto riguarda la pietà, a causa delle scempiaggini e delle presuntuosità mondane dei libri di divozione che tutti i giorni vengono fuori, santa Gertrude stupirà e urterà molti e allora che cosa si deve fare? Quando si è disimparato il linguaggio della pietà antica, che formava i santi, il meglio che si possa fare è impararlo di nuovo e per questo santa Gertrude servirebbe assai bene.
    Gli ammiratori di santa Gertrude sono molti, ma più degli ammiratori conta la Chiesa, la Madre dei fedeli, sempre guidata dallo Spirito Santo, che rende testimonianza alla Santa con la Liturgia. Nella Liturgia infatti la Chiesa raccomanda e glorifica davanti a tutti i cristiani la persona di Gertrude e lo spirito che l'animava con il solenne giudizio contenuto nell'Ufficio della Santa (Dom Guéranger, Les Exercices de sainte Gertrude, 1863, nella prefazione).

    VITA - Santa Gertrude entrò nel 1261 nel monastero di Helfta presso Eisleben, nella Sassonia. Aveva 5 anni ed era per di più orfana. Prove e rinunce, insieme con l'osservanza monastica, formarono l'anima sua e la disposero a ricevere da Dio grazie eccezionali. Influirono su di essa profondamente tre religiose: Gertrude di Hackeborn, sua abbadessa, suor Metilde di Magdeburgo, sorella dell'abbadessa e santa Metilde. A ventiquattro anni circa, fu favorita con divine rivelazioni che raccolse nel suo libro L'Araldo del divino amore. Scrisse anche gli Esercizi e morì il 17 novembre 1301 o 1302. Le sue Rivelazioni furono pubblicate molto tardi e solo nel 1677 fu iscritta nel Martirologio. Le Americhe la scelsero come Patrona e il Nuovo Messico fondò in suo onore una città.

    Elevazione all'Amore divino.
    O rivelatrice del Sacro Cuore, quale miglior preghiera potremmo fare in tuo onore di quella che facciamo, volgendoci al Figlio della Vergine benedetta e dicendo con te : "Luce vespertina dell'anima mia, Mattino fulgente del più dolce chiarore, diventa giorno in me. Amore che rischiari e divinizzi, vieni a me con la tua potenza, vieni e sciogli tutto il mio essere. Distrutta in ciò che sono io, fa' che io sia tutta in te e più non viva nel tempo, ma ti sia unita per l'eternità.
    Tu mi amasti per primo, tu mi scegliesti, tu sei colui che accorri spontaneamente verso la creatura caduta e il fulgore della luce eterna brilla sulla tua fronte. Mostrami il tuo viso tutto raggiante dei fulgori del sole divino. Come può la scintilla esistere, lontana dal fuoco che la produsse? Come si conserva la goccia fuori della sorgente dalla quale è uscita? Perché amasti me, creatura insozzata, o Amore, se non perché mi volevi rendere bella in te? Tu, il fiore delicato prodotto dalla Vergine Maria, mi seduci e mi trascini con la tua bontà misericordiosa. O Amore, mio magnifico meriggio, vorrei mille volte morire, per riposare in te!
    Nell'ora della mia morte, mi sosterrai, o Carità, con le tue parole, dolci più del vino squisito; sarai la mia via, mi aiuterai, o mia Regina, ad arrivare ai pascoli meravigliosi e fertili, che il divin deserto recinge, dove inebriata di felicità, sarò ammessa a godere della presenza dell'Agnello, che è mio Sposo e mio Dio. O Amore, che sei Dio, senza di te cielo e terra non avrebbero da me una speranza, né un desiderio. Compi in me l'unione che tu stesso desideri e tale unione sia il mio termine, la consumazione di tutto il mio essere. Nei lineamenti del mio Dio la tua luce splende come quella dell'astro della sera e quando morirò mostrami il tuo fulgore.
    Amore, Sera mia diletta, la fiamma che eternamente arde nella tua essenza, consumi in quel momento tutte le scorie della mia vita. O mia dolce Sera, fa' che mi addormenti in te di un sonno tranquillo e che io gusti il beato riposo, che hai preparato in te per quelli che ami. Col tuo solo sguardo, così calmo e pieno di fascino, degnati dispone ogni cosa e dirigere i preparativi delle mie nozze eterne. Sii, o Amore, per me una Sera così bella che l'anima mia rapita dica con gioia un dolce addio al corpo e che il mio spirito, tornando al Signore che lo ha creato, riposi in pace sotto la tua ombra amata" (Quinto esercizio: Per rianimare in se stessi l'amore di Dio).

    [1] Dom Guéranger trattò di questa festa nel suo libro Esercizi di Santa Gertrude e riteniamo utile riportare nelle pagine che seguono quanto egli scrisse.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1282-1287."





    Luca, Sursum Corda!









    17 NOVEMBRE 2017: SAN GREGORIO TAUMATURGO, VESCOVO E CONFESSORE…



    "San Gregorio, vescovo e confessore, 17 novembre"
    http://www.unavoce-ve.it/pg-17nov.htm
    “17 NOVEMBRE SAN GREGORIO TAUMATURGO, VESCOVO E CONFESSORE.”




    http://www.sodalitium.biz/san-gregorio-taumaturgo/
    “17 novembre, San Gregorio Taumaturgo, Vescovo e Confessore ((Neocesarea del Ponto, 213 ca – 270).

    “A Neocesaréa, nel Ponto, il natale di san Gregorio, Vescovo e Confessore, illustre per dottrina e per santità, il quale a causa dei prodigi e miracoli, che con molta gloria delle Chiese operò, fu chiamato Taumaturgo”.
    Ammirabile san Gregorio, che, illustrato da lumi tutti celesti, e graziato di potere tutto divino, con la vostra predicazione, coi vostri scritti, colle vostre virtù e coi vostri prodigi riportaste un trionfo così compito sul regno dell’errore e del vizio che, mentre al principio del vostro episcopato non poteste contare in Neocesarea più di diciassette cristiani, al termine della vostra carriera aveste la singolar consolazione di veder guadagnate a Gesù tutte le pecore a voi affidate, non trovandovi più fra di loro che diciassette infedeli, impetrate a noi tutti la grazia di adoperarci sempre con tanto impegno alla santificazione di tutti coloro che sono da noi dipendenti, o coi quali avviene di trovarci, che possiamo prometterci in cielo quella specialissima gloria che Cristo promette a tutti coloro che, non paghi di santificare sè stessi, dilatano ancora negli altri il regno santissimo della giustizia. Così sia.”








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    “17 Novembre : Saint Grégoire le Thaumaturge, Évêque († 270).”










    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/"
    “Il 17 novembre 461 Sant'Ilario Papa viene esaltato al Sommo Pontificato.”
    “17 NOVEMBRE 2017: SAN GREGORIO TAUMATURGO, VESCOVO E CONFESSORE.”





    http://www.unavoce-ve.it/pg-17nov.htm
    "17 NOVEMBRE
    SAN GREGORIO TAUMATURGO, VESCOVO E CONFESSORE.


    Mosè e Gregorio.
    Mosè, istruito nella sapienza egiziana, potente in opere e in parole (At 22) si ritira nel deserto. Gregorio, dotato dei migliori doni di nascita e di natura, retore brillante, dotto in tutte le scienze, rifiuta al mondo la sua fiorente giovinezza, per correre ad offrirla in gradito olocausto a Dio, nella solitudine. L'uno e l'altro speranza dei loro popoli, si sottraggono al popolo, per immergersi nella contemplazione dei misteri del cielo e intanto il giogo di Faraone si fa più pesante sui figli di Giacobbe e intanto le anime periscono, mentre una parola ardente le strapperebbe al dominio delle false divinità. La fuga in tali circostanze non sarebbe diserzione?
    Non deve l'uomo proclamarsi salvatore, quando Gesù stesso non si attribuì tale nome da sé (Mt 1,21; Ebr 5,5). Mentre il male ovunque andava crescendo, l'operaio di Nazareth si fece scrupolo di attardarsi per trent'anni nel nascondimento, prima di iniziare il suo breve ministero? O dottori dei nostri tempi pieni di febbre, che andate sognando nuove gerarchie tra le virtù e considerate la carità in modo diverso dai nostri padri, non sono della progenie dei salvatori di Israele coloro che sulla salvezza sociale non la pensano esattamente come il Salvatore del mondo (1Mac 5,62).
    Come Mosè, appartenne invece a quella stirpe Gregorio. Amici e nemici concordavano nell'affermare che Gregorio ricordava il legislatore degli Ebrei, per eccellenza di virtù e per i prodigi strepitosi operati (Basil. De Spir. S. XXIX). Pari era lo zelo dell'uno e dell'altro nel conoscere Dio, nel farlo conoscere agli uomini che dovevano condurre a lui e, per chi è guida di popoli, il dono più prezioso è la pienezza della dottrina, mentre la mancanza di essa è la peggiore delle insufficienze (Mt 15,14).
    Alla domanda di Mosè Dio risponde Io sono Colui che è e con questa formula, che esce dal roveto ardente, gli affida la missione che lo spinge fuori del deserto (Es 3). Quando suona per Gregorio l'ora di entrare di nuovo nel mondo, in nome di Dio la Vergine benedetta, della quale il roveto ardente dell'Oreb era figura (Antif. Rubum quem viderat Moyses) appare abbagliante ai suoi occhi nella notte profonda, mentre egli sta implorando luce; e Giovanni, che segue la Madre di Dio, lascia cadere dalle sue labbra di evangelista questa nuova formula, che completa la prima ad uso dei discepoli della legge dall'amore: "Un Dio solo, Padre del Verbo vivente, della Sapienza sussistente e potente, che è l'espressione eterna di se stesso, principio perfetto del Figlio unico e perfetto, che egli genera. Un solo Signore, unico Figlio di Colui che è unico, Dio da Dio, Verbo efficace, Sapienza, che abbraccia e comprende l'universo, potenza creatrice di tutte le creature, Figlio vero di vero Padre. Un solo Spirito Santo, che ha da Dio l'essere divino, rivelato agli uomini dal Figlio, cui è perfettamente eguale, vita, causa di vita, santità che genera santità. Trinità perfetta, immutabile nella gloria, nell'eternità, nella dominazione di tutto" (Greg. di Nissa. Vita Greg. Thaumaturg.).
    Il messaggio che il santo dovrà portare alla sua nazione è questo simbolo, che nella Chiesa di Dio conserverà il suo nome. Con la sua fede nel primo dei misteri sposterà le montagne, respingerà i flutti, spodesterà l'inferno e caccerà dal Ponto il paganesimo. Quando, verso il 240, egli, fatto vescovo, prende la via di Neocesarea, vede dappertutto templi degli idoli e, per passare la notte, si arresta presso un santuario famoso. Al mattino gli idoli sono in fuga e rifiutano di tornare, ma il santo rimette al sacerdote dell'oracolo un ordine per loro così concepito: Gregorio a Satana: ritorna (ibid.). Una sconfitta più bruciante ancora attendeva la infernale coorte, perché costretta ad arrestarsi nella sua precipitosa ritirata dovette assistere alla rovina del proprio dominio sulle anime che possedeva. Il sacerdote per primo si affidò al vescovo, ne diventò il diacono e tosto, sulle macerie dei templi, ovunque abbattuti, si alzò la Chiesa di Cristo, unico Dio.
    Felice Chiesa, così fermamente stabilita che superò nel secolo seguente la tempesta dell'eresia ariana sotto i colpi della quale molte altre Chiese caddero. Al dire di san Basilio, i successori di Gregorio, eminenti essi pure, formavano a Neocesarea come un ornamento di pietre preziose (Basilio Lett. XXVIII, lin. 62), una corona di fulgide stelle (Id. Lett. CCIV, lin. 75). Tutti gli illustri vescovi, dice Basilio, si onoravano di conservare il ricordo del grande predecessore e non tolleravano che nei sacri riti, atti, parole e modi di fare si sovrapponessero alle tradizioni da lui lasciate (Basil. De Spirit. S. XXIX).
    Quando Clemente XII, come abbiamo veduto, stabilì per la Chiesa universale la festa di santa Gertrude, la fissò a questo giorno, in cui continuano a celebrarla i Benedettini. Ma, dice Benedetto XIV, dato che il 17 novembre è da molti secoli dedicato al ricordo di Gregorio taumaturgo, è parso opportuno ammettere che colui che cambiava posto alle montagne, non dovesse perdere il posto per lasciarlo alla vergine e così dal 1739, che seguì la istituzione della nuova festa questa fu, per l'avvenire, celebrata il 16 dello stesso mese.
    Leggiamo ora il breve riassunto che la Liturgia dedica al grande Taumaturgo:

    VITA. - Gregorio nacque a Neocesarea verso il 213. Fu discepolo di Origene e vescovo della sua città natale. Illustre per dottrina e santità, lo fu maggiormente per il numero e lo splendore dei miracoli straordinari, che gli meritarono il nome di Taumaturgo e lo resero degno di essere paragonato a Mosè, ai profeti e agli Apostoli. Con la preghiera spostò una montagna, che gli impediva di fondare una Chiesa, uno stagno, causa di discordie tra fratelli, fu da lui prosciugato, arrestò lo straripamento del Lieo, che devastava le campagne, piantando sulla riva il suo bastone, che tosto mise radici e crebbe in grande albero formando una barriera che il fiume non poté più varcare.
    Cacciò sovente i demoni dagli idoli e dai corpi, compì numerosi altri prodigi, che portarono alla fede di Cristo moltitudini di pagani e possedette inoltre lo spirito di profezia per cui presagiva il futuro. Quando sul punto di morire chiese il numero di infedeli rimasti nella sua diocesi di Neocesarea, gli risposero che ve ne erano ancora 17 ed egli, rendendo grazie a Dio, disse: È il numero dei fedeli che avevo all'inizio del mio episcopato. Scrisse parecchie opere, che illustrarono la Chiesa di Dio come i suoi miracoli, e morì tra il 270 e il 275.


    La fede.
    La tua fede, o Pontefice santo, spostando le montagne, domando i flutti giustifica la promessa del Signore (Mc 11,22-24). Insegnaci a fare onore al Vangelo, evitando noi pure ogni dubbio a riguardo della divina parola e dell'aiuto che ci assicura contro Satana, nel quale oggi la Chiesa ci presenta la orgogliosa montagna che bisogna gettare a mare (Omelia di san Beda) e contro lo scatenarsi delle passioni e lo sconvolgimento di un mondo del quale i tuoi scritti ci rivelano, col Savio della Scrittura, la vanità (Metaphrasis in Ecclesiasten Salomonis). Insegnaci a non dimenticare dopo la vittoria l'aiuto ricevuto dal cielo e preservaci dall'ingratitudine, che ti fu tanto odiosa.
    Conserviamo ancora l'elogio commovente che la tua riconoscenza ti dettò per l'illustre maestro al quale dovevi, dopo Dio, la fermezza e lo splendore di fede, che furono tua gloria (In Origenem oratio panegyrica). È una lezione preziosa e pratica per tutti. Magnificando la divina Provvidenza nell'uomo, che per te fu suo strumento predestinato, non dimentichi il dovuto omaggio all'Angelo di Dio, che tenne il tuo passo lontano dagli abissi nella notte del paganesimo in cui passasti i primi anni; celeste custode sempre vigile in una attiva divozione, illuminato, perseverante, che supplisce alle nostre manchevolezze, nutre, istruisce ciascuno di noi, ciascuno di noi conduce per mano, preparando alle anime, nel tempo e nello spazio, gli incontri preziosi che trasformano la vita e assicurano la eternità (In Origenem oratio panegyrica).

    Ringraziamento.
    Noi creature peccatrici, come potremo ringraziare degnamente l'autore di tutti i beni, l'Essere infinito che procura all'uomo gli angeli suoi e i visibili intermediari quaggiù della sua grazia divina? Abbiamo confidenza intanto, perché nostro capo è il suo Figlio, il Verbo, che salvo le anime nostre e governa l'universo. Egli solo può rendere al Padre, continuamente ed eternamente, grazie, per sé come per noi tutti e per ciascuno, senza pericolo di dimenticare o di ignorare qualche cosa nella sua lode, senza pericolo di imperfezione alcuna nel suo canto di lode. A lui perciò, a Dio Verbo, o Gregorio, sul tuo esempio lasciamo l'incarico di perfezionare i sentimenti della nostra gratitudine per le ineffabili premure del Padre che è nei cieli, perché il Verbo è per noi, come fu per te, l'unica via della pietà; della riconoscenza e dell'amore (ibid.). Egli susciti oggi pastori che ricordino le tue opere, risvegli le antiche Chiese d'Oriente delle quali tu sei la gloria.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1287-1291."




    Luca, Sursum Corda!








    18 NOVEMBRE 2017: In ricordo di Don Luigi Villa (1918-2012) nel quinto anniversario della sua morte, RIP...
    Negli ultimi mesi mi sono procurato diversi suoi libri in formato cartaceo tramite miei due buoni conoscenti - andiamo insieme alle Sante Messe di Don Floriano - che pochi anni prima della sua morte l'hanno conosciuto di persona...
    Me ne hanno parlato molto bene, è anche grazie a lui che hanno iniziato ad aprire gli occhi sull'occupazione massonica, neo-modernista e vaticano-secondista nella Chiesa e poi sono diventati sedevacantisti qualche anno fa; Don Villa non era sedevacantista, però con tutti gli errori che potrà aver commesso è stato un sacerdote fedele alla Tradizione che per difendere il Cattolicesimo ha fatto del suo meglio...Che Dio l'abbia in gloria!


    18 NOVEMBRE 2017: DEDICAZIONE DELLE BASILICHE DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI, A ROMA…




    "Dedicazione delle Basiliche dei SS. Pietro e Paolo, apostoli, a Roma, 18 novembre."
    Guéranger, L'anno liturgico - 18 novembre. Dedicazione delle Basiliche dei SS. Pietro e Paolo Apostoli, a Roma
    http://www.unavoce-ve.it/pg-18nov.htm
    “18 NOVEMBRE DEDICAZIONE DELLE BASILICHE DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI, A ROMA.

    Celebrata in agosto la festa della Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore e ultimamente quella della Basilica del Salvatore al Laterano, la Chiesa ci invita a celebrare in un medesimo giorno la dedicazione delle due Basiliclie di san Pietro e di san Paolo a Roma. Sono le quattro basiliche che negli anni giubilari i pellegrini devono visitare, per acquistare la grande indulgenza, che i Papi sogliono concedere ogni 25 anni.
    Se non possiamo andare a Roma e pregare in quelle auguste chiese, la Liturgia ci aiuta a partecipare alle grazie chieste dai pellegrini sulle tombe degli Apostoli e che la Chiesa chiede per tutti i fedeli nel giorno della Dedicazione.

    La Basilica di san Pietro.
    Dopo il martirio, avvenuto con tutta probabilità nel circo di Nerone, i resti del santo Apostolo Pietro erano stati sepolti lungo il fianco opposto della via Cornelia e più tardi vennero segnalati alla venerazione dei fedeli con una piccola edicola costruita da Papa Anacleto e che, fino al terzo secolo, restò il centro delle sepolture dei Papi.
    Concessa la pace alla Chiesa, Costantino fece edificare sulla tomba del principe degli Apostoli una basilica, che fu terminata da Costantino II e poi distrutta dai Saraceni nell'anno 806. La basilica fu teatro di solennità grandiose. In essa si celebrava al termine delle quattro Tempora la vigilia delle ordinazioni, si compiva la lunga Litania del 25 aprile e in essa fu incoronato e consacrato l'imperatore Carlomagno.
    Restaurata e totalmente modificata nel suo aspetto, la basilica esisteva ancora nel secolo XV, ma tanto aveva sofferto per l'assenza dei Papi, durante il soggiorno ad Avignone, che Nicola V decise di demolirla e di ricostruirla sullo stesso posto. Il successore, Giulio II affidò l'opera al Bramante nel 1505. Morto il Bramante, Michelangelo la continuò ed elevò l'imponente cupola, che domina la basilica e ne costituisce la principale bellezza. Finalmente il 18 novembre 1626 la basilica fu terminata e Papa Urbano VIII la consacrò.
    Alla fine del Medio Evo i Papi avevano abbandonato il palazzo del Laterano e si erano stabiliti nel palazzo Vaticano, portando in san Pietro non poche solennità. Il Concilio ecumenico del 1870 rese definitiva questa sostituzione e la basilica Vaticana divenne, per forza di cose, l'effettiva cattedrale dei Papi, che riposano nelle cripte dei sotterranei, da Innocenzo XI (1676-1689) fino a san Pio X e ai suoi successori, senza contare che di molti Papi del Medio Evo vi furono portati i resti.

    La basilica di san Paolo.
    Il corpo dell'apostolo san Paolo dal luogo del martirio presso le acque Salvie era stato portato a due miglia circa da Roma, sulla via Ostiense e ivi era stato sepolto. Sul luogo della sepoltura fu prima costruito un oratorio molto simile a quello dell'Apostolo Pietro al Vaticano, attribuito generalmente anch'esso a Papa Anacleto.
    Costantino eresse sulla tomba una basilica, ma, essendo parsa di dimensioni troppo modeste, l'imperatore Valentiniano, nel 368, la sostituì con una basilica grandiosa a cinque navate. Teodosio proseguì l'opera e suo figlio, Onorio, la terminò. Le incursioni Saracene avvenute sotto san Leone IV (847-855) spinsero Giovanni VIII (872-882) a circondare la basilica e il convento, che già vi era sorto accanto, di mura e si ebbe così una fortezza che prese il nome di Giovannopoli. La basilica conservò il suo primitivo aspetto fino all'incendio che, nella notte tra il 15 e il 16 agosto del 1823, la distrusse.
    Pervennero, all'appello del Papa, offerte da tutta la cristianità, perfino da dissidenti e da infedeli, e, il 5 ottobre 1840, Gregorio XVI poté consacrare il transetto e l'altare maggiore sotto il quale restò la tomba dell'Apostolo. Quattordici anni dopo, in occasione della definizione dell'Immacolato Concepimento di Maria (8 dicembre 1854), 185 cardinali, arcivescovi e vescovi assistevano, il 10 dicembre, alla dedicazione della nuova basilica di san Paolo fatta da Pio IX. Il Papa fissò il ricordo della dedicazione alla data tradizionale del 18 novembre e Leone XIII, il 27 agosto 1893, elevò la festa a rito doppio maggiore per la Chiesa universale.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1291-1292."






    Dedicazione basiliche ss. Pietro e Paolo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/dedicazion...-pietro-paolo/
    “18 novembre, Dedicazione delle Basiliche dei santi Apostoli Pietro e Paolo.

    “A Roma la Dedicazione delle Basiliche dei santi Apostoli Pietro e Paolo. La prima di esse, ricostruita in forma più maestosa, fu consacrata in questo stesso giorno dal Sommo Pontefice Urbano ottavo; l’altra poi, quasi interamente distrutta da un miserando incendio e riedificata con maggior magnificenza, venne solennemente consacrata il dieci Dicembre da Pio nono, il quale stabilì che in questo giorno se ne celebrasse l’anniversario” .
    “Celebrata in agosto la festa della Dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore e ultimamente quella della Basilica del Salvatore al Laterano, la Chiesa ci invita a celebrare in un medesimo giorno la dedicazione delle due Basiliclie di san Pietro e di san Paolo a Roma. Sono le quattro basiliche che negli anni giubilari i pellegrini devono visitare, per acquistare la grande indulgenza, che i Papi sogliono concedere ogni 25 anni. Se non possiamo andare a Roma e pregare in quelle auguste chiese, la Liturgia ci aiuta a partecipare alle grazie chieste dai pellegrini sulle tombe degli Apostoli e che la Chiesa chiede per tutti i fedeli nel giorno della Dedicazione” (Dom Prosper Guéranger).”








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    “18 Novembre : Dédicace des Basiliques Saint-Pierre et Saint-Paul.”











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    “18 NOVEMBRE 2017: DEDICAZIONE DELLE BASILICHE DEI SANTI PIETRO E PAOLO APOSTOLI, A ROMA.”
    “Il 18 novembre 1302 viene pubblicata la Bolla "Unam Sanctam" di Papa Bonifacio VIII Caetani, uno dei vertici magisteriali del Medioevo cristiano.”
    “Nove giorni alla Festa della Medaglia Miracolosa (27 novembre).”









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    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    19, 20, 21 e 22 NOVEMBRE 2017…



    19 NOVEMBRE 2017: SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA, Duchessa di Turingia; XXIV DOMENICA DOPO PENTECOSTE (VI DOMENICA DOPO EPIFANIA)…


    Santa Messa domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (Tv) DOMENICA 19 novembre 2017:




    “XXIV domenica d. Pentecoste (VI domenica d. Epifania)
    https://www.youtube.com/watch?v=BaQUfUUVRTE
    XXIV domenica d. Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=DnGlcXfEdS4”
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php





    http://www.sodalitium.biz/santelisabetta-dungheria/
    “19 novembre, Sant’Elisabetta d’Ungheria, Vedova (1207 – 1231).

    “A Marpurg, in Germania, la deposizione di santa Elisabétta Vedova, figlia di Andréa, Re d’Ungheria, del Terz’Ordine di san Francésco; la quale, assiduamente occupata in opere di pietà, illustre per miracoli passò al Signore”.
    O gloriosa, e cara nostra protettrice s. Elisabetta, quanto ammirabili sono gli esempi che voi vivente sulla terra, lasciaste al mondo di rassegnazione al divin volere nelle più dure prove, a cui piacque a Dio di sottoporvi! In fresca età restaste priva dell’amato consorte; espulsa quindi villanamente dalla real casa, e da tutti i luoghi dei vostri dominii foste costretta ad andarvene raminga con quattro teneri figli, e mendicare qua e là o per voi e per essi l’alimento e l’alloggio; e per una brutale barbarie e l’uno o l’altro bene spesso negatovi vi trovaste estenuata e famelica colle piangenti creature. Eppure lungi dal menar lagni e disperazioni in mezzo a tante e sì penoso sventure, voi adoraste le superne disposizioni, rassegnata non solo, ma contenta e lieta così, che come di altrettanti favori ne ringraziavate esultante il Signore, pregandolo che si degnasse di ricolmare i vostri i amici e persecutori di tante grazio, quanto erano le ingiurie che vi facevano. Deh, fato che impariamo anche noi a sostenere pazienti e rassegnati ogni travaglio e traversia che mai piacesse al Cielo d’ inviarci, affinchè per tal guisa, scontando quaggiù lo nostre colpe, ed unendoci sempre meglio a Dio, ci sia dato di partecipare un giorno a quella somma felicità che voi godete nella celeste Patria. Così sia.”







    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    “19 Novembre : Sainte Élisabeth de Hongrie, Veuve, Tertiaire de Saint-François (1207-1231).”







    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Grazie a Dio, anche questa settimana abbiamo realizzato il SVRSVM CORDA® - Numero Ottantasette del 19 novembre 2017 - https://www.sursumcorda.cloud/
    - Indice:
    - Comunicato numero 87. Il Vangelo secondo San Marco;
    - Preghiera a San Gregorio Taumaturgo;
    - Gli anatemi del Concilio di Trento, numeri 85, 86 e 87;
    - Preghiera di Santa Gertrude, Vergine;
    - Vita e detti dei Padri del deserto: Padre Epifanio, parte 1;
    - Preghiera a Sant’Alberto Magno;
    - Dizionario di teologia dommatica. L’intenzione del ministro dei Sacramenti;
    - Preghiera a San Giosafat, Vescovo e Martire;
    - Dizionario di teologia dommatica. La definizione di legge;
    - Quando il Papa è infallibile? Quinta parte;
    - Comunicazione nelle cose sacre o communicatio in sacris;
    - Teologia Politica n° 79. Le cinque principali premesse di un programma politico cattolico;
    - Racconti miracolosi n° 34. San Martiniano e la tentazione dell’astuta Zoe;
    - Racconti miracolosi n° 35. Un peccatore risuscitato che diventa penitente e santo.
    https://www.sursumcorda.cloud/”








    http://www.unavoce-ve.it/pg-19nov.htm
    “19 NOVEMBRE SANTA ELISABETTA D'UNGHERIA, Duchessa di Turingia.

    Le famiglie dei santi.
    Sebbene tutti gli eletti brillino in cielo di splendore proprio, Dio si compiace raggrupparli per famiglie, come avviene in natura per gli astri del cielo. Presiede a questo raggruppamento di costellazioni nel cielo dei santi la grazia, ma Dio pare talvolta volerci ricordare che natura e grazia lo hanno autore comune, e, invitandole ad onorarlo insieme nei suoi santi fa della santità un patrimonio augusto che, di generazione in generazione, si trasmette nei membri di una stessa famiglia della terra.
    La stirpe regale di Ungheria occupa un posto di grandezza singolare fra queste stirpi benedette e il gioco delle alleanze consentì di portare a tutte le famiglie regali di Europa il prestigio di una santità conquistata da molti suoi figli.
    Particolarmente illustre ed amabile è santa Elisabetta. Dopo Stefano, gli Emeric, i Ladislao, essa ci appare come armonia di grazia e di natura che rapisce, insieme con la figlia Gertrude di Turingia, la zia Edvige di Slesia, le cugine e nipoti e pronipoti Agnese di Boemia, Margherita di Ungheria, Cunegonda di Polonia ed Elisabetta del Portogallo.
    Modello di virtù.
    "È la gloria del suo popolo, scriveva Pio XI, la donna forte, par a quella che l'autore dei Proverbi colma di lodi e della quale si devono richiamare le splendide virtù" (Lettera di Pio XI Felix faustumque eventum del 10 maggio 1931). Dio ci presenta santa Elisabetta come un esempio perfetto di carità verso i piccoli e verso i poveri, di umiltà e di unione con Dio.
    Già nell'infanzia trovava la sua delizia nel provvedere ai bisogni degli sventurati e, giunta all'età nella quale le era possibile disporre della sua fortuna, la pose a disposizione dei malati, che di persona si recava a curare nell'ospedale che aveva fondato, delle vedove e degli orfani, che visitava nei loro poveri tuguri.
    Umilissima, fu la prima in Germania ad entrare nel Terz'Ordine di san Francesco e volle vivere povera, nell'esempio del serafico Padre, consentendo di essere spogliata di tutti i suoi beni, e continuò a vivere in un'umile capanna, quando i beni gli furono restituiti, per rassomigliare maggiormente a Gesù Cristo, fattosi povero per gli uomini.
    Nella molteplicità delle sue opere di misericordia, e in mezzo alle molte prove, custodì l'anima sua intimamente unita a Dio per mezzo di una preghiera fervente. Meglio che a qualsiasi altro, la Liturgia può applicare a lei l'Antifona dell'Ufficio delle donne Sante: "Disprezzai i troni del mondo, per amore del mio Signore Gesù Cristo. Vedo Lui, amo Lui, ho scelto Lui e in Lui ho posto la mia fiducia".
    VITA. - Figlia di Andrea II, re d'Ungheria, Elisabetta nacque nel 1207. A quattro anni andò alla corte di Turingia, ove sposò nel 1221 il langravio Luigi. Fu un matrimonio fortunato, perché il principe comprese benissimo la giovane sposa e la lasciò libera di praticare le sue devozioni e penitenze, aprendo volentieri la borsa alla sua inesauribile carità. Sposa e madre esemplare, soleva alzarsi la notte, per restare lunghe ore in orazione.
    Cominciarono le prove con la partenza del duca Luigi per la Crociata. Ebbe presto notizia della sua morte (1327) e poi il fratello del langravio, Enrico Raspan, fece man bassa degli stati del defunto.
    Cacciata dalla sua casa con quattro bambini, dei quali il più piccolo aveva appena qualche mese, senza risorsa alcuna, in pieno inverno dovette cercare un alloggio che il cognato proibiva agli abitanti di darle. Conobbe in quel tempo la miseria più nera e fu felice di ottenere per ricovero una stalla.
    Gli fu poi restituita la sua fortuna, ma preferì restare fra i suoi poveri e in mezzo ad essi, in una casetta di paglia e fango. Morì, il 17 novembre 1231, in età di 24 anni. Quattro anni dopo, Gregorio IX la canonizzava e il suo culto si è esteso a tutta la Chiesa.

    Preghiera.
    Salendo al cielo, quale insegnamento lasci alla terra, o santa Elisabetta! Chiediamo, con la Chiesa, per noi e per i nostri fratelli di fede, che le tue preghiere possano ottenere da Dio misericordioso che i nostri cuori si aprano alla luce degli insegnamenti della tua vita e disprezzino la felicità del mondo, per apprezzare solo le consolazioni celesti. Il Vangelo, in tuo onore, oggi ci ricorda: Il regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto, a una perla inestimabile, che l'uomo saggio e avveduto acquista, vendendo tutto quello che possiede, per assicurarsi il tesoro o la perla. Buon affare, che tu hai apprezzato, assicura l'Epistola, e che attorno a te costituì la fortuna di tutti; dei tuoi sudditi felici, per i quali fu aiuto al corpo e sollievo all'anima: del tuo sposo, che per merito tuo sedette fra i principi che seppero cambiare una corona peritura con la corona eterna; di tutti i tuoi infine, perché per essi sei la gloria più bella e molti di essi ti seguirono così da vicino sul cammino delle rinunce che portano al ciclo. Intercedi per il tuo sventurato paese, che oggi subisce una persecuzione atroce. Dà a tutti i sacerdoti e ai fedeli la grazia di seguire l'esempio e di raccogliere i frutti del sacrificio del suo primo pastore e di restare fedeli alla fede cattolica, apostolica, romana. La tua preghiera abbia la potenza di ottenere dal cuore di Dio che i giorni della prova siano abbreviati e che l'Ungheria, liberata da tutti i suoi nemici, riveda i giorni belli della sua storia passata e inoltre che "la Germania, essa pure tanto provata, impari che solo dalla carità di Cristo si deve attendere la salvezza delle nazioni" (Lettera di Pio XI Felix faustumque eventum del 10 maggio 1931).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1293-1295.”



    Luca, Sursum Corda!








    20 NOVEMBRE 2017: SAN FELICE DI VALOIS, CONFESSORE…



    http://www.sodalitium.biz/san-felice-valois/
    “20 novembre, San Felice di Valois, Confessore (1127 – 1212), cofondatore con san Giovanni de Matha dell’Ordine della Santissima Trinità (Trinitari)
    per il riscatto dei cristiani prigionieri dei maomettani.
    “San Felice di Valois, Sacerdote e Confessore, Fondatore dell’Ordine della santissima Trinità per la redenzione degli schiavi. Si addormentò nel Signore il quattro di questo mese”.
    O Felice, amante fortunato della carità, facci conoscere il valore e la natura di questa regina di tutte le virtù. Essa ti attirò nella solitudine, ti fece incontrare Dio, te lo mostrò e te lo fece amare nei tuoi fratelli. E non è forse questo il segreto che rende l’amore forte come la morte e gli dà, come la dà ai tuoi figli, l’audacia di affrontare l’inferno? (Ct 8,6). L’amore sia in noi spinta a qualsiasi sacrificio, resti nel tuo Ordine il mezzo di un adattamento fecondo ai bisogni di una società nella quale, sotto mille forme, continua a regnare la tirannia della peggiore schiavitù.”







    http://www.unavoce-ve.it/pg-20nov.htm
    “20 NOVEMBRE SAN FELICE DI VALOIS, CONFESSORE.

    La libertà cristiana.
    Incontriamo ancora una volta nel calendario un santo, che prese a cuore la liberazione dei fratelli dalla schiavitù. Potremmo parlare molto, a proposito, della servitù di cui soffrono tanti popoli, oppressi da un potere dispotico, che fa sentire la sua tirannia sulle anime come sui corpi e che non è meno doloroso della schiavitù dei tempi pagani; ma preferiamo ricordare, al tramonto dell'anno liturgico, una volta ancora, la libertà che l'uomo viene ad avere con l'adesione a Nostro Signore Gesù Cristo, per mezzo della fede.
    "Sappiamo che la vita di colui che ha ricevuto la giustificazione nella fede e nel battesimo, è pace con Dio, è gioia e libertà. È libertà, anzi, doppia libertà: libertà per ciò che il battesimo in noi ha distrutto e libertà per ciò che in noi il battesimo ha costruito. È opportuno definire che cosa è la libertà e che cos'è il contrario di essa, la servitù.
    Sono schiavo quando sono in balia di chi non devo servire, quando un tiranno agisce su di me dall'esterno con la costrizione, quando mi associa contro mia volontà alla sua attività malvagia, quando la parte migliore di me protesta contro l'ingiuria del suo potere dispotico. Sì, in tali condizioni sono davvero schiavo.
    Quando invece servo un padrone dal quale giustamente dipendo e il suo potere su di me non agisce dall'esterno con la forza, ma agisce nell'intimo, sull'intelligenza e sulla volontà, quando mi chiede di lavorare per opere alte e degne e mi associa al lavoro di Dio stesso, facendomi collaboratore di un programma di elevata moralità; quando io posso avere coscienza che non Dio soltanto, ma la parte migliore di me plaude all'opera che compiamo insieme, Dio e io, chiamate pure questo schiavitù, se vi piace, ma io affermo che questa è invece somma libertà, è liberazione assoluta.
    Non sono stato creato per appartenere al male e neppure per oscillare continuamente tra male e bene, in balia di un potere arbitrario. La libertà non è incertezza. È ora ormai di appartenere a Dio senza riserve e senza pentimenti e questo non è schiavitù, anche se gli uomini così pensano, ma libertà assoluta e totale affrancamento, liberazione da qualsiasi schiavitù. Libertà è seguire l'intelligenza, seguire l'intelligenza di Dio è la libertà migliore.
    Non ebbi libertà, per essere in continua incertezza, ma per aderire decisamente al bene con un atto, che è per me meritorio mentre rende gloria a Dio; per aderire a Dio con atto deliberato e nato da me, con la conseguenza che, quando aderisco senza sospensioni, senza riserve, senza pentimenti all'eterna bontà, quando divento prigioniero della tenerezza di Dio, e lo pongo al centro della mia vita, quando amo e amo davvero, tanto che potrebbero strapparmi l'anima, ma non strapparmi dall'anima l'amore, quando per me vi è un solo pensiero, un solo desiderio, una sola volontà, un solo amore e tutto ho lasciato, per essere, senza fine, nel tempo e nell'eternità, abbandonato a Colui, che si è impadronito di me, proprio allora sono veramente libero, perché appartengo a Dio e il mondo dica quello che vuole" (Dom Delatte, Epistole di San Paolo, I, 643).
    VITA. - Felice appartenne alla regale famiglia dei Valois. Amore della contemplazione e carità verso i poveri e gli sventurati sono le caratteristiche della sua vita. Fanciullo e adolescente, divise con i poveri la sua ricchezza, ma tutto il suo desiderio era di ritirarsi nella solitudine per abbandonarsi alla contemplazione di Dio e dei suoi misteri.
    Volle ricevere gli Ordini per privarsi di ogni pretesa al trono e poi si ritirò nel deserto e vi visse nella più grande austerità. Giovanni de Matha lo raggiunse nella solitudine e per qualche anno restò con lui. Poi, consigliati da un angelo, tutti e due partirono per Roma, per chiedere a Papa Innocenzo III l'istituzione di un Ordine religioso, che si proponesse il riscatto degli schiavi cristiani, vittime dei turchi e in pericolo di rinnegare la fede. Concessa la istituzione dell'Ordine, il Papa volle che l'Ordine fosse chiamato Ordine della Santa Trinità e i due fondatori eressero il primo convento a Cerfoid nella diocesi di Meaux. Felice, superiore dell'Ordine, lo propagò nelle altre regioni. Favorito di grazie particolari dalla Vergine Maria, si addormentò nella pace di Dio il 4 novembre del 1112.
    L'amante della carità.
    O Felice, amante fortunato della carità, facci conoscere il valore e la natura di questa regina di tutte le virtù. Essa ti attirò nella solitudine, ti fece incontrare Dio, te lo mostrò e te lo fece amare nei tuoi fratelli. E non è forse questo il segreto che rende l'amore forte come la morte e gli dà, come la dà ai tuoi figli, l'audacia di affrontare l'inferno? (Ct 8,6). L'amore sia in noi spinta a qualsiasi sacrificio, resti nel tuo Ordine il mezzo di un adattamento fecondo ai bisogni di una società nella quale, sotto mille forme, continua a regnare la tirannia della peggiore schiavitù.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1296-1297.”



    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    “20 Novembre : Saint Félix de Valois, De l'Ordre de la Trinité (1127-1212).”







    Luca, Sursum Corda!








    21 NOVEMBRE 2017: PRESENTAZIONE DI MARIA SANTISSIMA AL TEMPIO…



    http://www.sodalitium.biz/presentazione-di-maria/
    “21 novembre, Presentazione della B. V. Maria.

    “A Gerusalémme la Presentazione della beata Vergine Madre di Dio al tempio”.
    Quando lo ritennero opportuno, san Gioacchino e sant’Anna condussero la loro piccola bambina al Tempio e là, come ritengono parecchi santi, la consacrarono al Signore, che l’aveva loro concessa nella vecchiaia. Da parte sua, Maria ratificò la consacrazione fatta dai genitori, la consacrazione già fatta nel momento della sua concezione immacolata e si donò senza riserve, volendo per tutta la vita essere la serva del Signore. “La Madonna, diceva san Francesco di Sales, fa oggi un’offerta quale il Signore la vuole, perché, oltre la sua persona, che sorpassa tutte le altre, fatta eccezione del Figlio suo, offre tutto ciò che è, tutto ciò che ha e questo è quanto Dio chiede”.”







    http://www.unavoce-ve.it/pg-21nov.htm
    “21 NOVEMBRE PRESENTAZIONE DI MARIA SANTISSIMA AL TEMPIO.

    Origine e carattere della festa.
    La Presentazione di Maria, ultima festa mariana dell'anno liturgico, inferiore alle altre per solennità e iscritta molto tardi nel calendario, è tuttavia fra le più care al clero e alle persone consacrate a Dio.
    Come è nato in Oriente il culto della Madonna, così in Oriente è sorta questa festa e vi era celebrata già nel secolo VII.
    In Occidente, la Francia fu la prima ad accoglierla, alla corte romana di Avignone, nel 1372 e, un anno dopo, nella cappella del palazzo reale di Carlo V, il quale, anzi, con lettera del 10 novembre 1374 ai Maestri ed alunni del collegio di Navarra, espresse il desiderio che fosse celebrata in tutto il regno.
    "Carlo, per grazia di Dio re dei Francesi, ai nostri amati sudditi: salute in Colui, che non cessa di onorare la Madre sua sulla terra. Fra gli altri oggetti della nostra sollecitudine, preoccupazione e riflessione di ogni giorno, occupa a buon diritto il primo posto nei nostri pensieri il desiderio che la Beata Vergine e Santissima Imperatrice sia da noi onorata con amore grandissimo e lodata come merita la venerazione che le è dovuta. È infatti nostro dovere renderle onore e, volgendo in alto gli occhi dell'anima nostra, sappiamo quale incomparabile protettrice sia per noi, quale potente mediatrice sia presso il suo benedetto Figlio per tutti coloro che la onorano con cuore puro... Volendo perciò esortare il nostro fedele popolo a celebrare la festa, come proponiamo Noi stessi di fare, a Dio piacendo, in tutti gli anni della nostra vita, ne inviamo l'Ufficio, affinché con la devozione aumentiamo le vostre gioie" (Launoy, Historia Navarrae gymnasii, Pars I, L. I, c. 10).
    A quel tempo i principi parlavano così. E si sa come in quegli anni il saggio e pio re, proseguendo l'opera iniziata a Brétigny per mezzo della Vergine di Chartres, salvasse una prima volta dagli Inglesi la Francia sconfitta e smembrata. In quell'ora, critica per lo Stato come per la Chiesa, il sorriso di Maria Bambina portava all'uno e all'altra il grande beneficio della pace.
    La festa odierna ricorda l'avvenimento più notevole e unico senza dubbio dell'infanzia della Santissima Vergine Maria: la sua Presentazione al Tempio da parte di Gioacchino e Anna e la sua consacrazione a Dio. Il fatto ci è riportato dagli apocrifi e particolarmente dal Protoevangelo di Giacomo, che nella prima parte risale al II secolo. Scritti posteriori ingraziosirono il racconto con mille dettagli, belli ma fantastici, dei quali si impadronirono tosto poeti, pittori e agiografi. La Chiesa accolse soltanto il fatto della Presentazione al Tempio.
    La consacrazione di Maria.
    Quando lo ritennero opportuno, san Gioacchino e sant'Anna condussero la loro piccola bambina al Tempio e là, come ritengono parecchi santi, la consacrarono al Signore, che l'aveva loro concessa nella vecchiaia.
    Da parte sua, Maria ratificò la consacrazione fatta dai genitori, la consacrazione già fatta nel momento della sua concezione immacolata e si donò senza riserve, volendo per tutta la vita essere la serva del Signore. "La Madonna, diceva san Francesco di Sales, fa oggi un'offerta quale il Signore la vuole, perché, oltre la sua persona, che sorpassa tutte le altre, fatta eccezione del Figlio suo, offre tutto ciò che è, tutto ciò che ha e questo è quanto Dio chiede" (Opere, t. ix, p. 236).
    I sentimenti di Maria.
    L'Olier fa notare che "l'offerta, che Maria aveva fatta di se stessa fin dalla concezione immacolata, era segreta, ma che, come la religione comprende doveri interni e nascosti e doveri esterni e pubblici, Dio volle che rinnovasse l'offerta nel Tempio di Gerusalemme, unico santuario della vera religione allora esistente nel mondo intero, ed Egli stesso le ispirò di andare ad offrirsi a lui in quel luogo. La Bambina benedetta, santificata nella carne, l'anima penetrata e piena della divinità, mentre le sue facoltà naturali sembravano morte, era in tutto diretta dallo Spirito Santo. Con la sola attività del proprio spirito, chiudendo ogni porta alla saggezza umana, viveva soltanto secondo Dio, in Dio, per Dio e sono la direzione stessa di Dio...
    Posseduta dallo Spirito di Dio, tutta ardore e amore, era condotta al Tempio dallo Spirito divino, che la elevava oltre le possibilità dell'età e della natura. Bambina di tre anni appena, sale da sé i gradini del Tempio... per far vedere che soltanto lo Spirito divino la dirige e per insegnare a noi che, operando con la sua potenza nelle anime nostre, Egli è il vero sostegno delle nostre infermità ...
    Maria rinnova allora il voto di vittima e di ancella con amore ancora più puro, più grande, più nobile e più ammirabile di quando lo aveva emesso nel tempio sacro del seno di sant'Anna e tale amore, crescendo continuamente, sviluppandosi momento per momento, senza interruzioni e senza posa, la rende immensa. Tutta consumata da questo amore, non vuole avere di vita, movimento, libertà, spirito, corpo, niente altro che in Dio. Il dono fatto di sé è così vivo, ardente e stimolante che l'anima è, in ogni momento e in modo perpetuo, disposta ad abbandonarsi in Dio, ad appartenergli sempre di più, convinta di non esserlo mai abbastanza e desiderosa di esserlo maggiormente, se le è possibile ...
    Infine, offrendosi a Dio, come ostia viva a lui consacrata in tutto quello che è e in tutto quello che sarà un giorno, rinnova la consacrazione a Dio di tutta la Chiesa, che già aveva fatta nel momento della sua concezione e specialmente la consacrazione delle anime, che, seguendo il suo esempio, si sarebbero consacrate al divino servizio in tante sante comunità. In quel giorno la legge antica vede realizzarsi qualcosa di quello che essa significava: il Tempio di Gerusalemme vede compiuta una delle sue speranze e accoglie fra le sue mura uno dei templi dei quali è immagine la Santissima Vergine Maria, tempio vivo di Cristo, come Gesù sarà tempio vivo e perfetto della divinità" (Vie intérieure de la Sainte Vierge, pp. 127-133).
    Dopo la Presentazione.
    Maria non resta al tempio, perché nessuno meglio di Gioacchino e Anna sono preparati ad educare la Madre di Dio; ma vi ritorna spesso per essere iniziata alla legge mosaica, per unirsi ai sacrifici offerti a Dio ogni giorno e pregarlo di inviare presto il Messia promesso e tanto atteso.
    "Conoscendo pienamente i misteri del Figlio di Dio... Maria contempla e adora Gesù Cristo in tutte le figure della liturgia mosaica. Al tempio è come circondata da Cristo, lo vede dappertutto e, in certo senso, ella è la pienezza della Legge, poiché compie al momento del declino della Legge, ciò che questa non aveva ancora potuto consumare dalla sua istituzione.
    Vedendo le vittime del tempio, Maria sospira per la morte della vittima annunziata dai profeti, per la morte di colui che salverà il mondo e che sarà ad un tempo sacerdote, vittima e tempio del suo sacrificio. Maria adempie senza saperlo in quel tempo le funzioni sante del sacerdozio che avrebbe esercitato sul Calvario... è il sacerdote universale, il sommo sacerdote della Legge, il Pontefice magnifico, che immola in anticipo, spiritualmente, Gesù Cristo alla gloria del Padre... E, come offre a Dio se stessa, in tutto quello che è e in tutto quello che sarà, offre, nello stesso tempo, tutta la Chiesa.
    La Legge richiamava il Messia... La Santissima Vergine lo chiama con maggiore potenza ed efficacia, più dei Patriarchi e dei Profeti, per la sua inimitabile santità, per le sue qualità auguste, per l'ardore della carità verso gli uomini e per l'amore ardentissimo e veemente per il Verbo incarnato, del quale già contempla la bellezza affascinante, nelle comunicazioni del Verbo stesso, delle quali il Padre si compiace favorirla... " (Olier, ivi, pp. 137-144). La festa della Presentazione è così per noi provvidenziale preparazione al periodo liturgico dell'avvento, ormai vicino, durante il quale, insieme con tutti i santi del Vecchio Testamento e soprattutto uniti alla preghiera di Maria, chiederemo per le anime nostre e per il mondo intero il grande beneficio della nuova nascita del Salvatore.
    Preghiera.
    "Rallegratevi con me voi tutti che amate il Signore, perché, ancora piccolina, piacqui all'Altissimo" (Secondo responsorio del primo Notturno dell'Ufficio della Madonna).
    Nell'Ufficio cantato in tuo onore ci rivolgi, o Maria, questo invito e quale festa meglio di questa lo giustificherebbe? Quando, piccola più per l'umiltà che per l'età, candida e pura salivi i gradini del tempio, il cielo dovette riconoscere che ormai le compiacenze dell'Altissimo erano per la terra. Gli Angeli, in una pienezza di luce mai vista, compresero le tue grandezze incomparabili, e la maestà di un Tempio in cui Dio raccoglieva un omaggio superiore a quello dei nove cori angelici, la prerogativa augusta del Vecchio Testamento di cui eri figlia e i cui insegnamenti perfezionavano in te la formazione della Madre di Dio.
    Tuttavia la santa Chiesa ti dichiara imitabile per noi in questo mistero della Presentazione, come in tutti gli altri, o Maria (Lezione seconda del secondo Notturno). Degnati particolarmente benedire i privilegiati che la grazia della vocazione fa abitare qui in terra nella casa del Signore e siano essi pure il fertile ulivo (Eccli 24,19) nutrito dello Spirito Santo col quale oggi ti paragona san Giovanni Damasceno (Lezione prima del secondo Notturno). Ma non è forse ogni cristiano, per il suo battesimo, cittadino e membro della Chiesa, vero santuario di Dio del quale il tempio di Gerusalemme è soltanto figura? Per tua intercessione ci sia possibile seguirti da vicino nella tua felice
    Presentazione, per meritare di essere noi pure presentati,. al tuo seguito, all'Altissimo nel tempio della sua gloria (Colletta del giorno).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1298-1302.”




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    “21 Novembre : La Présentation de la très Sainte Vierge au Temple.”






    Luca, Sursum Corda!







    22 NOVEMBRE 2017: SANTA CECILIA, VERGINE E MARTIRE…



    Santa Cecilia - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santa-cecilia/
    “22 novembre, Santa Cecilia, Vergine e Martire, patrona della musica e del canto sacro.

    O nobilissima Santa Cecilia, Vergine e Martire di meriti sublimi, che fosti da Dio contraddistinta da singolari protezioni, rendici degni di te e dei benefici di Nostro Signore Gesù Cristo. Tu che hai prestato la tua arte celeste della musica alle lodi di Dio e alla sua gloria, prega per noi affinché possiamo un giorno cantare con te in Cielo l’eterno inno: Alleluja. Così sia.”








    Ligue Saint Amédée
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    “22 Novembre : Sainte Cécile, Vierge et Martyre († 230).”









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    "Santa Cecilia, vergine e martire, 22 novembre."
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Cecilia, Vergine e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-22nov.htm
    “22 NOVEMBRE SANTA CECILIA, VERGINE E MARTIRE.

    Nobile romana.
    La festa di santa Cecilia, vergine e martire, è la più popolare fra le feste che si succedono al declinare dell'anno liturgico. Cecilia appartenne ad una delle più illustri famiglie di Roma e nel secolo III fu una delle più grandi benefattrici della Chiesa, per la sua generosità e per il dono che alla Chiesa fece del suo palazzo in Trastevere. Meritò certamente per questo di essere sepolta con onore nel cimitero di san Callisto presso la cripta destinata alla sepoltura dei Papi. Ma ciò che maggiormente contribuì a farla amare dappertutto è il fatto che sul suo ricordo è nato un grazioso racconto, che ha ispirato pittori, musici, poeti e la stessa Liturgia.
    Cecilia sarebbe stata costretta a sposare un giovane pagano: Valeriano. Durante il festino nuziale, rallegrata dalle melodie della musica, Cecilia nel suo cuore si univa agli Angeli per cantare le lodi di Dio, al quale si era consacrata. Condannata ad essere bruciata nelle terme del suo palazzo, il fuoco non la toccò e, inviato un carnefice, perché le troncasse la testa, tentò tre volte, facendole tre gravi ferite al collo, ma la lasciò ancora semiviva e l'agonia durò quattro giorni. Fu deposta nella tomba vestita della veste di broccato d'oro, che indossava nel giorno del martirio, il suo palazzo fu trasformato in basilica.
    Il culto.
    I fedeli non dimenticarono la giovane martire e sappiamo che già nel secolo V essi solevano raccogliersi al titolo di santa Cecilia. Nel secolo VI Cecilia era forse la santa più venerata di Roma e nel secolo nono Papa Pasquale restaurò la sua chiesa. Spiacente di non possedere reliquie della santa, il Papa vide una notte in sogno una giovane bellissima, che gli disse essere il suo corpo molto vicino alla chiesa restaurata. Fatti degli scavi si ritrovò il corpo vestito di broccato e fu collocato in un sarcofago di marmo sotto l'altare della chiesa.
    Nel 1559 il cardinale Sfondrati, modificando l'altare, ritrovò il sarcofago e lo fece aprire. I presenti videro un corpo coperto di un leggero velo, che ne lasciava intravvedere le forme e sul quale scintillavano i resti della veste di broccato. Emozione e gioia a Roma furono immense, ma non si osò, per un senso di rispetto, sollevare il velo per rendersi conto delle condizioni della salma venerata. Lo scultore Maderno riprodusse nel marmo, idealizzandola, la positura della santa che evoca l'idea della verginità e del martirio. Da quella data, come canta un inno, " il corpo riposa sotto il marmo silenzioso, mentre in cielo, sul suo trono, l'anima di Cecilia canta la sua gioia e accoglie con benevolenza i nostri voti".
    E i nostri voti la Chiesa rivolge a santa Cecilia, ricordando il suo nome ogni giorno nel Canone della Messa e cantandolo nelle Litanie dei Santi, in occasione delle suppliche solenni. I musici di ogni regione del mondo la venerano quale patrona, la Francia innalzò in Albi una luminosa cattedrale e nel 1866, Dom Guéranger pose sotto la protezione della santa, modello di verginità cristiana e di puro amore, il primo convento dei Benedettini della Congregazione di san Pietro di Solesmes.
    Gli insegnamenti della santa.
    La scarsità di notizie storiche non deve sminuire l'amore che dobbiamo serbare per i santi ai quali la Chiesa ha sempre reso un culto, ottenendo costante protezione e grazie importanti nel corso della storia.
    "La Chiesa onora in santa Cecilia, diceva Dom Guéranger, tre caratteristiche, che, riunite insieme, la distinguono nella meravigliosa coorte dei santi in cielo e ne fa derivare grazie ed esempi. Le caratteristiche sono la verginità, lo zelo apostolico e il sovrumano coraggio con il quale sfidò la morte e i supplizi e di qui il triplice insegnamento che ci dà questa sola storia cristiana".
    La verginità.
    "Nel nostro tempo, ciecamente asservito al culto della sensualità, occorre resistere con le forti lezioni della nostra fede al travolgimento cui a stento riescono a sottrarsi i figli della promessa. Dopo la caduta dell'impero romano si videro forse costumi, famiglia e società correre pericolo così grave?
    Letteratura, arti, lusso, già da tempo presentano il godimento fisico come unico scopo dell'uomo e ormai nella società troviamo molti che vivono col solo intento di soddisfare i sensi. Sventurato il giorno in cui la società, per essere salvata, crederà di poter contare sulle energie dei suoi membri! L'impero romano fece l'esperienza, tentò più volte di respingere l'invasione, ma per l'infrollimento dei suoi figli, ricadde su se stesso e non si sollevò più.
    Soprattutto è minacciata la famiglia. È tempo che essa pensi alla sua difesa contro il riconoscimento legale e l'incoraggiamento del divorzio, e si difenderà in un modo solo: riformando se stessa, rigenerandosi con la legge di Dio e ritornando dignitosa e cristiana. Torni in onore il matrimonio con le sue caste esigenze, cessi di essere un gioco o una speculazione, paternità e maternità siano serio dovere e non calcolo e, con la famiglia, riprenderanno dignità e vigore la città e lo Stato.
    Però, se gli uomini non sapranno apprezzare l'elemento superiore, senza del quale la natura umana è soltanto rovina, cioè la continenza, il matrimonio non potrà di nuovo nobilitarsi. Non tutti sono tenuti ad abbracciarlo nella sua nozione assoluta, ma tutti devono onorarlo, se non vogliono trovarsi in balia del senso mostruoso come dice l'Apostolo (Rm 1,28). La continenza rivela all'uomo il segreto della sua dignità, che tempra l'anima a tutte le rinunce, che risana il cuore ed eleva tutto il suo essere. La continenza è il culmine della bellezza morale dell'individuo e, nello stesso tempo, la grande forza della società umana. Il mondo antico, avendone soffocato il sentimento, andò in dissoluzione e solo il Figlio della Vergine, comparso sulla terra, rinnovando e affermando questo principio salvatore, diede all'umanità nuove energie.
    I figli della Chiesa, degni di questo nome, gustano questa dottrina e non ne restano stupiti, perché le parole del Salvatore e degli Apostoli loro hanno rivelato, e la storia della fede che professano in ogni sua pagina presenta loro in atto, la feconda virtù della continenza. che tutti gli stati della vita cristiana devono professare, ciascuno nella sua misura. Per essi santa Cecilia è solo un esempio di più, ma così fulgido da meritare la venerazione di tutti i tempi nella storia del cristianesimo. Quanta virtù ha ispirato Cecilia, quanto coraggio ha saputo infondere e quante debolezze ha prevenute o riparate! Tanta potenza di moralizzazione pose Dio nei suoi santi che influisce non solo attraverso la diretta imitazione delle loro virtù, ma ancora per le induzioni che ciascun fedele può trarne per il suo caso particolare".
    Lo zelo apostolico.
    "Il secondo carattere che si deve studiare nella vita di santa Cecilia è l'ardore dello zelo del quale resta ammirabile esempio e anche sotto questo aspetto possiamo raccogliere utili insegnamenti. Caratteristica dell'epoca nostra è l'insensibilità al male del quale non ci sentiamo personalmente responsabili, i cui risultati non ci toccano. Si è daccordo che tutto precipita, si nota il totale sfacelo e non si pensa neppure a tendere la mano al vicino, per strapparlo al naufragio. Dove saremmo, se il cuore dei primi cristiani fosse stato gelido come il nostro e non fosse stato conquiso dall'immensa pietà e dall'inesauribile amore, che loro vietò di non avere più speranza per il mondo in cui Dio li aveva collocati, perché fossero sale della terra? (Mt 5,13). Tutti allora sentivano la responsabilità del dono ricevuto. Liberi o schiavi, persone note o sconosciute, tutti erano oggetto di una dedizione senza limiti da parte di questi cuori pieni della carità di Cristo. Leggendo gli Atti degli Apostoli e le Epistole si vedrà con quale pienezza si sviluppava l'apostolato dei primi tempi e come l'ardore dello zelo durasse a lungo senza affievolirsi, tanto che i pagani dicevano: "Vedete come si amano!". Come avrebbero potuto non amarsi, se in ordine alla fede si sentivano figli gli uni degli altri?
    Quanta tenerezza materna provava Cecilia per i fratelli, per il fatto di essere cristiana! Il nome di Cecilia, e con il suo molti altri, ci testimoniano che il cristianesimo conquistò il mondo, strappandolo al giogo della depravazione pagana, con questi atti di devozione agli altri che, compiuti in mille luoghi nello stesso tempo, produssero un completo rinnovamento. Imitiamo almeno in parte questi esempi cui tutto dobbiamo e vediamo di sciupare meno tempo ed eloquenza a gemere su mali già troppo noti. È meglio che ciascuno si metta all'opera e conquisti uno almeno dei suoi fratelli e il numero dei fedeli avrà già superato quello degli increduli. Lo zelo non è morto, lo sappiamo, opera anzi in molti e dà gioia e conforto alla Chiesa con i suoi frutti; ma perché deve dormire cosi profondamente in tanti cuori che Dio per lo zelo aveva preparati?".
    Il coraggio.
    "Basterebbe davvero a caratterizzare l'epoca il generale torpore causato dalla mollezza dei costumi; conviene aggiungere ancora un altro sentimento, che ha la stessa sorgente e basterebbe, se dovesse durare a lungo, a rendere incurabile il decadimento di una nazione. Tale sentimento è la paura che ormai si è estesa a tutti. Paura di perdere i propri beni o i propri posti, paura di rinunciare al proprio lusso o alle proprie comodità, paura infine di perdere la vita! Non occorre dire che nulla snerva di più e maggiormente danneggia il mondo di questa umiliante preoccupazione, ma soprattutto occorre dire che non è affatto cristiana. Dimentichiamo di essere soltanto pellegrini sulla terra e abbiamo spenta nel cuore la speranza dei beni futuri! Cecilia ci insegna a disfarci della paura. Quando Cecilia era viva, la vita era meno sicura di oggi e a ragione si poteva avere paura e tuttavia si era tranquilli e spesso i potenti tremavano davanti alle loro vittime.
    Solo Dio sa ciò che ci attende; ma se la paura non è sostituita da un sentimento più degno dell'uomo e del cristiano, la crisi politica divorerà presto la vita dei singoli e perciò, qualsiasi cosa avvenga, è giunta l'ora di ricominciare la nostra storia. Non sarà vano l'insegnamento, se arriveremo a comprendere che con la paura i primi cristiani ci avrebbero traditi, perché la parola di vita non sarebbe giunta fino a noi, con la paura a nostra volta tradiremmo le future generazioni, che da noi attendono di ricevere il deposito ricevuto dai nostri padri" (Dom Guéranger, u. s.).
    Lode allo sposo delle vergini.
    "Quale nobile falange ti segue, o Signore, Sposo delle vergini! Le anime di elezione sono tua conquista e dalle loro pure labbra sale a te la lode squisita dei loro cuori ferventi. Non è possibile contarle attraverso i secoli, perché ogni generazione ne accresce il numero, da quelle che consacrano, per amore a te, la loro vita ai poveri, ai malati, ai lebbrosi, e a tutte le miserie morali, a quelle che, per amore tuo, rinunciano alle gioie della famiglia e si consacrano alle scuole cristiane, alle istituzioni benefiche o si mortificano nei chiostri.
    Ecco, prime, le vergini particolarmente benemerite, perché sigillarono col sangue il loro amore sui roghi o nelle arene: Blandina, Barbara, Agata, Lucia, Agnese... e Cecilia, che in nome di tutte fece omaggio della loro fortezza e consacrò la gloria della loro virtù, a te, o Gesù, seminator casti consilii (Prima Antifona del secondo Notturno della festa), divino seminatore di casti propositi, che solo, mieti simili spighe, che solo, leghi tali manipoli!".
    Preghiera alla patrona dei musici.
    "Una similitudine frequente nei Padri della Chiesa fa dell'anima nostra una sinfonia, un'orchestra, Symphonialis anima. Appena la grazia l'afferra, come il soffio che sotto le dita dell'artista fa vibrare l'organo, si commuove e vibra all'unisono coi pensieri e sentimenti del Salvatore. Ecco il magnifico concerto delle anime pure, che Dio può ascoltare con compiacenza, senza che lo turbi la stonatura delle note false del peccato, né la cacofonia urtante delle bestemmie e dei tradimenti!
    Degnati, o Cecilia, ricambiare il nostro omaggio, ottenendoci la costante armonia della nostra volontà con le nostre aspirazioni alla virtù e le nostre possibilità di fare il bene! Degnati convincerci che lo stato di grazia, vita normale del cristiano, non è sola astensione dal male, né avara e fredda osservanza dei comandamenti, ma un'attività piena di gioia e di entusiasmo, che sa dare alla carità e allo zelo tutte le possibilità" (Card. Grente, Oeuvres Oratoires, VIII, p. 17-20).
    Preghiera per la Chiesa.
    "Aggiungiamo ancora una preghiera per la santa Chiesa di cui fosti umile figlia, prima di esserne speranza e sostegno. Nella notte fitta del secolo presente, lo Sposo tarda ad apparire e nel solenne e misterioso silenzio permette alla vergine di abbandonarsi al sonno fino a quando si farà sentire l'annuncio del suo arrivo (Mt 25,5). Onoriamo il tuo riposo sulla porpora della tua vittoria, o Cecilia!
    Sappiamo che non ci dimentichi, perché nel Cantico, lo Sposo dice: Dormo, ma il mio cuore vigila (Ct 5,2).
    È vicina l'ora in cui lo Sposo apparirà, chiamando tutti i suoi sotto l'insegna della sua Croce e presto risuonerà il grido: Ecco lo Sposo, uscitegli incontro! (Mt 25,6). Dirai allora, o Cecilia, ai cristiani, come al fedele drappello, che, nell'opera della lotta si è stretto attorno a te: Soldati di Cristo, rigettate le opere delle tenebre, vestite le armi della luce (Atti di santa Cecilia).
    La Chiesa, che pronunzia tutti i giorni il tuo nome con amore e con fede durante i santi Misteri, attende con certezza il tuo soccorso, o Cecilia! Sa che l'aiuto non le mancherà. Tu prepara la sua vittoria, elevando i cuori cristiani verso le sole realtà troppo spesso dimenticate. Quando gli uomini ripenseranno alla eternità del nostro destino, sarà assicurata salvezza e pace ai popoli.
    Sii sempre, o Cecilia, le delizie dello Sposo! Saziati dell'armonia suprema di cui è sorgente. Veglierai su di noi dalla gloria del cielo e, quando giungerà la nostra ultima ora, assistici, te ne supplichiamo, per i meriti del tuo eroico martirio, assistici sul letto di morte, ricevi l'anima nostra nelle tue braccia, portala al soggiorno immortale, dove ci sarà dato comprendere, vedendo la felicità che ti circonda, il prezzo della verginità, dell'apostolato e del martirio" (Dom Guéranger, Histoire de sainte Cécile, 1849, Conclusione).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1302-1308.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    23, 24 e 25 NOVEMBRE 2017...


    23 NOVEMBRE 2017: SAN CLEMENTE I, PAPA E MARTIRE…




    http://www.unavoce-ve.it/pg-23nov.htm
    “23 NOVEMBRE SAN CLEMENTE I, PAPA E MARTIRE.

    La figura di san Clemente ci si presenta alle origini della Chiesa di Roma ornata di particolare splendore. Scomparsi ormai gli Apostoli, egli pare oscurare i santi Lino e Cleto, che lo precedettero nel Pontificato, sicché si passa quasi naturalmente da Pietro a Clemente e anche le Chiese di Oriente ne celebrano il ricordo con solennità non minore della Chiesa latina. Egli fu davvero Pontefice universale e con lui si sente già che la Chiesa intera si fa attenta agli atti e agli scritti del Pontefice. Per la stima altissima di cui godette, gli furono attribuiti parecchi scritti apocrifi, che è facile distinguere dagli scritti veramente suoi.

    L'epistola ai Corinti.
    Il tempo ha cancellato e fatto sparire tutti i documenti, che attestavano l'intervento di Clemente nelle cose riguardanti le Chiese lontane; ne ha risparmiato uno solo, ma questo solo ci presenta il Vescovo di Roma nel pieno esercizio del suo potere monarchico su tutta la Chiesa fin da quell'epoca. La Chiesa di Corinto era agitata da discordie intestine suscitate dalla gelosia a riguardo di alcuni pastori. Tali discordie, che già apparivano in germe ai tempi di san Paolo, avevano distrutto la pace e causato scandalo perfino nei pagani. La Chiesa di Corinto sentì finalmente il bisogno di frenare il disordine, che poteva pregiudicare la diffusione della fede, e dovette cercare per questo un aiuto fuori del suo seno. Gli Apostoli ormai erano morti tutti, fatta eccezione di san Giovanni, che illuminava ancora la Chiesa del suo fulgore. La distanza da Corinto ad Efeso non era affatto considerevole; e tuttavia la Chiesa di Corinto non si rivolse per nulla ad Efeso, ma a Roma.
    Clemente prese conoscenza della questione che le lettere di questa Chiesa esponevano al suo giudizio, e inviò a Corinto cinque commissari, che dovevano rappresentarvi l'autorità della Cattedra apostolica. Essi erano latori di una lettera definita da sant'Ireneo potentissima, potentissimas litteras (Contra Haereses, III, 3).
    La lettera fu stimata così bella e così apostolica che in molte Chiese venne letta pubblicamente per molto tempo, come se fosse una continuazione delle Scritture canoniche. Il tono di essa è elevato e paterno, conforme al consiglio che san Pietro dà ai pastori. "Clemente non si schiera in favore di alcuno, non fa nomi, ma cerca di elevare lo spirito dei fedeli al di sopra delle passioni, delle querele, dei rancori con la considerazione della bontà divina e dei celebri esempi biblici. Una certa disposizione della Scrittura, di insinuante nell'argomentazione, un'unzione che viene dal gusto istintivo per le cose morali, danno al testo greco un profumo di latinità e ne fanno qualcosa che si differenzia totalmente dagli scritti di Pietro, di Paolo e di Giovanni nei quali tutto ha sapore e mistero di intuizione diretta della Rivelazione divina. Con la lettera di Clemente siamo usciti dallo stadio iniziale in cui lo Spirito si effonde a fiotti incalzanti nelle Scritture canoniche, ma siamo ancora molto vicini alla sorgente, al centro, al cuore della Chiesa capitale: 'Volgiamo gli occhi al Padre e Creatore dell'universo, ricordiamo i suoi benefici, i doni magnifici e immeritati della sua pace, contempliamolo con il pensiero, guardiamo con gli occhi dello Spirito la sua volontà paziente, vediamo come egli è dolce e buono verso tutte le creature... (XIX, 2-3). Il Padre, tutto misericordia e tutto teso a fare benefici, è tutto cuore per quelli che lo temono, concede largamente i suoi favori, con soave bontà, a quelli che si avvicinano a lui con semplicità di cuore. Non abbiamo diffidenze, non ci turbino i suoi doni meravigliosi e splendidi... ' (XXII, 1-2). San Clemente resta per noi il dottore della clemenza divina" (R. Denis e R. Boulet Romée, p. 458).

    Un linguaggio così solenne e fermo raggiunse il suo effetto: la pace tornò nella Chiesa di Corinto e i messaggeri della Chiesa romana ne portarono tosto notizia. Un secolo dopo san Dionigi, vescovo di Corinto, testimoniava ancora a Papa san Sotero la gratitudine della sua Chiesa verso san Clemente, per l'aiuto che le aveva dato.

    La leggenda di san Clemente.
    Gli Atti di san Clemente (poco sicuri), ci riferiscono che fu mandato in esilio nel Chersoneso e condannato ad estrarre e a tagliare marmi e, per questo, è patrono dei marmisti.
    La leggenda ci riferisce ancora un particolare talmente gustoso che non possiamo tralasciarlo. San Clemente era stato precipitato in mare con un'ancora al collo. Il giorno anniversario del martirio il mare si ritirò in modo che si poteva andare ad un tempio sottomarino costruito dagli angeli sopra il corpo del martire. Tornato poi il mare al suo posto, una donna si accorse di avere smarrito in quel tempio il suo bambino, ma nell'anniversario seguente, ritiratosi ancora il mare, ritrovò il bambino sano e salvo.
    Un altro particolare, che, come quello riferito, trae origine da qualche mosaico, ci presenta l'Agnello di Dio, che, apparendo su una montagna, indica con la punta del piede a Clemente una sorgente che zampilla.
    La Liturgia si è impadronita dei due racconti e ne ha composto le belle Antifone dell'Ufficio che riportiamo:

    ANTIFONE
    Preghiamo tutti il Signore, perché faccia zampillare una sorgente di acqua per i suoi credenti.
    Mentre san Clemente pregava, gli apparve l'Agnello di Dio.
    Senza guardare i miei meriti, ecco che il Signore mi ha mandato a voi per aver parte alla vostra corona.
    Ho visto l'Agnello in piedi sulla montagna e sotto il suo piede sgorgava una sorgente viva.
    La sorgente viva che sgorga sotto il suo piede è il fiume impetuoso che raggiunge la città di Dio.
    Tutte le nazioni all'intorno credettero al Cristo Signore.
    Mentre egli se ne andava verso il mare, il popolo pregava gridando: Signore Gesù Cristo, salvalo; e Clemente, piangendo, diceva: Padre, ricevi mio spirito.
    Al tuo martire Clemente hai dato, o Signore, per dimora un tempio di marmo costruito in mezzo al mare dagli Angeli e ne hai reso possibile l'accesso agli abitanti del paese, perché potessero narrare le tue meraviglie.

    VITA. - Sant'Ireneo ci informa che san Clemente è il terzo successore di san Pietro e sappiamo che governò la Chiesa probabilmente tra l'anno 88 e il 97. Egli poté conoscere gli Apostoli Pietro e Paolo e sant'Ireneo ci afferma che fu loro discepolo, mentre Tertulliano dice che fu ordinato dal primo Papa. La lettera ai Corinti gli dà il primo posto fra gli scrittori ecclesiastici dei quali si accerta l'autenticità. La storia non ci dice nulla della sua origine, ma possiamo credere che fosse giudeo e che avesse ricevuta una formazione letteraria e filosofica piuttosto accurata. Il contenuto della sua lettera rivela in lui il carattere di un uomo di governo, nonché elette qualità e virtù. La tradizione lo vuole martire.


    Recitiamo in suo onore la grande preghiera che si legge nella Epistola ai Corinti:
    "Apristi gli occhi dei nostri cuori perché conoscessero te solo, Altissimo nel più alto dei cieli, il Santo che riposa in mezzo ai Santi, Tu che abbatti l'insolenza degli orgogliosi, che svii i calcoli dei popoli, che esalti gli umili, che abbassi i grandi; Tu che dai ricchezza e povertà, che uccidi, salvi e risusciti; Unico benefattore delle anime e Dio di ogni uomo, contemplatore degli abissi, scrutatore delle opere dell'uomo, soccorso nei pericoli, Salvatore di chi dispera, Creatore e vescovo delle anime tutte.
    Tu che moltiplichi i popoli sulla terra, che hai scelto fra essi quelli che ti amano per mezzo di Gesù Cristo, tuo Figlio diletto nel quale ci hai istruiti, santificati e onorati. Sii nostro soccorso e sostegno, te ne preghiamo, o Maestro! Sii salvezza agli oppressi e abbi pietà per gli umili; rialza quelli che sono caduti, rivelati a coloro che sono nel bisogno, guarisci i malati, riconduci gli sbandati del tuo popolo sul buon sentiero, sazia chi ha fame, libera chi è prigioniero, rialza i languenti, da forza ai deboli. Tu solo sei Dio, Gesù è tuo Figlio, noi siamo il tuo popolo, le pecorelle dei tuoi pascoli.
    Con le tue opere hai rivelato l'ordine immortale del mondo. Tu, o Signore che creasti la terra, che resti fedele alla tua parola per tutte le generazioni, Tu giusto nei tuoi giudizi, ammirabile nella tua forza e nella tua magnificenza, sapiente nella creazione, prudente nel consolidare le cose create, buono nelle cose visibili, fedele verso coloro che confidano in Te, misericordioso e pieno di compatimento, perdona i nostri peccati, le ingiustizie, le cadute, gli errori.
    Non contare i peccati dei tuoi servi e delle tue ancelle, purificaci invece con la tua verità, dirigi i nostri passi, perché possiamo camminare con santità di cuore, facendo ciò che è bene e piace agli occhi tuoi e agli occhi dei nostri preposti.
    Sì, o Maestro, mostraci la luce del tuo volto, perché possiamo godere dei beni in pace, perché siamo protetti dalla potente tua mano, perché il fortissimo tuo braccio ci tragga dalla schiavitù del peccato e ci liberi da chi ingiustamente ci odia.
    Dà concordia e pace a noi e a tutti gli abitanti della terrà, come la desti ai nostri padri, quando ti invocarono santamente nella fede e nella verità. Rendici sottomessi al tuo Nome potente ed eccellentissimo, ai nostri prìncipi e tutti coloro che ci governano in terra.
    Tu, o Maestro, hai dato loro il potere della regalità con la tua magnifica e invisibile potenza, perché, conoscendo la gloria e l'onore che loro hai partecipato, noi siamo sottomessi e non ci opponiamo alla tua volontà. Concedi loro, o Signore, salute, pace, concordia, stabilità, affinché possano esercitare la sovranità che loro hai data senza contrasti. Sei infatti Tu, o Maestro, re dei secoli, che concedi ai figli degli uomini gloria, onore e potere sulle cose della terra. Dirigi, Signore, il loro spirito, affinché seguano ciò che è bene, ciò che piace a te e, esercitando il potere che loro hai dato nella pietà, nella pace e nella mansuetudine, ti abbiamo sempre propizio. Tu solo puoi fare queste cose e procurarci beni anche più grandi.
    Ti ringraziamo nel grande sacerdote e capo delle anime nostre, Gesù Cristo, nel quale sia a Te gloria e grandezza, adesso e nei secoli dei secoli, attraverso tutte le generazioni. Così sia" (San Clem. Romano, Ippolito Hemmer, p. 121, 129, Picard, 1909).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1308-1312."



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    “23 Novembre : Saint Clement I, Pape et martyr († 100).”









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    24 NOVEMBRE 2017: San Giovanni della Croce, Confessore e Dottore della Chiesa (1542 – 1591), fondatore dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi…



    "San Giovanni della Croce, confessore, 24 novembre."
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24nov.htm
    "24 NOVEMBRE SAN GIOVANNI DELLA CROCE, CONFESSORE.

    La Chiesa porta oggi l'omaggio riconoscente del mondo al Carmelo e noi la seguiamo. Sulle orme di santa Teresa di Gesù, sorse a tracciare per le anime in cerca di Dio un cammino sicuro san Giovanni della Croce.
    I trattati di orazione.
    Nel secolo XVI la pietà era seriamente minacciata dalla tendenza dei popoli ad abbandonare la preghiera sociale e la Bontà divina suscitò dei santi, che con la parola e gli esempi di santità provvidero ai bisogni nuovi del tempo. La dottrina non muta e l'ascetica e la mistica del secolo XVI hanno trasmesso ai secoli posteriori l'eco dei secoli precedenti; ma l'esposizione è diventata più didattica, l'analisi più serrata e il loro procedimento adatto alla urgenza di soccorrere le anime, che correvano il rischio di molte illusioni per il loro isolamento. Sotto l'azione dello Spirito Santo sempre feconda, la psicologia degli stati soprannaturali si è fatta più diffusa e più precisa.
    I cristiani dei tempi precedenti pregavano con la Chiesa e vivevano giorno per giorno della vita liturgica della Chiesa e, nelle personali relazioni con Dio, risentivano di questo contatto continuo con la Chiesa. Seguendo docilmente la Madre, lasciandosi portare fra le sue braccia sicure, i cristiani assimilavano senza fatica la santità stessa della Chiesa, perché la sua influenza continua e trasformante li rendeva partecipi delle sue grazie di luce e di unione e di tutte le benedizioni. Ai cristiani si potevano allora applicare le parole del Signore: Se non diventerete come piccoli bambini, non entrerete nel regno dei cieli (Mt 18,3).

    Le scuole di spiritualità.
    Non bisogna stupire se presso quei cristiani non si trova così spesso come oggi l'assistenza di un direttore spirituale particolare. Le guide particolari sono meno necessario quando si cammina in carovana o si fa parte di un'armata. Ne hanno bisogno i viaggiatori isolati, essi non possono farne a meno e tuttavia avranno sempre minore sicurezza di coloro che seguono la carovana o l'armata.
    Gli uomini di Dio dei secoli più recenti, ispirandosi alle varie attitudini delle anime e comprendendo bene quello che abbiamo detto sopra, hanno dato il loro nome a scuole identiche per il fine, ma differenti quanto ai mezzi proposti per fronteggiare i pericoli dell'individualismo. In tale campagna di raddrizzamento, diremmo, e di salvezza, contro il nemico più temibile, che era l'illusione, Giovanni della Croce fu immagine vivente del Verbo di Dìo, penetrando meglio di una spada tagliente fino alla divisione dello spirito e dell'anima, delle giunture e delle midolle, scrutando le intenzioni e i pensieri dei cuori (Ebr 4,12-13). Ascoltiamolo: sebbene moderno, egli è figlio degli antichi.

    La notte oscura.
    "L'anima, egli scrive, dovrà giungere ad avere un sentimento ed una cognizione molto sublime e saporosa intorno a tutte le cose divine ed umane: le mirerà con occhio tanto diverso da quello di prima quanto differisce la luce e la grazia dello Spirito Santo dal senso, il divino dall'umano... (Opere di san Giovanni della Croce, Ediz. della Postulaz. Gen. O.C.D., Roma, La notte oscura dell'anima, i, II, c. IX n. 5). Prima di pervenire alla luce divina della perfetta unione di amore, come in questo mondo è possibile, l'anima deve attraversare la notte oscura, affrontare di solito tenebre così profonde che l'intelligenza umana non comprende e la parola non sa esprimere (ibid., La salita del Monte Carmelo, Proemio n. 1).
    Il passaggio che fa l'anima per giungere alla divina unione possiamo chiamarlo notte per tre ragioni. La prima, da parte del termine donde l'anima si muove, poiché deve andare priva del gusto di tutte le cose mondane che possedeva, rinunziando ad esse: questa rinunzia e privazione è come una notte per gli appetiti e i sensi dell'uomo.
    La seconda, da parte del mezzo o della via che l'anima deve percorrere, ossia la via della fede, la quale è anch'essa oscura, al par della notte, alla nostra intelligenza.
    La terza, da parte del termine di arrivo, che è Iddio, il quale, essendo incomprensibile e infinitamente superiore ad ogni umano intendimento, può dirsi oscura notte per l'anima nella presente vita.

    Le tre notti.
    Abbiamo una figura di queste tre notti nel libro di Tobia, ove leggiamo che l'Angelo comandò al giovane Tobia che lasciasse passare tre notti prima di unirsi alla sua sposa (Tb 6,18). Nella prima notte gli comandò di bruciare nel fuoco il cuore del pesce, simbolo del cuore affezionato e attaccato ai beni mondani, il quale per intraprendere il cammino che lo mena a Dio si deve bruciare e purificare da tutto ciò che è creatura, mediante il fuoco dell'amore divino. In questa purificazione si discaccia il demonio che ha potere sull'anima per l'affetto che ella porta ai gusti delle cose di quaggiù.
    Nella seconda notte l'Angelo disse a Tobia che sarebbe stato ammesso alla compagnia dei santi Patriarchi, che sono i Padri della fede. Dopo esser passata per la prima notte, nella privazione di tutti gli oggetti del senso, l'anima subito entra nella seconda, restandosene sola nella fede, straniera alle cose che cadono sotto i sensi.
    Nella terza notte l'Angelo promise a Tobia che avrebbe conseguita la benedizione, cioè Dio stesso. Mediante la seconda notte che è la fede, Iddio si va comunicando all'anima in modo tanto intimo e segreto da sembrarle un'altra notte, anzi, finché dura la detta comunicazione, una notte molto più oscura delle precedenti. Passata questa terza notte, ossia finita tal sorta di comunicazione di Dio nello spirito, il che avviene ordinariamente in mezzo a fitte tenebre, subito segue l'unione con la sposa, che è la sapienza di Dio; come appunto disse l'Angelo a Tobia che, passata la terza notte, si sarebbe unito con la sua sposa nel santo timor di Dio, il quale timore, quando è perfetto, va congiunto anche al perfetto amore divino che consiste nella trasformazione dell'anima in Dio per amore" (Salita del Monte Carmelo, l. I, cap. II, nn. 1-4).

    Vantaggi della purificazione.
    "O anima spirituale! quando vedrai il tuo appetito offuscato, i tuoi affetti aridi, le tue potenze rese inabili a qualunque esercizio inferiore, non ti prendere pena di ciò, anzi tienlo per buona sorte. Sappi che allora Iddio ti va liberando da te medesima, togliendoti ogni maniera di attività naturale, con la quale, per quanto ti andassero bene le faccende, a causa dell'impurità e lentezza delle tue potenze non opereresti in modo sì giusto, perfetto e sicuro come adesso che Iddio, prendendoti per mano, ti guida come se fossi un cieco, tra le tenebre e per dove tu non sai, né giammai sapresti passare, per quanto bene camminassi con i tuoi piedi e ad occhi aperti" (Notte oscura, l. II, cap. XVI, n. 7).
    Lasciamo che i santi stessi ci descrivano le vie da loro percorse, la meta raggiunta, la ricompensa ottenuta per la loro fedeltà, perché sono le guide riconosciute dalla Chiesa. Ora aggiungiamo che "nelle tribolazioni di questo genere bisogna evitare di eccitare la commiserazione del Signore, prima che l'opera sua sia compiuta. Non è possibile ingannarsi: tali grazie che Dio fa all'anima non sono necessarie alla salvezza, ma bisogna pagarle a un certo prezzo e, se riveliamo troppe difficoltà, potrebbe avvenire che il Signore, per riguardo alla nostra debolezza, ci lasci ricadere in una via inferiore e per la fede sarebbe rovina irreparabile.

    Necessità di avere dei santi.
    Che cosa conta questo, dirà qualcuno, se l'anima può tuttavia salvarsi? È vero; ma la nostra intelligenza non potrebbe mai stimare la superiorità di un'anima che potrebbe diventare emula dei cherubini o dei serafini su quella che si adatta ad essere simile alle gerarchie inferiori. In queste cose, modestia o amore della mediocrità non sono ragionevolmente ammissibili" (La vita spirituale e l'Orazione secondo la sacra Scrittura e la Tradizione monastica, Marne, 1950, c. XIV).
    "Che le anime contemplative si facciano sulla terra numerose, interessa la Chiesa e la gloria di Dio più di quanto sia possibile dire, perché esse sono l'energia nascosta, il motore che sulla terra dà movimento a tutto ciò che costituisce la gloria di Dio e il regno del suo Figlio. È inutile moltiplicare le opere, le industrie, i sacrifici stessi, se la Chiesa militante non possiede dei santi, che la sostengano nel suo stato di via, scelto dal Maestro, per la redenzione del mondo: tutto resterebbe sterile. Tante forze e fecondità sono inerenti alla vita presente, e essa ha così poche attrattive che era cosa opportuna metterne in rilievo il valore" (ivi c. XIX).

    VITA. - Giovanni della Croce nacque il 24 giugno 1524 a Fontiveros, in Spagna. La Vergine Santissima gli mostrò il suo amore salvandolo da un pozzo in cui da bambino era caduto. Giovanissimo, cominciò a mortificarsi e, dopo aver compiuti gli studi nel collegio di Medina, nel 1555 passò a servire i malati nell'ospedale della stessa città. L'anno appresso studiò filosofia presso i Gesuiti e nel 1563 fu accolto dai Carmelitani mitigati che lo mandarono a studiare a Salamanca. Un desiderio di vita più perfetta stava orientandolo verso i Certosini, ma santa Teresa, conosciuta la cosa, gli chiese un colloquio e gli propose la riforma del Carmelo. Egli allora si stabilì con un compagno a Duruelo prima e poi a Mancera. L'opera di riforma gli procurò fatiche e prove, che egli accettò con serenità e ammirabile carità. Fondò numerose case di stretta osservanza, scrisse di Teologia mistica in libri pieni di sapienza, e, premio alle sue fatiche, chiese al Signore di soffrire e di essere disprezzato per Lui. Il Signore accolse il suo desiderio e nel giugno del 1591 cadde in disgrazia del suo Ordine e il 14 dicembre morì a Ubeda in età di 49 anni. Alla morte un globo di fuoco splendente accolse l'anima sua e il corpo emanò odore soavissimo. Il corpo è conservato incorrotto a Segovia. Benedetto XIII lo canonizzò e Pio XI lo dichiarò Dottore della Chiesa.

    La vita divina.
    Nel Carmelo e sui monti, come nelle pianure e nelle vallate, si moltiplichino le anime che riconciliano cielo e terra, attirano benedizioni e allontanano i castighi! Noi, santi per vocazione (Rm 1,7), chiediamo di essere capaci, sul tuo esempio e per la tua preghiera, o Giovanni della Croce, di lasciare agire in noi la grazia divina con tutte le sue possibilità di purificazione e deificazione, per poter dire un giorno insieme con te:
    "O tocco delicato, Verbo Figlio di Dio, che per la delicatezza del tuo essere divino penetri sottilmente la sostanza dell'anima mia e toccandola delicatamente in te tutta l'assorbì in soavi delizie divine, non mai udite nella terra di Canaan, né mai viste in Teman (Bar 3,22). O tocco del Verbo, delicatissimo oltre ogni dire, e per me tanto più delicato, in quanto che, avendo tu scosso i monti e spaccato le pietre dell'Oreb con l'ombra del tuo potere e la forza che ti precedeva, ti lasciasti sentire più soavemente e fortemente dal Profeta nel sibilo di un'aura leggera (3Re 19,11-12). O aura delicata, giacché sei tale, dimmi: Come mai tocchi sì sottilmente e delicatamente, o Verbo Figlio di Dio, pur essendo sì terribile e potente? O felice, felicissima l'anima che toccherai dolcemente. Di' questo al mondo; ma no, non dirlo al mondo, che niente sa di aura delicata, e non ti sentirà, perché non è capace di ricevere e vedere te (Gv 14,17). Ma ben ti vedranno, mio Dio e mia vita, e sentiranno il tuo tocco delicato coloro che, alienandosi dal mondo, si renderanno simili a te nella purezza: essi solo ti potranno sentire e godere. E tanto più delicatamente li toccherai, quanto più nascosto farai dimora nella loro anima, essendo questa già raffinata, pura, libera da tutte le creature e da ogni vestigio e tocco di esse. Ed in tal guisa li celerai, o Signore, nel nascondiglio del tuo volto (che è il Verbo), proteggendoli dalle molestie degli uomini (Sal 30,21).
    ... Tanto delicato poi è l'effetto, l'impronta che lasci in lei, che ogni altro tocco di qualsivoglia cosa, alta o bassa che sia, le sembra grossolano e impuro; anzi il solo considerarlo l'offende, e il trattarlo le riesce di grave pena e tormento" (Fiamma viva d'amore, strofa II, nn. 17-18).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1313-1318."



    "San Crisogono, martire, lo stesso giorno."
    http://www.unavoce-ve.it/pg-24nov-2.htm
    "LO STESSO GIORNO 24 NOVEMBRE SAN CRISOGONO, MARTIRE.

    Il "titolo di Crisogono", o la chiesa costruita da un personaggio di tale nome, risale al secolo V. Si trova a Roma, in Trastevere e vi si venera da molti secoli il martire di Aquileia, che porta lo stesso nome, vittima nel 303 della persecuzione di Diocleziano. La leggenda lo mette in relazione con sant'Anastasia e perciò come questa martire, dovette avere culto in Roma, se con essa meritò di essere ricordato nel canone della Messa. Tale ricordo ci parla del culto che la Chiesa ebbe per lui già nei primi secoli e del posto che occupa vicino a Dio.
    "Nell'antica disciplina della Chiesa durante i tre primi secoli, era riconosciuto ai confessori ed ai martiri detenuti nelle prigioni il privilegio d'intercedere presso il vescovo, e d'impetrare in favore dei pubblici penitenti una qualche remissione della loro pena, o anche la loro riammissione alla comunione ecclesiastica. Ai martiri già coronati da Dio in cielo, la liturgia pertanto attribuisce la stessa prerogativa. Il loro sangue, in virtù di quello di Cristo per cui venne sparso, può lavare, non soltanto le loro macchie personali, ma anche quelle dei devoti che ricorrono alla loro intercessione" (Schuster, Liber Sacramentorum, vol. IX, p. 178). Con questa confidenza recitiamo l'Orazione della Messa del giorno: "Accogli, o Signore le nostre preghiere e, mentre ci confessiamo colpevoli delle iniquità commesse, fa' che ne siamo liberati per l'intercessione del Beato martire Crisogono".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1318."





    http://www.sodalitium.biz/san-giovanni-della-croce/
    “24 novembre, San Giovanni della Croce, Confessore e Dottore della Chiesa (1542 – 1591), fondatore dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi.

    “San Giovànni della Croce Sacerdote, Confessore e Dottore della Chiesa, compagno di santa Terésa nella riforma dei Carmelitani; il cui giorno natalizio si commemora il quattordici Dicembre”.
    O amabilissimo San Giovanni della Croce, anima eccelsa irradiata dalla luce di Dio, proteggi le nostre povere anime, preoccupate dai beni terreni, e insegnaci la via stretta e ardua che conduce al Monte del Signore. Fa’ che comprendiamo il valore delle realtà divine, e la fragile labilità di tutte le cose umane. Tu che sei il padre degli spirituali, il patrono dei mistici, il maestro della contemplazione e la guida alle più sublimi forme di orazione, infondi energia e slancio al nostro spirito, affinché, con l’aiuto della grazia impariamo ad amare Dio sulla terra per poi giungere a goderlo eternamente nella patria beata del Regno dei Cieli. Così sia.”

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    “24 Novembre : Saint Jean de la Croix, Religieux Carme (1542-1591).”









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    25 NOVEMBRE 2017: SANTA CATERINA, VERGINE E MARTIRE…




    http://www.unavoce-ve.it/mr-25nov=lat.htm
    "Santa Caterina, vergine e martire, 25 novembre."
    Guéranger, L'anno liturgico - Santa Caterina, Vergine e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-25nov.htm
    “25 NOVEMBRE SANTA CATERINA, VERGINE E MARTIRE.

    Santa Gertrude, fin dalla sua infanzia ebbe una simpatia particolare per santa Caterina e, desiderando un giorno conoscere i suoi meriti, il Signore le mostrò la santa sopra un trono così elevato e così bello che avrebbe riempito il cielo da solo e dalla sua corona scendeva una luce di splendore meraviglioso su quelli che onoravano la santa (L'Araldo, IV, c. 57).
    I Crociati del secolo XII portarono, tornando dall'Oriente, il culto della martire di Alessandria, la leggenda della quale ebbe subito una popolarità eccezionale. Sorse un Ordine cavalleresco per proteggere i pellegrini, che andavano a venerare il corpo sul Sinai e filosofi, studenti, oratori, avvocati la scelsero come patrona, mentre il decano degli avvocati ne portava con onore la bandiera e le giovani donne si organizzavano in confraternite sotto la sua protezione. Ebbe tosto il suo posto fra i santi Ausiliatori col titolo di sapiente consigliera e molte corporazioni si intitolarono a lei per il solo fatto che tutti avevano sperimentato il suo potere di intercessione presso Dio.
    La leggenda ci riferisce che, messa di fronte ai sapienti e ai filosofi dell'Egitto, tutti confuse con la sua eloquenza attinta alle pagine del Vangelo. Nel Medio Evo, i grandi Maestri della Scolastica, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino, Bonaventura e i loro numerosi discepoli posero sotto la sua protezione gli studi di filosofia e di teologia e Bossuet ci mostra in parecchi celebri panegirici, come Caterina abbia fatto servire la scienza non al godimento del suo spirito, ma alla direzione dei suoi affetti a Dio, non all'affermazione della sua stima, ma al trionfo del Vangelo, non all'acquisto di beni temporali, ma alla conquista di anime a Gesù Cristo.
    Lo stesso insegnamento continua a dare, non solo agli studenti delle scienze sacre e profane, ma a tutti i cristiani, mostrando, con la sua sofferenza e il martirio, che è sempre possibile vincere i piaceri e le vanità della terra, se si conta sull'aiuto della grazia di Dio, e che è veramente cosa saggia ascoltare la parola di Cristo e metterla in pratica.

    VITA. - L'esistenza di santa Caterina non può essere messa in dubbio, ma non abbiamo alcun particolare biografico. La leggenda che ne parla non ha alcuna autorità e il culto è giunto in occidente soltanto verso il secolo IX.
    Tuttavia la popolarità e la divozione per santa Caterina nel popolo cristiano sono davvero grandissime. Roma le costruì cinque chiese e tante furono le persone, che vollero averla patrona, che bisogna vedere in questo l'espressione della volontà divina, disposta ad accordare particolari grazie alla Chiesa, per l'intercessione della vergine martire di Alessandria.


    Salita al cielo.
    "O Signore che sulla sommità del Sinai desti la legge a Mosè e facesti portare dagli Angeli il corpo della tua beata vergine e martire Caterina, concedici, per i suoi meriti e per le sue preghiere, di arrivare presto alla montagna che è Cristo".
    Con questa preghiera noi oggi ci rivolgiamo al Signore, mentre nella Chiesa tanti fedeli ti acclamano e chiedono la tua protezione. La nostra vita intera è un'ascesa al cielo, al Cristo il quale, salito al cielo nel giorno dell'Ascensione, ci invita a seguirlo e a raggiungerlo. In questo cammino possiamo essere trattenuti dai piaceri ingannatori, o dalla minaccia di persecuzioni o anche dal solo timore dello sforzo e della tentazione da vincere. Tu hai superato l'incantesimo delle gioie terrestri, la paura delle minacce, il dolore dei supplizi con la semplicità e la fermezza della fede, con la soprannaturale sapienza, che lo Spirito Santo aveva prodotta in te. Ci trascini il tuo esempio a lottare e vincere, come tu hai lottato e vinto.
    La tua leggenda ci parla delle tue nozze col Bambino Gesù: motivo grazioso del quale si sono impadroniti gli artisti e i poeti per celebrare le tue glorie. Fra un mese noi adoreremo Gesù Bambino nella sua culla: egli sta per unirsi all'anima nostra. Fa' che possiamo essere abbastanza puri per preparargli nel cuore l'accoglienza che egli ha diritto di avere da noi.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1319-1320."




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    “25 novembre, Santa Caterina d’Alessandria, Vergine e Martire (287 – Alessandria d’Egitto, 305).

    O candido fiore del cielo e gloriosa Santa Caterina, che, arricchita dalla natura e dalla grazia di tutte le prerogative che possono promettere una gran fortuna nel mondo, non vi compiaceste mai di altro che di osservare esattamente la legge santissima di Gesù Cristo, e nel confessare la Sua fede (lavanti a giudici e tiranni, otteneteci, Vi preghiamo, la grazia di non istimare giammai se non i veri beni, cioè la vera Fede in Gesù, né di altro essere premurosi che d’ avanzarci nella santità. Concedeteci la Vostra Benigna protezione nei mali di questa vita e guidateci, con l’ esempio delle Vostre virtù, alla salute della vita eterna. Così sia.
    Gloria Patri.”










    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com"
    “25 NOVEMBRE 2016: SANTA CATERINA d'ALESSANDRIA, VERGINE E MARTIRE.”
    “Il 25 novembre 1185 muore Papa Lucio III Alluncingoli, Sommo Pontefice.”
    “Il 25 novembre 1277 Papa Niccolo' III Orsini viene esaltato al Sommo Pontificato.”







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    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare santa Caterina, Vergine e Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi le avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questa Santa, ed a lei affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, santa Caterina, Vergine e Martire, possa essere mia avvocata e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia. #sdgcdpr”





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    “25 Novembre : Sainte Catherine d'Alexandrie, Vierge et Martyre, Patronne du Valais et Patronne Secondaire du Diocèse et du Canton de Fribourg.”


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    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #46
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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    26, 27, 28 e 29 NOVEMBRE 2017...


    26 NOVEMBRE 2017: San Leonardo da Porto Maurizio, Confessore; SAN SILVESTRO, ABATE; XXV DOMENICA dopo Pentecoste…





    “XXV (ultima) domenica d. Pentecoste
    https://www.youtube.com/watch?v=wgyYyI6nk38
    XXV domenica d Pentecoste (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=RgKfEjGeVgM”
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php





    http://www.unavoce-ve.it/pg-26nov.htm
    “26 NOVEMBRE SAN SILVESTRO, ABATE.”





    http://www.sodalitium.biz/san-leonardo-porto-maurizio/
    “26 novembre, San Leonardo da Porto Maurizio, Confessore (Porto Maurizio, 20 dicembre 1676 – Roma, 26 novembre 1751).

    “A Roma san Leonàrdo da Porto Maurizio, Sacerdote dell’Ordine dei Minori e Confessore, illustre per lo zelo delle anime e per le sacre missioni in Italia. Dal Sommo Pontefice Pio nono fu ascritto nel catalogo dei Santi, e dal Papa Pio undecimo fu eletto e costituito celeste Patrono dei Sacerdoti che si occupano nel fare le sacre mis sioni al popolo nelle regioni cattoliche di tutto il mondo”.
    O Dio, che per ridurre a penitenza i cuori ostinati dei peccatori hai reso potente in opere ed in parole il beato Leonardo tuo confessore, concedici, te ne preghiamo, che per i suoi meriti e preghiere possiamo pentirci dei nostri peccati. Per Cristo nostro Signore.”





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    “26 Novembre : Saint Jean Berchmans, Jésuite (1599-1621).”



    “Dernier Dimanche après la Pentecôte.”




    “Sermon du Père Joseph-Marie Mercier pour le Vingtième-Cinquième Dimanche après la Pentecôte (2016) : sur la Confiance.
    http://prieure2bethleem.org/predica/2016_11_06.mp3”






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    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/"
    “26 novembre 2017: l'omaggio di Radio Spada a San Leonardo di Porto san Maurizio.

    Leonardo da Porto Maurizio, santo, era venerato all’altare maggiore di S. Bonaventura al Palatino. Nell’urna rimane oggi solamente la reliquia di una costola, essendo stato temporaneamente traslato nella città di Imperia. Morto e tumulato nell’attiguo convento, il 3 dicembre del 1751, fu beatificato il 19 marzo del 1796, canonizzato il 29 giugno del 1867 e dichiarato Patrono dei missionari nei paesi cattolici il 17 marzo del 1923. Il 23 novembre del 1951 si ebbe la ricognizione della salma. La chiesa conservava, al secondo altare di sinistra, il corpo di Bonaventura da Barcellona (Michele Battista Gran), beato, nato a Riudoms il 24 novembre 1620 e morto a Roma l’11 settembre 1684. Fu beatificato da S. Pio X il 10 giugno del 1906 e traslato nella sua città natale. Urbano VIII il 15 maggio 1683 donò a S. Bonaventura la reliquia di un braccio del Santo titolare custodita in una teca a forma di arto sulla quale si leggeva: S. Bonaventura Card. Eccl. Doctor Urbano VIII Pont. Max Anno X.
    M.R.: 26 novembre - A Roma san Leonardo da Porto Maurizio, Sacerdote dell'Ordine dei Minori e Confessore, illustre per lo zelo delle anime e per le sacre missioni in Italia. Dal Sommo Pontefice Pio nono fu ascritto nel catalogo dei Santi, e dal Papa Pio undecimo fu eletto e costituito celeste Patrono dei Sacerdoti che si occupano nel fare le sacre missioni al popolo nelle regioni cattoliche di tutto il mondo
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ].”
    “26 novembre 2017. L'omaggio di Radio Spada a San Giovanni Berchmans SJ (1599-1621).”







    Luca, Sursum Corda!








    27 NOVEMBRE 2017: Festa della Medaglia Miracolosa…



    http://www.sodalitium.biz/medaglia-miracolosa/
    “27 novembre, festa della Medaglia Miracolosa.

    O Vergine Immacolata, che mossa a pietà delle nostre miserie ti sei manifestata al mondo con il segno della Medaglia miracolosa, per mostrarci ancora una volta il tuo amore e la tua misericordia, abbi pietà delle nostre afflizioni, consola le nostre pene e concedici la grazia che ardentemente ti chiediamo. Ave Maria.
    O Vergine Immacolata, che attraverso la Medaglia miracolosa ci hai dato un segno della tua celeste missione di Madre, Mediatrice e Regina, difendici sempre dal peccato, conservaci nella grazia di Dio, converti i peccatori, donaci la salute del corpo e non negarci quell’aiuto di cui abbiamo tanto bisogno. Ave Maria.
    O Vergine Immacolata, che hai assicurato la tua speciale assistenza a chi porta con fede la Medaglia miracolosa, intercedi per noi che a Te ricorriamo, e per quanti a Te non ricorrono, in modo speciale per i nemici della santa Chiesa, per i seminatori di errori, per tutti gli infermi e per quelli che ti sono raccomandati. Ave Maria.”







    http://www.centrostudifederici.org/c...re-massoneria/
    “Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova Insorgenza
    Comunicato n. 97/17 del 27 novembre 2017, Medaglia Miracolosa
    Cristeros: per Cristo Re, contro la massoneria

    Nel novantesimo anno del martirio di padre Michele Pro (23 novembre 1927 – 2017), segnaliamo una recensione del libro “Messico martire”, relativo all’insorgenza dei Cristeros.
    Messico martire, di don Ugo Carandino (Sodalitium n. 66)
    La casa editrice Amicizia Cristiana ha curato la ristampa del libro Messico martire, scritto dal padre Luigi Ziliani, della Compagnia di Gesù, la cui prima edizione fu pubblicata nel 1929 e, da quanto scrive Marco Respinti (Basta Bugie.it, n. 238 del 30/3/2012), ebbe ben 15 riedizioni nell’arco di 10 anni.
    L’iniziativa editoriale è stata suggerita dal film Cristiada, relativo all’insurrezione armata che dal 1926 al 1929 mobilitò i cattolici messicani (i “Cristeros”) contro il regime massonico e anticlericale del presidente Plutarco Elias Calles. In Italia, come ogni pellicola che non rientra nel filone propagandistico hollywoodiano, il film non ho trovato un distributore.
    Il lettore, fin dai primi capitoli del libro, capirà di aver speso bene i suoi soldi. In effetti, nella parte introduttiva, l’Autore (che si recò più volte in Messico, in particolare nel 1928, in piena persecuzione), situa la vicenda dei Cristeros nella guerra più ampia scatenata dalla setta massonica contro la Chiesa per la conquista del potere mondiale (e in particolare dei Paesi cattolici dell’America Latina), indicando negli Usa il braccio armato della setta. Alcune considerazioni, scritte 80 anni fa, sono di estrema attualità: “Per questi adoratori del dollaro noi tutti siamo dei paria, che devono servire, contenti delle briciole buttate a terra dalle tavole dei ricchi epuloni. …Oggi la dottrina di Monroe: ‘L’America agli americani’ ha avuto ora una nuova interpretazione elastica con la formula: ‘Tutta l’America e tutto il mondo per la massoneria’. Nella loro insaziabile voracità i framassoni, forti della loro prosperità, sono convinti che mangeranno tutto; perché è la loro ora. Poi verrà sicuramente l’ora della indigestione (speriamo, ndr)” (pag. 34). E ancora: “Aveva già detto il Presidente Roosevelt: ‘L’assorbimento dell’America Latina è molto difficile finché sarà cattolica’. Il Messico è la prima muraglia che i massoni vogliono abbattere per inondare l’America Latina con la civiltà del relativismo e del dio dollaro” (pag. 33; l’indebolimento arrecato dal Concilio alla Chiesa ha certamente favorito il dilagare delle sette protestanti nei Paesi latino-americani). Ma Ziliani ricorda anche che “la potente massoneria Nord Americana va sempre distinta dal nobile popolo di quel grande Continente, in grande parte maggioranza di indole buona e conservatrice, quando non cattolico” (pag. 29).
    Nelle stesse pagine introduttive, padre Ziliani tratteggia un breve ma esauriente panorama storico del Messico (che si può applicare alle altre terre precolombiane del Nuovo Mondo), dall’arrivo degli Spagnoli alle rivoluzioni liberali del XIX secolo. Il lettore vi troverà numerosi spunti di riflessione per controbattere la corrente vulgata anticattolica, presente in ogni settore della cultura ufficiale (anche nelle apparentemente “neutrali” guide turistiche: acquistandone una per un viaggio in Argentina, vi ho riscontrato l’esaltazione del periodo precolombiano, la demonizzazione dell’evangelizzazione cristiana e infine l’elogio dei movimenti rivoluzionari dell’ottocento).
    Scrive l’Autore: “La Cattedrale (della Città del Messico) sorge significativamente sui ruderi dell’antico tempio del sole, alla quale divinità si offrivano sacrifici umani di innocenti e d’infanti, strappando il cuore delle vittime. E mettendolo ancora palpitante e a caldo nella fauci del mostruoso Quetzalcoatl, uccello-serpente, decapitando quindi l’innocente e facendo rotolare la sua testa mozza giù fino al popolo festante” (pag. 19). “In piazza della Capitale c’è un monumento storico dedicato agli Imperatori aztechi. E’ un omaggio iniquo … ai tiranni di quell’impero” (pag. 17). L’opera della Chiesa nelle Americhe fu fondamentale per la religione e per la società: “Convertito al cattolicesimo il loro sovrano, tutti gli Indi passarono in massa nel grembo della Chiesa, che valorizzò le loro energie per il bene comune” (pag. 17). La Santa Vergine, apparsa nel 1851 a Guadalupe all’azteco Cuauhtlatoatzin (battezzato poi col nome di Juan Diego), diede “prova della sua benevolenza verso i nuovi figli, confermando il suo Patrocinio sulla nuova cristianità … Maria di Guadalupe guadagnò presto il cuore di tutti gli Indi, e fu chiamata giustamente la Buona Madrina nel loro battesimo” (pag. 20). Contro l’avidità di una parte degli Spagnoli, la Chiesa difese strenuamente gli Indios: “nel Terzo Concilio Messicano del 1585 vengono stabilite pene canoniche contro i vessatori degli indigeni, intimando riparazione dei danni. E proprio da qual tempo s’iniziano le opere di beneficenza, istituti di carità e di protezione, asili, ospedali, ricoveri, ospizi. Non toccate dunque la storia, perché questa strappa la maschera ai mentitori” (pag. 26-27).
    Ziliani non nasconde il suo disappunto per le rivolte che portarono alla separazione del Messico dalla Spagna (aggredita nello stesso periodo e dalla stessa setta in Europa): “L’indipendenza del Messico ebbe origine da un movimento rivoluzionario incomposto, quasi anarchico, non dal bisogno del popolo” (pag. 25). La rivoluzione fu manovrata dall’esterno:“Già nei primi anni della dichiarata indipendenza la massoneria fece incorporare agli Stati Uniti le conservatrici Louisiana e la Florida … la setta del triangolo e del compasso creò l’incidente col Messico, e nella conclusione della pace si appropriò di tre Stati a forte presenza cattolica: il Nuovo Messico, la Nuova California e il Texas … Più tardi nel 1853 fu annessa anche l’Arizona. Chi fomentò la rivolta contro Massimiliano Imperatore, finanziando la rivolta armata del ferocissimo Gen. Juares? Fu la massoneria, che in tutto il mondo cercava di abbattere una monarchia come quella asburgica … E fu la massoneria internazionale a sostenere Obregon e attualmente Calles, elettosi senza voto popolare, imposto alla Nazione da Obregon” (pagg. 29-30).
    Dopo la panoramica storica, l’Autore passa a esaminare il periodo della Cristiada, con la descrizione di meccanismi di geopolitica ben collaudati: “Ed è in questa persecuzione che i figli della Vedova giocano una buona carta. La mossa americana del non intervento nei cosiddetti affari interni del vicino Messico, può essere una buona politica per ottenere in cambio una legislazione più accomodante agli interessi petroliferi dei cresi in grembiulino di New Jork … Calles, non potendo colpire i grandi magnati del petrolio, che vivono all’ombra della Loggia di Wall Street, e hanno il coltello per il manico, ha ottenuto in cambio il non intervento nella sua politica vessatoria contro i cattolici … Fu detto da un magnate del petrolio che vale più un gallone di nafta che un litro di sangue … I finanzieri della squadra e compasso di Wall Street pensano al petrolio, e alla Casa Bianca hanno imposto la formula: affari interni del Messico… Questo è cinismo ed istrionismo! Non intervento ed intervento in casa altrui quando fa comodo!” (pagg. 30-32).
    Gli avvenimenti messicani ricordano “l’empietà rivoluzionaria della rivoluzione francese. Qui come là. È la solita storia massonica: una minoranza audace che opprime la maggioranza onesta” (pag. 35). Ma a volte la maggioranza reagisce, si organizza e si arma, come i cattolici della Vandea, del Tirolo e degli Stati italiani preunitari che insorsero contro le vessazioni giacobine e napoleoniche. Così pure i cattolici messicani, in nome della S. Vergine di Guadalupe e di Cristo Re (devozione che ebbe un forte impulso dopo che, nell’Epifania del 1914, l’Episcopato messicano volle ornare le immagine del Redentore con i simboli della regalità), si sollevarono a migliaia contro la tirannide governativa. La Chiesa rappresentava per i settari un ostacolo da superare per la conquista del Messico: allora gli aggressori (i presidenti-generali) indossarono i panni degli aggrediti, proprio come nella “favola esopiana del lupo e dell’agnello” (pag. 34). Sotto la presidenza del gen. Venustiano Carranza, nel 1917 a Querètaro fu varata la nuova Costituzione “degli Stati Uniti del Messico”, con il famigerato art. 130 che determinava per il clero la perdita di “ogni personalità giuridica nell’essere, nel possedere, nell’ereditare, nel succedere, nel ricevere” (pag. 38). Si mettevano le basi per passare dalla persecuzione giuridica a quella fisica, sull’esempio della Russia e della Spagna: “Prima la spogliazione, poi le manette, infine la mannaia” (pag. 38). Infatti, in poco tempo si passò dall’espulsione di vescovi e sacerdoti alla devastazione di chiese sino alle prime fucilazioni di ecclesiastici (pag. 39).
    Sotto la presidenza del gen. Alvaro Obregon, una bomba fu fatta scoppiare dall’anarchico Luciano Perez sotto il tronetto che reggeva l’effige miracolosa della S. Vergine nella basilica di Guadalupe. La deflagrazione causò gravi danni all’altare, ma il quadro fu illeso: questo fatto, che ha del miracoloso, non fu però sufficiente a placare l’indignazione dei cattolici, in particolare dalle popolazioni indiane. L’indignazione sfociò in resistenza armata quando nel giugno 1926 fu varata la “Legge Calles”, che prendeva il nome dall’ennesimo generale-tiranno del Messico. Le nuove disposizioni, in nome della “libertà” rivoluzionaria, negavano ogni libertà concreta alla Chiesa: espulsione dei preti stranieri; limitazione di un sacerdote per ogni 15.000 abitanti, ma col divieto di indossare la talare e dell’insegnamento religioso; soppressione delle comunità religiose; limitazione alla stampa cattolica; persino delle sanzioni ai genitori che favorivano la vocazione dei figli… (pag. 40). Col capitolo intitolato “Non possumus” (pag. 41) si arriva alla parte centrale del libro: lascio al lettore il compito di scoprire, in più di cento pagine, i nomi, i luoghi, gli avvenimenti legati all’insurrezione e al martirio di tanti cattolici messicani, con numerosi episodi che richiamano alla mente l‘ardimento dei primi martiri romani. E’ da precisare, nella nostra epoca offuscata dagli errori conciliari, che Cristeros non morirono per la “libertà religiosa”, ma per la libertà della Chiesa di esercitare i suoi inalienabili diritti nella sfera spirituale e temporale.
    Nell’ultima parte del libro Ziliani (pag. 175) traccia un parallelo tra la Passione di Gesù e la passione del Messico, indicando Calles nei panni di Caifa, i moderati (“i cattolici timorosi e comodi”) nei panni di Erode e infine “la venerabile in tutti i sensi Società delle Nazioni” in quelli di Pilato. Tra i cattolici “timorosi e comodi” possiamo annoverare quella parte dell’episcopato messicano che, malgrado i coraggiosi interventi di Pio XI e l’eroismo della maggioranza dei Vescovi, con un atteggiamento rinunciatario determinò il triste epilogo alla guerra dei Cristeros, con delle drammatiche conseguenze per chi aveva combattuto. A questo proposito “Messico martire” è un libro da leggere anche perché illustra e precisa il ruolo che ebbe Pio XI. Non dimentichiamo che sulla vicenda messicana (come sulla condanna dell’agnostico Charles Maurras) il pontefice di Desio è stato oggetto di aspre e ingenerose critiche, anche da parte degli avversari (coscienti o incoscienti) del Papato che si annidano nel mondo “tradizionalista”. Padre Ziliani traccia l’azione di Papa Pio XI a favore della Chiesa messicana nel capitolo “Roma ha parlato” (pag. 179); cita in particolare l’enciclica Acerba Animi del 29/9/1932, nella quale Papa Ratti denuncia come il regime messicano abbia “l’intenzione di distruggere la stessa Chiesa Cattolica” ed esorta il clero insieme ai fedeli a continuare a difendere i sacrosanti diritti della Chiesa. In un volumetto a parte, “Encicliche sulle persecuzioni in Messico, 1926-1937”, già segnalato dalla nostra rivista, “Amicizia Cristiana” ha pubblicato i diversi atti del magistero di Pio XI sul calvario messicano: l’epistola apostolica Paterna sane (2/2/1926), l’enciclica Iniquis afflictisque (18/11/1926), la citata enciclica Acerba animi magnitudo e l’enciclica Firmissimam constantiam (28/3/1937).
    Il libro termina proprio con l’elogio fatto da Pio XI ai cattolici messicani: “Popolo di Confessori e di Martiri” (pag. 214). Il già citato Respinti ci informa che padre Ziliani nel decennio 1928-1938 tenne in Italia e in altri Paesi d’Europa un incredibile numero di conferenze (quasi trecento!) per denunciare la persecuzione della Chiesa messicana da parte del regime anticlericale di Calles. La ristampa di “Messico martire” rappresenta anche un doveroso omaggio al sacerdote che con coraggio e bravura ci ha tramandato le gesta di quei Confessori e Martiri. ¡Viva Cristo Rey!
    Luigi Ziliani, Cristiada. Messico martire. Storia della persecuzione, Amicizia Cristiana, Chieti 2011, pag. 218, euro 15,00.
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/66.pdf”





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    “27 novembre : Notre Dame de la Médaille Miraculeuse.”






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    “Il 27 novembre 1095 il beato Urbano II indiceva la Crociata per la liberazione del Santo Sepolcro.”
    “Il 27 novembre 399 Sant'Anastasio I Papa viene esaltato al Sommo pontificato.”
    “27 novembre 2017: Ricordo dell'apparizione della Beata Vergine della Medaglia miracolosa.”

    “«Bisogna distribuire la Medaglia Miracolosa ovunque è possibile: ai fanciulli, perché la portino al collo, ai vecchi e soprattutto ai giovani, perché sotto la protezione di Maria abbiano la forza sufficiente per resistere alle innumerevoli tentazioni e pericoli che oggi li insidiano. Anche a coloro che non entrano mai in chiesa, che hanno paura della confessione, si fanno beffe delle pratiche religiose, ridono della verità della fede, sono immersi nel fango dell’immoralità, oppure che se ne stanno al di fuori della Chiesa, nell’eresia: a tutti costoro bisogna assolutamente offrire la medaglia dell’Immacolata e sollecitarli affinché la portino volentieri e, contemporaneamente, pregare con fervore l’Immacolata per la loro conversione». (San Massimiliano M. Kolbe, Il Cavaliere dell’Immacolata, 1926).”





    Luca, Sursum Corda!









    28 NOVEMBRE 2017: San Giacomo della Marca…



    http://www.sodalitium.biz/san-giacomo-della-marca/
    “28 novembre, San Giacomo della Marca, Confessore.

    “A Nàpoli, in Campània, la deposizione di san Giacomo della Marca, Sacerdote dell’Ordine dei Minori e Confessore, illustre per l’austerità della vita, per la predicazione apostolica e per molte legazioni compiute a vantaggio della Cristianità. Dal Sommo Pon tefice Benedétto decimoterzo fu ascritto nel catalogo dei Santi”.”

    http://www.sodalitium.biz/wp-content...mo-222x300.jpg







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    “28 Novembre : Sainte Catherine Labouré, Vierge, religieuse des Filles de la Charité (1806-1876).”






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    “28 novembre 2017: l'omaggio di Radio Spada a San Giacomo della Marca.”


    “28 novembre 2017: l'omaggio di Radio Spada a Santa Caterina Labourè, vergine, beatificata da Papa Pio XI il 28 maggio 1933 e canonizzata infallibilmente da Papa Pio XII il 27 luglio 1947.”









    Luca, Sursum Corda!










    29 NOVEMBRE 2017: Santi Martiri Saturnino il vecchio e Sisinio Diacono, oltre ad altri Santi, Vigilia di Sant'Andrea apostolo…
    In ricordo di Mons. Marcel Lefebvre (29 novembre 1905 - 25 marzo 1991) nell'anniversario della sua nascita: RIP...
    Auguri anche a mia madre nel giorno del suo compleanno...
    Oggi inizia la Novena all’Immacolata Concezione (dal 29 novembre al 7 dicembre)...





    "Commem. di san Saturnino, martire, 29 novembre."
    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di san Saturnino Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-29nov.htm
    “29 NOVEMBRE: COMMEMORAZIONE DI SAN SATURNINO, MARTIRE.

    La Chiesa ricorda oggi un celebre martire: san Saturnino. La leggenda ce lo presenta condannato nella sua vecchiaia a portare la sabbia dalle cave alle terme di Diocleziano e poi decapitato con il diacono Sisinnio.
    La leggenda contribuì senza dubbio a dargli celebrità; ma, leggenda o meno, sulla sua tomba nella via Salaria nova, fu eretta una basilica e tutti gli anni i fedeli in questo giorno vi si recavano per la sinassi eucaristica. Le reliquie furono in seguito portate sul monte Celio e i luoghi di culto in suo onore nella città eterna sono scomparsi. La Chiesa tuttavia non ha dimenticato il suo martirio e facendo appello ai suoi meriti chiede a Dio "Che egli le ottenga il soccorso" (Orazione della Messa) del quale avrà bisogno anche quest'anno, "seguire e servire Cristo" (Antifona del Communio), prendere ogni giorno parte al suo sacrificio e crescere in santità, per tale partecipazione sempre più intima alla vita del suo Capo divino (Postcommunio).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1323.”




    San Saturnino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-saturnino/
    “29 novembre, San Saturnino, Vescovo e Martire.

    “A Roma, sulla via Salaria, il natale dei santi Martiri Saturnino il vecchio, e Sisinio Diacono, sotto il Principe Massimiàno, i quali, lungamente straziati in prigione, per ordine del Prefetto della città furono sospesi sull’eculeo e stirati con nervi, percossi con bastoni e scorpioni, quindi bruciati con fiamme, e finalmente, deposti dall’eculeo, furono decapitati”.”

    http://www.sodalitium.biz/wp-content...67-217x300.jpg





    Novena dell'Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del...ta-concezione/
    “Dal 29 novembre al 7 dicembre: novena dell’Immacolata Concezione.

    I – Eterno divin Padre, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella somma potenza con cui avete preservata Maria Vergine, vostra dilettissima Figlia, dal peccato originale. Un Pater e 4 Ave e un Gloria, dicendo al principio di ciascuna Ave: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio” oppure da “O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi”.
    II – Eterno divin Figlio, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quella infinita sapienza con cui avete preservata Maria Vergine, Vostra vera e dolcissima Madre, dalla colpa originale. Un Pater e 4 Ave e un Gloria, dicendo al principio di ciascuna Ave: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio” oppure da “O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi”.
    III – Eterno divino Spirito, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio per quell’immenso amore con cui avete preservata Maria Vergine, vostra purissima Sposa, dalla colpa originale. Un Pater e 4 Ave e un Gloria, dicendo al principio di ciascuna Ave: “Sia benedetta la Santa e Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria, Madre di Dio” oppure da “O Maria, concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a voi”.
    S.S. Trinità, io vi adoro profondamente, e con tutto il mio cuore vi ringrazio del singolare privilegio concesso alla benedetta e gloriosa Sant’Anna, l’unica fra tutte le Madri, umanamente feconde, che abbiano dato alla luce una prole del tutto esente dalla colpa d’origine. Tre Gloria.
    Tota pulchra es, Maria. Et macula originalis non est in Te.Tu gloria Ierusalem. Tu laetitia Israel. Tu honorificentia populi nostri. Tu advocata peccatorum. O Maria, O Maria. Virgo prudentissima. Mater clementissima. Ora pro nobis. Intercede pro nobis. Ad Dominum Iesum Christum.
    V. Ora pro nobis, Virgo immaculáta.
    R. Ut digni efficiámur promissiónibus Christi.
    Orémus – Deus, qui per Immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum preparásti; quaesumus: ut, qui ex morte eiúsdem Fílii tui prævísa, eam ab omni labe præservásti, nos quoque mundos eius intercessióne ad te perveníre concédas. Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum, qui tecum vívit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saecula sæculórum.”

    http://www.sodalitium.biz/wp-content...io-300x120.jpg








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    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
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    “29 Novembre : Saint Saturnin, Évêque de Toulouse et Martyr (vers l'an 70).”



    “Neuvaine de l'Immaculée Conception (du 29 novembre au 7 décembre).”












    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/"
    “29 NOVEMBRE 2017: COMMEMORAZIONE DI SAN SATURNINO, MARTIRE.”

    “Il 29 novembre 1268 muore Papa Clemente IV Foulquois, Sommo Pontefice.”

    “29 novembre: Festa di tutti i Santi dell'Ordine Serafico.
    La si celebra in questo giorno perché il 29 novembre 1223 Papa Onorio III dava la solenne approvazione finale alla Regola di san Francesco.”





    “29 novembre 2017: Vigilia di Sant'Andrea apostolo.”





    “29 novembre - 7 dicembre: Novena dell'Immacolata.

    Vergine Santissima, che piaceste al Signore e diveniste sua Madre, immacolata nel corpo, nello spirito, nella fede e nell’amore, deh! riguardate benigna ai miseri che implorano il vostro potente patrocinio. Il maligno serpente, contro cui fu scagliata la prima maledizione, continua purtroppo a combattere e insidiare i miseri figli di Eva. Deh! Voi o benedetta Madre nostra Regina e Avvocata, che fin dal primo istante del vostro concepimento, del nemico schiacciaste il capo, accogliete le preghiere, che uniti con Voi in un cuor solo vi scongiuriamo di presentare al trono di Dio, perché non cediamo giammai alle insidie che ci vengono tese, così che tutti arriviamo al porto della salute, e fra tanti pericoli la Chiesa e la società cristiana cantino ancora una volta l’inno della liberazione, della vittoria e della pace. Cosi sia.
    (San Pio X - 300 giorni d’indulgenza)
    Tota pulchra es, Maria.
    Et macula originalis non est in Te.
    Tu gloria Ierusalem.
    Tu laetitia Israel.
    Tu honorificentia populi nostri.
    Tu advocata peccatorum.
    O Maria, o Maria.
    Virgo prudentissima.
    Mater clementissima.
    Ora pro nobis.
    Intercede pro nobis.
    Ad Dominum Iesum Christum.
    V. Ora pro nobis, Regina sine labe originali concepta.
    R. Ut digni efficiamur promissionibus Christi.
    Oremus
    Deus, qui per immaculátam Vírginis Conceptiónem dignum Fílio tuo habitáculum præparásti: quæsumus; ut qui ex morte ejusdem Fílii tui prævisa, eam ab omni labe præservásti, nos quoque mundos ejus intercessióne ad te perveníre concedas. Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen.”







    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    30 NOVEMBRE 2017: SANT'ANDREA, APOSTOLO…




    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Andrea, Apostolo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-30nov.htm
    “30 NOVEMBRE
    SANT'ANDREA, APOSTOLO."






    Sant'Andrea - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santandrea/
    “30 novembre, Sant’Andrea Apostolo.

    “A Patràsso, nell’Acàia, il natale di sant’Andréa Apostolo, il quale predicò il santo Vangelo di Cristo nella Tràcia e nella Sazia. Arrestato dal Proconsole Egèa, fu prima chiuso in prigione, quindi gravissimamente flagellato, e da ultimo appeso in croce, sulla quale sopravvisse due giorni, istruendo il popolo; e, avendo pregato il Signore di non permettere che egli fosse deposto dalla croce, fu circondato da un grande splendore celeste, e, cessato poi tale splendore, rese lo spirito”.
    Per quell’ammirabile prontezza con cui voi, o glorioso Sant’Andrea, vi deste a seguir Gesù Cristo ed a Lui conduceste il vostro fratello, che divenne poi il capo dell’Apostolico collegio e la pietra fondamentale della Chiesa; deh! ottenete e noi tutti la grazia di seguir prontamente le divine ispirazioni, di confessar generosamente la verità, di amar sempre le croci e i patimenti di questa terra, al fine di assicurarci i beni perfetti ed eterni del Paradiso. Così sia.
    Pater, Ave, Gloria.”


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...lo-300x300.jpg






    “Novena all’Immacolata Concezione (29 novembre – 7 dicembre)”
    Novena dell'Immacolata Concezione - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/novena-del...ta-concezione/










    Santorale del mese di Novembre « www.agerecontra.it
    http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=30053
    http://www.agerecontra.it/public/pre...image-text.pdf
    "SANTORALE ITALIANO NOVEMBRE."








    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Andréa Apostolo, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima, per i meriti di questo santo Apostolo e glorioso Martire della vera fede, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Andréa Apostolo possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr”
    "30 novembre, Sant’Andrea Apostolo.
    + Per quell’ ammirabile prontezza con cui voi, o glorioso Sant’ Andrea, vi deste a seguir Gesù Cristo ed a Lui conduceste il vostro fratello, che divenne poi il capo dell’Apostolico collegio e la pietra fondamentale della Chiesa; deh! ottenete e noi tutti la grazia di seguir prontamente le divine ispirazioni, di confessar generosamente la verità, di amar sempre le croci e i patimenti di questa terra, al fine di assicurarci i beni perfetti ed eterni del Paradiso. Così sia. +"






    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/

    "30 Novembre : Saint André, Apôtre (vers l'an 62)."











    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/"
    “30 NOVEMBRE 2017: SANT'ANDREA, APOSTOLO.”






    "Venerabile Cranio di Sant'Andrea.
    Fu donato a Papa Pio II Piccolomini dai fratelli di Costantino XI, l'ultimo Imperatore dei Romei (morto cattolico). Il Cardinale Bessarione di Nicea lo consegnò nelle mani del Romano Pontefice l'11 aprile 1462. Conservato nella Basilica di San Pietro
    , assieme ai frammenti della Croce, fu donato da Paolo VI agli scismatici Foziani nel settembre del 1964. Consegnarono la reliquia al metropolita di Patrasso due loschi figuri a nome Augustin Bea sj e Johannes Willebrands. Dopo le reliquie di sant'Andrea saranno smerciate per sacrilega mano modernista, nel 2004, anche quelle del Crisostomo e del Nazianzeno."


    “Il 30 novembre 1406 Papa Gregorio XII Correr viene esaltato al Sommo pontificato.”
    "Il 30 novembre 1957 moriva S.E.R. il Cardinale Giovanni Adeodato Piazza OCD, Vescovo di Sabina e Poggio Mirteto.
    Nel 1947, a nome di tutto l'Episcopato d'Italia, protestò ufficialmente contro i "traditori" democristiani che non inserirono nella Costituzione l'indissolubilità del matrimonio."


    Andare in Paradiso con Tre Ave Maria | Radio Spada
    "CLICCATE QUI PER ANDARE ALLA NUOVA PAGINA SUL Piccolo catechismo (13 domande) sulla Promessa del Paradiso per le “Tre Ave Maria” (anno 1931)"
    "Sulle pagine di Radio Spada già avevamo trattato questo tema in due occasioni: Andare in Paradiso con Tre Ave Maria e Piccolo catechismo (13 domande) sulla Promessa del Paradiso per le “Tre Ave Maria” (1931).
    Ecco un nuovo foglietto devozionale che approfondisce la Grande Promessa del Paradiso per chi recita quotidianamente le “Tre Ave Maria”."
    "DIFFONDETE QUESTA PAGINA PERCHE’ “CHI SALVA UN’ANIMA, HA SALVATO LA SUA” (SANT’AGOSTINO)"









    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Andrea, Apostolo
    http://www.unavoce-ve.it/pg-30nov.htm
    “30 NOVEMBRE
    SANT'ANDREA, APOSTOLO

    Poniamo sant'Andrea al principio di questo Proprio dei Santi dell'Avvento perché, per quanto la sua festa cada spesso prima dell'apertura dell'Avvento, avviene tuttavia di tanto in tanto che questo sacro tempo è già cominciato quando si celebra dalla Chiesa la memoria del grande Apostolo. Questa festa è dunque destinata ogni anno a chiudere maestosamente il Ciclo cattolico che si spegne o a brillare in testa al nuovo che si è appena aperto. Senza dubbio, era giusto che l'Anno Cristiano, cominciasse e finisse con la Croce, che ci ha meritato ciascuno degli anni che alla misericordia divina piace concederci, e che deve apparire nell'ultimo giorno sulle nubi del cielo, come un sigillo posto sui tempi.
    Diciamo questo perché ogni fedele deve sapere che sant'Andrea è l'Apostolo della Croce. A Pietro Gesù Cristo ha dato la solidità della Fede; a Giovanni la tenerezza dell'Amore; Andrea ha ricevuto la missione di presentare la Croce del Divino Maestro. Ora, è con l'aiuto di queste tre prerogative, Fede, Amore e Croce, che la Chiesa si rende degna del suo Sposo: tutto in essa ricalca questo triplice carattere. È dunque per questo che dopo i due Apostoli che abbiamo nominati, sant'Andrea costituisce l'oggetto d'un culto particolare nella Liturgia universale.
    Ma leggiamo le gesta dell'eroico pescatore del lago di Genezareth, chiamato a diventare più tardi il successore di Cristo stesso e il compagno di Pietro sul legno della Croce. La Chiesa le ha attinte dagli antichi Atti del Martirio del santo Apostolo [1].

    VITA. - Andrea Apostolo, nato a Betsaida, borgo della Galilea, era fratello di Pietro e discepolo di san Giovanni. Avendo sentito quest'ultimo dire di Cristo: "Ecco l'Agnello di Dio!", seguì Gesù, e gli condusse il fratello. Più tardi, mentre egli pescava insieme con il fratello nel mare della Galilea, furono entrambi chiamati, prima di tutti gli altri Apostoli, dal Signore che, passando vicino, disse loro: "Seguitemi: vi farò pescatori di uomini". Essi subito, lasciate le reti, lo seguirono. Dopo la passione e la risurrezione, Andrea andò a predicare la fede cristiana nella provincia che gli era toccata in sorte, la Scizia d'Europa; quindi percorse l'Epiro e la Tracia e con la predicazione e i miracoli convertì a Gesù Cristo una moltitudine innumerevole. Giunto a Patrasso, città dell'Acaia, fece abbracciare a molti la verità del Vangelo, e non esitò a riprendere coraggiosamente il proconsole Egeo, che resisteva alla predicazione evangelica, rimproverandogli di voler essere il giudice degli uomini, mentre i demoni lo ingannavano fino a fargli misconoscere il Cristo Dio, Giudice di tutti gli uomini.
    Egeo adirato gli dice: Finiscila di esaltare il tuo Cristo che simili propositi non hanno impedito che venisse crocifisso dai Giudei. E siccome Andrea continuava tuttavia a predicare intrepido che Gesù Cristo s'era lui stesso offerto alla Croce per la salvezza del genere umano, Egeo lo interrompe con un discorso empio, e lo avverte di pensare alla sua salvezza, sacrificando agli dei. Andrea gli dice: Per me, c'è un Dio onnipotente, solo e vero Dio, al quale sacrifico tutti i giorni, non già le carni dei tori né il sangue dei capri, ma l'Agnello senza macchia immolato sull'altare; e tutto il popolo partecipa alla sua carne, e l'Agnello che è sacrificato rimane integro e pieno di vita. Perciò Egeo, fuor di sé dalla collera, lo fa gettare in prigione. Il popolo ne avrebbe facilmente tratto fuori il suo Apostolo, se quest'ultimo non avesse calmato la folla, scongiurandola di non impedirgli di giungere alla corona del martirio.
    Poco dopo, condotto davanti al tribunale, siccome esaltava il mistero della Croce e rimproverava ancora al Proconsole la sua empietà, Egeo esasperato ordinò che lo si mettesse in croce, per fargli imitare la morte di Cristo. Fu allora che, giunto sul luogo del martirio e vedendo la croce, Andrea esclamò da lontano: O buona Croce che hai tratto la tua gloria dalle membra del Signore, Croce lungamente bramata, ardentemente amata, cercata senza posa e finalmente preparata ai miei ardenti desideri, toglimi di mezzo agli uomini, e restituiscimi al mio Signore, affinché per te mi riceva Colui che per te mi ha riscattato. Fu dunque infisso alla croce, sulla quale rimase vivo per due giorni, senza cessar di predicare la fede di Gesù Cristo, e passò così a Colui del quale si era augurato di imitare la morte. I Sacerdoti e i Diaconi dell'Acaia, che hanno scritto la sua Passione, attestano che hanno visto e sentito tutte quelle cose così come le hanno narrate. Le sue ossa furono trasportate dapprima a Costantinopoli, sotto l'imperatore Costanzo, e quindi ad Amalfi. Il suo capo, recato a Roma sotto il papa Pio II, fu posto nella basilica di S. Pietro.


    Preghiamo ora, in unione con la Chiesa, questo santo Apostolo il cui nome e la cui memoria costituiscono la gloria di questo giorno; rendiamogli onore, e chiediamogli il soccorso di cui abbiamo bisogno.
    Sei tu, o beato Andrea, che incontriamo per primo in quella mistica via dell'Avvento nella quale camminiamo, cercando il nostro divin Salvatore Gesù Cristo; e ringraziamo Dio per averci voluto concedere un simile incontro. Quando Gesù, nostro Messia, si rivelò al mondo, tu avevi già prestato docile orecchio al santo Precursore che annunciava il suo avvicinarsi, e fosti uno dei primi fra i mortali a confessare, nel figlio di Maria, il Messia promesso nella Legge e nei Profeti. Ma non volesti rimanere il solo confidente di così meraviglioso Segreto; facesti presto partecipe della Buona Novella Pietro tuo fratello, e lo conducesti a Gesù. Santo Apostolo, anche noi desideriamo il Messia, il Salvatore delle anime nostre; poiché tu l'hai trovato, degnati dunque di condurre anche noi a lui. Poniamo sotto la tua protezione il sacro periodo di attesa e di preparazione che ci rimane da percorrere, fino al giorno in cui il Salvatore tanto atteso apparirà nel mistero della sua meravigliosa Nascita. Aiutaci nel renderci degni di vederlo in mezzo alla notte radiosa in cui apparirà. Il battesimo della penitenza ti preparò a ricevere la insigne grazia di conoscere il Verbo di vita; ottieni anche a noi di essere veramente pentiti e di purificare i nostri cuori, in questo sacro tempo, affinché possiamo contemplare con i nostri occhi Colui che ha detto: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
    Tu sei potente per introdurre le anime presso il Signore Gesù, o glorioso Andrea, poiché colui stesso che il Signore doveva costituire Capo di tutto il gregge fu presentato da te al divino Messia. Non dubitiamo che il Signore abbia voluto, chiamandoti a sé in questo giorno, assicurare la tua intercessione ai cristiani che, cercando nuovamente, ogni anno, Colui nel quale tu vivi per sempre, vengono a chiedere la via che conduce a lui.
    Questa via, tu ce l'hai insegnata, è la via della fedeltà, della fedeltà fino alla Croce. Tu vi hai camminato con coraggio; e poiché la Croce conduce a Gesù Cristo, hai amato con passione la Croce. Prega, o Apostolo santo, affinché comprendiamo l'amore della Croce; affinché, dopo averlo compreso, lo mettiamo in pratica. Il tuo fratello ci dice nella sua Epistola: Poiché Cristo ha sofferto nella carne, armatevi, o fratelli, di questo pensiero(1Pt 4,1). Tu, o beato Andrea, ci presenti oggi il commento vivente di questa massima. Poiché il tuo Maestro è stato crocifisso, hai voluto esserlo anche tu. Dall'alto del trono a cui sei stato elevato con la Croce, prega dunque affinché la Croce sia per noi l'espiazione dei peccati che ci coprono, l'estinzione delle fiamme mondane che ci bruciano, e infine il mezzo per unirci con l'amore a Colui che solo l'amore vi ha affisso.
    Ma, per quanto importanti e preziose siano per noi le lezioni della Croce, ricordati, o grande Apostolo, che esso è la consumazione e non il principio. È il Dio bambino, il Dio della mangiatoia che noi dobbiamo innanzitutto conoscere e gustare; è l'Agnello di Dio indicatoti da san Giovanni che noi abbiamo sete di contemplare. Il tempo attuale è quello dell'Avvento, e non quello della dolorosa Passione del Redentore. Fortifica dunque il nostro cuore per il giorno della battaglia; ma aprilo in questo momento alla compunzione e alla tenerezza. Poniamo sotto il tuo patrocinio la grande opera della nostra preparazione alla Venuta di Cristo nei nostri cuori.
    Ricordati anche, o beato Andrea, della santa Chiesa di cui sei una delle colonne, e che hai irrorata con il tuo sangue; leva le tue potenti mani su di essa, davanti a Colui per il quale essa milita senza posa. Chiedi che la Croce che essa porta attraverso questo mondo sia alleviata; prega anche perché ami quella Croce, e vi attinga la forza e la vera felicità. Ricordati in particolar modo della santa Romana Chiesa, Madre e Maestra di tutte le altre, e ottienile la vittoria e la pace mediante la Croce, per il tenero amore che ha per te. Visita nuovamente, nel tuo Apostolato, la Chiesa di Costantinopoli, che ha perduto la vera luce insieme con l'unità, perché non ha voluto rendere omaggio a Pietro, tuo fratello, che tu hai onorato come tuo Capo per amore del comune Maestro. Infine, prega per il regno di Scozia, che da quattro secoli ha dimenticato la tua dolce tutela; fa' che i giorni dell'errore siano abbreviati, e che quella metà dell'Isola dei Santi rientri presto, insieme con l'altra, sotto il vincastro dell'Unico Pastore.

    [1] La maggior parte degli storici moderni pongono tra gli scritti apocrifi la celebre lettera dei sacerdoti e dei diaconi dell'Acaia che riferisce il martirio di sant'Andrea e dalla quale l'Ufficio del 30 novembre ha attinto i suoi tratti più belli. Tutti ammettono nondimeno che è un documento della più remota antichità. I Protestanti l'hanno rigettata soprattutto perche vi si trova un'esplicita professione di fede nella realtà del Sacrificio della Messa e del sacramento dell'Eucaristia.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 252-255.”





    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    31 OTTOBRE 2018: VIGILIA DI OGNISSANTI (astinenza e digiuno), ultimo giorno del Mese dedicato al SANTO ROSARIO…



    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1° novembre. Festa di tutti i Santi
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1nov.htm
    «1 NOVEMBRE FESTA DI TUTTI I SANTI.»




    Vigilia di Ognissanti - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/vigilia-di-ognissanti/
    «31 ottobre, Vigilia di Ognissanti, digiuno e astinenza.
    Orazione della Messa: O Signore Dio nostro, moltiplica su di noi la tua grazia, e fa che seguiamo mediante una santa vita, nel gaudio eterno, coloro di cui anticipiamo la festa gloriosa. Per nostro Signore.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-4-203x300.jpg





    Ognissanti e giorno dei defunti - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ognissanti...dei-defunti-1/
    “Catechismo Maggiore di San Pio X – Della festa di tutti i Santi.”
    “Della commemorazione de’ fedeli defunti.”
    Indulgenze per i defunti - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-188x300.jpg


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    Auguri a Mons. Mark Anthony Pivarunas (Chicago, 31 ottobre 1958) - Vescovo della "Congregation of Mary Immaculate Queen" ("Congregatio Mariae Reginae Immacolatae" - C.M.R.I.), principale punto di riferimento di Don Floriano Abrahamowicz - che oggi 31 ottobre 2018 compie 60 anni!


    Bishop Mark Pivarunas, CMRI
    http://www.cmri.org/ital-bishop.html

    http://cmri.org/bishop-mark-a-pivarunas-cmri.shtml





    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    Tradidi quod et accepi: Pio XII e la Consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria
    “martedì 31 ottobre 2018 Pio XII e la Consacrazione della Chiesa e del genere umano al Cuore Immacolato di Maria
    Mentre il mondo era sconvolto dalla Seconda Guerra Mondiale, il Vicario di Cristo Pio XII, il 31 ottobre 1942, consacrava al Cuore Immacolato di Maria la Chiesa e il genere umano tutto nello spirito del messaggio di Fatima. All’inizio del 1943, Suor Lucia, però, spiegò che Nostro Signore le aveva detto che avrebbe accettato questo Atto di Consacrazione per contribuire a far finire prima la guerra, anche se non ottemperava alla richieste formulate nel 1917.”


    “VIGILIA DI OGNISSANTI
    (Digiuno e astinenza)

    Semplice.
    Paramenti violacei.
    I più illustri Martiri ebbero a Roma, fin dal IV secolo, le loro basiliche, ove ogni anno si celebrava solennemente l'anniversario della loro morte, cioè della loro nascita al Cielo. Si istituì allora una serie di Messe senza giorno prestabilito, per onorare quei Martiri che non essendo conosciuti, non erano particolarmente venerati. Allorquando fu introdotto il culto dei santi non Martiri, e il loro nome fu scritto nel Calendario ecclesiastico, queste Messe ebbero un carattere più universale. Così all'VIII secolo, il Sacramentario Gregoriano ricorda fra le Messe del «Comune» e senza data: «La Messa in onore di tutti i Santi». Fissata, nel secolo seguente, al 1° Novembre, questa Messa divenne quella della Festa di «Tutti i Santi», alla quale ci prepara la vigilia odierna. Da quanto si è detto, si comprende perché la Messa di oggi risulti composta d'estratti delle Messe del Comune dei Martiri.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di sant'Ambrogio vescovo.
    Libero 5 su Luca, cap. 6, dopo l'inizio.
    Fate bene attenzione a tutto, al modo in cui sale con i discepoli e discende alle folle. In che modo infatti la folla poteva vedere Cristo se non in basso? Non Lo segue sulle altezze, non sale ai vertici. Pertanto dove discende, trova gli infermi: sulle altezze infatti non ci possono essere infermi. Indi anche Matteo insegna che i debilitati furono sanati nei luoghi inferiori. Prima difatti va sanato ciascuno in modo che possa ascendere al monte pian piano con le forze che crescono; e quindi sana ciascuno nei luoghi inferiori, cioè, li richiama dalla lussuria, rimuove il danno della cecità. È sceso alle nostre ferite: affinché, con un certo uso ed abbondanza della sua natura, ci faccia essere compartecipi del regno dei cieli.
    Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio. San Luca pose soltanto quattro beatitudini del Signore, mentre san Matteo otto: ma in quelle otto ci stanno queste quattro, ed in queste quattro quelle otto. Questi infatti ha come abbracciato le quattro virtù cardinali: quello in quelle otto ha rivelato un numero mistico. Infatti molti Salmi hanno l'iscrizione "per l'ottava": e ricevi ordine di metterti in grado di partecipare in qualche modo a queste otto beatitudini. Come infatti l'ottava è la perfezione della nostra speranza, così l'ottava è la somma delle virtù.
    Ma prima guardiamo a quelle che sono più grandi. Beati, disse, i poveri, perché vostro è il regno di Dio. Entrambi gli evangelisti posero questa beatitudine. Infatti è la prima in ordine, è una madre e la generazione delle virtù: poiché chi avrà disprezzato le cose del mondo, egli meriterà la vita eterna: né può alcuno meritare il regno dei cieli, che, oppresso dal desiderio del mondo, non ha la capacità di emergere.”
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...santi.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3a&oe=5C47B616






    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9a&oe=5C42747B





    “AVVISO SACRO
    Il giorno 31 Ottobre, Vigilia d'Ognissanti, vi è il digiuno e l'astinenza.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...28&oe=5C4A4C81





    “MESE DI OTTOBRE: MESE DEL SACRATISSIMO ROSARIO DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...11&oe=5C454424





    Tradidi quod et accepi: Metodi del Santo Rosario secondo san Luigi Maria Grignion de Montfort
    https://sardiniatridentina.blogspot....seppe.html?m=1


    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI. (24 Ottobre - 1 Novembre)
    Indulgenze: Indulgenza Plenaria a chi fa una Novena o un Settenario in suffragio delle Anime Purganti (Sacra Penitenzieria Apostolica, 28 Maggio 1933).

    ℣. Deus, ☩ in adiutorium meum intende.
    ℞. Domine, ad adiuvandum me festina.
    Gloria Patri. Credo.
    [℣. Provvedi, ☩ o Dio, al mio soccorso.
    ℞. Signore, affrettati ad aiutarmi.
    Gloria al Padre. Credo.]
    Ottavo giorno.
    Le anime del Purgatorio che non sono in grado di poter aiutare se stesse, soffrono indicibilmente al pensiero che tanti uomini e donne vivono senza sapere ciò che fanno. Essi trascorrono la propria vita senza mai pensare a Dio, all'eternità e quindi al perché esistano e, di conseguenza, non sono in grado di prepararsi sin d'ora all'incontro finale con il loro Creatore.
    O Dio Onnipotente ed Eterno proteggetemi da un cuore apatico ed indolente. Aiutatemi a riconoscere nella mia esistenza i veri valori, a contare i miei giorni e ad avvicinarmi sempre di più a Voi fino a vederVi, adorarVi e lodarVi nel Vostro Regno Eterno.
    O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi per ottenere la Vostra protezione. Santa Maria, Madre di Dio mediatrice di tutte le grazie, venite a noi ed a tutte le anime del Purgatorio con la Vostra potente intercessione.
    Pater noster, Ave Maria, Gloria Patri.
    3 Requiem æternam.
    Oremus.
    Fidelium, Deus, ómnium Conditor et Redemptor, animábus famulórum famularúmque tuárum remissiónem cunctórum tríbue peccatórum: ut indulgéntiam, quam semper optavérunt, piis supplicatiónibus consequántur:
    Qui vivis et regnas cum Deo Patre, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia sǽcula sæculórum.
    ℞. Amen.
    [Preghiamo.
    O Dio, Creatore e Redentore di tutti i fedeli, concedi alle anime dei tuoi servi e delle tue serve la remissione di tutti i peccati, affinché quella misericordia che sempre desiderarono, per le pie suppliche l'ottengano.
    Tu che sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    ℞. Amen.]
    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
    et lux perpétua lúceat eis.
    Requiéscant in pace.
    ✠ Amen.
    L'eterno riposo dona loro, o Signore,
    e splenda ad essi la luce perpetua.
    Riposino in pace.
    ✠ Amen.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f4&oe=5C4E4CE4







    https://w2.vatican.va/content/pius-x...mmaculata.html
    “RADIOMESSAGGIO DI SUA SANTITÀ PIO XII
    PREGHIERA PER LA CONSACRAZIONE DELLA CHIESA E DEL GENERE UMANO AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA*
    Sabato, 31 ottobre 1942

    Regina del Santissimo Rosario, ausilio dei cristiani, rifugio del genere umano, vincitrice di tutte le battaglie di Dio! supplici ci prostriamo al vostro trono, sicuri di impetrare misericordia e di ricevere grazie e opportuno aiuto e difesa nelle presenti calamità, non per i nostri meriti, dei quali non presumiamo, ma unicamente per l'immensa bontà del vostro materno Cuore.
    A Voi, al vostro Cuore Immacolato, in quest'ora tragica della storia umana, ci affidiamo e ci consacriamo, non solo in unione con la Santa Chiesa, corpo mistico del vostro Gesù, che soffre e sanguina in tante parti e in tanti modi tribola, ma anche con tutto il mondo straziato da feroci discordie, riarso in un incendio di odio, vittima della propria iniquità.
    Vi commuovano tante rovine materiali e morali; tanti dolori, tante angoscie di padri e di madri, di sposi, di fratelli, di bambini innocenti; tante vite in fiore stroncate; tanti corpi lacerati nell'orrenda carneficina; tante anime torturate e agonizzanti, tante in pericolo di perdersi eternamente!
    Voi, o Madre di misericordia, impetrateci da Dio la pace! e anzitutto quelle grazie che possono in un istante convertire i cuori umani, quelle grazie che preparano, conciliano, assicurano la pace! Regina della pace, pregate per noi e date al mondo in guerra la pace che i popoli sospirano, la pace nella verità, nella giustizia, nella carità di Cristo. Dategli la pace delle armi e la pace delle anime, affinché nella tranquillità dell'ordine si dilati il regno di Dio.
    Accordate la vostra protezione agli infedeli e a quanti giacciono ancora nelle ombre della morte; concedete loro la pace e fate che sorga per essi il Sole della verità, e possano, insieme con noi, innanzi all'unico Salvatore del mondo ripetere: Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà! (Luc. 2, 14).
    Ai popoli separati per l'errore o per la discordia, e segnatamente a coloro che professano per Voi singolare devozione, e presso i quali non c'era casa ove non si tenesse in onore la vostra veneranda icone (oggi forse occultata e riposta per giorni migliori), date la pace e riconduceteli all'unico ovile di Cristo, sotto l'unico e vero Pastore.
    Ottenete pace e libertà completa alla Chiesa santa di Dio; arrestate il diluvio dilagante del neopaganesimo; fomentate nei fedeli l'amore alla purezza, la pratica della vita cristiana e lo zelo apostolico, affinché il popolo di quelli che servono Dio aumenti in meriti e in numero.
    Finalmente, siccome al Cuore del vostro Gesù furono consacrati la Chiesa e tutto il genere umano, perché, riponendo in Lui ogni speranza, Egli fosse per loro segno e pegno di vittoria e salvezza; così parimenti noi in perpetuo ci consacriamo anche a Voi, al vostro Cuore Immacolato, o Madre nostra e Regina del mondo : affinché il vostro amore e patrocinio affrettino il trionfo del Regno di Dio, e tutte le genti, pacificate tra loro e con Dio, Vi proclamino beata, e con Voi intonino, da un'estremità all'altra della terra, l'eterno Magnificat di gloria, amore, riconoscenza al Cuore di Gesù, nel quale solo possono trovare la Verità la Vita e la Pace.
    *Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, IV,
    Quarto anno di Pontificato, 2 marzo 1942 - 1° marzo 1943, pp. 453-454
    Tipografia Poliglotta Vaticana.”
    https://w2.vatican.va/content/pius-x...mmaculata.html







    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “31 ottobre 2018: Vigilia di Ognissanti (astinenza e digiuno).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ea&oe=5C3D2D4B





    “Il 31 ottobre 1942 Pio XII consacra la Chiesa e il genere umano al Cuore Immacolato di Maria (foto).
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4e&oe=5C878D28





    L'atto di consacrazione verrà rinnovato l'8 dicembre.
    Testo https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...sa.html”

    “31 ottobre 1512: Papa Giulio II della Rovere inaugura la nuova Cappella Sistina.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ee&oe=5C3D9BE5


    “Regnante Giovanni Paolo II, mentre Joseph Ratzinger presiedeva la Congregazione per la Dottrina della Fede, il 31 ottobre 1999 - nefasto anniversario dell'inizio della rivolta di Lutero - veniva pubblicata la "Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della Giustificazione" tra la "Chiesa cattolica romana" e le "Chiese luterane". Il Concilio di Trento condannò cose mai esistite!
    "Con ciò, le condanne dottrinali del XVI secolo, nella misura in cui esse si riferiscono all’insegnamento della giustificazione, appaiono sotto una nuova luce: l’insegnamento delle Chiese luterane presentato in questa Dichiarazione non cade sotto le condanne del Concilio di Trento. Le condanne delle Confessioni luterane non colpiscono l’insegnamento della Chiesa cattolica romana così come esso è presentato in questa Dichiarazione. Con questo non si vuole tuttavia togliere nulla alla serietà delle condanne dottrinali legate alla dottrina della giustificazione. Alcune di esse non erano semplicemente senza fondamento. Per noi, esse mantengono «il significato di salutari avvertimenti» di cui dobbiamo tenere conto nella dottrina e nella prassi".”
    “Commemorazione cattolica della pseudo-Riforma Luterana.
    "Ora viene solennemente dichiarato eretico, e così anche gli altri, qualunque sia la loro autorità e rango, che non hanno curato nulla della propria salvezza, ma pubblicamente e davanti gli occhi di tutti gli uomini diventano seguaci della perniciosa ed eretica setta di Martino, e coloro che hanno dato a lui apertamente e pubblicamente il loro aiuto, consiglio e favore, incoraggiandolo in mezzo a loro nella sua disobbedienza e ostinazione, o ostacolando la pubblicazione della nostra suddetta missiva: questi uomini sono incorsi nelle pene stabilite in tale missiva, e devono essere trattati legittimamente come eretici ed evitati da tutti fedeli cristiani, come dice l’Apostolo".”
    https://www.radiospada.org/2013/04/p...-luteranesimo/
    “Prima traduzione italiana della Bolla di Papa Leone X contro il luteranesimo
    BOLLA DI SCOMUNICA “Decet Romanum Ponteficem” di Sua Santità Leone X.”
    https://www.radiospada.org/2016/10/florilegioluterano/

    https://www.radiospada.org/2013/10/l...ria-halloween/
    https://www.radiospada.org/2013/10/h...iri-demoniaci/
    https://www.radiospada.org/2017/10/h...re-ognissanti/
    “Halloween: la festa degli spettri nata per combattere Ognissanti il 31 ottobre 2017 di Paolo Gulisano.

    HALLOWEEN 2017. Negli ultimi giorni di ottobre, non è difficile trovare le streghe. Basta che si entri in qualsiasi centro commerciale, o in molti negozi e locali, e si trovano delle povere commesse agghindate di nero come le loro bisnonne quando erano in lutto, e con alti cappelli a punta. Quella che si presenta è un’occasione unica e irripetibile: puoi chiamare “strega” una donna senza alcuna conseguenza giudiziaria. Altre di queste ragazze portano cerchietti con dei cornini che fanno bella mostra sulle loro capigliature. I loro partners sono terribilmente infedeli e loro protestano pubblicamente? No: si tratta dei corni di satana, il diavolo della tradizione cristiana.
    Ma come? Dei simbolismi religiosi là dove non deve più comparire nulla di esplicitamente religioso, dai presepi in avanti? Bè, ma tutto l’apparato di Halloween, l’apparato di maschere, teschi, zucche, neri mantelli e cappellacci, è perfettamente accetto. È una festa nuova, divertente, diversa, “trasgressiva”, che si celebra nei bar e nelle discoteche, dove ci si può travestire da fantasma, strega, zombie… è un carnevale fuori stagione che anticipa lo shopping natalizio. E’ insomma un notevole business, dove il mercato è riuscito a speculare su una festività antichissima, su una delle prime e principali manifestazioni del Sacro in Europa. Il 1° novembre infatti era la più importante celebrazione del mondo celtico: era il capodanno dei Celti. Un momento in cui si poteva venire in contatto con il mondo che c’è oltre la morte, una morte che ha non ha l’ultima parola sull’uomo.
    L’attuale Halloween, che è una vera e propria parodia dei valori secolari rappresentati dalla festa celtica di Samonios prima e di Ognissanti dopo, porta dunque in sé un atteggiamento negativo verso la morte e verso i defunti, come se i morti fossero solo qualcosa di ostile da cui difendersi. Si vuole esorcizzare la morte, facendone la caricatura.
    E’ significativo invece che moltissimi piatti della nostra tradizione di Ognissanti fossero dei dolci, quasi a confermare che la vita è cosa buona, che anche la morte non ci deve lasciare un gusto amaro.
    Nella tradizione popolare, le anime dei defunti tornano dall’aldilà. Il viaggio che li separa dal mondo dei vivi è lungo e faticoso. Nasce così, per ristorare i propri cari e per renderli benevoli verso i giorni che verranno, la tradizione culinaria della festa dei morti. I dolci dei morti inoltre simboleggiano anche i doni che i defunti portano dal cielo.
    Nella saggezza popolare dunque si è sempre ritenuto che dei morti non bisogna avere paura, dal momento che essi portano la vita.
    Come è potuto accedere che la tradizione di Ognissanti abbia ceduto il posto alla kermesse di Halloween? Tutto parte dall’America, e dalla forza che in quel Paese ha il marketing. Ma c’è di più: dietro c’è una storia di lunga ostilità verso il cattolicesimo. Nell’America protestante la festività dei Santi era stata portata dagli immigrati irlandesi, che in quanto cattolici e in quanto celti avevano in questo culto dei cari defunti una delle colonne portanti della loro spiritualità.
    La Riforma protestante aveva scatenato la ribellione contro la fede e le tradizioni della Chiesa e soppresso molte feste cattoliche. Quella Riforma che — guarda caso — aveva preso il via proprio alla vigilia di Ognissanti, quando Lutero aveva appeso le sue tesi alla porta della cattedrale di Wittenberg, una chiesa dedicata proprio a tutti i santi e che Lutero sapeva sarebbe stata gremitissima, proprio per l’importanza della festa.
    L’America riformata dunque, ostile al cattolicesimo, non poté accettare che una festa decisamente cattolica come Ognissanti prendesse piede, e la trasformò in Halloween, paradossalmente (ma non troppo) riesumando una forma di paganesimo e incoraggiando di quest’ultimo gli aspetti più cupi.
    Questa “festa” degli spettri contribuiva in qualche modo a ridicolizzare la festa dei Santi che doveva essere cancellata.
    Una festa che ricorda che quello dei santi e dei defunti è il culto della nostra storia. E’ il momento in cui si apre la speranza per l’eternità. Concetti troppo scomodi per il mondo postmoderno. Fonte”

    https://www.radiospada.org/2018/10/h...-e-ben-peggio/
    «Halloween è male, l’ecumenismo è ben peggio di Massimo Micaletti.

    Ad Halloween alcuni buoni cristiani si fanno scrupolo di portare i propri figli a feste di pessimo gusto per timore che possano essere in qualche modo contaminati da culti latamente satanici. Ora, questa cautela non è da biasimare ma fa poi specie che molti di quei buoni cristiani ritengano buona cosa pregare assieme agli Imam o credano che il Dio Uno e Trino ed il dio di Maometto siano la medesima cosa, come hanno “insegnato” Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e come “insegna” Francesco.
    Di qual fatta sia il dio che si prega alla Mecca lo ricorda Don Bosco: “Maometto propagò la sua religione, non con miracoli o colla persuasione delle parole, bensì colla forza delle armi. Religione che, favorendo ogni sorta di libertinaggio, in breve tempo fece diventar Maometto capo di una formidabile truppa di briganti. Insieme con costoro scorreva i paesi dell’Oriente guadagnandosi i popoli, non coll’insinuare la verità, non con miracoli o con profezie; ma per unico argomento egli innalzava la spada sul capo dei vinti gridando: o credere o morire (…). L’Alcorano si può dire una serie di errori i più madornali contro la morale e contro il culto del vero Dio. Per esempio, scusa dal peccato chi nega Dio per timore della morte; permette la vendetta; assicura a’ suoi seguaci un paradiso, ma pieno di soli piaceri terreni. Insomma la dottrina di questo falso profeta permette cose tanto oscene, che l’ animo cristiano ha orrore di nominare“.
    Dovremmo chiederci a questo punto come mai abbiamo il sacro timore di coinvolgere i bambini in feste demenziali in una celebrazione del brutto e dell’orrido che può essere, per qualche Setta satanica, celebrazione del male , e poi teniamo quegli stessi bambini e noi stessi in una palude in cui preghiamo con islamici e talmudici precipitando in un sincretismo pagano che è, in ultima analisi, la negazione del Dio Uno e Trino. Ci impressioniamo nel vedere ragazzini che giocano con le zucche o vanno in giro truccati da mostri ma salutiamo con gioia un “Papa” che entra e prega (chi? cosa? come?) in una moschea o in una sinagoga.
    Abbiamo perso il senso del Sacro e del Vero, sicché non riconosciamo più la blasfemia e l’inganno. E le nostre anime confuse rotolano, rimbalzano, sempre più in basso. Come zucche vuote.»




    Sulle orme di Wojtyla... - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/sulle-orme-wojtyla/
    «Sulle orme di Wojtyla…31 ottobre 2018.

    Il 27 ottobre 1986 Giovanni Paolo II promosse l’incontro interreligioso di Assisi, con i rappresentanti delle varie sette cristiane e delle altre religioni. Al termine disse: “Continuiamo a diffondere il messaggio della Pace e a vivere lo spirito di Assisi”. L’invito di Wojtyla è stato raccolto dalla “Comunità di Sant’Egidio”, che dal 1987 organizza annualmente delle giornate ecumeniche secondo lo “spirito di Assisi”. L’edizione di quest’anno si è tenuta a Bologna dal 14 al 16 ottobre 2018: pubblichiamo alcune foto particolarmente significative relative a questa edizione. Va ricordato che l’ecumenismo è stato condannato dalla Chiesa, in particolare dall’enciclica “Mortalium animos” di Pio XI.»




    https://giulianoguzzo.com/2017/10/25...maestro-dodio/




    http://ordinefuturo.net/2017/10/31/l...otestantesimo/
    http://ordinefuturo.net/2016/10/29/idolatria-del-nulla/





    https://www.facebook.com/romancatholicsnonunacum/
    “La Roma modernista celebra Martin Lutero con un francobollo.”
    http://www.lastampa.it/2017/10/31/va...YP/pagina.html
    «Vaticano e Luterani: “Una benedizione la commemorazione della Riforma”
    Comunicato di Federazione Luterana Mondiale e Dicastero per l’Unità dei Cristiani a conclusione del 500enario. E la Santa Sede emette un francobollo con Wittenberg.
    Il francobollo emesso dall'Ufficio filatelico vaticano per i 500 anni della Riforma.
    La Federazione Luterana Mondiale e il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani si dicono «grati per i doni spirituali e teologici» ricevuti nel corso della commemorazione ecumenica della Riforma protestante, nel giorno in cui si conclude l’anno delle sue celebrazioni, a 500 anni esatti del giorno in cui secondo la tradizione Martin Lutero appese le sue 95 tesi sul portone della cattedrale di Wittenberg, il 31 ottobre del 1517. (…)
    Sempre oggi l’Ufficio filatelico e numismatico dello Stato della Città del Vaticano manda alle stampe un francobollo commemorativo della Riforma, cheRitrae in primo piano Gesù crocifisso sullo sfondo dorato e atemporale della città di Wittenberg. In atteggiamento di penitenza, inginocchiati rispettivamente a sinistra e destra della Croce, Martin Lutero sostiene la Bibbia, fonte e meta della sua dottrina, mentre Filippo Melantone, teologo e amico di Martin Lutero,uno dei maggiori protagonisti della riforma tiene in mano la Confessione di Augusta, Confessio Augustuana, la prima esposizione ufficiale dei principi del protestantesimo da lui redatta».




    https://www.agerecontra.it/
    https://www.agerecontra.it/2017/10/p...e-a-halloween/
    «IL “CIRCOLO CHRISTUS REX” RECITERA’ IL SANTO ROSARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI OGNISSANTI (ore 21.00 in sede) ED INVITA TUTTI AD UNIRSI NELLA PREGHIERA E A NON FESTEGGIARE IL DEMONIO. INOLTRE, RICORDIAMO CHE IL 31/10, VIGILIA DI OGNISSANTI SONO PRESCRITTI DIGIUNO E ASTINENZA (N.d.r.)
    di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.

    Il 31 di ottobre sbarcherà anche da noi una “festa” strana: Halloween.
    TV, radio, riviste, discoteche, supermercati, scuole, ne fanno una martellata continua…perfino suore di asili e scuole “cattoliche”! Non è né festa né scherzo innocente: E’ culto satanico, violento odio a Dio e alle anime, vera possessione satanica, abominio malefico.
    Halloween-All Hallows Eve– significa Vigilia…di fatto si deve leggere HELL IS WINNING -Hell’e ween: L’Inferno sta vincendo!
    E’ la festa dell’orgia di tutti i demoni dell’Inferno ( angeli decaduti dal Cielo )
    Satana (e i satanisti ) ha una paura pazzesca del mese di Ottobre perché è il mese del Santo Rosario e dei Santi Angeli. Porta immenso odio e gelosia ai Santi in Cielo e alle anime del Purgatorio perché sono anime immortali che non è stato capace di far cadere all’Inferno. Non parliamo del Rosario, di 15 misteri, che lo mettono in uno stato di assoluto panico.
    Il 31 è la vigilia del 1 novembre, Ognissanti, festa di tutti i Santi del paradiso, e il 2 di novembre il giorno delle anime del purgatorio. Allora inventò l’abominio di Halloween il 31 di ottobre e fece di quel mese il mese di satana e il 31 il suo giorno. Con Halloween, satana fa del tutto per far dimenticare il pensiero salutare della Morte, del Giudizio, dell’Aldilà che si avvicina.
    Gli attacchi malefici si moltiplicano questo mese, con messe nere, pratiche esoteriche, fatture, maghi, astrologhi. Le sette sataniche moltiplicano sacrifici animali ed umani, stupri di ragazze e bambini piccoli, autotorture, per la notte del 31 di ottobre. Secondo la Polizia (Nucleo speciale satanismo), 5000 bambini in UK / 50 000 ogni anno in USA , scompaiono nei giorni precedenti Halloween. (). Non sono mai ritrovati… se non pezzi di cadaveri.
    Zucche, pipistrelli, teschi, scheletri, tatuaggi, piercing, non sono simboli innocenti ma veri riti di iniziazione satanici.
    Ultimo in data: il governo massonico italiano per distruggere la festa degli Angeli Custodi il 2 ottobre inventò la bestemmia del “Giorno dei Nonni”, come per distruggere l’Assunta (15 agosto, Assunzione della Vergine SS) reinventò “Ferragosto”, e al posto di San Giuseppe (19 marzo –1° maggio San Giuseppe lavoratore e Mese di Maria), uscì la Festa del papà e del lavoro. Aveva già sfornato un “Giorno delle mamme e delle donne” per uccidere le feste della Madonna, ecc. Religione di Stato di fronte alla quale nessun ateismo è tollerato. Ciò per sradicare Dio dai cuori.
    Halloween seduce anche gli insegnanti. Il Ministero dell’Educazione, laico, la impone ai bambini nei libri d’inglese nelle medie. Con quale diritto? Bella laicità di uno Stato laico.
    Ma è solo commerciale! No! Le filastrocche che i bambini devono imparare invocano satana, lo spirito di morte. Halloween non è festa ma vera e propria religione. Un cristiano non può partecipare a tali riti malefici. Sembra inoffensivo ma non lo è. E’ con le piccole cose, accettate senza reagire, che si abbassa il senso morale e si apostata della Fede. Per il Maligno, niente è piccolo per portare le anime all’inferno. Halloween è un insieme di riti satanici pericolosi e mortali. Non è una festa per bambini ed ha conseguenze spaventose. Daresti una mela avvelenata ai tuoi figli?
    Commercianti, venditori, abbiate il coraggio di dire “NO”, non vendete articoli di questo abominio. / Ma faccio denaro! -Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi si perde l’anima? Dio ve ne chiederà conto. Molti oggetti venduti come “etnici” o per “allontanare il male” sono di fatto amuleti satanici. Non lasciatevi fuorviare da apparenti tradizioni e mode.
    Genitori, Insegnanti, non mascherate i vostri figli per quest’occasione, non comprare le zucche; non accettate questa pratica nella vostra scuola. Spiegate ai figli o alunni perché. Se la scuola rifiuta di togliere tale abominio, non mandarci i vostri figli quel giorno e denunciate la direttrice: impone una religione - il satanismo - ai vostri figli. E’ illegale (per lo Stato e le scuole laiche).
    Non vergognarti della croce di Gesù. La Vergine Santissima vi benedica.»
    http://www.agerecontra.it/wp-content...-halloween.jpg








    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/
    “Pietro Ferrari

    Se è un culto pagano necrofilo la cosa è spaventosa, se è un pretesto per una festa in discoteca è un pò kitch. I cattolici credono alla Communio Santorum ma non so se i neo-pagani credono davvero che a samhain tornano i morti. Insomma è una farsa a cui non crede nessuno tranne gli aderenti alla Wicca. Sta di fatto che Tradizioni interrotte non sono più Tradizioni e che se dagli Usa ci venne la moda delle filosofìe orientali coi Campus sessantottini, oggi ci viene Halloween. Scopo di tutto ciò è solo il commercio? Probabilmente no e per questo motivo: i Paesi di tradizione protestante non credono che esista il Purgatorio e da ciò viene la loro ossessione per i film horror, per gli zombie e menate varie..... non hanno un Luogo per le anime in pena ma non ancora in Paradiso. Ecco perchè proprio da un Paese protestante come gli USA è stata mutuata una festa antica del paganesimo celtico e trasformata in un businnes mentre le cosiddette tavole dei morti di tradizione contadina anche nei paesi cattolici sono soltanto un marginalissimo residuo irreligioso e scaramantico dell'Antico paganesimo. Obbiettivo evidente e purtroppo riuscito: rincoglionire bambini e genitori con le zucche e distrarli dalla Festa Cattolica di Ognissanti.....che di fatto viene oscurata e dimenticata assieme a quella dei Defunti che non è neanche più giorno festivo. Proprio nel giorno dedicato alla Chiesa Trionfante dei Santi e a quello successivo della Chiesa Purgante dei Defunti, il Sistema anticristiano ci propina il consumo forzoso di uno pseudosatanismo all'amatriciana.”
    “Pietro Ferrari
    Onore ai Santi, nostri migliori Amici, elevati alle vette dall'Altissimo, Servi umili dell'Onnipotente, autentica Nobiltà del genere umano. Le zucche stanno bene dentro ai ravioli. https://youtu.be/CKWRuFjIRFo Litaniae Sanctorum.”






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    https://www.facebook.com/CdpSursumCo...12755455427525
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda

    Domanda. Chi è più pagano e satanista: a) la madre (resa ignorante) che fa festeggiare #Halloween a suo figlio, oppure b) i tanti stipendiati da Bergoglio e Ratzinger che professano l'ecumenismo? Io non ho alcun dubbio: chi dimostra di professare il paganesimo (ed il satanismo), peraltro dietro retribuzione e prebende, sono i secondi. La prima è solo la vittima di detti stipendiati (e dei loro mandanti o datori di lavoro). Così sembra.
    Cito:
    <<Veniamo ora ad un’altra sorgente trabocchevole dei mali, da cui piangiamo afflitta presentemente la Chiesa: vogliamo dire l’indifferentismo, ossia quella perversa opinione che per fraudolenta opera degl’increduli si dilatò in ogni parte, e secondo la quale si possa in qualunque professione di Fede conseguire l’eterna salvezza dell’anima se i costumi si conformano alla norma del retto e dell’onesto. Ma a voi non sarà malagevole cosa allontanare dai popoli affidati alla vostra cura un errore così pestilenziale intorno ad una cosa chiara ed evidentissima, senza contrasto. Poiché è affermato dall’Apostolo che esiste “un solo Iddio, una sola Fede, un solo Battesimo” (Ef 4,5), temano coloro i quali sognano che veleggiando sotto bandiera di qualunque Religione possa egualmente approdarsi al porto dell’eterna felicità, e considerino che per testimonianza dello stesso Salvatore “essi sono contro Cristo, perché non sono con Cristo” (Lc 11,23), e che sventuratamente disperdono solo perché con lui non raccolgono; quindi “senza dubbio periranno in eterno se non tengono la Fede cattolica, e questa non conservino intera ed inviolata” (Symbol. S. Athanasii). Ascoltino San Girolamo il quale – trovandosi la Chiesa divisa in tre parti a causa dello scisma – racconta che, tenace come egli era del santo proposito, quando qualcuno cercava di attirarlo al suo partito, egli rispondeva costantemente ad alta voce: “Chi sta unito alla Cattedra di Pietro, quegli è mio” (S. Girolamo, Ep. 58). A torto poi qualcuno, fra coloro che alla Chiesa non sono congiunti, oserebbe trarre ragione di tranquillizzante lusinga per essere anche lui rigenerato nell’acqua di salute; poiché gli risponderebbe opportunamente Sant’Agostino: “Anche il ramoscello reciso dalla vite ha la stessa forma, ma che gli giova la forma se non vive della radice?”(S. Agostino, Salmo contro part. Donat.). Da questa corrottissima sorgente dell’indifferentismo scaturisce quell’assurda ed erronea sentenza, o piuttosto delirio, che si debba ammettere e garantire a ciascuno la libertà di coscienza: errore velenosissimo, a cui apre il sentiero quella piena e smodata libertà di opinione che va sempre aumentando a danno della Chiesa e dello Stato, non mancando chi osa vantare con impudenza sfrontata provenire da siffatta licenza qualche vantaggio alla Religione. “Ma qual morte peggiore può darsi all’anima della libertà dell’errore?” esclamava Sant’Agostino (Ep. 166). Tolto infatti ogni freno che tenga nelle vie della verità gli uomini già diretti al precipizio per la natura inclinata al male, potremmo dire con verità essersi aperto il “pozzo d’abisso” (Ap 9,3), dal quale San Giovanni vide salire tal fumo che il sole ne rimase oscurato, uscendone locuste innumerabili a devastare la terra.>>
    (da Enciclica Mirari vos, 15 agosto 1832, Gregorio XVI alla Chiesa universale).»


    “(Video) Omelia del Rev. Don Francesco Ricossa del 28.10.2018, Cristo Re - https://m.youtube.com/watch?v=Fylpqo23waw”
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    “Mostrami o Maria la via del Cielo e guidami all’eterna casta gioia.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0f&oe=5C3C893D





    “Col dolce raggio
    Della tua stella
    Al Ciel tu guidami
    Vergine bella.”
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    Il miracolo delle castagne - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Il miracolo delle castagne 31 ottobre 2017
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova Insorgenza Comunicato n. 88/17 del 31 ottobre 2017, Vigilia di Ognissanti
    Il miracolo delle castagne
    Le castagne (dal Bollettino Salesiano, ottobre 2017)

    Quelli erano i nostri giorni. Quando ancora non c’era la “festa della Santa Zucca”, i cristiani celebravano la festa di Ognissanti e la Commemorazione dei Fedeli Defunti. In Piemonte c’era una bella tradizione: nel periodo di Ognissanti le famiglie festeggiavano con caldarroste e vino nuovo. E anche don Bosco lo voleva fare.
    Nel 1849, quando il suo Oratorio era nuovo nuovo, don Bosco portò tutti i giovani interni ed esterni dell’Oratorio al cimitero a pregare per i defunti. «Al ritorno, castagne per tutti!» aveva promesso don Bosco. Mamma Margherita ne aveva comperati tre sacchi, ma pensando che il figlio ne volesse solo una manciata per divertire i giovani, ne aveva messe a bollire solo poche.
    I ragazzi si stavano già accalcando alla porta della Chiesa di S. Francesco. Don Bosco si mise alla soglia per fare la distribuzione. Buzzetti versò la pentola dentro un cestello e lo teneva fra le sue braccia. Don Bosco credendo che sua madre avesse fatto cuocere tutte le castagne comperate, riempiva il berretto che ogni giovane gli sporgeva. Buzzetti, vedendo che ne dava troppe a ciascuno, gridò: «Don Bosco, se continua così, non ce n’è neanche per metà!».
    «Ma va» rispose don Bosco «ne abbiamo comperati tre sacchi». Tuttavia don Bosco, rincrescendogli diminuire le porzioni, gli disse tranquillamente: «Continuiamo fin che ce ne sarà». E continuava come prima. Finché nel canestro non vi fu più altro che la porzione per due o tre. Solo una terza parte dei giovani aveva ricevute le sue castagne, ed erano almeno 600. Alle grida di gioia successe un silenzio di ansietà, poiché i più vicini si erano accorti che il cesto era quasi vuoto.
    Che fare? Don Bosco non si sgomentò: «Le ho promesse ai giovani e non voglio mancar di parola». E riprese la distribuzione. Qui incominciò la meraviglia. Buzzetti era come fuori di sé. Don Bosco calava il mestolo nel canestro e lo ritraeva traboccante; mentre la quantità che rimaneva nel cesto sembrava non diminuisse. Ne ebbero tutti a sazietà. Quando Buzzetti portò il canestro in cucina vide che dentro c’era ancora una porzione, quella di don Bosco. La Madonna gli aveva tenuto la sua parte.
    La storia
    Nacque così la castagnata. In memoria di questo prodigio don Bosco volle che si distribuissero alla sera di Ognissanti, come asserisce il canonico cav. Anfossi, le castagne lessate a tutti quelli dell’Oratorio. «Noi abbiamo esposta fedelmente questa moltiplicazione delle castagne, secondo la narrazione che ascoltammo da Giuseppe Buzzetti confermata per iscritto da Carlo Tomatis, e riconosciuta da tutti gli antichi allievi di quei tempi come autentica» (Memorie biografiche volume III, pp. 576-578).”
    17/11/2018, convegno di studi albertariani - Centro Studi Giuseppe Federici







    Como ovejas sin Pastor
    http://2.bp.blogspot.com/-tRZxoQcw2l...BREROSARIO.jpg







    https://moimunanblog.files.wordpress.com/


    OCTOBER EDITION from September 30 through November 3 (oct2018.htm) featured on The DailyCatholic, a Traditional Catholic publication dedicated to perpetuating the One True Faith and preserving the Traditional Latin Mass in this time of the Great Apos
    http://www.dailycatholic.org/issue/18Oct/oct2018.htm




    https://militesvirginismariae.wordpress.com/


    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    https://fidecatholica.wordpress.com/




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    31 octobre : Saint Quentin, Martyr (IIIème siècle) :: Ligue Saint Amédée
    "31 Octobre : Saint Quentin, Martyr (IIIème siècle)."
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nt_quentin.jpg





    "31 octobre : le catholique ne fête pas Halloween mais fête la vigile de la Toussaint par le JEÛNE et l'ABSTINENCE."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...85&oe=5C813B36


    “Dossier : pourquoi NE PAS fêter Halloween ?
    Halloween

    “En 1521, le vrai Pape Léon X excommunie Luther.
    En 2017, le faux pape et imposteur François lui dédie un timbre du Vatican et parle de "bénédiction de la commémoraison de la Réforme".
    Personne ne pourra dire : "je ne savais pas".”

    "31 Octobre : Vigile de la Toussaint."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...15&oe=5C7E5F4C







    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1° novembre. Festa di tutti i Santi





    AVE MARIA!!!
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  9. #49
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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    1 NOVEMBRE 2018: FESTA DI OGNISSANTI…



    «1 NOVEMBRE FESTA DI TUTTI I SANTI.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1° novembre. Festa di tutti i Santi
    http://www.unavoce-ve.it/pg-1nov.htm




    http://www.sodalitium.biz/
    “Catechismo Maggiore di San Pio X – Della festa di tutti i Santi.”
    “Della commemorazione de’ fedeli defunti.”

    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."


    SANTE MESSE ed omelie dei Sacerdoti dell’“Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”





    SANTA MESSA celebrata da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" di Paese (TV) alle ore 10.30 il giorno 1 NOVEMBRE 2018:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    Ognissanti (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=0trr3eCI4GM
    Ognissanti (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hQ6zag9y9Oo
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    https://www.agerecontra.it/2017/11/s...e-di-novembre/
    "A cura di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.
    Pregare per le anime del Purgatorio e chiedere le Grazie in questo mese importante per le anime dei defunti, che tanto possono ricevere da noi e tanto possono intercedere per noi."
    https://www.agerecontra.it/2018/11/i...r-i-defunti-2/







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b8&oe=5C7C9F47





    “MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.”


    “AD I VESPERAS IN FESTO OMNIUM SANCTORUM
    (Primi Vespri della Festa di Tutti i Santi)
    Duplex I classis cum Octava communi.
    (Doppio di I classe con Ottava comune)
    Ángeli, * Archángeli, Throni et Dominatiónes, Principátus et Potestátes, Virtútes cælórum, Chérubim atque Séraphim, Patriárchæ et Prophétæ, sancti legis Doctóres, Apóstoli, omnes Christi Mártyres, sancti Confessóres, Vírgines Dómini, Anachorítæ, Sanctíque omnes, intercédite pro nobis.
    Angeli, * Arcangeli, Troni e Dominazioni, Principati e Potestà, Virtù dei cieli, Cherubini e Serafini, Patriarchi e Profeti, santi Dottori della legge, Apostoli e Martiri tutti di Cristo, santi Confessori, Vergini del Signore, Anacoreti, Santi tutti, intercedete per noi.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...79&oe=5C8A59C4





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d6&oe=5C48486E










    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    1° novembre. Festa di tutti i Santi. Solennità collettiva di tutta la Chiesa trionfante, fissata a questo giorno sin dal IX secolo e resa universale dal Papa Sisto IV nel 1475. Giorno di letizia sia questo, in cui la Chiesa militante festeggia tutt'insieme i Santi, per i quali la morte non fu morte ma l'ingresso nel Regno dei Cieli (Salmodia), dove ora tripudiano a schiere innumerevoli, segnati in fronte col suggello della Croce (Epistola), secondo le promesse di Cristo nel discorso delle Beatitudini (Vangelo). Fin qui dal Messale quotidiano. Nel Catechismo della Chiesa leggiamo le parole di Papa San Pio X: La Chiesa ha istituito la festa di tutti i Santi: - Per lodare e ringraziare il Signore d’aver santificati i Suoi servi in terra e d’averli coronati di gloria in cielo; - Per onorare in questo giorno anche quei Santi dei quali non si fa una festa particolare fra l’anno; - Per procurarci maggiori grazie col moltiplicare gli intercessori; - Per riparare in questo giorno i mancamenti che nel corso dell’anno abbiamo commesso nelle feste particolari dei Santi; - Per eccitarci maggiormente alla virtù cogli esempi di tanti Santi d’ogni età, d’ogni condizione e di ogni sesso, e con la memoria della ricompensa che godono in cielo. Si celebra la festa di tutti i Santi con grande solennità perché essa abbraccia tutte le altre feste che nell’anno si celebrano ad onore dei Santi, ed è figura della festa eterna del cielo. Per celebrare degnamente la festa di tutti i Santi dobbiamo: - Dar lode e gloria al Signore per le grazie fatte ai Suoi servi, e pregarLo a volerle concedere anche a noi; - Onorare tutti i Santi come amici di Dio, e invocare con più fiducia la loro protezione; - Proporre d’imitare il loro esempio per essere un giorno partecipi della medesima gloria. Il culto dei Santi è dogma di fede.


    Dato che ho letto alcuni articoli della FSSPX (Sacerdoti lefebvriani) e di Corrispondenza Romana (Roberto De Mattei e Brunero Gherardini), dove si sostiene che il Papa non è infallibile nella solenne canonizzazione di un soggetto, questo significa, sempre a loro dire, che il Papa può dichiarare solennemente santo un dannato. Difatti o un'anima si salva (Chiesa trionfante e purgante), o un'anima si danna (dannati dell'inferno). Se il Papa può "sbagliare nella canonizzazione", si conclude che può canonizzare dei dannati. Ora, per sapere quale santo imitare, a chi devo domandare se un tale è santo o è dannato? Se non mi posso fidare della solenne sentenza del Papa, quindi se devo essere scismatico per salvarmi, quale sentenza devo seguire? Ed ancora, come posso conciliare il vincolante culto dei Santi, che è dogma di fede, col dubbio che sarebbe proprio il Pontefice a comandarmi di prestare culto a un dannato, o ad un possibile dannato? Ed ancora, se non posso avere il Papa ed il suo Magistero come regola prossima di fede, dato che il Papa sbaglierebbe addirittura nelle canonizzazioni, chi deve essere la mia regola di fede? E chi deve essere il mio maestro, il mio legislatore, il mio giudice, il mio sacerdote? Devo leggere il sito della FSSPX e quello di Corrispondenza Romana per sapere chi è Santo e chi non lo è? Devo leggere i mentovati siti per sapere se posso imitare e pregare un Santo? O per sapere se un tale è con Dio o piuttosto con Satana? Dunque il giudice non sarebbe più il Papa ma sarebbero giudici i gestori dei siti della FSSPX e di Corrispondenza Romana, e di tutti quelli che seguono la medesima antidottrina?
    Non mi resta che mandare una mail ai gestori di questi siti e chiedere quali nomi devo escludere oggi dalle mie preghiere e quali accludere, proprio come facevano i seguaci di Plinio brasiliano con le arbitrarie litanie alla defunta madre del medesimo Plinio. Anche in questa circostanza sono, dunque, obbligato a modificare il dogmatico Atto di fede: "Mio Dio poiché siete verità infallibile credo fermamente tutto quello che Voi avete rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere"; diventa: "Mio Dio poiché siete verità infallibile credo fermamente tutto quello che Voi avete rivelato e la FSSPX e Corrispondenza Romana ci propongono a credere".
    E in caso di disputa fra FSSPX e Corrispondenza Romana, chi ha ragione fra i due? Chi giudica i giudici improvvisati? Lo spirito sessantottino che, dietro mentite spoglie, sopravvive nel cosiddetto Tradizionalismo cattolico, che "non è né tradizionale e né cattolico" (cfr. Benedetto XIV Papa, De Serv...; S. Tommaso, Q. Disp.; A. Liguori, Del g. m. Della preghiera; etc..).»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4a&oe=5C81B388










    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “1 novembre 2018: FESTA DI TUTTI I SANTI.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...72&oe=5C3BF7F3





    “1 novembre 1950: Pio XII insegna infallibilmente e solennemente l'Assunzione corporale di Maria Santissima in cielo.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3b&oe=5C7AA0C4





    «540esimo anniversario di fondazione della Inquisizione Spagnola da parte di papa Sisto IV della Rovere con la bolla "Exigit sincerae devotionis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fb&oe=5C782857





    “Il 1 novembre 1503 papa Giulio II della Rovere viene esaltato al Sommo Pontificato.”


    https://www.radiospada.org/2012/10/i...ss-imprimatur/







    01 Novembre - Festa di tutti i Santi
    http://www.preghiereperlafamiglia.it/tutti-i-santi.htm
    “01 NOVEMBRE SOLENNITA' DI TUTTI I SANTI.”







    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    1er novembre : Fête de tous les Saints [Toussaint] :: Ligue Saint Amédée
    “1er novembre : Fête de tous les Saints [Toussaint].”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._Toussaint.jpg





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...34&oe=5C8465F9





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b8&oe=5C80886E







    https://le-petit-sacristain.blogspot...urgatoire.html
    https://le-petit-sacristain.blogspot...r-du-ciel.html





    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!

    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  10. #50
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    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    2 NOVEMBRE 2018: COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI…
    In questo mese di Novembre soprattutto, ma anche durante tutto il resto dell'anno ovviamente, preghiamo per i nostri cari defunti, per i più bisognosi della divina Misericordia e per tutte le Anime del Purgatorio...




    «2 NOVEMBRE COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 2 novembre. Commemorazione dei defunti
    http://www.unavoce-ve.it/pg-2nov.htm




    https://www.agerecontra.it/2017/11/s...e-di-novembre/
    "A cura di Padre Romualdo Maria Lafitte O.S.B.
    Pregare per le anime del Purgatorio e chiedere le Grazie in questo mese importante per le anime dei defunti, che tanto possono ricevere da noi e tanto possono intercedere per noi."
    https://www.agerecontra.it/2018/11/i...r-i-defunti-2/





    SANTE MESSE per i defunti celebrate da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" di Paese (TV) dalle ore 18.30 il giorno 2 NOVEMBRE 2018:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    "Comm. di tutti i fedeli defunti (Sante Messe)"
    https://www.youtube.com/watch?v=OWkdw8y7WGM
    Ognissanti (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=0trr3eCI4GM
    Ognissanti (Omelia)
    https://www.youtube.com/watch?v=hQ6zag9y9Oo
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    SANTE MESSE ed omelie dei Sacerdoti dell’ “Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”


    Indulgenze per i defunti - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    «INDULGENZE PER I DEFUNTI
    condizioni per l’Indulgenza Plenaria [abbreviazione: CC]

    1 – Adempiere l’opera prescritta, con l’intenzione (almeno abituale e generale) di guadagnare l’indulgenza.
    2 – Confessione (anche nella settimana che precede o segue l’opera prescritta) e comunione (la vigilia o la settimana che segue l’opera prescritta).
    3 – Visita, se richiesta, di una Chiesa o Oratorio pubblico; si può fare dal mezzogiorno del giorno precedente.
    4 – Pregare in qualunque modo, secondo le intenzioni dei SS. Pontefici, cioè:
    Esaltazione della Fede;
    Estirpazione delle eresie;
    Conversione dei peccatori
    Pace tra i principi cristiani
    5 – Essere in stato di grazia.

    I – Tutto l’anno
    1 – Requiem æternam… : 300 giorni o.v. (ogni volta)
    2 – Pie Jesu Domine, dona eis requiem sempiternam: 300 giorni o.v.
    3 – Mattutino e Lodi dell’Ufficio dei Morti: 7 anni, Plenaria se durante un mese. CC
    4 – Un Notturno e Lodi dell’Ufficio dei Morti: 5 anni, Plenaria se durante un mese. CC
    5 – Vespro dell’Ufficio dei Morti anni: 5 anni.
    6 – De profundis: 3 anni [5 durante il mese di Novembre], Plenaria se durante un mese. CC
    7 – Pater- Ave- Requiem: 3 anni, Plenaria se durante un mese. CC
    8 – Miserere: 3 anni, Plenaria se durante un mese. CC
    9 – Dies Iræ: 3 anni, Plenaria se durante un mese. CC
    10 – Visita di un cimitero, con qualunque orazione, anche mentale, per i defunti: 7 anni.
    11 – Recita di qualunque orazione o esercizio di pietà per i defunti con l’intenzione di proseguire durante 7 o 9 giorni successivi: 3 anni, 1 volta al giorno. Plenaria se durante 7 o 9 giorni successivi alle consuete condizioni.


    II – Mese di novembre
    Qualunque orazione o esercizio di pietà in suffragio dei defunti: 3 anni, 1 volta al giorno. Plenaria se ogni giorno del mese, alle consuete condizioni.
    III – Durante l’Ottava della Commemorazione dei defunti
    (dal 2 al 9 Novembre), Indulgenza Plenaria per la visita a un cimitero con un’orazione qualunque, anche mentale, per i defunti. Una volta al giorno alle consuete condizioni.
    IV – Il 2 novembre e la Domenica successiva
    (dunque nell’Ottava) Indulgenza Plenaria per la visita di una chiesa o oratorio pubblico recitando 6 Pater-Ave-Gloria. Ogni volta.

    V – Per i fedeli che hanno fatto l’Atto eroico di carità per le
    anime del Purgatorio
    _57-14
    Indulgenza Plenaria, alle consuete condizioni:
    – tutto l’anno ad ogni comunione fatta in una chiesa o oratorio
    pubblico.
    – ogni lunedì – e, se non si può, la domenica successiva – nell’assistere ad una Messa per le anime del Purgatorio.
    Per i sacerdoti che hanno fatto l’Atto eroico di carità, altare privilegiato.

    Note
    CC = Consuete condizioni o.v. = ogni volta
    Tratto da: Enchiridion indulgentiarum, Poliglotte Vaticane 1950.»


    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-188x300.jpg




    http://www.sodalitium.biz/wp-content...14-177x300.jpg










    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...93&oe=5C84F88F






    “MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.”


    «MESSA PER TUTTI I FEDELI DEFUNTI E ABSOLUTIO SUPER TUMULUM

    Paramenti neri.
    "Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all'altare del Signore" (S. Agostino, Confessioni, IX, 11. 27). Con questa parole santa Monica lasciava questa valle di lacrime, affidando la sua anima ai suffragi della Chiesa. E la piissima Madre Chiesa non dimentica alcuna delle anime dei suoi fedeli che si purificano nelle fiamme del Purgatorio, e oltre a ricordarle quotidianamente nel Canone - “Ricordati anche, o Signore, dei tuoi servi e delle tue serve, che ci hanno preceduto col segno della fede e dormono il sonno di pace. Ad essi, o Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, noi ti supplichiamo di concedere, benigno, il luogo del refrigerio, della luce e della pace” - pone nelle mani dei suoi Sacerdoti specifici formulari di Messe per i defunti. I paramenti sono neri, colore che esprime la mestizia che avvolge il momento tremendo e solenne della morte, ma nondimeno la speranza anima la liturgia, la speranza che ai morti venga concessa la beatitudine del Paradiso.
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...funti.html?m=1
    • Terminata la Santa Messa per tutti i fedeli defunti, segue l'Absolutio super tumulum.»
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...mulum.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3b&oe=5C81A6EC





    "Réquiem aetérnam dona eis, Dómine,
    et lux perpétua lúceat eis.
    Requiéscant in pace.
    ✠ Amen.

    L'eterno riposo dona loro, o Signore,
    e splenda ad essi la luce perpetua.
    Riposino in pace.
    ✠ Amen."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...55&oe=5C88745B





    "Ego sum * resurréctio et vita: qui credit in me, étiam si mórtuus fúerit, vivet; et omnis qui vivit et credit in me, non moriétur in ætérnum.
    Io sono * la resurrezione e la vita: chi crede in me, benché morto, vivrà, e chi vive e crede in me, non morrà in eterno."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...54&oe=5C410CE3





    "CATECHISMO MAGGIORE DI SAN PIO X
    Della commemorazione de’ fedeli defunti.
    212 D. Perché dopo la festa di tutti i Santi si fa dalla Chiesa la commemorazione di tutti i fedeli defunti?
    R. Dopo la festa di tutti i Santi si fa dalla Chiesa la commemorazione di tutti i fedeli defunti che sono in Purgatorio, perché è conveniente che la Chiesa militante, dopo avere onorato e invocato con una festa generale e solenne, il patrocinio della Chiesa trionfante, venga in soccorso della Chiesa purgante con un generale e solenne suffragio.
    213 D. Come possiamo noi suffragare le anime dei fedeli defunti?
    R. Noi possiamo suffragare le anime dei fedeli defunti colle preghiere, colle limosine e con tutte le altre buone opere, ma sopratutto col santo sacrifizio della Messa.
    214 D. Per quali anime dobbiamo noi nella commemorazione de’ fedeli defunti applicare i nostri suffragi, secondo la mente della Chiesa?
    R. Nella commemorazione di tutti i fedeli defunti noi dobbiamo applicare i nostri suffragi, non solamente per le anime de’ nostri parenti, amici e benefattori, ma anche per tutte le altre che si trovano nel Purgatorio.
    215 D. Qual frutto dobbiamo noi ricavare dalla commemorazione di tutti i fedeli defunti?
    R. Dalla commemorazione di tutti i fedeli defunti dobbiamo ricavare questo frutto:
    1. pensare che anche noi dovremo morir presto, e presentarci al tribunale di Dio per rendergli conto di tutta la nostra vita;
    2. concepire un grande orrore al peccato, considerando quanto rigorosamente Iddio lo punisca nell’altra vita, e soddisfare in questa alla sua giustizia colle opere di penitenza per i peccati commessi."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b6&oe=5C70187A





    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8e&oe=5C79644C










    Siria cristiana: la ricostruzione dopo i lutti - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 83/18 del 2 novembre 2018, Commemorazione dei Defunti.”







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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
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    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »


    "2 NOVEMBRE 2018: COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI (prima parte)."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b2&oe=5C3DBF19





    2 novembre 2018 (seconda parte)
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...05&oe=5C89F8A3





    “Il 2 novembre 676 Papa Dono viene esaltato al Sommo Pontificato.”

    “Il 2 novembre 1389 Papa Bonifacio IX Tomacelli viene esaltato al Sommo Pontificato.”


    [INDULGENZE PER I DEFUNTI] Normativa generale e per il mese di Novembre | Radio Spada
    https://i1.wp.com/radiospada.org/wp-...size=522%2C669

    [Immagini e riflessioni] Per le anime sante detenute nel carcere del Purgatorio | Radio Spada
    "Novembre è tradizionalmente il mese dedicato alle care anime che ancora giacciono tra le fiamme purificatrici del Purgatorio. Vi è più che mai la necessità di diffondere la devozione del Purgatorio e di pregare e suffragare (tramite le indulgenze, le sante messe e le opere pie) le anime che sono lì detenute dopo il Giudizio particolare (possono esserci anche i nostri parenti e amici che sono già morti) affinché possano presto raggiungere la gioia eterna del Paradiso. Cosa fare dunque e come farlo? Parlare sempre del Purgatorio, diffondere buoni libri sull’argomento e, soprattutto, pregare! Pregare, lucrare il maggior numero di indulgenze nei giorni prescritti, offrire le proprie opere buone, qualche fioretto, qualche sofferenza per le anime purganti, recitare spesso il “De profundis”, fare celebrare tante Messe (Cattoliche) in suffragio dei defunti. Mai come oggi, in cui il Modernismo ha tentato di cancellare l’esistenza stessa di quel regno ultramondano, bisogna pregare per i fedeli defunti. Mai come oggi bisogna ricordare i Novissimi come ad esempio qui."
    [IMMAGINI E RIFLESSIONI] Memento mori! Quando morirai? Come? Dove? | Radio Spada

    https://www.radiospada.org/tag/anime-purganti/
    [CHI MORRA?, VEDRA?] Il suffragio alle anime purganti | Radio Spada
    [CHI MORRA?, VEDRA?] Le anime del Purgatorio ci proteggono | Radio Spada


    https://www.radiospada.org/2018/11/r...udizio-di-dio/
    https://www.radiospada.org/2018/11/l...ri-conciliari/
    https://www.radiospada.org/2018/11/d...to-purgatorio/








    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    2 novembre : La Commémoration des Fidèles Trépassés :: Ligue Saint Amédée
    “2 novembre : La Commémoration des Fidèles Trépassés.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._trepasses.jpg







    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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