User Tag List

Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 56
Risultati da 51 a 58 di 58
Like Tree10Likes

Discussione: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

  1. #51
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    3 - 4 - 5 - 6 NOVEMBRE 2018...


    3 NOVEMBRE 2018: SAN GIUSTO MARTIRE…




    Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
    http://www.sodalitium.biz/

    http://www.sodalitium.biz/san-giusto/
    «3 novembre, a Trieste: San Giusto Martire, Patrono della Città e della Diocesi.
    Inno a San Giusto

    Tu dell’era dei martiri, o Santo, tra i fedeli purissimo fiore, solo a Cristo donavi l’incanto della nobile tua gioventù.
    L’aura impura degli empi pagani non sedusse l’eroico tuo cuore di Manazio i tormenti fur vani nei flagelli pregavi Gesù.
    San Giusto dal colle sacrato proteggi la nostra città, che ti diede i natali dal mare dai clivi dolcissimo echeggi il canto di lode per Te, Protettor.
    O Martire invitto tua palma gloriosa c’incuori a fortezza per sacri ideali, dal Tempio vetusto tua luce radiosa avvolga Trieste, a Te sempre fedel.
    L’onda azzurra del nostro bel mare ti cantava di Dio la grandezza e nell’onda dovevi esalare il supremo sospiro d’amor.
    Stretto in ceppi pesanti accogliesti il martirio crudel con fortezza a Trieste lo sguardo volgesti e moristi esaltando il Signor.
    San Giusto dal colle sacrato proteggi la nostra città, che ti diede i natali dal mare dai clivi dolcissimo echeggi il canto di lode per Te, Protettor.
    Il tuo corpo nel fondo giacente per virtù del Signore si tolse l’onda amica del mar dolcemente lo sospinse alla cara città.
    E Trieste qual sacro tesoro come dono del cielo l’accolse fu nei secoli il nostro decoro nostra gloria per sempre sarà.
    San Giusto dal colle sacrato proteggi la nostra città, che ti diede i natali dal mare dai clivi dolcissimo echeggi il canto di lode per Te, Protettor. »
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...to-200x300.jpg








    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e5&oe=5C79D1F8





    “MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.”





    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html






    1867, l?anno della vittoria pontificia - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 84/18 del 3 novembre 2018, San Giusto
    1867, l’anno della vittoria pontificia.”

    Associazione legittimista Trono e Altare: 3 novembre 1867: la vittoria dei soldati del Papa Re!





    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    "3 novembre 2018: infra l'Ottava di Ognissanti."

    «3 novembre 1867: A Mentana i soldati del Papa Re, coadiuvati dalle truppe francesi, sbaragliano i "briganti cosmopoliti" di Garibaldi.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...29&oe=5C875C95

    «[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Ignazio Gabriele I Tappouni (Mossul, 3 novembre 1879 - Beirut, 29 gennaio 1969). Sacerdote nel 1902, Vescovo nel 1913. Dal 1913 al 1912 al 1921 Vicario patriarcale dell'Eparchia di Mardin dei Siri; dal 1921 al 1929 Arcieparca di Aleppo dei Siri. Arrestato dai Turchi nel 1918 per un anno patì il carcere e la minaccia dell'esecuzione. Nel 1929 viene eletto Patriarca di Antiochia dei Siri. Pio XI nel 1935 gli conferisce la Porpora e il titolo dei Santi XII Apostoli. Fu benemerito nella difesa del Cattolicesimo in Siria.»

    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ea&oe=5C87A6B7





    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    3 novembre : [Diocèse de Bâle] Sainte Ida, Veuve :: Ligue Saint Amédée
    “3 novembre : [Diocèse de Bâle] Sainte Ida, Veuve

    Il est plus que probable que la sainte vivait en recluse au XIIIème siècle, près de l'abbaye de Fischingen, où elle fut enterrée. Une foule toujours croissante vint y vénérer ses reliques et lui demander sa protection dans la belle église de l'ancien cloître.”

    3 novembre : Saint Hubert, Évêque (657-727) :: Ligue Saint Amédée
    “3 novembre : Saint Hubert, Évêque (657-727).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...int_hubert.jpg








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!











    4 NOVEMBRE 2018: SAN CARLO BORROMEO (1538-1584), ARCIVESCOVO DI MILANO; DOMENICA QUARTA DOPO L'EPIFANIA (traslata)…



    "San Carlo Borromeo, confessore, 4 novembre."
    Guéranger, L'anno liturgico - San Carlo Borromeo, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-4nov.htm

    "Commem. dei santi Vitale e Agricola, lo stesso giorno."
    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione dei santi Vitale e Agricola
    http://www.unavoce-ve.it/pg-4nov-2.htm





    SANTA MESSA domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz alla "Domus Marcel Lefebvre" di Paese (TV) alle ore 10.30 il 4 NOVEMBRE 2018:


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    XXIV domenica d. Pentecoste (Santa Messa)
    https://www.youtube.com/watch?v=bpBb8VAIWhM
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    domusmarcellefebvre110815
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    SANTE MESSE ed omelie domenicali dei Sacerdoti dell’“Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”



    http://www.sodalitium.biz/san-carlo-borromeo/
    «4 novembre, San Carlo Borromeo, Vescovo e Confessore (Arona, 1538 – Milano, 3 novembre 1584).
    “San Carlo Borroméo Cardinale, Vescovo di Milàno e Confessore, il quale volò in cielo nel giorno precedente”.

    Gloriosissimo San Carlo, modello di virtù e costanza nella prova. Tu che hai impiegato i doni ricevuti per la Gloria di Dio e la salvezza delle anime, sino a restare vittima del Tuo stesso zelo. Impetraci dal Signore la grazia di essere Tuo imitatore, come Tu lo fosti di Gesù Cristo. Ottienici lo spirito di sacrificio, lo zelo per i nostri fratelli, la fedeltà a Dio, l’amore alla Chiesa, la rassegnazione nelle avversità e la perseveranza nel bene. Affinché anche noi, sperimentando di essere amati da Dio, possiamo godere della presenza divina. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-2-249x300.jpg








    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ed&oe=5C416DF3





    “SANTI VITALE E AGRICOLA Martiri.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2a&oe=5C7E0D1E





    “SAN CARLO BORROMEO Vescovo e Confessore.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...23&oe=5C86CBD0


    “Gesù seda la tempesta nel mare.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...54&oe=5C89AA04


    “Dómine, salva nos, perímus. Et dicit eis Jesus: Quid tímidi estis, módicæ fídei? Tunc surgens, imperávit ventis et mari, et facta est tranquíllitas magna. Porro hómines miráti sunt, dicéntes: Qualis est hic, quia venti et mare obœ́diunt ei?”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0d&oe=5C3BFFC1


    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8c&oe=5C872074


    “MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.”





    Auguri a Carlo Di Pietro e a tutti i Carlo e Carla e Carlotta:


    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...-borromeo.html
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda

    Stimati Associati e gentili Sostenitori, sentitamente ringraziamo per la Vostra partecipazione alla XIIIma Giornata per la Regalità sociale di Cristo (a cura dell'Istituto Mater Boni Consilii, del Centro Studi Giuseppe Federici e di Sodalitium) e, nondimeno, per la Vostra discreta - ossia silente - generosità. Il Signore ci ammonisce: «Omne verbum otiosum, quod locuti fuerint homines, reddent rationem de eo in die iudicii». Orbene, se è vero che il Signore peserà ogni singola parola vana ed imprudente che esce dalla nostra bocca, quanto sarà inflessibile nel giudicare la nostra pigrizia e la nostra avarizia? Oltre le ordinarie Sante Messe, pochissimi sono gli appuntamenti annuali che ci vedono direttamente coinvolti nella presenza, cerchiamo di non mancare mai e consideriamo, altresì, che ogni danaro silenziosamente usato per la causa di Gesù Cristo è atto non solo di generosità, ma di profonda umiltà. Nel silenzio della tomba, difatti, non può esserci superbia; e quell’uomo che muore al mondo non sente la necessità di declamare la sua generosità. Anche questo atteggiamento distingue il nobile animo cristiano, da quello villano del filantropo. È forse il piacere del mondo che noi cerchiamo? Nient’affatto, noi vogliamo piacere a Gesù, alla Vergine Maria, al casto San Giuseppe, agli Angeli ed ai Santi, che non sono cittadini di questo mondo. C’è forse qualche maestro fra noi? Qualche degna autorità ci ha assegnato una cattedra? Come potremmo insegnare ciò che non conosciamo? Il nostro compito è, forse, scaldare la sedia del computer e fare i “professori” su internet? Nient’affatto, noi non siamo nulla e non sappiamo nulla. Dice il Profeta che l’uomo che si innalza e si insuperbisce sarà abbattuto dal Signore degli eserciti (Is., II, 12). Dunque sforziamoci, sull’esempio del sommo Isaia, di prudentemente tacere, impariamo ad ascoltare, a comprendere, partecipiamo assiduamente e docilmente alla formazione dottrinale, finalmente preghiamo Iddio affinché ci faccia anonimi esemplari del Suo regno in terra. Milioni di uomini e di donne si sono santificati (cf. Apoc., VII, 9), eppure non avevano internet e non scaldavano sedie; facevano semplicemente il loro dovere sotto la guida di un buon Confessore...”
    https://www.sursumcorda.cloud/
    dal numero 137 di SVRSVM CORDA® del 4 novembre 2018. Saranno ospitati i seguenti contenuti:

    - Comunicato numero 137. Gesù e le parabole del Regno;
    - Preghiera per la Festa di Ognissanti;
    - San Tommaso: dominio che l’uomo ha per natura sugli animali e sugli inferiori;
    - Orazione per la vigilia di Ognissanti;
    - Gli anatemi del Concilio di Firenze, numeri 4, 5 e 6;
    - Preghiera a San Gerardo, Vescovo di Potenza;
    - Dizionario di teologia dommatica. La Gerarchia;
    - Inno a San Giusto, Martire;
    - Dizionario di teologia dommatica. La Giustizia;
    - Teologia Politica 125. La società cosiddetta “laica” è un ingannevole simulacro e parodia di società.
    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8c&oe=5C87C5C4







    04 Novembre - San Carlo Borromeo




    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »
    “4 novembre 2018: DOMENICA QUARTA DOPO L'EPIFANIA (traslata).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e5&oe=5C7B7B12


    “4 novembre 2018: infra l'Ottava di Ognissanti.”


    “4 NOVEMBRE 2018 COMMEMORAZIONE DEI SANTI VITALE E AGRICOLA.

    Al ricordo del grande vescovo di Milano la Chiesa unisce oggi il ricordo di due martiri che sant'Ambrogio contribuì a rendere celebri. Vitale ed Agricola erano stati sepolti nel cimitero giudaico di Bologna, ma Dio rivelò al vescovo di quella città il luogo della loro sepoltura e sant'Ambrogio fu invitato ad assistere alla traslazione delle loro reliquie. Del fatto egli ci lasciò memoria nel trattato De virginitate.
    Vitale era uno schiavo di Agricola. Vollero forzarlo a rinnegare Cristo, ma egli lo confessò con tutto il coraggio e i carnefici, per punirlo, gli fecero subire tutti i tormenti possibili fino al punto che tutto il suo corpo fu una piaga. Al momento di spirare disse con dolcezza: "Signore Gesù Cristo, mio Salvatore, mio Dio, accogli la mia anima, perché desidero ricevere la corona che il tuo santo Angelo mi ha mostrata".
    Agricola, suo padrone, fu prima trattato con rispetto, ma l'esempio del suo schiavo lo rese forte, confessò la sua fede e subì il supplizio degli schiavi, la croce, cui fu confitto con numerosi chiodi.
    Veramente, dice sant'Ambrogio, questi martiri portano bene il loro nome: Vitale, perché disprezzando la vita presente, meritò l'eterna; Agricola, perché portò frutti di sublime virtù.
    Reliquie dei due santi furono da Bologna donate a Firenze, Ravenna, Rouen e Clermont.
    Orazione: "Fa', o Signore che, celebrando oggi la solennità dei tuoi martiri Vitale ed Agricola, riceviamo l'aiuto delle loro preghiere".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1248-1249.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b2&oe=5C4781C7


    “Ex voto per grazia ricevuta, realizzato da dei soldati italiani nel pieno della guerra sul fronte carsico, datato 11 novembre 1915.
    I sette uomini si rivolgono alla Vergine Maria e San Pancrazio Martire.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c1&oe=5C83C946





    [INDULGENZE PER I DEFUNTI] Normativa generale e per il mese di Novembre | Radio Spada
    https://i1.wp.com/radiospada.org/wp-...size=522%2C669
    [Immagini e riflessioni] Per le anime sante detenute nel carcere del Purgatorio | Radio Spada

    "Novembre è tradizionalmente il mese dedicato alle care anime che ancora giacciono tra le fiamme purificatrici del Purgatorio. Vi è più che mai la necessità di diffondere la devozione del Purgatorio e di pregare e suffragare (tramite le indulgenze, le sante messe e le opere pie) le anime che sono lì detenute dopo il Giudizio particolare (possono esserci anche i nostri parenti e amici che sono già morti) affinché possano presto raggiungere la gioia eterna del Paradiso. Cosa fare dunque e come farlo? Parlare sempre del Purgatorio, diffondere buoni libri sull’argomento e, soprattutto, pregare! Pregare, lucrare il maggior numero di indulgenze nei giorni prescritti, offrire le proprie opere buone, qualche fioretto, qualche sofferenza per le anime purganti, recitare spesso il “De profundis”, fare celebrare tante Messe (Cattoliche) in suffragio dei defunti. Mai come oggi, in cui il Modernismo ha tentato di cancellare l’esistenza stessa di quel regno ultramondano, bisogna pregare per i fedeli defunti. Mai come oggi bisogna ricordare i Novissimi come ad esempio qui."
    [IMMAGINI E RIFLESSIONI] Memento mori! Quando morirai? Come? Dove? | Radio Spada
    https://www.radiospada.org/tag/anime-purganti/
    [CHI MORRA?, VEDRA?] Il suffragio alle anime purganti | Radio Spada
    [CHI MORRA?, VEDRA?] Le anime del Purgatorio ci proteggono | Radio Spada

    https://www.radiospada.org/2018/11/r...udizio-di-dio/
    https://www.radiospada.org/2018/11/l...ri-conciliari/
    https://www.radiospada.org/2018/11/d...to-purgatorio/





    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “[Dimanche mobile] Quatrième Dimanche après l’Épiphanie.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8c&oe=5C790097

    4 novembre : Saint Charles Borromée, Archevêque de Milan (1538-1584) :: Ligue Saint Amédée
    “4 novembre : Saint Charles Borromée, Archevêque de Milan (1538-1584).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...s_borromee.jpg





    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!










    5 NOVEMBRE 2018: SANTI ZACCARIA ED ELISABETTA, GENITORI DI GIOVANNI BATTISTA; FESTA DELLE SANTE RELIQUIE…



    «5 NOVEMBRE FESTA DELLE SANTE RELIQUIE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa delle Sante Reliquie
    http://www.unavoce-ve.it/pg-5nov.htm




    http://www.sodalitium.biz/ss-zaccaria-ed-elisabetta/
    «5 novembre, Santi Zaccaria ed Elisabetta, genitori di San Giovanni Battista.
    “5 novembre: San Zaccaria, Sacerdote e Profeta, padre di san Giovanni Battista, Precursore del Signore. Così pure santa Elisabetta, madre dello stesso santissimo Precursore”.
    Benedictus (Cantico di Zaccaria)

    Benedetto il Signore, Dio di Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo e ha suscitato per noi una salvezza potente nella casa di Davide suo servo, come aveva promesso per bocca dei suoi santi profeti di un tempo, salvezza dai nostri nemici e dalle mani di quanti ci odiano; così Egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua Santa Alleanza, del giuramento fatto ad Abramo nostro padre di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore in santità e giustizia al suo cospetto per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati, grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, per cui verrà a visitarci dall’alto un sole che sorge, per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte,e dirigere i nostri passi sulla via della pace.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-263x300.jpg







    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    domusmarcellefebvre110815
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    Le vittorie che interessano ai cattolici - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Le vittorie che interessano ai cattolici 5 novembre 2018.
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza.
    Comunicato n. 85/18 del 5 novembre 2018, San Zaccaria.”





    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...e8&oe=5C7E9BD0








    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “5 NOVEMBRE : FESTA DELLE SANTE RELIQUIE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...28&oe=5C85FAE1





    “5 novembre 2018: infra l'Ottava di Ognissanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...75&oe=5C80B27E


    «In ricordo del 5 novembre 1605 e della "congiura delle polveri" e in onore di quei cattolici che combatterono, patirono e morirono per strappare l'Inghilterra alla tirannide anglicana.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...50&oe=5C89D909


    https://www.radiospada.org/2018/11/d...das-reliquias/
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=420&ssl=1
    https://i2.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=610&ssl=1





    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html





    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    "5 novembre : anniversaire de l'ordination sacerdotale de l'abbé Jocelyn Le Gal et du Père Joseph-Marie Mercier. Ad multos annos!"

    5 novembre : La Fête des Saintes Reliques :: Ligue Saint Amédée
    “5 novembre : La Fête des Saintes Reliques.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...s_reliques.JPG








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!











    6 NOVEMBRE 2018: SAN SEVERO, VESCOVO E MARTIRE…



    San Severo - Sodalitium
    «6 novembre, San Severo, Vescovo e Martire.
    “A Barcellona, in Spagna, san Sevèro, Vescovo e Martire, il quale, per la fede cattolica, essendogli stato ficcato un chiodo nella testa, ricevette la corona del martirio”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ro-300x209.jpg








    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...26&oe=5C40B784





    «MESSA PER TUTTI I FEDELI DEFUNTI E ABSOLUTIO SUPER TUMULUM
    Paramenti neri.
    L'ottavario dei defunti (2-9 novembre) è un tempo di grazia per i nostri fratelli che sono rinchiusi nel carcere del Purgatorio.
    I sacerdoti possono celebrare in loro suffragio ogni giorno la Messa per i defunti.

    "Seppellite questo corpo dove che sia, senza darvene pena. Di una sola cosa vi prego: ricordatevi di me, dovunque siate, innanzi all'altare del Signore" (S. Agostino, Confessioni, IX, 11. 27). Con questa parole santa Monica lasciava questa valle di lacrime, affidando la sua anima ai suffragi della Chiesa. E la piissima Madre Chiesa non dimentica alcuna delle anime dei suoi fedeli che si purificano nelle fiamme del Purgatorio, e oltre a ricordarle quotidianamente nel Canone - “Ricordati anche, o Signore, dei tuoi servi e delle tue serve, che ci hanno preceduto col segno della fede e dormono il sonno di pace. Ad essi, o Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, noi ti supplichiamo di concedere, benigno, il luogo del refrigerio, della luce e della pace” - pone nelle mani dei suoi Sacerdoti specifici formulari di Messe per i defunti. I paramenti sono neri, colore che esprime la mestizia che avvolge il momento tremendo e solenne della morte, ma nondimeno la speranza anima la liturgia, la speranza che ai morti venga concessa la beatitudine del Paradiso.
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...funti.html?m=1
    • Terminata la Santa Messa per tutti i fedeli defunti, segue l'Absolutio super tumulum. »
    https://tradidiaccepi.blogspot.com/2...mulum.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...96&oe=5C807ED5





    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html





    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »
    “6 novembre 2018: infra l'Ottava di Ognissanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a6&oe=5C7BE17A

    https://www.radiospada.org/2018/11/d...el-purgatorio/





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    6 novembre : [Diocèse de Lausanne, Genève et Fribourg] Saint Protais, Évêque et Confesseur (640 - vers 699) :: Ligue Saint Amédée
    “6 novembre : [Diocèse de Lausanne, Genève et Fribourg] Saint Protais, Évêque et Confesseur (640 - vers 699).”

    6 novembre : Saint Léonard, Ermite, Patron des Prisonniers (? 559) :: Ligue Saint Amédée
    “6 novembre : Saint Léonard, Ermite, Patron des Prisonniers († 559).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...nt_leonard.jpg








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #52
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    7 NOVEMBRE 2018: SAN PROSDOCIMO, PROTOVESCOVO; SANT’ERCOLANO, VESCOVO E MARTIRE; SAN VILLIBRORDO, VESCOVO, SANT’ENGELBERTO, VESCOVO E MARTIRE…



    Sodalitium - Sito ufficiale dell'Istituto Mater Boni Consilii
    http://www.sodalitium.biz/

    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/

    San Prosdocimo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-prosdocimo/
    «7 novembre, San Prosdocimo, Vescovo e Confessore, patrono della Città e della Diocesi di Padova.

    “A Padova la deposizione di san Prosdocimo, il primo Vescovo di quella città. Ordinato Vescovo dal beato Pietro Apostolo, fu mandato alla predetta città per predicarvi la divina parola, ed ivi, risplendendo per molte virtù e per prodigi, con beata fine si riposò”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-227x300.jpg





    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    "7 novembre - S. Engelberto di Colonia, vescovo e martire."
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html

    "7 novembre - S. Villibrordo, vescovo."
    https://forum.termometropolitico.it/...o-vescovo.html

    "7 novembre - S. Ercolano, vescovo e martire."
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html

    "7 novembre - S. Prosdocimo, Protovescovo di Padova."
    https://forum.termometropolitico.it/...di-padova.html







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c1&oe=5C89349E





    “SETTIMO GIORNO INFRA L'OTTAVA DI OGNISSANTI.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...62&oe=5C826835





    «MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.

    Capitolo settimo: Lo stato soprannaturale delle anime purganti e la loro carità verso di noi.

    Prima di compire il miracolo del cieco nato, Gesù uscì in questa espressione: Bisogna che io faccia le opere di chi mi ha mandato, finché è giorno: poi viene la notte, quando nessuno può operare (Giov. 9, 4).
    Il giorno del quale parla Gesù, è la vita terrena, la notte è la morte del corpo. Finché si vive quaggiù, si può meritare per l'altra vita, ma con la morte non si può meritare più. Il tempo della prova cessa col cessare della vita terrena, e cessa il tempo utile per l'acquisto dei meriti. Il meritare è proprio della vita terrena, e nasce dallo sforzo e dal sacrificio, fatto per amore. Per questo il patire in questa terra è un dono di Dio, come è un dono per l'operaio stancarsi in un lavoro straordinario che poi gli viene ricompensato ad usura. È logico poi che l'anima del Purgatorio con le sue pene paga il debito contratto, e chi paga non guadagna, né col suo pagamento può acquistare qualche cosa. Paga, ed ha solo la pena di sborsare il danaro per il debito contratto. Neppure i Beati del Paradiso possono meritare, perché ogni loro azione, essendo compiuta nel possesso della felicità, manca dell'elemento essenziale del merito e della soddisfazione, che è lo sforzo e il sacrificio. Uno che è completamente ricco e soddisfatto di tutto, non produce ma gode di quello che possiede.
    La mente dell'anima purgante conserva tutta la sua attività; l'intelligenza ha anzi un campo più aperto alla conoscenza, perché non è inceppata dal corpo, e si trova a contatto più diretto con le opere di Dio.
    Prima di tutto l’anima purgante raccoglie la messe dei suoi ricordi, perché conserva la facoltà della memoria. L'anima infatti mantiene in se stessa le tracce della sua vita terrena, senza pericolo di amnesie o di dimenticanze, perché ogni giorno della sua vita terrena è descritto sulla pagina della coscienza a caratteri incancellabili. Ogni parola, ogni pensiero, ogni volere, ogni azione, vivono nella memoria. Bisognerebbe che l'anima si separasse da se stessa, e cambiasse la propria essenza, che dovesse perdere ogni residuo ed ogni ricordo della sua vita passata.
    Da ciò si capisce l'assurdo di quelli che stupidamente pretendono che l’anima prima di informare il corpo dal quale s'è distaccata con la morte, abbia vissute altre vite, delle quali si sia completamente dimenticata, e delle quali non abbia coscienza.

    1. Le anime purganti pregano per le persone care lasciate sulla terra.
    I ricordi che l'anima ha della sua vita terrena, le danno il rammarico delle colpe commesse, e la spingono a pregare per le persone care lasciate sulla terra.
    L'anima trapassata conosce la nostra condizione, ed è al corrente di quanto facciamo per essa. Sia fra i tormenti che nella luce del Cielo, possiede la stessa natura, mantiene con la terra gli stessi rapporti di conoscenza, e se gli avvenimenti di questa vita possono essere noti agli abitatori del Cielo, lo sono ugualmente per gli eletti trattenuti nel Purgatorio. Quelli che noi abbiamo perduti o che piangiamo, non ci hanno del tutto abbandonati.
    Divenuti immateriali, non essendovi per loro questione alcuna di luogo o di distanza, essi ci sono vicini, sono chiaroveggenti, ci riconoscono, seguono in ogni passo con l'attenzione di un amore che diventa sempre più puro, con la delicatezza di uno sguardo che si fa sempre più chiaro, e ci circondano della loro sollecitudine ed attenzione. Come farebbero passare in noi volentieri quell'ardore di carità che li accende, e quella sicurezza della salvezza che li fa beati!
    Questa è l'opinione di I.A. Collet [«I nostri Defunti»], e la ragione di questa opinione, condivisa da altri teologi, è chiara: Ciò che Dio ha congiunto non può separarsi; lo disse Gesù a proposito del matrimonio, ed è una espressione che vale per tutto ciò che Dio ha congiunto. Ora la famiglia è creazione di Dio, e i membri della famiglia sono congiunti dal medesimo sangue dalla provvidenza divina. I vincoli della carità che producono l'amicizia, sono vincoli di amore santificati da Dio, e quindi sono legami posti da Dio, e neppure questi possono infrangersi. Per questi legami, e sempre col permesso di Dio, le anime sono apparse a quelle persone che amarono in Dio e per Dio, come sono, per es., le anime di una stessa Comunità religiosa.
    Per la carità che unisce le anime purganti a noi, esse possono, per la luce che Dio dà loro, prevenirci dai pericoli futuri che possiamo incontrare, ed aiutarci in quelli nei quali possiamo trovarci.
    Di queste comunicazioni di anime trapassate, ci sono innumerevoli esempi.
    Per citarne uno, la Regina Claudia, moglie di Francesco I di Francia, apparve alla Beata Caterina Racconigi, e le annunziò che i Francesi, capitanati dal loro Re, sarebbero scesi in Italia, e che il Re sarebbe stato vinto e fatto prigioniero a Pavia, come difatti avvenne pochi mesi dopo.
    In generale le anime si manifestano nel sonno, nell'attività della fantasia del dormiente che, anche nel sonno, è attiva; e si mostrano o come erano in vita, o con simboli fantastici che equivalgono ad un discorso, diremmo quasi... geroglifico, che il dormiente, svegliandosi, può intendere e decifrare. Per non spaventare, scelgono la via del sonno, e per comunicare un avviso o la predizione di un avvenimento, si servono di immagini formate dalla fantasia sotto la loro azione. Esse risuscitano, per così dire, nel dormiente i fantasmi latenti che ha già, e se ne servono come un tipografo può prendere le lettere da una cassetta tipografica per formare le parole. Come le lettere e le parole formate dalle lettere diventano intelligibili per la conoscenza che se ne ha, così i simboli fantastici dei sogni diventano intelligibili per il valore di espressione che loro attribuisce o l'esperienza, o coloro che sono illuminati od esperti nel decifrarli. Diremmo quasi che è una stenografia dell'anima, per prevenire un dolore o una gioia.

    2. L'attività intima di un'anima purgante.
    Consideriamo ora l'attività intima di un'anima purgante.
    Essa prima di tutto è santa, e la sua santità è eternamente durevole, perché è confermata in grazia; non può peccare e può esercitare le più belle virtù cristiane. Non è un esercizio penoso e fatto con uno sforzo penoso, e perciò, come dicemmo, non può essere meritorio, ma è la sua vita di unione con Dio, è lo stesso stato soprannaturale nel quale l'anima si trova. Essa ama Dio, preferisce le virtù che conducono a Lui, e per questo accetta la purificazione delle proprie imperfezioni con perfetta pace ed amore.
    Per l'unione che ha con Dio, e perché liberata dal corpo, l'anima apprende per l'intelligenza immediatamente ed in un colpo d'occhio i rapporti di tutte le cose col loro Creatore, aderisce irrevocabilmente a Dio, e vede tutto quello che nelle creature rivela la potenza, la sapienza e l'amore di Dio. Perciò ama il Signore con un amore di contemplazione; più di quello che non abbiano fatto i Santi contemplativi, quando erano sulla terra. Questa contemplazione è come la fede che essa ha, è come l'occhio del suo spirito, che vede Dio non intuitivamente.
    Per intendere questo che diciamo, bisogna considerare che cosa è la fede di quelle anime che sono ancora legate al corpo sulla terra. L'uomo ha gli occhi corporali per vedere le cose che lo circondano; può rafforzare la potenza dei suoi occhi con le lenti, i cannocchiali, i telescopi, i microscopi, e allora vede di più, e scopre tante meraviglie del creato, ma sempre nei limiti materiali. Può avere una certa elevazione dello spirito con i calcoli matematici e con la conoscenza delle leggi che regolano i fenomeni della materia.
    Oltre del mondo sensibile, l'uomo può elevarsi con la grazia di Dio al mondo soprannaturale con la fede. La fede è un dono di Dio, è come l'occhio dell'anima, che vede nella oscurità dei misteri, e, credendoli, li vede nella evidenza dell'intelletto e della ragione, che aderiscono a Dio, rivelanti i misteri dell'eternità.
    Ci spieghiamo con un esempio: i raggi così detti infrarossi, possono far scorgere quello che v'è nelle tenebre, come in pieno giorno, senza farsi scorgere. Nell'ultima guerra i Giapponesi avevano preparata un'imboscata contro gli Americani nel folto di una foresta e nel colmo della notte. Gli Americani però avevano apparecchi con raggi infrarossi, e senza essere scorti dai Giapponesi, li videro in pieno, li circondarono e li annientarono. Il loro occhio infrarosso aveva visto nelle tenebre.
    La fede è come l'occhio infrarosso dell'anima pellegrina, che le fa vedere nelle oscurità dei misteri, e la fa vivere in quello che può non vedere con la sua intelligenza e tanto meno con gli occhi del corpo. Rimane nelle tenebre, eppure credendo vede nella luce di Dio cui aderisce dicendo: Credo.
    L'anima purgante non è inceppata dal corpo, è in una luce naturale più intensa, per la percezione più luminosa che ha delle opere di Dio, e quindi ne contempla la grandezza e la maestà nell'ombra del proprio stato di purificazione. Essa quindi non vede l'armonia e l'evidenza del mondo soprannaturale, ma lo crede e, più di una povera anima pellegrina, vive adorando e contemplando. La sua fede è come il suo occhio infrarosso che le permette di vedere la verità, pur stando nelle tenebre del suo stato di purificazione.
    Per quest'occhio interiore, l'anima purgante non può non amare Dio, e non può non preferire le virtù che conducono e piacciono a Lui, non può non accettare i suoi comandamenti e la sua adorabile Volontà, non può non amare in sé l'opera e la creatura di Dio, e il prossimo, nel quale è l'immagine di Dio.
    Questo che diciamo sembrerebbe quasi la paralisi dell'umana libertà dopo la morte del corpo, dal momento che nel Purgatorio l'anima non può scegliere più tra bene e male, tra virtù e peccato, tra più perfetto e meno perfetto, tra la scelta di un mezzo a preferenza di un altro. Eppure non è così, perché la volontà è la facoltà del bene, e quando pure si volge al male, lo apprende come bene in un ordine inferiore; è ingannata da una falsa luce, è tentata da un impulso diabolico, che sta agli antipodi della grazia di Dio, che illumina ed aiuta la volontà a scegliere il bene.
    Nel Purgatorio questo inganno non è possibile; l'anima è in grazia di Dio, ed è confermata in grazia di Dio; la sua intelligenza è rischiarata, e vede le cose tali quali sono; davanti ad essa il male è male, e il bene è bene. La nebbia seduttrice che nasconde il male, e produce come una vertigine nello spirito, che fa cedere la volontà, è dissipata. L'anima anzi si trova, per le sue pene, nella dolorosa esperienza di quello che produce il più piccolo male, la più piccola imperfezione. È libera, ma proprio per questa libertà illuminata dalla grazia e dall'esperienza, non può volgersi più a cose che sono fuori dell'orizzonte del bene, non può scegliere il male, perché le si presenta come male. Questo è un miglioramento meraviglioso di libero arbitrio.
    Un occhio limpido che non è inceppato nella facoltà visiva, non è più perfetto di un occhio che può essere offuscato? La tastiera di un pianoforte è libera, ma non per strimpellarvi note disordinate e stonate. L'artista che non può strimpellare, e suona liberamente ogni dolce melodia, si dirà meno libero di chi strimpella, e si serve dei tasti liberi per storpiare la musica di Bach? L'anima purgante è nell'arte piena dell'armonia del bene; non è forzata o schiava, è libera nel suo volo sempre più dritto a Dio, sua luce e suo amore.
    Del resto anche Dio è libero, infinitamente libero, anzi è la libertà essenziale, e tuttavia non gli è possibile volere il male o l'imperfezione. La sua infinita libertà, tutta in atto, è infinita potenza di bene, infinita sapienza di perfezione, infinito amore, infinita carità; amore che congiunge a Sé il Verbo, carità e bontà che lo rivolge alle sue creature, beneficandole.

    3. Fede - Speranza - Carità nell'anima purgante.
    L'anima purgante dunque pratica in grado eminente la fede, non essendo ancora giunta alla visione intuitiva di Dio, che dissipa ogni nebbia, e la fa vivere nell'eterna luce. Esercita la virtù della speranza, che può dirsi una virtù propria del Purgatorio, perché l'anima, non conoscendo il termine e i limiti della sua purificazione, anela continuamente a Dio, e vi anela con intensità di amore, del quale non possiamo formarci nessuna idea. Anche l'amore che i più grandi Santi hanno avuto in terra verso Dio, è piccola cosa in confronto dell'amore di un'anima purgante. Io credo che per questo tanti Santi, prima di ascendere al Cielo sono passati per il Purgatorio, anche per poco, come risulta da tante loro manifestazioni ad anime buone. Come il razzo che si lancia in orbita intorno alla terra, ha bisogno dell'ultimo scoppio del razzo vettore, che annulla la sua gravità e il suo peso, spingendolo in orbita, così l'anima santa e pura, ha bisogno di un ultimo slancio di amore che la spinga verso Dio, e questo slancio può averlo solo in Purgatorio.
    Santa Caterina da Genova nel suo ammirabile trattato sul Purgatorio, ce ne dà la ragione. Essa dice: Il Signore nel Purgatorio imprime all’anima un movimento d'infocato amore attrattivo, sufficiente ad annichilarla se non fosse immortale. Quest'amore e quest'attrattiva unitiva agiscono continuamente e potentemente su di lei, tanto che essa se potesse scoprire un Purgatorio più terribile di quello in cui si trova, vi si precipiterebbe volentieri, spinta vivamente dall’impetuosità di quell’amore, e questo per liberarsi più presto da tutto ciò che la separa dal Sommo Bene (Trattato del Purgatorio, cap. 9).
    L'anima santa è attratta potentemente da Dio, che l'ama infinitamente, e mente umana non può misurare la forza di quest'attrazione, diremmo quasi magnete infinito che attira il piccolo atomo di ferro. L'anima santa attratta così, è per poco nel Purgatorio, non nelle fiamme della purificazione ma nelle fiamme di un immenso amore, che è come lo scoppio che la spinge definitivamente a Dio che l'attrae. È allora che l'anima compie la sua piena unione alla Volontà di Dio, che è l'Eterno ed Infinito Amore, ed è totalmente trasformata in essa, da potersi unire a Dio in eterno. L'attrazione di Dio e lo slancio dell'anima, danno un profondo senso di umiltà, come l'avrebbe un satellite artificiale, se potesse ragionare, attratto in orbita nell'immensità dello spazio, intorno ad un pianeta colossale. Se ragionasse, si vedrebbe infinitamente piccolo, e pur si sentirebbe attratto e spinto intorno all'immensamente grande. E girerebbe non con la tracotanza dell'uomo che lo lancia e crede di essere vittorioso degli astri, ma con l'umiltà della piccolezza che gira perché l'attrae l'immensamente grande.

    4. Bisogna invocare le anime purganti.
    Nella luce della fede, della speranza, dell'amore, della propria piccolezza inebriata di amore, l'anima non può non considerare con immensa compassione le creature peregrinanti in terra, e perciò è piena di carità per loro, e sommamente benefica, le assiste e le aiuta quando la invocano, e più ancora, per riconoscenza, quando la suffragano, affrettando la sua purificazione e la sua unione con Dio.
    È perciò sommamente salutare invocare le anime purganti nelle nostre angustie e nelle nostre necessità. Innumerevoli sono i fatti che dimostrano la protezione delle anime purganti per gli uomini che le invocano suffragandole.
    Citerò un fatto avvenuto ad un mio lontano parente gioielliere.
    Egli rincasava a sera avanzata, portando con sé i gioielli più preziosi, per timore di una visita dei ladri al suo negozio. Una sera rincasò a tarda notte, e temendo di essere aggredito, si raccomandò lungo la strada alle anime del Purgatorio, recitando il Rosario di requiem.
    Era la mezzanotte quando imboccò il vicolo che menava alla sua abitazione, e con terrore notò alcuni brutti ceffi che stavano in agguato. Più vivacemente invocò le anime del Purgatorio a sua protezione e difesa. C'era una chiesetta al principio del vicolo, e questa improvvisamente si aprì, e ne uscì un corteo di confratelli col sacco e cappuccio bianco, che salmodiavano come per accompagnare un funerale. Il cappuccio era di quelli antichi che oggi non si usano più: copriva tutto il capo e la faccia, ed aveva solo tre fori: due per gli occhi e uno per la bocca. Il gioielliere non trovò di meglio che unirsi a quel corteo che era visibile ai ladri appiattati nell'ombra. La moglie impensierita dall'ora avanzata, stava alla finestra per spiare l'arrivo del marito.
    Questi infatti, dopo poco, rincasò disfatto dal timore dei ladri, e consolato dal provvidenziale corteo che l'aveva salvato. Raccontò il fatto alla moglie e questa ne fu più sorpresa di lui, perché l'aveva visto rincasare solo. E poiché il marito insisteva nell'affermare la realtà del corteo, essa gli fece riflettere che oltre la mezzanotte nessun esequie poteva farsi. Fu allora che entrambi capirono che quei confratelli del corteo funebre, erano anime del Purgatorio, accorse in difesa di lui. È un fatto certissimo, tramandato nella nostra famiglia, e mi fu raccontato dalla mia mamma, che l'aveva appreso proprio dal gioielliere, beneficato dalle anime per le quali pregava lungo la strada.
    Fonte: Preghiere a Gesù e Maria »







    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html

    "7 novembre 1954.
    Vi è forse bisogno di dire che un editore cattolico non si attiene se non a ciò che è buono? Mentre l'interesse commerciale potrebbe indurlo a venire a patti con la morale, egli respinge qualsiasi arrendevolezza a quel che la sua coscienza riproverebbe. Ma inoltre egli ha la massima cura della qualità. Non accetta che un libro onesto nella sua linea, accurato e corretto; e a questo fondo solido si studia di dare una forma degna. Non ignora la somma di cognizioni e di lavoro che ciò richiede, e non risparmia fatica per conseguire la perfezione che i suoi mezzi gli consentono. La carta e i caratteri saranno scelti con la più grande attenzione; quindi la composizione, che è l'opera d'arte propriamente detta, presenterà il testo nelle migliori condizioni di armonia, di chiarezza e di eleganza; la stampa stessa avrà tutta la finitezza e la precisione desiderabili, di guisa che tutti i mezzi e gli espedienti della tecnica e della tradizione saranno messi al servizio del gusto e della invenzione, per fare dell'opera più modesta un lavoro di stile, una cosa bella, fonte di gioia perenne. Da questi elementi dipende la riputazione di una Casa editrice; ma soprattutto l'editore cattolico ama di offrire a Dio il pieno impiego dei suoi talenti. Non sembra che sia un diminuire la parabola evangelica il vedere in essa anche l'elogio del lavoro ben fatto. La legge del lavoro è stata infatti imposta dal Creatore all'uomo per la sua perfezione. Chiunque invero si studia di compiere eccellentemente le sue azioni quotidiane, adempie la volontà di Dio e rende onore al Padre che è nei cieli; in tal modo si prepara a ricevere da Lui lume e forza per incamminarsi verso la perfezione dell'anima, fine ultimo della sua vita.
    Dal DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII AGLI EDITORI CATTOLICI."

    "Illuminare, nutrire, elevare gli spiriti e i cuori, è il dovere e l'onore della stampa, e particolarmente della stampa cattolica. L'Apostolo S. Paolo descrive spesso nelle sue Lettere il vero spirito cattolico, quello stesso che deve guidare la vostra azione: « Esaminate tutto, attenetevi al buono » (1 Thess. 5, 21). « Tutto quello che è vero, tutto quello che è onesto, tutto quello che è giusto, tutto quello che è santo, tutto quello che rende amabile, tutto quello che fa buon nome, se qualche virtù, se qualche lode di disciplina, a queste cose pensate » (Phil. 4, 8). « Tutto è vostro: voi poi di Cristo : e Cristo di Dio » (1 Cor. 3, 22-23).
    7 novembre 1954 dal DISCORSO DI SUA SANTITÀ PIO PP. XII AGLI EDITORI CATTOLICI."







    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “7 novembre 2018: infra l'Ottava di Ognissanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3e&oe=5C76DA9A





    “[GLORIE DEL CARDINALATO] S.E.R. Cardinal Agostino Rivarola (1758-1842)

    Agostino Rivarola nacque a Genova il 14 Marzo 1758 da nobile famiglia della repubblica. Addetto agli uffici amministrativi dello Stato Pontificio, governatore di San Severino, fu espulso dallo stato pontificio per volere delle autorità francesi nel 1797. Ebbe modo di incontrare Papa Pio VI durante la sua prigionia a Parma, cercando di organizzarne in qualche modo la fuga. Collaborò all’organizzazione del conclave del 1799-1800 a Venezia. Durante la prima restaurazione papale, fu legato pontificio a Perugia e Prolegato a Macerata, nonchè governatore delle Marche dal 1802 al 1807. Arrestato e imprigionato dai francesi, soffrì sei mesi di durissima prigionia e poi 18 mesi di arresti domiciliari. Caduto Napoleone, accompagnò Papa Pio VII nel suo viaggio di ritorno a Roma. Resse le sorti della Città santa durante l’invasione del generale Murat nel 1815 e lavorò col cardinale della Somaglia alla piena restaurazione dell’ordine prerivoluzionario. Il primo Ottobre 1817 venne creato cardinale. Ricevette il suddiaconato il 10 ottobre 1819, il diaconato il 12 ottobre 1819 e l’ordinazione sacerdotale il 5 Ottobre 1823. Successivamente, Papa Leone XII lo inviò a Ravenna in qualità di Delegato a Latere per tutta la Romagna. Durante il suo mandato gli fu affidata la lotta contro il giansenismo e la carboneria, conclusasi con la condanna di 514 carbonari, colpevoli di aver tramato contro l’ordine dello Stato della Chiesa. Subì un attentato omicida andato a vuoto il 23 agosto 1826 da parte di settari. Tornato a Roma, partecipò ai conclavi del 1829 e del 1830-1831, mantenendo vari incarichi di governo durante il pontificato di Papa Gregorio XVI. Morì il 7 Novembre 1842.
    Nota storica a cura di Piergiorgio Seveso.”
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=410&ssl=1






    https://www.radiospada.org/2018/11/d...el-purgatorio/





    Como ovejas sin Pastor
    https://1.bp.blogspot.com/-J-Z3azd8v...1600/VOTO1.jpg

    https://moimunanblog.com/



    Études Antimodernistes - Collection d'études théologiques, canoniques, liturgiques et historiques antimodernistes
    http://www.etudesantimodernistes.fr/

    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/

    https://francenationaliste.wordpress.com/

    oblatio-munda -
    http://oblatio-munda.over-blog.com/



    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...eveque-658-738
    “7 novembre : Saint Willibrord, Évêque (658-738).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._willibord.jpg








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  3. #53
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    8 NOVEMBRE 2018: I QUATTRO SANTI CORONATI, MARTIRI…



    «8 NOVEMBRE I QUATTRO SANTI CORONATI, MARTIRI.»
    Guéranger, L'anno liturgico - I Quattro santi Coronati, Martiri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-8nov.htm




    Santi Quattro Coronati - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santi-quattro-coronati/
    «8 novembre, l’Ottava di Ognissanti e i Santi Quattro Coronati, Martiri.

    “Concedi, Dio onnipotente, a noi che veneriamo la forza mostrata dai martiri nei tormenti, di sperimentare la loro bontà a nostro riguardo”.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-235x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6c&oe=5C3DABB3





    “OTTAVA DI OGNISSANTI.
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico - 1° novembre. Festa di tutti i Santi
    Sisto IV, nel 1480, stabilì che fosse celebrata dalla Chiesa universale l'ottava di Tutti i Santi. Penetriamo l'intimo spirito della liturgia terrena, che ci inizia a quella celeste. «Ispirata a quei medesimi cori che continuamente si cantano davanti al trono di Dio e all'Agnello - dicevano già Urbano VIII e poi Pio X - conviene che la divina salmodia, mediante la quale la Sposa si consola durante questo esilio, dell'assenza del celeste Sposo, sia senza difetti e senza macchie».
    • Dal libro di san Cipriano Vescovo e Martire sulla mortalità.
    In fine.
    È da considerare, fratelli dilettissimi, e da meditare spesso, che noi abbiamo rinunziato al mondo, e che siamo quaggiù come stranieri e pellegrini. Amiamo il giorno, che stabilisce ciascuno nella sua vera dimora, il giorno che, toltici di qua e sottrattici ai lacci di questo secolo, ci restituisce al paradiso e al regno celeste. Chi, trovandosi straniero, non s'affretterebbe di ritornarsene in patria? Chi, smanioso di navigare per rivedere i suoi, non desidererebbe con avidità un vento propizio, per poter più presto abbracciare i suoi?
    Noi riguardiamo il paradiso come la nostra patria, e già vi abbiamo i nostri padri, i Patriarchi: perché non ci affrettiamo a correre per vedere la patria nostra, per poter salutare i nostri parenti? Un gran numero di amici ci attende lassù, una folla considerevole e fitta di genitori, di fratelli, di figli ci desidera, già sicura della propria immortalità e ancora timorosa della nostra salvezza. Quando ci sarà dato di vederli e abbracciarli, che gioia vicendevole per essi e per noi! Quale voluttà in quel regno celeste senza più timore di morire, e sicuri di vivere eternamente! Che felicità somma e perpetua!
    Là il glorioso collegio degli Apostoli, là il corteggio imponente dei Profeti esultanti, là un popolo innumerevole di Martiri coronati per la loro vittoria nel combattimento e nelle sofferenze. Là le Vergini trionfanti, che colla virtù della continenza assoggettarono la concupiscenza della carne e del senso. Rimunerati i misericordiosi, che cogli alimenti e le elargizioni ai poveri praticarono le opere di giustizia: e osservando i comandamenti del Signore, trasferirono nei tesori celesti i loro patrimoni terreni. Affrettiamoci ad essi, dilettissimi fratelli, pieni di desiderio, e sospiriamo di trovarci presto con essi, affinché ci sia dato di giungere presto a Cristo.
    SANTA MESSA
    - All'Epistola.
    Nell'antichità i re segnavano col loro sigillo i servi e i soldati. Dio è considerato come avente un sigillo col quale i suoi Angeli segnano gli eletti per significare ch'essi sono del Signore. I segnati col sigillo divino (144000, numero simbolico, che è il prodotto di 12000 per 12, numero delle tribù d'Israele), rappresentano i convertiti dal giudaismo. La grande folla rappresenta i convertiti dal paganesimo. Gli Angeli uniscono le loro Lodi a quelle degli uomini e tutti rendono gloria a Dio e al suo Cristo.
    - Al Vangelo.
    Il Sermone sulla montagna ha nel Nuovo Testamento tanta importanza, quanta n'ebbe il decalogo nell'Antico. Le otto Beatitudini indicano le doti da possedersi per aver parte al Regno Messianico sulla terra e nei Cieli.
    • Omelia di sant'Agostino Vescovo.
    Libro 1 sul Sermone del Signore sulla montagna, cap. 5.
    Beati siete voi, dice, quando vi oltraggeranno e vi perseguiteranno e, mentendo diranno di voi ogni male per cagion mia: rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (Matth. 5,11). Chiunque cerca nella professione cristiana le delizie di questo secolo e il godimento dei beni temporali, badi che la felicità nostra è tutta interiore; come lo dichiara una voce profetica dell'anima che appartiene alla chiesa: Tutta la gloria della figlia del re, è interiore (Ps. 44,14). Fuori ci si promettono ingiurie, persecuzioni e calunnie; per le quali tuttavia c'è in cielo una grande ricompensa, che già si pregusta dal cuore di quelli che soffrono, di quelli che già possono dire: Noi ci gloriamo delle tribolazioni, sapendo come la tribolazione produce la pazienza, la pazienza la prova, la prova la speranza, la speranza poi non confonde; perché la carità di Dio è stata diffusa nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato dato (Rom. 5,3).
    Giacché il frutto non sta nel soffrire tali cose, ma nel soffrirle in nome di Cristo non solo pazientemente, ma anche con gioia. Molti eretici infatti, ingannando le anime col falso nome di cristiani, soffrono molte di queste cose; ma sono esclusi da questa ricompensa, perché non è detto soltanto: Beati quelli che soffrono persecuzione (Matth. 5,10); ma vi si aggiunge: Per la giustizia. Ora dove non c'è vera fede, non ci può essere la giustizia: perché Il giusto vive di fede (Rom. 1,17). E neppure gli scismatici si ripromettano nulla di questa ricompensa: perché del pari dove non c'è carità, non ci può essere giustizia. L'amor del prossimo infatti non opera il male (Rom. 18,10). Ora se essi l'avessero, non dilanierebbero il corpo di Cristo, che è la Chiesa.”
    https://sardiniatridentina.blogspot....santi.html?m=1
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...26&oe=5C77861B





    "SESTO GIORNO INFRA L'OTTAVA DEI FEDELI DEFUNTI.
    OTTAVA PEI MORTI
    Orazioni da recitarsi anche ad una ad una.


    I. All'Eterno Padre.

    Padre onnipotente ed eterno, innanzi al quale vivono i morti non meno che i vivi, io adoro la vostra infinita santità che niente ammette di immondo nel regno della gloria, e ammiro la vostra sapienza e ringrazio la vostra misericordia, che colla creazione del Purgatorio ha preparato un mezzo sicuro per purificare da ogni macchia e rendere degne del Cielo tutte quelle anime che escono di questa vita prima di avere intieramente scontati i debiti da loro contratti colla vostra giustizia. E giacché, come Padre amorosissimo ed amantissimo Sposo di tutti i fedeli rinchiusi in quella grande fornace di fuoco, niente più vivamente desiderate che di vederli perfettamente riconciliati con Voi, onde ammetterli al possesso dell'eredità vostra nel Paradiso, accettate di grazia, in unione dei meriti di Gesù Cristo, i suffragi di tutta quanta la Chiesa, quelle miserabili preghiere che noi vi offeriamo per quegli esuli infelicissimi. Fate che vedano ciò che credettero, che possiedano ciò che sperarono e che si riempiano di ciò che amarono. Degnatevi ancora di perdonare a noi tutte quelle colpe, colle quali abbiamo meritato, non solo il Purgatorio, ma ancora l'inferno, e di aiutarci a profittare in avvenire di tutti i travagli della vita ed a menare costantemente una condotta santa, da poter alla morte passare senza ritardo al gaudio degli eletti in Cielo.
    Maria Addolorata, offerite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio.
    Pater, Ave, Gloria, Requiem.

    II. A Gesù Cristo.

    Amorosissimo Redentore, che per la salvezza delle anime sosteneste nientemeno che la croce, e fino all'ultima goccia versaste il vostro Sangue divino, affinché tutti avessero in pronto una soddisfazione sempre maggiore dei proprii debiti, degnatevi di riguardare con occhio di misericordia le povere Anime del Purgatorio, affine di estinguere del tutto, o almeno mitigare in gran parte, l'ardore di quel fuoco che le tormenta. Noi vorremmo essere così fervorosi da meritare presso di Voi una grazia così distinta, e che Voi stesso desiderate vi sia chiesta da noi, per così secondare i consigli della vostra misericordia, senza nulla togliere ai diritti della vostra giustizia. Ma dacché le nostre preghiere non sono degne di esaudimento, ascoltate nelle nostre quelle delle affliittissime vostre spose, che vi furono sempre fedeli fino all'ultimo respiro, ed ora sospirano incessantemente di volare fra le vostre braccia per non allontanarsene mai più. Come potete Voi non commuovervi ai loro gemiti, non esaudire i loro voti, se continuamente benedicono la vostra destra nell'atto che le respinge da Voi, e le tiene immerse in un baratro di inesprimibili pene? Ah! come nel giorno della vostra morte discendeste in tutti i luoghi inferiori non solo per trionfare dei vostri nemici, ma ancora per consolare i vostri credenti, scendete adesso nel carcere del Purgatorio, e annunciando la pace a quanti vi si trovano rinchiusi, traeteli tutti con Voi alla partecipazione del vostro Regno.
    Maria Addolorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio.
    Pater, Ave, Gloria, Requiem.

    III. Allo Spirito Santo.

    Divino Spirito, Creatore e Santificatore delle anime, la cui natura non è che bontà, e il cui maggior piacere è l'usare misericordia, riguardate con occhio di compassione le povere Anime del Purgatorio, le quali, se sono addoloratissime per le fiamme, che nella maniera più atroce le tormentano continuamente, sono assai più afflitte per essere disgiunte da Voi, che siete, l'unico loro sommo Bene; e tanto più si accorano in quanto che non possono non conoscere che stava in mano loro l'evitar tanti mali, col fare, mentre erano in vita, una maggior penitenza dei loro peccati; e con lo schivare con maggior sollecitudine ogni anche piccola trasgressione della vostra santissima legge. Deh! Voi che siete il Padre di ogni consolazione, mitigate le pene di quelle infelici, compite nelle nostre suppliche i loro voti. In vista della fedeltà con cui vi servirono sopra la terra, dimenticate quei falli che la fragilità della nostra natura ha fatto loro qualche volta commettere; fate che senza ritardo succeda la luce alle tenebre, il riposo al travaglio, il giubilo alla tristezza, accordando loro quell'eterna felicità che avete promessa ad Abramo e a tutta la sua discendenza. Degnatevi ancora di fare a noi tutti conoscere quanto grande sia il debito che si contrae colla vostra giustizia per ogni menoma colpa, affinché viviamo per modo da soddisfare a tutti i delitti finora contratti, e da non farne mai più dei nuovi.
    Maria Addolorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio.
    Pater, Ave, Gloria, Requiem.

    IV. A Maria.

    Amorosissima Consolatrice di tutti quanti gli afflitti, Madre di tutti i fedeli così vivi come defunti, Maria Santissima, volgete i vostri occhi misericordiosi sulle povere Anime del Purgatorio, che sono così meritevoli della comune pietà, perché incapaci di aiutarsi da se medesime. Interponete presso il trono della divina misericordia tutta la potenza della vostra mediazione; offerite, a sconto dei loro debiti, la Vita, la Passione, la Morte, il Sangue Preziosissimo e i meriti ineffabili del vostro divin Figliuolo, non che i meriti vostri e quelli di tutti i Santi del Cielo e di tutti i giusti della terra; finalmente tutti i sacrificii, le comunioni, le penitenze, le orazioni, le limosine e tutte quante le buone opere che si sono fatte finora, e si faranno in avvenire nella cattolica Chiesa, onde, soddisfacendo compiutamente alla divina giustizia, siano al più presto sollevate dalle atrocissime pene, che soffrono non solo pel fuoco in cui sono immerse, e per la lontananza del loro unico Bene, ma anche per la dimenticanza in cui sono lasciate dalla maggior parte degli uomini.
    Tre Ave e tre Requiem.

    V. A san Michele.

    Glorioso Arcangelo san Michele, che, come principale protettore di tutto il popolo ebreo, per una via tutta seminata di prodigi e di vittorie, lo traeste dall'Egitto ov'era schiavo e lo rendeste possessore di quella felicissima terra che era da tanto tempo l'oggetto de' suoi sospiri; e come specialissimo protettore del mistico gregge evangelico, fate sempre vostra delizia il liberarlo da tutti i pericoli, il consolarlo in ogni affanno, e il procurargli l'appagamento di tutti i santi suoi voti, degnatevi di ottenere alle povere Anime del Purgatorio la mitigazione e l'abbreviamento delle tormentosissime pene in cui gemono, come già consolaste i tre fanciulli nella fornace, rendendo innocue colla vostra presenza le fiamme da cui erano circondati. Colla vostra benigna presenza, voi le rendeste trionfatrici di ogni assalto nemico, quando stavano per uscire da questo esilio, e perorando la loro causa presso il divin tribunale, otteneste loro la sentenza assicuratrice del Cielo. Compite adunque l'opera vostra coll'impetrar loro sollecita la liberazione da quel carcere in cui si trovano ancora rinchiuse.
    E, se è ufficio vostro l'introdurre le Anime sante nel Regno della luce, solennemente promesso ai veri figli di Abramo, non tardate a sollevare agli splendori della gloria chi ora geme fra le tenebre le più dense, e a far partecipe delle eterne delizie chi ora spasima fra ogni sorta di pene. Noi ve ne scongiuriamo colle suppliche le più fervorose; e sicuri della vostra annuenza ai nostri piissimi desiderii, vi promettiamo fin d'ora perpetua la più viva riconoscenza alla divina misericordia, non meno che a voi, che ne siete, dopo la Vergine Maria, il più munifico dispensatore e il più caritatevole ministro.
    Tre Angele Dei e tre Requiem.

    VI. A san Giuseppe.

    Gloriosissimo Patriarca san Giuseppe, alla vostra autorevole intercessione raccomando vivamente il riposo e la pace eterna di tutte le Anime penanti nel Purgatorio. Voi non potete non avere tenerezza per loro dacché sono figlie dilettissime di Maria vostra Sposa, e spose di Gesù che a voi volle esser subordinato e riputato vostro figliuolo. Oltre di che, se voi siete così generoso nel sovvenire a chi languisce in questa valle di pianto, molto più sarete tale nel sovvenire a chi pena in quel torrente di fuoco. Vi supplico dunque, o grande Amministratore delle grazie e dei tesori di Dio, ad interporre frequentemente per quelle Anime le vostre efficaci preghiere; tanto più che niente a voi nega su in Cielo Chi si compiacque di esser vostro suddito qui sulla terra.
    Tre Gloria e tre Requiem.

    VII. Alle Anime Purganti.

    Anime sante del Purgatorio, che in mezzo alle pene più atroci di quella orrenda fornace benedite di continuo quella spada che vi strazia, quella mano che vi flagella per farvi degne del Cielo, consolatevi, poiché se avete legate le mani ed i piedi, onde non potete aiutarvi da Voi stesse, vi è però in terra chi le ha tuttora libere e sciolte per levarle al Cielo in vostro favore e stenderle al vostro soccorso. Consolatevi, che, se finora foste addolorate ed afflitte, non andrà molto che il Signore, riconciliato con voi per mezzo dei nostri suffragi, rasciugherà di propria mano le vostre lagrime, e allontanando da voi la spada, che vi strazia per purificarvi, vi introdurrà nel Regno della luce e della pace, donde sono eternamente banditi l'affanno ed il dolore. Noi ci ricordiamo di voi per suffragarvi; voi ricordatevi di noi per aiutarci; perocché, sebbene per voi nulla possiate, per altri potete assaissimo. Deh per pietà! appena sarete arrivate alla gloria a cui aspirate con tanti gemiti, ricordatevi di chi, soddisfacendo per voi, ve ne ha anticipato il possesso. E siccome noi siamo tuttavia in un mare sempre burrascoso, il quale ad ogni istante ne minaccia naufragio, fate colla vostra mediazione che evitiamo tutti gli scogli, superiamo tutte le tempeste, onde camminando sicuri per la strada da voi già percorsa, giungiamo un giorno con voi al porto sospiratissimo della beatitudine sempiterna.
    Requiem."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...58&oe=5C86E177





    "I SANTI QUATTRO CORONATI
    Martiri.

    Semplice.
    Paramenti rossi.

    Guéranger, L'anno liturgico - I Quattro santi Coronati, Martiri


    Il Martirologio Romano ricorda oggi: «A Roma, sulla via Labicana, a tre miglia dalla città, la passione dei santi Martiri Clàudio, Nicostrato, Sinforiàno, Castòrio e Simplicio, i quali, prima messi in prigione, quindi crudelissimamente tormentati cogli scorpioni, finalmente, non potendo essere smossi dalla fede di Cristo, da Diocleziano furono fatti precipitare nel fiume.
    Nello stesso luogo, sulla via Labicana, il natale dei santi Quattro Coronati fratelli, cioè Sevèro, Severiàno, Carpóforo e Vittorino, i quali, sotto il medesimo Imperatore, furono percossi fino alla morte con flagelli piombati. Non essendosi allora potuto conoscere i loro nomi, che, dopo alcuni anni, si seppero per divina rivelazione, fu stabilito che si celebrasse l’anniversario di essi, insieme con quei cinque, sotto il nome dei santi Quattro Coronati; uso che perseverò nella Chiesa, anche dopo la rivelazione dei loro nomi».
    Il Martirologio Geronimiano porta oggi questa indicazione: «A Roma, sul Monte Celio (l'anniversario) dei SS. Simproniano, Claudio, Nicostrato e Castore». Questi Martiri, divenuti celebri a Roma, ove le loro reliquie furono trasportate nella prima metà del IV secolo, vennero indicati col nome di Quattro Coronati, sebbene siano cinque, dovendosi annoverare anche un certo Simplicio. Pare siano periti nel 306. Erano scultori presso le cave di Sirmio (Pannonia). Sembra che siano stati condannati per aver rifiutato di scolpire un Esculapio, loro ordinato da Diocleziano, il quale, l'anno dopo la sua abdicazione, sarebbesi recato colà per sorvegliare personalmente l'esecuzione di varii lavori destinati ad ornare il suo palazzo di Salona, dov'erasi ritirato.

    SANTA MESSA
    Se ne fa commemorazione nella Santa Messa dell'Ottava di Ognissanti con Oratio, Secreta e Postcommunio:

    Oratio
    Orémus.
    Præsta, quǽsumus, omnípotens Deus: ut, qui gloriósos Mártyres fortes in sua confessióne cognóvimus, pios apud te in nostra intercessióne sentiámus.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    R. Amen.

    Preghiamo.
    Concedi, te ne preghiamo, o Dio onnipotente, che noi, conosciuta la forza dei gloriosi martiri nel confessare la fede, ne esperimentiamo la benignità come nostri intercessori presso di te.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    R. Amen.

    Secreta
    Benedíctio tua, Dómine, larga descéndat: quæ et múnera nostra, deprecántibus sanctis Martýribus tuis, tibi reddat accépta, et nobis sacraméntum redemptiónis effíciat.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    R. Amen.

    Scenda abbondante la tua benedizione, o Signore, e per le preghiere dei tuoi santi martiri, a te renda accetti i nostri doni e per noi diventi pegno di redenzione.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    R. Amen.

    Postcommunio
    Orémus.
    Coeléstibus refécti sacraméntis et gáudiis: súpplices te, Dómine, deprecámur; ut, quorum gloriámur triúmphis, protegámur auxíliis.
    Per Dominum nostrum Jesum Christum, Filium tuum: qui tecum vivit et regnat in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia saecula saeculorum.
    R. Amen.

    Preghiamo.
    Ristorati dal sacramento e dalle delizie celesti, umilmente ti supplichiamo, Signore; ci protegga il soccorso di coloro, il cui trionfo è la nostra gloria.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, in unità con lo Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
    R. Amen."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...52&oe=5C7D8C29
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...49&oe=5C879FDF










    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.

    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare i Santi Martiri Clàudio, Nicostrato, Sinforiàno, Castòrio e Simplicio, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi avete loro elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questi Santi Martiri, ed a loro affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, i Santi Martiri Clàudio, Nicostrato, Sinforiàno, Castòrio e Simplicio possano essere miei avvocati e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html







    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice Edizioni Radio Spada - Home
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “8 novembre 2018: Ottava di Ognissanti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...89&oe=5C7F005C





    “8 novembre 2018: Santi Quattro coronati, martiri.

    La Chiesa rivolge oggi un pensiero ai Martiri ai quali in Roma è dedicata una basilica che, come una imponente fortezza, domina il monte Celio.
    La storia di questi martiri non è chiara. Forse, si dice, non si tratta di quattro martiri, ma di tre gruppi di martiri e cioè cinque scalpellini della Pannonia: Sempronio, Claudio, Nicostrato, Castore, Simplicio; quattro Cornicularii o, come oggi si direbbe, sottufficiali di cavalleria; quattro santi di Albano: Severo, Carpoforo, Severiano e Vittorino.
    Recitiamo in loro onore la colletta della Messa: "Concedi, Dio onnipotente, a noi che veneriamo la forza mostrata dai martiri nei tormenti, di sperimentare la loro bontà a nostro riguardo".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1251.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1b&oe=5C70E6D3





    «8 novembre 1620 : Le armate cattoliche trionfano delle armate protestanti alla Montagna Bianca presso Praga e riconquistano al Cattolicesimo la Boemia. Il trionfo fu impetrato da Santa Maria della Vittoria la cui effigie fu consegnata solennemente a Paolo V che la fece collocare sull'altar maggiore della chiesa San Paolo al Quirinale ribattezzata di Santa Maria della Vittoria (in foto).
    Uno degli autori della vittoria fu il Feldmaresciallo Johann Tserclaes, conte di Tilly, detto il Monaco in armatura

    (https://www.radiospada.org/2018/05/v...onte-di-tilly/ ).»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9f&oe=5C6DAC6B





    “L'8 novembre 618 muore Sant'Adeodato I Papa.”

    “L'8 novembre 955 muore Papa Agapito II, Sommo Pontefice.”

    “L'8 novembre 1047 Papa Benedetto IX dei conti Tuscolani è reintegrato sul trono di Pietro.”







    Como ovejas sin Pastor
    http://sicutoves.blogspot.com/
    https://1.bp.blogspot.com/-J-Z3azd8v...1600/VOTO1.jpg


    https://moimunanblog.com/



    Études Antimodernistes - Collection d'études théologiques, canoniques, liturgiques et historiques antimodernistes
    http://www.etudesantimodernistes.fr/


    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    https://francenationaliste.wordpress.com/


    oblatio-munda -



    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    8 novembre : Saint Geoffroy ou Godefroy, Évêque d'Amiens (1066-1115) :: Ligue Saint Amédée
    8 novembre : Saint Geoffroy ou Godefroy, Évêque d'Amiens (1066-1115)
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...t_geoffroy.jpg





    8 novembre : les Quatre Saints Couronnés :: Ligue Saint Amédée
    “8 novembre : les Quatre Saints Couronnés.
    A Rome, sur la voie Lavicane, la mort des quatre saints martyrs, les frères Sévère, Sévèrien, Carpophore et Victorin. Sous l’empereur Dioclétien, on les mit à mort en les frappant à coups de lanières plombées. - Martyrologue romain.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...i_coronati.JPG








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  4. #54
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    9 NOVEMBRE 2018: COMMEMORAZIONE DI SAN TEODORO, MARTIRE; DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL SS. SALVATORE…



    «9 NOVEMBRE DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL SS. SALVATORE.»
    http://www.unavoce-ve.it/pg-9nov.htm

    «LO STESSO GIORNO 9 NOVEMBRE COMMEMORAZIONE DI SAN TEODORO, MARTIRE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di san Teodoro, Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-9nov-2.htm




    Dedicazione del Laterano - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/dedicazione-del-laterano/
    «9 novembre, Dedicazione dell’Arcibasilica del santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano, madre e capo di tutte le chiese dell’Urbe e dell’Orbe.

    “Il 9 novembre del 324 fu il giorno natalizio o Dedicazione della Basilica del Laterano, della quale l’imperatore Costantino aveva ordinato la costruzione nel 315. Papa Silvestro la dedicò al Salvatore la cui immagine, presentata ai fedeli, dopo i secoli delle persecuzioni, parve una apparizione divina. I Papi fissarono la residenza nel palazzo vicino alla Basilica, che fu perciò la loro cattedrale, e sorse così “la madre e il capo di tutte le Chiese e città del mondo … Oggi ancora in quella chiesa i Papi prendono possesso ufficiale del loro alto ufficio, in quella chiesa dal IV secolo si compiono le grandi funzioni della benedizione degli Olii Santi nel Giovedì Santo e la benedizione del Fonte nella Veglia Pasquale … Leviamo a Cristo le acclamazioni che si leggono nel mosaico dell’abside: ti attendiamo, Salvatore e Signore, Gesù Cristo. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Tu sei il nostro Maestro, o Cristo!” (dom Prosper Guéranger).»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-300x140.jpg





    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...01&oe=5C875675





    “DEDICAZIONE DELL'ARCIBASILICA DEL SANTISSIMO SALVATORE.
    Doppio di II classe.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Domenica ventiquattresima e ultima dopo la Pentecoste

    Fra le ricche e grandiose basiliche romane, nelle quali con solennità dal IV secolo si celebrano le cerimonie del culto cristiano, occupa il primo posto quella di cui oggi si celebra l'anniversario della Dedicazione. Il palazzo dei Laterani, posto sul monte Celio, apparteneva a Fausta, moglie di Costantino. Dopo la sua conversione, Costantino lo donò al Papa, perché ne facesse sua privata dimora, e vi fondò la chiesa del «Laterano», che divenne la Chiesa madre di Roma e del mondo. Il 9 Novembre 324, il papa san Silvestro I la consacrò col nome di «Basilica del Santissimo Salvatore»: era la prima consacrazione di una Chiesa romana. Più tardi al tempo di Lucio II (secolo XII) questa Chiesa fu dedicata a San Giovanni Battista, al quale era intitolato il Battistero annesso alla basilica; perciò ora è nota sotto il titolo di «San Giovanni in Laterano». In questa basilica e nell'annesso palazzo dal secolo IV al secolo XVI, si sono riuniti più di venticinque Concili, dei quali cinque ecumenici. Le Stazioni più solenni hanno per mèta questa basilica, ove avvenivano le ordinazioni dei sacerdoti, la riconciliazione dei penitenti, e nel giorno di Pasqua, il battesimo dei catecumeni, e i neofiti ritornavano in processione durante tutta l'Ottava. La prima Domenica di Quaresima si apre a San Giovanni in Laterano il grande Ciclo liturgico della penitenza e vi si ritorna la Domenica delle Palme e il Martedì delle Rogazioni; ivi si compiono le solenni funzioni del Giovedì Santo e del Sabato Santo, e vi si celebra la Messa il Sabato in Albis e la vigilia della Pentecoste. Questa chiesa, essendo stata distrutta, fu ricostruita e riconsacrata nel 1726 da Benedetto XIII e il ricordo di questa riconsacrazione, come anche quello della prima fu fissato al 9 Novembre.
    L'Arcibasilica Lateranense è la Cattedrale del Papa, la Madre e il Capo di tutte le Chiese dell'Urbe e dell'Orbe.
    • I riti, che la Chiesa Romana osserva nella consacrazione delle Chiese e degli altari, furono istituiti dal Papa san Silvestro I. Benché ci fossero fin dai tempi degli Apostoli dei luoghi dedicati a Dio, e chiamati ora oratori, ora chiese, dove la domenica si tenevano le adunanze, e il popolo cristiano costumava di pregare, udire la parola di Dio e di ricevere l'Eucarestia, tuttavia non si consacravano con tanta solennità, non vi si erigevano ancora altari in titolo, che, unti col crisma, rappresentassero nostro Signor Gesù Cristo, ch'è nostro altare, ostia e pontefice.
    Ma allorché l'imperatore Costantino ebbe ottenuta col sacramento del battesimo la sanità e la salute dell'anima, allora egli emanò una legge colla quale per la prima volta si permetteva in tutto il mondo ai Cristiani di costruire chiese; ed egli li eccitò alla costruzione di edifici sacri, non solo col suo editto, ma ancora coll'esempio. Infatti, dedicò nel suo palazzo di Laterano una chiesa al Salvatore, e contiguo ad esso fondò il battistero sotto il nome di san Giovanni Battista, nel luogo stesso ove egli era stato battezzato da san Silvestro, e guarito dalla lebbra dell'infedeltà; chiesa che consacrò lo stesso Pontefice il 9 Novembre. E noi quest'oggi celebriamo la memoria di questa consacrazione, perché in questo giorno fu fatta a Roma la prima consacrazione pubblica d'una chiesa, e apparve al popolo Romano l'immagine del Salvatore dipinta sulla parete.
    Che, se poi il beato Silvestro consacrando l'altare del Principe degli Apostoli, ordinò che gli altari quindinnanzi fossero di pietra; pure l'altare della basilica del Laterano fu fatto di legno. Né ciò stupisca, perché da san Pietro fino a san Silvestro, non potendo aver i Papi, a causa delle persecuzioni, una residenza fissa, dovunque li costringeva la necessità, sia nelle cripte, sia nei cimiteri, sia nelle case di persone pie, essi offrivano il Santo Sacrificio su questo altare di legno fatto a guisa di arca. Resa poi la pace alla Chiesa, san Silvestro, in onore del Principe degli Apostoli, che si dice aver celebrato sopra questo altare, e di tutti gli altri Pontefici che se n'erano serviti fino allora per la celebrazione dei santi misteri, lo collocò nella prima chiesa del Laterano, ordinando che in seguito nessun altro, all'infuori del Romano Pontefice, vi celebrasse la Messa. Questa Chiesa, rovinata da incendi, devastazioni e terremoti, restaurata sempre con gran cura dai sommi Pontefici, e in seguito interamente ricostruita, il sommo Pontefice Benedetto XIII, dell'ordine dei Predicatori, la consacrò solennemente il 28 Aprile dell'anno 1726, e stabilì che se ne celebrasse la memoria quest'oggi. Ciò che poi Pio IX aveva deciso di fare, lo compì Leone XIII prolungando ed allargando, con ingenti spese il coro dell'altare maggiore, cadente per effetto del tempo; rifacendo iI vecchio mosaico, già restaurato in molte parti, secondo l'antico esemplare e trasportandolo nella nuova abside magnificamente e artisticamente decorata, facendo restaurare, con rifacimento del soffitto di legno, la nave della crociera nell'anno 1884, coll'aggiunta di una sagrestia, di un'abitazione per canonici, e di una galleria contigua conducente al battistero di Costantino.
    SANTA MESSA
    La Santa Messa "Terribilis" è tratta dal Comune della Dedicazione di una Chiesa.
    In tutti i tempi Dio ha voluto che gli si consacrassero dei luoghi dove il popolo potesse adunarsi, sia per rendergli il culto dovuto, come per ricevervi più abbondantemente le sue grazie (Orazione). Come già Salomone per il tempio di Gerusalemme, la Chiesa si è sempre compiaciuta di usare di tutte le risorse del genio umano e di tutte le ricchezze della natura, nella costruzione di santuari degni di Dio. La cerimonia della Dedicazione del Tempio di Gerusalemme durò otto giorni e i Giudei ogni anno ne rinnovavano il ricordo con grande solennità. La Chiesa consacra del pari i suoi templi con una festa che un tempo aveva quasi lo splendore di Pasqua e dell'Epifania, ed i cui riti si riportano a tre punti principali: traslazione delle reliquie, consacrazione della chiesa, consacrazione dell'altare. Colla sua dedicazione a Dio, la chiesa viene ad essere rivestita di un carattere che esige rispetto e confidenza. È là infatti, come in casa di Zaccheo, che Gesù discende (Vangelo). La chiesa è «la casa di Dio, la porta del cielo e sarà chiamata reggia di Dio» (Introito). Essa è «il tabernacolo di Dio tra gli uomini» (Epistola). Quivi si stabiliscono le relazioni ufficiali che legano l'uomo al suo Creatore; quivi si svolgono le cerimonie liturgiche prescritte dalla Chiesa, colle quali si onorano le tre Persone divine. «Sii qui presente, dice il Vescovo, nel giorno della Consacrazione, o Dio eterno, uno di natura e trino nelle Persone: Padre, Figliuolo e Spirito Santo». La solida pietra su cui è saldamente fondata la casa del Signore (Alleluia), è l'altare sul quale discende Gesù; esso è il centro a cui tutto converge nella chiesa. Il Cristo è infatti la pietra angolare dell'edificio spirituale di cui il tempio materiale non è che la figura, tempio formato dall'unione di tutti i cristiani, «pietre viventi tagliate dallo scalpello delle tribolazioni e levigate dal martello delle sofferenze, per divenire il tempio divino ove l'onore e la gloria sono resi in tutti i luoghi al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo» (Inno di Mattutino, Postcommunio). Tale immagine è tanto più reale, inquantoché come la chiesa e l'altare sono dapprima lavati, poi unti con l'olio santo e quindi accolgono Gesù-Ostia, così ogni cristiano è lavato nelle acque del Battesimo e unto col crisma della confermazione e riceve l'Eucarestia nel suo cuore. Il tempio materiale in fine è il simbolo della Gerusalemme celeste dove di continuo risuonano i canti di allegrezza degli eletti. Un giorno di fatti la Chiesa glorificata entrerà per sempre nel vero santuario di Dio che è il cielo (Epistola).
    Guéranger, L'anno liturgico - Festa della Dedicazione della chiesa
    - All'Introito.
    Il patriarca Giacobbe, essendosi addormentato a Bethel, ebbe una visione celeste. Una scala misteriosa gli apparve che andava dalla terra al cielo e lungo la quale salivano e discendevano gli Angeli, fino al luogo ove egli si trovava. Egli disse allora le parole che formano l'Introito della festa della Dedicazione di una Chiesa.
    Segue poi il versetto del Salmo 83 in cui il Real Profeta esprime il suo amore verso la casa del Signore. Questo duplice sentimento di santo timore e di gioia, deve riempire le nostre anime allorché entriamo in una Chiesa, che è stata solennemente consacrata a Dio.
    - All'Epistola.
    San Giovanni nella sua Apocalisse vede nel Tempio materiale di Gerusalemme il simbolo della Gerusalemme celeste, ossia la Chiesa trionfante, che è la sposa di Gesù glorificata nel cielo. Allorquando, alla fine del mondo, la terra sarà stata rinnovellata, la Chiesa del cielo e quella della terra non saranno più separate e il tabernacolo celeste sarà veramente il vero santuario, ove Dio abiterà con tutti gli uomini risuscitati alla gloria. Le nostre chiese sono come l'atrio di questa Chiesa dell'eternità.
    - Al Vangelo.
    Gesù scelse la casa di Zaccheo per esservi ospitato. Nelle nostre chiese, Gesù discende ogni giorno e vi dimora mediante l'Eucarestia, per concedere a noi, come al pubblicano, grazie salutari. Amiamo dunque questi santuari nei quali Gesù applica alle anime nostre i frutti della sua redenzione.
    • Omelia di sant'Ambrogio vescovo.
    Libro 8 su Luca, vicino alla fine.
    Zaccheo, piccolo di statura, cioè per nulla elevato per dignità e nobiltà di natali, e di poco merito, come lo era il popolo dei gentili, avendo udita la notizia della venuta del Signore Salvatore, mentre i connazionali non avevano voluto riceverlo, egli desiderava vederlo. Ma nessuno vede facilmente Gesù; nessuno può vedere Gesù, restando a terra. E siccome non aveva né i profeti, né la legge, cioè nessuna grazia naturale, salì sopra a un sicomoro, quasi calpestando coi suoi piedi la vanità dei Giudei e riparando così gli errori della vita passata. Perciò ricevette Gesù come ospite nell'interno della sua casa.
    Fece bene a salire sopra un albero, per produrre, divenuto egli stesso un buon albero, dei buoni frutti, e per poter arrecare il frutto della legge dopo essere stato staccato dall'olivo selvatico ed innestato, contro sua natura, sopra un buon olivo. Infatti la radice, cioè la legge, era santa, anche se i rami erano inutili. E il popolo gentile trascese la gloria vana di questi, per la fede nella risurrezione, come per una elevazione del corpo. Zaccheo era dunque sul sicomoro, il cieco sulla via: e il Signore attende l'uno per fargli misericordia, e nobilita l'altro con l'onore di una sua visita; interroga l'uno per guarirlo, si invita, senza essere invitato, nella casa dell'altro. Sapeva infatti che la ricompensa per l'ospitalità che gli veniva data sarebbe stata abbondante. Tuttavia, sebbene non avesse udito ancora la voce di Zaccheo invitarlo, già ne aveva visto l'affetto.
    Ma, per non dar l'impressione che abbiamo abbandonato presto quel cieco, quasi infastiditi dai poveri, per passare al ricco, aspettiamolo perché anche il Signore lo aspettò; interroghiamolo perché anche Cristo lo interrogò. Noi Io interroghiamo perché non sappiamo, egli perché sapeva. Noi lo interroghiamo per sapere come è stato guarito; egli lo interrogò perché da lui tutti noi apprendessimo in che modo possiamo meritarci di vedere il Signore. Lo interrogò infatti perché credessimo che nessuno può salvarsi se non fa professione di fede.
    - All'Offertorio.
    Davide ringrazia Dio di aver potuto radunare tutto il materiale necessario alla costruzione del tempio, e con grande gioia lo offre al culto del Signore.
    - Al Communio.
    La prima parte del canto della Comunione è costituita dalle parole che Gesù disse quando scacciò i commercianti dal tempio. La Chiesa vi aggiunge quelle che il Maestro pronunziò in un'altra circostanza sull'efficacia della preghiera. Nel tempo della consacrazione di una chiesa, il Vescovo domanda a Dio di ascoltare favorevolmente le preghiere che ivi gli saranno fatte. «Lo Spirito Santo si degni discendere coll'abbondanza della grazia dei suoi sette doni, onde tutte le volte che il suo santo nome sarà invocato in questa casa, le preghiere di quelli che ti supplicheranno siano ascoltate da te, o Dio misericordioso».”
    https://sardiniatridentina.blogspot....a-del.html?m=0
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9d&oe=5C7561BC





    “DEDICAZIONE DELL'ARCIBASILICA DEL SANTISSIMO SALVATORE
    Dai «Discorsi» di san Cesario di Arles, vescovo.
    (Disc. 229, 1-3; CCL 104, 905-908)
    Con il battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio.

    Con gioia e letizia celebriamo oggi, fratelli carissimi, il giorno natalizio di questa chiesa: ma il tempio vivo e vero di Dio dobbiamo esserlo noi. Questo è vero senza dubbio. Tuttavia i popoli cristiani usano celebrare la solennità della chiesa matrice, poiché sanno che è proprio in essa che sono rinati spiritualmente.
    Per la prima nascita noi eravamo coppe dell'ira di Dio; la seconda nascita ci ha resi calici del suo amore misericordioso. La prima nascita ci ha portati alla morte; la seconda ci ha richiamati alla vita. Prima del battesimo tutti noi eravamo, o carissimi, tempio del diavolo. Dopo il battesimo abbiamo meritato di diventare tempio di Cristo. Se rifletteremo un po' più attentamente sulla salvezza della nostra anima, non avremo difficoltà a comprendere che siamo il vero e vivo tempio di Dio. «Dio non dimora in templi costruiti dalle mani dell'uomo» (At 17, 24), o in case fatte di legno e di pietra, ma soprattutto nell'anima creata a sua immagine per mano dello stesso Autore delle cose. Il grande apostolo Paolo ha detto: «Santo è il tempio di Dio che siete voi» (1 Cor 3, 17). Poiché Cristo con la sua venuta ha cacciato il diavolo dal nostro cuore per prepararsi un tempio dentro di noi, cerchiamo di fare, col suo aiuto, quanto è in nostro potere, perché questo tempio non abbia a subire alcun danno per le nostre cattive azioni. Chiunque si comporta male, fa ingiuria a Cristo. Prima che Cristo ci redimesse, come ho già detto, noi eravamo abitazione del diavolo. In seguito abbiamo meritato di diventare la casa di Dio, solo perché egli si è degnato di fare di noi la sua dimora.
    Se dunque, o carissimi, vogliamo celebrare con gioia il giorno natalizio della nostra chiesa, non dobbiamo distruggere con le nostre opere cattive il tempio vivente di Dio. Parlerò in modo che tutti mi possano comprendere: tutte le volte che veniamo in chiesa, riordiniamo le nostre anime così come vorremmo trovare il tempio di Dio. Vuoi trovare una basilica tutta splendente? Non macchiare la tua anima con le sozzure del peccato. Se tu vuoi che la basilica sia piena di luce, ricordati che anche Dio vuole che nella tua anima non vi siano tenebre. Fa' piuttosto in modo che in essa, come dice il Signore, risplenda la luce delle opere buone, perché sia glorificato colui che sta nei cieli. Come tu entri in questa chiesa, così Dio vuole entrare nella tua anima. Lo ha affermato egli stesso quando ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò (cfr. Lv 26, 11. 12).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a8&oe=5C40E70E





    “SAN TEODORO
    Martire.

    Semplice.
    Paramenti rossi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di san Teodoro, Martire
    Il Martirologio Romano ricorda oggi: «Ad Amaséa, nel Ponto, il natale di san Teodoro soldato, il quale, al tempo dell’imperatore Massimiano, per la confessione della fede cristiana, fu crudelmente percosso e messo in prigione; quindi, essendogli apparso il Signore che lo esortò ad agire con costanza e coraggio, rimase confortato; da ultimo, dopo essere stato sospeso sull’eculeo e scarnificato, tanto che gli si vedevano le viscere, fu gettato nel fuoco per essere bruciato. Le sue Lodi furono con uno splendido elogio celebrate da san Gregorio Nisseno».
    San Teodoro, oggi celebrato a Roma, forse per l'anniversario della dedicazione della chiesa a lui intitolata (presso il Palatino), è un martire orientale di cui ha tessuto l'elogio san Gregorio Nisseno. La tomba di questo Martire, popolarissimo nella Chiesa Greca, si conservò per parecchi secoli ad Eucaita.
    • Teodoro, soldato cristiano, arrestato sotto l'imperatore Massimiano per avere incendiato un tempio di idoli, allorché il prefetto della legione gli promise di graziarlo, se, pentendosi del fatto, esecrasse la religione cristiana, rimanendo egli fedele nella confessione della fede, fu messo in prigione. Ivi, scarnificato con unghie di ferro, mentre gli si scoprivano le costole, cantava allegramente: «Benedirò il Signore in ogni tempo» (Ps. 33,1). Perciò gettato su di un rogo ardente, rese l'anima a Cristo il 9 di Novembre, pregando e recitando le divine lodi. Il suo corpo fu involto in un lenzuolo dalla matrona Eusebia, e sepolto in un suo podere.
    SANTA MESSA
    Se ne fa commemorazione nella Santa Messa della Dedicazione dell'Arcibasilica del Santissimo Salvatore con Oratio, Secreta e
    Postcommunio, già presenti nella stesso link precedente.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...65&oe=5C3E18AA





    «MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.
    Capitolo secondo: L'anima raggiunge la vita eterna...»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6b&oe=5C780B6E





    "OTTAVA PEI MORTI
    Orazioni da recitarsi anche ad una ad una.

    I. All'Eterno Padre.
    Padre onnipotente ed eterno, innanzi al quale vivono i morti non meno che i vivi, io adoro la vostra infinita santità che niente ammette di immondo nel regno della gloria, e ammiro la vostra sapienza e ringrazio la vostra misericordia, che colla creazione del Purgatorio ha preparato un mezzo sicuro per purificare da ogni macchia e rendere degne del Cielo tutte quelle anime che escono di questa vita prima di avere intieramente scontati i debiti da loro contratti colla vostra giustizia. E giacché, come Padre amorosissimo ed amantissimo Sposo di tutti i fedeli rinchiusi in quella grande fornace di fuoco, niente più vivamente desiderate che di vederli perfettamente riconciliati con Voi, onde ammetterli al possesso dell'eredità vostra nel Paradiso, accettate di grazia, in unione dei meriti di Gesù Cristo, i suffragi di tutta quanta la Chiesa, quelle miserabili preghiere che noi vi offeriamo per quegli esuli infelicissimi. Fate che vedano ciò che credettero, che possiedano ciò che sperarono e che si riempiano di ciò che amarono. Degnatevi ancora di perdonare a noi tutte quelle colpe, colle quali abbiamo meritato, non solo il Purgatorio, ma ancora l'inferno, e di aiutarci a profittare in avvenire di tutti i travagli della vita ed a menare costantemente una condotta santa, da poter alla morte passare senza ritardo al gaudio degli eletti in Cielo.
    Maria Addolorata, offerite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio.
    Pater, Ave, Gloria, Requiem.

    II. A Gesù Cristo.
    Amorosissimo Redentore, che per la salvezza delle anime sosteneste nientemeno che la croce, e fino all'ultima goccia versaste il vostro Sangue divino, affinché tutti avessero in pronto una soddisfazione sempre maggiore dei proprii debiti, degnatevi di riguardare con occhio di misericordia le povere Anime del Purgatorio, affine di estinguere del tutto, o almeno mitigare in gran parte, l'ardore di quel fuoco che le tormenta. Noi vorremmo essere così fervorosi da meritare presso di Voi una grazia così distinta, e che Voi stesso desiderate vi sia chiesta da noi, per così secondare i consigli della vostra misericordia, senza nulla togliere ai diritti della vostra giustizia. Ma dacché le nostre preghiere non sono degne di esaudimento, ascoltate nelle nostre quelle delle affliittissime vostre spose, che vi furono sempre fedeli fino all'ultimo respiro, ed ora sospirano incessantemente di volare fra le vostre braccia per non allontanarsene mai più. Come potete Voi non commuovervi ai loro gemiti, non esaudire i loro voti, se continuamente benedicono la vostra destra nell'atto che le respinge da Voi, e le tiene immerse in un baratro di inesprimibili pene? Ah! come nel giorno della vostra morte discendeste in tutti i luoghi inferiori non solo per trionfare dei vostri nemici, ma ancora per consolare i vostri credenti, scendete adesso nel carcere del Purgatorio, e annunciando la pace a quanti vi si trovano rinchiusi, traeteli tutti con Voi alla partecipazione del vostro Regno.
    Maria Addolorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio.
    Pater, Ave, Gloria, Requiem.

    III. Allo Spirito Santo.
    Divino Spirito, Creatore e Santificatore delle anime, la cui natura non è che bontà, e il cui maggior piacere è l'usare misericordia, riguardate con occhio di compassione le povere Anime del Purgatorio, le quali, se sono addoloratissime per le fiamme, che nella maniera più atroce le tormentano continuamente, sono assai più afflitte per essere disgiunte da Voi, che siete, l'unico loro sommo Bene; e tanto più si accorano in quanto che non possono non conoscere che stava in mano loro l'evitar tanti mali, col fare, mentre erano in vita, una maggior penitenza dei loro peccati; e con lo schivare con maggior sollecitudine ogni anche piccola trasgressione della vostra santissima legge. Deh! Voi che siete il Padre di ogni consolazione, mitigate le pene di quelle infelici, compite nelle nostre suppliche i loro voti. In vista della fedeltà con cui vi servirono sopra la terra, dimenticate quei falli che la fragilità della nostra natura ha fatto loro qualche volta commettere; fate che senza ritardo succeda la luce alle tenebre, il riposo al travaglio, il giubilo alla tristezza, accordando loro quell'eterna felicità che avete promessa ad Abramo e a tutta la sua discendenza. Degnatevi ancora di fare a noi tutti conoscere quanto grande sia il debito che si contrae colla vostra giustizia per ogni menoma colpa, affinché viviamo per modo da soddisfare a tutti i delitti finora contratti, e da non farne mai più dei nuovi.
    Maria Addolorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio.
    Pater, Ave, Gloria, Requiem.

    IV. A Maria.
    Amorosissima Consolatrice di tutti quanti gli afflitti, Madre di tutti i fedeli così vivi come defunti, Maria Santissima, volgete i vostri occhi misericordiosi sulle povere Anime del Purgatorio, che sono così meritevoli della comune pietà, perché incapaci di aiutarsi da se medesime. Interponete presso il trono della divina misericordia tutta la potenza della vostra mediazione; offerite, a sconto dei loro debiti, la Vita, la Passione, la Morte, il Sangue Preziosissimo e i meriti ineffabili del vostro divin Figliuolo, non che i meriti vostri e quelli di tutti i Santi del Cielo e di tutti i giusti della terra; finalmente tutti i sacrificii, le comunioni, le penitenze, le orazioni, le limosine e tutte quante le buone opere che si sono fatte finora, e si faranno in avvenire nella cattolica Chiesa, onde, soddisfacendo compiutamente alla divina giustizia, siano al più presto sollevate dalle atrocissime pene, che soffrono non solo pel fuoco in cui sono immerse, e per la lontananza del loro unico Bene, ma anche per la dimenticanza in cui sono lasciate dalla maggior parte degli uomini.
    Tre Ave e tre Requiem.

    V. A san Michele.
    Glorioso Arcangelo san Michele, che, come principale protettore di tutto il popolo ebreo, per una via tutta seminata di prodigi e di vittorie, lo traeste dall'Egitto ov'era schiavo e lo rendeste possessore di quella felicissima terra che era da tanto tempo l'oggetto de' suoi sospiri; e come specialissimo protettore del mistico gregge evangelico, fate sempre vostra delizia il liberarlo da tutti i pericoli, il consolarlo in ogni affanno, e il procurargli l'appagamento di tutti i santi suoi voti, degnatevi di ottenere alle povere Anime del Purgatorio la mitigazione e l'abbreviamento delle tormentosissime pene in cui gemono, come già consolaste i tre fanciulli nella fornace, rendendo innocue colla vostra presenza le fiamme da cui erano circondati. Colla vostra benigna presenza, voi le rendeste trionfatrici di ogni assalto nemico, quando stavano per uscire da questo esilio, e perorando la loro causa presso il divin tribunale, otteneste loro la sentenza assicuratrice del Cielo. Compite adunque l'opera vostra coll'impetrar loro sollecita la liberazione da quel carcere in cui si trovano ancora rinchiuse.
    E, se è ufficio vostro l'introdurre le Anime sante nel Regno della luce, solennemente promesso ai veri figli di Abramo, non tardate a sollevare agli splendori della gloria chi ora geme fra le tenebre le più dense, e a far partecipe delle eterne delizie chi ora spasima fra ogni sorta di pene. Noi ve ne scongiuriamo colle suppliche le più fervorose; e sicuri della vostra annuenza ai nostri piissimi desiderii, vi promettiamo fin d'ora perpetua la più viva riconoscenza alla divina misericordia, non meno che a voi, che ne siete, dopo la Vergine Maria, il più munifico dispensatore e il più caritatevole ministro.
    Tre Angele Dei e tre Requiem.

    VI. A san Giuseppe.
    Gloriosissimo Patriarca san Giuseppe, alla vostra autorevole intercessione raccomando vivamente il riposo e la pace eterna di tutte le Anime penanti nel Purgatorio. Voi non potete non avere tenerezza per loro dacché sono figlie dilettissime di Maria vostra Sposa, e spose di Gesù che a voi volle esser subordinato e riputato vostro figliuolo. Oltre di che, se voi siete così generoso nel sovvenire a chi languisce in questa valle di pianto, molto più sarete tale nel sovvenire a chi pena in quel torrente di fuoco. Vi supplico dunque, o grande Amministratore delle grazie e dei tesori di Dio, ad interporre frequentemente per quelle Anime le vostre efficaci preghiere; tanto più che niente a voi nega su in Cielo Chi si compiacque di esser vostro suddito qui sulla terra.
    Tre Gloria e tre Requiem.

    VII. Alle Anime Purganti.
    Anime sante del Purgatorio, che in mezzo alle pene più atroci di quella orrenda fornace benedite di continuo quella spada che vi strazia, quella mano che vi flagella per farvi degne del Cielo, consolatevi, poiché se avete legate le mani ed i piedi, onde non potete aiutarvi da Voi stesse, vi è però in terra chi le ha tuttora libere e sciolte per levarle al Cielo in vostro favore e stenderle al vostro soccorso. Consolatevi, che, se finora foste addolorate ed afflitte, non andrà molto che il Signore, riconciliato con voi per mezzo dei nostri suffragi, rasciugherà di propria mano le vostre lagrime, e allontanando da voi la spada, che vi strazia per purificarvi, vi introdurrà nel Regno della luce e della pace, donde sono eternamente banditi l'affanno ed il dolore. Noi ci ricordiamo di voi per suffragarvi; voi ricordatevi di noi per aiutarci; perocché, sebbene per voi nulla possiate, per altri potete assaissimo. Deh per pietà! appena sarete arrivate alla gloria a cui aspirate con tanti gemiti, ricordatevi di chi, soddisfacendo per voi, ve ne ha anticipato il possesso. E siccome noi siamo tuttavia in un mare sempre burrascoso, il quale ad ogni istante ne minaccia naufragio, fate colla vostra mediazione che evitiamo tutti gli scogli, superiamo tutte le tempeste, onde camminando sicuri per la strada da voi già percorsa, giungiamo un giorno con voi al porto sospiratissimo della beatitudine sempiterna.
    Requiem."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...58&oe=5C86E177










    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Teodoro Martire, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Teodoro Martire possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html


    «9 novembre 1846.
    Conoscete ancora, Venerabili Fratelli, altre mostruosità di errori ed altre frodi, con cui i figli del secolo acerbamente impugnano la divina autorità e le leggi della Chiesa, per conculcare insieme i diritti della potestà civile e di quella sacra. A questo mirano inique macchinazioni contro questa Romana Cattedra del Beatissimo Pietro, nella quale Cristo pose l’inespugnabile fondamento della sua Chiesa. A questo mirano altresì quelle sette segrete che occultamente sorsero dalle tenebre per corrompere gli ordini civili e religiosi, e che dai Romani Pontefici Nostri Predecessori più volte furono condannate con lettere apostoliche che Noi, con la pienezza della Nostra Potestà Apostolica, confermiamo e ordiniamo che siano diligentissimamente osservate. Questo vogliono le scaltrissime società Bibliche mentre, rinnovando le vecchie arti degli eretici, senza badare a spese non si peritano di spargere fra gli uomini anche più rozzi i libri delle divine Scritture, volgarizzati contro le santissime regole della Chiesa e sovente corrotti con perverse spiegazioni, affinché, abbandonate la divina tradizione, la dottrina dei Padri e l’autorità della Chiesa cattolica, tutti interpretino la parola del Signore secondo il loro privato giudizio e, guastandone il senso, cadano in errori gravissimi.
    Gregorio XVI di santa memoria, al quale seppure con minori meriti siamo succeduti, emulando gli esempi dei suoi Predecessori, con sua lettera apostolica riprovò tali società , e Noi parimenti le vogliamo condannate. Altrettanto diciamo di quel sistema che ripugna allo stesso lume della ragione naturale, che è l’indifferenza della Religione, con il quale costoro, tolta ogni distinzione fra virtù e vizio, fra verità ed errore, fra onestà e turpitudine, insegnano che qualsivoglia religione sia ugualmente buona per conseguire la salute eterna, come se fra la giustizia e le passioni, fra la luce e le tenebre, fra Cristo e Belial potesse mai essere accordo o comunanza. Mira al medesimo fine la turpe cospirazione contro il sacro celibato dei Chierici, fomentata, oh che dolore!, anche da alcuni uomini di Chiesa, miseramente dimentichi della propria dignità, e cedevoli agli allettamenti della voluttà. A questo tende altresì la perversa istituzione di ammaestrare nelle discipline filosofiche, con le quali si corrompe l’incauta gioventù, propinandole il fiele del drago nel calice di Babilonia.
    Da SS Pio IX Qui pluribus.»

    «9 novembre 1846.
    Qui si vede chiaro quanto errino coloro che, abusando della ragione e stimando opera umana la parola di Dio, a loro arbitrio osano spiegarla ed interpretarla, quando Iddio medesimo ha costituito una viva autorità, la quale insegni e stabilisca il vero e legittimo senso della sua celeste rivelazione, e con infallibile giudizio definisca ogni controversia di fede e di costumi, affinché i fedeli non siano raggirati da ogni turbinio di dottrina, né siano per umana nequizia indotti in errore. La quale viva ed infallibile autorità è in quella sola Chiesa che da Cristo Signore fu edificata sopra Pietro, Capo, Principe e Pastore della Chiesa universale, la cui fede, per divina promessa, non verrà mai meno, ma sempre e senza intermissione durerà nei legittimi Pontefici i quali, discendendo dallo stesso Pietro ed essendo collocati nella sua Cattedra, sono anche eredi e difensori della sua medesima dottrina, della dignità, dell’onore e della sua potestà. E poiché "ove è Pietro ivi è la Chiesa" , e "Pietro parla per bocca del Romano Pontefice" , e "sempre vive nei suoi successori, e giudica" , e "appresta la verità della fede a coloro che la cercano" , perciò le divine parole sono da interpretare nel senso che ha tenuto e tiene questa Romana Cattedra del beatissimo Pietro; "la quale, madre di tutte le Chiese e maestra" , sempre serbò la fede consegnatale da Cristo Signore integra ed inviolata, ed in quella ammaestrò i fedeli, mostrando a tutti la via della salute e la dottrina dell’incorrotta verità. Ed è questa appunto la "principale Chiesa donde nacque l’unità sacerdotale" ; questa la metropoli della pietà "nella quale è intera e perfetta la solidità della Religione cristiana" , "nella quale sempre fiorì il principato della Cattedra Apostolica" , "cui a motivo del suo primato è necessario che si stringa ogni altra Chiesa, cioè dovunque sono i fedeli" , "perché chi non raccoglie con lei, disperde" .
    Da SS Pio IX Qui pluribus.»


    "Voi del mio cuore l’arbitra siete
    Deh! dunque ditemi quel che volete."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fe&oe=5C4091C2










    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    "9 NOVEMBRE 2018: DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL SS. SALVATORE."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3e&oe=5C40B641





    “9 NOVEMBRE 2018: COMMEMORAZIONE DI SAN TEODORO, MARTIRE”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...6d&oe=5C725062





    “Il 9 novembre 1032 muore Papa Giovanni XIX (o XX) dei Conti di Tuscolo, Sommo Pontefice.”

    «9 novembre 1846: Pio IX pubblicava la "Qui pluribus", sua prima enciclica. Il Papa condannava l'indifferentismo, la libertà di stampa, di coscienza e di pensiero e, con gran lungimiranza, il comunismo.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...5e&oe=5C855709



    "[CLERICUS ET MILES] Ferdinando d’Asburgo (16 maggio 1609 - 9 novembre 1641), Infante di Spagna, Cardinale diacono di Santa Maria in Portico Octaviae (1619), Amministratore perpetuo dell’Arcidiocesi di Toledo e Primate delle Spagne (1620), Governatore dei Paesi Bassi (1534). Comandò gli Spagnoli contro gli Svedesi nella battaglia di Nördlingen, vittoriosa per i cattolici, del 6 settembre 1534. Inflisse inoltre pesanti sconfitte agli Olandesi e ai Francesi."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fb&oe=5C82A0E1






    https://www.radiospada.org/2018/11/d...vida-interior/
    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=400&ssl=1







    Como ovejas sin Pastor
    http://sicutoves.blogspot.com/
    Como ovejas sin Pastor: 112 ANIVERSARIO de SOR ISABEL DE LA TRINIDAD, Mística y Maestra de vida interior
    https://1.bp.blogspot.com/-8M1mEReFk...25281%2529.jpg





    https://2.bp.blogspot.com/-2MQ02_3p8...LTRINIDAD1.jpg





    “viernes, 9 de noviembre de 2018
    112 ANIVERSARIO de SOR ISABEL DE LA TRINIDAD, Mística y Maestra de vida interior.”


    https://1.bp.blogspot.com/-J-Z3azd8v...1600/VOTO1.jpg





    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.com/2018/11/08/...uan-de-letran/
    https://moimunanblog.files.wordpress...7d2ab2de1.jpeg







    Études Antimodernistes - Collection d'études théologiques, canoniques, liturgiques et historiques antimodernistes
    http://www.etudesantimodernistes.fr/


    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    https://francenationaliste.wordpress.com/


    oblatio-munda -
    http://oblatio-munda.over-blog.com/



    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    9 novembre : Dédicace de l?Archibasilique du Très Saint Sauveur (Latran) :: Ligue Saint Amédée
    “9 novembre : Dédicace de l’Archibasilique du Très Saint Sauveur (Latran).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._salvatore.jpg










    http://www.unavoce-ve.it/pg-9nov.htm
    «9 NOVEMBRE DEDICAZIONE DELLA BASILICA DEL SS. SALVATORE.
    La dedicazione nel IV secolo.

    Nel IV secolo dell'era nostra con la fine delle persecuzioni, il mondo ebbe l'impressione di pregustare la gioia dell'ingresso nella città della pace senza fine, e il contemporaneo Eusebio, all'inizio del decimo e ultimo libro della sua Storia, esclama: "Gloria all'Onnipotente, gloria al Redentore delle anime nostre". Egli va descrivendo da teste oculare l'ammirabile spettacolo delle dedicazioni delle nuove chiese sorte dappertutto. Di città in città si radunavano i vescovi e si raccoglievano le folle. Da popolo a popolo una benevolenza di mutua carità, di fede comune, di raccolta allegrezza armonizzava i cuori e l'unità del corpo di Cristo si rendeva evidente in una moltitudine animata dal soffio dello Spirito Santo, in cui si compivano le antiche profezie annunzianti una città vivente del Dio vivente in cui ogni sesso e ogni età avrebbe esaltato l'autore di tutti i beni. Come apparvero augusti allora i riti della Chiesa! La perfezione accurata che vi spiegavano i Pontefici, lo slancio della salmodia, le ispirate letture, la celebrazione dei Misteri formavano un insieme divino.
    La basilica del Laterano.
    Il 9 novembre del 324 fu il giorno natalizio o Dedicazione della Basilica del Laterano, della quale l'imperatore Costantino aveva ordinato la costruzione nel 315. Papa Silvestro la dedicò al Salvatore la cui immagine, presentata ai fedeli, dopo i secoli delle persecuzioni, parve una apparizione divina. I Papi fissarono la residenza nel palazzo vicino alla Basilica, che fu perciò la loro cattedrale, e sorse così "la madre e il capo di tutte le Chiese e città del mondo". Due incendi sopravvenuti nel secolo XIV e l'abbandono subito in conseguenza dell'esilio di Avignone resero necessaria una ricostruzione quasi per intero, terminata la quale, la Basilica fu riconsacrata e dedicata ai santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista.
    La festa di oggi.
    Se festeggiamo la Dedicazione delle nostre chiese particolari e delle nostre cattedrali con gioia e fierezza, è cosa normale e doverosa che festeggiamo nel mondo intero la Dedicazione della "Chiesa madre", della cattedrale del Papa. Oggi ancora in quella chiesa i Papi prendono possesso ufficiale del loro alto ufficio, in quella chiesa dal IV secolo si compiono le grandi funzioni della benedizione degli Olii Santi nel Giovedì Santo e la benedizione del Fonte nella Veglia Pasquale e in quella chiesa, nel corso dei secoli, furono battezzati a migliaia i catecumeni, ordinati a migliaia i sacerdoti appartenenti a tutte le diocesi del mondo. In quella chiesa si venera ancora l'antica immagine del Salvatore e milioni di fedeli, nel corso delle visite giubilari, l'hanno venerata e ammirata, chiedendo il perdono dei peccati.
    Leviamo a Cristo le acclamazioni che si leggono nel mosaico dell'abside: ti attendiamo, Salvatore e Signore, Gesù Cristo. Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Tu sei il nostro Maestro, o Cristo!
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1259-1260.»


    Guéranger, L'anno liturgico - Commemorazione di san Teodoro, Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-9nov-2.htm
    «LO STESSO GIORNO 9 NOVEMBRE COMMEMORAZIONE DI SAN TEODORO, MARTIRE.

    Ricordiamo oggi uno dei santi più celebri e più venerati dell'antico Oriente. Se crediamo alla leggenda, san Teodoro era un soldato e morì martire, arso vivo, per difendere la fede. Le sue reliquie erano venerate a Euchaita dove folle di fedeli andavano ogni anno in pellegrinaggio e le madri impetravano la salute per i loro bambini ammalati. San Gregorio Nisseno recitò un panegirico in suo onore e Roma dedicò a lui tre chiese.
    Preghiera: "O Dio, che ci circondi di una difesa con la testimonianza del beato Teodoro martire concedici di profittare dei suoi esempi e di essere sostenuti dalla sua preghiera".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1261.»





    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  5. #55
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    10 NOVEMBRE 2018: SANT’ANDREA AVELLINO, CONFESSORE…



    «10 NOVEMBRE SANT'ANDREA AVELLINO, CONFESSORE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Andrea Avellino, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-10nov.htm




    http://www.santandreaavellino.it/index.html




    Sant'Andrea Avellino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/santandrea-avellino/
    «10 novembre, Sant’Andrea Avellino, Confessore (1521 – 1608). Dei Chierici Regolari Teatini, è invocato contro la morte improvvisa.
    “A Nàpoli, in Campània, il natale di sant’Andréa Avellino, Chierico Regolare e Confessore, celeberrimo per la santità e per lo zelo nel procurare la salute del prossimo, il quale, illustre per miracoli, dal Sommo Pontefice Clemènte undecimo fu ascritto nel catalogo dei Santi”.

    Amorosissimo santo, che con due voti così sublimi, uno di crescere ogni giorno nella perfezione e l’altro di negare ogni cosa anche minima alla vostra volontà; e con tante fatiche sostenute, fino allo spargimento del sangue, a gloria di Dio e per la salute delle anime, nella riforma dei monasteri, nella santificazione dei popoli, nella conversione dei peccatori con la parola, con gli scritti, con le orazioni, con l’ esempio: vi meritaste ancora vivente che Gesù Cristo vi mandasse i suoi angeli ad assistervi, i suoi santi a visitarvi, la sua dolcissima madre a consolarvi e che Egli stesso venisse a beatificarvi; Voi che foste arricchito dì lumi celesti e profetici, della cognizione delle cose segrete e lontane, della potenza di far miracoli sino a risuscitare i morti: assisteteci presso il clementissimo Signore, perché salvi queste anime nostre redente col suo preziosissimo sangue. E perché conosciamo che a perderle non vi è cosa più facile della morte improvvisa oggi tanto frequente! vi supplichiamo a difendercene come protettore; sicché, muniti dei santissimi Sacramenti e con la perfetta contrizione dei nostri peccati, possiamo passare all’ altra vita, dove speriamo in vostra compagnia di amare e benedire Iddio per i secoli eterni. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-171x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/

    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare Sant'Andrea Avellino, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, Sant'Andrea Avellino possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html

    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...18-detail.html

    “Dal n° 138 di SVRSVM CORDA® del giorno 11 novembre 2018. Ospiteremo i seguenti contenuti:
    - Comunicato numero 138. La prima moltiplicazione dei pani;
    - Preghiera ai Santi Quattro Coronati;
    - Orazione a Sant’Andrea Avellino;
    - Dall’Enciclopedia cattolica. Il caso Galileo Galilei;
    - Preghiere al Santo di cui si porta il nome;
    - Orazione a San Martino, Vescovo;
    - Verità in sintesi sulla condanna di Galileo Galilei;
    - [Già sul sito] Teologia Politica 126. I despoti della finanza sono i distributori del sangue stesso della società.
    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fe&oe=5C8584B1







    https://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...03&oe=5C76EA60





    “SANT'ANDREA AVELLINO
    Confessore.
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Sant'Andrea Avellino, Confessore

    Andrea Avellino nacque a Castronuovo in provincia di Potenza, ora detto Castronuovo Sant'Andrea, nel 1521. Bellissimo, egli ebbe a respingere, talvolta anche con la forza, i tranelli tesi alla sua virtù. «Poteva fare il male e non lo fece» dice l'Epistola. Laureatosi in legge e quasi contemporaneamente ordinato sacerdote, egli difese delle cause soltanto presso il foro ecclesiastico. Un giorno però essendogli sfuggita durante una sua perorazione una leggera menzogna, e avendo letto poco dopo la frase della Sacra Scrittura: «La bocca che preferisce menzogna, dà la morte all'anima» ne fu così colpito, che rinunziò definitivamente alla carriera forense. Si ritirò perciò a Napoli, presso i Teatini o Chierici regolari di San Paolo, e ottenne, per il grande amore che portava alla Croce, il nome di Andrea. Eletto superiore del suo Istituto, dedicava tutto il tempo che il suo ufficio gli lasciava libero alla preghiera e alla cura delle anime. Fu celeberrimo per la santità e per lo zelo nel procurare la salute del prossimo. Rese l'anima a Dio, a Napoli, il 10 novembre 1608, già in età avanzata, ai piedi dell'altare, mentre principiava la Santa Messa al pronunziare “Introibo ad altare Dei”. Illustre per miracoli, fu beatificato dal Sommo Pontefice Urbano VIII il 14 ottobre 1624 e dal Sommo Pontefice Clemente XI fu ascritto nel catalogo dei Santi il 22 maggio 1712. È sepolto nella basilica di San Paolo Maggiore a Napoli.
    • Andrea Avellino, chiamato prima Lancellotto, nato a Castronuovo, borgo della Lucania, fin da fanciullo diede segni non equivoci della sua futura santità. Uscito adolescente dalla casa paterna per apprender le lettere, passò il periodo sì pericoloso di questa età in mezzo agli studi liberali in tal guisa, da non perdere mai di vista soprattutto il principio della sapienza, ch'è il timore del Signore. A bellezza di forma unì un grande amore alla castità, onde sventò spesso le seduzioni di donne impudenti, respingendone talvolta l'aperta sfrontatezza. Arruolatosi già da tempo nella milizia clericale, si portò a Napoli per studiarvi diritto; dove laureatosi in giurisprudenza e nel frattempo innalzato alla dignità sacerdotale, prese a difendere cause, secondo il disposto dei sacri canoni, solo nel foro ecclesiastico e per certe persone private. Ma un giorno essendogli sfuggita una leggera bugia nel difendere una causa, e poco dopo leggendo a caso nella Scrittura queste parole: «La bocca, che mentisce, uccide l'anima» (Sap. 1,11), fu preso da tal dolore e pentimento della sua colpa, che risolvé subito di lasciare siffatto genere di vita. Pertanto detto addio al foro, si consacrò tutto al culto divino e al sacro ministero. Divenuto l'esempio di tutte le virtù ecclesiastiche, l'allora arcivescovo di Napoli gli affidò la direzione di certe religiose. In questa carica dopo aver provato l'odio di uomini perversi, sfuggì bensì a un primo attentato contro la sua vita; ma, poco dopo, un assassino gl'inferse tre ferite sul volto, ed egli sopportò con animo tranquillo il grave oltraggio. Allora, acceso dal desiderio di vita più perfetta, sollecitò umilmente d'essere ricevuto fra i Chierici regolari; e appagato nel suo voto, ottenne con preghiere, per l'immenso amore che portava alla croce, che gli venisse imposto il nome di Andrea.
    Entrato con ardente gioia nell'arringo d'una vita più austera, attese massimamente all'esercizio di due virtù, cui si legò altresì con voto eroico; cioè di sottomettere continuamente la propria volontà, e di progredire sempre più nella via della perfezione cristiana. Fedele osservante della disciplina regolare, ebbe gran cura di farla osservare anche dagli altri allorché fu superiore. Tutto il tempo libero che gli lasciavano le regole e il suo ufficio, lo consacrava alla preghiera e alla salute delle anime. Nell'ascoltare le confessioni mostrò una mirabile pietà e prudenza; percorreva spesso, facendo missioni, i villaggi e sobborghi di Napoli con gran profitto delle anime. Il Signore stesso illustrò con prodigi questa ardente carità del santo uomo per il prossimo. Infatti, tornando a casa una notte tempestosa, dal confessare un malato, e la violenza del vento e della pioggia avendogli spento il lume, non solo lui e i suoi compagni non furono bagnati dal torrente di acqua, ma si vide uscire miracolosamente dal suo corpo una luce straordinaria, che servì di guida ai suoi compagni fra densissime tenebre. Egli si distinse principalmente nell'astinenza, nella pazienza, nel disprezzo e nell'odio di sé. Sopportò con animo imperturbato l'uccisione del figlio di suo fratello, e distornò i suoi da ogni desiderio di vendetta; anzi implorò perfino per gli uccisori l’assistenza e clemenza dei giudici.
    Propagò in più luoghi l'ordine dei Chierici regolari, e fondò loro case a Milano e a Piacenza. San Carlo Borromeo, e Paolo di Arezzo Chierico regolare, cardinali che gli volevano molto bene, si servirono dell'opera sua nelle cure del ministero pastorale. Amava e venerava singolarmente la Vergine Madre di Dio. Meritò di godere della conversazione degli Angeli, e attestò d'averli intesi cantare per aria mentre egli recitava le divine lodi. Infine, dopo aver dato eroici esempi di virtù, e resosi celebre per il dono di profezia, che gli faceva conoscere il segreto dei cuori, e cose lontane e future, carico d'anni e spossato dalle fatiche, mentre stava per salire all'altare per celebrare, dopo aver ripetuto tre volte quelle parole «Salirò all'altare di Dio» (Ps. 42,4), fu colpito repentinamente da attacco apoplettico; munito subito regolarmente dei sacramenti, placidissimamente spirò l'anima fra i suoi. Il suo corpo riposa a Napoli, nella chiesa di san Paolo, onorato fino ai nostri tempi dal medesimo concorso di popolo col quale vi fu sepolto. Celebre per insigni miracoli durante la vita e dopo morte, il sommo Pontefice Clemente XI l’iscrisse solennemente nel catalogo dei Santi.
    SANTA MESSA
    - Al Vangelo.
    • Omelia di san Gregorio papa.
    Omelia 13 sui Vangeli.
    La lettura del santo Vangelo, fratelli carissimi, è chiara. Ma affinché, per la sua stessa semplicità, non sembri a qualcuno troppo elevata, esaminiamola brevemente in modo che la sua esposizione sia chiara per quelli che la ignorano, senza essere gravosa per quelli che la conoscono. Il Signore dice: Siano cinti i vostri fianchi. Noi cingiamo i fianchi, quando freniamo con la continenza i movimenti della carne. Ma poiché è poco astenersi dal male, se ciascuno non si applica ancora, e con assidui sforzi, a fare il bene, subito si aggiunge: e le lucerne siano accese nelle vostre mani. Noi teniamo in mano le lucerne accese, quando diamo al nostro prossimo con le buone opere esempi che lo illuminano. A proposito di tali opere il Signore dice: La vostra luce risplenda davanti agli uomini, affinché essi vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.
    Sono due quindi le cose che vengono comandate: cingere i fianchi e tenere le lucerne: cioè la castità deve risplendere nel nostro corpo e la luce della verità nelle nostre opere. Infatti l'una cosa senza l'altra non può assolutamente essere gradita al nostro Redentore: né colui che compie opere buone, finché non abbandoni le sozzure della lussuria, né colui che eccelle per la sua castità ma non si esercita nelle opere buone. Né la castità dunque è una grande virtù senza le opere buone, né le opere buone possono valere qualcosa senza la castità. Ma anche se si osservano i due comandamenti, rimane il dovere, per chiunque si tratti, di tendere con la speranza alla patria superna e di non star lontano in alcun modo dai vizi soltanto per l'onore di questo mondo.
    E voi siate come coloro che aspettano il loro padrone quando torni dalle nozze, per aprirgli subito appena giungerà e picchierà alla porta. Il Signore in verità viene quando si affretta al giudizio; picchia poi quando, con gli affanni della malattia, ci avverte che ormai la morte è vicina. Noi gli apriamo subito, se lo riceviamo con amore. Non vuole infatti aprire al giudice che picchia, colui che ha paura di uscire dal corpo e ha timore di vedere questo giudice, che ricorda di aver disprezzato. Ma chi è tranquillo per la sua speranza e per il suo modo di agire, apre subito a chi picchia, perché accoglie con gioia il giudice; e, quando è vicino il tempo della morte, egli si rallegra pensando ad una gloriosa retribuzione."
    https://sardiniatridentina.blogspot....ssore.html?m=0
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...c5&oe=5C74BE13





    “I SANTI MARTIRI TRIFONE, RESPICIO E NINFA VERGINE.

    Semplice.
    Paramenti rossi.
    Il Martirologio Romano ricorda oggi: «Il natale anche dei santi Martiri Trifone, Respicio, e Ninfa Vergine». Secondo gli Atti di san Trifone e Respicio - Atti che appartengono al genere dei romanzi storici - i due Martiri sarebbero stati immolati a Nicea, nel 250, durante la persecuzione di Decio. In questo stesso giorno, oltre che l'anniversario dei martiri Trifone e Respicio, si celebra anche quello di santa Ninfa, vergine e martire.
    • Trifone, mentre si sforzava, sotto l'imperatore Decio, colla predicazione della fede di Cristo di condurre tutti al di lui culto, arrestato dai satelliti di Decio, prima fu torturato coll'eculeo e scarnificato con unghie di ferro, poi, trapassati i piedi con chiodi arroventati, venne battuto con bastoni e bruciato con fiaccole ardenti. Il tribuno Respicio, vedendolo sopportare sì coraggiosamente tante torture, si convertì alla fede di Cristo Signore, dichiarando subito pubblicamente d'essere cristiano. Torturato con diversi supplizi, venne trascinato insieme con Trifone all'idolo di Giove; ma, alle preghiere di Trifone, la statua crollò. Perciò battuti crudelissimamente con verghe guernite di piombo, riportarono un gloriosissimo martirio il 10 Novembre. Nello stesso giorno una vergine, chiamata Ninfa, avendo confessato ad alta voce che Gesù Cristo è il vero Dio, alla corona della verginità aggiunse la palma del martirio.
    SANTA MESSA
    Se ne fa commemorazione nella Santa Messa di sant'Andrea Avellino con Oratio, Secreta e Postcommunio, già presenti nello stesso link precedente.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...07&oe=5C76599F










    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »
    «10 novembre 2018: Sant'Andrea Avellino, confessore.

    Riforma o rivolta?
    È stato ed è ancora d'uso chiamare "riforma" il vasto movimento di ribellione contro la Chiesa scatenato da Lutero. Per molti, che hanno della storia nozioni molto modeste, nel secolo XVI la Chiesa era caduta in uno stato di letargia e di corruzione che pareva incurabile e fu necessario l'appello al Concilio del 28 novembre 1518, ripetuto il 17 novembre 1520 dal monaco eretico, per deciderla ad uscirne con il Concilio di Trento. La Chiesa dovrebbe per alcuni essere riconoscente al protestantesimo per la controriforma imposta dal protestantesimo.
    La verità è ben altra ed è opera di storico, non di settario, affermare prima di tutto che il protestantesimo fu rivolta contro la Chiesa e non ritorno allo spirito del Vangelo, alla Bibbia e al culto dei primi secoli, rivolta iniziata quando già la riforma era in atto, prima che Lutero apostatasse, con un autentico ritorno al Vangelo, allo spirito di Cristo e degli Apostoli. I dati storici provano tutto questo.
    Il Concilio di Trento era senza dubbio necessario, per precisare il dogma cattolico di fronte all'audacia degli innovatori e per aiutare coi decreti di riforma, uomini e istituzioni, ma è indiscusso che il Concilio poté riunirsi ed avere efficacia in forza del vero rinnovamento religioso e morale suscitato un po' dappertutto da movimenti riformatori, che andavano acquistando sempre maggiore influenza. Nel 1517 era terminato il Concilio del Laterano, in cui il Generale degli Agostiniani aveva giustamente fatto notare che "gli uomini dovevano essere trasformati dalla religione e non la religione dagli uomini". Nel 1514, Leone X aveva approvato con una bolla "l'Oratorio del divino amore" che da vent'anni raccoglieva uomini per i quali contava soltanto il regno di Dio e la sua giustizia e tra questi erano Gaetano da Thiene, Giovanni Pietro Carafa poi Papa Paolo IV, diplomatici di Curia e umanisti celebri.
    Chierici regolari.
    Fra quelli che lavoravano per la riforma cattolica in Italia, bisogna dare un posto d'onore ai Chierici Regolari Teatini, Barnabiti, Somaschi, che con le loro virtù ricordarono al mondo la santità del sacerdozio e con l'apostolato fra la gioventù e il clero contribuirono a cambiare i costumi sociali, dimostrando che la Chiesa ha sempre in sé la viva sorgente della santità di Cristo.
    San Gaetano e sant'Andrea.
    Abbiamo veduto il giorno 8 aprile con quale perfezione san Gaetano abbia accolto e praticato il consiglio dell'assoluta povertà e dello zelo disinteressato dei primi Apostoli. Quale risposta al chiasso, agli insulti e ai vizi di Lutero questa umile santità!
    Morì a Napoli il 7 agosto del 1547 e nove anni dopo la sua Congregazione, rimasta fedele al suo spirito e fervorosa, ebbe un erede della sua eroica santità e delle sue soprannaturali virtù, sant'Andrea Avellino, che fu l'amico e il sostegno del santo cardinale di Milano, Carlo Borromeo, e seppe formare discepoli ammirabili che, con zelo e dottrina, continuarono a servire la Chiesa (citiamo fra questi Lorenzo Scupoli, autore del Combattimento Spirituale che san Francesco di Sales leggeva sempre con profitto e raccomandava spesso).
    VITA. - Andrea nacque nel 1531 a Castro Nuovo in Italia. La sua giovinezza fu pia, pura e laboriosa. Studiò diritto a Napoli, ma ricevuto il Sacerdozio nel 1545, non volle esercitare che nel foro ecclesiastico. Un giorno gli fuggì una lieve bugia e ne ebbe tale rincrescimento che abbandonò il foro ; si dedicò al solo ministero, particolarmente presso le religiose. Nel 1556 entrò nella congregazione dei Chierici Regolari di san Gaetano da Tiene, nella quale prese il nome di Andrea per il suo amore per la croce. Vi si distinse per grande austerità, zelo ardente per la salvezza è la santificazione delle anime, pietà e carità che Dio ricompensò con prodigi. Propagò l'istituto, sostenne con la sua amicizia il Cardinale Carlo Borromeo nell'opera di riforma a Milano e morì il 10 novembre 1608 per apoplessia. Il suo corpo riposa nella chiesa di S. Paolo a Napoli. Beatificato il 4 settembre 1624, fu canonizzato infallibilmente il 22 maggio 1712.
    Il desiderio di Dio.
    Come furono soavi e forti con te, o beato Andrea, le vie dell'Eterna Sapienza! Del piccolo fallo, da te commesso di sorpresa, fece il punto di partenza della santità che in te rifulse. La bocca che mente uccide l'anima (Sap 1,11) diceva; e quando aggiungeva: non impegnate in questa vita il vostro zelo per raggiungere la morte, non impegnate le vostre opere per conseguire la perdizione (ivi 12) fu da te perfettamente intesa e il fine della vita ti apparve quale i tuoi voti, da essa ispirati, te lo avevano tracciato: dimenticare sempre più te stesso e avvicinarti continuamente al sommo Bene. Noi glorifichiamo con la Chiesa (Orazione della Messa) il Signore, che preparò nell'anima tua così grandi ascensioni (Sal 83,6).
    Il tuo cuore e la tua carne palpitavano per il Dio vivente e l'anima tua, assorbita dall'amore per le chiese, veniva meno pensando ad esse (ivi 2,3). Perché stupirci se uno svenimento supremo ai piedi degli altari di Dio ti procura l'ingresso nel Paradiso? Con quale gioia ti accolgono nei cori eterni gli angeli, tuoi compagni nel lodare Dio in terra! (ivi 4,5). Considera gli omaggi che ti giungono dalla terra, degnati rispondere alla fiducia di Napoli e della Sicilia che si rivolgono al tuo potente patrocinio presso il Signore, benedici i Chierici Regolari Teatini e implora per noi tutti una parte delle grazie che così abbondanti furono a te concesse (ivi 8). Non ci seducano mai vani piaceri, le nostre preferenze siano per la casa di Dio, al disopra delle mondane grandezze (ivi 11). Se, come te, ameremo la misericordia e la verità, il Signore ci darà, come a te, la grazia e la gloria (ivi 12).
    La morte subitanea.
    Ricordando le circostanze in cui avvenne il tuo beato trapasso, il popolo cristiano ti onora come protettore contro la morte improvvisa. Assistici nel momento della nostra morte, fa' che innocenza o penitenza ci preparino all'ultimo passo e che esaliamo, come te, l'ultimo respiro nella speranza e nell'amore (ivi 13).
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1261-1263.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...14&oe=5C6CA934





    “10 novembre 2018: Ss. Trifone e compagni, martiri.

    Trifone e Respicio, santi, martiri, pochissimo si conosce di questi martiri della Frigia. La tradizione vuole parte delle loro reliquie, unitamente a quelle di Ninfa, all’altare maggiore di S. Agostino in Campo Marzio, dove il corpo di Trifone è specificatamente indicato da una scritta posta sul fianco destro. Il 6 febbraio del 1660, alla presenza del vescovo di Perugia Marcantonio Daddi, i resti furono rimossi dall’altare addossato al pilastro della zona del presbiterio e collocati presso l’altare maggiore. Quelli di Trifone furono portati nella chiesa a lui intitolata da Giovanni XVIII il 28 novembre 1006, poi traslati a S. Agostino con breve di Clemente VIII del 13 aprile del 1603. Altri sono indicati, unitamente a quelli di Ninfa e di Severa, a S. Spirito in Sassia. Qui, nella parte posteriore dell’altare maggiore, è la lapide che nomina i quattro martiri e la fenestella confessionis con le loro reliquie.
    M.R.: 10 novembre - Nello stesso giorno il natale anche dei santi Martiri Trifone, Respicio, e Ninfa Vergine.
    [ Tratto dall'opera «Reliquie Insigni e "Corpi Santi" a Roma» di Giovanni Sicari ]”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...cc&oe=5C7B2E4B





    “Il 10 novembre 607 muore, dopo breve pontificato, Papa Bonifacio III, Sommo Pontefice.”


    “Il 10 novembre 1241 muore, dopo brevissimo pontificato, Papa Celestino IV Castiglioni, Sommo Pontefice.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...bb&oe=5C80A630


    “Il 10 novembre 1549 muore Papa Paolo III Farnese, Sommo Pontefice, artefice del Concilio di Trento.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...f4&oe=5C415314


    “Il 10 novembre 1444 aveva luogo, nel contesto della Crociata indetta da Papa Eugenio IV, la disastrosa battaglia di Varna in Bulgaria. L'esercito cristiano fu massacrato dalle orde di Murad II. Fra i caduti Ladislao III di Ungheria e Polonia e l'Eminentissimo Cardinale Giuliano Cesarini, Legato del Papa (https://www.radiospada.org/2018/07/g...-1444/)”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...03&oe=5C7908E0







    "[DIFUNDE TU FE CATOLICA] San Andrès Avelino, Protector contra la muerte repentina."
    https://www.radiospada.org/2018/11/d...rte-repentina/
    https://i0.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=480&ssl=1





    https://i1.wp.com/www.radiospada.org...pg?w=480&ssl=1





    Como ovejas sin Pastor
    http://sicutoves.blogspot.com/




    https://moimunanblog.com/



    "Études Antimodernistes - Collection d'études théologiques, canoniques, liturgiques et historiques antimodernistes"
    http://www.etudesantimodernistes.fr/


    "Sede Vacante"
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    https://francenationaliste.wordpress.com/


    "oblatio-munda"
    http://oblatio-munda.over-blog.com/



    https://le-petit-sacristain.blogspot...urgatoire.html




    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    10 novembre : Saint André Avellin, Théatin (1591-1680) :: Ligue Saint Amédée
    “10 novembre : Saint André Avellin, Théatin (1591-1680).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...re_avellin.jpg








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  6. #56
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    11 NOVEMBRE 2018: SAN MENNA D'EGITTO, EREMITA E MARTIRE; SAN MARTINO DI TOURS, VESCOVO E CONFESSORE…



    «11 NOVEMBRE SAN MARTINO, VESCOVO E CONFESSORE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - 11 novembre. San Martino, Vescovo e Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-11nov.htm

    «LO STESSO GIORNO 11 NOVEMBRE SAN MENNA, MARTIRE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - San Menna, Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-11nov-2.htm


    «DOMENICA QUINTA DOPO L'EPIFANIA.»
    Guéranger, L'anno liturgico - Quinta Domenica dopo l'Epifania
    http://www.unavoce-ve.it/pg-epifania-dom5.htm


    Spiegazione della Santa Messa - Dom Prosper Guéranger O.S.B
    http://www.hancigitur.net/gueranger_..._gueranger.htm
    “Spiegazione della Santa Messa di Dom Prosper Guéranger O.S.B Abate di Solesmes (1805-1875).”





    "11 novembre - S. Menna d'Egitto, eremita e martire."
    https://forum.termometropolitico.it/...e-martire.html

    "11 novembre - S. Martino di Tours, vescovo."
    https://forum.termometropolitico.it/...vescovo-3.html

    "San Martino di Tours, Apostolo della Carità."
    https://forum.termometropolitico.it/...la-carita.html





    SANTA MESSA domenicale celebrata da Don Floriano Abrahamowicz a Paese (TV) alle ore 10.30 stamattina 11 NOVEMBRE 2018, DOMENICA QUINTA DOPO L'EPIFANIA (TRASLATA - XXV DOMENICA DOPO PENTECOSTE):


    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    V. domenica dopo l'Epifania (25a. dopo Pentecoste) - Festa di San Martino
    https://www.youtube.com/watch?v=1UvZZzyNNqo
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»




    SANTE MESSE ed omelie domenicali dei Sacerdoti dell’ “Istituto Mater Boni Consilii” (I.M.B.C.):


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”


    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."



    San Martino di Tours - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-martino-tours/
    «11 novembre, San Martino di Tours, Vescovo e Confessore (316 – 397).

    “A Tours, in Frància, il natale del beato Martino, Vescovo e Confessore, la cui vita fu gloriosa per sì grandi miracoli che meritò di risuscitare tre morti”.
    O glorioso s. Martino, che per la tua generosa carità, che ti mosse a tagliare con la spada il tuo mantello militare per ricoprire un povero mezzo nudo, meritasti di essere personalmente da Gesù Cristo visitato, elogiato ed ammaestrato in tutto quello che Egli voleva da te, e preservato ancora dalla morte quando, mentre tornavi nella tua patria per la conversione dei tuoi genitori, cadesti nelle mani dei ladri, e quando, rinchiuso nel deserto, ti cibasti di erba avvelenata senza conoscerla, ottieni per noi tutti la grazia di impiegare sempre in soccorso dei nostri fratelli bisognosi la nostra mente, i nostri averi e tutte quante le nostre forze, in modo da meritarci la divina assistenza in tutte le nostre necessità spirituali e corporali. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-3-192x300.jpg






    17° CONVEGNO DI STUDI ALBERTARIANI - Sodalitium

    Convegno studi albertariani 2018 e video edizioni passate - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/c...-albertariani/

    http://www.davidealbertario.it/
    XVII Convegno di Studi Albertariani ? Centro Studi Davide Albertario
    “Milano, Sabato 17 novembre 2018, ore 15,00 presso Andreola Central Hotel in via Domenico Scarlatti 24 (vicino alla Stazione Centrale).”







    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Dal n° 138 di SVRSVM CORDA® del giorno 11 novembre 2018. Ospiteremo i seguenti contenuti:

    - Comunicato numero 138. La prima moltiplicazione dei pani;
    - Preghiera ai Santi Quattro Coronati;
    - Orazione a Sant’Andrea Avellino;
    - Dall’Enciclopedia cattolica. Il caso Galileo Galilei;
    - Preghiere al Santo di cui si porta il nome;
    - Orazione a San Martino, Vescovo;
    - Verità in sintesi sulla condanna di Galileo Galilei;
    - [Già sul sito] Teologia Politica 126. I despoti della finanza sono i distributori del sangue stesso della società.
    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fe&oe=5C8584B1




    "Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare San Martino, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo taumaturgo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, San Martino possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia."

    "Si chiese a San Martino perché tanto pregava e faceva ancora penitenza all'approccio della sua morte. "Occorre, diceva, che il soldato muoia con le armi alla mano". È così che ha abbattuto il demonio durante la sua ultima ora. Tutte le virtù lottano per la ricompensa, la perseveranza sola è incoronata. Pietro di Blois."

    «Orazione a San Martino, Vescovo (11.11)
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...ovo-11-11.html
    Qui il nostro elenco di preghiere cattoliche, ovvero non contaminate dall'eresia dell'ecumenismo, dai "santi non santi" e dalle "devozioni" acattoliche:
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere.html
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...4a&oe=5C6E6562





    “Gradite o Madre - I nostri cuori
    Siate salvezza - Dei peccatori.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...14&oe=5C7FCED4





    https://www.sursumcorda.cloud/sostie...18-detail.html
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html





    https://www.agerecontra.it/2018/11/d...escat-in-pace/

    «Il Circolo Cattolico “Christus Rex” e le Associazioni amiche si stringono attorno al nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna per la scomparsa della madre, donna di Fede e insegnante molto stimata, che faceva parte attiva del gruppo, soprattutto negli ultimi anni. E’ deceduta cristianamente, pregando assieme al figlio, a soli 66 anni. Matteo Castagna e la moglie Silvia ringraziano don Ugolino Giugni per il conforto spirituale e per la celebrazione delle esequie a Verona, presso la chiesa di residenza della signora, i chierichetti per il servizio liturgico, la disponibilità, partecipazione e generosità di tutti, a partire dalle Istituzioni, ai parenti ed ai numerosissimi amici e colleghi. Un ringraziamento anche a coloro che hanno voluto inviare un messaggio di cordoglio, pur essendo lontani o non più in rapporti da tempo.
    Chiediamo una prece in suffragio a tutti i nostri lettori.»
    http://www.summorumpontificum.org/wp...Pio-XII-10.jpg





    https://tradidiaccepi.blogspot.com/

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»

    «MESE DI NOVEMBRE: MESE DEDICATO SPECIALMENTE ALLA COMMEMORAZIONE DEI FEDELI DEFUNTI.
    In questo mese di Novembre, mediteremo con l'ausilio del libro "Chi morrà, vedrà... Il Purgatorio e il Paradiso" (Napoli, agosto 1959) di don Dolindo Ruotolo, che fu sacerdote napoletano, morto in odore di santità, strenuo difensore della dottrina cattolica contro gli errori del modernismo ed autore di diversi testi esegetici e pastorali.»

    “MESE DELLA MADONNA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
    11 NOVEMBRE - FA CONIARE UNA MEDAGLIA SU QUESTO MODELLO.

    Dopo aver preparato con la visione della bellezza e con la solennità del silenzio l'anima di suor Caterina, la visione cambia, scompare il globo d'oro e la Vergine, abbassando gli occhi verso di lei, finalmente le parla. La Santa continua il suo racconto: "Mentre la contemplavo, la SS. Vergine abbassò gli occhi su di me ed io udii una voce dirmi: "Questo globo rappresenta il mondo intero e ogni anima in particolare...". A questo punto non posso esprimere ciò che provai e ciò che vidi, cioè la bellezza e lo splendore di quei raggi così belli. "Essi sono il simbolo delle grazie che spando sulle persone che me le domandano". Mi fece comprendere quanto è dolce pregare la Madonna, quanto generosa ella sia con le persone che la pregano e quale gioia provi nell'accordare le sue grazie: "Le pietre che non emanano luce sono il simbolo delle grazie che non mi domandano". In quel momento non so se ero o non ero... godevo. A questo punto si è formata come una cornice attorno alla SS. Vergine, composta da queste parole: "O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi" scritte in lettere d'oro. Poi si fece udire una voce che mi disse: "Fa coniare una Medaglia su questo modello. Tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie. Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia". A questo punto mi parve che il quadro girasse su se stesso e vidi il rovescio della Medaglia. Preoccupata di sapere ciò che si dovesse scrivere sul rovescio della Medaglia, dopo molte preghiere, un giorno, nella meditazione, mi è sembrato di udire una voce che mi diceva: "La M, la Croce e i due Cuori dicono abbastanza". Nelle sue relazioni la Santa non accenna alle dodici stelle che circondano il monogramma di Maria, tuttavia sono state sempre presenti fin dalla prima coniazione della Medaglia e perciò approvate da santa Caterina. È certo quindi che questa indicazione sia stata data oralmente da lei al padre Aladel, al momento delle apparizioni o poco più tardi.
    Impegno: Portiamo con amore e riconoscenza la nostra Medaglia e, se non l'abbiamo, procuriamocene una per noi e i nostri cari, lodando la Vergine per questo grande dono.
    Ave, Maria.
    O Maria concepita senza peccato,
    pregate per noi che ricorriamo a Voi.
    Mater admirabilis, ora pro nobis.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...3b&oe=5C707AE0










    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “11 novembre 2018: DOMENICA QUINTA DOPO L'EPIFANIA (TRASLATA*).”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...03&oe=5C7C5C21





    “11 NOVEMBRE 2018: SAN MENNA, MARTIRE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...2e&oe=5C6A5A9A





    “11 NOVEMBRE 2018: SAN MARTINO, VESCOVO E CONFESSORE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1f&oe=5C6B3354





    “L'11 novembre 1417 il Conclave, straordinariamente convocato durante il Concilio di Costanza, esalta Papa Martino V Colonna al Sommo Pontificato.”







    Como ovejas sin Pastor
    http://sicutoves.blogspot.com/

    https://1.bp.blogspot.com/-b0DsMMwvh...RTINTOURS1.jpg





    https://4.bp.blogspot.com/-I7hIK9fLt...ARTINTOURS.jpg







    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.files.wordpress...b19b5f236.jpeg








    Études Antimodernistes - Collection d'études théologiques, canoniques, liturgiques et historiques antimodernistes
    http://www.etudesantimodernistes.fr/

    Sede Vacante -
    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    oblatio-munda -
    http://oblatio-munda.over-blog.com/


    https://le-petit-sacristain.blogspot...urgatoire.html





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    "[Dimanche mobile] Cinquième Dimanche après l’Épiphanie.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...37&oe=5C7BA55C





    11 novembre : Saint Martin, Évêque de Tours (316-397) :: Ligue Saint Amédée
    “11 novembre : Saint Martin, Évêque de Tours (316-397).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...int_martin.jpg





    “Saint Martin et la conversion des païens gaulois.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...d1&oe=5C793125








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  7. #57
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    12 NOVEMBRE 2018: ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI SAN DIEGO DI ALCALA', RELIGIOSO, E DEL MARTIRIO DI SAN GIOSAFAT KUNCEWYCZ, VESCOVO; SAN MARTINO I, PAPA E MARTIRE...



    «12 NOVEMBRE SAN MARTINO, PAPA E MARTIRE.»
    Guéranger, L'anno liturgico - San Martino, Papa e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12nov.htm




    https://tradidiaccepi.blogspot.com/

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»





    San Martino I - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-martino-i/
    «12 novembre, San Martino I, Papa e Martire (+655).

    Martino primo succedette a Papa Teodoro il 14 maggio 649. Toscano di origine, aveva esercitato le funzioni di apocrisario a Costantinopoli. La sede patriarcale era tenuta da Paolo, un intruso che professava il monotelismo, dottrina che pretendeva che in Cristo non vi fossero due volontà, ma una sola. Il 5 ottobre il Papa riunì un Concilio al Laterano e davanti a 500 vescovi condannò l’eresia monotelita. L’imperatore Costanze II non accettò le decisioni del Concilio, fece catturare il Papa che fu condotto a Costantinopoli, imprigionato, condannato a morte e trattato nel modo più crudele. Il Patriarca scismatico, temendo forse il giudizio di Dio, chiese all’imperatore che la sentenza non fosse eseguita e la pena fu commutata in detenzione a vita. Portato a Cherso in Crimea, vi morì, il 16 settembre del 655, in squallida miseria e dopo aver sopportato molte sofferenze. Il suo corpo fu deposto nella chiesa della città e poi portato a Roma dove riposa ora nella chiesa di S. Martino ai Monti.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-300x187.jpg





    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    V. domenica dopo l'Epifania (25a. dopo Pentecoste) - Festa di San Martino
    https://www.youtube.com/watch?v=1UvZZzyNNqo
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    SANTA MESSA - domusmarcellefebvre110815
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»







    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.»


    "12 novembre dell’anno 1623: Giosafat Kuncevyc, Arcivescovo di Polotsk e di Vitebsk, chiarissimo per santità di vita e ardore apostolico, nonché invitto assertore dell’unità cattolica, cercato a morte dagli scismatici con acerbissima persecuzione, fu colpito da palle e con una grossa scure fu ucciso. Ma il sacro sangue di questo martire divenne in un certo senso il seme di cristiani, poiché gli stessi parricidi, tutti ad eccezione di uno solo, pentiti del delitto commesso, e abiurato lo scisma, prima di essere colpiti dalla pena capitale, detestarono il proprio misfatto. Parimenti Melezio Smotrytskyj, acerrimo competitore di Giosafat nell’ambire la sede di Polock, l’anno 1627 ritornò alla fede cattolica e, quantunque avesse per alcun tempo vacillato fra le due parti, tosto con strenuo animo difese fino alla morte il pattuito ritorno dei Ruteni al grembo della Chiesa Cattolica; cosa che sembra doversi attribuire anch’essa al patrocinio di questo santissimo martire.
    Da SS Pio XII
    Orientales omnes
    Lettera Enciclica
    23 dicembre 1945."
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...31&oe=5C3CE026

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html








    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    «12 novembre 2018: san Martino I, Papa e martire (Vittima del cesarismo bizantino).»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...44&oe=5C858883





    «Il 12 novembre 1923, trecentesimo anniversario del martirio di san Giosafat Kuncewycz per mano russo-scismatica, Pio XI pubblica l'encilca "Ecclesiam Dei".
    "Come è necessario che gli Orientali dissidenti, deponendo antichi pregiudizi, procurino di conoscere la vera vita della Chiesa, senza voler imputare alla Chiesa Romana le colpe dei privati, colpe che essa per la prima condanna e cerca di correggere; così i Latini cerchino di conoscere meglio e più profondamente la storia e i costumi degli Orientali; perché appunto da quest’intima conoscenza derivò sì grande efficacia all’apostolato di San Giosafat".»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...78&oe=5C883D3E





    «"Ho il coraggio di vivere, spero di averlo anche per subire il peggio, restando fedele a Cristo, al Papa e alla Chiesa".
    Monsignor Eugenio Bossilkov, vescovo di Nicopoli in Bulgaria e martire, della Congregazione della Croce e della Passione di nostro Signore Gesù Cristo. Fu fucilato dai comunisti per essersi rifiutato di rinnegare la comunione con Roma la notte fra l'11 e il 12 novembre 1952. Pio XII ne denunziò al mondo il martirio nella enciclica "Orientales Ecclesias" del 15 dicembre 1952 sulla persecuzione comunista contro la Chiesa Orientale.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...1d&oe=5C6AD04E










    http://www.sanfrancescopatronoditali...olo/s.gosafat2







    http://www.santiebeati.it/dettaglio/25100
    «San Giosafat Kuncewycz Vescovo e martire
    12 novembre
    Wolodymyr in Volynia, Ucraina, 1580 - Vitesbk, Bielorussia, 12 novembre 1623.

    Nasce a Wolodymyr in Volynia (Ucraina) nel 1580 e viene ricordato come il simbolo di una Russia ferita dalle lotte tra ortodossi e uniati. La diocesi di Polock si trovava in Rutenia, regione che dalla Russia era passata in parte sotto il dominio del Re di Polonia, Sigismondo III. La fede dei Polacchi era quella cattolica romana; in Rutenia invece, come nel resto della Russia, i fedeli aderivano alla Chiesa greco-ortodossa. Si tentò allora un'unione della Chiesa greca con quella latina. Si mantennero cioè i riti e i sacerdoti ortodossi, ma si ristabilì la comunione con Roma. Questa Chiesa, detta «uniate», incontrò l'approvazione del Re di Polonia e del Papa Clemente VIII. Gli ortodossi, però, accusavano di tradimento gli uniati, che non erano ben accetti nemmeno dai cattolici di rito latino. Giovanni Kuncevitz, che prese il nome di Giosafat, fu il grande difensore della Chiesa uniate. A vent'anni era entrato tra i monaci basiliani. Monaco, priore, abate e finalmente arcivescovo di Polock, intraprese una riforma dei costumi monastici della regione rutena, migliorando così la Chiesa uniate. Ma a causa del suo operato nel 1623 un gruppo di ortodossi lo assalì e lo uccise a colpi di spada e di moschetto. (Avvenire)
    Patronato: Ecumenisti
    Emblema: Bastone pastorale, Palma
    Martirologio Romano: Memoria della passione di san Giosafat (Giovanni) Kuncewicz, vescovo di Polotzk e martire, che spinse con costante zelo il suo gregge all’unità cattolica, coltivò con amorevole devozione il rito bizantino-slavo e, a Vitebsk in Bielorussia, a quel tempo sotto la giurisdizione polacca, crudelmente assalito in un tumulto dalla folla a lui avversa, morì per l’unità della Chiesa e per la verità cattolica.»

    «OMELIA SU SAN GIOSAFAT
    San Giosafat dette tutta la sua vita, fino alla morte, spargendo il suo sangue, per questa unica intenzione: ricondurre all’ovile di Cristo tutte le anime, riconciliare con la Sede Romana del Vicario di Cristo, principio dell’unità della Chiesa, le chiese scismatiche.
    San Giòsafat Kuncewicz, inviato giovanissimo a Vilna per impratichirsi nel commercio, assisté alle lotte fra Ruteni uniti e dissidenti, orientandosi ben presto verso la Chiesa unita, allora poco numerosa e perseguitata. Ritiratosi nell’antico monastero basiliano della SS. Trinità, mutò il nome da Giovanni in quello di Giosafat e visse per alcuni anni da eremita. Scrisse anche alcune opere per dimostrare l’origine cattolica della Chiesa rutena e la sua dipendenza primitiva dalla Santa Sede e per propugnare la riforma dei monasteri di rito bizantino e il celibato del clero. Il suo esempio ripopolò di monaci "uniati" il monastero e Giosafat dovette fondarne altri a Byten e a Zyrowice (1613). Creato vescovo titolare di Vitebsk e poi di Polock, ristabilì l’ordine nella diocesi, restaurò chiese, riformò il clero. Ma ben presto sorsero violente opposizioni da parte dei dissidenti: nell’autunno del 1623, mentre usciva dalla chiesa dove aveva celebrato le sacre funzioni, Giosafat fu ucciso e buttato nella Dvina. Vent’anni dopo la sua morte fu beatificato (1643). Fu canonizzato nel 1867.
    Meditando sul martirio del santo, alla luce degli eventi ultimi possiamo ben dire quanta ragione avesse san Giosafat ad agire così, ragione non già umana, ma divina. Cari fratelli, certamente non ignorate la situazione attuale in Russia, là dove la chiesa ortodossa, divisa in sé stessa, non ha il capo voluto da Cristo, quel capo al quale furono date le chiavi del regno dei cieli. Mancando di tale capo, i patriarchi, i metropoliti ecc. (non tutti, per fortuna, ma molti di loro) sono divenuti strumenti della propaganda atea più sfacciata. Leggete le opere di quel cristiano ortodosso sincero e buono, scismatico purtroppo anche lui, che è Solgenicyn; leggete soprattutto la lettera che scrisse una decina di anni fa al patriarca Pimen, in cui lo scongiurò, lui laico, di non farsi strumento della propaganda atea.
    Il sacerdozio, strumento di Dio per la salvezza, per la santificazione delle anime, per la diffusione del regno di Cristo nel mondo, può diventare strumento di Satana quando si fa propagatore di ateismo. È proprio quello che accade nella Russia di oggi. Quando leggo certe interviste al patriarca Pimen (in Jesus e altrove), mi sbalordiscono sempre l’ingenuità, la superficialità e l’ignoranza della cristianità occidentale davanti agli eventi russi. Le nostre intenzioni sono buone, non v’è dubbio; tutti noi sentiamo compassione per i fratelli russi che soffrono (bisogna essere davvero maligni per non sentire e provare gli stessi dolori di loro). Però, cari fratelli, le intenzioni buone non bastano. Bisogna anche avere la ragione pronta, la ragione prudente, la ragione dotata di sapienza e d’intelligenza come vuole il Signore, per sapere quale sia il bene, onde potere realizzarlo anche a costo di sacrifici! Quindi non basta solo un generico amore. L’amore vero è sempre fondato sulla verità e sulla conoscenza del bene.
    San Giòsafat Kuncewicz, pur essendo nato in una famiglia ortodossa scismatica, fu incrollabilmente fedele alla sede di Pietro grazie all’esempio di tutti i Padri della Chiesa, anche quelli della Chiesa orientale, che non ruppero l’unità della Chiesa cattolica (= "universale"). Giosafat intuì che la Chiesa non può che essere universale. La Chiesa cattolica ha questa bellezza spirituale e ciò che è spirituale è sempre universale. L’universalità della Chiesa cattolica è segno della sua spiritualità e la spiritualità è a sua volta fonte di universalità. Per capire questo concetto, occorre rifarsi all’istituzione del sacerdozio. Nella Lettera agli Ebrei Cristo è proclamato sommo sacerdote, alla maniera di Melchìsedek (Eb 5, 10), non più secondo l’ordine di Aronne. Certo anche Aronne fu chiamato al sacerdozio dal Signore. Però quello di Aronne era un sacerdozio imperfetto. Perché imperfetto? Perché si trattava di un sacerdozio carnale, materiale, legato alla tribù di Levi, tribù certamente benemerita, perché nella contesa fra il Signore e il suo popolo, essa s’era schierata attorno al Signore (per questa fedeltà la tribù di Levi aveva meritato il sacerdozio). Qui si scontrano due principî: il principio del farisaismo e il principio della spiritualità cristiana, dunque cattolica. Ve lo dico francamente, cari fratelli: non c’è cristianesimo se non cattolico. La mia opinione vi apparirà poco ecumenica, ma non posso dire diversamente. Non c’è cristianesimo se non quello cattolico, universale ovvero spirituale. Ogni altra affermazione è una ricaduta nell’antico farisaismo. Che tragedia, cari fratelli, vedere Gesù scontrarsi con le anime ottuse e orgogliose dei farisei, anime piene di carnalità e di materialismo. I quali farisei proclamano: " Noi siamo il popolo eletto e guai a chi ci toglie questa elezione! Noi siamo figli di Abramo! ". Non conta essere figli di Abramo secondo la carne, bisogna esserlo secondo la fede! Ecco perché l’unica vera Chiesa è la Chiesa cristiana ovvero cattolica. C’è un’identità assoluta tra cristianesimo e cattolicesimo.
    Scusate, cari fratelli, se vi dico queste cose ovvie, ma viviamo in tempi talmente confusi e pericolosi, che persino queste verità basilari potrebbero crollare. Che cosa dobbiamo fare allora? Facciamo quello che fece san Giosafat, il quale si rese conto che la Chiesa non può essere che cattolica, non tribale. Non si deve dire: qui è stanziata la tribù dei ruteni, lì la tribù dei russi, là quella degli armeni, ognuna con un suo capo. No, la chiesa è universale: un solo ovile, un solo pastore, un solo vicario di Cristo, un solo detentore delle chiavi del regno dei cieli, un solo detentore del potere supremo spirituale e temporale. Ecco qual è l’insegnamento cattolico sulla Chiesa!
    Stringiamoci perciò attorno al papa, mostriamo fedeltà incrollabile verso la Santa Sede. Ex inde oritur unitas sacerdotii, da lì scaturisce l’unità del sacerdozio. Dalla sede apostolica, dalla sede di Pietro nasce l’unità della Chiesa. L’unità si fa attorno al papa o non si fa.
    Certo siamo tutti angosciati dalla divisione della Chiesa, ma al Vangelo non si può derogare. La parola del Signore non è suscettibile di alterazioni e rimane in eterno. È meglio essere pochi ma fedeli, piuttosto che esseri molti ma talvolta infedeli. La vera unità è non già sociologica o orizzontale, bensì verticale, con Dio. Se ci fosse solo un cristiano su questa terra (sarebbe il pontefice, perché lui solo non può venire meno), se il papa fosse il solo fedele a Cristo, sarebbe lui la Chiesa. Quando il Verbo s’incarnò nel grembo della Vergine purissima per l’onnipotente azione dello Spirito Santo, la Chiesa non aveva bisogno di consensi sociologici. In Maria, ostensorio vivente del Dio di Israele e foederis arca in cui s’era incarnato il Cristo, c’era la Chiesa, perché in Maria c’era il Cristo. Cari fratelli, dobbiamo pensare soprannaturalmente, non in base a statistiche umane o a categorie sociologiche.
    Attorno al papa ahimè (anche questo è un segno dei pessimi tempi in cui viviamo) gli animi si scindono. Molti sono già virtualmente scismatici ed è peggio esserlo virtualmente che attualmente. Come ebbe già a dire san Pio X, le eresie e gli scismi dei tempi moderni hanno questo di pericoloso, che non sono lacerazioni evidenti, ma nascoste. Il Santo Padre, quando andò negli Stati Uniti, propose la dottrina morale che da secoli è sempre quella. Se egli la rinnegasse, rinnegherebbe sé stesso, rinnegherebbe le chiavi di Pietro, che deve amministrare secondo la volontà non sua, ma del Signore. Il papa propone parole non sue, ma di Cristo, cioè di colui di cui egli è il vicario. Che cosa è successo? C’è stata una grande levata di scudi. Si è discusso a lungo su ciò che il papa aveva detto o non detto, si sono avanzate le interpretazioni più disparate, si sono proposte scappatoie per sfuggire a questa o a quella norma morale o addirittura si è criticato apertamente il pontefice. Basta leggere le varie interviste fatte a pseudoteologi che ne hanno dette di tutti i colori, spinti da astio antiromano. Tale astio è un segno dell’anticristo, perché Roma, nonostante tutte le sue difficoltà e deficienze umane, è la sola sede del vicario di Cristo.
    Ci sono anche cristiani, che hanno un attaccamento al papa un po’ strano, per così dire "sentimentale", e ne apprezzano soprattutto la persona. Anche a me il santo padre come persona umana è simpaticissimo, ma la mia fedeltà a Roma non si basa su questa simpatia. Nel pontefice si deve cogliere, più che l’uomo, il vicario di Cristo. Tutti i pontefici della storia lo sapevano bene; lo sapevano anche gli orientali. Pensate: quando il papa san Leone Magno (440-461) inviò i suoi legati al concilio di Calcedonia (451), i padri conciliari si alzarono in piedi e, dopo che i legati ebbero letto la dottrina del vicario di Cristo (la cosiddetta Lettera dogmatica), proclamarono: " Per Leonem Petrus locutus est ", tramite Leone, Pietro ha parlato.
    Questa è la fedeltà alla Santa Sede, fedeltà spesso sofferta. Quello che rimproveriamo a Lutero è di non essere stato fedele al papa. Egli si scandalizzò dell’uomo, si scandalizzò di Giovanni de’ Medici (Leone X) e delle sue debolezze. Non seppe vedere in lui il successore di Pietro, che, al di là di ogni debolezza, è l’incrollabile fondamento della Chiesa, perché, anche se le porte degl’inferi si scateneranno contro di lei, essa rimarrà per sempre, basandosi sulla parola di Gesù che salva.
    Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), con il suo solito acume, fa notare che il Signore non scelse come suo vicario né il mistico Giovanni, né il dotto Paolo, bensì Pietro, che era rozzo e debole (tradì il Cristo!). Pietro, l’uomo più incostante del collegio apostolico, incapace di tenere sotto controllo le sue passioni, una volta rinnegò Gesù, un’altra volta oscillò tra entusiasmo e scetticismo, tanto da camminare sulle acque per andare incontro al Cristo e da sprofondare di lì a poco. Gesù, tendendogli la mano, lo rimproverò: " Perché hai dubitato, uomo di poca fede? ". Ecco la logica di Dio: egli fonda il sacerdozio e la Chiesa non sull’apostolo più dotto o più spirituale o più forte o più coraggioso, ma sul più fragile. Perciò non dobbiamo scandalizzarci dell’uomo.
    Questo genere di problemi va trattato con prudenza. In politica è difficile veder chiaro. Oggi con grande sicumera tutti parlano di politica, come se avessero la responsabilità del governo della cosa pubblica. Vi dico sinceramente, l’attuale politica della Chiesa romana verso l’est mi amareggia molto e amareggia anche i nostri fratelli ucraini, il cui patrono era appunto san Giosafat. Vi invito a pregare per questi nostri fratelli, affinché non si scandalizzino e rimangano fedeli a Roma, nonostante un apparente disinteresse della Santa Sede per la loro causa.
    La cosiddetta Ucraina Subcarpatica, che prima faceva parte della Cecoslovacchia, fu annessa dall’Unione Sovietica dopo la seconda guerra mondiale. La Chiesa fedele a Roma fu perseguitata; così la Chiesa uniate dovette sottomettersi al patriarcato di Mosca. La cosa peggiore è che questi nostri fratelli cattolici di rito orientale, questi figli spirituali di san Giosafat (nato proprio da quelle parti), non ebbero nemmeno una parola di solidarietà da parte nostra, né la magra consolazione di sentirci dire: " Stiamo dalla vostra parte ".
    Cosa successe? In un incontro ecumenico di Chiese il patriarca di Mosca baldanzosamente dichiarò che aveva finalmente accolto nel grande patriarcato quei figli prodighi, i quali se ne erano andati e finalmente erano ritornati all’ovile. Il legato cattolico romano non oppose neanche una parola. Cari fratelli, questi silenzi fanno soffrire crudelmente. Finché si soffre a causa dei nemici di Dio, pazienza; ma se si soffre a causa della Chiesa, è terrificante. Ebbene i nostri fratelli ucraini sanno soffrire non solo per la Chiesa, ma spesse volte anche dalla Chiesa, senza scandalizzarsi.
    Preghiamo per loro, perché san Giosafat Kuncewicz li aiuti con il suo esempio, la sua parola, il suo insegnamento, la sua celeste intercessione, affinché rimangano sempre fedeli a Roma e non si scandalizzino mai di nulla.
    Un’ultima riflessione su un altro fatto che mi commuove nella vita di san Giosafat: pur avendo intuito che la Chiesa non può essere cristiana se non è cattolica e quindi legata a Roma, egli capì anche che bisognava salvaguardare le tradizioni dei padri. Da un lato l’unità, dall’altro il rispetto delle proprie tradizioni. Oggi, se uno pronuncia una parola in latino, è considerato eretico o scismatico! Questo è uccidere la nostra anima, cari fratelli! Gli ortodossi, che hanno un grande senso della ritualità e della lingua sacra, allibiti assistono all’iconoclastia della nostra chiesa romana occidentale.
    Il sano e vero pluralismo (non quello vantato dai democratici a oltranza, che poi di fatto sono dei violenti) si fonda sul principio aristotelico Quidquid recipitur ad modum recipientis recipitur, tutto ciò che si percepisce, viene percepito secondo il modo di colui che percepisce. Quindi la realtà percepita deve essere una sola, la fede cattolica; il modo di percepirla deve essere plurimo, con rispetto della tradizione dei padri. San Giosafat non passò alla liturgia latina, che pure stimava, ma mantenne la liturgia paleoslava, che si serviva di una venerabile lingua antica (quella slava) e di solenni riti. Egli capì che la grazia del Signore non toglie nulla di ciò che c’è di buono a livello naturale e cioè alla tradizione dei nostri padri. Guai a noi, cari fratelli, se pensiamo di poter servire il Padre che è nei cieli rinnegando i padri che egli ci ha dato su questa terra! Ecco i due insegnamenti di san Giosafat: la fedeltà alla sede di Pietro e al papa, vicario di Cristo, deve essere vera (e qualche volta anche sofferta), non superficiale e sentimentale; bisogna inoltre non lasciarsi uccidere l’anima, ma stimare la tradizione dei nostri padri su questa terra. Così sia.

    Nota
    Poiché in questa omelia si parla di Ucraìna e di Rutenia, è doveroso fornire alcune notizie in proposito. L’Ucraìna Subcarpatica (o Transcarpàzia o Rutènia) confina a nord con la Polonia, a ovest con l’Ungheria e a sud con la Romania. Prima della seconda guerra mondiale costituiva una regione autonoma della Cecoslovacchia e non confinava con l’Unione Sovietica, ma con Polonia, Romania e Ungheria. Era abitata da Ucraìni (o Ruteni [la parola "ruteno" è la forma latinizzata di "russo"]), con minoranze di Ungheresi, Tedeschi, Ebrei, Slovacchi e Romeni. La regione manifestò sempre forti tendenze autonomistiche, che parvero concretarsi nell’ottobre del 1938, sotto la pressione tedesca, con la creazione a U” gorod di un governo ruteno. Ma già il 2 novembre 1938 la parte pianeggiante del Paese, in séguito all’arbitrato italo-tedesco di Vienna, fu ceduta all’Ungheria, che nel marzo del 1939 si annetté l’intero territorio. Occupata dalle truppe sovietiche nell’ottobre del 1944, l’Ucraina Subcarpatica il 26 giugno 1945 fu ceduta all’Unione Sovietica mediante un accordo firmato a Mosca tra il cecoslovacco Fierlinger e Molotov. Fisicamente la regione è costituita dal versante sudoccidentale dei Carpazi e da una fascia della pianura ungherese. I maggiori centri abitati si trovano ai piedi delle montagne. Il capoluogo è U” gorod. Altro centro importante è Muka‚ evo. A nord della Rutenia, una volta valicati i Carpazi Boscosi, si stende la Galizia, una regione che per metà fa parte della Polonia e per l’altra metà fa parte dell’Ucraina. Dopo un primo atto di sottomissione al papa (dicembre 1595) le Chiese rutene di Galizia e Transcarpazia proclamarono quasi unanimi l’unione con Roma nel sinodo di Brest-Litovsk del 6-10 ottobre 1596. Ci fu una fase di espansione esterna e di consolidamento interno. Tali Chiese affermarono la propria identità contro i tentativi di assorbimento messi in atto da parte sia latina (senza l’approvazione del papa) sia ortodossa. Con le spartizioni della Polonia (1772, 1793, 1795), la Chiesa rutena cattolica passata sotto il dominio russo scomparve; quella invece rimasta sotto l’Austria ebbe un periodo di ulteriore sviluppo. Con il sinodo di Leopoli (1891), infine, essa adottò quasi tutte le decisioni tridentine. Rimase irrisolta però la questione del celibato del clero. Nel 1895 il metropolita Sembratovi‚ fu creato cardinale. Dopo la prima guerra mondiale la Chiesa rutena cattolica compresa nello stato polacco continuò a svilupparsi, tant’è che la metropolìa galiziana contò più di tre milioni e mezzo di fedeli con più di 2000 parrocchie e altrettanti sacerdoti. Con la fine della seconda guerra mondiale però, sotto la pressione del governo sovietico, essa — come già s’è detto — si unì alla Chiesa patriarcale di Mosca, mentre tutti i resistenti furono deportati o dispersi. La stessa fine ebbe anche la Chiesa rutena transcarpatica. Oggi solo i ruteni emigrati in tutto il mondo possono liberamente continuare le loro antiche tradizioni canoniche, liturgiche e spirituali, pur rimanendo in comunione con la Sede Apostolica. Questa è la prova palpabile che la Chiesa cattolica è universale non solo de iure, ma anche de facto. Le antiche sedi vescovili di Galizia e di Rutenia sono usurpate da vescovi dissidenti, mentre i vescovi, i sacerdoti e i laici, fedeli all’unione con Roma, sono perseguitati, esiliati e incarcerati. Il rito ruteno è una variante, accanto al rito russo, romeno e serbo, del comune rito bizantino. Rispetto alla variante moscovita del rito bizantino, quella rutena, adottata oggi solo dai cattolici, rappresenta una lezione più antica dei testi liturgici, mentre riguardo alle cerimonie ha seguìto l’evoluzione dei Greci e alcune pratiche latine, conservando le particolarità locali. In generale, tutte le Chiese orientali cristiane con rito proprio, che, dopo la separazione conseguente allo scisma d’Oriente (1054), ristabilirono la comunione con Roma, sono dette "uniati". Questo aggettivo deriva dal russo unijat, derivato da unija "unione (delle Chiese)". I fedeli appartenenti a queste Chiese sono detti "uniati".
    Autore: Padre Tomas Tyn.»




    http://www.preghiereperlafamiglia.it...-di-alcala.htm
    «12 NOVEMBRE
    SAN DIEGO DI ALCALA'
    Alcalá del Puerto, Siviglia, ca. 1400 - Alcalá de Henares, Madrid, 12 novembre 1463.

    È uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, addetto ai lavori vari per la comunità. Nel 1441 lo mandano nelle Canarie. E cinque anni dopo viene promosso guardiano del convento di Fuerteventura. La sua predicazione irrita i colonizzatori. Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste dalla quale fra Diego non fugge: assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli e cerca di organizzare distribuzioni di viveri a Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares. (Avvenire)

    "PREGHIERA
    O Dio onnipotente ed eterno,
    che scegli le creature più umili
    per confondere ogni tipo di orgoglio,
    concedi a noi di imitare in ogni circostanza della vita
    le virtù di san Diego d’Alcalá,
    per poter condividere la sua gloria nel cielo.
    Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
    e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
    per tutti i secoli dei secoli."

    "O Dio onnipotente ed eterno, che con mirabile disposizione scegli le cose deboli del mondo per confondere le grandi, degnati propizio, per le devote preghiere del tuo beato confessore Diego, dí elevare la nostra debolezza alla gloria perenne del cielo."»



    http://www.solfano.it/canicatti/San_Diego.html
    «LA FESTA E IL CULTO DI SAN DIEGO."



    http://www.santiebeati.it/dettaglio/35300
    «San Diego di Alcalá Religioso dei Frati Minori
    12 novembre
    Alcalá del Puerto, Spagna, ca. 1400 - Alcalá de Henares, Spagna, 12 novembre 1463.

    È uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, addetto ai lavori vari per la comunità. Nel 1441 lo mandano nelle Canarie. E cinque anni dopo viene promosso guardiano del convento di Fuerteventura. La sua predicazione irrita i colonizzatori. Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste dalla quale fra Diego non fugge: assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli e cerca di organizzare distribuzioni di viveri a Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares. (Avvenire)
    Etimologia: Diego = istruito, dal greco
    Martirologio Romano: Ad Alcalá de Henares in Spagna, san Diego, religioso dell’Ordine dei Minori, che sia nelle isole Canarie sia a Roma nel monastero di Santa Maria in Ara Coeli rifulse per umiltà e carità nella cura degli infermi.
    E' uno dei santi più popolari di Spagna e delle Americhe, dove portano il suo nome fiumi, baie, canali e varie città, tra cui San Diego di California. Nulla però sappiamo della sua famiglia e dei suoi primi anni. In gioventù si fa eremita vicino al paese nativo: prega, coltiva un orto, fabbrica oggetti di uso domestico, che poi scambia con panni per vestirsi. Ma se ne va quando la gente intorno a lui diventa troppa. Lo accolgono i francescani di Arizafe, presso Córdoba, e lì egli fa il noviziato come fratello laico, senza gli Ordini, addetto ai lavori vari per la comunità.
    Nel 1441 lo mandano nelle Canarie – lui che non è prete – a radicarvi meglio il cristianesimo, in un ambiente ancora percorso da vecchie superstizioni. E cinque anni dopo, sempre lì, eccolo promosso “guardiano” (cioè capo) del convento di Fuerteventura. Un segno dell’efficacia della sua missione tra la gente; ma la sua predicazione irrita i colonizzatori (le isole non sono ancora ufficialmente dominio della Spagna) ai quali gli “indigeni” vanno bene superstiziosi, disuniti, sottomessi.
    Nel 1449 fra Diego ritorna in Spagna, e nel 1450 è a Roma per il Giubileo e per la canonizzazione di Bernardino da Siena, in maggio. Nell’estate, però, arriva la peste, che blocca l’afflusso di pellegrini e provoca diserzioni tra i vertici ecclesiastici: anche papa Niccolò V fugge (a Fabriano), e i dignitari della Curia "fuggono da Roma, come gli apostoli fuggirono da Gesù il Venerdì santo!": così scrive indignato un autorevole pellegrino tedesco.
    Fra Diego non fugge. Assiste i confratelli appestati nel convento dell’Aracoeli, e cerca di organizzare distribuzioni di viveri in mezzo al caos di Roma. Tornato poi in Spagna, ricomincia a servire varie comunità, fino alla morte nel convento di Alcalá de Henares. Negli ultimi anni corrono fitte voci di suoi prodigi: il Signore lo avrebbe aiutato un giorno a far uscire dal convento il pane per i poveri, trasformando le pagnotte in rose; e quando il lavoro di cuoco si faceva pesante, ecco scendere in cucina degli angeli per aiutarlo...
    Questi racconti saranno poi illustrati nei cicli pittorici di Bartolomé Estéban Murillo e Annibale Carracci. La fama di santità intanto perdura, e nel secolo successivo la causa canonica viene sostenuta anche da re Filippo II di Spagna; suo figlio don Carlos è sfuggito a un mortale pericolo, ed egli ne dà merito all’intercessione di frate Diego. Papa Sisto V lo proclama santo nel 1588.
    Autore: Domenico Agasso.»





    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/



    http://www.etudesantimodernistes.fr/


    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://oblatio-munda.over-blog.com/



    Ligue Saint Amédée
    http://www.saintamedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    12 novembre : Saint Martin I, Pape et Martyr (? 655) :: Ligue Saint Amédée
    “12 Novembre : Saint Martin I, Pape et Martyr († 655).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...martin_Ier.jpg










    Guéranger, L'anno liturgico - San Martino, Papa e Martire
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12nov.htm
    «12 NOVEMBRE SAN MARTINO, PAPA E MARTIRE.
    Onore dovuto ai martiri.

    "Tutti sanno che Dio vuole che i popoli celebrino le glorie dei martiri, per glorificarli come si meritano e avere sotto gli occhi, con la grazia di Gesù Cristo, l'esempio delle loro virtù. Vedendo l'onore reso ai martiri quaggiù, noi comprendiamo quanto sia grande la loro gloria nei cieli e, ricordandone gli esempi, ci sentiamo spinti ad avere lo stesso coraggio, la stessa devozione, la stessa fede e, con l'aiuto di Gesù Cristo, combattiamo e vinciamo il nemico e, riportata la vittoria, possiamo essere in trionfo con i santi nel regno dei cieli.
    L'insegnamento dei martiri
    Chi oserebbe pretendere di essere associato agli stessi meriti senza aver nutrita la stessa fede, conservata la stessa fermezza e imitato il loro coraggio nella sofferenza; senza aver cercato o trovato la loro gloria uniformando la propria vita alla loro? Non tutti potranno raggiungere con il martirio lo stesso grado di gloria ma tuttavia ciascuno si mostri degno di tanto onore con le buone opere. Dio, pieno di bontà, è sempre pronto a concedere il martirio ai suoi servi, che lo desiderano, o, senza il martirio a concedere ad essi la ricompensa che da ai suoi martiri" (San Giov. Crisostomo, Sui Martiri, l. IlI, c. i).
    San Martino I.
    Ieri celebravamo la festa dell'apostolo delle Gallie, che "amava tanto Cristo Re e non temeva le potenze del mondo" e benedicevamo la sua "anima, che la spada del persecutore non poté separare dal corpo, ma non fu tuttavia priva della palma del martire" (Antifona del Magnificat dei II Vespri). La Chiesa aveva finalmente la tranquillità e, se nelle campagne il paganesimo resisteva e i pagani si mostravano ostili, per difendere gli dei minacciati dagli apostoli del cristianesimo, il tempo delle persecuzioni era ormai finito.
    La parola di san Paolo però è sempre vera: "Chi vuoi vivere piamente per il Cristo deve prepararsi a subire la persecuzione" (2Tm 3,12). La Chiesa ebbe sempre, ha ed avrà sempre i suoi martiri, perché Satana non ammette la sua sconfitta ed arma i suoi partigiani contro quelli che demoliscono il suo malvagio impero. "Martino primo, dice il Baronio, fu più fortunato di tutti i suoi predecessori, perché eletto dopo Costantino, ma giudicato degno di soffrire più di loro per il nome di Cristo, ebbe la buona ventura di trovare Decio e Diocleziano in un principe battezzato" (Annali, anno 651).
    L'imperatore Costanzo II.
    Il paganesimo non è l'unico pericolo che la Chiesa debba temere: l'eresia è forse un pericolo più grave, perché più sottile e più subdola. Agli imperatori pagani, che pretendevano imporre ai sudditi l'adorazione di false divinità, erano succeduti imperatori che pretendevano imporre alla Chiesa delle decisioni dogmatiche. Alla metà del secolo VII Costanzo II sosteneva l'eresia monotelita, che negava le due nature, umane e divina, in Cristo, insegnando che in Cristo vi era un sola volontà, come vi è una sola persona.
    Papa Martino primo, in un consesso di 500 vescovi, proclamò la verità cattolica trasmessa dagli apostoli, affermò con solenne definizione che in Cristo vi è una volontà umana, ma totalmente sottomessa alla volontà divina e che il Figlio di Maria Vergine è nostro fratello, per la integrità della natura umana, il più completo, il più perfetto, il più bello dei nostri fratelli, nostro Dio e Salvatore.
    VITA. - Martino primo succedette a Papa Teodoro il 14 maggio 649. Toscano di origine, aveva esercitato le funzioni di apocrisario a Costantinopoli. La sede patriarcale era tenuta da Paolo, un intruso che professava il monotelismo, dottrina che pretendeva che in Cristo non vi fossero due volontà, ma una sola. Il 5 ottobre il Papa riunì un Concilio al Laterano e davanti a 500 vescovi condannò l'eresia monotelita. L'imperatore Costanze II non accettò le decisioni del Concilio, fece catturare il Papa che fu condotto a Costantinopoli, imprigionato, condannato a morte e trattato nel modo più crudele. Il Patriarca scismatico, temendo forse il giudizio di Dio, chiese all'imperatore che la sentenza non fosse eseguita e la pena fu commutata in detenzione a vita. Portato a Cherso in Crimea, vi morì, il 16 settembre del 655, in squallida miseria e dopo aver sopportato molte sofferenze. Il suo corpo fu deposto nella chiesa della città e poi portato a Roma dove riposa ora nella chiesa di S. Martino ai Monti.
    Integrità della fede.
    Con la Liturgia greca, o Pontefice santo, ti salutiamo come "la guida più illustre della dottrina ortodossa, l'infallibile e santo sostenitore dei dogmi divini, il vindice della verità contro l'errore. Ti riconosciamo come la colonna della fede ortodossa e il maestro della teologia; ti benediciamo per aver con la tua persona ornato il trono di Pietro e per aver conservato la Chiesa salda sulla roccia divina di Pietro e per aver conseguito la gloria eterna".
    Tu che tanto hai sofferto nell'Oriente, ora separato da Roma da uno scisma funesto, degnati pregare per i nostri fratelli che ancora oggi affermano solennemente questo Primato del Pontefice romano, onde mettano la loro fede, la loro condotta in relazione a queste parole della loro antica liturgia.
    Fiducia nella prova.
    Nella gloria del cielo in cui sei, prega per tutti coloro che soffrono persecuzioni per la giustizia e la verità. Molti oggi, come te, provano l'esilio, le prigioni e i più duri tormenti. A quelli che particolarmente soffrono nel sapersi per sempre perduti per i loro parenti, come se già avessero lasciato questo mondo, ottieni grazie di rassegnazione e di pace, ricordando loro le parole che tu scrivesti: "Il Signore avrà cura del mio povero corpo come crederà. Perché mi debbo inquietare? Il Signore è vicino e io confido nella sua misericordia... ".
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1270-1273.»





    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

  8. #58
    Forumista senior
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    IPERURANIO INTERIORE
    Messaggi
    2,531
    Mentioned
    12 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Lightbulb Re: Solennità di Tutti i Santi ed altre ricorrenze del mese di Novembre...

    13 NOVEMBRE 2018: SAN DIEGO O DIDACO D'ALCALA', CONFESSORE…



    Guéranger, L'anno liturgico - San Didaco, Confessore
    http://www.unavoce-ve.it/pg-13nov.htm
    «13 NOVEMBRE
    SAN DIDACO, CONFESSORE

    L'umile pellegrino di Roma.
    Didaco o Diego di san Nicola, umile fratello laico, giunge al cielo presso il padre san Francesco, Bernardino da Siena e Giovanni da Capistrano, che lo hanno di qualche anno preceduto. Questi hanno lasciato l'Italia e l'Europa intera vibranti degli echi delle loro voci che avevano pacificato le città nel nome del Signore Gesù e lanciate contro i Musulmani le armate. Il secolo, che essi contribuirono efficacemente a salvare dalle conseguenze del grande scisma e restituirono al suo avvenire cristiano, poco seppe di Didaco, all'infuori della sua ammirabile carità in occasione del giubileo del 1450, che ebbe risultati veramente preziosi. Roma, ritornata agli occhi delle nazioni la città santa, vide i peggiori flagelli impotenti a trattenere lontani i suoi figli, (Is 49,8-22) e l'inferno, scatenato per l'inaudita corrente che dai quattro angoli del mondo portava le folle alle sorgenti della salvezza, rimase in ritardo di 70 anni nella sua opera rovinosa.
    Il beato infermiere dell'Ara Coeli, che si prodigava nel servizio degli appestati, agli occhi degli uomini non ebbe che una parte assai modesta in risultati tanto grandiosi, soprattutto se l'opera sua è confrontata con quella dei grandi apostoli francescani suoi confratelli. Ma ecco che la Chiesa terrena, interprete fedele della Chiesa dei cieli, oggi l'onora con gli stessi onori resi a san Bernardino e a san Giovanni. Ciò dice che, davanti a Dio, gli alti meriti della virtù, che resta ignota al mondo, non sono inferiori a quelli che con il loro splendore hanno rapito la terra, se, provenendo dalla stessa corrente di amore, producono nelle anime un eguale accrescimento di carità.
    Il pontificato di Nicola V, che presiedette l'imponente incontro di popoli presso le tombe degli apostoli nel 1450, fu ed è ancora ammirato per l'incremento nuovo che, in Roma, diede al culto delle lettere e delle arti, perché è compito della Chiesa includere nella sua corona, a gloria dello Sposo, tutto quanto il mondo possiede di grande e di bello. Tuttavia oggi quale umanista del tempo non preferirebbe forse la gloria del povero Frate minore senza cultura, agli effimeri fulgori coi quali credette di raggiungere l'immortalità? Nel secolo XV, come sempre, Dio scelse il debole e l'insensato per confondere i saggi (1Cor 1,7) e il Vangelo ha sempre ragione.
    VITA. - Didaco o Diego, nacque a San Nicola di Porto presso Sèville, nel 1400. Nell'infanzia decise di voler farsi santo e vi si impegnò sotto la guida di un sacerdote. Appena gli fu possibile, entrò nell'Ordine Francescano nel convento di Arrizafa, dove fece professione come fratello converso. Visse nell'obbedienza più perfetta ed ebbe grazie di contemplazione così luminose che, parlando delle cose del cielo, si esprimeva in modo che sorprendeva tutti. Inviato alle Canarie, vi converti molti infedeli e, venuto a Roma per il giubileo del 1450, essendo scoppiata la peste, si consacrò al servizio dei malati nel convento dell'Ara Caeli. Rientrato ad Alcalà, vi morì nel 1463. Numerosi miracoli lo rivelarono caro al Signore e fu iscritto nel. numero dei Santi da Sisto V il 5 luglio dell'anno 1588.
    La vera gloria.
    "Dio onnipotente ed eterno, che per una ammirabile disposizione scegli in questo mondo ciò che è debole per confondere ciò che è forte, degnati concedere alla nostra umiltà che, per le pie preghiere del beato Didaco tuo confessore, meritiamo di essere ammessi nella gloria dei cieli" (Colletta della festa). La Chiesa eleva al Signore questa preghiera in tutte le ore liturgiche di questa tua festa. Appoggia le sue suppliche, perché Colui che hai seguito con tanto amore nella via della umiltà e della povertà volontaria, molto ti apprezza. Via veramente regale fu quella che seguisti, perché ti portò al trono, che col suo fulgore fa impallidire tutti i troni della terra. Anche quaggiù la tua fama sorpassa oggi quella di molti tuoi contemporanei, già così illustri e ora dimenticati. Solo la santità da corone durevoli per i secoli e per l'eternità, perché Dio solo ha l'ultima parola e l'ultimo giudizio su ogni gloria, come in lui solo è il principio di ogni felicità, in questa vita come nell'altra. Sul tuo esempio e col tuo aiuto ci sia possibile, o san Didaco, farne la felice esperienza.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - II. Tempo Pasquale e dopo la Pentecoste, trad. it. L. Roberti, P. Graziani e P. Suffia, Alba, 1959, p. 1273-1274.»





    https://it.cathopedia.org/wiki/San_Diego_d'Alcal%C3%A1

    https://it.cathopedia.org/wiki/Santa...averio_Cabrini

    https://it.cathopedia.org/wiki/13_novembre





    San Diego d'Alcalá - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-diego-dalcala/
    «13 novembre, San Diego d’Alcalá, Confessore (1400 – 1463), religioso dell’Ordine dei Minori, tra i santi più popolari in Spagna e nelle Americhe.

    O Dio onnipotente ed eterno, che con mirabile disposizione scegli le cose deboli del mondo per confondere le grandi, degnati propizio, per le devote preghiere del tuo beato confessore Diego, dí elevare la nostra debolezza alla gloria perenne del cielo.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-222x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/wp-content...la-232x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/indulgenze-per-i-defunti/
    "INDULGENZE PER I DEFUNTI."


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11)”




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    Ogni giovedì alle ore 20.30 ha luogo la lettura in diretta di una o due questioni del Catechismo di San Pio X.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.»





    https://tradidiaccepi.blogspot.com/
    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»






    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda.
    Preghiera al Santo del giorno.

    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Diego, e Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo Santo, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Diego possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.»

    “13 novembre 1742.
    Per prima cosa, ciò che dobbiamo dire è che a nessuno può venire in mente che le Messe private, nelle quali il solo Sacerdote prende l’Ostia Sacra, perdano per questo la natura del vero, perfetto e integro sacrificio incruento istituito da Cristo Signore e perciò debbano essere considerate illecite. I fedeli infatti non ignorano che il Sacrosanto Concilio Tridentino, poggiando sulla dottrina che la perenne tradizione della Chiesa ha conservato, condannò la nuova, falsa e contraria opinione di Lutero: "Se qualcuno avrà detto che le Messe in cui il solo sacerdote fa la Comunione Sacramentale sono illecite, e quindi da abrogare, sia scomunicato" (Conc. Trid., sess. 22, cap. 6 e can. 8).
    Tuttavia, dal momento che l’antica prassi e la disciplina della Chiesa, secondo le quali i fedeli presenti alle Messe erano soliti partecipare senza distinzione nei pubblici conventi al Sacrosanto Sacrificio, si addicono per ogni verso all’insegnamento e all’esempio di Cristo Signore, ripetiamo le parole dello stesso Concilio con quello spirito con cui furono da esso proferite: "Il Sacrosanto Sinodo vorrebbe che i fedeli presenti alle singole Messe comunicassero non solo con l’affetto spirituale, ma anche con l’atto sacramentale di accostarsi all’Eucaristia, perché provenga loro più abbondante frutto di quel Santissimo Sacrificio".
    E volesse il cielo che anche gli uomini del nostro tempo fossero infiammati dallo stesso fervore di pietà cristiana di cui ardevano i fedeli dei primi secoli, e accorressero cupidi alla pubblica Mensa Sacra e non soltanto fossero presenti alla solennità dei Santi Misteri, ma fossero devotamente ansiosi di parteciparvi. Certamente non vi è atto alcuno in cui i Vescovi, i Parroci e i Confessori possano dedicare ogni loro impegno più proficuamente che nello stimolare i fedeli a coltivare quella purezza di mente per cui sono resi degni di accedere spesso alla Sacra Mensa e di partecipare non solo con lo spirito, ma anche accostandosi ai Sacramenti e al Sacrificio che dal Sacerdote, come da un pubblico Ministro della Chiesa, viene offerto non solo per se stesso ma per loro e in loro nome. Da SS Benedetto XIV Certiores effecti.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fc&oe=5C70C0EF

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...profundis.html





    http://www.centrostudifederici.org/
    Terra Santa ? Rinasce il convento sul Giordano - Centro Studi Giuseppe Federici
    “13 novembre 2018 Terra Santa – Rinasce il convento sul Giordano
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza Comunicato n. 87/18 del 13 novembre 2018, San Diego.
    Terra Santa – Rinasce il convento sul Giordano.”
    Non più mine nel convento francescano in riva al Giordano








    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org/ e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com/
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    “13 NOVEMBRE 2018: SAN DIEGO D'ALCALA', CONFESSORE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...fb&oe=5C6B4A2B





    “Il 13 novembre 867 muore San Niccolò I, Sommo Pontefice.”

    “13 novembre 1964 : Paolo VI depone la tiara dalle tre corone, evoluzione del "frigium", segno evidentissimo della supremazia del Sommo Pontefice, Vicario di Cristo, su tutto il mondo.”

    “Nota di Radio Spada: continua come sempre la sua collaborazione con Radio Spada il carissimo amico Juan Diego Ortega Santana, titolare del blog sicutoves.blogspot.com. Si tratta della prima rubrica radiospadista dedicata al pubblico spagnolo e ispanofono che ci segue da anni con grande simpatia ed affetto. Un sentito ringraziamento all’amico Juan Diego, vero cattolico integrale, che in molte occasioni ci ha testimoniato il suo affetto e la sua stima. Pregate per Lui. Buona lettura! (Piergiorgio Seveso)”
    https://www.radiospada.org/2018/11/d...os-emigrantes/




    Como ovejas sin Pastor
    http://sicutoves.blogspot.com/
    “martes, 13 de noviembre de 2018 SANTA FRANCISCA JAVIER CABRINI, la Patrona de los Emigrantes.”
    https://4.bp.blogspot.com/-DaPqZu52U.../FCABRINI2.jpg





    https://2.bp.blogspot.com/-34CHCGIQf...0/FCABRINI.jpg







    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.files.wordpress...cb8eab8f3.jpeg







    http://www.etudesantimodernistes.fr/


    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://oblatio-munda.over-blog.com/




    Ligue Saint Amédée
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    13 novembre : Fête de tous les Saints de l'Ordre de Saint Benoît :: Ligue Saint Amédée
    “13 novembre : Fête de tous les Saints de l'Ordre de Saint Benoît.
    Cette enluminure représente Saint Benoît faisant monter des moines à la Jérusalem céleste.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...int_benoit.jpg





    13 novembre : Saint Diego (ou Didace), Confesseur :: Ligue Saint Amédée
    “13 novembre : Saint Diego (ou Didace), Confesseur.”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...aint_diego.jpg








    Réquiem aetérnam dona eis, Dómine, et lux perpétua lúceat eis. Requiéscant in pace. Amen.
    Cor Jesu Sacratissimum, miserere nobis!!!
    Regina Sacratissimi Rosarii Ora Pro Nobis!!!

    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
Pagina 6 di 6 PrimaPrima ... 56
Correlati:

Discussioni Simili

  1. 1° novembre - Tutti i Santi
    Di Colombo da Priverno nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 07-11-18, 00:58
  2. Settembre, mese di ricorrenze
    Di Eridano nel forum Padania!
    Risposte: 59
    Ultimo Messaggio: 02-10-18, 02:21
  3. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 01-11-07, 14:13
  4. Santi del Mese di Novembre
    Di DanielGi. nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 53
    Ultimo Messaggio: 12-05-07, 21:28
  5. 1° Novembre - Solennità di Tutti i Santi.
    Di Colombo da Priverno nel forum Cattolici
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 01-11-06, 19:35

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225