Boeri ha un ruolo tecnico e non politico. Ma nei fatti propone cose che sono concretamente di sinistra, soprattutto se posizioniamo lo sguardo un po' oltre il nostro naso (cosa che sinistra e sindacati raramente hanno fatto negli anni scorsi).
Pensioni lavoratori precoci novità: Boeri e Damiano nuovo scontro
Damiano è l'ex Ministro del lavoro che agevolò il pensionamento dal 2008 al 2011 per pensionati retributivi dai 57 ai 60 anni.
Per questo motivo furono aumentati anche i contributi dei lavoratori dipendenti.
Peccato che poi nel 2011, per questo ed altre più gravi mancanze (quelle del governo Berlusconi) il governo Monti ha portato l'età di pensione dai 66 ai 67 anni (fino a 70 anni nei prossimi anni) soprattutto per i pensionati contributivi (quindi con pensioni da fame ma solo da 67 o 70 anni in poi).
La legge Fornero naturalmente fu lasciata passare dai sindacati (e dall'allora Pd) senza colpo ferire. Le pensioni retributive dei pensionati in essere non furono toccate (neanche quelle dei più privilegiati con alta pensione e bassi contributi versati); e neanche quelle dei lavoratori che di lì a poco si sarebbero pensionati; non a caso Bonanni, segretario CISL, è riuscito ad andare in pensione nel 2014 con 8300 euro al mese pur avendo versato contributi per 3000 o 4000 euro al mese.
Le proposte di Boeri in sostanza parlano di una maggiore flessibilità pensionistica (quindi con maggiori possibilità di pensionamento) che abbracci tutti i lavoratori e non solo pochi garantiti come chiede Damiano, peraltro con metodi molto costosi.
Centinaia di migliaia di lavoratori, dai 55 anni in su, perdono il lavoro e non riescono a trovarlo. Perché non pensare soprattutto a queste categorie? Perché Damiano è insensibile su questo tema?
Ma poi, soprattutto, dove trovare le risorse per garantire la flessibilità pensionistica che, per essere meno costosa possibile, dovrebbe prevedere penalità per chi va in pensione prima di quanto previsto dalle leggi attuali?
Damiano dice sostanzialmente che bisogna aumentare le entrate fiscali per garantire il prepensionamento (con piccolissime penalità) soprattutto a chi è già garantito dal lavoro svolto (come è andata negli ultimi decenni, nessuna novità, tranne le piccolissime penalità che prima neanche c'erano).
Boeri invece dice che le risorse vanno ricercate soprattutto tra i pensionati che hanno una pensione molto più alta rispetto ai contributi versati, ma solo se ad alto reddito di pensione ( a cominciare dai vitalizi dei politici che potrebbero dare il buon esempio). Non a caso Boeri parla di 200.000 pensionati ad alto reddito ( ed io sarei anche più "cattivo" di lui e prenderei risorse dalle pensioni oltre i 2000 euro al mese se con pensioni più alte dei contributi versati). Tra questi anche molti sindacalisti, certo (infatti i sindacalisti di ogni grado prendono una pensione del 37% più alta rispetto ai lavoratori di pari qualifica e pari età anagrafica e contributiva).
Ma soprattutto Boeri premierebbe, con la sua flessibilità, una platea molto più vasta di quella di riferimento di Damiano; Boeri premierebbe tutti gli ex lavoratori in difficoltà che non riescono a trovare lavoro (oltre i 55 anni) ed anche altri lavoratori con lavoro: ma tutti con penalità superiori rispetto a quelle proposte da Damiano.




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