Suggerimenti degli autori e dei libri di maggior successo attualmente.
Notizie di libri e cultura del Corriere della Sera.
Jo Nesbø. Ucciderò Harry Hole, è giusto così.
«Mi sta davvero chiedendo se farei cambio tra la mia vita e quella di Cristiano Ronaldo? Tra la letteratura e… il calcio? Sta scherzando, vero?».
Difficile capire se Jo Nesbø, l’uomo da 23 milioni di copie, che trasforma tutto quello che tocca in bestseller, che incassa, oltre alle vendite, ottime recensioni e il corteggiamento di Hollywood (Tom Cruise ha opzionato i diritti di un suo libro), sia più indignato o semplicemente stupefatto dalla domanda. Per la prima volta nel corso della lunga conversazione nella quale è sempre rimasto di una cortesia impeccabile e vagamente anodina, molto scandinava, si altera. La risposta, ovviamente per lui, non varrebbe neanche la pena di essere discussa. Non perché il suo ruolo di scrittore-celebrity, che ha abbinato la qualità del racconto — meno scandinavo di altri colleghi, scrive storie poliziesche in modo quasi classico chandleriano — al successo globale, lo metta al di sopra di paragoni con un atleta, per quanto bravo. Per il motivo contrario. «Certo che sì, farei cambio immediatamente, senza neanche pensarci un momento. È così ovvio. Non era neanche il caso di chiederlo».
Nelle sue vite precedenti a quella di scrittore ha fatto il calciatore semiprofessionista (nel Molde) e il cantante in una band (i Di Derre, lui è voce e chitarra elettrica, dal 1992). Scrive dal 1997, quando ha pubblicato in Norvegia Flaggermusmannen, cioè Il pipistrello, il primo romanzo della serie dedicata all’ispettore norvegese Harry Hole (ora sono dieci libri), partita lentamente nelle vendite e poi esplosa fino ai livelli attuali. Un successo graduale, tanto che il suo debutto, Il pipistrello, è rimasto inedito all’estero per anni, tradotto di recente nei Paesi anglosassoni e solo adesso in Italia (esce il 1° aprile da Einaudi Stile libero nella traduzione di Eva Kampmann).
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