Le Guardie del Faraone viaggiando per tutta Ardya, dopo la fine dell'epidemia, scoprono che alcuni villaggi sopravvissuti si sono dotati di propri consigli autonomi da Erdopolis. Il governo di Amira II decide di riconoscerli per evitare nuovi spargimenti di sangue e ricostruire l'unità del regno. Inizia una silenziosa "laicizzazione" del potere spirituale e teocratico della monarchia faraonica. Ben presto, anche i sudditi di Erdopolis chiedono a gran voce un consiglio cittadino che faccia da mediatore tra loro e il sovrano: il Consiglio dei Cento. Nel 4580 la popolazione della capitale, nonostante il crollo della densità di popolazione nel resto dell'isola, torna alle centinaia di migliaia di unità. Sono riaperte le scuole del pensiero astronomico, matematico e filosofico. Sono costruiti nuovi templi in onore agli Dèi e sono ristrutturati quelli abbandonati altrove. Ricompaiono i Testimoni di Sabà, gruppo di conoscenza più che religioso, che ottiene l'apertura di una propria scuola nella capitale, all'ombra della Piramide del Sole, ritornando a diffondersi tra gli strati sociali ardyani e raccogliendo subito numerosi "studenti".
Il Consiglio dei Cento diventa il primo organo elettivo di anziani Guardie reali, filosofi e funzionari, con potere consultivo, eletto dai sudditi della capitale (maschi adulti con potere economico e conoscenze intellettuali) che dispensa consigli su quasi tutta la politica interna al Faraone e alla sua corte ed ottiene la creazione di un esercito regolare per una missione "suicida" a detta di molti nella Città Sacra: solcare il mare per scoprire cosa si trovi all'orizzonte. Amira II acconsente senza troppi problemi d'interpretazione teologica a differenza dei suoi predecessori. Il capitano-guida della flotta allestita per l'occasione, Kirado, studente presso i Testimoni di Sabà, non nutre molta stima per i Faraoni ma ripone la sua fiducia nel Consiglio e dopo pochi anni di creazione della prima flotta navale ardyana, questa parte verso sud. Dopo pochi giorni di mare, a causa di nubifragi che la decimano, la flotta arriva in una terra inesplorata: il continente Larsa, perlopiù desertico ma con una ricca vegetazione sulle coste e clan tribali di uomini bassi con la pelle più scura (berberi) dei sudditi del Faraone, chiamati dagli Ardyani appunto "Pellescura". In un attimo la teologia ardyana s'incrina per sempre, perché il Faraone non è il re del mondo, le popolazioni larsiane non conoscono Ardya, non hanno un capo comune e sono una società primitiva, spesso in guerra fra loro, hanno un pantheon delle forze naturali che venerano con superficialità e si occupano di pesca, raccolta e caccia. Subito Amira II ammette di aver sempre saputo dell'esistenza di altre terre emerse, ma non l'ha rivelato per paura che forze esterne invadessero il suo regno, così giustificata la propria colpa, muove guerra ai Pellescura sulle coste del nord-ovest di Larsa, travolgendoli con i suoi opliti. In poco tempo quasi tutta la costa larsiana nord-occidentale viene assoggettata dal Faraone che si spinge fino all'acquitrinoso Delta del Nar, un grande fiume larsiano, dove i caimani divorano un bel po' dei suoi soldati e per questo chiamati sprezzantemente "mostri fossydoniani". In breve i Pellescura sono tutti ridotti in schiavitù per costruire nuove centri di colonizzazione, acquedotti, ponti e strade in quella che è subito rinominata Nuova Ardya (Navao Ardya). Conclusa l'opera di annessione (4561) ottengono la sudditanza sotto il Faraone che li importa però come schiavi-sudditi presso la sua corte, destando grande scalpore presso gli Ardyani, sconvolti nel sapere ci siano altre genti nel mondo oltre a loro.
Con un altro decreto Amira II sancisce che sia possibile costruire nuove città oltre alla sua capitale, così per espandere il suo regno e la divinità del Figlio del Sole, che in realtà tutti conoscono, ma sono, oltre l'isola, ignoranti per un incantesimo operato da Fossydon. Nasce e si sviluppa il grande porto di Amirazia (in onore del sovrano) che intensifica gli scambi commerciali con Ardya, dove fra l'altro portano i cavalli, animali prima d'ora sconosciuti e ben presto venerati insieme ai gatti, già animali prediletti della dinastia faraonica. Alcuni Pellescura riferiscono che ci sono altre civiltà seguendo la costa larsiana o solcando il mare verso est...





Rispondi Citando
D'improvviso sorge nell'estremità orientale del grande mare, ad est di Ardya una grande civiltà, raccolta attorno a piccole città fortificate sulla costa o lungo i fiumi della regione. 


