Russia, Grecia, Portogallo, Cipro e non solo, in Europa qualcuno è ancora comunista
Quasi tutti i paesi democratici hanno al proprio interno almeno una forza politica comunista, anche le nazioni storicamente più lontane alle ideologie marxiste, come gli Stati Uniti d’America, dove il Communist Party compirà presto 100 anni, e il Regno Unito, dove il Partito Comunista Britannico può contare su un migliaio di iscritti. Ma per trovare paesi dove le forze politiche di ispirazione comunista hanno un ruolo rilevante nella politica nazionale non serve scomodarsi ed arrivare a Cuba, Cina o Vietnam. Anche in Europa vi sono partiti comunisti che raccolgono una grossa fetta dei consensi nazionali e che possono contare su propri rappresentanti all’interno delle istituzioni democratiche.
A Cipro, il Partito Progressista dei Lavoratori si gioca dall’inizio degli anni 80 il ruolo di prima forza politica del Paese con i Conservatori ciprioti ed il suo storico leader, Demetris Christofias, è stato Presidente del Cipro fra il 2008 e il 2013. Per tutta la sua storia politica il partito ha potuto contare su circa un terzo dei seggi del Parlamento cipriota e di quelli riservati a Cipro nel Parlamento europeo.
In Russia, il Partito Comunista è stato il primo partito del Paese fino a quando, nel 2001, le varie forze politiche di centrodestra si sono unite in Russia Unita, partito del Presidente Vladimir Putin. Alle ultime elezioni parlamentari del 2011 il partito ha raccolto più di 12 milioni di voti, superando il 19% dei consensi, ma nel 1999 il partito era riuscito ad ottenere addirittura più di 16 milioni di voti, sfiorando il 25%. Alle elezioni presidenziali del 1996 il leader Gennady Zyuganov è riuscito ad ottenere più del 30% dei consensi al primo turno e più di 30 milioni di voti al secondo, non riuscendo comunque a superare Boris Yeltsin, che fu riconfermato Presidente.
In Portogallo e in Grecia, il Partito Comunista portoghese e il KKE, hanno da decenni una propria rappresentanza nei rispettivi Parlamenti nazionali e da sempre possono contare su più del 5% dei consensi nazionali. Alle ultime elezioni parlamentari i comunisti portoghesi hanno ottenuto quasi 450.000 voti e 17 dei 230 seggi in Parlamento mentre il KKE ha superato i 300.000 voti grazie ai quali può contare su 15 dei 300 seggi del Parlamento greco.
In Repubblica Ceca, il KSCM ottiene dagli anni 90 più del 10% dei consensi nazionali. Alle ultime elezioni per eleggere i deputati cechi il partito ha sfiorato il 15% grazie a più di 740.000 voti ed ha ottenuto 33 dei 200 seggi alla Camera. In Moldavia, il Partito Comunista è stata la prima forza politica del Paese fino all’anno scorso, anno in cui i socialisti hanno registrato un grande successo elettorale. Il Partito Comunista è stato alla guida della Moldavia dal 2001 al 2009, dopo di che la guida del Paese è passata all’Alleanza europeista.
Il Partito Comunista francese è presente in Parlamento dagli anni 20 ed ha sempre ottenuto oltre 1 milione di voti alle elezioni nazionali. Alle ultime elezioni del 2012 il partito ha sfiorato il 7% grazie a quasi 1.800.000 voti. In Spagna, il PCE è il più grande membro dell’alleanza della sinistra unita che dagli anni 80 è presente nel Parlamento spagnolo e che alle ultime elezioni ha ottenuto più di 1.680.000 voti e sfiorato il 7%.
Il Partito dei Lavoratori del Belgio, fondato nel 1979, è stato per oltre 30 anni un partito ai margini della scena politica, fuori dal Parlamento e incapace di ottenere più di poche decine di migliaia di voti, ma alle elezioni parlamentari del 2014 il partito è riuscito a raccogliere oltre 250.000 voti, pari al 3,7% del consenso nazionale, ed è entrato per la prima volta nel Parlamento belga, ottenendo 2 seggi.
Nell’Europa del 2015, con le destre in costante aumento e con forze politiche di centrodestra che governano nella maggior parte delle nazioni, qualcuno è ancora comunista.
Russia, Grecia, Portogallo, Cipro e non solo, in Europa qualcuno è ancora comunista - Al freddo e al gelo




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