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Discussione: Parigi, 14 novembre 2015

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    Predefinito Parigi, 14 novembre 2015

    E' strategia della tensione. Lo dimostra la cronologia. - Blondet & Friends
    E’ strategia della tensione. Lo dimostra la cronologia.

    Maurizio Blondet 17 novembre 2015 3
    Siccome i media continuano a raccontare come fosse vera la pochade orchestrata dai cosiddetti investigatori – impagabile la ricerca della SEAT nera in Belgio e Italia, mentre era a Parigi (con 2 kalashnikov dentro) ben parcheggiata; comicissima l’attribuzione della statura di “mente” al ragazzotto dalla faccia di cammello Abdelamid Abaaoud nato in Belgio, proviamo a mettere i dati che mostrano trattarsi di una classica strage di stato.
    23 settembre 2014 . Obama ordina bombardamenti in Siria per distruggere le infrastrutture civili che fanno vivere i cittadini siriani rimasti sotto il governo Assad, onde tagliare la gambe al detto governo e far vincere i wahabiti jihadisti tagliagole gestiti dalla Cia e Dipartimento di Stato, che stanno combattendo Assad. E’ una violazione del diritto internazionale e persino delle leggi Usa. “Gli USA hanno bombardato ripetutamente raffinerie, ponti, silos granari, edifici per la distribuzione del cibo, altre infrastrutture civili e abitati civili”
    http://www.activistpost.com/2015/10/...-stations.html
    Novembre 2014 – Netanyahu si infuria perché il parlamento francese si propone, il 2 dicembre, di riconoscere come Stato la nazione palestinese. “Non hanno niente di meglio da fare in un periodo di decapitazioni in tutto il Medio Oriente, fra cui un cittadino francese?”. Una guida turistica di nome Hervé Gourdel era stata appena uccisa in Algeria. Quando vengono da un simile personaggio, queste frasi sono minacce.

    Settembre 2015 – La Russia comincia a bombardare i terroristi in Siria. Ammazza centinaia di addestrati dalla Cia. Sorpresa e rabbia nei noti circoli USA: “Questo è un’estrema mancanza di rispetto (a ultimate disrespect), strilla in Senato John McCain, che vi presiede le Commissione Militare: i russi stanno schiacciando le opposizioni moderate! Ancor più chiaro John Kerry: esprime”grave preoccupazione” per i colpi che i russi assestano ai terroristi battezzati opposizione moderata, e profetizza: “L’ISIS non può essere sconfitto finché Bashar al-Assad rimane presidente della Siria”. In pratica, promette ancor più terrorismo.
    http://www.huffingtonpost.com/entry/us-official-russia-has-started-air-strikes-in-syria_560bd96de4b0af3706de9c5c
    Frattanto gli americani non sono rimasti con le mani in mano: continuano a bombardare infrastrutture civili: due centrali elettriche ad Aleppo (al-Rudwaiya) che lascia senza luce ed energia ampie zone della città (12 ottobre). E Obama – il 27 ottobre – annuncia il dispiegamento sul terreno in Siria di 50 commandos delle forze speciali. Che senso ha? ”Tali misure hanno il potenziale di porre gli Stati Uniti in diretto conflitto con il regime siriano e le forze russe e iraniane che lo sostengono”, spiega al WashingtonPost un “alto ufficiale” del Pentagono. Lo scopo è appunto quello: rendere più difficile ai russi di bombardare i ‘nostri’ terroristi, mettendoci di mezzo i commandos Usa – come scudi umani?
    Il 27 ottobre è anche il giorno in cui il direttore della Cia John Brennan,l’ex capo dell’MI6 John Sawers, il direttore in carica dei servizii esteri fracces (DGSE) Bernard Bajolet, il generale israeliano Yaacov Amidror (un capintesta della provocazione, in Israele stava per diventare capo del Direttorato dello Spionaggio Militare nel 2001, ma i politici lo scartarono perché dichiarò che gli israeliani non religiosi erano “goy che parlano ebraico”: un fanatico anche per i suoi pari) si riuniscono in un “panel” (riunione ristretta di studio), all’università di Washington: è il Intelligence Conference: Panel, sul tema: Shared 21st Century International Mission. I quattro hanno evidentemente una missione condivisa per il 21mo secolo. L’incontro dura fino al 29 ottobre. Perché si riuniscono proprio in quei giorni a mettere a punto la missione comune? Perché (rataplan…):
    30 ottobre ha luogo il primo tavolo di negoziato per la pace in Siria.

    A Vienna. Fortemente voluto dalla diplomazia di Putin, che è riuscito e mettere attorno al tavolo iraniani e sauditi, e mira evidentemente a coinvolgere l’ONU in una soluzione politica del conflitto .
    I ministri partecipanti firmano un comunicato “congiunto” in cui chiedono all’ONU di riunire il governo siriano (Assad) e l’opposizione onde cominciare un “processo che conduca a un governo inclusivo e non settario, con nuova costituzione ed elezioni” sotto la supervisione Usa.
    Il delegato Onu, Staffan de Mistura, si rallegra e loda Putin: senza i russi non saremmo mai arrivati a tal punto. Un governo futuro “non settario” esclude dal negoziato come opposizione legittima l’ISIS e i terroristi moderati di qualunque tipo, la cui caratteristica è di essere settari e tagliagole. E’ un successo russo da contrastare a qualunque costo.
    L’incontro è solo preliminare: ci si accorda per un secondo round. Quando?Il 14 novembre. Un giorno prima, avverrà il mega-attentato a Parigi.
    31 ottobre: il volo Metrojet 9268 carico di famigliole di turisti russi viene fatto esplodere sul Sinai. In quel momento, a 60 chilometri dal luogo della tragedia, è in corso una esercitazione congiunta Usa-Israele “Blue Flag”, la più grande esercitazione aerea da decenni, con partecipazione di paesi NATO (greci e polacchi) che simula atti di guerra aerea. Sarà un caso. Isis rivendica l’attentato. Diffonde un video, ritenuto autentico, che mostra l’aereo russo nel momento in cui esplode: ciò che implica che l’operatore fosse sulla verticale del volo al momento dello scoppio, e ne conoscesse l’istante esatto, una sofisticazione notevole. Ma alla portata delle potenze aviatorie partecipanti a Blue Flag.
    7 novembre – “Gli Stati Uniti si preparano ad intensificare i loro bombardamenti contro lo Stato Islamico in Siria, mentre gli stati arabi che con gran fanfara hanno mandato i caccia per la prima fase della missione sono svaniti” così il New York Times. Gli Usa dunque intensificano, si intromettono pericolosamente nelle operazioni russe in corso, bombardando per conto loro senza coordinamento con la Russia. E si lamentano che gli alleati non se la sentano di partecipare alla provocazione….
    http://www.nytimes.com/2015/11/08/world/middleeast/as-us-escalates-air-war-on-isis-allies-slip-away.html?_r=1
    11 novembre: “Washington ha bisogno di più scarponi sul terreno per ‘occupare’ e ‘governare’ parti della Siria”: così Deborah Lee James, segretaria della Air Forces, in pratica una vice-ministra. Non è strano? Adesso che i russi stanno debellando l’ISIS, l’America vuole forze di terra per governare ed occupare parti della Siria?
    https://www.rt.com/usa/321520-troops-ground-syria-isis/
    13 novembre .- mattina. A poche ore dalla strage di Parigi, gli USA annunciano di aver eliminato Jihadi John, l’inglese mascherato da jihadista che appare nei video emanati dal SITE di Rita Katz come tagliagole dell’ISIS. Bisognava pur avere un piccolo successo da attribuirsi. Le prove? Purtroppo, dicono i comandi Usa, il corpo è stato “vaporizzato”. Non avremo mai la prova.
    ERA INCORSO UNA ESERCITAZIONE ANCHE A PARIGI


    13-14 novembre. France-Info allestisce un sito a cui può rivolgersi chiunque per segnalare una scomparsa o dare una testimonianza. Ad un certo punto un tale Patrick Pelloux, che si qualifica un paramedico affiliato al SAMU (Service d’Aide mèdicale d’urgence, un gruppo di pronto soccorso) telefona e dice: “Per fortuna per il mattino al SAMU di Parigi era stato programmata una esercitazione che simulava attacchi a siti plurimi, sicché eravamo preparati. Si deve sapere che c’era una mobilitazione di forze di polizia, pompieri, paramedici, associazioni (di volontariato) che sono venute e abbiamo cercato di salvare più persone possibili”.


    Sempre prima di mega attentati sono state inscenate esercitazioni per coprire gli eventi.
    A Manhattan, la sera del 10 settembre 2001, la FEMA (il servizio federale anti-catastrofi) cominciato una esercitazione che simulava un disastro vicino alle Twin Towers. La mattina dell’attentato erano già sui moli di Manhattan, a due passi, con ospedali da campo, roulottes, macchinari di pronto intervento, personale specializzato.
    Londra, 7 luglio 2005, attacchi presunti islamisti a quattro fermate della metropolitana. Un tal Peter Power, tutto eccitato, telefona alla BBC Radio e dice in diretta: “Sono direttore di un impresa di security, la Visor Consultants. Sapete cosa? Un cliente mi aveva commissionato una esercitazione, con un migliaio di persone coinvolte, che simulava quattro attentati in quattro punti del subway: combinazione, proprio quelle stazioni dove sono avvenuti gli attentati! Che fortuna!| Abbiamo potuto passare dalla simulazione alla realtà molto rapidamente”. La Visor Consultants lavora normalmente per la Metropolitan Police, ossia Scotland Yard. Dopo, Power non è stato più disponibile per interviste.
    Il paramedico francese Pelloux è un personaggio sui generis. Anzitutto, ha una pagine di Wikipedia in inglese che parla di lui – ovviamente se l’è scritta da sé – dove rivela una cosa interessante: “Durante la sparatoria di Charlie Hebdo il 7 gennaio 2015 (Pelloux) era nei pressi dell’edificio della rivista, sicché è stato uno dei primi ad arrivare sul posto, chiamato da qualcuno che lavorava per la rivista. Egli ha immediatamente telefonato al presidente francese Francois Hollande per dirgli quel che era accaduto. Egli ha visto che alcuni dei suoi amici erano morti ed ha fornito pronto soccorso agli altri”.
    lo strano PellouxLeggere per creder:https://en.wikipedia.org/wiki/Patrick_Pelloux
    Un paramedico che è il primo a telefonare al presidente Hollande? Che si trova per caso sul posto dell’attentato a Charlie Hebdo, dove ha degli amici fra i redattori? Fosse pure un medico come si dichiara su Wiki, quanti medici hanno iil numero di cellulare di Hollande? E poi, della sua presenza sul luogo di Charlie ha fatto un business, raccontando ai giornali a destra e a manca le sue imprese di soccorritore, anzi essendo parte di un libro che ha confermato la versione ufficiale dell’eccidio (su Charlie Hebdo come false flag abbiamo scritto a suo tempo). E per giunta è un attore professionale o quasi, come segnala la sua partecipazione ad alcune pièces teatrali a Parigi…un uomo dalle molte doti.
    Pelloux ha poi confermato che l’esercitazione erta in corso anche al Guardian:
    “That morning, the emergency services in Paris had actually done a training exercise for a major terrorist attack. We were well prepared.”

    http://www.theguardian.com/world/2015/nov/15/paris-attacks-medic-we-were-treating-war-wounds-made-by-war-weapons
    Gli ebrei abitanti a Parigi sono stati avvertiti in anticipo delle stragi che sarebbero avvenute in città. Da chi sono stati avvertiti non è chiaro; ma la notizia è stata riportata da Times of Israel, quindi non è una elucubrazione di qualche complottista.
    http://www.timesofisrael.com/in-fran...els-to-israel/
    E’ già un progresso: chi scrisse che l’11 Settembre 2001 gli ebrei che lavoravano al World Trade Center erano rimasti a casa, è stato bollato di antisemita. Anche negli attentati di Londra del luglio2005 gli ebrei furono avvisati prima: per la precisione, Bibi Netanyahu, che s i trovava nella capitale inglese, fu avvertito dai suoi servizi di non uscire dall’albergo quel mattino. La cosa fu riportata come normale dai giornali inglesi (io ero lì come inviato) – e nessuno che chieda ad Israele: visto che sapete sempre degli attentati prima, non potreste avvisare anche la “nostra” popolazione?
    I PASSAPORTI TROVATI “VICINO” AI TERRORISTI: FALSI

    Quello siriano è un comprovato falso di quelli che si vendono ad Istanbul a medio-orientali (anche pakistani) che vogliono farsi passare per siriani profughi di guerra ed ottenere asilo in Europa. Il passaporto egiziano trovato “vicino” a un altro terrorista appartiene invece a una vittima: Walid Abdel Razzak, che era allo stadio a vedere la partita, e lotta fra la vita e la morte in un ospedale francese. Miserabili depistaggi subito smentiti.
    http://www.middleeasteye.net/news/syrian-passports-found-scene-paris-attacks-fakes-made-turkey-police-520642631
    Il misterioso arrestato in Germania

    Nella giornata dell’attentato, la AFP diramava la seguente notizia: un uomo che trasportava armi in una vettura è stato arrestato in Baviera. Stava dirigendosi verso Parigi sull’autostrada che unisce Salisburgo (Austria) a Monaco (Germania). L’arrestato veniva del Montenegro. Nella sua auto, in un nascondiglio, la polizia ha trovato varie pistole, mitra, munizioni e molti chilogrammi di tnt . Gli inquirenti ritengono che abbia un fondato legame con gli attentati di Parigi. L’età dell’arrestato, 51 anni, non l’età di un combattente dell’ISIS, ma forse della “mente” E’ Islamico o no? Non sappiamo. La notizia, ampiamente riportata dalla stampe tedesca, cui ha fatto riferimento anche il governatore della Baviera, è stata soppressa prontamente. Forse perché sconvolge la versione ufficiale?
    Una ulteriore informazione ha precisato: la polizia bavarese ha arrestato il viaggiatore armatissimo verso Parigi il 5 novembre. Dunque una settimana prima della strage di Parigi.
    http://www.dw.com/en/bavaria-arrest-...cks/a-18849866
    14 novembre, Vienna– Tavolo del negoziato di pace in Siria: “Usa, Europa e gli stati sunniti danno la colpa ad Assad per il conflitto ed anche per l’ascesa dell’ISIS; l’Arabbia Saudita ha chiarito che continuerà a sostenere i ribelli se Assad non si ritira…la Russia è scettica se una opposizione democratica ad Assad semplicemente esista. Saudi e Turchia vogliono espandere la lista dei gruppi legittimati (a partecipare alla transizione) in modo da escludere parecchie fazioni islamiste.
    http://www.slate.com/blogs/the_slate..._of_paris.html
    Antalya: al G20, Putin rivela che 40 paesi finanziano ISIS, fra cui alcuni membri del G20. Mostra anche la foto satellitari della strada su cui l’ISIS fa’ transitare le autobotti che portano il petrolio iracheno, che il Califfo estrae, per venderlo in Turchia. Una fila di autobotti lunga decine di chilometri. Sono così facili da bombardare, perché gli Usa non li bombardano? Putin non può, perché la sua azione è limitata alla Siria. Immediatamente dopo, gli Usa annunciano di aver cominciato i bombardamenti, distruggendo 116 autobotti nella Siria orientale, ad Abu Kamal, cittadina di frontiera con l’Irak. Prima non aveva mai bombardato queste file di mezzi, hanno spiegato al Pentagono, per timore di perdite civili.
    E lo stato di guerra?
    Hollande l’ha indetto. Ma non ha invocato la clausola NATO articolo 5; ha chiesto aiuto alla…UE. Tutti i 28 paesi devono aiutare militarmente la Francia. E tutti i 28 paesi unanimi ed entusiasti hanno offerto il loro sostegno – guerra! – ha enunciato commossa la Mogherini.
    E’ un passo decisivo verso “più Europa”, come stanno ripetendo da giorni i soliti noti: per vincere l’ISI, ci vuole più Europa, un esercito comune, ed anche (mai sprecare una strage di stato) lo sforamento del deficit contro l’austerità… come mi scrive il lettore Fazio F.
    La sistematica destabilizzazione intorno all’Europa ha sempre puntato a creare un nemico artificiale per favorire il processo di unificazione inceppato e ora era il momento da non far scappare. Hollande stava perdendo popolarità ma è il miglior esecutore dei piani del nuovo ordine mondiale, intanto gli europei stavano diventando sempre più eurofobi. Serviva un nemico esterno per unire obtorto collo gli europei e il nemico rimarrà fin quando l’Europa non diventerà un clone degli USA, a questi assoggettata e ovviamente ben separata dalla Russia. Gli immigrati alle frontiere non hanno funzionato come sperato, era già pronto il piano B. La storia recente, compreso l’allargamento affrettato dell’UE, la crisi libica provocata dalla Francia la crisi siriana vanno lette in quest’ottica”.
    Perfetto. C’è anche questo. Sempre le stragi sono di Stato. Servono al potere esecutivo.
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    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Ma tu manderesti tuo figlio da gente così? - Blondet & Friends
    Ma tu manderesti tuo figlio da gente così?

    Maurizio Blondet 16 novembre 2015 12
    di Siro Mazza

    Sabato scorso, fra i tanti filmati andati in onda sui Tg, si vedeva la scena di un padre in lacrime, che aveva comprato il biglietto a suo figlio, per andare ad assistere al concerto del “Bataclan”. Cioè: non era il ragazzo ad aver chiesto al genitore ignaro di andare a sentire un gruppo rock; no, era il padre (ancora giovane, sulla quarantina) ad aver spedito il figlio al massacro. Chissà se gli aveva dato anche qualche euro in più per un po’ di ecstasy…
    Non so voi, ma se io vedessi i poster o le copertine dei cd di un gruppo rock quali quelli riprodotti sotto, ci penserei due volte non dico a regalare a mio figlio il biglietto per andarlo a sentire, ma solo a dargli il permesso per farlo. Anzi, preciso: glielo vieterei proprio!

    Una giornalista inviata a Parigi, in un altro Tg, parlava dei giovani ammazzati in quel locale come la “gioventù sana”… Ora, non dubito che quei decerebrati partecipanti alla baraonda rompitimpani fossero bravi ragazzi, onesti, studenti o lavoratori, desiderosi solo di un po’ di quel “divertimento” che questa società marcia e ignobile offre (impartisce) loro. Ma che fossero “sani” ne ho qualche dubbio. No, è gente malata, interiormente, spiritualmente, perlopiù inconsapevolmente e suo malgrado. Altre scene dalla tv: se a gennaio lo slogan fu “Je suis/nous sommes tous Charlie”, adesso si sono inventati “Pray for Paris”. Si sono viste queste “orazioni”. Hanno inquadrato una ragazza a gambe incrociate, con le mani aperte sulle ginocchia, evidentemente convinta di praticare “meditazione”, o “yoga”, magari, imparato in qualche palestra new-age. E poi un’altra, in piedi, a occhi chiusi, che teneva le mani una sull’altra, col pollice e l’indice congiunti e le altre tre dita distese: ma che diavolo di modo di pregare è?! Non sanno neanche più pregare a mani giunte! Sarà soddisfatto El Pappa, che un filmato di un anno fa riprende mentre rimprovera un chierichetto sull’attenti e a mani giunte; gli passa davanti, si ferma, gli prende i polsi e con forza gli distacca quelle mani innocenti, che qualche buon parroco gli aveva giustamente insegnato a tenere in quella posizione.

    Ma torniamo per un attimo a Parigi e al teatro “Bataclan”. No, non può essere un caso che mentre è iniziato il massacro la band (che tutti si affrettano a specificare non essere affatto di tipo “death metal”, anche se nome e immagini farebbero supporre il contrario) cosa stava suonando (e anche questo infonde qualche dubbio…)? Una canzoncina dal “sano” titolo di “Kiss the Devil”!…



    Da venerdì notte, cialtroni, idioti o mascalzoni (giornalisti, intellettuali, politici) continuano a ripetere su tutti i media che ormai “noi cristiani” siamo in una guerra contro l’Islam.
    Come no, infatti l’altra sera il sangue è corso a Poitiers, anzi no, a Lepanto… No, non è così: se (ripeto: se) guerra c’è, è fra eretici musulmani assatanati da una parte, e un occidente ateo, se non luciferico, dall’altra. E che, per di più (ordo a chao!) quei tagliagole ha creato e scatenato contro i nemici suoi e del suo padrone sionista.

    Siro Mazza

    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Io non mi sono commosso.
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    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Ma anche l'Occidente ha i suoi fanatici religiosi. Eccoli qui. - Blondet & Friends
    Ma anche l’Occidente ha i suoi fanatici religiosi. Eccoli qui.

    Maurizio Blondet 18 novembre 2015 1
    di Maurizio Blondet

    L’articolo dell’amico Siro Mazza –ma tu manderesti tuo figlio da questa gente? – ha suscitato uno speciale tipo di commenti. Commenti rabbiosi, di una rabbia incontrollata, profferiti con la bava alla bocca: di gente che va’ ai concerti e nelle discoteche e non tollera che si critichi la loro occupazione primaria, a cui loro attribuiscono un significato immenso e una rilevanza gigantesca. E’ qualcosa in cui sono totalmente immersi, un totalitarismo da tempo libero che non ammette che gente possa giudicarlo per quel che è: una insignificante fesseria, musichetta da quattro soldi, un futile nulla. No: per loro si offende il Sacro, la loro sacra liturgia. E scattano come tristi e ridicole amebe rabbiose e pronte anche ad uccidere.
    Una scrive a me:
    Io spero che lei si vergogni”.
    E di che? , mi domando – pronto ad ascoltare una critica alle mie posizioni, che so, sull’ISIS o sugli Usa. No: mi devo vergognare d’aver dato spazio alla critica agli Eagles of Death Metal.
    Infatti l’ossessionata lettrice prosegue:
    Non so chi sia Siro Mazza, ma dato che il blog è suo scrivo a lei. Ho appena letto il seguente post: “Ma tu manderesti tuo figlio da gente così?” e mi si è gelato il sangue nelle vene”.
    Notate: le si è gelato il sangue nelle vene. Mica poco: qui siamo al sacro orrore, di fronte al blasfemo che attrae la vendetta celeste su di sé, e soprattutto sul mondo dei concerti rock (o Pop?). Difficile capire a tutta prima come mai è gelato il sangue alla signora o signorina.
    Per fortuna lei ci aiuta : “Spero che sappiate leggere l’inglese, perché questo articolo forse sarà di vostro interesse:http://www.slate.com/articles/news_a...l_concert.html”.
    L’articolo, scritto da un altro adepto del culto, spiega che Eagles of Death Metal “non” è un complesso death metal (1). Che il nome che s’è dato il complesso è un ossimoro, perché in realtà fanno del soft rock, anche un po’ scipito e scopiazzato (dai Duran Duran, persino) . Insomma, una serie di informazioni, scusate, del tutto insignificanti per chiunque non sia un adepto della setta.


    Contenta di aver ristabilito nelle nostre menti il “pensiero retto” (ortodossia) sugli Eagles of Death Metal, la signora o signorina continua: “Non ci voleva tanto ad arrivarci. Mi pare che nemmeno il suo pubblico abbia colto che gli Eagles of Death Metal non sono una band metal quindi forse sto sprecando il mio tempo. E in ogni caso, se anche lo fossero stati?”
    Tento una risposta: signora, che siano o non siano una banda Metal non ha la minima importanza. Mi creda. Ci ha colpito che quei torsoli americani cantino un inno a Satana…e Satana è arrivato. Sotto forma di professionisti ben rasati, per nulla islamici, che hanno sparato con calma da esperti, due-tre colpi di kalashnikov per volta, cambiando i caricatori…Però capisco che per lei, il fatto “insignificante” è questo, quello altamente significativo è che gli Eagles O.D.M non sono “metal”. E che siamo caduti in un errore che le fa’ gelare il sangue…
    Restituisco la parola alla fedele. Che si lascia scappare un messaggio rivelatore:
    Forse non vi rendete conto che se l’obiettivo era far sentire qualcuno giudicato perché poco “sano” (chissà poi a che scopo), il vostro totale distacco dalla realtà rende questo sforzo inutile”.
    Ecco, è quello il punto: sì, non vi va di essere giudicati dei poco sani. Perché lo siete. Non vi va di essere visti nella vostra realtà: vi credete perfetti. Avete una mente impietrita nella vostra piccolezza, fissata nel vostro narcisismo, credete che quella che condividete coi coglioni da concerto sia una “cultura”: no, non lo è. Cosa sono dal punto di vista musicale gli Eagle ODM, alle persone normali non gliene frega niente.
    Siete “staccati dalla realtà” voi, immersi nelle distinzioni fra Metal e non-Metal, voi che conoscete le biografie dei quattro torsoli da concerto come fossero mistici e santi. Fate veramente pena nella vostra furia vuota.
    Continua: “In altre parole, suonate ridicoli. Forse se non ve lo dice nessuno non capirete mai. Allora io che sono giovane e sono stata toccata da vicino da questa tragedia, mi sento offesa e in dovere di mandarvi almeno un segnale. Reality check, si dice in inglese. In un momento in cui siamo affogati dalla disinformazione, articoli come questo non sono solo superflui, ma offensivi e pericolosi. Mi dispiace, ma questo modo di esprimere opinioni fa paura”.
    Evidentemente esiste una dottrina, una sharia del genere non-metal, che abbiamo violato. Facciamo paura: buh!
    O non vi siete informati prima di scrivere e pubblicare, oppure davvero non avete colto. . Ignoranza totale e giudizi fuori luogo”.
    Conclusione:
    La libertà di parola è sacra, ma non esageriamo per favore”.
    Un’altra, che si definisce “moglie e mamma” e tuttavia “amante del Metal”, ingiunge a Siro:
    Per favore, smetta di scrivere perché sono le persone ottuse come lei che stanno mandando in merda questo mondo”. Ah ecco, non sono Wall Street, la finanza speculativa, i neocon che guidano la superpotenza dal sedile posteriore, la geopolitica di saccheggio e guerra perpetua ad mandare in merda questo mondo: è uno che critica gli Eagle e ne mette in luce il satanismo di seconda mano a cui le folle dei loro adepti si abbeverano.
    Questo genere di esseri, ultimo fiore del cosiddetto Occidente, a questo punta: togliere la libertà di parola a chi parla male degli Eagles, o della “cultura” in generale dei concerti rock (o pop?). C’è uno che ventila di denunciarmi per offesa al sacro torsolo del Bataclan. Eccolo:
    “O hai problemi mentali oppure questo articolo è uno scherzo. Nel secondo caso non farebbe ridere, ma almeno potrei rivedere l’ipotesi di denunciarti. Fammi sapere caro Maurizio Blondet”.
    Non desista, proceda: mi denunci. Sono curioso di vedere come articola la querela, con quale sintassi e grammatica, e quale capo d’accusa eleva: diffamazione del complesso? O di voi pubblico, morto martire del non-metal? Lesa maestà? Sacrilegio verso il soft-rock? Il vostro dio da quattro soldi? Sono curioso.
    E’ lo stesso genere di commentatori che si sono manifestati, dimenandosi, ,smaniando di rabbia, urlando e sbavando, quando scrissi il pezzo su quella povera ragazza a Messina dopo una serata di discoteca: “Eri solo un povero topino”. Anche lì minacce di querela, intimazioni a tacere, invito alla forza pubblica di punirmi..
    Una rabbia ululante, incomprensibile, se non manifestasse animule possedute ed ossesse: guai a giudicarle, chiamano la psicopolizia, rantolano di denunce penali, ti vogliono far tacere.. e sbavano e farneticano, accumulando errori di grammatica (non sono abituati) – le loro farneticazioni li rivelano per quel che sono. Un esempio. Alla domanda: ma tu manderesti tuo figlio…?, una piccola larva agitandosi rantola (ho conservato gli strafalcioni):
    si ce lo manderei…. perche 1 non mi interesserebbe molto il genere musicale a cui si potrebbe appassionare mio figlio, l’importante è che sia musica “suonata” (considerando quanto ha scritto…. le spiego che i DJ NON suonano)……… se decidessi comunque di interessarmene non mi metterei a “dire castronerie” (SPARARE CAZZATE) prima di essermi informato e quindi poter dare un feedback utile non soltanto “L HEAVY METAL è LA MUSICA DEL DEMONIO” …. non pensavo nel 2015 di poter sentire ancora stronzate di questo tipo …”
    Questo seguace del culto fanatico ci insegna: “Importante è che sia musica suonata”, ossia i concerti, e non i DJ”. Ebbene, mi spiace contraddire una così alta mente: che sia musica “suonata”, è del tutto irrilevante per le persone normali. Per coloro, intendo, che non sono state rese amebe dall’eccessiva frequentazione di “musica”, quella che chiamano così, e di cui si riempiono le orecchie notte e giorno con l’auricolare: tu-tum-tu-tum tum…No. Non siamo così arretrati da dire ancora che l’heavy metal è musica del demonio.; diciamo che anche il resto della spazzatura di cui vi riempite le orecchie è musica del demonio (naturalmente di un demonio dozzinale, venite via con poco)
    : e la prova è come vi riduce, a sbavare di rabbia come ossessi a chi mette in dubbio che la vostra “vita” sia vita.
    Il suddetto non ha finito di sbavare: “ chi va ai concerti Rock… non prende l’ecstasi…. quella la prendono quelli che vanno a vedere i DJ (VEDI SOPRA) …….. poi……. chi vi fa pensare di poter dire impunemente qualsiasi stronzata vi passi per il cervello senza farvi nemmeno venire lo scrupolo di documentarvi prima di scriverla?”. Sì, infatti siete un caso interessante su cui documentarsi. Da dove venite? In quale nido di larve state normalmente? Appena si parla di cose come i concerti e le discoteche e l’afrore luciferino che emanano, saltate su a cercar di mordere, multipli e intercambiabili, tutti standard e infuriati. Cosa fate della vostra vita quando deponete l’auricolare?
    Un altro – e finisco: “Io spero tu sia un troll, perchè un articolo così becero, ignorante (in quanto non sai minimamente di cosa stai parlando, sia in fatto di musica sia in fatto di persone che frequentano determinati ambienti) e stupido non lo avevo mai letto. Estinguiti, e non procreare, per carità”.
    Nemmeno si rendono conto, con le loro grida, di mettere a nudo la loro stessa patologia . Chi lo sa, forse, allevati nella bambagia, trentenni si offendono quando la bambagia viene strappata attorno a loro: o da qualcuno che gli spara, o da qualcuno che li costringe a guardarsi e riconoscersi premi Darwin, perdenti nella lotta per l’esistenza, inutili parassiti. Quando vi manifestate, si finisce per capire che siete l’estremo frutto della anticiviltà chiamata occidente, e che ciò che vi aspetta è finire in qualche eccidio di wahabiti – che seguono un altro culto. Ortega y Gasset ha scritto: l’uomo massa – colui per il quale vivere è essere quello che già è – è una testa ermetica; impara soltanto nella propria carne. Voi, siete un gradino sotto: non imparate nemmeno nella vostra carne. Non meritate nemmeno di diventare carne da cannone per la guerra che il Potere vi ha scatenato contro. Non ha bisogno di voi; sarete spiaccicati in un qualunque teatro da rock, o in un metrò fatto esplodere mentre voi ascoltate ta-pum ta-pum negli auricolari. Magari, prima, riuscirete a farvi un selfie.
    Note

    1. Wikipedia infatti autorevolmente attesta: “ il nome è nato da una discussione con un ubriaco, che asseriva che i Poisonsuonavano death metal (esiste comunque un gruppo tedescocon lo stesso nome dei ben più noti Poison statunitensi che suona death metal). Hughes rispose all’uomo dicendo che i Poison erano “gli Eagles del death metal”, riferendosi al gruppo country rock statunitense degli Eagles. Successivamente Josh Homme diede l’idea ad Hughes di scrivere della musica pensando ad un incrocio tra gli stessi Eagles e il death metal, ed il loro album di debutto fu il risultato” – La somma importanza culturale di questa precisazione non sfuggirà ad alcuno, nei reparti psichiatrici.

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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Ma tu manderesti tuo figlio da gente così? - Blondet & Friends
    Ma tu manderesti tuo figlio da gente così?

    Maurizio Blondet 16 novembre 2015 12
    di Siro Mazza

    Sabato scorso, fra i tanti filmati andati in onda sui Tg, si vedeva la scena di un padre in lacrime, che aveva comprato il biglietto a suo figlio, per andare ad assistere al concerto del “Bataclan”. Cioè: non era il ragazzo ad aver chiesto al genitore ignaro di andare a sentire un gruppo rock; no, era il padre (ancora giovane, sulla quarantina) ad aver spedito il figlio al massacro. Chissà se gli aveva dato anche qualche euro in più per un po’ di ecstasy…
    Non so voi, ma se io vedessi i poster o le copertine dei cd di un gruppo rock quali quelli riprodotti sotto, ci penserei due volte non dico a regalare a mio figlio il biglietto per andarlo a sentire, ma solo a dargli il permesso per farlo. Anzi, preciso: glielo vieterei proprio!


    Una giornalista inviata a Parigi, in un altro Tg, parlava dei giovani ammazzati in quel locale come la “gioventù sana”… Ora, non dubito che quei decerebrati partecipanti alla baraonda rompitimpani fossero bravi ragazzi, onesti, studenti o lavoratori, desiderosi solo di un po’ di quel “divertimento” che questa società marcia e ignobile offre (impartisce) loro. Ma che fossero “sani” ne ho qualche dubbio. No, è gente malata, interiormente, spiritualmente, perlopiù inconsapevolmente e suo malgrado. Altre scene dalla tv: se a gennaio lo slogan fu “Je suis/nous sommes tous Charlie”, adesso si sono inventati “Pray for Paris”. Si sono viste queste “orazioni”. Hanno inquadrato una ragazza a gambe incrociate, con le mani aperte sulle ginocchia, evidentemente convinta di praticare “meditazione”, o “yoga”, magari, imparato in qualche palestra new-age. E poi un’altra, in piedi, a occhi chiusi, che teneva le mani una sull’altra, col pollice e l’indice congiunti e le altre tre dita distese: ma che diavolo di modo di pregare è?! Non sanno neanche più pregare a mani giunte! Sarà soddisfatto El Pappa, che un filmato di un anno fa riprende mentre rimprovera un chierichetto sull’attenti e a mani giunte; gli passa davanti, si ferma, gli prende i polsi e con forza gli distacca quelle mani innocenti, che qualche buon parroco gli aveva giustamente insegnato a tenere in quella posizione.

    Ma torniamo per un attimo a Parigi e al teatro “Bataclan”. No, non può essere un caso che mentre è iniziato il massacro la band (che tutti si affrettano a specificare non essere affatto di tipo “death metal”, anche se nome e immagini farebbero supporre il contrario) cosa stava suonando (e anche questo infonde qualche dubbio…)? Una canzoncina dal “sano” titolo di “Kiss the Devil”!…



    Da venerdì notte, cialtroni, idioti o mascalzoni (giornalisti, intellettuali, politici) continuano a ripetere su tutti i media che ormai “noi cristiani” siamo in una guerra contro l’Islam.
    Come no, infatti l’altra sera il sangue è corso a Poitiers, anzi no, a Lepanto… No, non è così: se (ripeto: se) guerra c’è, è fra eretici musulmani assatanati da una parte, e un occidente ateo, se non luciferico, dall’altra. E che, per di più (ordo a chao!) quei tagliagole ha creato e scatenato contro i nemici suoi e del suo padrone sionista.

    Siro Mazza

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  6. #6
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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Ma anche l’Occidente ha i suoi fanatici religiosi. Eccoli qui.
    Sì, Blondet and Friends...

    L'articolo sulla strategia della tensione USA è condivisibile, il resto sono scempiaggini da bigotto ultraclericale.
    Majorana likes this.
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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Indubbiamente gli articoli pubblicati sul sito di Maurizio Blondet contengono esagerazioni, caratteristiche della posizione religiosa degli autori. Ma in questo contesto i 2 articoli servono a sbugiardare certa retorica che vedrebbe un inesistente universo di valori sotto attacco.
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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Terrorismo, Gioele Magaldi: "Dietro gli attacchi un messaggio massonico" - Affaritaliani.it
    Terrorismo, Gioele Magaldi: "Dietro gli attacchi un messaggio massonico"

    ESCLUSIVO/ Gioele Magaldi, il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, analizza in un'intervista ad Affaritaliani.it i significati nascosti degli attentati a Parigi

    Martedì, 17 novembre 2015 - 09:45:00











    di Lorenzo Lamperti
    @LorenzoLamperti


    Gioele Magaldi, il Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, analizza in un'intervista ad Affaritaliani.it i significati nascosti degli attentati a Parigi.
    Come vanno interpretati i tragici fatti di Parigi? Quale potrebbe essere stato il ruolo di Al Qaeda e Isis?
    I tragici fatti di Parigi, sia del 7 gennaio che dello scorso 13 novembre 2015, sono anzitutto opera di coloro che hanno creato a tavolino prima Al Qaeda e poi l’Isis. Di costoro ho parlato nel mio libro MASSONI. Società a responsabilità illimitata, Chiarelettere Editore (primo volume), profetizzando già nell’autunno 2014 (quando il libro è uscito), in termini minuziosi e inequivocabili, eventi terribili come quelli che sono accaduti a Parigi quest’anno e come altri che continueranno a verificarsi.
    Lo scorso anno su Charlie Hebdo c'era stato chi ipotizzava ci fosse dietro una mano non islamica. Si può fare lo stesso discorso anche per questi nuovi attacchi a Parigi?
    Le menti e le mani che hanno prima pianificato ed effettuato gli attentati a “Charlie Hebdo” e poi le terribili stragi di venerdì 13 novembre 2015 sono le stesse, identiche. E sono menti e mani che amano particolarmente le simbologie della tradizione esoterica e massonica occidentale…in modo impressionante. Non ho ancora sentito nessuno, a livello di mainstream mediatico, ricordare che il venerdì 13 ottobre del 1307, proprio in Francia, il re Filippo il Bello, ordinò l’arresto dei Templari. Da allora, quella data ha assunto una rilevanza fondamentale in determinati ambienti appunto esoterici e massonici, e persino nella produzione letteraria e filmografica. Chi ha voluto realizzare la strage di Parigi, facendola compiere proprio un venerdì 13, ha mandato un segnale preciso di natura infra- massonica. Spiegherò in seguito di che segnale si tratti e perché, al lume delle notizie riservate che mi sono pervenute, sia stato scelto egualmente l’autunno per questo attentato, ma non il mese di ottobre, bensì quello di novembre.
    Secondo lei come dovrebbe rispondere l'Occidente?
    C’è sempre stato un solo modo per reagire adeguatamente a questo tipo di situazione. Se solo si volesse (ma non si vuole, perché lo show del terrorismo hollywoodiano a cura dell’Isis fa comodo a molti…), si dovrebbe procedere cosi: 1) Un’azione militare poderosa, per via aerea ma soprattutto via terra, concertata tra tutte le maggiori potenze almeno nominalmente democratiche, preferibilmente sotto l’egida dell’ONU. Un’azione risoluta per spazzare via il cosiddetto Califfato dell’Isis dalla faccia della terra. Militarmente, se solo si volesse, in poco tempo i miliziani dell’Isis sarebbero travolti dalla infinitamente preponderante forza bellica che le nazioni democratiche potrebbero mettere in atto. 2) Solo che, per essere credibile, legittimato, giustificabile e ben accetto, al presente come per il futuro, un tale intervento militare, una volta conseguita la vittoria, dovrebbe essere seguito rapidamente e seriamente dalla costruzione di infrastrutture materiali e immateriali, culturali, istituzionali ed economiche volte a trasformare quei territori martoriati medio- orientali (ora dominati dal Califfato) in società libere, democratiche, laiche, con un grande dispendio di risorse per aiutare la popolazione locale ad associare un ritrovato benessere economico-sociale alla implementazione di istituzioni democratico-liberali. Non si tratta di fingere di “esportare la democrazia”, come volevano far credere all’opinione pubblica mondiale i farabutti massoni contro-iniziati che, tramite la superloggia sovranazionale Hathor-Pentalpha (si legga il primo volume della serie di MASSONI, per capire di che si tratti), andarono a mettere a ferro e fuoco l’Iraq nei primi anni ‘2000 e altri territori in tempi successivi. Si tratta di costruirla davvero una vita democratica, libera, laica, pluralista e pacifica in quello che ora è lo stato totalitario-integralista-ierocratico dell’Isis, e nel resto del Medio Oriente. E per farlo, occorre che i governi delle maggiori potenze democratiche mondiali collaborino con gli ambienti islamici più laici e moderati dell’area nord-africana e medio-orientale.
    C'è il rischio che ora, in Europa, prendano sempre più forza i populismi e gli estremismi, come Le Pen in Francia o Salvini in Italia?
    E’ uno spauracchio, questo della possibile avanzata dei movimenti populistici ed estremistici, agitato strumentalmente da coloro che poi, per far fronte a questa eventuale avanzata, propongono governi consociativi che, per loro natura, annullano la normale dialettica democratica tra forze politiche alternative. Governi consociativi che poi favoriscono l’approvazione, quasi sempre con scarso dibattito politico-mediatico (si ricordi l’approvazione totalitaria e silenziata del funesto Fiscal Compact, ad opera del governo Monti, in Italia, e altri provvedimenti simili presi in tutta Europa), di misure legislative contrarie all’interesse del popolo sovrano ma assai utili ad interessi privati sovranazionali e apolidi. D’altra parte, non ho alcuna simpatia per i populismi e gli estremismi, tanto più se di natura neo-nazionalistica, e occorre anche osservare che i gruppi dirigenti di questi movimenti, solitamente, quando vanno al governo, si dimostrano del tutto docili e subalterni a quegli stessi poteri apolidi che di consueto si servono di maggioranze consociative e formalmente “moderate”. Non bisogna però confondere il carattere cinico e apolide delle élites massoniche neoaristocratiche e reazionarie, cui mi sto riferendo, e che in alcuni loro segmenti sono responsabili dell’atroce strage di Parigi del 13 novembre scorso, dal positivo cosmopolitismo dei gruppi massonici progressisti, per i quali la patria non è la propria nazione, ma ogni luogo dove occorra combattere per la democrazia, la libertà e i valori racchiusi nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata all’Onu il 10 dicembre 1948, grazie al “matrocinio” della libera muratrice Eleanor Roosevelt.
    In molti chiedono ora di bombardare la Siria e chiudere le frontiere. Lei è d'accordo?
    Non serve chiudere alcuna frontiera. E non servirebbe bombardare e basta (come è stato fatto in passato, spesso senza considerare le pesanti conseguenze per le popolazioni civili coinvolte), in assenza di quell’impegno concreto e lungimirante nella costruzione di infrastrutture materiali e immateriali necessarie per costruire, consolidare e difendere qualsivoglia società aperta, libera, laica, democratica ed equa. Come del resto spiegavo più sopra, rispondendo a un’altra domanda.
    Il procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Roberti ha detto che "dobbiamo esser pronti a cedere una parte delle nostre libertà" di comunicazione. Un Patriot Act all'italiana sarebbe una scelta giusta?
    Se davvero Franco Roberti si è espresso cosi, devo allora dire che trovo gravissime, scellerate e inaccettabili le parole del procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo. Proprio il 14 novembre, sul sito ufficiale del Movimento Roosevelt (www.movimentoroosevelt.com), poi rilanciato anche sul sito di Grande Oriente Democratico (www.grandeoriente-democratico.com), è apparso un importante intervento intitolato “Strage a Parigi del 13 novembre 2015: il tragico avverarsi delle profezie di MASSONI e di Gioele Magaldi (risalenti al 2014) e un necessario impegno di tutti e di ciascuno per difendere democrazia e libertà, contro qualsivoglia deriva autoritaria e illiberale in stile Patriot Act sul suolo europeo e contro altre conseguenze strumentali e scellerate auspicate dai mandanti degli attentati di ieri (13 novembre) e del 7 gennaio 2015 in Francia”, articolo pubblicato il 14 novembre 2015 sul sito MR, di cui consiglio un’attenta lettura. Se Franco Roberti si è espresso cosi, il Movimento Roosevelt, entità politica metapartitica da me presieduta, chiederà ufficialmente le dimissioni dell’attuale procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, per manifesta incompatibilità ideologica con i principi e i fondamenti di quelle istituzioni democratiche e liberali che egli, con le strutture da lui guidate, dovrebbe difendere dalle minacce del terrorismo e della malavita organizzata. Sarebbe il caso di ricordare a Franco Roberti e a coloro che, a questo punto, hanno il diritto-dovere di indurlo a dimettersi, che il massone progressista Benjamin Franklin, uno dei massimi padri della nascita della prima Repubblica costituzionale e democratica al Mondo, gli Stati Uniti d’America, soleva affermare: “Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”. E Franco Roberti certo non merita di continuare a presiedere l’Antimafia e l’Antiterrorismo in Italia, lo dico con forza e convinzione. Peraltro, vogliamo anche dire una cosa che ancora non ho sentito osservare da nessuno? Ho diversi amici fraterni onesti e scrupolosi, tra i quadri e i dirigenti dei servizi d’intelligence (di diverse nazioni) operanti in Francia e in particolare a Parigi. E sa cosa mi hanno suggerito? Che senza una falla grossa come una casa nell’operato degli stessi servizi segreti occidentali e francesi (qualche agente infedele che, evidentemente, ha “collaborato” con i terroristi, tradendo con infamia i propri doveri e la propria dignità di uomo e di servitore dello Stato), quello che è accaduto venerdì 13 novembre non sarebbe mai potuto accadere. Ma stiamo scherzando? Terroristi che arrivano indisturbati a pochi passi da dove si muove il Presidente della Repubblica e che vanno a fare il più atroce attentato in un locale che avrebbe dovuto essere scientificamente guardato a vista da servizi d’intelligence e sicurezza, in quanto già attenzionato in precedenza per possibili atti di terrorismo e violenza? Senza la connivenza di apparati deviati dell’intelligence militare e civile, tutto ciò non sarebbe stato assolutamente possibile. Perciò, vorrei dire a Franco Roberti e ad altri, di non venirci a cantare la canzone stonata della rinuncia alla libertà in favore della sicurezza. Semmai, il successore di Roberti (dopo che costui si sia doverosamente dimesso) si prodighi per evitare, in Italia, le falle clamorose e inescusabili relative alla prevenzione degli attentati e al presidio capillare dei luoghi più esposti a rischi.
    Isis ha minacciato attentati a Roma. Quanto rischia secondo lei l'Italia?
    L’Italia rischia come ogni altro importante Paese europeo. Ma sarà cura mia personale, e di altri fratelli dell’area di Grande Oriente Democratico, vigilare al fine di rendere molto difficile la vita ai terroristi che volessero operare a Roma o altrove, magari con la connivenza anche qui di pseudo- servitori dello Stato infedeli e infami.


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  9. #9
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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Ammetto che stamattina, guardando sul sito del Corriere della Sera, i volti e la breve scheda anagrafica delle vittime, cosa che non si vede sempre bene per errori nella sistemazione dei files e dei links, mi sono commosso, malgrado appartenenti prevalentemente a categorie che mi stanno sulle palle e con cui non ho niente a che fare: avvocati, grafici pubblicitari, responsabili marketing, addetti pubbliche relazioni, esperti di marketing&web, lavoratori per i popolo della notte quindi lavoratori di locali e discoteche, addetti dell' industria dello spettacolo, membri di associazioni filantropiche, modaioli. Se andate sul sito del Corriere della Sera o altri, ve ne fatte vene un idea. Tra questi, un numero sensibile di musulmani, poi persone di origine africana, asiatica, latino-americana, per dire che tutto il mondo è paese; la maggioranza comunque sono francesi-francesi!
    Scorrendo le face e le storie, un pò di commozione mi è stata inevitabile. Anche ad un fanatico col cuore duro come me.
    Però mi ricordo sempre che l' anno scorso sulla discussione "Bestiario dell' Unione Europea" inserii un articolo che denunciava come in Francia ogni giorno si suicidino 3 agricoltori oppressi da tasse, burocrazia e normative "europee". Di questi non si parlerà mai perché uccisi dallo Stato, dall' Europa, e sono solo zappaterra, non pubblicitari, PR, avvocatichi, addetti al (non) divertimento di massa.
    Io, fascisticamente, ricordo gli zappaterra suicidatisi, sto con chi con l' aratro solca il terreno per produrre cose che servono alla sanità corporea e spirituale, invece di avvocati, pubblicitari, esperti e studiosi di comunicazione, responsabili marketing, lavoratori dell' industria del pseudo(non)divertimento di massa, filantropi, giornalisti di moda, consulenti finanziari, addetti di pubbliche relazioni, non è che sto a farne idoli e punte di diamante del mio mondo, non mi interessano neppure poco poco.
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    Predefinito Re: Parigi, 14 novembre 2015

    Parigi: qualche kamikaze era radiocomandato? - Blondet & Friends
    Parigi: qualche kamikaze era radiocomandato?

    Maurizio Blondet 19 novembre 2015 7
    Vi è piaciuta la sceneggiata “Caccia all’uomo a Parigi?”. Un thriller che nemmeno l’indimenticabile Frenzy di Roman Polanski con Harrison Ford ha uguagliato. Vi è piaciuto? Ai giornalisti italiani è piaciuto: hanno occupato tutta la giornata a raccontare – da dietro transenne lontanissime – cosa stava succedendo. Non vedevano niente, ma li informava la polizia, e si sentivano gli spari, le raffiche, gli scoppi. Erano così eccitati che i giornalisti della Rai avevano il fiato grosso, come se fossero loro lì a sparare e a correre…Poi, a cose fatte, li han fatti avvicinare alla casupola di Saint Denis, tutta devastata da colpi sui muri, finestre rotte. Eh sì, è andata proprio così. I morti ammazzati – disdetta – non racconteranno più chi li pagava e chi li ha istigati. La “mente”, ossia il ragazzo dalla faccia di cammello, è stato ucciso? E’ in fuga? Il thriller continua.
    la Mente di tutto ciòI giornalisti sono stati tenuti occupati un giorno intero dietro quelle transenne. Sicché non hanno avuto tempo di occuparsi di certi particolari, certe sbavatura della narrativa.
    Brahim Abdeslam. Per esempio. Uno dei kamikaze. 31 anni, era proprietario a Molenbeek, il quartiere degradato belga, del caffé Les Béguines. Le autorità comunali gli avevano chiuso quel bar – il 5 novembre, per quattro mesi – perché vi si spacciava ed era un covo di piccoli delinquenti. Lui, Brahim era uno che trincava e fumava a più non posso. L’ex moglie Niama: “Si faceva di canne e dormiva tutto il giorno, non aveva lamentele contro l’occidente”: Si viveva, ricorda la ex, con il sussidio di disoccupazione, mille euro mensili.
    Questo piccolo delinquente comune, a cui hanno chiuso il bar di cui è padrone il 5 novembre, il 13 novembre è a Parigi. Seduto sulla “terrasse” (ossia sui tavolini fuori, spesso riparati da vetrina) del bistrot di Comptoir Voltaire, n.253 di Bvd Voltaire, ore 21.45. Come racconteranno all‘Express il padrone del bistrot e i camerieri, Brahim s’è seduto tranquillamente al tavolo, non ha gridato Allah Akbar, niente. Un normale avventore. Quando s’è avvicinata la cameriera per prendere “la comanda”, s’è fatto saltare. La cameriera è rimasta ferita all’addome e al torace: ma l’esplosione non era abbastanza forte da ucciderla, è ricoverata non in pericolo di vita.
    Una cintura esplosiva stranamente debole.

    Un kamikaze che non grida per rivendicare il suo atto, che non uccide nessuno, nemmeno la cameriera che è a un metro da lui..un comportamento innocuo in modo anomalo.
    Tanto più che, secondo la narrativa, è lui che in Belgio ha noleggiato la SEAT nera cercata per ogni dove, e trovata parcheggiata a Montreuil, alle porte di Parigi: con dentro 3 (diconsi tre) kalashnikov, cinque caricatori pieni, 11 vuoti….Perché non ha portato una di queste armi al bistro Comptoir Voltaire, e fatto una strage? No. Sembra quasi che il suo compito non fosse di partecipare alle stragi; magari, doveva solo aspettare gli altri e riportarli in auto in Belgio. Così era stato istruito di fare? Da chi? Sta per ordinare una bibita – ed è saltato: è morto solo lui, cintura esplosiva piccola e debole.
    Magari – oso dire – radiocomandata da altri?
    Lo so che mi darete del pazzo. Ma una impressione del genere ha dato qualche sbavatura negli attentati di Londra, quattro esplosioni simultanee nel metrò il 7 luglio 2005. Io ero là come inviato, e me lo ricordo. I quattro terroristi, abitanti a Luton, lasciano la macchina nel parcheggio di Luton per prendere il treno per Londra: con tanto di bollo orario sul parabrezza, come se dovessero tornare la sera a casa, non finire i loro giorni da kamikaze. Hanno degli zaini. Che esplodono in tre stazioni del metrò. Il quarto, Hasib Mir Husain, di 18 anni, è salito invece su un autobus a due piani; si spargono le prime voci che qualcosa di orribile è accaduto nel metrò. Il bus esce misteriosamente dal suo percorso e si mette in una piazzetta appartata, Tavistock (mai saputo chi ha avvisato l’autista); il giovane – testimonieranno gli altri passeggeri sopravvissuti – si mette a frugare freneticamente nel suo zaino, tutto sudato – e lo zaino gli esplode in faccia. Come sappiamo, era stata indetta una esercitazione che simulava esattamente quella quadruplice esplosione a Londra; forse i quattro ragazzi erano stati ingaggiati per “l’esercitazione” che a loro insaputa diventò reale? Forniti dello zaino che ciascuno di loro aveva? Sono tutti morti, e non possono rispondere.
    Anche a Parigi il 13 novembre c’è stata la esercitazione di soccorritori, poliziotti e pompieri proprio mentre avvenivano le stragi. O anche le mancate stragi.
    Mancata strage, di sicuro allo Stade de France, durante la partita dove era presente (raccontano) Hollande. Ben tre kamikaze si sono fatti saltare – in modo così maldestro, da ammazzare solo loro stessi e un passante, per caso.
    Alle 21.20 uno fa’ saltare la sua cintura esplosiva al livello della porta D dello stadio, riempita di esplosivo fatto in casa e bulloni: è il solo che uccide un uomo, uno che passava troppo vicino.
    21.30– Altra esplosione. 1 morto: il solo jihadista. La vetrina del ristorante vicino è solo crepata.
    22. Una strada vicina, il terzo jihadista esplode per via della cintura esplosiva che porta; strano, mentre è all’entrata di un vicolo cieco, come se si fosse isolato prima di premere il bottone fatale…
    Attenzione: fuori dallo stadio. E prima che la partita finisca. Se si fossero fatti esplodere dopo la partita, mentre i tifosi uscivano a frotte a prendere il metrò. L’agenzia France Presse (AFP) raccoglie lo stupore di una “fonte della polizia” che, sotto anonimato, dice: “E’ incomprensibile. Un miracolo che ci siano state così poche vittime. Concretamente, quel che hanno fatto (i jihadisti, ndr.), a parte suicidarsi, non ha alcun senso. Se volete fare una carneficina, lo fate al momento dell’entrata o dell’uscita degli spettatori…quel che è accaduto a Parigi intra muros ha senso, ma qui ci sono solo dei tizi che si sono suicidati…”.
    Ma mica si son fatti saltare, qui, gli assassini. Arrivati, secondo testimoni, su una Mercedes nera nuova, coi vetri oscurati (mica la SEAT a nolo); bianchi, alti 1.85, aspetto magro-atletico, secondo alcuni testimoni oculari, vestiti di abiti neri attillati “senza cerniere lampo”. Perfettamente sbarbati, capelli corti e ben pettinati..
    Sembravano soldati o mercenari, hanno eseguito la cosa come un’operazione militare”, dicono i testimoni. “Ha cambiato il caricatore con calma molte volte, ha sparato alle vetrine verso la strada perché assicurarsi che nessuno filmasse niente o prendesse foto. Tutto è durato sei minuti”.
    http://www.theguardian.com/world/2015/nov/14/paris-attack-witness-he-was-dressed-in-black-professional-shooting-and-killing


    Che differenza – vero? – fra questi freddi e precisi professionisti e quei pasticcioni che si fanno saltare da sé lontano da tutti, uno mentre ordina qualcosa al Comptoir Voltaire, gli altri allo stadio ma fuori e prima del tempo. Qui professionisti sembrano quasi – posso dire la parola? – kidonim. Certo, ci sono anche di jihadisti bianchi. Alti 1,85 un po’ meno. Con quell’accuratezza, meno ancora.
    Altri apppunti: alle 19.30 un avventore entra in un ristorante a tre minuti dal Bataclan; vede arrivare una Polo nera con targa belga. Dentro ci sono quattro persone: “Sembravano dei morti viventi, come fossero drogati”, dice il testimone. Il guidatore e uno dei passeggeri “di tipo europeo, genere convertiti all’Islam”. Suscitano immediati sospetti nell’avventore. Il testimone esce dal ristorante alle 21.30 e quelli sono ancora lì in auto. Dieci minuti dopo apprende delle esplosioni allo stadio, e tenta di chiamare la polizia “almeno 80 volte” per segnalare quei quattro. Mai risposto, la polizia. I quattro hanno avuto il tempo di entrare al Bataclan e fare strage.
    http://www.lefigaro.fr/actualite-fra...ts-vivants.php
    E che dite del cellulare trovato buttato via al Bataclan? E’ di uno degli attentatori o permette di risalire a lui: come le carte d’identità e i passaporti abbandonati? Ma c’è di meglio: “Secondo una fonte giudiziaria – scrive Le Figaro – le cinture esplosive avrebbero potuto essere azionate da telefono portatile”. Dunque da altri che dai “kamikaze”? Povere spendibili vittime radiocomandate?

    Abdeslam Salah, fratello del defunto (a Comptoir Voltaire) Ibraim, amico del cosiddetto “cervello” dell’operazione Abdelhamid Abbaoud, dopo l’eccidio a Parigi è tornato in auto verso il Belgio. Sono dentro in tre. L’auto è stata fermata dalla polizia tre volte, l’ultima il 14 novembre alle 9 del mattino a Cambrai, ormai a 50 chilometri dal confine belga (in questi momenti qualunque guidatore con la pelle un po’ scura viene fermato per controlli, spiega un avvocato degli arrestati minori) – e gli agenti non hanno trovato niente di strano nel terzetto: la loro scusa sarà che Salah Abdeslam non era stato segnalato ancora come attentatore. Del resto, un uomo si era presentato a ritirare dei soldi in un ufficio postale di Saint Denis mostrando come documento d’identità il passaporto di Salah Abdeslam; a quel punto, è già un ricercato; gli impiegati hanno telefonato alla polizia; disdetta, la polizia arriva tardi, quando l’uomo è già scomparso coi suoi soldi.
    https://francais.rt.com/france/10657...-passeport-nom

    Vall ha altri amiciStrana mancanza di zelo – dopo la strage. Ma anche prima, non c’è male. Manuel Valls, il primo ministro di Hollande, aveva ricevuto l’offerta dai siriani di una lista dei jihadisti francesi: l’ha rifiutata. Sdegnosamente. Non hanno bisogno di farsi aiutare dai servizi del mostro Assad.
    Ma non credetemi. E’ una teoria del complotto. E Francois Hollande e il governo francese hanno già annunciato in marzo che, Hollande, disturbato dalle versioni non-ufficiali che giravano sull’eccidio di Charlie Hebdo, aveva promesso di rendere illegali le teorie del complotto. “Bisogna prendere coscienza che le tesi complottiste si diffondono via internet e le reti sociali. Ora, dobbiamo ricordarci che è stata per via della parola che si è preparato lo sterminio (della Shoah!). Dobbiamo agire a livello europeo, ed anche internazionale, perché venga definito un quadro giuridico definito, e che le piattaforme internet (…) siano messe di fronte alle loro responsabilità, e sanzioni siano elevate in caso di mancanza”.
    http://www.voltairenet.org/article186583.html

    “Palle molli”, Spada dell’IslamUna lettrice mi avverte che dalla Francia non si possono aprire i miei articoli.

    Strano.
    PS – Per foruna Putin batte il ferro finché è caldo. La sua aviazione ha distrutto 5oo carri-cisterna destinati a portare il petrolio dell’ISIS in Turchia per la raffinazione. Devono essere camion turchi. Un costo finalmente per Erdogan. Bisogna far presto perché i finanziatori, armatori e arruolatori dei “terroristi islamici” si stanno riorganizzando, e rimangiandosi la “Lotta al Califfato” che avevano sottoscritto appena dopo il mega-attentato a Parigi. Il governo USA ha appena deciso l’invio all’Arabia Saudita (ossia ai terroristi) di 19 mila bombe d’aereo, al prezzo di 1,29 miliardi di dollari. Duemila bombe sono fra le 500 e le 2 mila libbre, 1500 sono bunker buster (per distruggere bunker sotterranei) e 6 mila sono bombe a guida laser. E Obama, Hollande eccetera hanno ripreso a dire che “non possono nemmeno immaginare” che l’ISI sia sconfitto se, prima, non viene deposto Assad…La guerra civile quindi continuerà. Con l’aiuto delle 19 mila bombe di cui sopra.

    Inoltre, sta per riprendere la guerra in Ucraina contro il Donbass – una occasione da non perdere per demonizzare di nuovo Putin come prima dell’attentato a Parigi.
    FASCISMO MESSIANICO E DISTRUTTORE. PER UN MONDIALISMO FASCISTA.

    "NELLA MIA TOMBA NON OCCORRE SCRIVERE ALCUN NOME! SE DOVRO' MORIRE, LO FARO' NEL DESERTO, IN MEZZO ALLE BATTAGLIE." Ken il Guerriero, cap. 27. fumetto.

 

 
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