Delirio Veronesi: "Parliamo ai terroristi e diamoli tutto quello che vogliono
L'oncologo Umberto Veronesi si augura che un giorno ci possa essere un tavolo al quale si possano sedere i capi di Stato occidentali e i rappresentanti dell'Isis. A poche dalla strage di Parigi, il medico ha dichiarato all'Adnkronos: "Sono contrario all'idea di fare la guerra all'Is, perché violenza chiama violenza. Più loro tagliano teste, più noi bombardiano: qualcuno deve fermare questa catena di azione e reazione e deve farlo con il dialogo e la tolleranza religiosa. L'Is - ha ribadito Veronesi - va ascoltato".
Le ragioni - Chi deve fare uno sforzo è chi "si ritiene civile, contro l'irrazionalità" ha poi aggiunto Veronesi. La posizione del medico punta a spiegare le ragioni che spingono i terroristi: "Sono un gruppo di sunniti che si sentono emarginati in Iraq e hanno crato un movimento molto estremista, di fatto perché vogliono una patria e chiedono all'Iraq di cedere una piccola area, non più grande della Lombardia, per creare lo stato islamico. In pratica si tratta di un gruppo diviso da confini artificiali da tantissimi anni". Secondo l'oncologo, i militanti dell'Isis non sono così diversi dai movimenti indipendendisti europei che chiedono autonomia: "Come altre minoranze in Europa e nel mondo chiede una patria".
La violenza - Secondo Veronesi l'errore più grave che potrebbe fare l'Occidente sarebbe reagire con la forza: "La reazione immediata di coloro che chiedono una vendetta è più che comprensibile - ammette l'oncologo - ma si tratta di una reazione emotiva, che dovrebbe essere superata a favore di dialogo e trattative". Veronesi è convinto che in realtà non ci siano motivi di carattere regligioso dietro la follia omicida dei terroristi di Parigi: "L'Islam è una religione pacifica nella sua essenza. Più si attacca, più si subiranno attacchi". La linea quindi per il medico dovrebbe essere totalmente passiva, ghandiana: "Siamo noi a dover fare uno sforzo, anche se è difficile. Perché altrimenti ci metteremmo sul loro stesso piano, e non ne usciremmo".
Strage di Parigi, Umberto Veronesi: "Parliamo ai terroristi e diamoli tutto quello che vogliono - Sfoglio - Libero Quotidiano
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