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Potrebbero soffrire alcune delle banche che questa settimana devono rimborsare alla Banca centrale europea i 442 miliardi di euro del prestito a un anno, ma l'istituto di Francoforte farà in modo che la scadenza venga superata senza problemi, ha assicurato Christian Noyer, membro del Consiglio governativo della Bce.
Il ministro dell'Economia spagnolo, Elena Salgado, ha ricordato stamane alla Bce le esigenze delle banche spagnole, che faticano a finanziarsi sul mercato a causa dei timori circa il debito e le finanze pubbliche, ma ha anche sottolineato che il sistema finanziario spagnolo è solido.
"La Bce e il sistema della moneta unica faranno il necessario per assicurare la liquidità", ha detto Noyer. "Questa è una scadenza importante. Alcune banche sono in una posizione meno buona e potrebbero soffrire, ma faremo in modo che non ci siano problemi e tutto vada bene".
La Banca centrale europea, nell'ultimo incontro di politica monetaria, ha istituito nuove linee di finanziamento, che permetteranno alle banche di rifinanziarsi proprio in vista della scadenza di fine giungo. Ha aggiunto due nuove tipologie di aste: la prima a 3 mesi (Ltro, Long Term Refinancing Operations) e con un tasso fisso dell'1%, di cui una ci sarà già domani, e la seconda sarà a 6 giorni e inizierà il prossimo giovedì.
"Ci aspettiamo che la liquidità rimanga abbondante anche dopo il primo luglio", commenta Laurence Mutkinl, responsabile europeo delle strategie su tassi di Morgan Stanley. Gli economisti di Unicredit, citati dall'agenzia Mf Dow Jones, prevedono che le banche possano rinnovare i prestiti presso la Bce soprattutto attraverso operazioni Ltro a 3 mesi e solo parzialmente attraverso la partecipazione alle aste Mro a 6 giorni.
Mentre la domanda di fondi dello scorso anno è stata guidata principalmente da ragioni speculative, in questa occasione, invece, la domanda da parte delle banche sarà determinata solo da esigenze di liquidità, dato il peggioramento delle condizioni sui mercati monetari.
"Prevediamo", valuta Unicredit, che i fondi richiesti dalle banche possano variare tra i 250 e i 350 mld euro". Nel caso in cui il rollover sia basso, la curva dei Bund può essere messa sotto pressione, dato il calo della domanda di safe asset. Nel caso, invece, il rollover sia alto, ne potrebbero beneficiare i titoli tedeschi e ciò metterebbe pressione anche agli spread tra il Bund e i titoli di Stato dei Paesi periferici dell'area euro, in particolare Spagna e Portogallo.
Dato il surplus di liquidità della zona euro, gli analisti di Barclays stimano che circa 150-200 miliardi di euro del prestito della Bce non verranno rinnovati . "La situazione per le banche europee sembra chiara: prendere a prestito circa 250 miliardi di euro potrebbe essere visto come un segnale positivo per il mercato, perché significherebbe che le banche riescono a finanziarsi più facilmente", hanno spiegato gli analisti.
Prendere in prestito più di 300 miliardi, invece, darebbe un segnale negativo, "perché vorrebbe dire che le banche dipendono dalla Bce più di quanto pensassimo". Barclays Capital ha stimato quali banche potrebbero utilizzare di più i fondi messi a disposizione dalla Bce in base al diverso ammontare di covered bond e di obbligazioni garantite da attività a bilancio.
"Tra i candidati più probabili compaiono principalmente banche spagnole, irlandesi e alcune piccole italiane". Le banche che Barclays ritiene più sensibili al flusso di notizie sui finanziamenti bancari sono Santander (-5% a Madrid), Bbva (-5,11%) e Ubi Banca con possibili implicazioni anche per Lloyds Banking Group (-0,47%) e Rbs (-2,16%), entrambi grandi utilizzatori dello Special Liquidity Scheme della Banca d'Inghilterra. A piazza Affari i bancari procedono in terreno negativo, con Ubi Banca che perde il 3,49% a 7,18 euro, seguita da Mediobanca (-3,18% a 6,23 euro), Intesa Sanpaolo (-4,42% a 2,21 euro) e Unicredit (-3,62% a 1,86 euro).
Francesca Gerosa




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