



"Sono cristiano-ortodosso, come tutta la mia famiglia, da sempre. Mia moglie, cecena era musulmana. A casa nostra non ci sono mai state tensioni religiose. Sono laico, ho lavorato tutta la vita come operaio edile in diversi cantieri, in giro per l'Unione Sovietica: da Mosca a Vladivostok. Nella nostra valle in passato non c'erano fanatismo religioso, odio etnico e droga". Povertà in casa di Omar, povertà e desolazione nell'abitato.
Dopo il crollo dell'Urss, durante la seconda guerra cecena, la valle raggiunta dagli inviati di "Petrolio" divenne il rifugio sicuro per i boeviki, i combattenti ceceni che si accampavano in questi poveri paesini di frontiera. Assieme ai guerriglieri confluivano migliaia di profughi. Tanti giovani e giovanissimi venivano fortemente influenzati e sceglievano di andare a combattere per l'indipendenza del popolo ceceno."
Però! Il padre di Al Shishani la pensa come @don Peppe![]()


Io la vedrei come una dimostrazione dell'operato lesivo della Russia.Un ragazzo che sarebbe potuto diventare un soldato dell'esercito si è trasformato in un pericolosissimo capo terrorista grazie ai metodi repressivi attuati dalle forze occupanti.In Cecenia pare esista un detto:"Più cadono le bombe (russe),più si allungano le barbe (cecene)".Chissà quanti giovani,parenti dei 50.000 civili morti e i 200000 dispersi e non tenendo conto dei numerosi sfollati durante l'invasione di Putin,avranno fatto la stessa fine di Batirashvili.




Si ma non facciamo un eroe di questo ceceno, va bene tutto, tutte le parti in causa devono essere ascoltate, nessuno, neppure i russi, sono esenti da crimini, ma non si facciano passare dei massacratori di bambini (Beslan) per dei bravi ragazzi che hanno preso il "loro sentiero". Ripeto va bene tutto ma cerchiamo di non esagerare
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)









