Quindi diminuisce la povertà nel 2014. Stante ai dati in nostro possesso del 2015 riguardanti il crollo della cassa integrazione e delle domande di indennità di disoccupazione, l'aumento dell'occupazione e della crescita, gli 80 euro al mese ai redditi medio bassi per 12 mesi (e non per 8 mesi come nel 2014), lavori più stabili e quindi meglio retribuiti mensilmente e meno intermittenti (grazie a Jobs act, decontribuzione di rapporti fissi, riduzione irap per contratti fissi), ne deduco che tra 12 mesi avremo, per il 2015, dati ancora migliori rispetto a questi di oggi nel 2014.
"del rischio povertà o esclusione sociale rimane stabile rispetto al 2013: la diminuzione della quota di persone in famiglie gravemente deprivate (la stima passa dal 12,3% all'11,6%) viene infatti compensata dall'aumento della quota di chi vive in famiglie a bassa intensità lavorativa (dall'11,3% al 12,1%); la stima del rischio di povertà è invece invariata".
Ricordiamo che nel 2014 a fronte di un calo del PIL dello 0,4% si è avuto un aumento dell'occupazione. Oggi sappiamo con certezza che trattavasi di occupazione molto precaria ed a bassa intensità lavorativa. Maggiore occupazione precaria che ha comunque alleviato la povertà di molte famiglie ed ha fatto aumentare il reddito di altre famiglie meno povere, pur in presenza di un calo del PIL (il decreto Poletti di aprile del 2014 sui lavori precari ha probabilmente influenzato questi dati).
Invece nel 2015 dovremmo avere tutti dati positivi visto che abbiamo crescita PIL, maggiore occupazione, lavoro più stabile, in concomitanza di cali di cassa integrazione ed indennità di disoccupazione.
Reddito e condizioni di vita




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