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    Predefinito Dal Belgio .... aria di tempesta ....

    Una brigata di gendarmi per sequestrare l’intera Conferenza episcopale

    Cripte, sepolcri e attacchi dalla Chiesa
    Se i magistrati copiano Dan Brown


    Belgio: l’azione degli uomini di legge in un Paese senza governo e secolarizzato

    di VITTORIO MESSORI


    Dal Belgio, per la Chiesa cattolica, buone notizie. Buone? Forse sì, almeno in una prospettiva di Realpolitik. In effetti, anche chi può aver ragione passa, se esagera, dalla parte del torto. E, poi, vale pur sempre il detto, secondo il quale ne uccide più il ridicolo che la spada. Cominciamo dalla esagerazione — non sai se grottesca o ignobile — della magistratura belga, che invia una brigata di gendarmi per sequestrare l’intera Conferenza episcopale del Paese. Severi ufficiali confiscano tutti i telefoni dei prelati e impediscono ogni comunicazione con l’esterno. Per impedire che cosa? Che i vescovi telefonino in Vaticano, chiedendo un blitz liberatorio della Guardia Svizzera, reparto paracadutisti? O che avvertano qualche monsignore, intento a pratiche disdicevoli nel palazzo stesso, di ricomporsi subito e di congedare il partner minorenne, visto che in casa sono giunti i severi custodi della moralità laica? Che telefonino ai complici, nelle singole diocesi, di far sparire ogni traccia di esercizio sessualmente scorretto, dopo che ormai da anni in Belgio — e non solo lì — tutto è stato setacciato sia dalle autorità religiose che da quelle statali?

    Da vaudeville anche il colonnello comandante dell’operazione che, davanti al passaporto diplomatico del Nunzio apostolico, presente all’adunata episcopale, si consulta con i superiori, questi con il ministro (virtuale, tra l’altro, da tempo il Belgio non ha più un governo). Alla fine, seppur con rammarico, il Nunzio è lasciato uscire, pare addirittura con telefonino. Astuto, e certo fruttuoso, anche l’intervento dei tecnici informatici per il prelevamento del disco fisso del computer dell’ex cardinale primate : molto probabile, in effetti, che l’anziano porporato tenesse proprio lì messaggi e foto compromettenti, magari scambi di affettuosità con giovanetti adescati su Facebook.

    Ma il ridicolo più devastante, per i magistrati d’assalto belgi, lo si è raggiunto con le tombe dei due cardinali arcivescovi nella cripta della millenaria, splendida cattedrale di quella Malines, Mechelen in fiammingo, che per antico privilegio, è tuttora la metropoli religiosa del Paese. Non escludiamo che, oltre a Dan Brown, anche Umberto Eco possa prendere ispirazione dall’episodio per aggiungere un capitolo a una nuova edizione de Il pendolo di Foucault. Che, come si sa, è una beffarda presa in giro di personaggi come questi giudici, ossessionati da enigmi, misteri, codici segreti: sempre e solo cattolici, s’intende. Gli inquirenti, evidentemente già creduli di loro, sono cascati nello scherzo di un buontempone: «Andate nell’antica cattedrale, scendete nella oscura cripta, aprite i venerati sepolcri dei Porporati: lì troverete le pergamene che provano il complotto dei sacerdoti attuali, adepti di culti pederastici come già lo furono i loro predecessori, i Templari».

    Tutti sanno, infatti, che il modo più rapido e sicuro per nascondere dossier compromettenti è convocare una squadra di operai, farli lavorare ore attorno a dei sarcofaghi artistici per staccare il pesantissimo coperchio in pietra senza troppo danneggiarlo, sollevarlo con apposite macchine e, prima di richiuderlo e risigillarlo, riempirlo con i documenti che attestano i riti osceni dei prelati. Il tutto di notte, ovviamente, visto che la cattedrale di Malines è tra le più frequentate non solo dai devoti ma anche dai turisti che potrebbero insospettirsi per il va e vieni di muratori e di mezzi. Ma che fare poi, di quegli operai? Si sa che gli egizi, terminato e chiuso l’accesso al labirinto che portava alla camera sepolcrale della piramide, procedevano allo sgozzamento rituale sul posto di tutti coloro che, avendoci lavorato, conoscevano il segreto. Ma è cosa che ricordiamo sottovoce, perché non vorremmo essere presi sul serio dai belgi, che potrebbero indagare per una possibile strage di muratori ordinata dal Primate.

    In ogni caso, al di là di battute amare: quello degli abusi sessuali è un caso troppo grosso per essere lasciato a simili inquirenti. Il segretario di Stato ha fatto il suo dovere protestando, ma lasci stare confronti con bolscevichi russi e anarchici spagnoli, che erano terribilmente seri nella loro ferocia. Si potrebbe, invece, ricordare cose evidenti ma dimenticate da un Belgio che si vanta di essere uno dei Paesi più secolarizzati, dove l’emarginazione dei cattolici è ogni giorno crescente. Lo Stato nacque, nel 1830, per la libera unione di valloni e fiamminghi: parlavano lingue diverse, avevano tradizioni e storie diverse, ma erano uniti da un cattolicesimo solido e fervente. Dunque, non sopportavano la sottomissione al persecutorio calvinismo olandese. L’unione è durata sino a quando il Paese si è riconosciuto come cattolico: ora, quell’unico collante si è dissolto e il Belgio è ormai una finzione ingovernabile. Forse, anche simili operazioni confermano la confusione di uno Stato che da anni non riesce a esprimere neppure un governo ma, almeno nella intellighenzia, sembra unito soltanto dall’avversione anti-romana.

    Fonte: Corriere della sera, 27.6.2010

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    Predefinito Rif: Dal Belgio .... area di tempesta ....

    belgio, si dimette la commissione nominata dalla Chiesa

    Pedofilia, via libera ai processi in Usa
    Nuovo dicastero per l'evangelizzazione


    La Corte suprema non si esprime sul ricorso del Vaticano. Il Papa: «Combattere la secolarizzazione della società»


    NEW YORK - Via libera ai processi civili contro i preti accusati di pedofilia negli Usa. La Corte suprema ha deciso di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso di un cittadino dell'Oregon che ha denunciato di avere subito abusi da un sacerdote e ha tolto l'ultimo ostacolo all'avvio del processo civile. Esaminando il fascicolo "Anonimo contro Santa Sede", i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili.

    EVANGELIZZAZIONE - Ma c'è un'altra importante novità che riguarda la Santa Sede: Benedetto XVI ha istituito un nuovo dicastero, nella forma del Pontificio Consiglio, con il compito di «promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dell'Occidente che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di eclissi del senso di Dio». Il Papa ne ha dato l'annuncio durante la celebrazione dei primi vespri della solennità dei santi Pietro e Paolo, nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura. Rivolgendosi alla delegazione ortodossa presente, il Papa ha sottolineato la valenza ecumenica della decisione di creare un nuovo Consiglio: «La sfida della nuova evangelizzazione interpella la Chiesa universale e ci chiede di proseguire con impegno la ricerca della piena unità tra i cristiani». Fonti non ufficiali del Vaticano hanno riferito nelle scorse settimane che il Papa avrebbe scelto monsignor Rino Fisichella, attualmente presidente della Pontificia Accademia per la vita, come guida del nuovo dicastero, ma nell'omelia Benedetto XVI non ha fatto menzione alla personalità prescelta.

    IL CASO - Il caso analizzato dalla Corte suprema americana riguarda il reverendo irlandese Andrew Ronan, morto nel 1992. Il Vaticano è accusato di averlo trasferito in diverse città, nonostante ripetuti casi di molestie sessuali su minori. Il cittadino dell'Oregon, John V. Doe, ha denunciato di aver subito abusi negli anni '60 nella scuola cattolica che frequentava. La Santa Sede ha presentato un ricorso invocando il diritto all'immunità che spetta agli Stati sovrani: questo diritto, su cui si era espressa favorevolmente l'amministrazione Obama, è stato poi respinto in vari gradi di giudizio. La Corte suprema ha ora deciso in via definitiva di non fermare l'azione legale, che considera il Vaticano corresponsabile degli abusi. Ronan fu mandato a Chicago all'inizio degli anni Sessanta, dopo la sua ammissione di molestie su un minore in Irlanda, dove guidava una parrocchia. Il prelato ha poi lavorato alla St. Phillip High School nella città dell'Illinois fino al 1965, ma anche lì è stato protagonista di almeno tre atti di pedofilia. È stato infine trasferito alla St. Albert Church di Portland, nell'Oregon, dove Doe lo conobbe quando era quindicenne come «prete, tutore e consigliere spirituale».

    I LEGALI - «L'azione della Corte è una risposta alle preghiere di migliaia di sopravvissuti alle molestie sessuali dei preti, che finalmente avranno una chance di avere giustizia - ha commentato Jeff Anderson, il legale che difende la vittima -. Ringraziamo i giudici per il coraggio con cui hanno lasciato che l'azione legale vada avanti. Finalmente c'è la possibilità di chiudere le ferite». Il legale del Vaticano Jeffrey Lena sottolinea che avrebbe preferito risolvere la questione a livello della Corte suprema, ma - aggiunge - la decisione «non significa che eravamo in errore nell'interpretazione della legge»: «I giudici di Washington hanno valutato che il caso non meritava di essere esaminato al loro livello per ora». Secondo Lena, il fatto che il ricorso non sia stato accolto «non è una indicazione di mancanza di accordo con la nostra posizione, è semplicemente una determinazione da parte dei giudici che non volevano scegliere questo caso come veicolo per chiarire la legge su questo punto». L'"Anonimo contro Santa Sede" torna ora alla Corte distrettuale dell'Oregon e il dibattito sarà incentrato sulla teoria che il prete in questione era dipendente del Vaticano. «Tutto il resto è stato eliminato. Per prevalere, l'altra parte deve dimostrare che, in base alla legge, Ronan era impiegato della Santa Sede» conclude Lena.

    BELGIO - Sempre sul fronte dello scandalo pedofilia, in Belgio si è dimessa la commissione nominata dalla Chiesa per esaminare i casi di abusi sessuali sui minori, guidata dallo psichiatra Peter Adriaenssens. Questi ritiene che le contestate perquisizioni della polizia siano state la dimostrazione della mancanza di fiducia delle autorità giudiziarie nel lavoro del team: «Non potevano che agire in questo modo solo a fronte della convinzione che noi volessimo nascondere le cose, truffarli in un qualche modo. Invece io mi sono fatto come punto d'onore quello di lavorare in piena trasparenza». Il professore si è dichiarato «scioccato» per le perquisizioni della Procura di Bruxelles, dicendosi preoccupato per la privacy delle vittime che avevano scelto di riferire alla commissione gli abusi sessuali subiti dai preti. Istituita nel 2000 come organo indipendente, la commissione intendeva essere un interlocutore privilegiato delle vittime di presunti abusi da parte di sacerdoti, diaconi, catechisti o operatori pastorali, ricevendo le denunce e fornendo un'adeguata assistenza psicologica, medica e legale. Nel sito web si riferisce che l'ente informa i vescovi e le autorità ecclesiastiche competenti delle denunce.

    SCUSE - In Vaticano l'arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schoenborn, ha presentato le proprie scuse al Papa: a maggio aveva accusato l'ex segretario di Stato vaticano Angelo Sodano di aver offeso le vittime di abusi sessuali e di aver insabbiato a suo tempo l'inchiesta sugli atti di pedofilia compiuti dall'allora capo della diocesi viennese Hans Hermann Groer. Ricevuto in udienza a San Pietro, Schoenborn ha espresso a Benedetto XVI il proprio «dispiacere» per le interpretazioni date ad alcune sue affermazioni. Dopo l'udienza riservata, sono stati invitati all'incontro anche lo stesso Sodano, attuale decano del collegio cardinalizio, e il segretario di Stato in carica, il cardinale Tarcisio Bertone. Benedetto XVI ha ricordato a Schoenborn che solo il Papa può criticare o muovere accuse a un cardinale. «Si ricorda che nella Chiesa, quando si tratta di accuse contro un cardinale, la competenza spetta unicamente al Papa - si legge nella nota ufficiale della Santa Sede -; le altre istanze possono avere una funzione di consulenza, sempre con il dovuto rispetto per le persone». In alcune conversazioni con i giornalisti, Schoenborn aveva criticato il termine "chiacchiericcio" - usato da Sodano in merito allo scandalo pedofilia - perché considerato offensivo verso le vittime degli abusi. L’arcivescovo di Vienna aveva poi accusato Sodano di essere il capofila dell’ala della Curia romana che, negli anni passati, ha insabbiato le accuse di pedofilia che condussero il suo predecessore, Groer, alle dimissioni nel 1995. Schoenborn, spiega la nota, «aveva chiesto di poter riferire personalmente al Sommo Pontefice circa la presente situazione della Chiesa in Austria». Con Sodano e Bertone, aggiunge, «sono stati chiariti e risolti alcuni equivoci molto diffusi e in parte derivati da alcune espressioni del cardinale Schoenborn, il quale esprime il suo dispiacere per le interpretazioni date. In particolare, la parola "chiacchiericcio" sarebbe stata usata per indicare "il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti"». Schoenborn ha poi chiarito il senso di recenti dichiarazioni su alcuni aspetti dell'attuale disciplina ecclesiastica.

    Redazione online

    Fonte: Corriere della Sera, 28.6.2010

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    Predefinito Rif: Dal Belgio .... aria di tempesta ....

    scandalo pedofilia negli usa: l'avvocato della santa sede «siamo nel giusto»

    Papa: «Il maggior pericolo per la Chiesa è dato dall'infedeltà dei sui membri»

    Benedetto XVI: «Il male peggiore non sono le persecuzioni»


    MILANO - L'infedeltà dei suoi membri è una cosa peggiore delle persecuzioni che subisce la Chiesa. Lo ha affermato Benedetto XVI, non citando direttamente lo scandalo della pedofilia, durante l'omelia della messa celebrata nella basilica vaticana nella solennità dei santi Pietro e Paolo. «Se pensiamo ai due millenni di storia della Chiesa, possiamo osservare che, come aveva preannunciato il Signore Gesù non sono mai mancate per i cristiani le prove, che in alcuni periodi e luoghi hanno assunto il carattere di vere e proprie persecuzioni», ha detto il Papa nell'omelia. «Queste però - ha aggiunto - malgrado le sofferenze che provocano, non costituiscono il pericolo più grave per la Chiesa. Il danno maggiore, infatti, essa lo subisce da ciò che inquina la fede e la vita cristiana dei suoi membri e delle sue comunità, intaccando l'integrità del Corpo mistico, indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la bellezza del suo volto».

    LA CITAZIONE - Citando l'apostolo Paolo, Benedetto XVI ha fatto cenno «ad alcuni problemi di divisioni, di incoerenze, di infedeltà al Vangelo che minacciano seriamente la Chiesa», e anche agli «atteggiamenti negativi che appartengono al mondo e che possono contagiare la comunità cristiana: egoismo, vanità, orgoglio, attaccamento al denaro, eccetera». Sempre facendo riferimento ai testi paolini, il Papa ha comunque aggiunto che «vi è una garanzia di libertà assicurata da Dio alla Chiesa, libertà sia dai lacci materiali che cercano di impedirne o coartarne la missione, sia dai mali spirituali e morali, che possono intaccarne l'autenticità e la credibilità».

    SCANDALO PRETI-PEDOFILI NEGLI USA, PARLA L'AVVOCATO DELLA SANTA SEDE - Intanto prosegue il duello giudiziario tra il Vaticano e gli avvocati delle associazioni delle vittime coinvolte nello scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti. La decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti «di non esprimersi sull'istanza» della Santa Sede «non è una dichiarazione sul merito del caso». Lo afferma ai microfoni della Radio Vaticana l'avvocato della Santa Sede negli Stati Uniti, Jeffrey Lena, che ha rilasciato un comunicato dopo l'annuncio che la Corte Suprema non si esprimerà sull'appello della Santa Sede. Il Vaticano aveva chiesto alla corte federale di fermare una causa in Oregon nella quale si accusa la Santa Sede di aver trasferito un sacerdote, nonostante le accuse di abusi sessuali. L'effetto della decisione della Corte Suprema, spiega Lena, «è di far sì che la causa ritorni alla Corte distrettuale in Oregon, dove saranno ascoltate le rimanenti difese aggiuntive».

    Redazione online

    Fonte: Corriere della sera, 29.6.2010

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    Predefinito Rif: Dal Belgio .... aria di tempesta ....

    Tre considerazioni sul caso belga

    Cari amici, come molti di voi hanno anticipato commentando il post sottostante, ieri Benedetto XVI è intervenuto nella vicenda delle perquisizioni in Belgio con un messaggio di solidarietà ai vescovi di quel Paese. Il Papa ha parlato di “sorprendenti e deplorevoli modalità” con cui hanno agito polizia e magistratura ma ha anche auspicato “che la giustizia faccia il suo corso, a garanzia dei diritti fondamentali delle persone e delle istituzioni, nel rispetto delle vittime, nel riconoscimento senza pregiudiziali di quanti si impegnano a collaborare con essa e nel rifiuto di tutto quanto oscura i nobili compiti ad essa assegnati“. Deplorevole è stato “sequestrate” i vescovi per nove ore, come se si trattasse della cupola di un’organizzazione mafiosa. Depolorevole è stato violare le tombe di due cardinali primati nella cattedrale di Malines, operazione - avevo scritto sul Giornale di sabato - che si addice ai romanzi di Dan Brown. Ma Benedetto XVI non è retrocesso di una virgola rispetto alla sua determinazione di voltare pagina nella lotta al fenomeno degli abusi sui minori perpetrati dal clero e nella lettera ha messo nero su bianco l’importanza della collaborazione con la magistratura civile. La seconda considerazione riguarda lo scenario europeo: è ancora più evidente, dalla scorsa settimana, a che punto sia arrivata la scristianizzazione in Europa e come vi siano poteri che dimostrano intenti punitivi verso la Chiesa, mentre hanno usato il guanto di velluto quando implicati in vicende analoghe erano politici, funzionari di polizia, notabili… La terza considerazione riguarda le parole pronunciate dal Segretario di Stato Tarcisio Bertone sabato scorso, a margine di un convegno. Bertone, dopo aver detto che queste cose non avvenivano neanche nei regimi comunisti, ha aggiunto che i vescovi belgi sono stati tenuti rinchiusi “senza mangiare né bere”. Affermazioni smentite ieri sia dal ministro della Giustizia uscente, De Clerck, sia dal portavoce dell’episcopato belga, De Beukelaer. E’ vero che sono stati rinchiusi, ma “sono stati trattati bene”. Se la Santa Sede ha ricevuto quell’errata informazione dai suoi canali diplomatici, speriamo che ne tragga le dovute conseguenze, perché sarebbe bastata una telefonata a uno dei vescovi per verificare. Se invece l’espressione usata la primo collaboratore del Papa è stata un’esagerazione non voluta, forse una maggiore attenzione alle parole che si usano sarebbe opportuna, perché proprio quell’informazione errata - avvalorata dal “primo ministro” vaticano - ha offerto la possibilità alle autorità del Belgio di minimizzare la portata del blitz e di minimizzare pure la reazione vaticana, dimostrando che la Santa Sede ha esagerato e non è stata ben informata.

    Fonte: Blog Sacri Palazzi di Andrea Tornielli, 28.6.2010

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    Predefinito Rif: Dal Belgio .... aria di tempesta ....

    Interrogato l'ex primate Danneels: un prete lo accusa di aver coperto abusi per ANNI

    Pedofilia, bufera sulla Chiesa belga
    «Dossier Dutroux in arcivescovado»


    I media locali: durante le perquisizioni trovato materiale sul mostro di Marcinelle e sulle sue vittime


    BRUXELLES - Si allarga sempre di più lo scandalo pedofilia che ha travolto la Chiesa belga. Nel corso delle perquisizioni all'arcivescovado di Mechelen, in Belgio, lo scorso 24 giugno, gli investigatori avrebbero infatti sequestrato anche materiale relativo al «mostro di Marcinelle» , il pedofilo Marc Dutroux, all'ergastolo per aver rapito, sequestrato e violentato sei ragazzine, uccidendone quattro. In particolare, sarebbero state trovate decine di foto delle esumazioni dei corpi delle piccole Melissa e Julie. Lo riferisce il quotidiano belga, in lingua fiamminga, Het Laatste Nieuws. Il materiale, scrive il giornale, è stato ritrovato negli scantinati del palazzo dell'arcivescovado e gli inquirenti considerano la scoperta alquanto «bizzarra». La Chiesa belga invita alla prudenza. Sentito dall'agenzia di stampa Belga, il portavoce dei vescovi Eric de Beukelaer, si dice sorpreso dalla rivelazione. «Non ne sappiamo niente di questi dossier», sottolinea il portavoce spiegando che durante le perquisizioni e gli interrogatori nessuno ha fatto riferimento a questi documenti. «Sono stato interrogato io stesso - ha aggiunto il portavoce - e mai sono stato sentito su questi documenti. L'arcivescovado è enorme. Molti documenti sono stati inviati, ma non so niente. Bisogna essere prudenti».

    INTERROGATO L'EX PRIMATE - Nel frattempo, l'ex primate della Chiesa del Belgio, il cardinale Godfried Danneels, è stato sentito interrogato dalla polizia a Bruxelles dopo le perquisizioni del 24 giugno scorso nella sua abitazione. Sempre secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Belga, il cardinale Danneels, 77 anni, è entrato in mattinata nella sede della polizia per essere ascoltato sul dossier. L'ex primate è stato accusato da un sacerdote, ora in pensione, di non aver denunciato caso di pedofilia commessi da membri del clero nel periodo in cui era alla guida della Chiesa in Belgio, e cioè dal 1979 al 2009.

    Fonte: Corriere della sera, 6.7.2010
    Ultima modifica di Augustinus; 07-07-10 alle 17:24

 

 

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