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Discussione: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

  1. #1
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.




    Tutti a credere a questa ennesima superstizione: che la “misericordia” ci appartiene, che ne siamo dispensatori a nostra discrezione, per gli altri, ma specie verso noi stessi, larghissimi di manica come fosse tra le facoltà del cattolico quella di autoassolversi.Superstizione “laica” che viene dopo quell’altra ben più grave perché clericale, secondo cui la “misericordia” sarebbe una specie di bene immobile di proprietà delle supreme gerarchie e la si può donare qua e là come loro grazioso atto di liberalità.E tutti insieme, laici e consacrati, a credere che persino l’assoluzione nel sacramento della confessione sia un atto esercitato a titolo personale dal prete, onde il “perdono” altro non sarebbe che la personale misericordia di costui, non più mediator Dei, filo che congiunge i due opposti capi della cornetta (Dio e il penitente), ma destinatario esso stesso dei peccati confessati dal penitente, vagliati non più secondo principi eterni e sentendo cum ecclesia bensì in base al secondo me più o meno mutuato dalla moda mediatica o dagli umori e predilezioni mutevoli del prete, novello dio onnipotente.Che è l’ulteriore modo di detronizzare Dio e privarlo dei suoi diritti mentre ne usurpiamo il posto e il ruolo. Per cui è giocoforza spingere alla dannazione anche il penitente stesso, grazie alla nostra abusiva e tarocca misericordia pelosa. Che tanto assomiglia alla condiscendenza quando non alla complicità, per cui assolvendo motu proprio i peccati dell’altro assolvi anzitutto te stesso e la tua cattiva coscienza.Ma il solo padrone, titolare, dispensatore o meno della grazia della Misericordia e del perdono è Dio, Dio soltanto, non il prete o il papa o persino il penitente stesso che se ne ammannisce come giustificante al suo vizio nel frattempo diventato prassi e dunque corruzione e il corrotto è già un servo di satana non un figlio di Dio bisognoso di misericordia: semplicemente perché non la vuole, la misericordia, pretende unicamente una licenza e l’immunità dal giudizio. I corrotti, non i peccatori, i corrotti andrebbero tutti messi al rogo, vivi. Altro che misericordia! Un corrotto al mondo è un gas venefico che volteggia nell’aria e semina morte e distruzione ovunque è respirato.Siamo arrivati al paradosso estremo di papi che invocano nei seminari di avere “misericordia per i propri stessi peccati per poter perdonare quelli degli altri”, questo si dice ai futuri sacerdoti. Come, appunto, ancora una volta, fosse uno stato d’animo del confessore la misericordia, come non si fosse sempre saputo che bisogna anzitutto essere intransigenti con se stessi per poter sentire la carità in modo più vivo e vero dinanzi alla colpa dell’altro. E in ginocchio donare a Dio il peccato rinnegato dal penitente e a costui la grazia di Dio: come servi della carità non come padroni del bene e del male.Questa è la pericolosissima superbiosa malsana idea che passa oggidì nella testa di certi gerarchi: che siano i titolari del bene e del male, del vizio e della grazia, della misericordia e della condanna, del sacramento stesso.Ma il prete quando confessa dovrebbe lui farlo in ginocchio, prima che il penitente. Perché facendosi piccoli piccoli – mi diceva un amico prete pochi giorni fa – si ricevono i grandi peccati di chi si confessa, con timore e tremore si accolgono, perché non sono roba tua i peccati del penitente: non appartengono né al confessore – come non gli appartiene la misericordia e nemmanco il perdono – ma a Dio e alla sua creatura contrita… perché deve essere pentita dopodiché, come sta scritto, “tu o Dio un cuore umiliato non dispezzi“.In ginocchio ci si confessa, in ginocchio si confessa: non dall’alto di un trono illegittimo umano troppo umano dal quale a petto gonfio, sentendosi più buoni e magnanimi di Dio, a proprio insindacabile giudizio si decide non solo ciò che è bene o male, ma addirittura di commutare ciò che è male agli occhi di Dio in quel che è “bene” agli occhi del prete.Il Pentimento è come una lettera: dove Dio è il destinatario, il prete è il postino, il penitente è il mittente.La Misericordia poi, è come una lettera di risposta: dove Dio – perché la misericordia è proprietà di Dio – è il mittente, il prete è sempre il postino, il penitente ne è il destinatario.Il “postino”, non è Dio. Nemmanco se è papa.

    Non siamo i padroni della ?misericordia?. E? proprietà di Dio | La cuccia del Mastino
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  2. #2
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    Notevole uno dei commenti all'articolo, ad opera di un Sacerdote:

    Son prete da poco tempo e confesso da ancor meno, eppure anch’io mi son trovato di fronte chi mi ha detto: “Ma gli altri preti…”. E ti dicono tipo: “Gli altri preti mi hanno assolto, gli altri preti mi hanno dato la Comunione, ma Papa Francesco ha detto…”. E son passato per il prete cattivo e senza cuore. Ma se non c’era la condizione necessaria per assolvere, cosa potevo fare? Potevo, proprio io, un prete consacrato a Dio dalla cima dei capelli alla punta dei piedi, sbugiardare Gesù Cristo? Se avessi versato io il sangue sulla Croce! Ma il Sangue che amministro non è il mio, ma quello di Cristo! Non bastano già i miei peccati per contristare Dio? Devo profanare il suo Sacrificio amministrando una “licentia peccandi” (perché è questo che cercano tanti) in luogo della assoluzione dei peccati? Assolvere significa sciogliere, separare dalla colpa; io invece dovrei essere complice di un ulteriore invischiamento, di un maggiore irretimento nel peccato e nella disobbedienza a Dio.
    Una persona mi ha detto, dopo che io ho detto di non poter dare l’assoluzione: “Ma non è che mi negherà la comunione davanti a tutti, facendomi fare una brutta figura?”. Ecco, il giudice non è Dio, non più, ma “gli altri”, l'”opinione pubblica”: l’importante è non sfigurare davanti agli altri, non più essere in pace con Dio. E, dopo aver detto che non potevo usare delle cose conosciute in confessione al di fuori della stessa, perché quella cosa l’ho saputa solo attraverso la confessione, mi ha rinfacciato: “Io allora andrò lì e farò la comunione, perché la mia coscienza non mi rimprovera nulla; io sto a posto con la coscienza!”. In faccia a me, me lo ha detto! Per un attimo ho rimpianto il giorno in cui ho ottenuto il permesso di ascoltare le confessioni.
    Ma poi ho capito che, per primi noi preti, dobbiamo allontanarci quanto più è possibile dal pensiero del “fai-da-te”, perché se faccio da me allora non lascio fare a Dio, disubbidisco e mi insuperbisco e mi illudo nella “misericordia-fai-da-te” che è autentica opera del diavolo. Un vero allucinogeno della vita spirituale. Ma il mondo (oh benedetto Schopenhauer!) non è la mia rappresentazione e, prima o poi, il molle muso delle mie illusioni si romperà sulla solida realtà! Questa persona si è assolta da sé e si è pure incoraggiata; della serie: “Mi stimo e mi incoraggio”!
    Mi diceva un santo sacerdote anziano, prima che diventassi a mia volta sacerdote: “Ma cosa fare davanti a tante miserie umane? Non resta che piangere e fare penitenza! È questo il più alto compito del prete! Piangere davanti al Cristo paziente e fare penitenza!”. Ora capisco un po’ di più cosa voleva dire e vi confesso in ginocchio, fratelli, la mia grave colpa di non fare abbastanza penitenza, di non versare abbastanza lacrime.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    c'era un bellissimo video che spiegava la confessione che si parla anche del fatto che è Dio che da misericordia, il prete è solo un suo strumento
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio



    Tutti a credere a questa ennesima superstizione: che la “misericordia” ci appartiene, che ne siamo dispensatori a nostra discrezione, per gli altri, ma specie verso noi stessi, larghissimi di manica come fosse tra le facoltà del cattolico quella di autoassolversi.Superstizione “laica” che viene dopo quell’altra ben più grave perché clericale, secondo cui la “misericordia” sarebbe una specie di bene immobile di proprietà delle supreme gerarchie e la si può donare qua e là come loro grazioso atto di liberalità.E tutti insieme, laici e consacrati, a credere che persino l’assoluzione nel sacramento della confessione sia un atto esercitato a titolo personale dal prete, onde il “perdono” altro non sarebbe che la personale misericordia di costui, non più mediator Dei, filo che congiunge i due opposti capi della cornetta (Dio e il penitente), ma destinatario esso stesso dei peccati confessati dal penitente, vagliati non più secondo principi eterni e sentendo cum ecclesia bensì in base al secondo me più o meno mutuato dalla moda mediatica o dagli umori e predilezioni mutevoli del prete, novello dio onnipotente.Che è l’ulteriore modo di detronizzare Dio e privarlo dei suoi diritti mentre ne usurpiamo il posto e il ruolo. Per cui è giocoforza spingere alla dannazione anche il penitente stesso, grazie alla nostra abusiva e tarocca misericordia pelosa. Che tanto assomiglia alla condiscendenza quando non alla complicità, per cui assolvendo motu proprio i peccati dell’altro assolvi anzitutto te stesso e la tua cattiva coscienza.Ma il solo padrone, titolare, dispensatore o meno della grazia della Misericordia e del perdono è Dio, Dio soltanto, non il prete o il papa o persino il penitente stesso che se ne ammannisce come giustificante al suo vizio nel frattempo diventato prassi e dunque corruzione e il corrotto è già un servo di satana non un figlio di Dio bisognoso di misericordia: semplicemente perché non la vuole, la misericordia, pretende unicamente una licenza e l’immunità dal giudizio. I corrotti, non i peccatori, i corrotti andrebbero tutti messi al rogo, vivi. Altro che misericordia! Un corrotto al mondo è un gas venefico che volteggia nell’aria e semina morte e distruzione ovunque è respirato.Siamo arrivati al paradosso estremo di papi che invocano nei seminari di avere “misericordia per i propri stessi peccati per poter perdonare quelli degli altri”, questo si dice ai futuri sacerdoti. Come, appunto, ancora una volta, fosse uno stato d’animo del confessore la misericordia, come non si fosse sempre saputo che bisogna anzitutto essere intransigenti con se stessi per poter sentire la carità in modo più vivo e vero dinanzi alla colpa dell’altro. E in ginocchio donare a Dio il peccato rinnegato dal penitente e a costui la grazia di Dio: come servi della carità non come padroni del bene e del male.Questa è la pericolosissima superbiosa malsana idea che passa oggidì nella testa di certi gerarchi: che siano i titolari del bene e del male, del vizio e della grazia, della misericordia e della condanna, del sacramento stesso.Ma il prete quando confessa dovrebbe lui farlo in ginocchio, prima che il penitente. Perché facendosi piccoli piccoli – mi diceva un amico prete pochi giorni fa – si ricevono i grandi peccati di chi si confessa, con timore e tremore si accolgono, perché non sono roba tua i peccati del penitente: non appartengono né al confessore – come non gli appartiene la misericordia e nemmanco il perdono – ma a Dio e alla sua creatura contrita… perché deve essere pentita dopodiché, come sta scritto, “tu o Dio un cuore umiliato non dispezzi“.In ginocchio ci si confessa, in ginocchio si confessa: non dall’alto di un trono illegittimo umano troppo umano dal quale a petto gonfio, sentendosi più buoni e magnanimi di Dio, a proprio insindacabile giudizio si decide non solo ciò che è bene o male, ma addirittura di commutare ciò che è male agli occhi di Dio in quel che è “bene” agli occhi del prete.Il Pentimento è come una lettera: dove Dio è il destinatario, il prete è il postino, il penitente è il mittente.La Misericordia poi, è come una lettera di risposta: dove Dio – perché la misericordia è proprietà di Dio – è il mittente, il prete è sempre il postino, il penitente ne è il destinatario.Il “postino”, non è Dio. Nemmanco se è papa.

    Non siamo i padroni della ?misericordia?. E? proprietà di Dio | La cuccia del Mastino
    Gli egaliani hanno il tormentone che la mediazione tra uomo è Dio è una costruzione sociale e ti diranno che il protestantesimo "aveva capito"
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  5. #5
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    quando appunto è una teologia scritturale
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  6. #6
    sofico
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    Citazione Originariamente Scritto da jack9 Visualizza Messaggio
    Gli egaliani hanno il tormentone che la mediazione tra uomo è Dio è una costruzione sociale e ti diranno che il protestantesimo "aveva capito"
    Questo e' il punto fondamentale. Il protestantesimo e' stato il vero "cavallo di Troia" del cristianesimo, l'interpretazione deicida per eccellenza. Non dico ovviamente che tutti i cristiani protestanti siano stati mandanti o in malafede (anzi ci sono stati uomini esemplari) ma lo stesso scollegamento uomo- chiesa- Dio per passare a uomo Dio conteneva gia' in se i germi dell'ateismo o peggio della giustificazione divina di ogni abominio.
    Il mio e' evidentemente un pessimismo antropologico sulla capacità dell'uomo-umanità di darsi come si suol dire "un freno" ma la storia degli ultimi 3 secoli parla chiaro.
    Pensiamo solo al calvinismo e al suo far passare come volonta' di Dio lo strozzinaggio o a certe chiese americane che suonarono a festa quando furono approvati i matrimoni gay. Quando vedo poi certi personaggi parlare di Cristo mi chiedo se parlano del nostro stesso Buon Gesu' o di un' altra persona o entità.
    Ultima modifica di sofico; 27-11-15 alle 20:37
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  7. #7
    sofico
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
    che pone nella carne il suo sostegno
    e dal Signore si allontana il suo cuore.
    Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
    quando viene il bene non lo vede;
    dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
    in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
    Benedetto l'uomo che confida nel Signore
    e il Signore è sua fiducia.
    Egli è come un albero piantato lungo l'acqua,
    verso la corrente stende le radici;
    non teme quando viene il caldo,
    le sue foglie rimangono verdi;
    nell'anno della siccità non intristisce,
    non smette di produrre i suoi frutti.
    Più fallace di ogni altra cosa
    è il cuore e difficilmente guaribile;
    chi lo può conoscere?
    Io, il Signore, scruto la mente
    e saggio i cuori,
    per rendere a ciascuno secondo la sua condotta,
    secondo il frutto delle sue azioni."

    abbastanza chiaro no?
    E la sposa di Cristo chi e': la Chiesa.

    Quindi se i vari Lutero, Calvino, i palladiani, gli alieni e Compagnia bella volevano farsi dio dovevano almeno evitare di bestemmiare il nostro.

    Chiaramente poi dietro a questi signori vi era il solito movente economico (diretto o indiretto tramite i vari principi, borghesi ecc.. a seconda delle epoche)
    Ultima modifica di sofico; 27-11-15 alle 20:52
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  8. #8
    cancellato
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    Citazione Originariamente Scritto da sofico Visualizza Messaggio
    Questo e' il punto fondamentale. Il protestantesimo e' stato il vero "cavallo di Troia" del cristianesimo, l'interpretazione deicida per eccellenza. Non dico ovviamente che tutti i cristiani protestanti siano stati mandanti o in malafede (anzi ci sono stati uomini esemplari) ma lo stesso scollegamento uomo- chiesa- Dio per passare a uomo Dio conteneva gia' in se i germi dell'ateismo o peggio della giustificazione divina di ogni abominio.
    Il mio e' evidentemente un pessimismo antropologico sulla capacità dell'uomo-umanità di darsi come si suol dire "un freno" ma la storia degli ultimi 3 secoli parla chiaro.
    Pensiamo solo al calvinismo e al suo far passare come volonta' di Dio lo strozzinaggio o a certe chiese americane che suonarono a festa quando furono approvati i matrimoni gay. Quando vedo poi certi personaggi parlare di Cristo mi chiedo se parlano del nostro stesso Buon Gesu' o di un' altra persona o entità.
    Beh in effetti il Calvinismo con il fine ultimo della storia incentrato sullo sforzo economico non mi pare molto mistico, poi vabbè negli Stati Uniti invece sono nate delle chiese cristiane teologicamente parlando assurde

  9. #9
    sofico
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    Citazione Originariamente Scritto da sofico Visualizza Messaggio
    «Maledetto l'uomo che confida nell'uomo,
    che pone nella carne il suo sostegno
    e dal Signore si allontana il suo cuore.
    Egli sarà come un tamerisco nella steppa,
    quando viene il bene non lo vede;
    dimorerà in luoghi aridi nel deserto,
    in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.
    Benedetto l'uomo che confida nel Signore
    e il Signore è sua fiducia.
    Egli è come un albero piantato lungo l'acqua,
    verso la corrente stende le radici;
    non teme quando viene il caldo,
    le sue foglie rimangono verdi;
    nell'anno della siccità non intristisce,
    non smette di produrre i suoi frutti.
    Più fallace di ogni altra cosa
    è il cuore e difficilmente guaribile;
    chi lo può conoscere?
    Io, il Signore, scruto la mente
    e saggio i cuori,
    per rendere a ciascuno secondo la sua condotta,
    secondo il frutto delle sue azioni."

    abbastanza chiaro no?
    E la sposa di Cristo chi e': la Chiesa.

    Quindi se i vari Lutero, Calvino, i palladiani, gli alieni e Compagnia bella volevano farsi dio dovevano almeno evitare di bestemmiare il nostro.

    Chiaramente poi dietro a questi signori vi era il solito movente economico (diretto o indiretto tramite i vari principi, borghesi ecc.. a seconda delle epoche)


    "In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna».Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito immondo».

    Quindi chi vuol vivere da ateo, sia ateo in modo coerente, e non si inventi pseudo giustificazioni teologico-cristiane.

  10. #10
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    Predefinito Re: Non siamo i padroni della misericordia. E' proprietà di Dio.

    Gli atei hanno una possessione ad un grado minimo ma ce l'hanno. E' talmente grave che ai tempi di Cristo non c'era l'ateismo.

    E se sono ad un grado minimo di possessione questo non deve preoccupare di meno ma al contrario preoccupare di più poichè ciò è solo perchè in loro la volontà è così debole che il diavolo non si scomoda più di tanto per loro, poichè sa che li tiene in pugno col minimo sforzo.

    Per questo vanno aiutati. Chiediamo al Signore di aumentare in noi la carità verso i nostri fratelli atei, agnostici e laicisti del forum.
    Cerchiamo di diventare amici con loro pur nelle schermaglie dialettiche. Mostriamoci grandi, sereni, capaci di attrarre.
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" Mt 28, 19


 

 
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