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Discussione: Accade in Africa.

  1. #91
    mutualista in saor
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Già. A lungo è rimasta lontana dai riflettori. E nel frattempo la Cina s'è data da fare. Ora evidentemente si sono svegliati ed hanno deciso che va quanto meno messo un freno a questa espansione.
    Il fatto è che la Cina è stato un paese che ha subito il colonialismo, dunque ha un approccio probabilmente più furbo rispetto al paese occidentale medio. Sanno che a prendere e basta alla fine ci si ritrova un paese contro, dunque fa in modo che la cosa convenga molto anche al paese dal quale vuole prendere le risorse. Così si crea un po' di benessere e a lungo andare le relazioni tra i paesi restano salde. E andando avanti così sarà sempre più dura trovare un dittatorello da foraggiare per mettere in piedi una cleptocrazia filo-occidentale...

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  2. #92
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    https://it.sputniknews.com/mondo/201...i-turismo.html

    Russia-Egitto, secondo terminal aeroporto Hurghada dedicato solo ai turisti russi
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #93
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Le guerre climatiche : parte prima , il continente africano

    Di Nuke The Whales , il 9 ottobre 2016 0 Comment



    Comincia oggi una serie di brevi articoli su di un aspetto che viene spesso sottovalutato, dai media, quello climatico.
    Premetto che non sono in grado di asserire con sicurezza che il riscaldamento globale sia dovuto alle attività umane o meno.
    Quello, in verità non lo sa con certezza nessuno, e, forse i vari trattati sulle emissioni servono poco o niente, specie se consideriamo gli effetti quasi nulli che i trattati stessi hanno sulle emissioni nel suo complesso.
    Quello che si sa è che il riscaldamento dell’intero pianeta è reale, le calotte polari d’estate si stanno sciogliendo e gli effetti globali sono imponenti.
    Oggi parliamo dell’Africa, dove finalmente alcuni recenti studi cominciano a dare una idea dell’entità del problema.
    Grazie ad uno studio pubblicato nel 2014 nella rivista internazionale di climatologia, riusciamo ad avere una idea complessiva del trend a lungo termine in atto nel continente africano.

    In questa prima cartina osservata la distribuzione nell’arco di dieci anni delle precipitazioni nel continente.
    Le zone rosse sono quelle dove è stata osservata una costante riduzione delle precipitazioni complessive.
    Quelle blu dove è stato osservato un aumento, anno dopo anno.
    Ovviamente non ha smesso di piovere del tutto, è solo calata la quantità complessiva di precipitazioni.
    Ma già questo basta a creare una serie di problemi:

    • In zone già relativamente aride il ristagno delle acque causa una progressiva salinizzazione del terreno, ovvero i minerali non riescono ad essere dilavati via dalle piogge forti, che non ci sono più.
    • L’agricoltura locale, a bassa intensità produttiva non riesce più a produrre decentemente, e le coltivazioni intensive di altri stati africani, che vendono prodotti a prezzi più bassi.
    • generalmente l’acqua dolce diventa più difficile da ottenere, per la popolazione umana i campi e gli animali.

    Tutto questo causa un aumento delle tensioni sociali, degli attacchi terroristici e delle migrazioni.

    La seconda cartina , invece, mostra il diradarsi della vegetazione, e delle foreste in molte zone, per motivi legati all’attività umana, in parte, e all’attività climatica.
    In molte zone il diradamento è limitato, ma in altre, come in Somalia, e in Madagascar, la deforestazione è evidente.
    Cosa comporta questo stato di cose, che, ormai sta diventando permanente?

    Prima di tutto un intensificarsi degli attentati terroristici, questa cartina mostra che un nesso causale c’è sicuramente tra piogge in diminuzione e attentati, molte zone si sovrappongono.
    Ed è logico pensarlo, i contadini che, per via delle condizioni difficili emigrano e cercano un difficile futuro nelle città sono facile preda dei gruppi fondamentalisti, che li reclutano in massa.
    In altre nazioni come l’Egitto, dove non c’è stato un enorme cambiamento nelle precipitazioni, è stato l’aumento della popolazione e la conseguente diminuzione delle risorse, a causare tensioni.
    E arriviamo ai problemi che questo stato di cose causa in europa.
    Ovviamente queste popolazioni non possono spostarsi verso territori all’improvviso diventati più piovose e fertili, ovvero nessuna nazione africana accetta profughi economici o di guerra in grande numero, se non su base temporanea.
    Al massimo possono aspettarsi di vivere in una tendopoli al confine, in attesa di essere rispediti a casa.
    A questo punto accade un fatto singolare.
    Molti centro africani, ovvero nigeriani, camerunensi, kenyoti, congolesi, somali ed altri e che possono quindi aspettarsi una accoglienza tiepida dai paesi nordafricani, popolati da arabi, e quindi decisamente poco avvezzi a mescolarsi con popolazioni di colore per di più cattoliche ( ovvero sono razzisti e non vogliono avere a che fare con loro) si imbarcano in viaggi lunghi e complicati, pur di raggiungere l’europa, ovvero l’unico gruppo di paesi al mondo, che accoglie sistematicamente migranti senza visto e documenti.
    Se riescono a raggiungerla, ovvio.
    In altre zone, dove le precipitazioni sono aumentate, come nel Shael, prima arido, sono accorsi in massa compratori cinesi ed europei, ed immense coltivazioni intensivesono avviate, per nutrire le masse affamate del futuro.
    Milioni di ettari di nuove coltivazioni, allevamenti ed altro.
    E si spiegano i tanti progetti cinesi in centro Africa, svolti soprattutto a potenziare infrastrutture, porti e ferrovie.
    Ma chi sono questi migranti? Sono davvero poveri ragazzi senza nessuna speranza o sono altro?
    Come mai sono perlopiù giovani, maschi ed in perfetta salute?
    Beh, di questo ne parleremo nella prossima puntata
    Link.

    A conceptual model for assessing rainfall and vegetation trends in sub-Saharan Africa from satellite data - Hoscilo - 2014 - International Journal of Climatology - Wiley Online Library
    Rilevazioni satellitari decennali svelano i cambiamenti climatici in Africa: Sahel più Verde
    El Niño colpisce il sud del continente africano: è allarme siccità
    https://www.actionaid.it/informati/n...frica-carestia
    http://mgafrica.com/article/2015-09-...jects-in-africa
    Le guerre climatiche : parte prima , il continente africano - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #94
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Per la prima volta paracadutisti russi prendono parte ad esercitazioni militari in Africa

    © AFP 2016/ STRINGER MONDO 14:29 15.10.2016(aggiornato 140 15.10.2016) URL abbreviato 0 14730 Le prime esercitazioni antiterroristiche russo-egiziane "Difensori dell'amicizia-2016" prendono il via oggi in Egitto. I paracadutisti delle truppe russe con le armi e le attrezzature militari saranno verranno mandati nel continente africano, dove elaboreranno manovre contro i gruppi armati clandestini, ha riferito il Dipartimento di Informazione e Comunicazione del ministero della Difesa russo. "Per la prima volta nella storia divisioni di paracadutisti con le loro armi e attrezzature militari saranno in Africa per partecipare ad esercitazioni internazionali congiunte", — si legge nel comunicato. Il ministero della Difesa ha riferito che durante le manovre i militari di Russia ed Egitto impareranno a localizzare ed eliminare i gruppi armati clandestini nel deserto. Inoltre durante le manovre i militari russi paracaduteranno mezzi corazzati di seconda generazione. I soldati egiziani a loro volta prevedono di paracadutare veicoli militari blindati dall'aereo di trasporto C-130.


    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...Egitto-Russia/
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #95
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Russia ed Egitto continuano a negoziare gli elicotteri per le Mistral

    © Sputnik. Vitaliy Ankov MONDO 15:46 06.09.2016URL abbreviato 2648101 Russia ed Egitto stanno portando avanti le trattative per l’acquisto degli elicotteri Kamow Ka-52 destinati alle portaelicotteri Mistral. Lo ha annunciato oggi l’assistente presidenziale per la cooperazione tecnico-militare Vladimir Kozhin. "Si, le trattative sono in corso. Non posso fornire ulteriori dettagli", ha detto Kozhin. Le portaelicotteri acquistate dall'Egitto sono state costruite in Francia su commissione della Russia e successivamente non consegnate a causa dell'introduzione delle sanzioni. Gli elicotteri Kamow Ka-52 sono progettati per operare da questo tipo di navi.


    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...to-elicotteri/

    E così il cerchio si chiude.
    Con tante grazie ad Hollande.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  6. #96
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Russia ed Egitto continuano a negoziare gli elicotteri per le Mistral

    © Sputnik. Vitaliy Ankov MONDO 15:46 06.09.2016URL abbreviato 2648101 Russia ed Egitto stanno portando avanti le trattative per l’acquisto degli elicotteri Kamow Ka-52 destinati alle portaelicotteri Mistral. Lo ha annunciato oggi l’assistente presidenziale per la cooperazione tecnico-militare Vladimir Kozhin. "Si, le trattative sono in corso. Non posso fornire ulteriori dettagli", ha detto Kozhin. Le portaelicotteri acquistate dall'Egitto sono state costruite in Francia su commissione della Russia e successivamente non consegnate a causa dell'introduzione delle sanzioni. Gli elicotteri Kamow Ka-52 sono progettati per operare da questo tipo di navi.


    Leggi tutto: https://it.sputniknews.com/mondo/201...to-elicotteri/

    E così il cerchio si chiude.
    Con tante grazie ad Hollande.
    Il tipico fantoccio della massoneria .

    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #97
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    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  8. #98
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Aspettiamoci di tutto.
    Quoto, anche perché è uno dei pochi posti dove i francesi contano ancora qualcosa... e l'osso non vorranno certo mollarlo.

  9. #99
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    Sudan: l'inferno dimenticato dall'Occidente, rifugio sicuro di Isis e fondamentalismi


    Conosciamo il Sudan, il Darfur e il Sudan del Sud

    - Qual è la situazione nel Sud del Sudan?

    Si tratta di una delle regioni più complessa e martoriata. Nel 2004 ci fu un armistizio fra il governo del Sudan e l’Esercito di Liberazione Popolare di Liberazione del Sudan guidato da John Garang, con il Sud Sudan che diventa autonomo. Venti giorni dopo la proclamazione dell'autonomia, il neo vice-presidente Garang muore in un incidente aereo. Ancora non si sa, dopo tutti questi anni, chi siano i responsabili. Se la Cia, l’Arabia Saudita, i mussulmani, non si sa. Nessuno sta nemmeno indagando. Si tratta di un caso chiuso.
    Il Sudan resta un luogo tenuto nel mistero. Ad esempio, è qui che Osama Bin-Laden passava le ferie quando usciva dall’Afghanistan. Nessuno ne parla, ci sono delle complicità ad altissimo livello che coinvolgono l’Arabia Saudita. Quindi, quando il Sud Sudan è diventato indipendente nel 2011, ha trovato una situazione del tutto disastrosa. Ad esempio: una ferrovia di 248 km appena, a scartamento ridotto, di cui la metà distrutta durante la guerra. Questa ferrovia soltanto da 2 anni è tornata a funzionare. La compagnia aerea è fallita dopo 2 mesi. La guerra civile ha distrutto 2 generazioni. Il paese va avanti governato da clan familiari che non sanno cos’è uno Stato. Questa è una grandissima difficoltà: far funzionare uno Stato che esiste solo in teoria.
    La regione, inoltre è limitrofa al Darfur. Dove c’è stata un’altra guerra in funzione del petrolio. Perché nel 1980 si scoprì che c’è una lingua di petrolio di cui l’80% sta nel Sud Sudan e il restante 20% nel Sudan. L’altra lingua è tutta nel Darfur.

    - A livello politico cosa c’è adesso in Darfur?

    Nel Darfur c’è un movimento autonomista, diventato indipendentista. Non si conoscono i finanziatori. Secondo alcuni dall’Eritrea, ma è un po’ sospetto perché l’Eritrea è in una situazione difficile. C’è un po’ di tutto, perché molte compagnie petrolifere vorrebbero ottenere il monopolio. Per cui i finanziamenti ci sono.

    Chi ha fomentato le guerre civili?

    Nel 1980 quando si scopre questo tesoro immenso, che secondo gli analisti sarebbe pari al 40% delle riserve dell’Arabia Saudita, ancora inesplorato, comincia il grande attacco ideologico nel corno d’Africa dei sauditi. L’Unione Sovietica fece una stupidaggine letteralmente: il colpo di Stato del 1972. Contro un leader socialista arabo, nasseriano, Ja’far al-Nimeyri. Il Partito Comunista filo-sovietico fece un colpo di Stato. Per riprendere il potere, il vecchio leader dovette allearsi con la fratellanza mussulmana. Lui, quindi cambia politica, perché ha bisogno della fratellanza mussulmana. Tanto che Hassan al-Thurabi diventa un suo consigliere. Da lì, Arabia Saudita e Usa entrano in Sudan. Oltre al petrolio trovano oro, argento, cromo e ferro. Una banca sotterrata. Nel Darfur pure c’è tantissimo petrolio. Il Sud Sudan ha avuto 2,5 milioni di morti nella guerra e 5 milioni di rifugiati, che sono andati quasi tutti nel Ciad. La stessa cosa sta succedendo nel Darfur, non è una casualità che molti attori statunitensi stiano appoggiando la situazione umanitaria nel Darfur. Non c’è una classe dirigente capace di risolvere i problemi minimi. La popolazione è completamente abbandonata.

    La crisi del 1975 come punto importante

    Il colpo di Stato filosovietico rompe il blocco del socialismo arabo nasseriano. Un blocco opposto al Negus dell’Etiopia, all’Eritrea. Il Sudan così si trova ad applicare, primo Stato, la shari’a che è un disastro per le popolazioni che sono tutte cristiane e animiste. Mohamed Tana fu impiccato durante il secondo governo di Ja’far al-Nimeyri per aver negato la validità della shari’a.
    Poi l’Unione Sovietica compie il secondo errore rompendo con Siad Barre in Somalia e provoca il colpo di Stato del colonnello Menghistu in Etiopia. Nello stesso momento in cui dall’altra parte dello stretto lo Yemen del Sud sta per occupare il nord monarchico. Loro avrebbero potuto avere lo Yemen, l’Eritrea dove c’era il Fronte Popolare di Liberazione una formazione marxista-leninista storica, l’Etiopia, la Socalia e il Suda. Invece c’era un cretino che si chiamava Ponomarev, ministro degli Esteri, che ha distrutto tutto. Ha rotto con Siad Barre che voleva armamenti nuovi. Quindi subentra l’Arabia Saudita che finanzia. Nel 1978 c’è la prima guerra dell’Ogaden, dove ci sono anche i cubani. Poi la guerra si sposta in Eritrea e ci fu la rivolta dei commissari politici cubani, che chiamarono Fidel e dissero che non potevano fare la guerra contro il FPLP. L’errore sovietico nel Corno d’Africa permette a Stati Uniti e Arabia Saudita di penetrare in questa regione. Gli Stati Uniti non avevano spazio. Come conseguenza vi è stata questa guerra civile, con l’utilizzo di gruppi paramilitari arabi, chiamati i demoni a cavallo. Entravano nei villaggi dove c’erano i simpatizzanti del Fronte di Liberazione del Sud e uccidevano tutti gli uomini e le donne incinte. Sono accadute cose inaudite, peggio dei nazisti.

    Quanto hanno influito gli interessi economici degli Stati Uniti?

    La repressione è stata molto locale, c’è tutta una storia di repressione violenta. Gli stessi italiani in Etiopia sono stati sconfitti. Lo scontro etnico è molto forte in questa regione. Gli Stati Uniti hanno responsabilità perché dagli anni 80’, dopo l’uscita dell’Unione Sovietica, non hanno fatto assolutamente nulla per pacificare questa situazione. Il Sudan serviva per creare Al-Qaeda. C’è un collegamento tra Sudan, Bin Laden, Al-Qaeda, Stati Uniti. Un link che ritroveremo nell’Isis, perché Khartoum è una delle basi culturali di tutti i fondamentalismi: dal fronte Al-Nusra a Boko Haram ai fondamentalisti della Somalia. Oltretutto vi entrano tutti i finanziamenti clandestini. Tutti i soldi dei pirati del Mar Rosso erano depositati a Khartoum. Gli stessi attacchi all’Ambasciata degli Stati Uniti in Kenya e Tanzania furono pianificati in Sudan, paese paradiso di tutti i fondamentalisti.

    La situazione attuale? C’è un’opposizione laica?

    Niente, hanno distrutto tutto. Sono stati tutti impiccati. Loro controllano casa per casa se sei fedele alle regole che impone il governo. Per questo Donald Trump dice che "bisogna ri-colonizzare l’Africa". Il discorso di Donald Trump mira a ridare spazio agli Stati Uniti, il che cozza con gli interessi della Francia.

    Possono nascere nuovi movimenti indipendentisti?

    Prendiamo ad esempio la Nigeria: Boko Haram si dice indipendentista, contrario alle multinazionali. SI tratta solo di marketing per potersi giustificare. Loro sono finanziati dai governi regionali del nord arabi e poveri senza petrolio. Al sud sono cristiani ma con petrolio. Dietro Boko Haram ci sono forze politiche organizzate con un preciso obiettivo geopolitico.

    Il ruolo della Cina?

    La Cina ha un ruolo importante perché le imprese cinesi sono quelle che lavorano meglio in Africa. A livello politico la Cina non vuole intervenire, dialogando con tutti. Lasciano che le imprese facciano buoni affari.

    Il futuro dell’Africa non è buono?

    Non esiste una classe dirigente nazionale. Si tratta solo di rappresentanti delle multinazionali. Come abbiamo visto in Angola, dove il presidente rieletto per la quarta volta, ha nominato la figlia presidente della compagnia petrolifera statale, che garantisce il 64% delle entrate stati dell’Angola. E è una persona formatasi in università marxiste, ma ha abbandonato i propri ideali.

    L’esperienza politica più interessante oggi?

    A livello governativo nulla. In Sudafrica c’è una forza politica legata ai sindacati che cerca di costruire una nuova realtà.

    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j...9v5Qblie-JLXQw
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  10. #100
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    Predefinito Re: Accade in Africa.

    A livello governativo nulla. In Sudafrica c’è una forza politica legata ai sindacati che cerca di costruire una nuova realtà.
    Sembra l'idaglia .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 
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