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    Predefinito Antiche Culture della Penisola Italica

    Inizio a postare documenti rinvenuti in giro per la Rete sulle varie culture antiche che benedissero la nostra penisola.
    Parto da quella che abitò la regione dove risiedo, ma non solo, ovvero gli Etruschi.

    [Occidentale Gestioni Commerciali] Il Caffe' di POL
    PIU' TETRAGONIA PER TUTTI
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    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.


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    Predefinito Rif: Antiche Culture della Penisola Italica

    ETRUSCHI 1
    La Spiritualità

    Il Pantheon Etrusco.
    Assai particolare e diverso da quello Greco-Romano in molti punti.

    Inizialmente, il pantheon etrusco era formato da divinita' identificabili con le forze della natura, ovvero allo stesso tempo elargitrici di morte e di nuova vita.

    Successivamente, a partire dal VII secolo a.c., molte di queste antiche divinita', di origine prettamente etrusca, vennero assimilate agli Dei olimpici.

    Allo stesso tempo nuove divinita' greche e latine furono incluse e ricomprese nel pantheon etrusco previa modifica del nome.

    Un esempio possono essere Heracle Ercole, in etrusco Hercle, o Apollo, divenuto Aplu.

    Divinità Etrusche

    Aita

    Divinità sovrana dell'Oltretomba.
    E' identificabile con il Dio greco Ade e il suo corrispettivo romano Plutone.

    Alpan

    Dea dell'amore e dell'Oltretomba, solitamente viene raffigurata nuda. Appartiene al gruppo delle Lasa.

    Ani

    Divinità originaria etrusca.
    E' il Dio del Cielo, vive nei cieli più alti, assimilati al Paradiso.
    Mostra molte somiglianze con il Dio romano Giano.

    Artume - Aritimi - Artames

    Dea della notte e della morte, e personificazione della crescita e della natura.
    Può essere comparata alla Dea greca Artemide.

    Atunis - Atnis

    Il corrispondente etrusco del greco Adone.
    Lo si può trovare spesso in compagnia di Turan, la Dea dell'Amore.

    Cautha - Catha

    Il Dio del sole.


    Charun

    Demone (simile al greco caronte) della morte, guardiano dell'Oltretomba ove tormenta le anime dei defunti.
    Viene raffigurato generalmente dotato di ali, con becco di avvoltoio e orecchie appuntite. Il suo attributo è il martello.

    Culsu
    Demone femminile che vigila l'ingresso dell'Oltretomba.
    Suoi attributi sono la torcia e le forbici.

    Evan

    Dea dell'immortalità. Appartiene al gruppo delle Lasa.

    Februus

    Dio dell'Oltretomba e della purificazione.
    Il mese di Febbraio, a lui sacro, viene cosi' chiamato dal suo nome.

    Feronia
    Dea del fuoco e della fertilità.

    Fufluns
    Divinità originaria etrusca della vegetazione, della vitalità e della gioia.
    E' figlio della Dea Terra Semia.
    Il suo nome, Fufluns andrebbe posto in relazione con la radice puple, "germoglio". La sua appartenenza al novero delle divinità ctonie è attestata dal "Fegato di Piacenza", su cui il suo nome è inserito vicino a quello delle divinità silvestri.
    La sua iconografia, dalla seconda metà del VI sec. a.C., viene gradatamente modificata per assomigliare a quella propria di Diòniso, con tutti gli attributi che erano connessi a quest'ultimo.

    Hercle

    Eroe etrusco, figlio della Dea suprema Uni, simile al l'eroe greco Eracle, predecessore del romano Ercole.

    Horta
    Dea dell'agricoltura.

    Laran
    Dio della guerra. Egli è raffigurato come un giovane nudo che indossa un elmetto e porta con sè una lancia.
    Talvolta viene raffigurato insieme a Turan, assimilabile alla greca Afrodite, in analogia all'ellenica coppia Ares Afrodite.

    Lasa
    Divinità femminili, guardiane delle tombe.
    Sono raffigurate a volte alate, a volte no.
    I loro simboli sono gli specchi e le corone. Spesso si trovano in compagnia di Turan, la Dea dell'Amore.

    Losna
    Dea della luna.

    Mania
    Un altro guardiano dell'Oltretomba, assieme a Mantus.

    Mantus
    Dio dell'Oltretomba, associato alla città di Mantua (Mantova).

    Maris
    Dio dell'amore e della fecondita'. Forse a causa del suo nome viene spesso associato a Marte (Mars), ma la divinità etrusca corrispondente al Dio della guerra sarebbe Laran.

    Menvra - Menerva
    Dea simile alla greca Athena, rappresentata con i medesimi attributi (elmo, lancia e scudo).
    Proprio come la corrispondente greca era nata dalla testa di un Dio (Tinia). Assieme al padre e alla Dea Uni farebbe parte della triade di divinità più importanti del pantheon etrusco.
    Successivamente i romani la identificheranno con la loro Minerva.

    Nel Museo Archeologico di Firenze è presente una famosa statua in bronzo raffigurante la Dea, proveniente da Arezzo e rinvenuta nel 1541 sul luogo dell'attuale chiesa di S. Lorenzo: probabilmente vi esisteva, in antico, un santuario dedicato a Menerva
    Le statuette di bronzo più antiche, della metà del VI sec. a.C., mostrano Menerva stante, in atteggiamento pacifico e munita di una lancia eretta.
    Nel IV sec. a.C. diminuiscono le scene nelle quali la Dea è raffigurata in azione; prevale un atteggiamento di quiete e rimangono suoi attributi l'elmo e l'ègida, cui talvolta si aggiunge anche la civetta.

    Nethuns
    Dio dell'acqua. Inizialmente connesso alle fonti, fu poi associato anche al mare. I suoi attributi sono il tridente, l'ancora, il cavallo marino ed il delfino.E' paragonabile al greco Poseidon, e successivamente viene identificato dai Romani con il Dio Nettuno.

    Nortia
    Divinità originaria etrusca. E' la Dea del fato, della sorte e della fortuna. Suo attributo è un grande chiodo. A Volsinii, nel Fanum Voltumne, all'inizio del nuovo anno, in una solenne cerimonia, un chiodo veniva infisso in un muro del suo santuario. Questo rito è considerato da alcuni rito per la fertilità, da altri di espiazione, e da altri ancora un rito simboleggiante semplicemente la fine dell'anno passato.
    Phersipnai

    Phersipnai, sposa di Aita (equivalente del greco Ade e del romano Plutone), signora del regno dei morti. Il nome deriva dal greco Persephóne, latino Proserpina. Viene quasi sempre raffigurata insieme ad Aita. Tra i suoi capelli spuntano serpenti, ma spesso porta una corona di foglie. A volte reca nella mano sinistra una melagrana, simbolo dell'oltretomba e delle nozze.
    Selvans

    Divinità originaria etrusca delle foreste. Presso i romani chiamato Silvano.
    Sethlans

    Dio del fuoco e protettore dei fabbri. Il suo aspetto è molto simile a quello del Dio greco Efesto e del Dio romano Vulcano.
    Tagete - Tages

    Divinità della saggezza. Egli appariva da un solco quando un campo era nuovamente arato ed insegnava ai contadini la divinazione e i presagi. E' raffigurato a volte come un giovane, altre come un vecchio di bassa statura.

    Thalna
    Dea del parto.

    Thesan
    Dea dell'Alba e madrina del parto. Presenta molte somiglianze con la Dea romana Aurora.

    Tinia
    Dio supremo del Cielo, dimorante nella parte settentrionale della volta celeste. Con sua moglie, Uni, e la Dea Menvra, forma la triade più importante del pantheon etrusco. I romani lo equipararono con Giove.
    Il suo attributo distintivo, non soltanto in guerra ma anche in pace, è la folgore, la cui forma varia non per convenzioni artistiche, ma per distinguere tre diverse specie di fulmini da lui scagliati. Oltre alla folgore, può portare anche uno scettro, talvolta simile a un tridente.
    Il lancio dei fulmini di Tinia seguiva un preciso ordine: il primo fulmine era scagliato per sola iniziativa del Dio. Il secondo, il cui scopo era di ammonimento e di terrore, veniva scagliato su consiglio di 12 Dei consentes; il terzo, quello della distruzione era lanciato dietro consiglio di Dei involuti.

    Tuchulca
    Demone dell'Oltretomba. Viene rappresentato come orribile creatura alata, con serpenti al posto dei capelli e becco d'uccello come bocca.

    Turan
    Dea dell'Amore, paragonata alla greca Afrodite e alla romana Venere. E' anche divinita' della salute e della fertilità. Viene prevalentemente rappresentata come una giovane alata. I suoi simboli sono Il piccione e il cigno nero. Spesso si accompagna alle Lasa. Era patrona della città Vulci (VI) ed era venerata a Gravisca (VT), dove potrebbe esserle stata attribuita anche la caratteristica di protettrice dei naviganti.

    Turms
    Dio che guida i morti nell'Oltretomba, considerato l'equivalente etrusco del greco Hermes.
    I suoi attributi sono il cappello a larga tesa del viaggiatore (pètaso) e il caduceo (verga munita a un'estremità di due cerchi sovrapposti, di cui uno chiuso e uno aperto in alto. considerato il simbolo della prosperità e della pace, aveva la virtù di ammaliare gli occhi dei mortali e di addormentarli, di attrarre i morti dagli Inferi e di mutare in oro gli oggetti toccati. E' l'attributo principale dei messaggeri). Successivamente ai suoi attributi si aggiungono i calzari alati e le piccole ali sul copricapo. Indossa anche un corto mantello o un chitone. E' anche il messaggero di Tinia, o degli Dei in generale.

    Uni
    Suprema Dea del pantheon etrusco il cui nome deriva dalla stessa radice della latina Iuno (Giunone). E' probabilmente arrivata in Etruria dall'Italia centrale (forse dal Lazio) entrando a far parte delle maggiori divinita' etrusche. Moglie di Tinia, insieme a questi e alla Dea Mnevra formerebbe la maggiore triade dell'etruria. E' la madre dell'eroe Hercle, e oltre che alla romana Giunone viene identificata con la greca Era.
    Il suo culto era uno dei più importanti: sul "Fegato di Piacenza" occupa la casella immediatamente subito sotto Tinia e un'iscrizione su una statuetta votiva di Cortona (AR) fa ipotizzare che Uni fosse la Dea protettrice di quella città.

    Vanth
    Demone femminile della morte che abita nell'Oltretomba. Grazie a degli occhi posti sulle sue ali, vede tutto ed e' onnipresente. E' messaggera di morte e può assistere ad una persona malata sul suo letto di morte. Suoi attributi sono un serpente, una torcia ed una chiave.

    Veive
    Dio della Vendetta. E' raffigurato come un giovane con una corona di alloro e con delle frecce nella mano. Una capra gli sta accanto.

    Voltumna Veltha
    Voltumna, conosciuto anche come Veltha è un Dio indigeno degli etruschi, la cui figura non ha subito influenze di origine greca, e che più tardi fu elevato al rango di Dio supremo.

    Era detto il Multiforme, e rappresentava l'eterno mutare della stagioni. E' anche il Dio patrono della federazione delle dodici città stato etrusche. Il centro del suo culto era nel santuario federale di Volsini. I Romani lo chiamarono Vertumno.
    Ultima modifica di occidentale; 28-06-10 alle 19:13

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