Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Dalla rivista L’ALFIERE - L' Alfiere - Pubblicazione Napoletana Tradizionalista - un estratto dall’ultimo articolo di Ulderico Nisticò.

    ....E’ il momento dunque di far tesoro dei risultati, per farne uno strumento organizzato di affermazione dei nostri valori. Altri lo hanno gia fatto, e sono al potere, e governano regioni. Si può fare! Non ci mancano né idee né voglia né capacita di sacrificio e, da un po nemmeno il numero. Basta che si sappia di un convegno sul 1861, e arrivano a decine dei "nostri" contro quasi nessuno dei patriottardi da Libro Cuore!
    Abbiamo tutto... Beh, quasi tutto. Ci fa difetto quella condizione
    senza la quale nulla puo farsi: l’essere organizzati. Non sto qui a deprecare la situazione, che è nota a chiunque frequenta i nostri ambienti. Voglio piuttosto auspicare che tale spiacevole stato di cose muti al piu presto, e i popoli meridionali trovino dei punti di riferimento inequivoci, e che lascino presagire dei risultati immediati e tangibili. Non abbiamo molto tempo da perdere, né ciascuno di noi (fugit inreparabile tempus... ), né tutti assieme.
    Passano anche le occasioni. Ci sono ad ogni piè sospinto elezioni, anche locali, in cui i movimenti tradizionalisti riescono a brillare solo per assenza.
    Ci sono disponibilità culturali e persino istituzionali a favorire la riscoperta della storia, e siamo presenti (altri molto piu di me), pero sbagliamo clamorosamente strategia, affaticandoci a dimostrare con corali pianti che gli altri erano cattivi e noi buoni, avvalorando cosi la gnostica opinione che il male vince e il bene soccombe, e cosi facendo, sia detto in termini terreni, propaganda a favore del demonio!
    Insomma, e ora di mettere mano a due operazioni: farla finita con la frantumazione in gruppi e sette piu occupati a picchiarsi tra di loro che ad attaccare il nemico, il quale non solo e contento, ma si puo permettere il lusso di ignorarne anche l’esistenza; e smetterla con la storia, ormai del resto sufficientemente recuperata, e scendere in campo nel presente e per l’avvenire. Un giorno la Lega, ormai padrona del Settentrione ma bene avviata anche al Centro, potrebbe decidere l’una o l’altra di questo scelte: introdursi anche nel Meridione, e gia si parla di un sindaco leghista di Napoli; o restaurare il Regno delle Due Sicilie, del quale ormai Milano e Torino non sanno che farsene.
    E mentre noi continueremo a magnificare la Napoli - Portici e il primo cacciavite d’Europa, gli altri ci daranno l’indipendenza per gli stessi motivi per cui nel 1861 ce l’hanno tolta, ovvero per i loro interessi.
    Siccome non mi andrebbe giu di iscrivermi alla Lega, vedete un po’ se riuscite a farmi iscrivere a qualche movimento unitario dei tradizionalisti del Meridione.

    ULDERICO NISTICO'
    Ultima modifica di uqbar; 23-06-10 alle 12:17

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Professore, in questi anni ho militato in alcune associazioni tradizionaliste ed ho assistito mio malgrado alla degenerazione causata dagli odi di natura personale tra le contrapposte fazioni.
    Ed ora mi sento profondamente scoraggiato .
    Mi permetto allora di pubblicare questo Suo appello a farla finita con la frantumazione in gruppi e sette ed a scendere in campo tutti uniti - appello al quale mi associo pienamente con una certa dose di speranza .

    Pasquale Sciammarella
    Paola (Cs – Calabria Citra)
    Ultima modifica di uqbar; 23-06-10 alle 12:34

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Che milano o torino non sanno più che farsene del regno delle due sicilie io ho i miei dubbi. Se fosse davv ero così avrebbero fatto la secessione già da tempo mentre invece a quanto pare fanno solo chiacchiere e alla fine addirittura aprono le sezioni leghiste nel sud

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    farla finita con la frantumazione in gruppi e sette piu occupati a picchiarsi tra di loro che ad attaccare il nemico,
    E' proprio così. Inoltre il tentativo di ogni gruppuscolo di prevalere sui gruppuscoli concorrenti genera uno spreco di energie pazzesco . Tali energie potrebbero invece essere impiegate per la causa comune.
    Il problema però è - e su questo Nisticò non dice nulla - come individuare il gruppo e gli uomini giusti.
    Non è il caso forse di iniziare a porsi il problema che chi ha determinato le divisioni o non ha saputo mantenere il gruppo unito dovrebbe fare un passo indietro e favorire l'opera di altri più validi ?

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Citazione Originariamente Scritto da Bartolo Visualizza Messaggio
    Il problema però è - e su questo Nisticò non dice nulla - come individuare il gruppo e gli uomini giusti.
    Non è il caso forse di iniziare a porsi il problema che chi ha determinato le divisioni o non ha saputo mantenere il gruppo unito dovrebbe fare un passo indietro e favorire l'opera di altri più validi ?
    Sono proprio dell'idea di partire da uomini nuovi, tanti giovani e qualche trentenne e quarantenne per costruire un nuovo movimento identitario ed indipendentista.
    Questa generazione di ultrasessantenni ha fallito o forse non aveva la volontà di distruggere il sistema dato che molti di loro sono dei privilegiati che hanno il posto statale, mai andrebbero veramente contro il loro datore di lavoro ovvero la Repubblica italiana, e fanno meridionalismo solo per hobby.
    Invece tanti giovani si occupano di queste cose perchè sono loro stessi vittime delle conseguenze dell'unità d'Italia. In questo caso hanno tutto l'interesse a concludere "qualcosa" per riscattare le Due Sicilie e riscattarsi loro stessi dalla condizione in cui si trovano.
    www.duesicilie.net

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  6. #6
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Secondo me è importante capire cosa si vuole fare da grandi. Recuperare il nostro passato è importante. Ma è più importante individuare un obiettivo condiviso da tutti e raggiungibile per il quale lottare.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Citazione Originariamente Scritto da Joseph Epomeo Visualizza Messaggio
    Sono proprio dell'idea di partire da uomini nuovi, tanti giovani e qualche trentenne e quarantenne per costruire un nuovo movimento identitario ed indipendentista.
    Questa generazione di ultrasessantenni ha fallito o forse non aveva la volontà di distruggere il sistema dato che molti di loro sono dei privilegiati che hanno il posto statale, mai andrebbero veramente contro il loro datore di lavoro ovvero la Repubblica italiana, e fanno meridionalismo solo per hobby.
    Invece tanti giovani si occupano di queste cose perchè sono loro stessi vittime delle conseguenze dell'unità d'Italia. In questo caso hanno tutto l'interesse a concludere "qualcosa" per riscattare le Due Sicilie e riscattarsi loro stessi dalla condizione in cui si trovano.

    sarebbe meglio di no ma temo che la questione degli impiegati statali stia pian piano montando nel mondo identitario-duosiciliano in concomitanza con la fine dell'epoca dell'elargizione diffusa di posti statali alle generazioni precedenti.
    Le nuove generazioni di giovani meridionali senza posto pubblico e senza alcuna tutela si trovano loro malgrado a dover fare i conti con una classe di impiegati statali elefantiaca ed inefficiente che gradualmente viene percepita come la rappresentazione più concreta dello stato italiano oppressore e corrotto.
    E' quindi inevitabile che tale situazione avrà conseguenze anche all'interno dei movimenti identitari duosiciliani e quindi anti-italiani.
    Se ne era già parlato in una recente ed infuocata discussione su questo forum a questo link
    http://forum.politicainrete.net/regn...o-nistico.html

  8. #8
    mediterraneo
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    (Nel tentativo di editare il mio intervento precedente ne ho inavvertitamente inviato un altro, il presente. Purtroppo il sistema non mi consente di cancellare nessuno dei due).

    Citazione Originariamente Scritto da uqbar Visualizza Messaggio
    sarebbe meglio di no ma temo che la questione degli impiegati statali stia pian piano montando nel mondo identitario-duosiciliano in concomitanza con la fine dell'epoca dell'elargizione diffusa di posti statali alle generazioni precedenti.
    Le nuove generazioni di giovani meridionali senza posto pubblico e senza alcuna tutela si trovano loro malgrado a dover fare i conti con una classe di impiegati statali elefantiaca ed inefficiente che gradualmente viene percepita come la rappresentazione più concreta dello stato italiano oppressore e corrotto.
    E' quindi inevitabile che tale situazione avrà conseguenze anche all'interno dei movimenti identitari duosiciliani e quindi anti-italiani.
    Se ne era già parlato in una recente ed infuocata discussione su questo forum a questo link
    http://forum.politicainrete.net/regn...o-nistico.html
    Ho letto gli interventi relativi alle dichiarazioni di Nisticò e la risposta di Marro.
    Nisticò fa una denuncia estremamente condivisibile. La forte diffusione di impieghi statali è servita per rendere il sud improduttivo e dipendente nei consumi da apparati produttivi situati altrove.
    Occorre ricordarne inoltre la funzione di utile "ammortizzatore sociale" in quanto un Meridione "incazzato" e pervaso da pericolose tensioni sociali, che diventa cosciente dei propri diritti e determinato nel pretenderli è sempre stato visto (penso anche a Portella della Ginestra) come elemento perturbativo per mille disegni che passano sulla testa e sulla pelle di queste popolazioni.
    Il clientelismo è stato il grimaldello per la perpetuazione di una classe politica prevalentemente irresponsabile, collusa e normalmente interessata al soddisfacimento dei tornaconti propri e del proprio clan.
    Marro afferma che "finché la lotta non diventa un fenomeno di massa non andremo mai oltre il nostro naso" ed aggiunge che "si parla di indipendenza ed intanto si vive con lo stipendio statale, si usufruisce dei vantaggi di essere militari dello stato italiano".
    Condivido la prima affermazione e capisco solo in parte la seconda.
    Effettivamente certo estremismo meridionalista mal si concilia con lo status di dipendente al soldo dell'odiato stato italiano, ma, mi chiedo, dove sta il problema?
    Persino uno stato del Sud indipendente avrà bisogno di infermieri, medici, bravissimi insegnanti, tecnici comunali, poliziotti e competenti burocrati. Occorre però tener conto che, condizione irrinunciabile per il funzionamento di una qualsiasi economia statale o regionale, è quella che passa attraverso l'attenta ottimizzazione della spesa pubblica, il miglioramento dell'efficienza dell'apparato statale, ed il taglio rigoroso di ogni rendita parassitaria.
    I problemi quindi, secondo me non sono quelli relativi all'incompatibilità dello statale meridionale con la propria coscienza meridionalistica (più o meno estremistica) ma sono essenzialmente tre:
    - innanzi tutto occorre andare oltre la sacrosanta celebrazione del nostro grandioso passato e capire cosa vogliamo diventare da grandi. Bisogna cioè canalizzare tutte le istanze meridionaliste, identitarie, indipendentiste, separatiste etc etc in un unico obiettivo condiviso e raggiungibile.
    (Personalmente vedo come obiettivo raggiungibile quello della creazione di una autonomia macroregionale di tipo scozzese
    http://www.astrid-online.it/FORUM--L...n-e-incubi.pdf ).
    - fare in modo di tenere alla larga le solite famigerate componenti politiche che potrebbero gattopardescamente riciclarsi nella causa meridionalista.
    - il terzo (inevitabile ed indipendente dalla soluzione dei primi due punti) è quello di agire sull'altro corno della statalizzazione dell'occupazione ed eliminare quelle posizioni parassitarie e quei focolai di inefficienza che troppo spesso si annidano nel mondo del lavoro statale sia esso (lo Stato) indipendente, federato, confederato oppure, ahimè, ancora coloniale.
    Ultima modifica di antodeep; 27-06-10 alle 16:35

  9. #9
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Citazione Originariamente Scritto da antodeep Visualizza Messaggio
    (Nel tentativo di editare il mio intervento precedente ne ho inavvertitamente inviato un altro, il presente. Purtroppo il sistema non mi consente di cancellare nessuno dei due).



    Ho letto gli interventi relativi alle dichiarazioni di Nisticò e la risposta di Marro.
    Nisticò fa una denuncia estremamente condivisibile. La forte diffusione di impieghi statali è servita per rendere il sud improduttivo e dipendente nei consumi da apparati produttivi situati altrove.
    Occorre ricordarne inoltre la funzione di utile "ammortizzatore sociale" in quanto un Meridione "incazzato" e pervaso da pericolose tensioni sociali, che diventa cosciente dei propri diritti e determinato nel pretenderli è sempre stato visto (penso anche a Portella della Ginestra) come elemento perturbativo per mille disegni che passano sulla testa e sulla pelle di queste popolazioni.
    Il clientelismo è stato il grimaldello per la perpetuazione di una classe politica prevalentemente irresponsabile, collusa e normalmente interessata al soddisfacimento dei tornaconti propri e del proprio clan.
    Marro afferma che "finché la lotta non diventa un fenomeno di massa non andremo mai oltre il nostro naso" ed aggiunge che "si parla di indipendenza ed intanto si vive con lo stipendio statale, si usufruisce dei vantaggi di essere militari dello stato italiano".
    Condivido la prima affermazione e capisco solo in parte la seconda.
    Effettivamente certo estremismo meridionalista mal si concilia con lo status di dipendente al soldo dell'odiato stato italiano, ma, mi chiedo, dove sta il problema?
    Persino uno stato del Sud indipendente avrà bisogno di infermieri, medici, bravissimi insegnanti, tecnici comunali, poliziotti e competenti burocrati. Occorre però tener conto che, condizione irrinunciabile per il funzionamento di una qualsiasi economia statale o regionale, è quella che passa attraverso l'attenta ottimizzazione della spesa pubblica, il miglioramento dell'efficienza dell'apparato statale, ed il taglio rigoroso di ogni rendita parassitaria.
    I problemi quindi, secondo me non sono quelli relativi all'incompatibilità dello statale meridionale con la propria coscienza meridionalistica (più o meno estremistica) ma sono essenzialmente tre:
    - innanzi tutto occorre andare oltre la sacrosanta celebrazione del nostro grandioso passato e capire cosa vogliamo diventare da grandi. Bisogna cioè canalizzare tutte le istanze meridionaliste, identitarie, indipendentiste, separatiste etc etc in un unico obiettivo condiviso e raggiungibile.
    (Personalmente vedo come obiettivo raggiungibile quello della creazione di una autonomia macroregionale di tipo scozzese
    http://www.astrid-online.it/FORUM--L...n-e-incubi.pdf ).
    - fare in modo di tenere alla larga le solite famigerate componenti politiche che potrebbero gattopardescamente riciclarsi nella causa meridionalista.
    - il terzo (inevitabile ed indipendente dalla soluzione dei primi due punti) è quello di agire sull'altro corno della statalizzazione dell'occupazione ed eliminare quelle posizioni parassitarie e quei focolai di inefficienza che troppo spesso si annidano nel mondo del lavoro statale sia esso (lo Stato) indipendente, federato, confederato oppure, ahimè, ancora coloniale.
    daccordo con te sulla questione degli statali .
    per quanto riguarda invece la questione dell'obiettivo finale : io sono del parere che l'obiettivo finale è la LIBERAZIONE del popolo e della terra dall'oppressione dello stato mafiomassonico italiano .
    Per me può anche rimanere la nazione italiana magari attraverso la creazione di piu macroregioni ma quello che deve essere chiaro è che da questo assetto di potere statale, cioè da questo tipo di classe dominante italiana bisogna liberarsi in un modo o nell'altro .... poi può anche continuare ad esistere l'italia o altro ... l'importante è che ci liberiamo dal regime di potere italiano.
    quindi obiettivo finale : liberazione da un incubo.

  10. #10
    Redskin
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    Predefinito Rif: Ulderico Nisticò: scendiamo in campo. Non c’è più tempo da perdere!

    Personalmente, mi sono avvicinato ad Insorgenza Civile proprio per perseguire quell'antico obiettivo di dar vita ad un forte partito meridionale e meridionalista.
    Ed ho detto PARTITO proprio per evidenziare la mia distanza dalle pur ottime iniziative politico-culturali di altri movimenti, i quali però sono ben lungi dall'abbracciare l'idea e la prassi di una battaglia politica e partitica in senso stretto.

    Non dico che Insorgenza sia già IL PARTITO dei meridionali, e non sono geloso di nomi e sigle: nel caso in cui il prossimo futuro porti TUTTI i compatrioti verso una nuova formazione politica unitaria, lotterò affinchè anche Insorgenza vi aderisca. Allo stato attuale, però, sono sinceramente scettico circa questa possibilità, perciò mi impegno in Insorgenza con la consapevolezza che ad oggi sia il partito politico meridionalista a me più vicino per riferimenti culturali e storia dei militanti. Per dirla in maniera barbara: alle riunioni di Insorgenza non si discute di chi sia il legittimo erede al trono del regno delle due sicilie nè si organizzano attività per cambiare il nome di una strada.
    Non critico chi occupa il proprio tempo in questo genere di iniziative politico(?)-culturali, ma personalmente non sono interessato a ciò.
    Inoltre, credo che al piano politico e al piano culturale vada a breve affiancato un piano "militare", ed è proprio questo il piano su cui mi sto impegnando di più.
    Forse per questo studio con interesse le organizzazioni segrete che in questo forum vengono criticate (vedansi P2 e Gladio, ad esempio). Arrivo a dire che la stessa Lega Nord, che odio all'inverosimile, può insegnarci qualcosa per quanto concerne l'organizzazione di una forza politica unitaria.
    Ultima modifica di Antonio; 28-06-10 alle 17:19

 

 

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