La Terza e Quarta Repubblica in Francia, a parer mio, hanno sempre avuto delle analogie molto forti con la Repubblica Italiana.
In Francia il regime monarchico-cesarista plebiscitario di Napoleone III, che ha abolito la Seconda Repubblica del 1848 dalla quale è nato, si richiama ai fasti napoleonici dello zio, espansionista, fautore dell'ordine, di un posto "al sole" e del progresso "morbido". Cade rovinosamente dopo l'ennesimo conflitto da esso voluto: la guerra franco-prussiana, che porta alla fine del regime imperiale e all'instaurazione di un governo repubblicano nel 1870. Questo però tradisce subito lo spirito rivoluzionario della Comune parigina e dei valori "rivoluzionari" tipicamente francesi e per qualche anno rimane in sospeso tra un pieno e proprio consolidamento e una restaurazione monarchica, che non avviene per un soffio. La Terza Repubblica si consolida definitivamente nel 1875, ma è un istituto conservatore, con la stessa classe dirigente del Secondo Impero, che abbraccia il positivismo industrialista, i valori borghesi perbenisti, e un laicismo ancora di facciata, un nazionalismo moderato e guerrafondaio.
Dopo l'occupazione nazista nel 1940, la Terza Repubblica scompare, gli istituti repubblicani ufficiali rinascono nel triennio 1944-1946 cambiando nome tramite referendum popolare in Quarta Repubblica, partitocratica, sempre parlamentare e per questo instabile e subito sclerotizzata, con decine di governi brevi in pochissimi anni (e per questo sostituita dalla Quinta semipresidenziale nel 1958).
In Italia la diarchia del Duce con la monarchia sabauda si richiama ai fasti augustei, Mussolini è fautore dell'ordine, dell'espansionismo, di un posto "al sole" e di un debole progresso non certo etico, ma incentrato sulla propria ideologia di massa autoritaria e militarista. Esso cade rovinosamente, ufficialmente nel 1945, come il Secondo Impero nel 1870 (il cosiddetto Impero Italiano) dopo l'ennesimo conflitto da esso voluto che gli risulta fatale: la Seconda guerra mondiale. Nel 1946 cade anche la monarchia, complice di aver appoggiato e permesso il regime fascista e nasce così la Repubblica (la Prima secondo il linguaggio giornalistico), ufficialmente nata dall'antifascismo e dalla Resistenza partigiana durante il regime e la guerra. Proprio come la Terza Repubblica, la neonata Repubblica italiana mantiene quasi tutta l'amministrazione del passato regime, complice anche la mancata epurazione per non "sconvolgere" gli assetti, tradendo così i valori antifascisti sui quali è nata. La stessa Costituzione, tra le più progredite, rimane in alcune sue parti inapplicata per anni, per non scontentare l'oligarchia democristiana che inizia a (non) dirigere il processo di ricostruzione e di avvento della poderosa industrializzazione. La Repubblica della DC si consolida senza problemi (nonostante molti italiani siano ancora in larga misura monarchici) ed è un istituto conservatore, che mantiene i Patti Lateranensi fascisti, i valori perbenisti tipici dell'alta borghesia italica, un laicismo appunto tutto di facciata (la religione cattolica rimarrà ufficialmente religione di Stato fino agli anni '80) e difende un artificioso patriottismo del benessere e del consumismo. Come non citare poi la partitocrazia delle coalizioni allarmante che impedisce da subito reali processi riformatori in una democrazia appena rinata, sclerotizzandola in una "democrazia bloccata" con sempre la DC come unica alternativa di governo e con legislature instabili e brevissime.
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