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"Children of God" nacque in California verso la fine degli anni '60, tra gli hippies fuoriusciti dal "Jesus movement". A fondarla fu David Berg, il "profeta" di Oakland conosciuto anche come Mosé David, nato nel 1919 e scomparso nel 1994.
David Berg, fondatore dei Bambini di Dio, nelle Filippine
Juliana
Anche attraverso i suoi scritti, Berg veicolava l'idea che anche ai bambini dovesse essere consentita una certa promiscuità sessuale—sia tra di loro, sia con gli adulti.
Nella setta, i membri di quella che veniva chiamata la "Famiglia" seguivano fedelmente le indicazioni di Berg. Non esisteva libertà di pensiero, e la comunità viveva riunita in gruppi chiusi al mondo esterno.
Juliana è stata costretta a trasferirsi tantissime volte. Durante i suoi viaggi ha trascorso qualche giorno anche in Italia. La 'Famiglia', infatti, aveva membri in tutto il mondo.
Nel 1983 la setta dichiarò di avere circa 10.000 adepti—il 70 percento dei quali era costituito da minori di 18 anni sottoposti a una serie di rigide regole fissate da Berg e dalla moglie, Karen Zerby, che ancora oggi risulta a capo dell'organizzazione Family International. Nel 2005, secondo le statistiche rilasciate dall'organizzazione stessa, i membri erano 10.202 dislocati in 1.238 "case" nel mondo.
In Italia, i "Bambini di Dio" sono presenti dal 1972. La comunità principale si trovava a Roma; nella capitale gestivano persino una discoteca in cui praticavano il cosiddetto flirty fishing—quello che, nel gergo di Berg, era il sesso promiscuo. A Roma nacque anche l'adepta Amoreena Winkler che, come Juliana, ha raccontato la sua infanzia nella setta attraverso un libro (I Bambini di Dio, pubblicato nel 2011).
Presente in numerosi paesi nel mondo, la setta si è ampliata attraverso le nuove nascite—l'uso di contraccettivi, infatti, era assolutamente vietato, generando così un'intera "generazione" di giovanissimi adepti che si è ritrovata a farne parte senza mai scoprire cosa significasse, invece, vivere nella società civile.
Tra questi bambini, la cui infanzia è stata violata e la cui libertà è stata calpestata, c'era Juliana.
"Sono nata da genitori che facevano parte del gruppo e, pertanto, la mia vita è cominciata tra i 'Bambini di Dio' senza che potessi avere alcun termine di paragone con il mondo esterno, che non conoscevo e del quale mi parlavano con terrore facendomi credere che fosse pericolosissimo," racconta a VICE News Juliana, nata in Grecia il 2 giugno 1981.
I figli degli adepti alla setta diventavano vittime "di un sistema folle", aggiunge la donna, che non si capacita del perché i suoi genitori abbiano "deciso volontariamente di aderire al culto, abbandonando la società da cui provenivano."
La donna fu abbandonata all'età di tre anni. "Ricordo benissimo quel giorno", spiega. "Siccome mia madre era malata, il gruppo aveva deciso che dovesse andare in Germania a curarsi, portando con sé soltanto due dei suoi tre figli. Così partì con mia sorella e mio fratello, lasciando me con mio padre. A quel tempo, non mi spiegarono niente. Ricordo che, al rumore dell'automobile, corsi ad affacciarmi alla finestra. Li vidi salire a bordo e mi sentii male all'idea che mi avessero lasciata lì. Andai all'ingresso principale, spalancai la porta, mia madre sorrise e mi salutò con la mano, anche se le lacrime le rigavano le guance."
Da quel momento Juliana ha trascorso la sua infanzia come figlia del gruppo, lontana dalla madre e dal padre. Quest'ultimo era impegnato nell'attività di speaker della radio della Famiglia, essendo stato "prescelto" dal profeta a lavorare per lui.
"Ho vissuto nelle 'comuni', cioè in grandi case in cui stavamo tutti insieme, sia bambini che adulti," racconta a VICE News. "Spesso cambiavo abitazioni e paese. Gli adulti, definiti 'guardiani', non consentivano a noi bambini di andare a scuola; dovevamo apprendere soltanto i testi del profeta."
Tenuti a distanza dagli istituti educativi, i bambini apprendevano le basi di lettura e scrittura, oltre a un po' di matematica. Erano sottoposti a molti esercizi fisici, si occupavano dei lavori domestici. Isolati dal mondo, al punto tale da non potere accedere alle cure mediche ordinarie.
"Le uniche volte in cui avevamo contatti con l'esterno era quando ci costringevano ad andare per strada a mendicare denaro. Ci dicevano che era necessario per la raccolta fondi," ricorda Juliana.
Tra i ricordi più dolorosi della donna, ci sono quelli relativi alle violenze subite. "Vi era una totale mancanza di umanità: venivamo picchiati spessissimo e puniti duramente per le cose più banali," come fare la pipì a letto, volere leggere un'enciclopedia o esprimere un personale pensiero su un argomento.
"Mandavano nei campi di addestramento i bambini più ribelli e io ero tra quelli. Avevo una mia autonomia di pensiero e questo per loro rappresentava un problema Mi facevano cambiare 'scuola' ogni due anni. Le punizioni che infliggevano a chi andava contro la loro 'legge divina' erano terribili, con il tempo ho cominciato a percepire la grande ipocrisia che dominava tutto, sviluppando sempre più un carattere autonomo e forte."
"Ricordo di un gruppo di adolescenti cui venne impedito di socializzare con gli altri. Erano obbligati a lavare i bagni, gli scarichi e i pavimenti con uno spazzolino da denti. Facevano estenuanti sedute di ginnastica svedese, venivano picchiati ogni giorno con la 'tavola' e indossavano un cartello con la scritta 'quarantena'," aggiunge Juliana.
Punizioni simili erano previste anche per i più piccoli. "Ho ancora dinanzi agli occhi l'immagine di un bimbo di appena 8 anni obbligato a stare isolato, con del nastro adesivo sulla bocca, per un anno intero. Aveva espresso la volontà di lasciare la 'Famiglia' e fu imprigionato in una camera con un adulto che lo sorvegliava per tutto il tempo."
Durante gli ultimi tempi vissuti in Uganda con la famiglia di suo padre, Juliana viveva una doppia vita. Di giorno faceva parte della 'Famiglia', di notte usciva dalle comuni. "Ho cominciato a farmi qualche amicizia nel mondo esterno, comprendendo subito che non era pericoloso come volevano farmi credere i membri della setta."
Nel 2004 "avevo capito che il momento era arrivato, non potevo più accettare quel sistema folle," ricorda. "Le persone conosciute durante le mie fughe negli ultimi periodi mi hanno aiutata a integrarmi nella società civile. Così ho lasciato definitivamente la 'Famiglia' per costruirmi una vita mia."
Obiettivo di Juliana, fin da subito, è stato quello di liberare della setta i suoi fratelli e gli altri bambini.
Insieme alle sorelle Celeste e Kristina ha deciso quindi di raccontare tutto, attraverso un libro—Not without my sister, pubblicato in Italia con il titolo Essere innocenti, diventato un grandissimo successo internazionale.
Da allora, Buhring non ha mai smesso di aiutare i minori nati e cresciuti in sette religiose o contesti estremisti e isolati. Oggi con la Safe Passage Foundation si batte per proteggere i diritti dei più piccoli. Si tratta di un'organizzazione no-profit, con tre coordinatori e molti volontari, che mira ad aiutare le persone nate e cresciute in comunità restrittive nella fase di passaggio verso una nuova vita e di integrazione nel mondo esterno.
"Supportare chi ha vissuto all'interno di un culto affinché possa raggiungere il risultato straordinario di vivere una vita ordinaria è una delle ragioni d'essere di Safe Passage Foundation," spiega a VICE News Peter Frouman, direttore della fondazione.
"Le persone che non hanno mai conosciuto le regole della società civile trovano una serie di difficoltà nell'integrarsi. I nostri programmi sono finalizzati proprio alla rimozione di quegli ostacoli. Tra questi, la borsa di studio 'Julia McNeil Memorial' per offrire percorsi di istruzione e il 'Fondo di aiuti d'urgenza' che prevede un supporto in termini economici. Quest'anno erogheremo più di 24 borse di studio," ha aggiunto Frouman.
Dal 2010, Family International - come la setta si è rinominata a partire dal 2003 - ha avviato una serie di riforme interne, eliminando alcune delle norme più rigide per gli adepti, e soprattutto vietando la sessualità tra adulti e bambini. Sul sito dell'organizzazione si parla di una "riorganizzazione completa" risultante "nell'adozione di un nuovo modello organizzativo e nella chiusura della maggiorazione delle comuni, nell'intento di raggiungere meglio il nostro scopo di diffondere un 'messaggio gospel' nel mondo, e di permettere una maggiore diversità."
Nella sostanza, questa riforma è coincisa con una sorta di "implosione" della setta stessa. Juliana, Kristina e Celeste nell'appendice del libro Essere innocenti parlano di scioglimento del gruppo. "Il 25 maggio 2010, Karen Zerby invia una lettera ai membri della Famiglia - si legge nel testo - liberandosi dei vecchi credi e lasciando liberi gli adepti di integrarsi nel Sistema," ovvero il mondo esterno.
Tuttavia, oggi in America esistono oltre 3000 sette o gruppi che vivono in isolamento, spiega Juliana. "Il numero totale dei bambini che stanno nei culti" e i cui diritti umani vengono continuamente calpestati "purtroppo è ancora molto grande. A questi, poi, vanno aggiunti quei ragazzi che, nati e cresciuti nelle sette, sono adesso di fronte alla straordinaria sfida di provare a vivere una vita normale. Esistono, però, tante altre associazioni come la nostra che si battono per tutelare i diritti dei bambini e cercano di fornire assistenza a chi ha bisogno di aiuto".
Nel luglio 2012, Juliana è stata la prima donna a portare a termine il giro del mondo in bicicletta in solitaria. Dopo aver trascorso 152 giorni attraversando 19 paesi e 4 continenti è rientrata a Napoli, stabilendo così un record entrato nel Guinness dei Primati.
"L'idea di fare il giro in bici intorno al mondo è nata proprio con l'obiettivo di poter recuperare soldi da donare alla fondazione," spiega Juliana, che oggi è in attesa dell'uscita del suo libro This road I ride (in Italia Contro il vento), in cui racconta il viaggio in bicicletta.
Nel 2013 ha partecipato alla Transcontinental Race, l'anno successivo alla Trans am Bike Race. Oggi vive in Campania, a Praiano, dove si allena per gareggiare alla prossima Raam - Race across America.
Juliana, attualmente, è impegnata nella stesura di un volume che parla di Napoli. "Si tratta di un racconto che trae ispirazione da storie vere e da persone che ho conosciuto durante la mia permanenza in città. Ruota attorno alla vita di tre personaggi le cui singole esperienze si intrecciano tra loro."
"Sono venuta in Campania nel 2009 - conclude Juliana - e mi sono trovata subito bene. Qui sono andata per la prima volta in bicicletta. La costiera amalfitana è un luogo ideale per allenarmi perché pieno di curve, salite e discese. Mi sono bastati pochi mesi di allenamento per consentirmi di affrontare la sfida attorno al mondo."
"Mi piace molto raccontare; il mio più grande sogno è quello di continuare a scrivere. Non si può modificare il passato, ma si può scegliere il proprio futuro. Io lo sto facendo."
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I 20 principi tra quelli alla base della Famiglia:
1. Dio ama il sesso, perché il sesso è amore.
2. Satana odia il sesso, perché il sesso è bellissimo.
3. L'incesto è ammesso, perché per un giovane uomo il modo migliore è imparare direttamente dalla propria madre.
4. A 11 anni si può già essere in età fertile, quindi perché non iniziare col sesso a quell'età?
5. Fare sesso col nonno è bello.
6. Tutti sono sposati con tutti.
7. I bambini dovrebbero studiare almeno fino ai 13-14 anni, attraverso l'educazione impartita dai genitori. Se vogliono proseguire, "starà ai genitori decidere se la Casa è in grado di sostenerli."
8. Le foto di seguaci nudi sono ottimi segnalibri per la Bibbia.
9. È ammesso mentire ai non credenti per proteggere l'operato divino.
10. Gli uomini non dovrebbero essere gay, ma è eccitante se le donne lo sono.
11. La masturbazione è sesso con Gesù. Quando un uomo fa sesso con Gesù non è più un uomo, ma la moglie di Gesù, quindi non è attività omosessuale e di conseguenza è ammessa in quanto non gay.
12. Quando fai sesso con Gesù, gli piace che gli si parli in un certo modo. Tra le "frasi d'amore" da pronunciare per eccitare Gesù ci sono:
–Stringimi, ti amo. Vieni a prendermi.
–Ti voglio dentro di me! Dammi i tuoi semi!
–Mi ecciti, Gesù, e voglio sentire il tuo amore. Anche io voglio farti eccitare!
–Ti voglio, Gesù, per guardarti, per assaporarti, per sentirti, per scoparti!
–Ho bisogno di sentirti tra le mie braccia. Ho bisogno di sentire il tuo corpo nudo contro il mio.
–Voglio succhiare il tuo pene. Voglio succhiare i tuoi semi.
–Sono pazz* di te! Sono pazz* del tuo pene!
–La mia vagina ha sete di te, Gesù.
13. Per un cristiano, usare parole come "cazzo" o "figa" non è il massimo; tuttavia se succede va bene, perché il Signore le rende pulite. Ecco, magari non ripeterle continuamente.
14. Le profezie di Gesù prendono il nome di "semi dorati", e per riceverle si può succhiare la sua "verga dorata" (o quella di un altro uomo, se sei una donna e in quel momento non trovi Gesù).
15. Gesù sarebbe dovuto tornare nel 1993. Quando nel 1993 nessuno l'ha visto, si è deciso che è successo perché la Famiglia aveva bisogno di più tempo per ampliarsi.
16. Lo stupro offre alla donna l'opportunità di dare testimonianza del suo stupratore; la donna si sarebbe comunque dovuta offrire liberamente, perché offrire del sesso serve a convertire nuove persone alla Famiglia.
17. “Chiavi del Regno” è un'espressione d'effetto da usare nelle preghiere. Queste chiavi possono inoltre trasformarsi in spade con cui combattere i demoni.
18. Dio ha permesso gli eventi dell'11 settembre perché le torri gemelle erano il simbolo dell'ignoranza dell'uomo ricco e pigro.
19. Hitler era sulla strada giusta, ma non ha fatto abbastanza, perché gli ebrei sono demoni subumani. E no, non c'è stato nessun Olocausto.
20. Il paradiso è una "città spaziale" posta su una piramide di 2.000 km d'altezza e larghezza che viaggia nello spazio per raggiungere la terra o è nascosta dentro la luna.






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