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  1. #1
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    Predefinito Pedofilia, sì ai processi.

    il Vaticano rischia il crac!

    La Corte Suprema americana ha rigettato il ricorso presentato dal Vaticano contro l’azione legale della vittima di un prete pedofilo scomparso nel 1992. L’avvocato della vittima ha chiesto di poter intentare una causa alla Santa Sede, in base a una legge dell’Oregon secondo la quale la responsabilità civile delle azioni di un «dipendente» può ricadere sul suo datore di lavoro. Il sacerdote in questione, dopo aver commesso abusi in Irlanda era stato trasferito prima a Chicago, dove ne aveva commessi altri, e quindi a Portland, dove aveva nuovamente abusato di una minore. La Corte Suprema Usa ha dato il suo ok a far continuare il processo.
    Ora la Chiesa può rischiare perfino una class action e una condanna milionaria.
    Che può far tremare le casse vaticane.

    A. Tornielli prima pg. de ilgiornale.it 29 06 2010

    saluti

  2. #2
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    Predefinito Rif: Pedofilia, sì ai processi.

    La Corte Suprema americana non si esprime sulla immunità.

    Washington - Nell’ultimo giorno in sessione, la Corte Suprema ha deciso di non esprimersi sul ricorso del Vaticano nel caso dell’Oregon "Anonimo contro Santa Sede".
    Così facendo, è stato tolto l’ultimo ostacolo al processo civile del Vaticano per un caso di pedofilia dell’Oregon.
    Secondo le prime interpretazioni, i giudici hanno riconosciuto che il Vaticano può essere considerato civilmente responsabile delle azioni dei preti pedofili.
    I giudici non hanno accompagnato il "no" all’esame del caso con una motivazione.

    La decisione della Corte Suprema
    La Corte Suprema degli Stati Uniti ha esteso oggi il diritto al possesso di armi ad ogni stato e città della nazione, con una sentenza contro il divieto alle armi da fuoco in vigore da 28 anni a Chicago.
    Per 5 voti contro 4, divisi tra le file dei conservatori e dei liberali, la Corte suprema americana ha esteso per la prima volta a tutte le città e a tutti gli stati la sua famosa sentenza del 2008, che stabiliva che ogni americano ha il diritto costituzionale di possedere armi.
    Il diritto al possesso di armi, sancito dal Secondo Emendamento della costituzione Usa, è stato finora applicato solo in alcune normative federali e in alcuni territori, come Washington D.C., dove la corte ha abolito nel 2008 un precedente divieto di possesso di armi da fuoco.
    La questione è uno dei temi che più divide l’America. Si stima che negli Stati Uniti circa 90 milioni di persone siano in possesso di 200 milioni di armi, dando al paese la percentuale di detentori di armi più alta al mondo. Secondo le statistiche governative, in tutto il paese muoiono ogni giorno 80 persone, 34 delle quali per omicidio.
    La sentenza segna la vittoria di quattro abitanti della zona di Chicago, di due gruppi per i diritti alle armi, e della potente e influente National Rifle Association.
    Si tratta invece di una sconfitta per Chicago, che difendeva la sua normativa come un legittimo esercizio del potere locale per proteggere la sicurezza pubblica.
    La normativa in questione e un simile divieto alle armi da fuoco deciso a Oak Park, nell’Illinois, erano le più restrittive misure contro le armi vigenti in tutta la nazione.
    "Riteniamo che il diritto legato al Secondo Emendamento sia da applicare pienamente agli stati", ha detto il giudice Samuel Alito, commentando la sentenza di 45 pagine.

    pg. 11 de ilgiornale.it 29 06 2010

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Pedofilia, sì ai processi.

    Caso Sepe, il Vaticano ammette: Propaganda Fide può aver sbagliato!

    di A. Tornielli

    Il Vaticano ammette che nell’«impegnativo» e «complesso» compito di gestire il patrimonio immobiliare della Congregazione di Propaganda Fide possono essere stati commessi «errori di valutazione».
    È quanto si legge in una lunga nota pubblicata ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede.

    L’intento del comunicato è quello di presentare la reale attività del dicastero che si occupa delle missioni, descrivendo i suoi scopi e il suo funzionamento, dopo settimane di articoli riguardanti l’inchiesta sulla «cricca» e il coinvolgimento del cardinale Crescenzio Sepe, indagato per corruzione.
    Il Vaticano interviene per tutelare «la buona fama» di Propaganda Fide, organismo che «ha il compito di dirigere e coordinare in tutto il mondo l’opera dell’evangelizzazione e la cooperazione missionaria», guidando e sostenendo «le giovani Chiese, situate in territori di recente o scarsa evangelizzazione».

    «Al fine di assolvere al proprio compito - continua la nota - la Congregazione dirige e mantiene in Roma una vasta serie di strutture a servizio della formazione, tra cui spiccano la Pontificia Università Urbaniana (circa 1.400 alunni nel corrente anno accademico) e diversi Collegi, nei quali studiano attualmente circa 150 seminaristi, 360 sacerdoti, 150 tra religiose e laici inviati dai cinque continenti».
    Un’opera che «richiede una quantità non indifferente di risorse finanziarie».

    Propaganda Fide inoltre «elargisce ogni anno alle Chiese dei territori ad essa soggetti (1.080 circoscrizioni) un sussidio finanziario ordinario» e «invia annualmente sussidi per la formazione del clero locale», grazie ai quali molti seminaristi possono studiare a Roma. Vengono poi distribuiti «una quantità di aiuti per progetti in favore della costruzione di nuove chiese, istituzioni pastorali, opere di alfabetizzazione, strutture ospedaliere e sanitarie, in particolare a favore dell’infanzia, nonché educative, spesso in regioni che sono tra le più povere della terra». Queste iniziative sono «promosse e coordinate dalle Pontificie Opere Missionarie», in seno allo stesso dicastero, che ha «costi di gestione di gran lunga inferiori a qualsiasi organizzazione internazionale impegnata nel campo della cooperazione».

    Propaganda Fide «ricava le sue risorse principalmente dalla colletta della Giornata missionaria mondiale» e «dai redditi del proprio patrimonio finanziario e immobiliare». Patrimonio che «si è formato nel corso dei decenni grazie a numerose donazioni di benefattori di ogni ceto, che hanno inteso lasciare parte dei loro beni a servizio della causa dell’evangelizzazione».

    L’amministrazione e la valorizzazione di questo patrimonio immobiliare, riconosce il comunicato vaticano, «è naturalmente un compito impegnativo e complesso, che si deve avvalere della consulenza di persone esperte sotto diversi profili professionali e che, come tutte le operazioni finanziarie, può essere esposto anche ad errori di valutazione e alle fluttuazioni del mercato internazionale».
    Una frase altamente significativa, con la quale di fatto la Santa Sede ammette la possibilità che vi siano state valutazioni errate: un possibile riferimento al costo del palazzetto acquistato a un prezzo molto basso dal ministro Pietro Lunardi in via dei Prefetti.

    «A testimonianza dello sforzo per una corretta gestione amministrativa - si legge ancora nella nota - e della crescente generosità dei cattolici, tale patrimonio ha continuato a incrementarsi.
    Al tempo stesso, nel corso degli ultimi anni, si è progressivamente fatta strada la consapevolezza della necessità di migliorarne la redditività e, a tale fine, sono state istituite strutture e procedure tese a garantirne una gestione professionale e in linea con gli standard più avanzati».
    Dunque il Vaticano difende la decisione di «migliorarne la redditività» e dunque di adeguare i canoni al mercato.

    alla pg. 8 de ilgiornale.it de 29 06 2010

    saluti

 

 

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