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    Predefinito Una mattina con Gianni Rivera

    Lo so, il titolo è banale, magari qualche pseudo giornalista del sabato avrebbe scritto uno di quei titoli di 20 righe, roba da fare invidia ai titoli dei film di Lina Wertmuller, ma il titolo più bello lo aveva già scritto Pier nei giorni scorsi e allora beccatevi questo. Del resto Gianni Rivera basta e avanza…”What Else”…direbbe il caro George; grazie ai grandi azionisti del Milan (i piccoli sono altri, magari quelli vestiti da fantino che parlano di gnomi e fate e raccontano minkiate per campare) ho avuto l’onore e il privilegio di presenziare alla presentazione dell’autobiografia di Gianni. Come sapete, a Milano, saranno proprio i grandi azionisti del Milan ad organizzare l’evento che ci vedrà affiancare questi milanisti con i controcoglioni nella presentazione del libro. Non voglio anticiparvi altro, ma chi volesse partecipare per respirare calcio vero e non creste, per chi volesse fare un tuffo nel passato, ma nel vero calcio, ci scriva una mail al blog, in modo da tenere un conteggio che ci aiuti a capire come organizzare il tutto.

    Non vi racconterò nulla del libro, ma vorrei trasmettervi, se ci riesco, le sensazioni che ho provato insieme a Giuseppe La Scala e Leonardo Cammarata in un soleggiato mattino di Roma. La location, come direbbero gli anglofoni, è già un programma che fa capire di chi parliamo: il salone di rappresentanza del CONI al Foro Italico. Dietro c’è lo stadio e si respira aria di storia, quella vera, quella ruvida, quella sudata non quella ingelatinata per far vedere l’ennesimo esperimento genetico di parrucchieri da patibolo. Ci sono i poster che ricordano tutte le olimpiadi estive ed invernali, vessilli, arazzi e gigantografie di Rivera in ogni fase della sua vita. In platea grandi e grandissimi del passato, un campione olimpico come Nino Benvenuti, calciatori del passato e un altro eroe di Città del Messico: Picchio De Sisti. Fa gli onori, manco a dirlo, il Presidente Malagò e sono parole dette a braccio moto sentite, compare anche Tavecchio, venuto a fare presenza. Carlo Massarini presenta e dirige da par suo, anche lui vecchio cuore rossonero.

    Ripeto, non anticipo nulla, ma una cosa ve la voglio dire: in un posto così solenne si sentiva un solo odore che ha pervaso gli astanti…, un odore inconfondibile, un odore meraviglioso, odore di scarpini di cuoio, odore di talento, odore di genio, odore di classe sopraffina. Gianni “arrrrota” la “errrre” e racconta sensazioni e storia, lo fa con quella sua ironia che mi è tanto cara e familiare, lo fa mettendo insieme soggetto, predicato e complemento…a differenza di tanti cazzoni attuali che belano scemenze ed ovvietà. Parla Mario Pennacchia e si commuove…, la questione prende una piega per me inaspettata, sono lì che mi guardo il mio capitano, sono lì che me lo ricordo con la 10…, già la 10. Tutto posso accettare, ma la 10 no, la 10 oggi è un abominio perpetrato scientemente da incapaci barbari distruttori di storia. Vedevo quegli invasati distruggere siti storici a picconate ed esplosivo e pensavo che dare la 10 ad un giapponese stordito e magliaro è un abominio di egual fattezza. Gianni racconta episodi legati agli esordi e poi si ferma…, ammetto di essermi distratto per chattare ai fratelli del blog ciò che avveniva e mi sono perso l’antefatto; parla di un gol fatto al Napoli…, l’ironia sparisce, si gira e trattiene a stento le lacrime, anzi no, si commuove…; la sala ha un fremito, si sente un ooooooooohhhhhhhhh di stupore e ci spelliamo le mani in un applauso che vuole essere solo un incitamento al mio capitano. Mi guardo attorno e vedo gente con gli occhi lucidi, Massimo De Luca, Guadagnini di Sky, il direttore di Rai Tre…e penso: “tu guarda questi che si commuovono pure…”, meccanicamente prendo un fazzoletto e asciugo le mie (Clint perdonami…). Scrivo sulla tastiera del telefono e penso solo che vorrei fossero qui tutti gli amici del blog con Chiara in testa.

    Vorrei che fosse qui Max che giorni fa ha scritto un commento che più o meno recitava così:”Ho 65 anni ed è la prima volta che scrivo ben sapendo che forse a 95 anni rivinceremo la prossima Champions”. No caro Max, noi non dobbiamo pensare a quello, dobbiamo sognare il momento che avremo una squadra dignitosa con gente vera, squadra che mossa da valori storici e sacri faccia capire all’avversario che dovrà sudarsela, insomma che torni il Milan, in attesa che questa parentesi vergognosa e purulenta, chiamata Giannino, si tolga di mezzo e per sempre con i suoi barbari. La cosa bella, la cosa fantastica, ma al tempo stesso stridente, è che tutto era colorato di rossonero, tutta la sala era rossonera, che spettacolo, che meraviglia, che sensazione, che gioia per gli occhi. I ricordi si moltiplicano, si parla di Italia-Germania del ’70, Gianni è perfetto e preciso, racconta tutto nei minimi particolari e sembra di essere lì, sembra di giocare con loro, sento la rarefazione dell’aria. Il Pallone d’Oro è lì, la storia e la leggenda lo sostengono, non capisco più nulla, maledico dentro di me crestati, tatuati, mignottari, falsi capitani carbonari, terzini montati come panna acida andata a male, pippe ritornate a svernare e soprattutto chi ce li ha portati! E chi ce li ha portati? L’amico di Tavecchio…

    Sento Giuseppe sciorinare date ed episodi, una Treccani vivente e riveriana, Leonardo invece è un pc, mi apre file mentali, mi dice chi è questo e chi è quello…, poi ha un sussulto: Angelo Benedicto Sormani. Una leggenda, mi avvicino a lui, facciamo la foto di rito e con voce tremante lo ringrazio dicendogli: “grazie grande campione”. Per me sono questi i valori, ecco perchè soffro maledettamente a vedere l’attuale circo di buffoni che porta avanti il Giannino fu Milan. Provo disgusto assoluto e disprezzo per tutti quei servi sciocchi che li scimmiottano e ne sono soggiogati. Provo anche pena per tutti quei bambini che ieri ho visto a quella buffonata con il Natale rossonero. Poveracci…costretti ad applaudire i vari Abate, Montolivo e pippe similari. Magari se li sono anche comprati con tute e giacconi sponsorizzati…, come sanno fare bene per poi, in futuro, farne tratta. Non tirano su un giovane decente da oltre un ventennio e parlano di linfa vitale, ma basta con le bugie, falsi!!! Poveracci questi bimbi, poveracci fino in fondo, io sono stato più fortunato, sono milanista perchè ho visto giocare quello di cui sopra, quello di stamattina, quello del titolo, quello che al gol del pareggio della Germania disse di stare tranquilli che lui avrebbe fatto il quarto. E lo fece.

    In tutto questo sentimento, in tutta questa commozione, in tutta questa leggenda e storia…stride una grave assenza, mancava qualcuno, si è sentita, e tutti l’hanno notata, l’assenza più grave ed importante. Perchè mancava l’Alessandria Calcio? Perchè mancava l’Associazione Italiana Alessandria Club? Perchè mancavano i rappresentanti della squadra che lo ha visto capitano (l’Alessandria) e che lo ha visto soprattutto portare il Pallone d’Oro in riva al Tanaro? Perchè non c’era nemmeno uno scimunito di Alessandria Channel? Si poteva organizzare una bella terza pagina… E Alessandria News? Dove stava? Ah si, seguiva tutti i pasti del suo Ad (dell’Alessandria). Sapete che l’AD dell’Alessandria starà in Brasile fino al 5 gennaio? Poi la Befana (mignotta e stronza) ce ne farà dono il 6… Ma una domanda mi tiene in ansia da stamattina e non credo mi farà dormire tutta la notte: ma se l’Alessandria Calcio ha come colore sociale il grigio, perchè allora era tutto rossonero?

    Un caro ringraziamento alla signora Rivera (che probabilmente ci legge) per l’organizzazione perfetta dell’evento, 10 e non solo sulla maglia.

    Gianclint

    Una mattina con Gianni Rivera - Milan Night

    brividi.....

    So' Gonfu (cit.)

  2. #2
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    Predefinito Re: Una mattina con Gianni Rivera

    In tutto questo sentimento, in tutta questa commozione, in tutta questa leggenda e storia…stride una grave assenza, mancava qualcuno, si è sentita, e tutti l’hanno notata, l’assenza più grave ed importante. Perchè mancava l’Alessandria Calcio? Perchè mancava l’Associazione Italiana Alessandria Club? Perchè mancavano i rappresentanti della squadra che lo ha visto capitano (l’Alessandria) e che lo ha visto soprattutto portare il Pallone d’Oro in riva al Tanaro? Perchè non c’era nemmeno uno scimunito di Alessandria Channel? Si poteva organizzare una bella terza pagina… E Alessandria News? Dove stava? Ah si, seguiva tutti i pasti del suo Ad (dell’Alessandria). Sapete che l’AD dell’Alessandria starà in Brasile fino al 5 gennaio? Poi la Befana (mignotta e stronza) ce ne farà dono il 6… Ma una domanda mi tiene in ansia da stamattina e non credo mi farà dormire tutta la notte: ma se l’Alessandria Calcio ha come colore sociale il grigio, perchè allora era tutto rossonero?

    maledetti.
    So' Gonfu (cit.)

 

 

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