Il boom demografico ed economico tra gli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta comportò una radicale trasformazione delle città, che mai avevano subito un così drastico e rapido mutamento nella loro storia come in questo trentennio. La modernità "di massa", a fruizione finalmente di tutti, abbatté il vecchio, ritenuto ormai vetusto, stravolgendo completamente gli antichi tessuti urbani e i centri storici, dove al posto dei vecchi caseggiati sorsero nuovi palazzi e condomini che molto spesso divennero subito anonimi e vecchi nel giro di pochi anni. Il nucleo tipico di molte città fu definitivamente rotto da questo squilibrio moderno dettato dalla speculazione edilizia e anche da una generica indifferenza delle istituzioni che permisero questi scempi.
Mi sono sempre chiesto se sia possibile fondare un ramo del conservazionismo per l'architettura che, oltre a preservare i centri storici ed edifici antichi, porti alla demolizione di palazzi e condomini costruiti sopra vecchi quartieri storici e tipici delle città, ricostruendo e restaurando i vecchi nuclei antichi.
Secondo voi?




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