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Domenica 13 dicembre ci sarà il secondo turno delle elezioni regionali francesi, le prime dopo gli attentati terroristici di Parigi e Saint-Denis in cui sono morte 130 persone e le ultime prima delle prossime presidenziali del 2017. Sono anche le prime votazioni dopo l’approvazione di una nuova legge, piuttosto contestata, che ha riorganizzato la Francia in 13 grandi regioni create a partire dalle 22 precedenti.
Il risultato del primo turno di domenica scorsa è stato uno “choc”, come hanno scritto i principali giornali francesi il giorno dopo: il Front National (FN), partito di estrema destra guidato da Marine Le Pen, ha vinto arrivando primo in sei regioni su tredici, confermandosi il primo partito del paese; Les Républicains (LR, nuovo nome del partito UMP di Nicolas Sarkozy) è stato il partito più votato in quattro regioni e il Partito Socialista (PS), quello del presidente François Hollande, lo è stato solo in due regioni metropolitane; in Corsica, infine, è arrivata al primo posto una lista di sinistra. Dopo i risultati del primo turno, il segretario del PS ha chiesto ad alcuni suoi candidati di ritirarsi e di rinunciare a correre per favorire il centrodestra contro il FN. Lo stesso primo ministro socialista Manuel Valls ha invitato a votare per le liste di destra contro il FN in alcune regioni. L’ex presidente Nicolas Sarkozy, invece, nonostante la richiesta di alcuni membri del suo partito ha deciso per una strategia che è stata definita del “ni-ni”: ha cioè stabilito di non ritirarsi per sostenere la sinistra contro il FN né di fondersi con altre liste, nemmeno nelle due regioni dove LR è arrivato terzo. Per vincere al secondo turno non serve ottenere la maggioranza assoluta dei voti e, dunque, le alleanze tra le liste sono molto importanti e il sostegno dei socialisti per i candidati di LR potrebbe essere decisivo, in molte regioni, per evitare una vittoria del FN.
Il ministero dell’Interno ha comunicato che per il secondo turno sono state presentate 46 liste nella Francia metropolitana, in Corsica (dove sarà eletta l’assemblea territoriale) e nei dipartimenti d’oltremare ad eccezione della Mayotte, nell’Oceano indiano, dove invece non si è votato. Al primo turno c’erano 171 liste: si sono ridotte perché, secondo la legge francese, hanno diritto di partecipare al secondo turno le liste che hanno ottenuto al primo almeno il 10 per cento dei voti e perché ci sono state delle fusioni tra liste diverse.
Il Partito Socialista ha deciso di ritirare le sue liste nelle regioni in cui i suoi candidati hanno ottenuto una percentuale di voti molto più bassa rispetto a quella di FN e LR.
Nord-Pas-de-Calais-Picardie: la presidente del FN, Marine Le Pen, affronterà Xavier Bertrand (LR, più partiti di centro). Al primo turno Marine Le Pen aveva ottenuto il 40,64 per cento dei voti superando di 15 punti il candidato di centrodestra. Il candidato socialista ha deciso di ritirarsi. Due diversi sondaggi danno il candidato di Sarkozy in vantaggio al secondo turno con il 53 per cento dei voti, contro il 47 per cento per la Le Pen.
Provence-Alpes-Côte d’Azur: la nipote di Marine Le Pen, Marion Maréchal-Le Pen (chi è?) aveva ottenuto il 40,55 dei voti al primo turno arrivando davanti al candidato repubblicano che si era fermato al 26,48, Christian Estrosi, che sarà sostenuto anche dai socialisti al secondo turno, che si sono ritirati. Anche in questo caso, due diversi sondaggi danno in vantaggio Les Républicains sul FN.
Nel resto della Francia metropolitana, con l’eccezione della Corsica, al secondo turno ci saranno dei triangolari tra candidati di destra alleati con il centro, candidati di sinistra e FN. In sette regioni le liste dell’area di sinistra sono state modificate e sono state formate delle coalizioni tra PS e altri partiti: la legge elettorale prevede infatti che tra un turno e l’altro si possano formare alleanze tra liste che hanno ottenuto almeno il 5 per cento al primo turno.
In Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine il capolista del PS, Jean-Pierre Masseret (16,11 per cento al primo turno), ha deciso di non ritirarsi nonostante diverse richieste fatte dai vertici del suo partito. Il candidato del FN è il vicepresidente del partito Florian Philippot (36,06 per cento al primo turno) e la lista di centro-destra è guidata da Philippe Richert che secondo un sondaggio dovrebbe vincere con il 43 per cento dei voti.
Nell’Ile-de-France, il candidato di sinistra Claude Bartolone guiderà una lista unica tra PS e altri partiti di sinistra che si è formata dopo il risultato del primo turno e secondo i sondaggi è in vantaggio contro l’ex ministra Valérie Pécresse, di LR, che al primo turno era arrivata prima. C’è stata una fusione dei partiti di sinistra contro i candidati di LR e FN anche nelle regioni Pays de la Loire, Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées, Auvergne-Rhône-Alpes, Centre-Val de Loire e Normandie dove LR ha candidato l’ex ministro della Difesa Hervé Morin.
Solo in due regioni il Partito socialista correrà da solo al secondo turno: in Bretagne, dove è candidato l’attuale ministro della difesa Jean-Yves Le Drian (che al primo turno era arrivato primo) e in Bourgogne-Franche-Comté, dove la capolista del PS, Marie-Guite Dufay era arrivata terza al primo turno dopo il centrodestra e il FN di Sophie Montel (arrivata prima con il 31,48 per cento dei voti al primo turno). Dopo il primo turno il PS è in vantaggio anche in Aquitaine-Limousin-Poitou-Charentes ma si è comunque unito ad altre liste di sinistra per il voto di domani.
Nei territori d’oltremare il Front national non ha ottenuto i risultati della Francia metropolitana. In Guadalupa, Guyana francese e Martinica sono in vantaggio le liste di sinistra, in Réunion le liste di destra hanno invece ottenuto il 40,36 per centro contro il 23,8 delle liste di sinistra.




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