Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati per

    Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati per il mercato europeo « Wildgreta, il blog

    Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati per il mercato europeo

    settembre 2, 2008 at 219



    La storia del mostro di Marcinelle ha fatto il giro del mondo per l’orrore che l’ha contraddistinta. Il mostro era belga, amava le ragazzine, e aveva messo su un’organizzazione di pedofili tramite la quale rapiva le piccole, le sequestrava, le seviziava e ritraeva per fare dei film. Marc Dutroux per i suoi crimini non lasciava niente al caso. Nella sua casa di Machan Au Pont stava anche facendo costruire tre celle segrete collegate tra di loro tramite un tunnel. Venne arrestato il 13 agosto del 1996 ed è da lì che ha inizio la macabra scoperta dei suoi terribili delitti. I corpi delle sue vittime sono stati seppelliti nel giardino di casa e fu proprio Dutroux ad indicare alla polizia i nascondigli nei quali trovare i resti delle giovani seviziate.

    Delle piccole Julie Russo e Melissa Lejeune si perde ogni traccia nel 1995. All’epoca hanno otto anni e oggi l’unica cosa certa è che non faranno mai più ritorno alle loro case da vive. Di loro la polizia troverà solo le ossa in quei punti indicati da Marc Dutroux già dietro le sbarre.

    Melissa e Julie stanno giocando insieme nel cortile di casa di Melissa, in un paesino alle porte di Liegi. E’ il 14 giugno del 1995, le bambine avvertono la mamma di Melissa di volere andare a giocare nel cavalcavia a pochi passi, lì possono salutare le macchine con le loro manine e ricevere allegri colpi di clacson in risposta. Melissa l’ha già fatto altre volte con il fratello e sua madre, Carine, le da il permesso senza troppa difficoltà. Si fa però promettere dalle bambine che non rimarranno fuori casa per più di mezzora, poi senza pensarci troppo continua con le sue faccende di casa. Le bambine vanno a giocare con il sorriso sulle labbra, ma in quella casa non ci rimetteranno mai più piede.

    Scompare anche Laetizia. E’ più grande di Julie e Melissa, ha quattordici anni. Il giorno della sua scomparsa sta uscendo dalla piscina per andare a casa. Un ragazzo, tempo dopo, racconterà di avere visto un furgone bianco avvicinare l’amica. Si ricorda la targa e grazie alla sua testimonianza la polizia comincia ad indagare sul proprietario del mezzo Marc Dutroux. Si scopre che quell’uomo dall’aria innocente nel 1985 ha violentato cinque ragazzine e una cinquantenne alla quale ha tagliato la vagina. Marc Dutroux viene dunque arrestato il 13 agosto del 1996. Insieme a lui finiscono dietro le sbarre anche la giovane moglie, Michelle, di 25 anni, e un complice della coppia Michel Lelievre. Passano solo due giorni dall’arresto e Marc Dutroux comincia a raccontare la sua storia e indica al procuratore il luogo in cui è seppellita Laetitia.

    Si scopre che quell’uomo nasconde una storia molto complicata. Sulla carta fa il meccanico, ma possiede ben undici case. Piano piano svela tutte le sue carte e dopo avere confessato il rapimento di Laetitia racconta di avere un altro nascondiglio nella sua casa di Sars La Brussiere, nelle vicinanze di Marcinelle. E’ qui, scavando tre metri di terra nel giardino della villetta che vengono ritrovati i corpi di Julie e Melissa. Sono chiusi dentro un sacco di plastica e accanto a loro ci sono anche i resti di Bernard Weinstein, un complice di Marc Dutroux. La sua condanna a morte è stata decretata quando il suo capo percepì che avrebbe potuto raccontare tutto alla polizia. Fu seppellito vivo, dunque condannato ad una morte lunga e terribile. Weinstein aveva portato a Dutroux le piccole Julie e Melissa. Le bimbe prima vengono nascoste nella casa, nel frattempo viene costruita per loro una cella dove vengono trasferite per evitare che a qualcuno, fuori, venga qualche sospetto.

    Secondo il racconto di Dutroux le bambine però non sarebbero dovute morire. Il sei dicembre del 1995 Marc viene accusato del furto di alcuni camion e finisce in carcere. Il killer racconta di avere dato 50mila franchi a lelievre per occuparsi delle piccole mentre lui si trova dietro le sbarre. Una volta fuori però trova le piccole denutrite e qualche giorno dopo il suo rientro le trova entrambe morte. Intanto le piccole sono state segregate 9 mesi. In molti hanno abusato di loro e queste sevizie sono state sistematicamente filmate.

    Insieme a Laetitia Delhez, rapita il 15 agosto del 1996, c’è anche un’altra bambina. Sabine. Il mostro l’ha portata nel suo nascondiglio il 9 maggio. Le bambine vengono chiuse nella stessa cella e Marc Dutroux le mette in guardia, non dovranno dire una parola. Se parleranno sarà costretto a chiamare i suoi complici che per loro non avranno pietà. Le ragazzine si impauriscono talmente tanto che quando la polizia fa irruzione nella casa in cui sono prigioniere non fanno il minimo tentativo per attirare l’attenzione sulla loro cella. Una volta libera, Laetitia, racconta di essere stata avvicinata da uno sconosciuto una volta uscita dalla piscina, poi di essere stata spinta dentro un furgone e narcotizzata. I suoi ricordi poi sono quelli dentro la cella.

    Dietro i delitti del mostro di Marcinelle c’è un’organizzazione criminale dedita alla pedofilia che non lascia nulla al caso. Le bambine vengono sfruttate per produrre filmati da immettere su tutto il mercato europeo.

    Mariangela Di Stefano
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
    Conservatorismo e Libertà
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    17,354
     Likes dati
    159
     Like avuti
    515
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati

    Sul tema riporto una riflessione tratta dal Blog di Giovanni; non condivido il giudizio espresso sui Pontefici Paolo VI e Giovanni Paolo II, ma c'è del vero nella denuncia alla società malata del Belgio, che attacca la Chiesa senza accorgersi che il marcio è tutto interno alla politica e ai circoli di potere interni:

    Strana solerzia belga

    Ma che zelo incredibile da parte della magistratura belga. Cioè, una solerzia da far paura. Insomma, al di la della disgustosa e vergognosa profanazione delle tombe (vogliamo immaginare se avessero profanato tombe ebree o musulmane? Vi immaginate le urla al "razzismo nazi-fascista"?) l'operazione anti-pedofilia condotta dalle forze belghe nei confronti della chiesa è a dir poco encomiabile. E' vero che certi media avversi alla Chiesa stanno gonfiando la faccenda a dismisura (al NYT evidentemente non è andato giù il contributo decisivo che la Chiesa ha avuto nella bocciatura in via referendaria dei matrimoni gay in California e nel Maine. Anche se forse dietro la poderosa offensiva dei media anglo-americani ci sono anche interessi di altro genere), è vero, come ricordava il "Wall Street Journal", che i media stanno sbagliando obiettivo e, come dimostra il caso Maciel, se c'è qualcuno che all'interno delle gerarchie Vaticane ha sempre cercato di stanare il marcio quello è Benedetto XVI, e se invece c'è qualcuno da biasimare per coperture e silenzi quello è Giovanni "Santo Subito" Paolo II, il Papa più amato dalla sinistra cattolica dai progressisti e dai laicisti (diamine, grazie al suo operato hanno scristianizzato l'Europa. Ci credo che l0 amano quasi quanto Montini. Un'altro di buono che per il laicismo e la scristianizzazione ha fatto come pochi), però se le gerarchie vaticane fossero state un po' più trasparenti e meno ansiose di nascondere la polvere sotto il tappeto beh, i media non avrebbero avuto appigli. Tendenza, quella a nascondere la polvere sotto il tappeto che però, diversamente da quanto propagandato dai media, sembra appartenere alla corrente della sinistra cattolica, ed il caso del capo dei vescovi tedeschi Zollitsch, da sempre molto vicino alla SPD e alla sinistra tedesca, e famoso per essersi espresso a favore delle unioni civili per le coppie gay e per l'abrogazione del celibato sacerdotale, sta lì a testimoniarlo. Detto questo, la solerzia del Belgio sorprende, e parecchio. Già, perché in un'altra occasione di questo genere la giustizia belga non mostrò la stessa volontà persecutoria. I più anziani forse ricorderanno un caso clamoroso di pedofilia che scosse il Belgio esattamente 14 anni fa, il caso-Dutroux. Avverto, quanto sto per scrivere potrebbe risultare sgradevole. Se siete di stomaco debole, non andate avanti con la lettura. Marc Dutroux (l'uomo nella foto, nel caso in cui lo incontraste per strada e aveste voglia di dargli la lezione che si merita), meglio noto come "il mostro di Marcinelle" tra il 1985 ed il 1996, con la complicità della moglie Michelle sequestrò, violentò ed uccise sei ragazzine di età compresa tra gli 8 ed i 19 anni. Subito i belgi iniziarono a porsi molte domande, tanto che già nell'ottobre del '96 350mila persone sfilarono a Bruxelles per chiedere che venisse fatta luce su quanto successo e sugli intralci subiti dalle indagini, i continui depistaggi portarono anche alle dimissioni di due ministri. Dutroux aveva una lunga storia di microcriminalità alle spalle fatta di furti, stupri e spaccio di droga, addirittura era già stato condannato per pedofilia nell' '89, ma dei tredici anni comminatigli ne scontò solo tre. Possibile che ci siano voluti ben 11 anni per arrivare a lui? E si che non era mica difficile metterlo tra i sospettati. Dovete poi sapere che, all'epoca dell'arresto, Dutroux era ricco sfondato. Già, un elettricista disoccupato e pluri-pregiudicato, viveva nel lusso e nell'agiatezza e possedeva la bellezza di sei abitazioni. Da dove veniva tutto quel lusso e quell'agiatezza? Alla domanda non fu mai data una convincente risposta. Solo un coraggioso pm, Jean Marc Connerotte tentò di far luce, ma venne allontanato dall'indagine con l'accusa di paranoia. Connerotte più di una volta tentò, invano, di denunciare il muro di omertà che circondava la torbida vicenda. Venne scoperta nell'abitazione una casetta in cui erano contenute centinaia di cassette di materiale pedo-pornografico in cui Dutroux, la moglie e non meglio identificati complici torturavano e seviziavano bambine, ovviamente al mercato nero questi video facevano palate di soldi, e rendevano evidente come Dutroux e consorte non agissero in maniera auto-referenziale, ma per conto terzi. In questi video qualcuno sussurrò di aver visto personaggi influenti della politica belga e della commissione europea, e sul coinvolgimento di certi personaggi Jorg Haider scoccò una velenosa frecciata ai tempi degli attacchi della commissione nei suoi confronti sibilando "Neonazista io? A Bruxelles si preoccupino dei loro pedofili" (NDR Haider è morto in un "casuale" e "misterioso" incidente d'auto poco tempo fa. Ma è un caso...) . Si fecero i nomi dell'ex presidente della commissione europea Jaques Delors, del probabile futuro premier belga Elio Di Rupo, omosessuale dichiarato, come alcuni tra i possibili protagonisti dei video, ovviamente nulla è mai stato dimostrato, ma l'ombra sui due rimane. Addirittura alcuni sospetti, sempre mai dimostrati, sfiorarono la casa reale belga. Una deputata dell'estrema destra, Marguerite Bastien, cercò di denunciare i legami tra Dutroux ed influenti personaggi del parlamento belga ed europeo e portò una di quelle cassette in parlamento, sostenendo di aver identificato nel video l'attivista ecologista Luc Michel come protagonista. Il video le venne immediatamente sequestrato e da allora, denuncia la Bastien, è sigillato negli archivi del parlamento. Qui comunque un riassunto più che esaustivo sull'agghiacciante vicenda, Dutroux ora marcisce in galera, si spera vita natural durante. Il problema è che Dutroux è un po' il Pacciani del Belgio. Era semplicemente la pedina di una cricca di pedofili ad alto livello che non sono mai stati presi ed identificati. Peccato che la giustizia belga, così solerte nel prendersela (giustamente) con il clero locale, non abbia dimostrato lo stesso zelo in quell'occasione. Oltre al caso belga possiamo riscontrare altri casi di influenti politici di sinistra coinvolti in storie torbide e poco chiare. Per fare qualche nome, Frédéric Mitterand, Daniel Cohn-Bendit o il nostro tanto celebrato Nichi Vendola, autori in passato di scritti e dichiarazioni terrificanti sul tema. Oppure potremmo parlare di quella brutta storia che ha sfiorato il Labour britannico e pure Brown e Blair in persona. In tutti questi casi però, la magistratura ed i media non hanno mostrato lo stesso zelo nell'arrivare alla verità, il che fa arrivare alla triste conclusione che tutta questa campagna, gonfiata e montata ad arte dai media, non sia originata da volontà di giustizia, ma semplicemente sia stata usata per distruggere mediaticamente ed economicamente la chiesa cattolica.

    Giova: Strana solerzia belga

  3. #3
    Conservatorismo e Libertà
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    17,354
     Likes dati
    159
     Like avuti
    515
    Mentioned
    14 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Rif: Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati

    Ora Benedetto XVI deve pensare a rievangelizzare il Belgio

    Quanto è accaduto in Belgio nei giorni scorsi si presta ad una considerazione di buon senso prima di tutto e poi ad una riflessione più approfondita di tipo socioculturale. Dal primo punto di vista la cosa ha dell’assurdo. Che bisogno c’era di tenere i vescovi belgi bloccati per 9 ore? Che bisogno c’era di sequestrare i dossier, i computer e i telefoni del vescovado? Di interrompere la riunione della Conferenza episcopale belga? Di sequestrare gli oltre 400 dossier accumulati dalla Commissione indipendente voluta dalla Chiesa belga? Questi dossier contengono informazioni riservate che non è detto abbiano rilievo penale, fornite da persone che hanno chiesto di tenere l’anonimato, ma che rischiano di venire divulgate e inoltre riguardano anche casi ormai caduti in prescrizione. Che bisogno c’era di aprire la tomba dei cardinali Mercier e Suenens alla ricerca di documenti nascosti?

    Questo è un primo livello di stupore cui arriva chiunque consideri oggettivamente e con buon senso la cosa. In Belgio non esiste un Concordato. La cosa è paradossale. Non esiste, infatti, in quanto il Belgio è sempre stato una nazione cattolica, anzi una vera e propria culla del cattolicesimo sociale europeo. L’Università di Lovanio, il tomismo del cardinale Mercier, le prime esperienze dei laici cristiani e il codice di Malines hanno dimostrato la profonda relazione del Belgio con il cattolicesimo, dovuto anche a ragioni storiche, quali la contrapposizione con il nord calvinista. Per questo non c’è un Concordato. Ma ora, la mancanza di un Concordato espone la Chiesa a forme di indagine lesive della sua autonomia ed espressione di una sostanziale sfiducia nei suoi confronti. Le profanazioni per motivi di indagine delle due tombe denunciano qualcosa di più di un eccesso di acribia investigativa. La mancanza del Concordato, che in sé potrebbe evidenziare una forza del cattolicesimo belga, in realtà ora ne evidenzia la grande debolezza.

    Questa considerazione ci guida verso il secondo livello, quello culturale e sociale. Il Belgio, assieme al Lussemburgo e all’Olanda, è tra i paesi europei che maggiormente hanno subito una deriva secolarista molto accentuata e, per certi versi, addirittura selvaggia. La società si è enormemente frammentata sul piano dei valori. In tutti e tre i Paesi sono in vigore aborto spinto, eutanasia e matrimoni omosessuali: indici di modernizzazione ma anche di rarefazione etica e di individualismo sociale. A differenza del Re Baldovino, l’attuale sovrano del Belgio non si è opposto a queste leggi e non ha fatto nessuna obiezione di coscienza, espressione di un cambiamento dello stesso Paese che si riflette nella casa reale. Il progressismo cattolico non ha pagato, la società belga si è sempre più scristianizzata.

    I commentatori dicono che Benedetto XVI ha creato cardinale di Bruxelles Mons. Léonard proprio per invertire la rotta rispetto alla linea del cardinale Suenens, per togliere la Chiesa dall’appiattimento sul mondo, per risvegliare una spiritualità mai eliminata ma certamente sopita, per riscoprire una pastorale della missione e della evangelizzazione in una società postcristiana. I fatti dei giorni scorsi sono anche espressione di questa “rottura” tra il Belgio e la Chiesa cattolica, una rottura nel comune sentire. La Chiesa non viene più percepita come un importante interlocutore di cui avere rispetto e fiducia, una realtà che ha nutrito la comunità belga dal punto di vista della propria cultura, ma come una qualsiasi agenzia sociale alla quale si applicano le procedure, magari addirittura esacerbandone i toni. Una cricca del malaffare, una banda di criminali, un covo di malviventi, così, affermano i giornali, sembra siano stati considerati i vescovi.

    La questione della pedofilia può aver contribuito a questo scollamento tra la Chiesa e la società belga. Ma qualcuno osserva che quello della pedofilia è il pretesto di cui l’anticlericalismo militante oggi si avvale. Del resto il progressismo del cattolicesimo belga non sembra essere riuscito a fermare gli scandali né a stabilire un vero rapporto di cordialità con la nazione. Papa Benedetto XVI ha scritto al Primate del Belgio, l’arcivescovo di Bruxelles Léonard. Ha denunciato l’aggressione alla Chiesa, non ha protetto nessuno a scatola chiusa, si è detto convinto che la giustizia civile debba fare il proprio corso e quindi non ha gridato a nessun complotto, ha chiesto rispetto reciproco tra Chiesa e Stato e, infine, si è detto “vicino” ai vescovi belgi. Un vicinanza non solo in questo momento di prova, ma anche e soprattutto in un’azione pastorale efficace di rievangelizzazione del Belgio. Perché il problema, alla fine, è tutto lì.

    Ora Benedetto XVI deve pensare a rievangelizzare il Belgio | l'Occidentale

  4. #4
    Conservatore
    Data Registrazione
    30 Apr 2004
    Località
    Sponda bresciana benacense
    Messaggi
    20,196
     Likes dati
    67
     Like avuti
    187
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Pedofilia: dietro il mostro di Marcinelle un’organizzazione per produrre filmati

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Ora Benedetto XVI deve pensare a rievangelizzare il Belgio


    Ora Benedetto XVI deve pensare a rievangelizzare il Belgio | l'Occidentale

    Mi sa che il Santo Padre ha preceduto pure i giornalisti

    1 Luglio 2010
    L'INTERVISTA
    Fisichella: «Annunciare Cristo
    è la questione essenziale»

    Che la crisi attraversata sia profonda «è sotto gli occhi di tutti». Ed è allora immediatamente comprensibile che il Papa, che è anche «il più grande teologo del secolo», arrivasse «a esprimere come sua linea pastorale per la Chiesa l’esigenza del suo rinnovamento missionario».
    È monsignor Rino Fisichella, nominato ieri da Benedetto XVI alla guida del nuovo Pontificio Consiglio la cui istituzione è stata annunciata dallo stesso Pontefice lunedì scorso, «con il compito precipuo – ha spiegato – di promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio di fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di "eclissi del senso di Dio"».
    Annuncio a sorpresa ma non sorprendente, e non a caso arrivato alla vigilia di una festa centrale per la Chiesa cattolica, quella dei Santi Pietro e Paolo, e alla presenza dei delegati della Chiesa ortodossa. Perché «stiamo parlando – sottolinea Fisichella in questa intervista ad Avvenire – di quello che alla fine è l’obiettivo ultimo della Chiesa», ossia l’evangelizzazione.

    Eccellenza, che cosa significa, come va letta la decisione di istituire questo dicastero in un momento storico come questo?
    Che si stia vivendo un momento di crisi per tanti fatti credo sia sotto gli occhi di tutti, così come è egualmente evidente che il Papa, con questo nuovo Pontificio Consiglio, vuole riportare tutti a guardare all’essenziale. E l’essenziale è ancora la missione della Chiesa, vale a dire la forza di poter annunciare Gesù Cristo come il senso definitivo alla domanda che ogni persona ha nel più profondo di se stesso. Allora, davanti a questo dato dell’eclissi del senso di Dio, che si manifesta in tanti modi e lo vediamo in tanti comportamenti, la nuova evangelizzazione, che non è una formula astratta, è un impegno di vita che tocca tutti, e tocca soprattutto i battezzati.

    Era in qualche modo "prevedibile" che Benedetto XVI arrivasse alla decisione di istituire questo nuovo Dicastero?
    Noi non dobbiamo dimenticare mai la storia di papa Benedetto, che è quella del più grande teologo di questo secolo. Il teologo che, quando ormai siamo a quasi cinquant’anni dal Concilio Vaticano II, ha vissuto tutti questi decenni con una grandissima lucidità intellettuale nel verificare quello che è il fenomeno della secolarizzazione. Quindi, secondo me, era del tutto consequenziale che il Papa arrivasse a esprimere come sua linea pastorale per la Chiesa, l’esigenza del suo rinnovamento missionario.

    È facile immaginare che lei abbia parlato col Papa, e allora la domanda è: che cosa si aspetta il Papa, a livello di iniziative, dal questo nuovo Dicastero?
    Sì, certo, abbiamo parlato. Io credo che innanzitutto si aspetti un’azione di collaborazione e complementarietà con altri dicasteri che si occupano di questo stesso obiettivo, perché alla fine noi stiamo parlando di quello che è l’obiettivo stesso della Chiesa, e quindi inevitabilmente c’è la necessità di una collaborazione con gli altri Dicasteri. Direi però che l’esigenza ancora più profonda è di avere dei contatti molto diretti con la Conferenze episcopali, e quindi essere in grado di giungere innanzitutto a chiarificare il concetto stesso di nuova evangelizzazione, che è un concetto utilizzato spesso in contesti differenti, e che va riempito di contenuti.

    Come?
    In primo luogo credo soprattutto che sia necessario farsi carico della ricchezza di tante esperienze delle nostre Chiese particolari, delle parrocchie, dei movimenti, delle associazioni, che già vivono questa esperienza di nuova evangelizzazione, e quindi in qualche modo cercare di arrivare a proporre un progetto comune, un progetto unitario rispettoso delle diverse tradizioni culturali, locali, però con un obiettivo comune, che è quello di rendere sempre nuovo l’annuncio del Vangelo.

    Quando uscirà l’atto istitutivo del nuovo Dicastero?
    Penso che in tempi brevi certamente ci sarà la Lettera apostolica del Papa, e da lì quindi chiaramente prenderà corpo il Pontificio Consiglio.

    Ma intanto l’organizzazione partirà subito.
    Certo. Da quando il Papa mi ha comunicato di questo nuovo incarico, di cui io posso solamente essergli grato per la fiducia che ha voluto riporre in me, devo solo rimboccarmi le maniche e confidare nella grazia del Signore, e certamente anche nell’aiuto di tutti.

    Salvatore Mazza

    Fisichella: «Annunciare Cristoè la questione essenziale» | Chiesa | www.avvenire.it
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

 

 

Discussioni Simili

  1. Che Guevara: il mostro dietro il mito
    Di FalcoConservatore nel forum Conservatorismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-03-12, 13:34
  2. Filmati sulla pedofilia clericale. Sesso, crimini e Vaticano.
    Di robertoguidi nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 44
    Ultimo Messaggio: 25-04-09, 17:24
  3. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 26-11-08, 02:33
  4. pedofilia: Il "mostro" confessa, Austria sotto shock
    Di P_d_Mirandola nel forum Fondoscala
    Risposte: 25
    Ultimo Messaggio: 29-04-08, 22:21
  5. Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 25-09-03, 09:14

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito