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  1. #1
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    Predefinito Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici



    Gli Indoeuropei: avanguardie bionde

    Devono aver confabulato i dotti linguisti, di chiara progenie: [Dobbiamo dare un nome ai messaggeri delle origini. Non possono restare eco vana come tutti gli echi.
    Li diremo Indoeuropei dando ad essi una personalità operosa].
    Fra tanti scelsero il nome che recita una palese scorrettezza, indoeuropeo, associando due termini di differente valenza: etnico e geografico. Un'ala ampia di quella
    compagine fu scorta negli Hittiti, che con mielosa enfasi furono detti "le avanguardie bionde". In quali specchi deformati abbiano scorte queste eroiche avanguardie,
    in uno specchio antico di rosso rame o al fondo di un caldano del medesimo metallo, è particolare sigillato e nascosto.
    "Le avanguardie bionde"! Ora, quando la retorica si accoscia in una pagina come il leone dopo il pasto, addio ai bei propositi di essere pertinenti al tema in un
    andamento espositivo. Qui mi coglie la necessità di ricordare che ogni mio nuovo scritto rientra nel ciclo dei miei lavori che mirano a confermare l'intuizione storica: un vincolo di fratellanza culturale lega da cinquemila anni l'Europa all' Occidente, alla Mesopotamia, l'attuale Iraq, dove fiorirono le inarrivabili civiltà, le culture di Sumer,
    di Akkad, di Babilonia; è ancora vivo il fascino di quella culla delle arti, delle scienze, del Diritto.
    L'avanguardia di quel mondo giunse sino a noi: sul grande quadrante delle storia era scoccata l'ora di Sargon il Grande; siamo nel III millennio a.C. Invincibile condottiero, aveva messo in precipiti fughe eserciti che volevano impedire la sua marcia; giunse al Mediterraneo e [lavò le sua armi nel Mare Superiore], come egli dice. E' quasi inutile aggiungere che Sargon è il fondatore della dinastia di Akkad, perciò si disse accadico la sua lingua che, con altre lingue di ceppo semitico, ha recato molta luce alla nostra conoscenza.
    La concezione dell'indoeuropeo non era ancora fiorita nella testa dei linguisti. Quali relazioni Hanno le vicende di Sargon con la nostra storia??
    In un antichissima stele, Sargon, il Re della Battaglia, come fu definito, si presenta ai suoi popoli suppergiù in questi termini: " Io sono Sargon [...] Non conobbi mio padre; mia madre era una sacerdotessa; mi produsse, mi pose in una cesta che sigillò con pece; mi depose sul fiume che non mi sommerse e fui fluitato a casa dell'innaffiatore Aqqi".
    Ma tutto questo evoca la nascita di Romolo e Remo: anch'essi figli di una sacerdotessa; non conobbero il padre; anch'essi posti una cesta, presumibilmente spalmata di pece,
    deposti sul Fiume e quindi spinti a casa del pastore Faustolo.
    Poi, adulti, Romolo uccise Remo; ed anche nella casa di Sargon, dopo la sua morte, il figlio Rimush era stato ucciso in una congiura di palazzo assecondata dal fratello.
    Giova appena ricordare che i nomi Remo e Rimush sono ipocoristici della voce accadica rimu "amato". Il nome accadico presenta un anaforico - sb (- š).
    Cosi antiche ombre, antiche glorie tornano sino a noi dall'oriente per aggiungersi a quelle proprie del nostro mondo.

    Fonte: La favole dell'Indoeuropeo - Giovanni Semerano
    Karl Popper:

    Consentire la libertà di parola a coloro che la userebbero per eliminare il principio sul quale loro si basano è paradossale

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  2. #2
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    non poteva che essere Semerano la lettura preferita di gilanico ...

  3. #3
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    Citazione Originariamente Scritto da dimecan Visualizza Messaggio
    non poteva che essere Semerano la lettura preferita di gilanico ...
    Ce ne sono molte di letture che prediligo maggiormente...
    Karl Popper:

    Consentire la libertà di parola a coloro che la userebbero per eliminare il principio sul quale loro si basano è paradossale

  4. #4
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    Citazione Originariamente Scritto da GILANICO Visualizza Messaggio


    Gli Indoeuropei: avanguardie bionde

    Devono aver confabulato i dotti linguisti, di chiara progenie: [Dobbiamo dare un nome ai messaggeri delle origini. Non possono restare eco vana come tutti gli echi.
    Li diremo Indoeuropei dando ad essi una personalità operosa].
    Fra tanti scelsero il nome che recita una palese scorrettezza, indoeuropeo, associando due termini di differente valenza: etnico e geografico. Un'ala ampia di quella
    compagine fu scorta negli Hittiti, che con mielosa enfasi furono detti "le avanguardie bionde". In quali specchi deformati abbiano scorte queste eroiche avanguardie,
    in uno specchio antico di rosso rame o al fondo di un caldano del medesimo metallo, è particolare sigillato e nascosto.
    "Le avanguardie bionde"! Ora, quando la retorica si accoscia in una pagina come il leone dopo il pasto, addio ai bei propositi di essere pertinenti al tema in un
    andamento espositivo. Qui mi coglie la necessità di ricordare che ogni mio nuovo scritto rientra nel ciclo dei miei lavori che mirano a confermare l'intuizione storica: un vincolo di fratellanza culturale lega da cinquemila anni l'Europa all' Occidente, alla Mesopotamia, l'attuale Iraq, dove fiorirono le inarrivabili civiltà, le culture di Sumer,
    di Akkad, di Babilonia; è ancora vivo il fascino di quella culla delle arti, delle scienze, del Diritto.
    L'avanguardia di quel mondo giunse sino a noi: sul grande quadrante delle storia era scoccata l'ora di Sargon il Grande; siamo nel III millennio a.C. Invincibile condottiero, aveva messo in precipiti fughe eserciti che volevano impedire la sua marcia; giunse al Mediterraneo e [lavò le sua armi nel Mare Superiore], come egli dice. E' quasi inutile aggiungere che Sargon è il fondatore della dinastia di Akkad, perciò si disse accadico la sua lingua che, con altre lingue di ceppo semitico, ha recato molta luce alla nostra conoscenza.
    La concezione dell'indoeuropeo non era ancora fiorita nella testa dei linguisti. Quali relazioni Hanno le vicende di Sargon con la nostra storia??
    In un antichissima stele, Sargon, il Re della Battaglia, come fu definito, si presenta ai suoi popoli suppergiù in questi termini: " Io sono Sargon [...] Non conobbi mio padre; mia madre era una sacerdotessa; mi produsse, mi pose in una cesta che sigillò con pece; mi depose sul fiume che non mi sommerse e fui fluitato a casa dell'innaffiatore Aqqi".
    Ma tutto questo evoca la nascita di Romolo e Remo: anch'essi figli di una sacerdotessa; non conobbero il padre; anch'essi posti una cesta, presumibilmente spalmata di pece,
    deposti sul Fiume e quindi spinti a casa del pastore Faustolo.
    Poi, adulti, Romolo uccise Remo; ed anche nella casa di Sargon, dopo la sua morte, il figlio Rimush era stato ucciso in una congiura di palazzo assecondata dal fratello.
    Giova appena ricordare che i nomi Remo e Rimush sono ipocoristici della voce accadica rimu "amato". Il nome accadico presenta un anaforico - sb (- š).
    Cosi antiche ombre, antiche glorie tornano sino a noi dall'oriente per aggiungersi a quelle proprie del nostro mondo.

    Fonte: La favole dell'Indoeuropeo - Giovanni Semerano
    Che poi è simile al racconto della nascita del ribelle e insurrezionalista Moshé:

    "1Un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una figlia di Levi. 2La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. 3Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi mise dentro il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. 4La sorella del bambino si pose ad osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto. 5Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Essa vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. 6L'aprì e vide il bambino: ecco, era un fanciullino che piangeva. Ne ebbe compassione e disse: "È un bambino degli Ebrei". 7La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: "Devo andarti a chiamare una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?". 8"Va'", le disse la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. 9La figlia del faraone le disse: "Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario". La donna prese il bambino e lo allattò. 10Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli divenne un figlio per lei ed ella lo chiamò Mosè, dicendo: "Io l'ho salvato dalle acque!"
    Karl Popper:

    Consentire la libertà di parola a coloro che la userebbero per eliminare il principio sul quale loro si basano è paradossale

  5. #5
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    la storia è simile, ma ha anche parecchie differenze

    e c'è da dire che anche con Sargon bisogna andare con i piedi di piombo visto che non sappiamo la storia reale di quel re, ma molte leggende su di lui
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  6. #6
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    tanto che ci siamo possiamo parlare dell'Uomo di Neanderthal, contenti voi
    non piu' interessato a questo forum

  7. #7
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    la storia è simile, ma ha anche parecchie differenze

    e c'è da dire che anche con Sargon bisogna andare con i piedi di piombo visto che non sappiamo la storia reale di quel re, ma molte leggende su di lui
    Tale racconto ha un origine mesosemitica, quello di Romolo e Remo viene dopo.

    Ma tutti si assomigliano.
    Karl Popper:

    Consentire la libertà di parola a coloro che la userebbero per eliminare il principio sul quale loro si basano è paradossale

  8. #8
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    Predefinito Re: Il racconto di Romolo e Remo: frutto di retaggi leggendari semitici

    Citazione Originariamente Scritto da GILANICO Visualizza Messaggio
    Tale racconto ha un origine mesosemitica, quello di Romolo e Remo viene dopo.

    Ma tutti si assomigliano.
    solo su alcuni aspetti, non su tutta la storia
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

 

 

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