User Tag List

Risultati da 1 a 3 di 3
Like Tree1Likes
  • 1 Post By

Discussione: San Tommaso d'Aquino sui doveri verso gli stranieri

  1. #1
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    117,904
    Mentioned
    530 Post(s)
    Tagged
    24 Thread(s)

    Predefinito San Tommaso d'Aquino sui doveri verso gli stranieri

    Seconda parte > Gli atti umani in generale > La legge > I precetti giudiziali in particolare


    Prima parte della seconda parte
    Questione 105
    Articolo 3

    [38214] Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 1
    SEMBRA che i precetti giudiziali relativi agli stranieri non fossero ragionevoli. Infatti:
    1. S. Pietro ha affermato: "È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; ma che tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto". Ora, quelli che sono accetti a Dio non si devono escludere dalla comunità di Dio. Perciò non è giusto quanto dispone il Deuteronomio, che cioè "gli ammoniti e i moabiti non entreranno mai nella comunità del Signore, nemmeno dopo la decima generazione"; mentre più sotto si dice a proposito di altri gentili: "Non riterrai abominevole l'idumeo, poiché è tuo fratello; né l'egiziano, poiché abitasti come forestiero nella sua terra".

    2. Un fatto di cui non si è responsabili non merita nessuna pena. Ora, nessuno è responsabile di esser nato eunuco, o da una prostituta. Perciò è irragionevole il precetto: "L'eunuco e il bastardo nato dal meretricio non entrerà nella comunità del Signore".

    [38216] Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 3
    3. Misericordiosamente l'antica legge comandava di non contristare i forestieri; nell'Esodo infatti si legge: "Non opprimere il forestiero e non l'affliggere: anche voi infatti foste forestieri nella terra d'Egitto"; e ancora: "Non darai molestia al forestiero: voi infatti conoscete il suo stato d'animo, perché foste voi pure forestieri in Egitto". Ora, opprimere uno con l'usura è un modo di molestarlo. Dunque la legge non fece bene a permettere agli ebrei di prestare denaro ad usura agli stranieri.

    [38217] Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 4
    4. Sono più vicini a noi gli uomini che gli alberi. Ma a quelli che sono più vicini dobbiamo mostrare un affetto e un amore più grande; secondo le parole dell'Ecclesiastico: "Ogni animale ama il suo simile: così come ogni uomo il suo vicino". Dunque non si giustifica il comando del Signore di sterminare tutti nelle città prese ai nemici, e di non tagliare invece gli alberi da frutto.

    [38218] Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 5
    5. Ognuno deve onestamente preferire il bene comune al bene privato. Ma nella guerra contro i nemici si cerca il bene comune. Perciò non è ragionevole il comando della Scrittura di rimandare alcuni a casa, nell'imminenza della battaglia, p. es., chi aveva fabbricato una casa nuova, piantato una vigna, o preso moglie.

    [38219] Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 6
    6. Da una colpa nessuno deve riportare dei vantaggi. Ora, che un uomo sia pauroso è cosa colpevole: infatti contrasta con la virtù della fortezza. Perciò non era ragionevole che codesti paurosi venissero esonerati dai pericoli della guerra.

    [38220] Iª-IIae q. 105 a. 3 s. c.
    IN CONTRARIO: Così di se stessa parla la divina Sapienza: "Tutti i miei discorsi son giusti, in essi non v'è nulla di pravo, né di perverso".

    [38221] Iª-IIae q. 105 a. 3 co.
    RISPONDO: Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l'uno di pace, l'altro di guerra. E rispetto all'uno e all'altro la legge conteneva giusti precetti. Infatti gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri. E sia nell'un caso come nell'altro la legge impose precetti di misericordia; infatti nell'Esodo si dice: "Non affliggere lo straniero"; e ancora: "Non darai molestia al forestiero". - Terzo, quando degli stranieri volevano passare totalmente nella loro collettività e nel loro rito. In tal caso si procedeva con un certo ordine. Infatti non si ricevevano subito come compatrioti: del resto anche presso alcuni gentili era stabilito, come riferisce il Filosofo, che non venissero considerati cittadini, se non quelli che lo fossero stati a cominciare dal nonno, o dal bisnonno. E questo perché, ammettendo degli stranieri a trattare i negozi della nazione, potevano sorgere molti pericoli; poiché gli stranieri, non avendo ancora un amore ben consolidato al bene pubblico, avrebbero potuto attentare contro la nazione. Ecco perché la legge stabiliva che si potessero ricevere nella convivenza del popolo alla terza generazione alcuni dei gentili che avevano una certa affinità con gli ebrei: cioè gli egiziani, presso i quali gli ebrei erano nati e cresciuti, e gli idumei, figli di Esaù fratello di Giacobbe. Invece alcuni, come gli ammoniti e i moabiti, non potevano essere mai accolti, perché li avevano trattati in maniera ostile. Gli amaleciti, poi, che più li avevano avversati, e con i quali non avevano nessun contatto di parentela, erano considerati come nemici perpetui; infatti nell'Esodo si legge: "La guerra di Dio sarà contro Amalec, di generazione in generazione".
    Allo stesso modo la legge stabiliva ragionevoli precetti riguardo ai rapporti di guerra con gli stranieri. Infatti prima di tutto stabiliva che la guerra si facesse per giusti motivi: nel Deuteronomio, p. es., si comanda che quando si accingevano ad espugnare una città, da prima le offrissero la pace. - Secondo, stabiliva che conducessero la guerra con coraggio, riponendo la loro fiducia in Dio. E perché tale precetto fosse meglio osservato, stabiliva che nell'imminenza della battaglia un sacerdote li incoraggiasse, promettendo l'aiuto del Signore. - Terzo, ordinava di togliere ogni ostacolo al combattimento, rimandando a casa certuni che potevano essere d'impaccio. - Quarto, ordinava che usassero con moderazione della vittoria, risparmiando le donne e i bambini, nonché gli alberi fruttiferi della regione.

    [38222] Iª-IIae q. 105 a. 3 ad 1
    SOLUZIONE DELLE DIFFICOLTÀ: 1. La legge non escludeva dal culto di Dio, e da ciò che serve alla salvezza dell'anima, gli uomini di nessuna nazione; infatti nella Scrittura si dice; "Se qualche forestiero vorrà associarsi a voi, e fare la Pasqua del Signore, sia prima circonciso ogni suo maschio, e allora si accosterà per celebrarla, e sarà come un nativo del paese". Invece nelle cose temporali, rispetto a ciò che formava la convivenza civile del popolo, non veniva subito ammesso chiunque, per il motivo sopra indicato: ma alcuni vi erano ammessi alla terza generazione, come gli egiziani e gli idumei; altri erano esclusi in perpetuo, a riprovazione di una colpa passata, come i moabiti, gli ammoniti e gli amaleciti. Infatti, come una persona singola è punita per il peccato da lei commesso, perché gli altri si astengano dal peccare; così per qualche speciale peccato può essere punita una nazione o una città, perché altri popoli si astengano da una simile colpa.
    Tuttavia qualcuno poteva essere ammesso nella civile convivenza del popolo con una dispensa, per qualche atto particolare di virtù: si legge infatti nel libro di Giuditta, che Achior, comandante degli Ammoniti, "fu aggregato al popolo d'Israele, egli e tutta la discendenza della sua stirpe". - Così avvenne per la moabita Rut, che era "una donna virtuosa". Sebbene si possa rispondere che codesta proibizione si estendeva ai soli uomini, non alle donne, che non hanno pieno diritto di cittadinanza.

    [38223] Iª-IIae q. 105 a. 3 ad 2
    2. Come insegna il Filosofo si può essere cittadini (di uno stato) in due maniere: primo, in senso pieno e assoluto; secondo, in senso relativo. È cittadino in senso pieno chi ha la facoltà di compiere le funzioni dei cittadini; e cioè di partecipare ai consigli e ai giudizi del popolo. È invece cittadino in senso relativo chiunque abita in uno stato, anche le persone vili, nonché i bambini e i vecchi, che non sono in grado di trattare le cose che interessano la comunità. Ecco perché i bastardi, per la bassezza della loro origine, venivano esclusi "dalla chiesa", cioè dalla comunità del popolo, fino alla decima generazione. Così pure venivano esclusi gli eunuchi, che non potevano aspirare all'onore della paternità, molto sentito nel popolo ebreo, in cui il culto di Dio veniva conservato mediante la generazione. Del resto anche presso i pagani, come riferisce il Filosofo, coloro che avevano generato molti figli erano tenuti in grande onore. - Tuttavia rispetto ai doni della grazia gli eunuchi, al pari dei forestieri, non erano da meno degli altri, come abbiamo già notato. Infatti in Isaia si legge: "Il figlio dello straniero che sta unito al Signore non dica: "Il Signore mi terrà separato dal popolo". E l'eunuco non dica: "Ecco che io sono un legno secco"".

    [38224] Iª-IIae q. 105 a. 3 ad 3
    3. Non era secondo l'intenzione della legge che gli ebrei esercitassero l'usura sugli stranieri; ma ciò fu dovuto a una concessione, sia per la tendenza degli ebrei all'avarizia, sia perché fossero più benevoli verso gli stranieri, sui quali si arricchivano.


    [38225] Iª-IIae q. 105 a. 3 ad 4
    4. A proposito delle città nemiche si faceva la distinzione seguente. Alcune erano lontane, e non facevan parte di quelle promesse: e quando queste venivano espugnate si uccidevano tutti i maschi, i quali avevano combattuto contro il popolo di Dio; mentre si risparmiavano le donne, e i bambini. Invece nelle città vicine, che erano state loro promesse, c'era il comando di uccidere tutti, per le iniquità in esse compiute in precedenza, in punizione delle quali il Signore aveva inviato il popolo d'Israele come esecutore della sua giustizia. Infatti nel Deuteronomio si legge: "Perché esse avevano operato empiamente, sono state distrutte al tuo arrivo". Era poi comandato di risparmiare gli alberi fruttiferi per utilità del popolo stesso, al quale veniva ceduta la città col suo territorio.

    [38226] Iª-IIae q. 105 a. 3 ad 5
    5. Per due motivi veniva allontanato dalla battaglia chi da poco si era costruito la casa, o aveva piantato la vigna, o si era sposato. Primo, perché l'uomo è portato ad amare maggiormente quanto possiede da poco, o che è sul punto di possedere, e quindi a temerne la perdita. Perciò era probabile che costoro per tale amore temessero troppo la morte, e quindi fossero meno coraggiosi nel combattere. - Secondo, perché, come dice il Filosofo, "si presenta come una disgrazia il fatto che uno, dopo essersi avvicinato al possesso di una cosa, venga impedito di raggiungerla". Perciò, affinché i parenti sopravvissuti non si rattristassero troppo della morte dei congiunti, che non avevano potuto godere di quei beni che erano stati preparati per loro, e anche perché il popolo non provasse orrore a codesta considerazione, tali uomini venivano preservati dal pericolo della morte, allontanandoli dalla battaglia.

    [38227] Iª-IIae q. 105 a. 3 ad 6
    6. I paurosi venivano rimandati a casa, non per un loro vantaggio; ma perché il popolo non riportasse uno svantaggio per la loro presenza, provocando essi anche gli altri a temere e a fuggire, con il loro timore e con la loro fuga.

    Summa
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    sofico
    Ospite

    Predefinito Re: San Tommaso d'Aquino sui doveri verso gli stranieri

    Ama il tuo vicino, ma non togliere la siepe.

  3. #3
    Mistica Fascista
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    117,904
    Mentioned
    530 Post(s)
    Tagged
    24 Thread(s)

    Predefinito Re: San Tommaso d'Aquino sui doveri verso gli stranieri

    @amerigodumini @Miles

    La saggezza veterotestamentaria.
    amerigodumini likes this.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 

Discussioni Simili

  1. San Tommaso d'Aquino
    Di GLADIUS nel forum Destra Radicale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 11-04-19, 23:52
  2. A San Tommaso d'Aquino.
    Di Thomas Aquinas nel forum Cattolici
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 11-04-19, 23:49
  3. 28 gennaio - San Tommaso d'Aquino
    Di Bèrghem nel forum Cattolici
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 29-01-10, 21:27
  4. San Tommaso d'Aquino e coscienza
    Di Eugenius nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-01-08, 18:15
  5. San Tommaso d'Aquino
    Di marylory nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 01-05-05, 09:55

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226