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Roma, 24 dic. (askanews) - Il governo del primo ministro conservatore giapponese Shinzo Abe ha approvato oggi il più ricco bilancio annuale della difesa del dopoguerra, in un momento in cui Tokyo si trova ad affrontare le ambizioni navali della montante potenza cinese.
L'esecutivo ha licenziato un bilancio da 5.050 miliardi di yen (38,3 miliardi di euro) per la difesa per il prossimo anno fiscale, che inizia ad aprile 2016, con l'obiettivo di rafforzare la sua presenza nelle acque contese attorno alle isole Senkaku (Diaoyu per i cinesi), nel Mar cinese meridionale e negli specchi marini vicini a Taiwan.
Lo stanziamento rientra in un bilancio record da 9.670 miliardi di yen (733,3 miliardi di euro) che dovrà ora essere dibattuto nella Dieta, il parlamento nipponico, per essere votato. Rispetto all'anno fiscale in corso, il bilancio della difesa crescerà quindi dell'1,5 per cento surclassando il precedente record e segnando il quarto anno consecutivo in crescita.
Questo trend s'inquadra in una politica di rafforzamento militare perseguita dal governo Abe, che ha anche modificato l'interpretazione della costituzione pacifista cercando d'implementare un principio di "pacifismo pro-attivo", in base al quale il Giappone deve poter esercitare la difesa collettiva con i suoi alleati, in primis gli Stati uniti con i quali ha rinnovato quest'anno i suoi accordi di sicurezza, e inviare contingenti di peacekeeping all'estero.
Tra i sistemi d'arma che Tokyo vuole acquisire ci sono 17 elicotteri da pattugliamento navale SH-60K, sei cacciabombardieri F-35 e quattro aerei V-22 Osprey, che hanno la manovrabilità di un elicottero e il raggio d'azione di un aereo.